Non è una provocazione, non è per far polemica. L’invito di Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana, a un intervento diretto di monsignor Paglia per salvare Vincent Lambert non è una boutade. È il grido disperato di un popolo che si sente impotente, e chiede ai suoi pastori di agire, di farsi voce e braccia e gambe di fronte all’orrore.
Come hobbit in una Terra di Mezzo soggiogata da Sauron. Piccoli, fragili, soli. La fotografia di Tolkien sembra scattata pochi giorni fa: Isengard pare dietro l’angolo, lì ogni giorno vengono forgiate nuove menzogne, e Mordor è ormai una città nella città. Nelle nostre città. Ma tutto questo avviene nel silenzio, quasi con dolcezza: nell’aria non risuonano i corni della battaglia, il cielo non è sconquassato da nuvole tempestose. Eppure l’avanzata di Sauron continua ineluttabile, mossa dall’obiettivo di trasformare le comunità in gruppi di pedine grigie, sconosciute e intercambiabili. Sull’altare del mondo, il dio profitto e il mito della produttività. Fuori, lontano dai riflettori, i vecchi, i deboli, gli improduttivi.
C’è almeno una cosa buona nella storia di Alfie: ci ha fatti alzare in piedi in tanti, ha riempito diverse piazze negli ultimi giorni prima della sua morte, quando chiedevamo che l’Alder Hey rilasciasse il bambino, o almeno che non gli sospendesse alimentazione, idratazione e ossigeno – Milano, Roma, Torino e non solo. E domani, 9 maggio, nel giorno di quello che sarebbe stato il suo secondo compleanno, ne riempirà molte altre, oltre Milano Roma e Torino:
Il giorno del secondo compleanno di Alfie, una preghiera per lui e per tenere alta la guardia su tutti i bambini che verranno uccisi in Inghilterra e nel mondo, ovunque ci sia qualcuno che si azzarderà ancora a dire che la vita di qualcuno è “futile”.
Forse non riusciremo a fermarli, ma grideremo al mondo che stanno uccidendo un innocente.
Se nella vostra città ancora nessuno ha organizzato, fatelo voi!
“Il mio gladiatore ha deposto lo scudo e si è guadagnato le ali”. Con questo post pubblicato questa notte su facebook da Thomas Evans è stata annunciata la morte Alfie Evans alle 2.30 del 28 aprile 2018.
Nella tarda serata di ieri si erano diffuse notizie (non verificabili dopo la richiesta della famiglia di mantenere il riserbo sulla vicenda) su un aggravamento delle condizioni di Alfie, al quale era stata interrotta la ventilazione lunedì alle 22.17, su ordine del giudice Anthony Hayden.
Con un comunicato letto pochi minuti fa da Thomas Evans firmato insieme alla mamma di Alfie, Kate viene chiesto a media e sostenitori di tornare a casa.
Questa sera da Piazza San Pietro alle 22 – per essere nel pieno della preghiera alle 22.17!
PS – chi può fare una diretta Facebook? Noi poi la condivideremo qui, Costanza questa sera avrà un incontro già programmato in zona Casilina. Venerdì la possiamo fare di nuovo noi. Ieri sera eravamo in oltre tremila collegati a pregare insieme!
Preghiera in piazza San Pietro per ALFIE EVANS (26 aprile 2018)
Per dire al Papa che siamo con lui, grati per l’enorme impegno che ha messo in campo in questa vicenda,
per dire grazie al suo ospedale, il Bambin Gesù, a Mariella Enoc e alla sua squadra,
per dire che siamo fieri di essere italiani e concittadini di Alfie,
per dire ai genitori del bambino che non sono soli, anche se c’è qualcuno che sta tentando di assassinare il loro figlio togliendogli l’ossigeno e il cibo,
per gridare al mondo che non si possono perquisire le borse dei familiari di un bambino malato, non perché portano esplosivo o kalashnikov, ma bustine di zucchero,
per dire che sappiamo tutto, e che se Alfie morirà non potranno più dire che la loro diagnosi era giusta, ma grideremo dai tetti che è stato fatto morire di fame,
ma soprattutto
per chiedere a Dio che porti a termine il miracolo,
che sostenga Alfie nella sua lotta,
che sostenga i genitori martirizzati e torturati affinché i loro nervi non cedano,
per supplicare la sua Madre celeste che sciolga i nodi intricatissimi,
questa sera alle 22.17 – ora in cui sono state staccate le macchine – ci troviamo in Piazza san Pietro per pregare, con una candela in mano.
Chi può venga, chi non può preghi in contemporanea.
Dalla famiglia ci dicono che i #MEDICI vogliono TOGLIERE LA MASCHERINA DELL’OSSIGENO AD #ALFIE!! Il legalismo su cui fanno leva è che la mascherina non sarebbe di proprietà dell’ospedale. Thomas allora ne ha richiesta una di proprietà dell’ospedale MA LA NEGANO!!
Propongo per i giudici e i medici inglesi uno stage obbligatorio e inderogabile di tre mesi nell’ospedale di padre Aldo Trento, ad Asuncion, o in uno dei tanti, per fortuna, altri luoghi del mondo in cui la medicina forse ha meno mezzi, ma non ha perso la sua vocazione.
“Questa ‘inattesa’ resistenza fisica di Alfie alla pretesa insufficienza respiratoria letale dei medici rappresenta una ‘falsificazione’ – in termini popperiani – della tesi della completa perdita di funzionalità del sistema nervoso centrale. Le funzioni troncoencefaliche del bambino risultano infatti ancora sufficientemente integre da consentirgli una respirazione autonoma, anche se non è possibile prevedere per quanto questa potrà continuare in assenza di un supplemento di ossigeno. Anche il suo cuore continua a battere, a testimonianza dell’assenza di una compromissione sostanziale del miocardio”.
“I ministri degli Esteri Angelino Alfano e dell’Interno Marco Minniti hanno concesso la cittadinanza italiana al piccolo Alfie. In tale modo il governo italiano auspica che l’essere cittadino italiano permetta, al bambino, l’immediato trasferimento in Italia“. Lo rende noto la Farnesina.
Le procedure per il distacco del respiratore di Alfie sono state sospese. L’anticipazione è arrivata da Avvenire: “I genitori sono riusciti a ottenere un’ulteriore dilazione per chiarire un aspetto formale della sentenza”.
La sospensione è stata decisa dall’ospedale di Liverpool fino alle ore 16:30, ovvero le 17:30 ora italiana. E’ cio’ che, secondo quanto si apprende, avrebbe riferito il padre del bambino ad alcuni media.
Credo che molti di noi abbiano fatto praticamente tutto quello che era in loro potere di fare per Alfie. Qualcuno, come Benedetta Frigerio, ha fatto anche oltre il possibile (credo che non ami diffondere i particolari, però di certo si può dire che non si è limitata a fare la giornalista, a coprire l’evento). Oltre a chi come lei ha preso aerei e perso pasti c’è chi ha scritto, tradotto, raccolto firme, pregato, digiunato, vegliato, organizzato cose, chi si è occupato della difesa legale chi della copertura giornalistica. In questo esatto momento non sappiamo come finirà, la spina potrebbe essere staccata già lunedì ma ancora si continua a provarle tutte, in tutte le direzioni, sperando in una via di uscita che ora sembra impossibile, o magari in un miracolo.
Grazie a Caterina Masso che si è occupata dell’inglese e dell’etichetta (come si scrive a un reale inglese?), a Francesca Centofanti che ha raccolto tutte le firme in ore e ore di lavoro, mentre ogni persona che può sta percorrendo tutte le strade percorribili – anche noi un’altra… – pubblichiamo l’ultimo disperato tentativo.
Principessa Kate, migliaia di persone, italiani sconosciuti, madri e padri e non solo, le chiedono di aiutare Alfie come se fosse uno dei suoi tre figli.
Volevamo aspettare che la lettera le arrivasse, ma la sentenza di venerdì ha fatto precipitare le cose, e siamo costretti a pubblicare online prima che la lettera di carta giunga a destinazione.
Her Royal Highness The Duchess of Cambridge, Clarence House London SW1A 1BA
Your Royal Highness,
It is with a heavy heart brightened by hope that we resort to pleading for Your mercy for Alfie Evans.
La Corte Suprema ha respinto oggi il ricorso per evitare che l’Alder Hey Hospital stacchi la ventilazione ad Alfie Evans e permettere il trasporto di Alfie in un altro ospedale. Ricorso d’urgenza alla CEDU per evitare che già lunedì venga tolta la ventilazione ad Alfie.
Mandiamo tutti questa mail chiarissima all’arcivescovo di Liverpool, per dirgli che lo supplichiamo, qualunque cosa possa fare, la faccia. Bussi a tutte le porte, parli con chiunque può, opportune et importune, perché lui è il padre e il pastore di Alfie, un bambino che non ha ancora ricevuto una diagnosi, e non sta subendo accanimento terapeutico, ma cure proporzionate e necessarie alla sua vita, che è una cosa ben diversa come ha spiegato bene Giovanni Paolo II, e come ha ribadito Francesco.
La Chiesa tutta si alzi in piedi in difesa della vita. C’è un bambino piccolo che verrà ucciso, e si osa definire la sua vita inutile.
Grazie a tutti, e grazie a Caterina Masso che l’ha scritta per noi.
“È uno schiaffo alla ragione umana e una ferita alla coscienza, e segna una pagina tristissima della giurisprudenza che ci riporta a vicende del passato nefaste e irripetibili, l’affermazione che la vita di un bambino malato sia ‘inutile’. Ed è quindi con soddisfazione che accogliamo la notizia della sospensione della sentenza che avrebbe portato Alfie Evans alla morte”. Questo il commento di don Roberto Colombo, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma) e membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita (Città del Vaticano) sulle ultime notizie concernenti la vicenda del bambino britannico al centro di un contenzioso giudiziario tra i genitori e l’ospedale dove è in cura.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.