La vicenda #AlfieEvans, uno schiaffo alla ragione umana

fonte SIR

“È uno schiaffo alla ragione umana e una ferita alla coscienza, e segna una pagina tristissima della giurisprudenza che ci riporta a vicende del passato nefaste e irripetibili, l’affermazione che la vita di un bambino malato sia ‘inutile’. Ed è quindi con soddisfazione che accogliamo la notizia della sospensione della sentenza che avrebbe portato Alfie Evans alla morte”. Questo il commento di don Roberto Colombo, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma) e membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita (Città del Vaticano) sulle ultime notizie concernenti la vicenda del bambino britannico al centro di un contenzioso giudiziario tra i genitori e l’ospedale dove è in cura.


“Che un giudice sia giunto a conclusioni sulla presunta inutilità del bambino sulla base delle considerazioni cliniche sul ‘cervello di Alfie’ – spiega don Colombo – risulta ancor più sconcertante, perché opera un salto mortale dal biologico all’antropologico, dall’osservazione empirica al valore umano, che è epistemologicamente azzardato ed eticamente inaccettabile”.
Il docente e genetista sottolinea che “la medicina, con l’esame obiettivo e le indagini strumentali, ha il compito di riconoscere alcune terapie come ‘appropriate’ o ‘futili’ se apportano oppure non apportano un beneficio fisiologico o sintomatico al malato, non quello di provare la ‘utilità’ o meno della sua vita”.

Papa Francesco, ricorda don Colombo, “questo principio – che nessuna vita umana è inutile, in qualunque condizione o circostanza si trovi – lo ha già affermato non con una dichiarazione ma con un gesto molto forte. E i gesti del Papa valgono ancor più delle parole: sono pietre della roccia di Pietro”. Nell’estate del 2013 infatti, a Rio de Janeiro, durante la Messa che ha concluso la Giornata mondiale della gioventù davanti a oltre due milioni di persone, il Papa “ha accolto sull’altare una bambina anencefala, ancora in vita nonostante la gravissima anomalia cerebrale congenita, e i suoi genitori che gliela hanno presentata”.
“Non è una lesione del cervello, benché grave, estesa, o ‘terminale’ a privare di significato, utilità e valore la vita di un bambino – conclude don Colombo -, che è sempre un dono prezioso per i genitori, per la Chiesa e per l’umanità​”.

 

leggi anche Un importante e autorevole contributo sulla vicenda Alfie Evans

36 pensieri su “La vicenda #AlfieEvans, uno schiaffo alla ragione umana

  1. Giuseppe

    Siamo in una dittatura eugenetica, concepita dal seme del demonio che ha fecondato la ns cultura. Oggi questa schifosa creatura cresce e si sviluppa, nutrendosi del silenzio. Quanti aborti si sarebbero evitati se a genitori cristiani fosse permesso di parlare, quanti drammi, quanti lutti in meno, quante vite in più se si potesse o volesse fornire, anzitutto, corrette informazioni mediche e scientifiche, e poi storie concrete, non dipinte di rosa, ma vive perché fondate sulla Speranza, testimonianze di Fede e di amore vero. Non parlare, non scrivere, non urtare, rimuovere, esser indifferenti. Tutti fermi tutti zitti. Chi siamo per giudicare ?
    Ebbene, siamo cristiani e siamo chiamati a giudicare. Non le persone, non i fratelli, i miseri, i fragili, nemmeno noi stessi. Ma il mondo eccome se siamo chiamati a giudicarlo, il mondo il cui principe è il demonio che si impossessa della nostra vita per renderci infelici, perché e invidioso dell’Amore a cui siamo destinati. In fondo la vicenda di Alfie – nella sua inaccettabile criminosità – è meno ipocrita di quanto sia l’aborto. Mette impietosamente a nudo la verità, da sempre denunciata: “sì, ok, è nato, è vivo, ma non serve, è inutile”, come a dire “prima, dopo, ok, avete ragione, non era questo il punto… questi vanno eliminati e basta”. Anche per il povero Alfie di aborto si tratta, interrompere la sua vita. Anche contro la volontà dei genitori: “non è vostro, è nostro, è dello Stato, decidiamo noi, decide la dittatura”….
    C’è un tempo per parlare e un tempo per tacere. Oggi la Chiesa deve parlare, sempre, quando il demonio presenta il conto e mette in atto il piano che abbiamo accettato. Se anche la Chiesa perde la sua voce chi ci salverà da questa cultura?
    Questo vale per tutti noi cristiani, me per primo, in ogni àmbito e situazione. Ora, nello specifico, non voglio contraddire questo don Colombo, ma mi pare risibile ricorrere a un episodio risalente a cinque anni fa in cui papa Francesco abbracciò una disabile, per affermare che – nella drammatica emergenza di un bimbo che oggi ha le ore contate – la sua voce risuoni forte e determinata contro l’ Erode di turno. Se uno sta per esser spinto giù da un balcone non posso dire: ” ma tanti anni fa già avevo dimostrato di non esser d’accordo… ” Chiaro, non è colpa del povero papa se accadrà qualcosa a Alfie, ma il Pontefice è l’autorità morale del mondo, anche per i non cristiani. Lui per primo, e tutti dietro di lui: vescovi, Pontificia Accademia per la Vita, ogni religioso e laico deve far sentire con forza la propria voce. Difendere la vita che nasce e che muore è più importante che difendere dignità sociale, di razza, economica o ecologica. Se non si difende con santa ferocia, direi, la Vita, non ha senso difendere il resto.

    1. Gian Piero

      “I gesti del Papa valgono piu’ delle parole”.
      Mi e’ sfuggito caro don Colombo ma quale gesto ha fatto il Papa per Alfie?
      Ha mandano un messaggino tweet? Il minimo sindacale mi pare. Soprattutto se confrontato coi continui gesti e parole a favore dei migranti.

    2. Enrico Turomar

      Ho seri dubbi che per la Gran Bretagna il Papa sia questa grande autorità. Oltre che Capo di una religione con cui in passato hanno avuto ‘dissapori’, è anche un Capo di Stato. Non so se un suo intervento diretto sarebbe accolto bene o sarebbe preso come un’interferenza indebita.
      Io penso che se ci mettiamo a fare cattolici contro resto del mondo non si va da nessuna parte. E’ chiaro che noi difendiamo la vita sempre perché siamo cattolici, ma questo concetto potrebbe/dovrebbe essere condiviso da atei, agnostici, persone di altre religioni. Perché se ragioni seriamente capisci che non c’è modo di decidere (e di stabilire chi può decidere) quale è una vita degna e quale no.
      Tanti purtroppo non la pensano così, proprio ieri discutevo con una tizia inglese sul sito FB dell’ospedale e lei alla fine ha detto che avrebbe preferito i suoi figli morti piuttosto che in coma. Anzi è arrivata a dire che che tenere in coma una persona a lungo non è etico. Questa più o meno è la stessa posizione del giudice (sarebbe da verificare da parte degli avvocati se per la legge inglese un giudice può spingersi a dare giudizi di questo genere ed eventualmente fare un ricorso per ricusarlo) ed entrambi non cambieranno idea solo perché il Papa la pensa diversamente.

      1. Kosmo

        mode sarcasmo on
        Eh già, quanto poco intelligentemente Benedetto XV ha parlato contro l’ Inutile strage, quanto poco accortamente Giovanni Paolo II ha parlato contro la guerra in Slovenia, in Croazia, contro la guerra in Iraq…
        Quanto male ha fatto Giovanni Paolo II nei suoi appelli contro la pena di morte quando si doveva eseguire qualche sentenza di morte in USA.
        E il Vaticano che ha proposto la moratoria sulla pena di morte, quanto male ha fatto… Mica lo ascolteranno il Pontefice, specialmente all’ONU…
        mode sarcasmo off

        1. Enrico Turomar

          Sarcastico,
          innanzitutto le situazioni sono differenti. Chiedere la grazia per un condannato a morte è come dire: hai ragione, è colpevole, non metto in discussione il tuo sistema giudiziario, ma per piacere non ucciderlo. Siccome la morte in quel caso è la punizione, ci può stare che un governatore decida di essere clemente e risparmiare il condannato. Qua il giudice ritiene che la condanna sia lasciarlo vivere, la situazione è opposta.
          Volendo rispondere in mode sarcastico potrei dirti: hanno contato le parole dei Papi? No, perché nella maggior parte dei commenti che leggo che chiedono l’intervento di Francesco, traspare la sicurezza che se intervenisse lui allora Alfie lo spedirebbero a Roma con volo di Stato.

      2. PaulBratter

        Volevo anche aggiungere che il papa dovrebbe avere un motivo in più per parlare chiaramente su questa vicenda visto che è stato direttamente chiamato in causa dai giudici inglesi per giustificare la loro mortifera sentenza
        https://costanzamiriano.com/2018/02/24/la-preghiamo-santo-padre-non-permetta-che-si-usino-le-sue-parole-per-uccidere-alfie/
        e che il tweet non è il minimo sindacale, ma un sottominimo, oltretutto è come sempre ambiguo
        («È la mia sincera speranza che possa essere fatto tutto il necessario per continuare ad accompagnare con compassione il piccolo Alfie Evans…» accompagnare verso dove???)

        1. Enrico Turomar

          Sicuramente per sbaglio hai tagliato il resto della frase di Francesco: ‘e che la profonda sofferenza dei suoi genitori possa essere ascoltata’.
          ‘Continuare ad accompagnare’ e ‘la sofferenza venga ascoltata’ secondo me non lasciano dubbi sul significato, ma più d’uno quando parla Francesco sembra non capire l’italiano.

    3. “Oggi la Chiesa deve parlare, sempre, quando il demonio presenta il conto e mette in atto il piano che abbiamo accettato. Se anche la Chiesa perde la sua voce chi ci salverà da questa cultura?”

      Ma la Chiesa non perderà la sua voce sino a che anche un solo Cristiano degno di tal nome abbia voce.

      (Non lo dimentichiamo, perché ognuno di noi è interpellato…)

    4. Luigi

      Condivido in pieno. Alfie sta tirando fuori il mostro che si è annidato nel nostro occidente non più cristiano.
      Un piccolo Davide contro Golia

  2. La Samaritana

    Non so se si può fare un commento migliore di quello di Giuseppe, io no, per cui sottoscrivo. Ma aggiungo solo: grazie a tutti quelli che si sono rifiutati di tacere, di chi, ognuno secondo la misura che gli è stata data, è intervenuto e interverrà ogni volta che è necessario.

  3. francesco

    “Io penso che se ci mettiamo a fare cattolici contro resto del mondo non si va da nessuna parte.”
    giusto: bisogna discernere (accogliere e accompagnare).
    il tutto con una strage degli innocenti in corso.

    1. Enrico Turomar

      Ironia fuori luogo, visto che discernere ed accompagnare c’entrano come i cavoli a merenda.
      A me interessa la vita di Alfie per cui credo che la cosa migliore sia raccogliere più consensi possibili per vedere di smuovere la ‘giustizia’ inglese.
      Se invece l’importante è far vedere quanto siamo bravi noi cattolici, allora andiamo là e ricordiamogli il giudizio di Dio che li aspetta, medici e giudice. Magari si incacchiano ed accelerano le procedure, ma noi gli abbiamo detto la verità e quindi siamo a posto.

      1. Luigi

        “Se invece l’importante è far vedere quanto siamo bravi noi cattolici, allora andiamo là e ricordiamogli il giudizio di Dio che li aspetta, medici e giudice”

        Come fece Giovanni Paolo II nei confronti dei mafiosi?

  4. Il mondo sta ragionando con la loro indifferenza, purtroppo, anche tra amici, incredibile ma vero.
    Se mi permetto di dire anche tra amici, è perché ho un ricordo a questo riguardo, mi spiego. ….
    .Nel anno 2000 quando mia carissima figlia era nel coma, mi disse l’amica,.. fosse mia figlia è meglio che muore, sono rimasta senza parole, e disse ma guarda io prenderò cmq sempre cura di mia figlia, succede quello che succede, l’amore per un figlio/figlia non ha frontiere….come la vita e la morte non siamo noi a decidere, ma Dio Creatore di ogni persona ….
    Certo non possiamo stare zitti verso un mondo cosi ingiusto, verso i più piccoli, il combattimento è più che lecito, per la difesa della vita.

    Grazie.

  5. Enrico Turomar

    Buona Domenica a tutti. Io pregherò per Alfie e per quelli che ogni occasione è buona per polemizzare col Santo Padre.

    1. francesco

      io polemizzo con te, non con Bergoglio .
      e non preghero ne’ per te ne’ tantomeno per lui. a voi (e a me) ci pensera’ Colui che puo’ farlo. nil inultum remanebit.
      preghero’ per Alfie casomai, e i suoi genitori.

  6. roberto

    ma come! Gli inglesi amano così tanto i bambini siriani, tanto da scatenare la terza guerra mondiale, che ipocriti e guerra fondai.

  7. Sabino

    Gesù ha sempre parlato, anche quando ciò che diceva faceva scandalo anche tra i suoi apostoli. Se non avesse parlato, la luce non avrebbe illuminato il mondo e straremmo ancora aspettando la salvezza. Ci si dimentica che nel cristiano chi parla non e’ lui, ma il Signore. Più si tace, più diventa difficile parlare, perche al mondo ciò che diciamo sembrerà ancor più assurdo. La Chiesa oggi sconta la sua lunga afasia, almeno nei vescovi e nei sacerdoti, perché G.P II e Benedetto parlavano. Guardiamo in faccia la realtà. Paglia, il massimo esponente della Accademia della vita, rivoltata come un calzino da Papa Francesco, ha approvato le uccisioni dei bambini in Inghilterra. E’ stato rimosso, rimproverato, smentito? Un giudice inglese si e’ appellato allo scritto del papa per dare convincere i genitori che avevano torto. Ha interpretato male le parole del pontefice? Può darsi, ma non e’ stato smentito da chi doveva. Ma, si dice, c’e’un problema, diciamo così, di prudenza, per cui e’ bene non irritare troppo la suscettibilità laica di chi deve decidere. Bene, a parte che, quando ci sono in gioco principi fondamentali, la verità non può essere messa sotto il moggio ma sul lucerniere, che cosa e’ stato fatto al riguardo perche’ la verita’ fosse detta sia pur nel modo meno irritante? Si e’ suggerito al primate inglese o al vescovo locale di parlare? Giudicate voi. E poi finiamola con questa storia del desiderio che ci sarebbe in noi cogliere ogni occasione per criticare il papa. Può darsi che ci sia in qualcuno uno stato d’ animo di tal genere, ma per parte mia e degli interlocutori di questo blog credo cha saremmo felicissimi, anche dandone pubblicamente atto con la massima evidenza possibile, di ogni parola chiara e sicura del papa a difesa della verità di sempre.

    1. Adolfo

      Condivido tutto. E aggiungo che è molto sbagliato ragionare in base agli effettivi risultati che si potranno ottenere.
      Non dimentichiamo che la vita umana di Cristo è finita nel peggior modo possibile: un fallimento totale. Ragionando in termini di efficacia, dovremmo concludere che Egli avrebbe fatto molto meglio a stare zitto.

      I Pastori dovrebbero proclamare e difendere la verità, in ogni caso. Se non lo fanno, vuol dire che non sono veri Pastori, ma mercenari.

      E poi non è neppure vero che si abbia paura di “irritare” qualcuno: basti pensare all’ossessione con cui si porta avanti la richiesta di accoglienza indiscriminata dei migranti, per comprenderlo.

      1. Enrico Turomar

        Un conto è difendere (o non difendere) se stessi, un conto è difendere gli altri. Va là che se potesse salvare la vita ad un tuo caro non esiteresti a chiedere l’aiuto di chiunque.
        Chiedere questo aiuto non significa affatto accantonare la verità, ma quest’ultima non deve essere usata come pietra da scagliare contro gli altri.

        1. Adolfo

          Già, le pietre debbono essere scagliate solo contro i cattolici che “osano” ribadire la retta Dottrina. Ma questo ormai si era capito.

    2. roberto

      Hai pienamente ragione.Il silenzio assordante ed ipocrita dei:Valdesi,luterani,pentecostali.testimoni di Geova,avventisti e tutti, fa veramente vergogna.Questi non sono neppur cristiani ma pagani.

    3. Enrico Turomar

      ‘ ma per parte mia e degli interlocutori di questo blog credo cha saremmo felicissimi, anche dandone pubblicamente atto con la massima evidenza possibile, di ogni parola chiara e sicura del papa a difesa della verità di sempre.’

      Ti porto un semplice esempio per mostrarti che non è così. Anche Francesco ha parlato ai mafiosi, forse con parole ancora più dure di quelle di S. GPII, ma come vedi in un commento si è preferito ricordare GPII.

    4. Enrico Turomar

      ‘Si e’ suggerito al primate inglese o al vescovo locale di parlare?’

      Queste cose non si fanno certo con lettere aperte sui quotidiani. Non mi pare corretto criticare una persona, tanto più il Papa, non conoscendo come stanno le cose.

  8. anna maria

    Mi pare di capire che un po’ tutti siamo d’accordo che la vita di Alfie Evans è di fondamentale importanza. Allora, mettendo da parte i diversi punti di vista personali sull’intervento di Papa Francesco, che tra l’altro oggi durante l’udienza domenicale, si è fatto promotore di un richiamo a tutti i responsabili, perchè la vita di Alfie venga rispettata per tutto il tempo che le sarà concesso di vivere. Ha anche nominato altri casi simili e anche per loro ha invocato il buon senso che pare la massa, sembra non possedere più, spero siamo d’accordo che una preghiera per Alfie e altri come lui, la possiamo fare con tutta la Fede di cui disponiamo, e i risultati positivi, non mancheranno di realizzarsi .
    Chissà se un domani non lontano ci sarà dato di vedere un mondo migliore da lasciare in eredità ai nostri figli, nipoti e pronipoti!?
    Io spero di sì, se saprò porre la mia Speranza in Gesù Risorto.
    Con affetto fraterno a tutti voi Anna Maria

    1. Enrico Turomar

      Oggi si sono trovati di nuovo di fronte ad un giudice. Il legale degli Evans ha lamentato la violazione dei diritti dei genitori, i legali dell’ospedale, il tutore di Alfie (che come quello di Charlie Gard in realtà stava dall’altra parte) e infine purtroppo il giudice hanno negato questa violazione. Nella discussione ha molto influito il fatto che ormai era già stato approvato in ogni grado di giudizio che il miglior interesse del bimbo era che fosse lasciato morire.
      Quindi il giudice ha respinto il ricorso e probabilmente il giudice che aveva stabilito il miglior interesse deciderà dove e quando Alfie verrà sedato e gli verrà tolto il respiratore.

  9. Sabino

    Turomar.
    Ma se un intervento ci fosse stato, le pare che i vescovi inglesi non avrebbero parlato? Credo che un’opinione del genere non puo non apparire fondata.

  10. Di sicuro chi sente di aver ricevuto un ulteriore “schiaffo” (anche piuttosto pesante) è il Tom Evans, il padre del piccolo Evans.

    Questa sua accorata lettera (che personalmente trovo degna di un cristiano, ma anche non lo fosse poco cambierebbe…)

    Sua Eccellenza Reverendissima
    Arcivescovo Malcolm Patrick McMahon

    Arcidiocesi di Liverpool

    Eccellenza reverendissima,

    Mi chiamo Thomas Evans e sono il papà di Alfie.

    Ho letto con grande dolore il comunicato stampa diffuso dall’Arcidiocesi sulla situazione di mio figlio.

    Il più grande dolore deriva dal fatto di non essere stato riconosciuto come figlio di Santa Madre Chiesa: io sono cattolico, sono stato battezzato e cresimato e guardo a Lei come al mio Pastore e al Santo Padre come al Vicario di Cristo in terra…. *

    Per questo ho bussato alla porta della Chiesa, domandando aiuto per salvare mio figlio dall’eutanasia che vogliono somministrargli!

    Anche Alfie è battezzato, come me e come Lei, Eccellenza, e vorrei che si pregasse per lui, per noi, il solo vero Dio.

    So che la morte di mio figlio è un’eventualità precisa e forse anche vicina, e so che lo aspetta il Paradiso… quali peccati potrebbe mai aver commesso, povera anima innocente, inchiodata a un letto, come ad una croce?

    Ma so anche che la sua vita è preziosa agli occhi del Signore e che ha anche lui una missione da compiere… forse proprio quella di metterci di fronte alla necessità di mostrare al mondo la crudeltà che si nasconde dietro le parole del giudice che ha definito la sua vita “futile”, assecondando la definizione che ne dà l’ospedale che vuole soffocarlo.

    Io non sono medico, ma vedo che mio figlio è vivo e vedo che non viene curato e da mesi chiedo all’ospedale di lasciarci trasferire nostro figlio, di Kate, mio e del Signore, laddove hanno promesso di prendersi cura di lui fino a quando il Signore non lo chiamerà a Sé, perché avrà compiuto il suo pellegrinaggio.

    Perché non ci vogliono lasciar portare via nostro figlio?

    Se lo è domandato, Eccellenza?

    Noi non vogliamo accanirci, e che nessuno si accanisca su di lui, ma vorremmo almeno che fosse diagnosticata la malattia che lo affligge, che gli fossero prestate le cure migliori.

    E non crediamo che l’Adler Hey sia in grado di farlo: ha dimostrato a noi e al mondo di non saperlo e di non volerlo fare.

    Loro affermano di voler rimpiazzare il trattamento medico con cure palliative.

    Ma in verità, ciò che stanno facendo sono esclusivamente cure palliative già da mesi e proprio quelle vogliono sospendere, insieme alla respirazione artificiale, per sedarlo e lasciarlo morire soffocato.

    Ora a me pare che questo non sia giusto e non sia cristiano.

    Per me questa è eutanasia e non vogliamo che il nostro bambino sia lasciato morire così, perché, oltretutto, ciò sarebbe un ulteriore precedente, come quello di Charlie Gard, per impedire a noi genitori di prenderci cura dei nostri figli malati, che lo stato considera un peso, perché malati, appunto, inutili, improduttivi e costosi.

    La prego, perciò, Eccellenza, di voler accettare la mia richiesta di aiuto e di voler portare al Santo Padre la mia voce, affinché sia fatto tutto il possibile per aiutare me e sua madre Kate a portare Alfie fuori dalla Gran Bretagna, perché possa essere curato fino al naturale termine della sua esistenza terrena.

    Invoco la Vostra benedizione, e la prego di accogliere i saluti di Kate e miei.

    Liverpool 15.4.2018

    è in risposta ad un documento dell’Arcidiocesi di Liverpool (titolato “Alfie Evans”) che in verità, lascia quanto meno perplessi

    Alfie Evans è il figlio di Tom Evans e Kate James. Dell’età di 23 mesi, è ricoverato all’Alder Children Hospital di Liverpool da Dicembre 2016 in quanto affetto da una condizione neurodegenerativa non diagnosticata, la maggior parte del tempo trascorso con il ventilatore.

    Il personale medico operante «nel supremo interesse del minore» desiderava rimuovere il trattamento medico e sostituirlo con le cure palliative. I genitori di Charlie hanno ricusato questa decisione e a Febbraio, a seguito di un’udienza alla Sezione Famiglia dell’Alta Corte di Londra e Liverpool, mr. Justice Hayden ha sentenziato che i medici all’Alder Hey avevano facoltà di interrompere i trattamenti di Alfie. Ciò contrastava coi desideri dei genitori.

    I genitori hanno contestato senza successo questa sentenza all’Alta Corte, la Corte d’Appello, infine la loro istanza è stata rigettata dalla Corte Suprema del Regno Unito e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

    La dirigenza ospedaliera e i genitori non sono stati in grado di concordare un programma per le cure palliative. L’11 aprile l’ospedale, com’era difatti legalmente obbligato a fare in una situazione del genere, si è rivolto nuovamente all’Alta Corte e allo scopo di ottenere il permesso per il distacco del ventilatore di Alfie e attivare un programma di cure palliative. Mentre la corte approvava un piano per il fine-vita preparato da specialisti, il giudice Hayden ha affermato che il disturbo neurodegenerativo non diagnosticato di Alfie fosse «profondamente ingiusto». Ha proseguito col dire che i dettagli del piano non possono essere diffusi perché Alfie aveva diritto alla privacy.

    La comunità Cattolica (Romana) dell’Arcidiocesi di Liverpool insieme ad altre confessioni e fedi continua a pregare per Alfie, la sua famiglia e coloro che lo accompagnano in questo viaggio. Il Vescovo Tom Bishop, Ausiliare di Liverpool, il quale ha lavorato come cappellano ospedaliero per molti anni, è stato coinvolto con la squadra del cappellanato all’Alder Hey, offrendo supporto ai medici e al personale. Non ha incontrato i genitori *che, beninteso, non sono Cattolici.
    *(leggasi sopra il riferimento nella lettera di Tomas Evans)

    In queste ultime settimane ci sono stati diversi raduni descritti variegatamente come “dimostrazioni”, “proteste” e “manifestazioni” per offrire «supporto per Alfie e la sua famiglia». Esse hanno avuto luogo all’interno e nei dintorni del centro metropolitano di Liverpool3, hanno visto la partecipazione di diverse centinaia di persone.

    Nella sera di ieri (giovedì 12 aprile 2018), una grande dimostrazione di circa 1000 persone si è svolta al di fuori dell’Alder Hey Hospital. I genitori avevano predisposto il trasporto per il trasferimento di Alfie dall’ospedale, ma non c’è stato modo. Si è ipotizzato che la dimostrazione si sia svolta in quanto il momento stabilito per la rimozione dei trattamenti sarebbe stato imminente.

    Il comunicato che segue è stato diramato dalla Polizia del Merseyside a seguito della dimostrazione:

    Comunicato dell’Assistant Chief Constable Serena Kennedy:

    «Stanotte (giovedì 12 aprile) eravamo presenti all’Alder Hey Hospital, mentre l’ospedale e la famiglia di Alfie Evans cercavano chiarezza da Mr. Justice Hayden in relazione al trattamento di Alfie.

    Per quanto fosse pacifica, la vasta protesta che ha avuto luogo stanotte ha causato significativi disturbi al traffico e inconvenienti per altre persone che cercavano di accedere all’ospedale. Voglio ricordare alla gente di considerare cortesemente gli altri utenti dell’ospedale: gli intoppi avrebbero potuto causare seri problemi per lo staff e per i pazienti.

    Comprendiamo perfettamente come questo sia un momento molto delicato ed emotivo per tutte le persone coinvolte, e in tal senso vorrei anche manifestare un nostro apprezzamento per il mondo in cui la famiglia di Alfie è stata capace di parlare alla folla per rassicurarla e garantire la calma».

    L’Alder Hey Hospital ha prodotto il comunicato che segue:

    Comunicazione dell’Alder Hey Children’s NHS Foundation Trust

    (13 April 2018)

    «La scorsa notte l’ospedale ha subito notevoli disagi dovuti alla vasta protesta che riguarda uno dei nostri pazienti. Vogliamo rendere merito al nostro incredibile staff, che ha lavorato infaticabilmente in condizioni di estrema difficoltà nel gestire le conseguenze di tali disagi.

    Alder Hey è un luogo speciale con personale altamente qualificato, professionisti che dedicano la loro vita alla cura e all’accudimento di migliaia di bambini disabili e malati ogni anno.

    La nostra priorità sarà sempre la protezione e il mantenimento del benessere dei pazienti e dello staff, di continuare a provvedere con cure elevate ai pazienti e le famiglie, cosa sappiamo essere riconosciuta da colleghi di tutto il Sistema Sanitario Nazionale oltre che di un più largo pubblico».

    L’Alder Hey Hospital è stato un centro di eccellenza nelle cure pediatriche per più di 100 anni e si prende cura di più di 270mila bambini, giovani e famiglie ogni anno. Non opera isolata e le evidenze cliniche sono raccolte da centri di tutto il mondo.

    Si riporta che questo pomeriggio, venerdì 13 aprile, i genitori e i loro rappresentanti legali presenteranno un’ulteriore contestazione legale che verrà udita nella Corte di Appello di lunedì prossimo, 16 aprile: in attesa di quel giudizio, Alfie continuerà a ricevere i suoi trattamenti. Si è ipotizzato che il contenzioso potrà avere in oggetto i diritti dei genitori di dimettere Alfie dall’ospedale. Si riporta inoltre che alcuni ‘manifestanti’ hanno in programma di raccogliersi di fronte all’ospedale nel pomeriggio odierno.

    Al di là di ogni ulteriore commento o valutazione personale, balza agli occhi come l’Arcidiocesi appoggi di fatto e in toto la posizione dell’Alder Hey (riportando al suo interno un suo comunicato ufficiale e anche quello della Polizia …a che pro in particolare quest’ultimo?), ma ciò che particolarmente ferisce è l’affermazione che i genitori di Alfie «beninteso, non sono Cattolici…».

    Ora, al di là del fatto che è un’affermazione assolutamente erronea, quanto meno per Thomas e per Alfie (che è un piccolo battezzato), ci sarebbe forse una differenza?
    E’ questo l’esempio di accoglienza e di attenzione alle umane sofferenza che dovrebbe dare una qualunque Diocesi della Chiesa Cattolica? (e il suo Pastore… o è ignaro del documento?)

    Il documento della curia a firma di Peter Heneghan, Press Officer dell’Aridiocesi di Liverpool, che da quel che leggo non è stato dato alla stampa, come dovrebbe essere letto? Qual è il suo senso ultimo e il suo scopo?

    Da https://www.breviarium.eu/2018/04/16/arcidiocesi-liverpool-malcolm-patrick-mcmahon-thomas-evans/

    1. Kosmo

      Io *SPERO* che sia solo un fake, perchè mi sembra scritto malissimo. Non è giustificato a blocchetto, tutto il layout non mi sembra ‘degno’ di un Arcivescovado. Insomma la forma non è quella che ci si aspetterebbe.

  11. Salvatore Casalini

    L’ospedale e il tribunale farebbero lo stesso se i genitori fossero islamici?
    Salvatore

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