L’attacco è concentrico, vale ancora la pena resistere?

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Oggi era una di quelle giornate che non finiscono mai. Poi, a un certo punto, ha cominciato a intravedersi la luce alla fine del tunnel. Strisciando pancia a terra in direzione del divano – obiettivo cioccolatino con abbiocco istantaneo – qualcosa mi ha trattenuto. Dovevo scrivere questo post. Ho indossato la tenuta da combattimento, la felpa pellicciata che la mia amica Federica mi ha spedito dalla Casa Bianca, altrimenti detta Air Felp One, e ho acceso il computer. Va be’, più esattamente ho messo la felpa, ho mangiato due fette di polpettone e ho acceso il computer.

Sono giorni che provo uno strano disagio. Dunque. Come ho raccontato decine di volte, quattro anni fa mi sono messa a scrivere un libro mentre cercavo una valida alternativa alla contemplazione delle macchie di muffa sul muro. Siccome non sapevo che metterci, dentro questo libro, ho raccontato l’unica cosa che mi stesse veramente a cuore, e cioè convincere le mie amiche del fatto che nonostante tutto valesse la pena sposarsi. Potevo dirlo, e fino a quel momento lo avevo detto alle mie amiche telefonando loro una ad una, proprio perché avevo avuto anche io esattamente tutti gli stessi dubbi e tutte le stesse loro difficoltà. Mio malgrado, dopo l’uscita del libro sono presto diventata una specie di simbolo della battaglia a difesa della famiglia, una sorta di marmorea custode di una rigida istituzione solida e incrollabile, una cristallina stentorea voce in grado di risuonare sul caos. Sempre mio malgrado, non più una sorella delle mie amiche in difficoltà come me, ma una che aveva tutte le risposte, non più una che faceva fatica, ma una che si era lasciata la fatica alle spalle, non più una che bussava a molte porte (cioè a Dio e ad alcuni santi, alcuni viventi altri già canonizzati) per supplicare aiuto e misericordia e guida, ma una che la guida la poteva offrire agli altri. Figuriamoci.

Però quando ti ci trovi, quando cammini e ti volti indietro e ti accorgi che ci sono persone che ti stanno seguendo che fai? Ti schermisci e dici “non seguitemi mi sono persa anch’io” perché coltivare il dubbio si porta molto? O non cerchi piuttosto di incoraggiare chi si fida di te, pur sapendo che continui a essere la stessa schiappa di prima, quella squinternata che cerca aiuto ovunque, perché hai capito che l’aiuto che ha funzionato per te può servire, evidentemente, anche ad altri?

Ecco dunque come è successo che mi sono trasformata in una paladina con la spada fiammeggiante, pur non avendo il fisico per il ruolo (ho i denti storti, i capelli a forma di asparagio, i piedi grossi e il trucco sempre colato). Io volevo solo dire che valeva la pena provarci, che la famiglia ha senso, che è un sistema imperfetto, ammaccato, zoppicante, ma comunque il migliore possibile.

Il problema è che la famiglia è sotto attacco, un attacco che non è mai stato così aggressivo e dilagante nella storia dell’umanità, come ha ripetuto recentemente anche Papa Francesco in uno dei discorsi ignorati dai più (evidentemente non è piaciuto ai giornali –  QUI il testo).

È sotto attacco, prima ancora, la differenza stessa tra maschile e femminile, il fondamentale meccanismo di funzionamento dei rapporti tra uomo e donna, due creature che, pur parlando idiomi a loro stranieri, devono cercare di capirsi, e che in questo sforzo di reciproca traduzione possono scoprire il mistero e la bellezza di volersi bene veramente. Questo attacco è concentrico, e talmente vasto che non ce la posso fare a raccontarlo in tutte le sue tappe. Tutto, dalla cultura mainstream alle leggi disegnate o approvate, dai film alla pubblicità, da quella compatta uniforme carovana composta dal giornalista collettivo sembra concordare: la teoria del gender ha vinto. L’irrilevanza della differenza tra maschio e femmina, ritenuta un prodotto culturale e non una struttura profonda ricevuta in dotazione, viene proclamata ovunque, con diverse gradazioni di gravità. Dalla più opinabile gestione delle cose in casa, gestione che il mainstream vuole totalmente paritaria (anche se  un uomo contento di organizzare una festicciola a casa per sedici ragazzini con caccia al tesoro autoprodotta ci sarà pure ma io lo devo ancora conoscere) alla evidentemente gravissima possibilità di adottare figli per coppie dello stesso sesso. Nel mezzo c’è tutta una serie di problemi derivanti dall’irrilevanza di maschile e femminile: per esempio un’assurda concezione del mondo del lavoro plasmato sui maschi e nemico delle donne nella loro specificità, la maternità. Per esempio la propaganda lgbt nelle scuole (i libri di testo sin dalle elementari sono disseminati di messaggi subliminali, quando non sono un’aperta propaganda, ho visto libri usati negli asili nido – avete letto bene, nido – agghiaccianti), per esempio una specie di polizia del linguaggio nelle redazioni, con il decalogo di parole che ci vorrebbero vietate: dire “utero in affitto” in certi paesi tipo il Canada è già reato. (Uteroinaffitto uteroinaffitto uteroinaffitto, lo dico quanto mi pare e lo dirò sempre perché ricorda che per dare un bambino a due maschi, che un figlio non lo possono avere, è stata usata una donna, per quanto a pagamento).

Di fronte a questa compatta aggressività con cui si muovono i giganti Golia, noi Davide armati di fionda – incontri nei teatri del centro o nelle parrocchie di periferia, blog, libri, social e poco altro – noi che dovremmo vivere non so quanti anni per totalizzare sera per sera parrocchia per parrocchia lo stesso numero di spettatori di una puntata di Fazio, che possiamo fare? Continuare a tirare i nostri sassolini, a rischio di renderci antipatici (io a volte mi sto antipatica e mi annoio da sola), a rischio di essere quelli contro, di essere i “rosiconi”, quelli insopportabili a cui ti verrebbe da dire “ma che vuoi, se la famiglia è bella tieniti la tua, e non impedire a me di costruire la mia come mi piace”? Smettere di combattere e cercare l’evangelizzazione per inseguimento, cioè solo con la testimonianza della vita, di cui parla anche Papa Francesco?

È una domanda che mi faccio seriamente. Una vera domanda. Anche perché me l’ha posta una persona che considero un santo, e a cui voglio bene. Ho riflettuto per cercare di rispondere. Dunque, cosa ho veramente a cuore io?

A me alla fine non interessa che venga bloccata la legge Scalfarotto, figuriamoci, a me interessa la vita eterna, la mia e quella delle persone a cui tengo prima di tutto, e poi delle altre, certa come sono che cercando di conquistarcela avremo anche il centuplo quaggiù, cioè saremo felici sin d’ora. Ai fini della vita eterna e del centuplo, dunque, è meglio smettere di fare proclami e cercare “solo” (con mille virgolette, lo so che non è poco, è moltissimo) di pregare e di vivere meglio che posso, perché di ogni mia parola mi verrà chiesto conto? È meglio cercare di farmi “solo” compagna di cammino di chi incontro? È meglio smettere di dire che Elton John ha fatto una cosa crudele per ottenere quel bambino da tenere in braccio, perché gli omosessuali hanno un legittimo desiderio di paternità o maternità (tutti i desideri sono legittimi, il punto poi è il giudizio)? È meglio gridare contro certi libri diffusi a scuola, o lasciare che i bambini vi siano esposti facendo un lavoro di controinformazione a casa? Sono domande che mi faccio davvero, che mi sono fatta. Io sono sempre quella di quattro anni fa, quella che fa fatica, e che ha scritto cercando un’alternativa alla contemplazione della muffa sul muro. Chi mi dà il diritto di pontificare? Chi mi fa sentire superiore a qualcuno, tanto da potergli suggerire cosa fare? Non è meglio lasciar parlare la mia allegria e il mio sorriso?

Io credo di no. Credo che non sia meglio tacere, pur sapendo che siamo – ora sto pensando ai miei compagni moschettieri, Padre Maurizio Botta, Mario Adinolfi e Marco Scicchitano – piccoli e poco potenti (ma abbiamo un popolo che la pensa come noi). Per tre fondamentali motivi, in ordine crescente di importanza.

Uno: non siamo più solo al discorso culturale, ma c’è l’urgenza di alcune leggi che potrebbero essere approvate, e che come la 194 una volta passate finirebbero per fare cultura (e io agli incontri pubblici parlo sempre anche di quella sciagurata legge che continua a seminare morte, e anche fosse solo per quello varrebbe la pena farli), e poi, dopo, sarebbe troppo tardi.

Due: si tratta di difendere i bambini e il loro diritto ad avere un padre e una madre, e per difendere i bambini che sono i più deboli – da quando sono concepiti fino a quando potranno difendersi da soli – vale la pena tutto, perché mentre noi lasciamo parlare la bellezza delle nostre famiglie i disegni di legge vanno avanti, cavalli di Troia, come li ha definiti Bagnasco, per far passare una nuova cultura. È il consenso quello che muove la politica, e la politica deve sapere che la maggior parte della gente non aderisce a certe bandiere come quelle dei “diritti civili” (un figlio comprato NON è un diritto civile).

Tre. Il motivo forse più importante. Io non so, non lo so veramente, se sia sufficiente far parlare la bellezza del matrimonio. Perché questa bellezza siamo sicuri che sia così evidente? Così forte da autoproclamarsi e autodifendersi? Per la mia esperienza il matrimonio è bellezza, ma è anche fatica. Altro che love is love. L’amore è fatto anche di sangue e lacrime. L’amore è sentimento ma è anche giudizio. È sentimento ma è anche un comandamento. È sentimento ma è anche scelta, una scelta che a volte può andare addirittura contro il sentimento, cosa che un tempo era integrata nel sentire comune, oggi è totalmente inaccettabile. È alla fine la scoperta del limite nostro e dell’altro, la decisione di perdonare l’altro del suo limite, e il bisogno disperato di alzare lo sguardo a Dio che fasci le ferite e riempia i vuoti e risponda alle attese. È dalla bruttezza quindi che viene la bellezza del matrimonio. È dalla croce, ancora una volta, che viene la salvezza.

Ma prima bisogna starci. Accettare, aspettare, coltivare. Passare per la fine del vino, aspettare che Gesù rimetta quello nuovo. Il matrimonio è una cosa non umana, infatti i discepoli dicono che se le cose stanno così non conviene sposarsi. Noi da soli non possiamo dire agli uomini che convenga. Possiamo solo dire che è un’impresa nella quale vale la pena investire tutto, buttarsi a corpo morto sperando di farcela ma non essendone affatto certi. Ma crediamo che ci sia bisogno di qualcuno che ti dica la verità. Love is not love. Love is God.  

103 Responses to “L’attacco è concentrico, vale ancora la pena resistere?”

  1. Bravissima Costanza!!! D’accordo su tutto!!
    Vale davvero la pena resistere!!! Love is God ♡

  2. Grazie Costanza x la tua sincerità che parla più di mille sermoni. A volte le tue parole mi hanno fatto xsino rabbia e mi sono nascosta dietro il mio considerare la tua una condizione privilegiata. Ma no! Vai Costanza..
    vale la pena resistere..vale la pena che qualcuno ti testimoni e ti ricordi di sperare contro ogni speranza!
    Grazie!!!
    Di una preghiera x me!

  3. Almeno avessimo la vetrina della Tv della CEI! No! Nemmeno quella! Invitano Luxuria e non parlano mai nè delle Sentinelle, nè dei temi trattati da Adinolfi! Dovrebbero seguirvi con la telecamera ovunque andiate se fossero cattolici! Invece capita che sia più cattolico un ateo devoto!

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/11/11/moncler-ferrara-la-gabanelli-pensi-agli-aborti-di-esseri-umani-altro-che-oche/310446/

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    • In tema:

      Mario Adinolfi
      27 min ·

      IL PROBLEMA DELLA VERITA’
      di Mario Adinolfi per La Croce – Quotidiano

      Houston, abbiamo un problema. Un problema con la verità. Non si può più affermare, la devi mascherare sempre, devi infilarla nel frullatore dell’opinabilità, devi essere disposto a dire che due più due forse non fa più quattro, possibilmente abbassando un po’ gli occhi, altro che spade sguainate carissimo il mio Chesterton.

      “La verità assoluta non esiste” fece virgolettare un Eugenio Scalfari affibbiandone la paternità addirittura a Papa Francesco, riportando una chiacchierata di cui non esistono né registrazioni né appunti. Figuriamoci se un gesuita, non dico un Papa, potrebbe mai affermare una cosa simile. Io, che con amici da trivio e quasi sante ho messo su questo strano giornale che a un Segno di verità fa riferimento, sono un pubblicano innamorato della verità cristallina. Oh, vengo dal trivio anch’io, sono il caporione dei triviali anzi, quindi mi fermo a verità semplici e vado pure in giro per l’Italia a proclamarle: le persone non sono cose, i figli non si pagano, gli uteri non si affittano, i malati non si ammazzano, i più deboli si tutelano a partire dai senza voce. E poi un paio di verità quelle sì assolutamente scandalose: siamo nati tutti e sempre dal ventre di una mamma che ha conosciuto un uomo, siamo nati maschi o femmina e il sesso non si sceglie. Roba forte, eh?

      Ma abbiamo un problema. Per carità, in giro per l’Italia, nei teatri e nei palazzetti sempre strapieni, incontro tanta gente che mi conforta e mi dice che in effetti ‘sta roba è verità. Verità come la definiva Husserl: autoevidente, non ha bisogno di dimostrazione. Siamo tutti nati, siamo sempre nati, ovunque, da una mamma e da un papà. Non è che devo farvi il disegnino. E’ autoevidente, ha ragione Husserl. Ma abbiamo un problema.

      A Rai1, Rai2, Rai3, La7, Canale5, Italia1, Rete4 ‘sta roba non si può affermare. E anche su Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa. Se dici che non è vero e dunque non è giusto che un bimbo abbia due papà e gli sia negato con violenza il diritto ad avere una mamma, sei omofobo. Se di conseguenza sei contrario al matrimonio gay, sei omofobo. Non ne parliamo poi se credi che la distinzione tra maschile e femminile sia ricca di senso e se dunque vuoi dire che l’ideologia del gender che vogliono insegnare pure a scuola ai bambini di tre anni sia paccottiglia piena di pericolose cazzate, lì proprio rischi di essere impalato, sei omofobissimo. Omofobissimo su Rai1, Rai2, Rai3, La7, Canale5, Italia1, Rete4, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa. Dunque, poiché sei omofobissimo, non hai diritto di parola. Totalmente negato. Costanza Miriano vende decine di migliaia di copie dei suoi libri, tradotti in tutto il mondo? Lo faccia, ma in silenzio. E’ omofobissima e massimo può aspirare a essere perculata (vuol dire presa per il culo) a La Zanzara e da Gramellini durante una puntata di Che Tempo Che Fa. Ah, ovviamente Gramellini la cita solo perché migliaia di persone dritte in piedi leggevano i suoi e altri libri in una domenica di ottobre. Le hanno prese a bottigliate quelle persone che sono le Sentinelle In Piedi, hanno mandato in ospedale preti settantenni e spaccato la faccia a tranquilli ragazzi di Rovereto, lanciato preservativi pieni di piscio addosso a bambini di sei anni che vegliavano con i propri genitori. Rai1, Rai2, Rai3, La7, Canale5, Italia1, Rete4, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa non l’hanno detto, alcuni di loro hanno però detto che erano le Sentinelle a “provocare”, che erano fascisti, Saviano ha scritto che erano “fautrici di violenza”. L’hanno prese a bottigliate e sprangate, ma se lo meritavano, erano Sentinelle omofobissime. Mancava internet, se ne è occupata Selvaggia Lucarelli, scrivendo che facevano bene a “prenderle a calci nel culo”. Perché loro quando hanno un problema con la verità, hanno un metodo semplice: la ribaltano.

      Oppure la oscurano. Ieri la Corte di Cassazione ha reso note le motivazioni della sentenza contro l’utero in affitto. Molti passi della sentenza sarebbero da incorniciare, ad esempio laddove i giudici sottolineano che «il divieto di pratiche di surrogazione di maternità è certamente di ordine pubblico» poiché il ricorso all’utero in affitto «si pone oggettivamente in conflitto con la dignità umana – costituzionalmente tutelata – della gestante e l’istituto dell’adozione, l’unico a cui l’ordinamento affida la realizzazione di progetti di genitorialità priva di legami biologici con il nato». Parole cristalline. Omofobissime? Rai1, Rai2, Rai3 eccetera ne hanno parlato per pochi secondi.

      Houston abbiamo un problema con la verità. Non possiamo proclamarla, dobbiamo accettarla come opinabilissima. Anzi dobbiamo onorare e legittimare il trionfo dell’ideologia del gender, chiedere a Luxuria che troviamo ogni giorno su Rai1, Rai2, Rai3, Canale5, Italia1, La7, Rete4, Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Isola dei Famosi, Grande Fratello e ogni network radiofonico se per favore ci onore del suo opinionismo anche dalla tv dei vescovi che gli mancava. Oh, ogni tanto invitano anche me in qualche trasmissione televisiva, a patto che non parli delle mie idee omofobiche e del mio libro omofobico Voglio la mamma: “Parla di politica, dai, funzioni di più”. Però se dici che forse è il caso che alla tv dei vescovi legittimare l’opinionista contro la verità, pure lì, è proprio troppo allora sei veramente omofobissimo e pure liberticida.

      Houston abbiamo un problema.

  4. «Ai fini della vita eterna e del centuplo, dunque, è meglio smettere di fare proclami e cercare “solo” (con mille virgolette, lo so che non è poco, è moltissimo) di pregare e di vivere meglio che posso, perché di ogni mia parola mi verrà chiesto conto? È meglio cercare di farmi “solo” compagna di cammino di chi incontro? È meglio smettere di dire che Elton John ha fatto una cosa crudele per ottenere quel bambino da tenere in braccio, perché gli omosessuali hanno un legittimo desiderio di paternità o maternità (tutti i desideri sono legittimi, il punto poi è il giudizio)? È meglio gridare contro certi libri diffusi a scuola, o lasciare che i bambini vi siano esposti facendo un lavoro di controinformazione a casa?»

    Ecco la vera domanda… e qual è la giusta risposta?

    A costo di sembrare presuntuoso o semplicistico, la risposta è una sola per tutto ciò che ho capito sin qui… La giusta risposta è: fare la volontà di Dio.

    La Volontà di Dio per la mia conversione, ma anche la mia pienezza, ma anche il bene degli altri (uno, qualcuno, centomila… “nessuno” non esiste in questo caso), passa dallo scrivere un libro? Dal tenere in piedi un blog? Dallo scendere in piazza? Dal fondare un partito? Dal farsi “solo” prossimo per chi incontro? Dal “solo” essere padre o madre o moglie o marito come a Dio piace? O Uomo o Donna come a Dio piace?Dal “solo” pregare?
    Bene, sia fatta la Sua Volontà!

    Perché piccarsi di fare questo o quello, anche essendone capaci, per salvare non si sa chi… non parliamo dell’universomondo, quando siamo incapaci anche solo di salvare noi stessi, vale esattamente a nulla.
    Ma fare la Volontà di Dio, anche quando ci chiama a compiere opere che ci sovrastano (fosse anche stare “solo” in obbedienza a nostro marito o dare la nostra vita per nostra moglie), ma che Lui ci renderà capaci di portare a compimento, è veramente operare per il Regno di Dio

    Perché anche “a me alla fine non interessa che venga bloccata la legge Scalfarotto, figuriamoci, a me interessa la Vita Eterna”!

    • Grazie Costanza e grazie Bariom!
      Non credo che acchiappare per attrazione e combattere con parole e opere siano in contraddizione. Sicuramente il primo ci vuole sempre, il secondo può essere richiesto o no, e ci sarà chiaro nelle circostanze che ci troviamo a vivere. Cioè, come dice Bariom, da ciò che Dio vuole.
      Io mi trovo a vivere con questa domanda rispetto alla mia parrocchia, altro che Elton John e Scalfarotto, figuriamoci un po’ . Mandare i miei figli a quel catechismo?! Fargli fare la prima comunione così, che neanche X-Factor o Ballarò? Ci siamo noi a fare catechismo, a insegnare con la nostra vita, ed è quello che più conta. Ma abbiamo anche bisogno di un contesto al di fuori di noi che ci aiuti, e siamo consapevoli del valore di una comunità cristiana. Allora come porsi? Non mandare i figli a catechismo, o mandarli mentre sentono con le loro antenne tutta la nostra disistima e preoccupazione? Porre delle serie critiche al prete o ai capi parrocchiani? O iniziare da un rapporto personale (quanto mai difficile!)? Ma crediamo davvero che per le nostre parole o sorrisi che siano, il prete non dirà più “per Cristo nostro signore e fratello” o “credo al santa chiesa cristiana”, e non farà più predicare donne frustrate in attesa di diventare pretesse e vescovesse? Potremmo metterci nel consiglio pastorale, o a fare catechismo noi in prima persona, ma coi bambini così piccoli e l’ostacolo della lingua (siamo all’estero), diventa un chimera.
      Dire: noi veniamo a messa tutte le domeniche con la nostra famiglia, anche se non riusciamo a partecipare a tutte le attività della parrocchia, siamo fedeli e la comunità cristiana noi la costruiamo in questo modo. Basta? Non solo per i nostri figli- che non hanno la pellaccia come noi-, ma anche per noi, che comunque, per quanto radicata sia la nostra fede, abbiamo bisogno di nutrirla. E per la chiesa stessa, cui forse siamo chiamati a dare un giudizio nel merito, non solo a parteciparvi (talvolta col mal di stomaco). Però mi sa che nessuno può dirci cosa fare, mannaggia. Sarebbe così comodo!:)

      • Sara, abiti nella Svizzera tedesca?

      • Come Saras “nessuno può dirvi cosa fare”?
        Lo Spirito Santo può dirvi cosa fare. Lui solo conosce cosa è buono per noi, intercede per noi e ci dà la forza di compiere la Volontà del Padre.

        “Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” Luca 11,13
        😉

    • A Bariom:
      Anche questo è “fare la volontà di Dio”:
      “Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato. Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l’iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te. Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato” (Ez 3, 18-20)

      • @Marco, lo dici in particolare a me per qualche motivo?

        Quella che citi è Parola di Dio, posso forse io contraddirla?
        Tu senti che quella è la Volontà di Dio per tua vita, la tua chiamata? Seguila.
        Ci sono tanti momenti e occasioni diverse nella vita di un Uomo e per ciascun Tempo può esserci una Parola di Dio da compiere per fare la Sua Volontà.
        Esistono poi modi diversi per compiere la stessa parola, perché il tuo dire, nello specifico caso, può portare il peccatore, l’errante, il malvagio, a ritrarsi e a non aprirsi alla Grazia perchè non trova né grazia né misericordia nelle parole che gli sono rivolte. Che vanno sempre rivolte alla persona con misericordia, non al suo peccato.

        Se io mi sono convertito è perché mi sono sentito amato, messo nella verità del mio peccato, ma non giudicato.
        E’ lo “stile di Gesù”, quello che ha esempre adottato con tutti i peccatori che ha incontrato (un po’ più duretto in verità con gli ipocriti…). Anche fare nostro questo “stile” è fare la Volontà di Dio.

        Poi c’è il “peccato (o i peccati) del mondo” e questi sono, come dire, svincolati dalla singola persona.
        Su questo si può tranquillamente “picchiare duro” e non tergiversare, anzi, qui l’estrema chiarezza può aiutare qualcuno a riconoscere la propria situazione, accettando l’accusa di peccato perché lui stesso vi si ritroverà invischiato e schiavo…

        E certamente il discorso non si può considerare qui esaurito…

        • @ Bariom:
          Hai ragione, non ho specificato il motivo per il quale ti ho risposto. Sono d’accordo con te su tutto, tranne su questa frase (la quale, appunto, mi ha fatto venire in mente Ezechiele):
          “Perché piccarsi di fare questo o quello, anche essendone capaci, per salvare non si sa chi… non parliamo dell’universomondo, quando siamo incapaci anche solo di salvare noi stessi, vale esattamente a nulla”.

          • @Marco poi liberamente non essere d’accordo, ma forse solo perché essendo la frase un po’ generica, può essere interpretata a vario titolo.

            Ciò che intendevo dire (e nello scrivere pensavo anche a me stesso…) è che capità talvolta, di “autoproclamarsi” “salvatori della Patria”, o della Chiesa nello specifico caso, o della Verità e di piccarsi appunto di volerlo fare con tutti i mezzi possibili…
            Questo non sempre coincide con ciò che Dio vuole da noi… perché ordinariamente e “semplicemente”, Dio ci chiede di convertirci, di essere Santi (come Lui è Santo) e già è opera non da poco…

            Sinceramente credo che se tutta la Chiesa, NOI tutti, brillassimo della Santità di Dio, ognuno nel proprio stato e nei compiti a noi assegnati, non sarebbe neppure necessario lambiccarsi il cervello del cosa, come, dove, quando…
            Credo il mondo sarebbe decisamente migliore o anche, saremmo molto più perseguitati, ma questo non sarebbe importante, perché certamente una volta compiuta l’Opera Prima, il nostro convertirci e lasciarci convertire, il resto sarebbe (come è comunque) nelle mani di Dio. E la Storia, la fa Lui! 😉

  5. Articolo coraggioso, che desta meraviglia ed ispirato da Dio.
    Love is God: grazie perche’ scrivi e vivi tutto questo e ci vuole davvero coraggio in questi tempi!
    Pero’…unica roba: sui tuoi capelli non siamo d’accordo: sono bellissimi!
    Avanti cosi’ Costanza!

  6. Allora: innanzitutto vorrei la ricetta del polpettone se questi sono i risultati! Polpettone energetico: articolo bellissimo! Io, che sono single, ho una famiglia di provenienza, o meglio d’appartenenza, e dico che vale la pena! Perché la mia famiglia mi ha fatto nascere e crescere e di questo sono grata! Per quanto riguarda il disagio: bhè, io sono alta un metro e una vigorsol, sono grassoccia e spesso dislessica, ma t’assicuro che mi sei compagna di cammino per la comune sete di Verità, per l’amore ad Essa! E, lo ammetto, mi stai simpatica anche se sei più alta e magra di me! 🙂

  7. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Famiglia sotto attacco, resistere, resistere, resistere. Difendere la Verità sulla vita.

  8. Grazie Costanza,
    i tuoi scritti mi incoraggiano, mi fanno sentire parte di un popolo, o meglio di un esercito in cui c’è la prima linea e poi quelli dietro. Tutti combattono con i mezzi che Dio li ha dato.
    Noi Cristiani siamo combattenti e quindi feriti e acciaccati, non disertori! Io prego come tanti, tantissimi! Tu scrivi e sei diventata famosa e so che tutto questo è opera di nostro Padre Celeste !
    Volevo incoraggiarti che stai sulla strada giusta! Non sei sola! C’è il cielo con te e tutti noi che ti seguiamo e ti accompagnamo con le nostre preghiere!
    Un abbraccio!

  9. Dio vi benedica, non smettete cara Costanza, anche se Fazio li imbambola a milioni e voi li/ci conquistate ad uno ad uno…. Sapere che tu e i tre moschettieri girate l’Italia e scrivete per annunciare che in tanti la pensiamo in un altro modo mi da la forza di poter anch’io nel mio piccolo condividere questi pensieri con qualcun altro. Grazie!

  10. vai avanti così Costanza! Non posso che dirti grazie!!!! (anche a Mario e agli altri moschettieri!)

    • Condivido con la mia parrocchia telematica alcuni punti fermi della mia vita. Io ragiono un po’ come i soldati: un buon addestramento salva nelle emergenze e io ho selezionato tre cose da usare in caso di estrema necessita’. Sono valide per me, ma penso che il sistema funzioni.
      1) il Vangelo: da leggere come manuale di sopravvivenza perché lì c’è tutto.
      2) il mio matrimonio: santo solo perché reso tale da Dio attraverso la Chiesa
      3) la comunicazione: sempre e comunque con tutti. Parlando, scrivendo, sorridendo…se serve ballo, perfino. E non pongo limiti a possibili future esigenze in questo settore.
      P.s. di carattere sono timida e tendenzialmente contemplativa…

  11. Anche io spesso mi faccio le stesse domande.
    A cosa serve tutto questo se quello che voglio è “il cielo”?
    A cosa serve scendere in battaglia, se qui siamo solo passeggeri?
    A cosa serve farsi prendere in giro per lo scudo e l’elmo che indossi, se poi tanto le persone se ne vanno per la loro strada, sparlandoti pure dietro e pensando che sei matta.
    A che serve tutto questo?
    Mi domando:a cosa serve?
    Hai ragione tu. Serve.
    Serve, perché nessuno di noi va in “cielo” da solo.
    Serve perché la nostra vita eterna sta nello spendere la nostra vita terrena per il nostro TU.
    E se io, nel buio, ho trovato l’uscita, non posso tenermi la torcia in mano spenta.
    Grazie Costanza, grazie ancora.
    Vale la pena resistere insieme!

  12. Riesci sempre sorprendentemente a tradurre così chiaramente il mio sentire, e quello di molti (moltissimi) altri, a quanto leggo e sento, che davvero questo mi dà la consapevolezza di cosa sia la comunione in Cristo. Che meraviglie e soprattutto che “milluplo”! (Su questa parola ci sono i diritti…) Altro che centuplo, stare in una compagnia così é tutto.
    E come tutte le compagnie che si rispettino, anche quella dell’Agnello vuole i suoi leader, i suoi moschettieri. Altro che mollare, avete un dono, non potete nasconderlo e noi abbiamo bisogno di quella luce, ci dà forza e coraggio.
    Ps: dove trovare i discorsi del Papa, versione integrale e soprattutto originale?

  13. Se san Paolo andava a farsi ridere dietro all’Aeropago, e gli Apostoli a rischiare l’arresto nel tempio, direi che la strada è quella, tanto più in una società che sta ampiamente perdendo la bussola, ma che mantiene ancora qualche lumino di Fede. Grazie Costanza, senza quelli come te staremmo tutti a lamentarci ognuno a casa sua senza sapere bene cosa diavolo fare.

  14. bello. anzi, Bello.
    grazie, mi serviva stamattina, svegliata da 2 nani urlanti su 3..

  15. Quattro: per dare a chi sente, crede, pensa e vive le stesse cose “le parole per dirlo” e “il coraggio di dirlo”, che non avrebbe avuto se non si fosse sentito a un certo punto in compagnia di tante altre persone, che sono venute allo scoperto anche grazie al tuo lavoro.

  16. I discorsi del Papa li trovi su http://www.vatican.va La santa sede.

  17. Cara Costanza,
    Gesù ha testimoniato con la vita e ha anche parlato, forte e chiaro (il vostro parlare sia “sì, sì; no, no”; il di più viene dal maligno).
    La parola senza il sostegno di una testimonianza di vita è difficile da credere.
    Ma la testimonianza di vita senza una parola, che magari dia anche scandalo al mondo, è facile da silenziare.
    Quelli che sostengono posizioni ed idee contrarie al Vangelo ed alla Scrittura (ahimé, anche ben dentro la Chiesa) di sicuro non si accontentano della “testimonianza”, ma parlano forte (anche se non “chiaro”) e la loro voce, amplificata e diffusa, raggiunge tantissime persone.
    Noi non dobbiamo preoccuparci di avere tanto spazio (non avremo mai l’equivalente anche solo della trasmissione di Fazio che tu hai citato). Dobbiamo preoccuparci di fare al meglio il nostro dovere, qualunque esso sia (e ci vuole tanta preghiera, a volte, per arrivare ad avere una vaga idea, e non la certezza, di quale esso sia).
    Non possiamo e non dobbiamo tenere il maligno fuori dal mondo, ma possiamo e dobbiamo fare ogni sforzo per tenerlo fuori dal nostro giardino.
    Dio Onnipotente avrebbe potuto farci vivere una vita facile e comoda. Se non lo ha fatto, evidentemente ci sono dei motivi, che capiremo solo quando potremo parlarGli faccia a faccia.
    Quindi, non ti preoccupare e vai avanti. Ma riserva sempre tanto spazio alla preghiera, perché, senza dosi massicce di tempo alla presenza di Dio, finiamo inevitabilmente per convincerci di essere dei padreterni (e credo che abbiamo tutti in mente qualche poco luminoso esempio di questo atteggiamento, in persone, ahinoi, molto potenti ed influenti).
    Nel mio piccolo, accompagno con la mia preghiera te ed i tuoi amici, e ti chiedo di fare lo stesso.
    Buon Cammino!

  18. Grazie a Costanza per l’articolo e a tutti i commentatori per i commenti, ognuno dei quali contiene qualcosa (anzi molto) che arricchisce e approfondisce il testo di partenza. Siete una gran bella compagnia 😀

  19. E, guardate: una “consonanza dal web” che più che una consonanza sembra (per volume) il rintocco del Campanone di Gubbio e (per persistenza) quello del Campanone di Siena.

  20. Cara Costanza, son passati 4 anni? Non me ne sono accorta proprio! Devo dire con gioia che questo tempo “con te”, con i tuoi libri, e con gli “altri” del blog è stato ed è un tempo che ha portato e porta ancora frutto. Sono sicura che questo frutto rimarrà. Sì, ne sono sicura. Non è tutto da buttare: ci sono tanti cristiani che si operano per la divulgazione del vero messaggio di libertà… ci siamo anche “noi” (stavolta mi piace scriverlo!!!), ci sono i tanti che si aggiungono ogni volta che tu e gli altri moschettieri gettate le reti. E il giro si allarga. E’ un giro che mi riporta alla mente la prima comunità cristiana di Atti 2: il Signore aggiungeva coloro che erano salvati. Mi piace! Mi piace e mi da’ speranza, anzi certezza che “non prevarrà” il male, che anche se le leggi contro la vita, contro il matrimonio, passeranno, anche se tutto diventerà cenere e spazzatura… sotto la cenere resterà un piccolo pezzetto di brace. Non scoraggiamoci! Cerchiamo di rimanere noi stessi, di coltivare la nostra fede, affinché diventiamo per primi brace talmente ardente che anche se saremo coperti dalla cenere… saremo pronti per il fuocone finale.
    I commenti li leggo più tardi…

  21. …sì, può essere il rispettabile e condivisibile punto di vista (niente più) anche di Padre Botta, Sciacchitano, Adinolfi e quant’altri, sulla famiglia, i bambini eccetra, ma anche, però ammettendo e riconoscendo la possibilità e la libertà degli altri di vivere senza l’uzzolo della vita eterna e la croce (che non sia la metafora del “mestiere di vivere” che a tutti gli tocca compiere con la più contentezza possibile, giorno più giorno meno)!

  22. Love is God
    Quando le magliette?

  23. Perchè come dice San Paolo “noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili”, quindi SI, ne vale sicuramente la pena se abbiamo a cuore la nostra e la salvezza degli altri.

  24. admin:

    Non .sarebbe opportuno che tu correggessi lo strafalcione dei “cinque cristiani al minuto” di ieri?

  25. L’ha ribloggato su Lacapannadelloziobloge ha commentato:
    Stupendo!

  26. “Di fronte a questa compatta aggressività con cui si muovono i giganti Golia, noi Davide armati di fionda – incontri nei teatri del centro o nelle parrocchie di periferia, blog, libri, social e poco altro – noi che dovremmo vivere non so quanti anni per totalizzare sera per sera parrocchia per parrocchia lo stesso numero di spettatori di una puntata di Fazio, che possiamo fare?
    Smettere di combattere e cercare l’evangelizzazione per inseguimento, cioè solo con la testimonianza della vita, di cui parla anche Papa Francesco?”

    No, avanti così Costanza, non ascoltare le voci (magari in buona fede) che ti invitano al minimalismo della testimonianza privata, scambiando la mitezza evangelica con l’inerzia omissiva, il “non giudicate” con la diserzione infingarda, la misericordia con il lassismo dedito a giustificare l’errore proprio e altrui tanto che, alla fine, non si capisce più con che liceità si seguiti a chiamarlo “errore”.
    Per chi è nella tua condizione c’è il dovere dell’impegno visibile e pubblico, altrimenti si perdono punti-paradiso 😉

  27. Alla battaglia non ci si può sottrarre, perchè se anche rimanessimo inerti avremmo comunque un ruolo nella battaglia, o si è con Lui o contro di Lui, la via di mezzo non esiste, nemmeno se ci nascondessono come gli struzzi sotto la sabbia. Se non battaglieremo per Lui saremo passati sotto lo stendardo del nemico, come disertori. La vita è una battaglia, volenti o nolenti, innanzi tutto contro i nostri vizi, poi contro il demonio e il mondo.

  28. Bellissimo!! Grazie Costanza!

  29. L’articolo di Costanza e l’immagine dell’articolo tratta dal “Signore degli Anelli” (libro mitico, film mediocre: l’immagine è quella della compagnia dell’anello assediata nella camera di Mazarbul a Moria) sono un’accoppiata memorabile.

  30. VALE LA PENA, COSTANZA, VALE LA PENA. Sono qui che sto preparando l’ennesimo incontro sul gender, sviluppo del bambino, differenza uomo donna, e mi chiedo perchè? Perchè dedicare una mattinata anzichè andare a farmi una passeggiata col cane per i boschi, o a sentirmi un pò di musica prima di infilarmi in ambulatorio. Poi leggo il tuo post ed in automatico rafforzo in me quella frase VALE LA PENA, VALE LA PENA, che un grande santo si ripeteva spesso. Perchè la VERITA’, rispetto alla menzogna, ha bisogno di persone che la custodiscano, la proteggano, la mettano in evidenza, ben in vista, perchè tutti la possano osservare. Un amico, nei momenti di scoraggiamento, mi dice “Il mondo è come un grande gregge di pecore che aspetta solo il pastore che lo porti sulla strada gusta”. Se quel pastore sonnecchia o si disinteressa, ne verrà un altro che indirizzerà quel gregge dove vuole lui e non te.
    Per questo VALE LA PENA

  31. Carissima Costanza: siamo insieme. Per questo oso dirti che senza la certezza sull’ultimo punto 3 anche gli altri punti si sgretolano. Sono conseguenze della certezza esistenziale che sangue e lacrime vanno assieme al centuplo, e questo affascina,come dice il Papa.
    E tranquilla, si può seguire qualcuno come te, con tutti i limiti, perchè tu segui qualcuno più avanti e così via…vale la pena!!!!

    • @franz

      veramente, a Roma, oltre che parlare,fanno anche dell’altro:

      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-asili-nido-a-roma-conquistati-dalla-lobby-gay-10912.htm

      «Mery e Franci si amavano e volevano una famiglia. (…) Ma mancava il semino! In Olanda c’è una clinica dove dei signori gentili donano i loro semini per chi non ne ha. Franci si è fatta dare un semino nella clinica olandese e… l’ha messo nella pancia di Mery. Margherita ha cominciato a crescere! Margherita ha due mamme: solo una l’ha portata nella pancia ma entrambe, insieme, l’hanno messa al mondo. Sono i suoi genitori». Le scritte grandi e ben scandite campeggiano su pagine dai colori pastello dove le figure di due donnine, che si scambiano bacini e cuoricini, completano l’«idillio fiabesco». Ebbene sì, perché quanto riportato qui sopra, è lo stralcio proprio di un racconto per bambini, Piccola storia di una famiglia, casa editrice Stampatello.

  32. Cara Costanza, questo é dei post più belli che hai scritto!

  33. La grande fatica sta nel capire che cosa vuol dire Love is God, che sta nel metterci la faccia nell’affermare ciò che è vero (opportune atque inopportune) senza mai smettere di accogliere chiunque, chiunque, chiunque. Ci fosse una procedura, una best practice, sarebbe facile… invece sono problemi nostri, di ciascuno.
    San Paolo la fa facile veritatem facientes in caritate (Costanza, parti da qui per il prossimo libro?) ma qui c’è un abisso per la coscienza di ognuno. Che Dio ci aiuti, quando siamo deboli allora siamo forti.

    • @paolopugni, sono d’accordo al 100%

    • ….che invece siano quelli che non hanno nessuna fede, che non si ritengono depositari di nulla se non del sale (anche poco) che ci hanno nella zucca e nella vera umiltà di farsi il culo tutti i giorni per sé (per migliorare sé attraverso la simultanea esperienza e coscienza di sé che matura negli anni) e per gli altri, la famiglia e non solo,
      che siano loro, la gran folla di loro, quelli che portano innegabilmente avanti la pesante carretta umana, da soli, senza potersi appoggiare mai a nulla, senza nessun altro riferimento che quello del loro essere uomini sulla terra?

  34. Uno dei post al tuo massimo splendore, Costanza. Sono domande di tutti, sono equilibri difficili, da trovare nuovamente ogni giorno. Se non ci fossero queste domande alla base, l’impegno sarebbe già disastroso, diverrebbe una specie di delirio di onnipotenza, con queste domande a fare da vaglio ci si può augurare di scegliere le battaglie giuste, le modalità migliori, e soprattutto di poter dire con san Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.”
    Però sul tema manterrei la problematicità del tuo post, non accetterei le semplificazioni che leggo in alcuni commenti, anche su Facebook. Cioè la testimonianza nella vita privata, nella preghiera, nell’evangelizzare la propria famiglia e i propri ambienti più prossimi non è una forma di cattolicesimo tiepido, non è una rinuncia, è solo un’altra forma di trincea, richiede eroismi a volte invisibili e proprio per questo più difficili da scegliere, senza gloria pubblica e senza ringraziamenti. Non si tratta di scegliere riflettori oppure ombra, ma di discernere dove ci hanno messo le circostanze. Nel tuo caso in un certo senso non puoi sottrarti al nuovo ruolo anche pubblico che hai assunto e ormai le macchie di muffa sul muro dovranno fare a meno di te, ma nella Chiesa c’è spazio per molteplici vocazioni, da san Luigi IX, chiamato a governare, a santa Teresina, che prega nell’ombra e tuttavia, non a caso, è patrona dei missionari. L’unica regola, per quel che capisco, è “quaerere Deum”. Altrimenti si entra nella logica umana dell’impegno in funzione del risultato, si perde la logica della Croce. Come diceva sant’Ignazio di Loyola, «dobbiamo pregare come se tutto dipendesse da Dio, e agire come se tutto dipendesse da noi ».

    • Concordo, nel mio commento precedente mi permettevo di far presente che a mio avviso, nel caso di Costanza, “smettere di combattere e cercare l’evangelizzazione per inseguimento, cioè solo con la testimonianza della vita” sarebbe una diminutio dannosa, una resa alla tentazione antievangelica di considerare censurabile proselitismo il prender parte al discorso pubblico con la nettezza della proprie convinzioni di credente.
      Ciò non toglie che 1) questo spendersi pubblicamente per una causa vada condotto costantemente mirando all’impervio connubio tra verità e carità nonché sorvegliando le lusinghe della vanità che allettano ogni “personaggio pubblico” più o meno noto (ma questo Costanza lo sa meglio di me); 2) la vita privata (nell’orazione, nella famiglia, sul lavoro ecc.) evangelicamente plasmata sia “un’altra forma di trincea, richiede eroismi a volte invisibili”, offra una via irrinunciabile di santificazione personale e di rigenerazione del consorzio umano.

      Si tratta, appunto, “di saper discernere dove ci hanno messo le circostanze”; e penso come te che Costanza “non possa sottrarsi al nuovo ruolo anche pubblico che ha assunto”.

    • @perfectioconversationis e Alessandro, sottoscrivo 😉

  35. Hai ragione Costanza, il problema è complesso e la risposta non è scontata. Ma io direi che, nei limiti del possibile, sia meglio lasciar parlare la tua allegria e il tuo sorriso. E ovviamente quelli di tante, tante altre persone. Le motivazioni sono queste. Innanzitutto da che mondo è mondo si “educa” (lo so, il termine qui è un po’ brutto, ma non ne trovo uno migliore) con l’esempio. E questo esempio non implica che debba essere tutto rose e fiori.
    Secondo motivo, e credo più importante, è che se si osservano queste battaglie dall’esterno, si ha l’impressione che sia una lotta di alcune persone contro altre persone, invece che essere una lotta di un’idea contro un’altra idea. E la differenza è assolutamente rilevante, perché è nell’ordine naturale delle cose che se uno si sente attaccato, è portato innanzitutto a difendersi, e il motivo per cui sta lottando passa in secondo piano. Giudicare il peccato, non il peccatore.
    Fare la battaglia perché la questione è troppo importante la trovo una motivazione non pertinente, perché una battaglia si può fare in mille modi diversi, con mille armi diverse, quindi anche con la dolcezza, l’allegria, il sorriso: respirare il clima di combattimento, ironia, sarcasmo, rabbia verso certe persone a me personalmente non piace. Mi sa di “fardello dell’uomo bianco” ostinatamente convinto della sua missione civilizzatrice. La civiltà non si impone, la democrazia non si impone, la verità (anche quella con la V maiuscola) non si impone. La bellezza, la verità sono il Motore Immobile: chi le cerca, ne è attratto. Chi non le cerca, ha la piena libertà di non cercarle.

  36. Strepitosa, Costanza! Un articolo davvero bello! E poiché Love is God, vale la pena eccome!

  37. Il punto, signora Miriano, é che nessuno mette in discussione la legittimità della sua testimonianza. E personalmente trovo anche giusto che la dimensione pubblica della stessa debba essere affermata.

    A mio parere il problema é invece un altro. Il problema nasce quando questa sua testimonianza diventa imposizione; imposizione su chi non la pensa come lei, su chi non vive come lei, su chi non ha lo stesso arco di esperienze che lei ha. Ma il problema é anche quando, chi brandisce verità infallibili e quindi universali, dimentica che il ‘nemico’, l’omosessuale o chi per lui, vive esattamente le stesse problematiche quotidiane che vive lei, con i suoi figli e la sua famiglia. Spogliati dal furore ideologico e dal vittimismo da martire, ci si rende conto di avere accanto delle persone. E non fare questo é, a mio modesto parere, imperdonabile.

    Buona fortuna

  38. Concordo in tutto, specie in quello che dici nelle righe finali! Facciamoci coraggio. Lui è con noi fino alla fine del mondo.

  39. Due: si tratta di difendere i bambini e il loro diritto ad avere un padre e una madre, e per difendere i bambini che sono i più deboli

    speriamo.poiché sembra che per qualcuno il futuro prepari ben altro …

    http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/sesso-riproduzione-inventore-pillola-due-cose-distinte-88495.htm

    Il Professor Carl Djerassi, oggi 91enne, è uno degli uomini che ha inventato, a 28 anni, la pillola che ha dato avvio alla liberazione sessuale. Ha appena previsto che il suo contraccettivo sarà presto ridondante perché molte persone, entro il 2050, faranno sesso per motivi puramente ricreativi e non riproduttivi. Sesso e riproduzione saranno due cose completamente distinte

    L’inseminazione artificiale diverrà il metodo normale e non-coitale di avere figli. Aggiunge lo scienziato: «L’aborto scomparirà perché si avranno solo figli desiderati. Un figlio desiderato è un figlio che verrà amato, e un figlio amato è il più grande collante all’interno di una relazione fra uomo e donna. Chi dice che questi bambini in provetta distruggono il nucleo familiare, dice fesserie». ( suppongo anche quelli di coppie omo da uteri in affitto,nota mia)

    La pillola era pronta già nel 1951: «Ma negli anni cinquanta nessuno era interessato al controllo delle nascite. Uscivamo dalla Seconda Guerra Mondiale e la gente aveva bisogno di fare figli. Nei Sessanta c’era il rock ‘n’ roll, il movimento hippy e quello femminista, le donne si liberavano e la tecnologia arrivò al momento giusto

  40. e da ultimo: http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_jcs&view=jcs&layout=form&Itemid=100018&aid=309668

    “sterilizzazioni di massa in kenya: medici e vescovi cattolici scoprono agente anti -fertilità in un vaccino antitetanico utilizzato da OMS e UNICEF ”

    siamo proprio sicuri che le due organizzazioni non ne fossero al corrente?

  41. filosofiazzero,

    per quanto riguarda i “5 cristiani al minuto”, Dio non voglia che Admin. si sia solo portata avanti di qualche anno…

  42. Brava Costanza..e’ bello ogni giorno leggere i post sul tuo blog e non ritengo affatto ,come afferma Cesare,che la tua testimonianza voglia imporre qualcosa ….liberamente si partecipa alla discussione e ciascuno può esprimere il proprio pensiero .. L’accoglienza e il rispetto per tutti, ecco cosa ammiro di questo blog …
    Dio solo è amore assoluto ..questo va testimoniato con la nostra vita quotidiana e con gli incontri che voi moschettieri fate …non importa se non ci sono gli ascolti di Fazio …. Dobbiamo parlare ,dobbiamo scrivere,dobbiamo gridare la nostra fede …non si può tacere perché la nostra deve essere la voce che grida nel deserto …come Giovanni Battista …
    Grazie, mille volte grazie a te Cara Costanza, cara e coraggiosa amica ,lo Spirito Santo ti illumini ogni giorno .
    La tua testimonianza aiuta tutti noi a non tacere ,a non vergognarci di essere cristiani .

  43. Grazie, grazie davvero a Costanza Miriano e a Mario Adinolfi per la chiarezza dei Vostri pensieri. Grazie per la fruibilissima spiegazione del contenuto della recente sentenza della Suprema Corte sull’utero in affitto. Sono un avvocato cattolico e sono pienamente d’accordo. C’è un progetto sulla teoria del gender che ricorda tanto i sinistri progetti degli anni 30 e, come dite, gli utili idioti che credono di lottare per battaglie umanitarie (Fazio & c.) gonfiano il petto con aria buonista. Andiamo avanti nella verità.

    • !Sono un avvocato cattolico!
      .
      …come dire: “sono un carpentiere cattolico”: che senso avrebbe?

      • Beh ad esempio come un medico cattolico non fa aborti, un avvocato cattolico non dovrebbe occuparsi di divorzi e un carpentiere cattolico dovrebbe rifiutarsi di costruire una sala giochi o un club privè! Il rifiuto del carpentiere è però oggettivamente più difficile perchè l’edilizia è in crisi e poi potrebbe non essergli nota la destinazione d’uso….

  44. Cambiate lo spacciatore a Furio Colombo! Se Papa Francesco rappresentasse veramente tutti questi personaggi che lo idolatrano diventerei buddista!

    http://www.tempi.it/perche-e-giusto-che-il-teologo-conservatore-sia-preso-a-male-parole#.VGOPB2eRMTB

  45. …un cervello pieno di link (se ancora si potesse chiamare cervello)!

  46. …no, meglio pieno di…………..!

  47. Cara Costanza, questo post, non solo è una bellissima riflessione, ma è anche la dimostrazione che non si va in battaglia per difendere un’ideologia, un’idea, ma la verità. Di tanto in tanto fa bene a tutti – fermarsi – e ridirsi le ragioni della propria battaglia, perché evita che nel combattere si smarrisca lo scopo, l’origine GRAZIE

  48. Bellissimo, ma la lunghezza scoraggia un po’ chi ha voglia di farlo leggere al fidanzato/marito 😉

  49. Sì, Costanza, ne vale la pena. Dio ti ha dato il dono della scrittura, continua a usarla in questo modo splendido, come stai facendo, per annunciare la bellezza del Suo Amore. Un abbraccio.

  50. Signora Miriano salve. sono da diverso tempo iscritto alle sue newsletter, da quando ho acquistato sia il suo primo libro sie il secondo, quindi la seguo da diverso tempo anche se non le ho mai scrittto prima d’ora. Volevo dire sul suo pensiero se sia giusto parlare o tacere sull’ideoligia gender, dico semplicemente che bisogna parlarne. Loro non si fanno problemi attraverso tutti i mezzi leciti e non a propagandare la loro “cultura”, e non dovremmo farlo noi oltre che dare l’esempio delle nostre famiglie come dice lei? Ma non basta l’esempio, questi ci vanno come carri armati furenti, e siamo solo all’inizio, quindi siamo in battaglia anche noi che non basta dare solo l’esempio, bisogna che si parli perchè tanta gente è nell’ignoranza delle cose su questa materia, specie i tanti cattolici anche praticanti. Quello che a me rammarica è che come vedo nelle periferie delle diocesi d’Italia, e delle nostre parrocchie, chi dovrebbe istruirci sui mali incombenti contro la famiglia cioè Vescovi e sacerdoti non lo fanno anche per ignoranza in materia perchè non si documentano o taccciono volutamente perchè l’argomento imbarazza. Solo pochi lo fanno fra Vescovi e sacerdoti, solo pochi che ci mettono la faccia. Io dico meno male che c’è radioMaria, ma anche su questa che fa tanto bene, molti sentono ma non ascoltano e non capiscono questi discorsi e ascoltano vagamente. Grazie per tutto l’impegno che ci mette insieme ad altri colleghi in lotta contro questa disinformazione e latitanza di molto Clero, non tutto ma molto. Diverse volte mi è venuto in mente di scriverle quanto farebbe bene che si parlasse dell’Opera di Maria Valtorta sul tema Matrimonio, come dovrebbe essere, come lo è dalle origini del primo secolo nella visuale del Vangelo atraverso l’insegnamento della Sacra Famiglia. Molto si parla sul tema e farebbe tanto bene saperlo. Non mi dilungo…e le auguro ogni bene per quello che fa con tanto amore e passione. Salvatore Laporta

  51. Assolutamente si, vale la pena resistere!

  52. Non entro nella discussione generale che e’ gia’ stata abbondantemente sviscerata ( e personalmente mi trovo molto d’accordo con le affermazioni di Bariom). Volevo soltanto fare notare che Costanza insiste molto opportunamente nel terzo punto del suo discorso sulla bellezza del matrimonio e sull sua ” non evidenza”, cioe’, molto realisticamente, del matrimonio come bellezza ma anche come fatica, dell’amare che talvolta diventa un ” voler amare” poiche’ lo slancio del sentimento si e’ esaurito e i due coniugi, come e’ normale che sia, si sono delusi a vicenda nelle loro aspettative e devono scegliere di amarsi veramente per quello che sono, riconoscendo in tutto l’altro/a, nel bello, che e’ facilissimo amare, ma anche nel limite e nel difetto, che costa fatica e disillusione amare, un dono di Dio, perche’ l’altro/a e’ il tramite per amare Dio. Queste cose vanno dette, fa benissimo Costanza a dirle, a sfatare una visione sentimentalistica del matrimonio e a promuoverne una piu’ realistica ma anche piu’ antroplogicamente e teologicamente corretta. Sarebbe utile, a mio giudizio, che questo venisse fatto anche nei corsi di preparazione al matrimonio, non per causare un fuggi fuggi generale dei fidanzati, ma per metterli di fronte alla importanza della scelta che stanno per compiere, alla portata e all’impegnativita’ delle promesse matrimoniali che valgono per la vita, qualunque essa sia e richiedono di essere rinnovate ogni giorno, con il mutuo sostegno ( e, purtroppo, talvolta, anche nella solitudine dell’abbandono), con la preghiera e il continuo ricorso all’aiuto di Dio e dei Sacramenti. Non so se queste riflessioni gia’ si facciano, io mi sono sposato quattro anni fa ma, durante il corso di preparazione, non c’e’ stato nessun accenno a quanto sopra; parlando con altri amici e conoscenti ho avuto la medesima impressione. Forse e’ davvero necessaria una ulteriore fase di maturazione dei fidanzati affinche’ ( penso al maschile) imparino ad amare una donna, la loro moglie, per quello che e’ non per come vorrebbero che fosse, e imparino ad amare tutto quello che di giorno in giorno scopriranno di lei che talvolta sara’ affascinante, altre volte deludente, ma a quel punto serve la scelta virile di chiedere a Dio ” Signore aiutami affinche’ io sappia amare anche questo di mia moglie” anche se questo significa far morire una parte di se che quella cosa non la vorrebbe amare. Credo che pero’, in questo modo, si fara’ risplendere la vera bellezza di una donna che deve comprendere anche i suoi limiti ( Mounier ha una pagina molto profonda su questo nel suo “Trattato del carattere”); e si dara’ una testimonianza del matrimonio come vera ” communio vitae ” e ” communio personarum”, del suo valore come nucleo fondante di una societa’ aperta all’accettazione di tutti i limiti ( eta’, difetti fisici, malattie,..), in definitiva della sua bellezza come esperienza interpersonale ma anche come evidenza sociale e testimonianza di fede.

  53. Grazie di cuore Costanza…tu non lo sai ancora, ma stasera leggere il tuo blog è stato fondamentale per me! stavo iniziando a credere alla vocina che mi ripeteva: non vale la pena sposarsi, non è possibile che un matrimonio vada bene…figurati il tuo, è solo un sogno ma si frantumerà in mille pezzi! Grazie perchè mi hai riportato alla verità fatta di fatica e di bellezza POSSIBILI! GRAZIE!!!! Alessandra

  54. A me fa sorridere come per voi la famiglia sia una cosa che può nascere solo dal matrimonio tra due eterosessuali.
    La famiglia, in quanto istituzione naturale, si conforma e si adatta alla società stessa, ne sono l’esempio tutti i vari modelli di famiglia che abbiamo oggi (allargata, mono o omogenitoriale). L’attacco alla famiglia non è la legge Scalfarotto, tantomeno l’eterologa, tantomeno le civil partnership.
    La famiglia, tutte le famiglie, devono essere sostenute da aiuti economici, possibilità di accedere alle cure per l’infertilità, aggiornamento delle leggi su affido/adozione e sostegno alle madri/padri lavoratrici. Punto.

    • “La famiglia, in quanto istituzione naturale, si conforma e si adatta alla società stessa”

      … una logica ineccepibile! A meno che “naturale”, non significhi più naturale…

  55. Ciao Costanza,

    approvo tutte le tue tesi esposte e ti lascio solo una breve nota.

    Anzitutto grazie per aver messo quell’immagine. E’ di grande significato, e per questo, voglio invitarti a leggere qualcosa che probabilmente già conosci, la c.d. ‘Ballata del Cavallo bianco’ di Gilbert K. Chesterton. E’ la storia di quattro eroi cristiani (anche se così non sembra all’inizio…) che si trovano a difendere la terra angla dagli attacchi di temibili nemici. E’ un testo in versi che vale la pena leggere. Io non ne ho avuto ancora occasione, ma il tuo post mi ha ricordato questo. Su internet ne trovi la versione in inglese, ma è un inglese di fine ‘800, perciò non è facile coglierne tutti i colori.

    In secundis, grazie per quello che fai. Anch’io ho un piccolo blog e porto avanti le stesse convinzioni, con una dialettica semplice e diretta. Ma pure un pò raffinata, se ci riesco. Anche se spesso, prevale il senso di disordine. Ma questa in fondo è ‘la cameretta’ di ognuno di noi appassionato scrittore.

    Continua così.
    Qualcuno disse: ‘… Se ti volgi verso di loro, sperano, se ti fermi, se ne dolgono, ma se cammini, allora ti superano e ti sorprendono con le loro capacità’ (erano attribuite a qualche santo, credo fosse Don Bosco, ma non ne sono certo).

    Doveva essere breve, ma come al solito, anche ‘stavolta ho dimostrato che tutti gli italiani sono gente… de’ core.

    Un saluto.

  56. La bella lettera ad Avvenire dei figli dell’insegnante di religione di Moncalieri:

    http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/non-ce-patria-dove-non-ce-liberta.aspx

  57. Cara Costanza, grazie! grazie!
    le tue domande me le sono poste anche io, anche io sollecitata da gente a cui voglio bene. Ma sono fermamente convinta che se rinunciamo a parlare rinunciamo all’annuncio! l’annuncio è la nostra missione…senza l’annuncio il vangelo è carta straccia! Bisogna dire la verità! Dire la verità è vera misericordia, perchè vuol dire mostrare alla gente la strada della felicità. nel Vangelo è scritto: “andate e proclamate il Vangelo a ogni creatura!”, e San Paolo scriveva a Timoteo : “Annunzia la parola, insisti in ogni occasione, opportuna e non opportuna … verrà un giorno in cui non si sopporterà la sana dottrina”. personalmente penso che quando si mette in discussione la verità, il silenzio è colpevole: noi in quanto battezzati siamo annunziatori del Vangelo, è questo il nostro ministero!
    Vorrei citare pochissime righe di Giovanni Paolo II, che un cardinale santo di mia conoscenza (vivente) ha voluto ricordare dal pulpito di una messa privata, celebrata subito dopo il Sinodo: “quando la vera dottrina è impopolare, non è lecito cercare una popolarità facile. La Chiesa (e la Chiesa siamo NOI a costituirla) deve dare una risposta sincera alla domanda Che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? (Mt 19, 16). Cristo ci ha prevenuti, avvertendo che la via della salvezza non è larga e comoda, ma stretta e angusta (Mt 7). Non abbiamo diritto di abbandonare tale ottica, nè di mutarla” (da: Varcare le soglie della speranza, p. 190). Ti abbraccio con gratitudine
    Isabelle

  58. cara costanza, sono d’accordo con te:occorre attivarsi perché il mondo non è più in grado di osservare con intelligenza ciò che di bello accade nella famiglia.lo sguardo è superficiale,appena si intravede una fatica si giudica brutto e sbagliato e magari anche ingiusto.inoltre bisogna attivarsi per difendere i bambini e le donne da una carneficina annunciata.Credo anche che vivere la famiglia col sorriso sia parte di questa attivazione …e così,sfidando la Provvidenza,nonché i miei datori di lavoro che mi hanno già premurosamente fatto sapere che mi lasceranno a casa,io e mio marito abbiamo deciso di avere un altro figlio,il terzo, e siamo tanto felici,nonostante le preoccupazioni economiche(perché non ritrovero il posto di lavoro alla fine della mia maternità). questa felicità è il centuplo quaggiù e sono certa che la Provvidenza ci aiuterà,come sempre è stato fin’ora.è questa nostra felicità che a qualcuno fa dire che siamo stupidi incoscienti e illusi,ma ad altri fa dire che siamo saggi! grazie perché è bello sapere di essere in una compagnia che ci abbraccia anche nella lontananza geografica. Francesca, Milano

  59. Io mi sarei fermato qui: “Smettere di combattere e cercare l’evangelizzazione per inseguimento, cioè solo con la testimonianza della vita, di cui parla anche Papa Francesco?”. Se questo vuol dire seguiire il Papa io farei questo: seguirei il Papa!
    Grazie di tutti i contributi che scrivi
    Con stima
    D

  60. Cara Costanza, post davvero bello.
    Secondo me é molto importante che tu abbia questa domanda sul metodo da usare e finché ce l’hai sinceramente e la poni sia nella preghiera sia nel confronto con le altre persone non c’é niente da perdere a fare incontri pubblici.
    Io vedo che per quello che mi riguarda la cosa fondamentale é non perdere mai le ragioni per cui é giusto combattere l’aborto e compagnia briscola. Altrimenti diventa un’ideologia anche questa.

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