Aleppo, la collera del vescovo

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di Marco Tosatti per La Stampa 

Durante la ‘Notte dei testimoni’ organizzata annualmente da Aiuto alla Chiesa che Soffre, l’Arcivescovo greco melchita di Aleppo, mons. Jean-Clément Jeanbart, dopo aver descritto la drammatica situazione degli aleppini, il vescovo siriano ha parlato ai giornalisti che sono venuti ad ascoltare. La traduzione dall’originale di Boulevard Voltaire.

“I media europei hanno continuato a distorcere il quotidiano di chi soffre in Siria e hanno anche utilizzato per giustificare quello che sta accadendo nel nostro paese delle informazioni senza mai controllarle», ha cominciato, fustigando le fonti di stampa create durante la guerra e usate da molte agenzie di stampa. “Strumenti dell’opposizione armata, come l’Osservatorio siriano per i diritti umani, fonte indiscussa dei media occidentali”.  Continua a leggere “Aleppo, la collera del vescovo”

La pecora numero 100

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di Salvatrice Mancuso

Non mi improvviso esegeta dei brani del Vangelo, non ne avrei né i titoli, né gli strumenti, ma mi sento destinataria della Parola di Dio. E quindi? Quindi capita che alcune pagine,  alcune frasi delle Sacre Scritture o di opere di Santi, ti prendono di mira con più insistenza, colpiscono perfettamente il bersaglio, e tu ne rimani “vittima”, in balia del loro suono. Fanno eco dentro di te, ti accompagnano nella vita ordinaria, le ripensi, le rileggi e cerchi di capire cosa vogliono. Continua a leggere “La pecora numero 100”

L’ottimismo è di rigore

E’ morto nella notte a Bologna il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna dal 1984 al 2003. Ne dà notizia la diocesi bolognese.  Biffi aveva 87 anni è da tempo era ricoverato in una clinica bolognese dove, attorno alle tre, è morto

di Giacomo Biffi

“Vidi salire dal mare una bestia” (Ap 13,1)

L’ottimismo è di rigore.

Una delle mode culturali più curiose invalse nella cristianità in questi decenni interdice a chi si accinge a stilare un documento o proporre una riflessione sulla odierna condizione umana e sui tempi presenti di iniziare dai rilievi “negativi”: è d’obbligo partire da una rassegna dei dati improntata a un robusto ottimismo; bisogna sempre collocare in capo a tutto un esame della realtà che non tralasci di mettere in giusta luce i valori, la sostanziale santità, la “positività prevalente”.
Qualche volta mi sorprendo a immaginare, per mio personale divertimento, come sarebbe stata la lettera ai Romani se, invece che da quell’uomo difficile e sdegnoso che era l’apostolo Paolo, fosse stata stesa da qualche commissione ecclesiale o da qualche gruppo di lavoro dei nostri giorni. Continua a leggere “L’ottimismo è di rigore”

Quel potere occulto

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di Andrea Torquato Giovanoli

Anche la sofferenza è un talento.
Nella parabola in cui Gesù parla di un Re che prima di partire per un lungo viaggio consegna una somma in denaro a tre dei suoi servi perché la facciano fruttare, normalmente la prima cosa a cui si pensa è come ad ognuno di noi è stato concesso qualche carisma particolare, un numero di pregi caratteristici, dei talenti appunto, che siamo chiamati a mettere a disposizione, a condividere, nella laboriosa cooperazione per l’edificazione del Regno. Continua a leggere “Quel potere occulto”

La Scrittura non mente, non si contraddice la Scrittura

(INTORNO ALLA PRESUNTA DISCORDANZA NEI VANGELI SULLA GENEALOGIA DI GESU’)

Vittore Carpaccio (1465-1526)
Vittore Carpaccio (1465-1526)

«Poiché molti pensano che gli evangelisti Matteo e Luca, per il fatto di averci tramandato la genealogia di Cristo in modo differente, cadano i reciproca contraddizione, e poiché ciascuno dei fedeli ama, ignorando la verità, trovare personali spiegazioni su quei passi, ho ritenuto opportuno riferire come stanno veramente le cose…»

(Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, I 7,1)

di Matteo Donandoni

Chiunque abbia letto i Vangeli dall’inizio si sarà ad un certo punto accorto che qualcosa non sembra quagliare nella genealogia del Salvatore. Certo, c’è anche chi considera di scarsa importanza alcuni passi della Parola di Dio, quelli che non è in grado di capire, che a lui sembrano noiosi o non abbastanza politicamente corretti o perfino sbagliati. Così li salta. Perciò l’esegeta, che chiameremo qui sportivamente “Saltapassi”, semplicemente tolle, salta o derubrica a poco più di un mito la Sacra Scrittura, un simbolo messo li in maniera comprensibile per quei pecorai degli Israeliti. Invece, noi colti moderni abbiamo il libero esame, e scanzonati interpretiamo. Ma la Scrittura può contraddirsi? E contraddirsi non è forse mentire?

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Piccola ma amata di un amore immenso

Un‘altra bella lettera di padre Carlo Salvadori missionario in Camerun

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Douala, 09 maggio 2015

Care amiche e amici della missione, ciao.
Questo lungo silenzio è segno dell’impegno missionario qui a Douala, senza tregua.
Vi scrivo con il cuore pieno di gioia per ciò che i miei occhi vedono e sentono in quest’Africa che ha una voglia matta di vivere la vita di Gesù Cristo. Sì cari amici è questo il tenore della lettera odierna. Continua a leggere “Piccola ma amata di un amore immenso”

Cronaca di una visita

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di Andrea Torquato Giovanoli

Tre minuti: questo è il tempo concesso per sostare di fronte alla Sindone.

Ci pensi mentre percorri la coda che ti porterà a contemplare la tanto discussa reliquia, mentre ti immagini quali saranno i sentimenti, magari le emozioni, che attraverseranno il tuo cuore quando sarai davanti al lenzuolo; quello stesso lenzuolo che hai già veduto tante volte in fotografie più o meno dettagliate, ma che ora potrai finalmente osservare dal vivo. Basteranno tre soli minuti per farsi un’idea definitiva di che cosa è in realtà quel pezzo di lino? Sono sufficienti tre minuti per far sbocciare la fede nel cuore di chi non crede? Sono abbastanza tre minuti per soddisfare il desiderio di venerazione per coloro che riconoscono il volto di Dio nell’immagine impressa sulla tela?

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Dio e la sua abitazione

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 di Emanuele Fant

Niente mi fa più impressione di quelle ore prima della Pasqua, quando il tabernacolo si svuota, e non è chiaro se Gesù sia uscito per sempre, o per tornare.

Solo allora, chi crede, crede davvero. Perché avverte la dolorosa sensazione che il fluire del tempo si sta avvolgendo inutilmente come vento nella tromba delle scale; che il sole potrebbe sorgere o meno, senza nessuna implicazione; che il motore del diorama di cui siamo statuine ha interrotto la sua corsa, obbligando i meccanismi di precisione a interrogarsi. Continua a leggere “Dio e la sua abitazione”

Missionari martiri

 

Un amico ci manda questa bellissima lettera del fratello missionario in Camerun e noi volentieri la pubblichiamo.

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di padre Carlo Salvadori*

Douala, 23 marzo 2015

Care amiche e amici della missione,
quest’ultimo periodo è stato marcato da un avvenimento diocesano importante per noi missionari: la settimana dei “missionari martiri”.

Ciò ha richiesto un sacco di energie per poter animare tutta la diocesi attraverso due strumenti semplici: un libretto accompagnato da un film e le trasmissioni alla Radio.
Nel libretto abbiamo suddiviso i martiri (testimoni) in 4 categorie: Continua a leggere “Missionari martiri”

Diverso

Dall’omelia di padre Maurizio Botta di domenica 8 marco 2015

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Gesù grida. Gesù si indigna.
Gesù ha la forza fisica per compiere un gesto profetico veemente far uscire pecore e buoi dal tempio, ribaltare tavoli pieni di monete.
Gesù porta su di sé il peso della solitudine e dell’incomprensione.
Gesù dice cose durissime ai farisei, prende le distanze da loro senza ammorbidimenti verbali e gridando li accusa di essere vipere, ipocriti, figli del Demonio. Gesù sceglie. Gesù rimprovera. Gesù ordina.
Gesù si circonda anche di uomini focosi come gli zeloti disposti ad usare la spada per scacciare i romani. Pietro di spada ne possedeva una e all’arresto di Gesù la usò tagliando un orecchio. Gesù è virile. Continua a leggere “Diverso”

L’uomo che fissa le panche (o in cerca di una normale esistenza cattolica)

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«Sono completamente felice, dalla punta dei capelli fino alla punta dei piedi, dalla mano sinistra alla destra, come se fossi una croce. E proprio questa è la cosa più bella. Un’esistenza cattolica».

(Conversazioni di Thomas Bernhard, a cura di Kurt Hoffman, Guanda 1989)

 di Matteo Donadoni

Vien voglia di lasciar perdere. Adeguarsi all’andazzo.

Perché? Perché, in fondo, io non dovrei far parte pienamente della mia comunità? Vogliamo essere accettati, tutti noi agogniamo un certo qual riconoscimento da parte del prossimo. Un timbro, una pacca sulla spalla. Quella calda, avvolgente sensazione di sentirsi parte di un intero… lupi nel branco. O pecore del gregge, dovrei più cristianamente dire. Nel bene e nel male, in salute e in malattia. Come voleva il tisico Thomas Bernhard perfino nel sanatorio più angoscioso di Grafenhof: «Visto che ero qui, volevo far parte di questa comunità, anche se si trattava della comunità più mostruosa e raccapricciante che uno possa immaginare». Continua a leggere “L’uomo che fissa le panche (o in cerca di una normale esistenza cattolica)”

Offrire, soffrire

di Anonimo

Oggi è la festa della Presentazione di Gesù al tempio, la Candelora, ed io come da un po’ di anni a questa parte non ho nessuna voglia di andare alla Messa solenne. Mi sceglierò una Chiesetta nascosta, con una cerimonia semplice, dove nessuna donna in attesa o madre gioiosa voglia portare i propri pargoletti per la benedizione di rito. La mia carne si ribella a tanta festante umanità ed il Dio in cui credo che si è fatto carne, corpo e sangue, mi nutrirà nel nascondimento di una Messa di tutti i giorni. Continua a leggere “Offrire, soffrire”

Perché ci si divide?

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di Costanza Miriano

Sulla teoria come sempre sarei anche preparata. Per esempio lo so che San Francesco dice di non entrare in risonanza col male del fratello, sennò rimane a te, nel tuo cuore, e finisci per tenere il male dell’altro con te, per impossessartene come di un regalo prezioso. Però quando ho letto certe cose su di noi – Padre Maurizio, Marco Scicchitano, Mario Adinolfi e me – lo ammetto, ci sono entrata, eccome, in risonanza col male altrui. Continua a leggere “Perché ci si divide?”

Te Deum Laudamus perché hai aggiunto agli amici tanti amici

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di Andrea Piccolo

Sul lato destro della stazione Porta Nuova di Torino, il lato destro guardando i binari, dissimulata tra la lunga fila di accessi che si aprono tutti uguali nella parete di marmo dallo stile austero, c’è una piccola cappella. Un gruppo che si occupava di assistenza ai barboni organizzava ogni mese la S. Messa in quella cappella e a me, da ragazzo, capitava di andarci. Continua a leggere “Te Deum Laudamus perché hai aggiunto agli amici tanti amici”

Le urla in quell’aula: «Uccidete Asia Bibi!»

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Non c’è uno straccio di prova contro Asia Bibi. Eppure il giudice dell’Alta corte di Lahore ha confermato la condanna a morte ai danni di questa madre cattolica di cinque figli, in prigione da oltre cinque anni, per blasfemia. Com’è possibile?

Una spiegazione la offre il marito di Asia Bibi, Ashiq Masih (nella foto sopra con due figlie), che quando il giudice Anwar Ul Haq ha pronunciato di nuovo la condanna a morte era presente in aula. Parlando con la ONG British Pakistani Christians, l’uomo rivela che «c’era anche un gran numero di imam e leader islamici che gridavano in continuazione: “Blasfemi!” e “Uccidetela!”». Continua a leggere “Le urla in quell’aula: «Uccidete Asia Bibi!»”

Contro la povertà

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 di Emanuele Fant

Gli inviti ad andare dai poveri hanno generato eserciti di volontari che accarezzano gli ex senzatetto e danno loro le caramelline, sentendosi in missione per conto del Signore. Dovrebbero sapere che il Signore si nasconde tra i poveri, non si sovrappone perfettamente a loro. La caccia al tesoro richiede ore, giornate, anni. Convivenza. Il povero va attraversato, come una palude melmosa. Va scrostato. I sentimenti che si devono provare approcciandolo sono il timore e il rispetto, non la leggerezza che genera i sorrisini. Non bisogna fermarsi alle soglie del povero, e dire: “Che carino, sembra il Signore!”.

Continua a leggere “Contro la povertà”

Sposi, scommettete sul Vangelo

di Mimmo Muolo   per Avvenire

Dal Sinodo sulla famiglia il cardinale Stanislaw Rylko si augura che venga un duplice stimolo. Ai laici cattolici, uomini e donne, affinché testimonino con le parole e con l’esempio che «il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia». E alla Chiesa tutta, a «rinnovare ripensare in profondità la pastorale familiare». A pochi giorni dall’inizio dell’assise sinodale, cui parteciperà in quanto presidente del Pontificio Consiglio per i laici, il porporato polacco sottolinea in questa intervista ad Avvenire alcuni temi connessi con l’impegno evangelizzatore del laicato.

Eminenza, come annunciare il Vangelo della famiglia in un mondo che promuove e impone modelli di vita radicalmente opposti? Continua a leggere “Sposi, scommettete sul Vangelo”

Bau!

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di fra Roberto Pasolini

L’esperienza in montagna ci insegna che più si va in alto, più si rimane in pochi. Soli addirittura, quando la vetta da raggiungere è particolarmente ardua. Il profeta Isaia sostiene invece che sul monte del Signore le cose vanno al contrario: la sua casa sarà capace di accogliere una moltitudine, «si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli» (Is 56,7). Dio allarga, aumenta, include. Agisce in modo radicalmente diverso da come facciamo noi che, dopo sporadiche e incostanti aperture, tendiamo a ritirarci per chiuderci in noi stessi. Che bello! In un mondo pieno di cose irraggiungibili ed esclusive, la Chiesa non si stanca di ammirare un Dio inclusivo, che vuole invitare e accogliere tutti nella sua casa. Continua a leggere “Bau!”