Perché ci si divide?

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Sulla teoria come sempre sarei anche preparata. Per esempio lo so che San Francesco dice di non entrare in risonanza col male del fratello, sennò rimane a te, nel tuo cuore, e finisci per tenere il male dell’altro con te, per impossessartene come di un regalo prezioso. Però quando ho letto certe cose su di noi – Padre Maurizio, Marco Scicchitano, Mario Adinolfi e me – lo ammetto, ci sono entrata, eccome, in risonanza col male altrui.

Quelle che mi sono dispiaciute di più sono state quelle venute dal fuoco amico, e sono state tante e forse anche le più feroci. Insomma, se si inventano delle balle su di noi quelli che la pensano diversamente, pazienza. Anche se sarebbe bello ogni tanto essere criticati nel merito delle cose dette, magari addirittura ragionando sui contenuti. Sarebbe davvero un’iniziativa bizzarra, me ne rendo conto, ma so che uno non può pretendere.

Per cui mi chiedo, e lo chiedo ai lettori di questo blog che sono parecchi, e di diverse matrici, di appartenenze disparate: perché cavolo noi cattolici riusciamo a dividerci su tutto?

Ma è mai possibile che riusciamo a litigare su ogni cosa, a fare una questione su tutto? Non voglio entrare nel merito di nessuna questione, sennò si apre il dibattito, e il punto è che io prima vorrei capire perché ci si divide, non mi interessa chi abbia ragione. Una volta assodato qual è il Bene, e accertato che c’è un Bene assoluto – questo lo darei per scontato, fra di noi – perché non riusciamo a cercare tutti insieme di costruirlo, ognuno col suo stile, coi suoi mezzi, con la sua sensibilità? Perché non ricordiamo che le diverse spiritualità, i movimenti, sono una ricchezza, e che comunque la verità tutta intera la vedremo solo dopo morti, e che il cammino che scegliamo di percorrere qui sulla terra, quella strada e non un’altra, non è la migliore, ma quella che ci assomiglia di più, che si attaglia meglio al passo che possiamo tenere?

Probabilmente, riflettevo in questi giorni, la certezza di avere capito la verità ci rende poco umili. Il resto lo fa il desiderio, anche buono, di portare agli altri la verità di cui siamo certi. Lo zelo di diffondere il bene, la voglia sincera di contribuire alla venuta del regno di Dio.

Il punto è che la Verità è una persona, e quella persona non siamo noi. La verità è Gesù Cristo, e se noi possiamo fare qualcosa per gli altri è giusto voler loro bene, cercando di assomigliare a Gesù, aiutandoli ad alzare lo sguardo verso di lui. Poi anche dire loro quella che a noi sembra la verità, fondati sul Magistero che ci garantisca che quello non è un parto della nostra fantasia, ma solo dopo avere cercato di voler bene. Se ci mettiamo a fare i crociati diventiamo subito ridicoli.

Se noi la Verità l’abbiamo un giorno incontrata, magari ne abbiamo incrociato lo sguardo, o abbiamo sentito i suoi occhi su di noi, dovremmo avere capito che lui – è Gesù la verità – ci chiede di essere come lui, che è innocente e si è fatto carico della monnezza della nostra vita. Se dobbiamo essere come lui anche per noi il percorso deve essere quello: una morte, un passaggio, una salvezza. Non una comoda passerella durante la quale dispensiamo verità stando in poltrona. E se ci è necessaria una morte è perché il problema non sono gli altri, siamo noi che dobbiamo morire a noi stessi. Il mio problema sono io. È il mio peccato, il mio uomo vecchio, che deve rassegnarsi, decidersi a tirare le cuoia.

Questo non esclude che se c’è una battaglia pubblica da combattere si combatte, e lo si fa con tutte le forze. Se c’è da lottare contro una legge che può portare tanta morte, se c’è una colonizzazione ideologica da fronteggiare la si fronteggia con tutti i mezzi. Quello è un altro piano, è il piano politico, pubblico, culturale. L’importante è ricordare che sul piano spirituale il campo di battaglia è il nostro cuore, e il nemico siamo noi.

Solo tenere questo a mente ci permette di non scannarci gli uni gli altri, tra noi cattolici. Quando capisci questo ti fai agnello, entri nella logica di Gesù, cominci ad assorbire le cattiverie degli altri, le lamentele, a portare i pesi, ad accogliere la sporcizia altrui perché sai bene che è uguale alla tua. Solo così riusciamo a superare la sindrome da accerchiamento, e a vincere il mondo, come ha fatto Colui che ha rivoltato l’impero romano come un calzino pur senza aver detto una parola contro.

 

134 Responses to “Perché ci si divide?”

  1. Il diavolo è sempre all’opera. La sua: dividere!
    Grazie! Come sempre.

    • Il male più antico non è la differenza ma la Divisione. Questo Gesù Cristo l’ha compreso in pieno e ogni volta che lo incontriamo possiamo sperimentarci sempre più sanati da questa atavica fragilità ! Dovremmo provare a guardare e a gustare l’altro con gli occhi di Cristo ! Solo così possiamo crescere nell’accogliere le differenze e forse diminuire nella divisione!

  2. Ci si divide perché nonostante Cristo sia venuto per liberarci dalla schiavitù della Legge (non solo da quella del peccato…) continuamente corriamo a cercarci una “legge” o una “leggina”. Una regola o una regoletta…

    Perché così possiamo dormire sonni tranquilli, metterci il cuore in pace, sentirci nel giusto.

    Il problema è che il più delle volte la regoletta d’oro, la parola magica, la condizione sine qua non, è ritagliata moolto a nostra immagine e somiglianza e naturalmente ci serve anche come metro di misura… eh si! Perché bisogna pur distinguere il bene dal male, i buoni dai cattivi, chi sta dentro da chi – deve – stare fuori!

    Ed ecco voilà, come per incanto, le divisioni (chi alla nostra destra, chi alla nostra sinistra) sono già belle che fatte, la classifica stilata, il cerchio magico è segnato… e come si dice: “non si sono Santi”!
    Nossignori, non ci sono Santi, nessun Santo che ci farà cambiare idea, perché quella è la verità, la verità della legge giusta, della regola certa e probabilmente, tornasse anche Cristo in terra, avrebbe il suo bel da farsi a convincerci del contrario…

    Ho sentito un frase da Don Santoro… si quello morto ammazzato…. che mi ha molto impressionato: convertirsi è decidere che sono più preziose le incertezze di Dio che le nostre certezze (non metto virgolette perché cito a memoria).
    Certo si riferiva anche a ben altro, ma c’è da riflettere anche in questo contesto, perché la Libertà, quella di Dio, è per noi una gran incertezza, ci destabilizza, cozza con la nostra ragione, con il nostro senso del “giusto” e della giustizia, con il nostro bisogno di “regole certe”…
    Così teniamocele strette le nostre certezze da regole certe, lasciamo che divengano steccati e poi muri e poi barricate… che importa! Tanto noi siamo “dentro” e chi è fuori è fuori… peggio per lui!

    😐 😦

    • Bariom…

      …come ho sempre cercato di dire: “noialtri poverini, ne toca lavorar”!

    • A me è venuto in mente Chesterton: “Gli enigmi di Dio sono più soddisfacenti delle soluzioni dell’uomo”.

    • Mario: smack! Anche per aver ricordato Don Andrea Santoro. 😀

    • La Legge è una “schiavitù” prima dell’Incarnazione: perché si era chiamati ad osservarla senza avere la Grazia che ne faceva cogliere l’intima bellezza e coerenza, persino di quelle parti che sono oggi superate per un credente in Cristo Gesù: in quanto prefigurazioni vetero-testamentarie del Messia Venturo e dei Nuovi Cieli e della Nuova Terra che Egli avrebbe portato.
      Del resto, a spazzare via il campo da ogni dubbio che Egli fosse un Messia “antinomico” (così come sono stati ripetutamente tutti i falsi Messia del giudaismo post-neotestamentario e faccio due nomi su tutti: Sabbatai Zevi e Jacob Frank. Dove il primo ha apostatato nell’Islam ed il secondo nel Cattolicesimo: generando quei due filoni “carsici” dei cripto-giudei turco-musulmani (i cosiddetti “dunmeh”) e dei cripto-giudei polacco-cattolici, che si sono poi diffusi in tutta Europa ed anche negli Stati Uniti, i cosiddetti “frankisti”) ci pensa Gesù stesso quando dice:
      “Non sono venuto a cambiare neanche uno iota, della Legge: ma a portarla a compimento”

      Colui che verrà nel suo proprio nome e la cui manifestazione pubblica è ormai imminente: parlerà invece di “liberazione dalla Legge” in nome della “Legge dell’Amore”.

      E si vedranno effetti speciali di ogni genere e specie, tali da ingannare, se fosse possibile: anche gli “eletti”.

      Ma intuisco che sulla “manifestazione imminente” di tale personaggio, annunciato sia dai vecchi che dai nuovi Profeti, oltre che da Gesù stesso: tu abbia già aperto gli occhi, Bariom.

      O sbaglio?

  3. la storia della vostra Chiesa è una storia di eresie, alcune di successo molte altre eliminate più o meno rapidamente: se oggi continuate a dividervi siete nel solco pieno della vostra Tradizione.
    Vorrei solo ricordare che Gesù è morto nel 27 d. C. e che il Cristianesimo è diventato religione di Stato nel 391 d. C.: insomma sono occorsi 350 anni alla vostra Fede “per rivoltare l’Impero Romano”; un buon tempo ma non è un record perché l’Islam a conquistare metà dell’Impero Romano divenuto Cristiano – tutto l’Africa e l’Egitto e la Siria – ci ha impiegato pochi decenni.
    Solo per la precisione

    • Ma fra rivoltare e conquistare c’è una bella differenza.

    • Pochi decenni per conquistare metà dell’impero romano, paolopancio? Buon segno! Significa che era opera di uomini e non di Dio.
      Poichè il tempo di Dio e quello degli uomini sono ben diversi, così come “…i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
      le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore” (Isaia 55, 8).
      Quale altra “istituzione” conosci che abbia resistito per duemila anni a tutte queste intemperie? Nessuna! Perchè “le porte degli inferi non prevarranno” (Mt 16,18) è stato detto solo a Pietro, della Sua Chiesa, dal Cristo di Dio! PACE A TE!

      • @ Birillo

        Beh…….questo non è completamente vero. Il Buddismo (pur con molte divisioni, ma sono forse mancate al cristianesimo?) è anche più vecchio di 600 anni. Lo zoroastrismo pure, l’ebraismo anche di più. Non parliamo poi dell’induismo.
        La religione degli antichi egizi, quando scomparve, aveva ben più di 2000 anni. E intemperie, chi più chi meno, ne hanno avute tutti.
        E’ verissimo che i musulmani avevano conquistato (non convertito), il nordafrica e l’area siriaco-palestinese-mesopotamica, però la fede cristiana di quei popoli (così importanti nella fase del primo cristianesimo) non resistette a lungo all’islamizzazione. D’altronde contro la forza la ragion non vale. A69

        • A Birillo che dice:

          Quale altra “istituzione” conosci che abbia resistito per duemila anni a tutte queste intemperie? Nessuna! Perchè “le porte degli inferi non prevarranno” (Mt 16,18) è stato detto solo a Pietro, della Sua Chiesa, dal Cristo di Dio!

          ricordo che Gesù (il Cristo, il Figlio del Dio Vivente: ed in questa professione di Simone di Giovanni, ispiratagli direttamente nel cuore dal Padre nostro che E’ nei Cieli e non dalla Carne e dal Sangue che aveva VISIBILI e TOCCABILI di fronte a Sé ed per mezzo dei Quali Gesù aveva compiuto di fronte a lui miracoli inauditi e mai visti, vi è già TUTTA la Rivelazione di Dio-Trinità e quella di Gesù come Figlio Eterno dell’Eterno Padre) non l’ha detto “a Pietro”, che le “porte degli inferi non prevarranno sulla Sua Chiesa”. Perché, appunto: la Chiesa NON appartiene a Pietro e NON è fondata SU Pietro.
          Ma appartiene, in quanto Vigna, a Colui che l’ha Piantata e che ne è quindi il Padrone: e nella quale Egli resta come Vite.
          Ed appartiene, in quanto Casa, a Colui che l’ha Fondata e che ne è quindi il Padrone: e sotto la quale Egli resta come Roccia di Fondazione. Che, in quanto tale: è “nascosta”. E quindi vuole usare una “pietra di superficie”, o “sasso”: per segnalare VISIBILMENTE la Sua Posizione.
          Del resto nascosto si dice ABSCONDITUS, in latino. Ossia ABS-CONDITUS. Abs=”non”. Conditus=”fondato” (e qui in Occidente, infatti, prima di iniziare a contare il tempo prima e dopo Cristo, si diceva “ab urbe condita”, ossia “dalla fondazione della Città”. Che era la Città per eccellenza, ossia Roma. E che lo sarebbe rimasta anche dopo Cristo: associata inscindibilmente a Gerusalemme, dopo che il “sasso” che era il primo Pietro “rotolò”, suo malgrado ma per Volontà di Dio, dalla prima Gerusalemme alla seconda Gerusalemme che è Roma-Amor, appunto).
          Nascosto significa quindi “non fondato”. Ed infatti la Roccia di Fondazione, che è Fondamento di ciò che vi è costruito e FONDATO sopra: NON abbisogna di essere fondata a Sua volta su alcunché. Perché è Fondamento ASSOLUTO, AB-SOLUTUS, sciolto e libero da qualsiasi vincolo. In quanto è Dio stesso, nella Persona del Figlio. E quindi è l’Assolutamente Libero: e proprio per questo Garante e Fondamento della nostra stessa Libertà. Che è INTEGRALE in quanto donata da Colui che è l’Assolutamente Libero.

          Ad Anonimo69

          Beh…….questo non è completamente vero. Il Buddismo (pur con molte divisioni, ma sono forse mancate al cristianesimo?) è anche più vecchio di 600 anni. Lo zoroastrismo pure, l’ebraismo anche di più. Non parliamo poi dell’induismo.
          La religione degli antichi egizi, quando scomparve, aveva ben più di 2000 anni. E intemperie, chi più chi meno, ne hanno avute tutti.

          ricordo invece che tutti gli esempi da lui fatti (Buddismo, zoroastrismo, induismo, religione misterica degli antichi egizi, financo lo stesso giudaismo qualora volessimo, con un’ENORME forzatura, saldare quello vetero-testamentario a quello post-neotestamentario, di tipo rabbinico) non riguardano, APPUNTO, un’ “istituzione”.
          Infatti, NON è “istituzione” il Buddismo.
          Così come non lo è lo zoroastrismo, l’induismo e l’antica religione misterica egiziana. E non lo è più neanche il giudaismo, dopo la distruzione del Tempio avvenuta nel 70 d.C (TRENTATRE anni dopo la Passione, Morte, Resurrezione ed Ascesa al Cielo di Gesù. E la Discesa Pentecostale dello Spirito Santo; e TRENTASETTE anni dopo il Suo Battesimo nel Giordano, avvenuto all’età di TRENTATRE anni. Chi ha orecchie per intendere, intenda).
          Così come non lo è lo stesso Islam (che ha comunque una vita più breve)
          Nessuna di queste che pure sono indubitabilmente “realtà”: è, tuttavia, un’istituzione.
          Che è quindi anche una PERSONA, quantomeno in senso giuridico: se non si è disposti a riconoscere nella Chiesa il Corpo Mistico di Cristo Gesù.
          Tanto è vero che nessuno si sogna di imputare al Dalai Lama attuale i crimini commessi dai buddisti srilankesi nei confronti dei tamil (e non mi dilungo nel fare esempi simili per gli altri casi di “realtà” NON “istituzioni”)
          Mentre ancora oggi vi è una lunga lista di “errori” e financo di “crimini” che coloro che ritengono che la Chiesa (Una, Santa, Cattolica e Apostolica Romana: con a capo il Papa) sia il cancro del mondo (con una grado di buona fede che Dio solo valuta e conosce perfettamente): non esitano a sfoderare per tentare di dimostrare la loro aberrante tesi.
          E che, nello sfoderare, non esitano a buttare in faccia a colui che di questa istituzione visibile è, ancora oggi, il capo altrettanto visibile.

          Tutte considerazioni piane e financo banali (a parte quella sui TRENTATRE anni intercorsi tra la Discesa Pentecostale e la distruzione del Tempio: e che restano TRENTATRE anche qualora si consideri come anno di morte di Gesù il 30 d.C. e non il 37 d.C.. Essendo in quel caso sufficiente considerare come “distruzione del Tempio” l’evento che ne è stato la premessa necessaria: ossia l’inizio, nel 66 d.C., della guerra giudeo-romana), quelle precedenti.

          Ma che è bene sottolineare: per evitare che un qualsiasi “anonimo” ci passi davanti a sminuire e minimizzare quella che è l’OGGETTIVA e STORICAMENTE ACCERTATA eccezionalità e singolarità della Chiesa Cattolica.
          Visto che siamo in tempi di inter-religiosità spinta e conclamata e di ecumenismo “a modo degli uomini” e non “a Modo di Dio”.
          E visto che da più parti e concentricamente vogliono convincerci che “tutte le strade portano a Roma”.

          Dio vi benedica.

          Maranathà

  4. Grazie Costanza, veramente in te l’opera di Dio non è vana

  5. Qualche giorno fa ho capito di colpo perché Gesù mette i bambini al centro. .. Immacolata Concezione “spiegata” a un decenne: è finita con un pianto perché “voglio nascere anch’io senza peccato, così è più facile…altrimenti è un continuo peccare e pentirsi!”. Ecco, a parte la serata teologicamente impegnativa per risolvere in qualche modo il mistero, ho capito che sta tutto lì nella sua disarmante semplicita’ e nella sua quotidiana evidenza: ogni giorno davanti al nostro peccato armati solo della forza dei sacramenti, del sostegno dato dalla preghiera e della Parola di Dio. Liberi di fare il male o di affidarci a Dio, come Maria. E ascoltiamo sempre i bambini…

    • La lotta “non è contro essere fatti di carne di sangue, ma con o principati e podestà” che albergano nel nostro cuore e l’obbiettivo del male è di non rendersi cosciente alle nostre menti. Ma potremo seguire Cristo solo dopo essersi resi conto che Lui prima di noi ha vissuto la ingiusta sofferenza, altrimenti rischieriemo di adottare sterili tecniche psicologiche, superficiali trucchetti che non ci apriranno mai al mistero della Risurrezione

  6. Leggo nella lettera di Costanza che la verità la sapremo tutta dopo la morte; è così !! Siamo troppo poca cosa per pretendere di avere certezze. Leggo anche :”Il punto è che la Verità è una persona, e quella persona non siamo noi. La verità è Gesù Cristo, e se noi possiamo fare qualcosa per gli altri è giusto voler loro bene, cercando di assomigliare a Gesù, aiutandoli ad alzare lo sguardo verso di lui. Poi anche dire loro quella che a noi sembra la verità, fondati sul Magistero che ci garantisca che quello non è un parto della nostra fantasia, ma solo dopo avere cercato di voler bene”. C’è troppa certezza in questo periodo e l’autrice mi mette in confusione, la vedo in confusione, mi fa ritrarre, rimango dispiaciuto. “Ma solo dopo aver cercato di voler bene”, mi sembra una pezza al “garantisca” di prima. Non trovo niente di garantito se non supportato dalla Fede e dalla Speranza. L’unica cosa che è nelle nostre mani è operare con Carità. Di garantito non c’è nulla.

    • Suvvia, cerchiamo intanto di riportare un pensiero per come è: “la verità tutta intera” la sapremo dopo la morte, non la verità tout court.

      • Non cambia la mia perplessità sulle certezze garantite dalla Miriano o dalla dottrina. Un po’ di umiltà le certezze le avremo dopo la morte.

        • quindi chi è certo non è umile?

          • Esatto Thelonious, questo ci dice Salvatore, e d’altronde mi basta ricordare qualcuno dei suoi interventi per essere certo (appunto 😉 ) che nel puro relativismo voleva andare a parare.

            Salvatore, se permetti, con tutto l’affetto che mi riesce per Costanza, tra le certezze “garantite” da Costanza e quelle garantite dalla dottrina (Magistero) c’è un abisso. Che te lo dico a fare?

            • Roberto ! Con che certezza esprimi che nel puro relativismo volevo andare a parare !!! Sembra un totem questo relativismo. Siamo in cammino e la ricerca di Dio dovrebbe guidarci, altro che relativismo. Il relativismo è la certezza di ogni opinione, quello che credo è vero, questo è relativismo. L’essere in cammino è dubitare del punto dove si è arrivati è andare oltre. Relativismo è la certezza di posizioni perché proprie o definite da qualcuno, anche se fosse il magistero. La mia preghiera è che il magistero dia guida ma non conclusioni, sostenga la preghiera e non sentenze. I fedeli sono più maturi di quello che si pensa, sanno quando peccano, hanno bisogno più di conforto che di schemi di comportamento e giudizi.

              • Molti però sembra non invochino o desiderino altro…
                Molti tra i “fedeli”… intendo.

                • Bariom chi invoca uno schema di comportamento non mi convince e non convince neanche se stesso. Ho questa impressione. Troppo comodo. Se si leggono le lettere di San Paolo si vede che spesso egli risponde ad esigenze espresse in tal senso dai fedeli, la voglia di schemi accompagna i fedeli da sempre. Bariom quindi non dico che hai torto, ma San Paolo, se leggi bene, sembra infastidito nel dare risposte o suggerimenti. Il Signore spesso non rispondeva chiaramente ma usava delle parabole. D’altro canto se non hai la libertà di decidere che vale scegliere il bene? I fedeli non invocano o desiderano altro? mi sembra pigrizia menatale solo quello.

          • Lo dice la stessa Miriano e lo penso anch’io ” “la verità tutta intera” la sapremo dopo la morte.” Non trovo niente di garantito se non supportato dalla Fede e dalla Speranza, la Fede mi sostiene la Speranza donata dal Signore e sempre la Fede mi sostiene la certezza del bene donato dal Signore. L’unica cosa che è nelle nostre mani è operare con Carità. Di garantito non c’è nulla. Non ci rimane che pregare che il Signore ci rinnovi la Fede ogni giorno,

            • Salvatore,

              mi pare però che occorra essere CERTI di alcune cose.
              Non tante, ma alcune si.
              Solo a titolo di esempio:

              1) la resurrezione di Cristo (fondamento di tutta la fede)
              2) presenza reale di Cristo nell’Eucarestia
              3) l’efficacia oggettiva dei sacramenti.

              …. ecc
              In generale cioè, quello che viene definito depositum fidei.
              Poi è vero che la verità TUTTA INTERA la sapremo dopo la morte, perchè la Verità non è una sentenza o, come dici tu, uno schema di comportamento, ma una carne viva (cioè Cristo stesso).
              Ora, “in certis unitas, in dubiis libertas, in omnis caritas”, questo credo sia il succo.
              La Verità non possiamo mai dire di possederLa, perchè è Essa che ci possiede, come diceva BXVI.

              Da qui deriva l’umiltà, non dalla non certezza.
              E dal fatto che Cristo-Verità ultima sia origine di ogni verità penultima deriva anche un atteggiamento ecumenico nel senso che può valorizzare i frammenti di bene, di vero e di bello che si trovano ovunque, dentro e fuori dalla Chiesa visibile.
              Perché tutto il bene deriva ultimamente da Cristo.

              • Si è certi per Fede del depositum fidei. Ma lo stesso depositum fidei è frutto di elaborazioni tormentate di tanti concili e lotte tra eresie, non si può pretendere che non venga messo in discussione, quindi va proposto con umiltà, specie se si scende nei dettagli. Io credo perché ho fede, io credo perché il Vangelo è una buona notizia e il Signore ci dice che è la via per la felicità che cerchiamo, una buona scelta. Una via difficile visto che è evidentemente poco praticata, ma il Signore non ci ha detto sia facile. Tra la certezza e il credere per fede c’è differenza, è molto più impegnativo credere per fede che credere perché una cosa è certa, Decidere che una cosa è certa è comodo ti toglie il problema di pensare e decidere, credi e ti senti a posto, ma non funziona così, la vita è complessa e non vorrei finire a pregare vicino all’altare compiacendomi delle mie certezze.

                • “tra la certezza e il credere per fede c’è differenza”.
                  Esistono vari tipi di certezza, e vari metodi di conoscenza.
                  La fede è uno di questi. Non coincide evidentemente con la ragione, ma presuppone l’uso pieno della ragione.
                  Credere per fede significa diventare certi attraverso un metodo di conoscenza. Se la fede fosse contro la ragione sarebbe disumana e sarebbe irragionevole. Io faccio esperienza del contrario, ossia della piena ragionevolezza della fede.
                  Non capisco cosa intendi per “Decidere che una cosa è certa”. La fede non è mica una decisione a tavolino.
                  La certezza di fede mica ce l’hai per decreto

                  • Il discorso si fa complesso e l’italiano non aiuta. Rimane la frase sintesi: Il depositum fidei è frutto di elaborazioni tormentate di tanti concili e lotte tra eresie, non si può pretendere che non venga messo in discussione, quindi va proposto con umiltà, specie se si scende nei dettagli. Se devo proporlo, anche se lo sento certo o se ne sono certo, non posso proporlo come certo ma come proposta da scegliere senza schemi precostituiti e, oserei dire, senza la certezza che la proposta, come la poniamo noi uomini, sia totalmente giusta. Ecco che ritorna la fatica della scelta che vale molto di più a fronte di un depositum fidei che si potesse dare per certo scientificamente. Ciò che divide i cristiani è proprio il modo di proporre il depositum fidei o porsi a lui.

          • O chi è umile non può esser certo? 🙂

    • Salvatore è in confusione, vede confusione, si ritrae, si dispiace di fronte alle parole semplici, caritatevoli e luminose di Costanza. Ma l’avrà fatta la colazione?

      • Si ottima e abbondante. Vanni tu invece perché mi deridi?

        • Non ho deriso, ho sorriso. (Come siamo suscettibili stamani!)

          • Tu sorridi facendo battute, dandomi dello stupido, non ho fatto colazione e quindi il cervello è in debito di ossigeno. Come la Miriano non sa leggere quello che scrive anche tu non sai leggere quello che scrivi. Ci si domanda poi perché ci dividiamo.

    • Tu, Salvatore, scrivi:

      Leggo nella lettera di Costanza che la verità la sapremo tutta dopo la morte; è così !!

      Tu hai Fede in Colui di cui porti il Nome, Salvatore?
      Se la risposta è “sì”: allora non puoi che fidarti della Sua Parola.
      Visto che è proprio Gesù (il cui Nome vuol dire, in ebraico: “Dio salva”. Quindi: “Salvatore”) a dire che verrà, mandato da Lui e dal Padre: quello Spirito di Verità che condurrà i Suoi figli e fratelli alla “verità tutta intera”. Comprensiva, quindi, di quelle verità che sono “troppo pesanti da portare” senza l’Aiuto dello Spirito Paraclito.
      Costanza è una figlia di Dio ed assumo che lo sia anche tu, Salvatore: ed è proprio questa vostra figliolanza divina, che consiste nella presenza dello Spirito di Dio in voi ALMENO “in caparra”, a permettervi di riconoscere ed ammettere l’errore commesso.

      Il Dio Vivente ti benedica, Salvatore.
      E Maria Santissima, la Madre di Dio, ti accompagni e ti protegga.

      +Christus Vincit+

      Maranathà

      • Errata corrige.
        Laddove ho scritto:

        ed è proprio questa vostra figliolanza divina, che consiste nella presenza dello Spirito di Dio in voi ALMENO “in caparra”, a permettervi di riconoscere ed ammettere l’errore commesso.

        è da sostituirsi in:

        ed è proprio questa vostra figliolanza divina, che consiste nella presenza dello Spirito di Dio in voi ALMENO “in caparra”, a spingervi a riconoscere ed ammettere l’errore commesso.

  7. Lo ammetto non sono molto informato, ma vorrei sapere (se possibile) di quali articoli parli (quelli del “fuoco amico”).
    aiuta il discernimento sperando di non risuonare col male!
    Grazie

    • @Angelo
      se ti segnalassi gli articoli contraddirei il post stesso oltre a fornire visibilità e soddisfazione a persone che non la meritano. Ti basti sapere che ci sono articoli che accusano i partecipanti al convegno di fare deliberatamente il gioco delle lobbies LGBT e di essere troppo “Bergogliani” ad articoli che teorizzano l’esatto opposto prefigurando addirittura uno scisma tradizionalista-padano. In mezzo tanti mugugni, rimbrotti, distinguo, invidie su blog e socialnetwork.

  8. vivo in piccolo nella mia parrocchia questo tema: per capire le divisioni bisogna capire le persone, La chiesa è fatta di persone, con i loro interessi , i loro egoismi; per alcuni di loro l’adesione alla Chiesa è strumentale alla loro affermazione personale, o all’arraffare beni di tutti. Sta scritto, il grano crescerà insieme alla zizzania. Non sta scritto che nel nostro Campo non crescerà la zizzania. Giuda docet.

  9. Costanza ha ragione Mario: scrivi benissimo ed esponi chiaramente le ragioni per cui tutti noi cattolici dovremmo essere ecumenici e lavorare assieme per un traguardo che non possiamo conoscere perché siamo vivi nell’nell’aldiqua. Per me neoconvertito da nemmeno sei anni è ancora tanto l’entusiasmo che proprio non comprendo le divisioni…

  10. Costanza, direi che hai fatto la domanda e hai dato la risposta; ma se dovesse venirmi in mente qualcosa che mi parrà intelligente da dire, lo farò 😄

    By the way, quando vedo addensarsi cattoliche nubi di tempesta, non so perché spessissimo mi viene in mente questa frase di Tolkien in SdA “Non t’impicciare degli affari degli Stregoni, perché sono astuti e suscettibili.”

  11. «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!».

    Niente di nuovo sotto il sole, le miserie dell’uomo sono sempre le stesse, il peccato originale ci copre con il suo velo e ci impedisce di Vedere.
    In una discussione illuminata dalla luce dello Spirito Santo, molti anni fa, ebbi per un attimo l’impressione di capire cosa comportasse nella nostra vita, essere nati con il peccato originale addosso.
    Mi resta la sensazione di aver percepito, per un istante, la Verità, e di quella chiacchierata conservo il ricordo di emozioni fortissime.
    Non possiamo domandarci “perché” accadono certe cose, si lo so, la tua è una domanda retorica e per altro subito dopo hai presentato la soluzione al problema : facciamoci agnelli obbedienti al nostro Pastore; ma insistere a domandarsi perché si creino certe divisioni presupporrebbe un desiderio di conoscenza poco dissimile da quello di Eva.
    Una volta trovato il perché e individuata l’azione, saremmo tentati di individuare l’agente, additarlo e giudicarlo continuando a cadere sempre più in basso, nell’inferno diabolico (l’inferno del divisore e dei dividendi).
    Ripartiamo da colui che moltiplica, che dona il centuplo.
    Per questo probabilmente sarà di aiuto mettere in atto la sesta opera di misericordia, che ci dice di sopportare pazientemente le persone moleste. Forse Berlicche, fra qualche settimana, ci potrà dare delucidazione su come mai qualcuno preferisce molestare le persone pazienti.

  12. No Costanza, il piano politico non è diverso da quello spirituale. Non possiamo essere cristiani a settori. O il piano spirituale irrora il piano politico o siano schizofrenici e non serve a niente la nostra fede. Sì dobbiamo farci agnelli, per questo non posso condividere gli insulti, le grida di chi avrebbe dovuto amare anche un capriccioso disturbatore bocconiano. Morire a noi stessi non vale solo per gli altri. Vale anche per noi.

  13. Forse semplicemente per orgoglio? Non si lamentavano anche i discepoli che altri scacciavano demoni usando il nome di Gesù pur non facendo di parte del loro gruppo? Non erano sorte divisioni fra i primi cristiani che si dicevano di essere chi di Cefa, chi di Paolo, chi di Apollo? Forse a causa della nostra debolezza, del nostro desiderio di essere, cerchiamo di identificarci con qualcosa, con qualunque cosa, sia essa la più abbietta o la più retta non fa differenza, basta trovare un po’ di vita. In questo modo riusciamo ad identificarci e non possiamo permettere che qualcosa o qualcuno ci tolga questa parvenza di vita che ci siamo trovati. Siamo sicagurati perchè anche se vediamo il bene è il male che compiamo. La buona notizia è che siamo stati amati proprio così da Cristo e “possiamo portare questo tesoro in vasi di creta affinchè sia manifesto che la sublimità di questo amore viene da Dio e non da noi”
    Grazie per il vs. lavoro

  14. Il contrasto con chi la pensa diversamente da noi (o da voi) è un male previsto, ma il contrasto che proviene dalla nostra (o vostra) stessa parte (il c.d. “fuoco amico”) è in larga parte imprevisto. Infatti non è soltanto il male ricevuto che offende, ma anche il non averlo previsto.
    Il “fuoco amico” quindi è solitamente visto come un tradimento, per questo l’articolo dice “pazienza con quelli che la pensano diversamente da noi”, ma non dice lo stesso per le parole di quelli che sono (o dovrebbero essere) dalla stessa parte della sig.ra Miriano.
    Sul tradimento ho letto un’interessante, e rivelatrice, frase del filosofo U. Galimberti:”Se il bisogno di rassicurare la propria intrinseca debolezza genera la fedeltà, il bisogno di non annullarsi nell’altro genera il tradimento”. A69

  15. Sarebbe più “intelligente” ammettere certe cadute di stile , mi riferisco al convegno sulla Famiglia di Milano, è non è MALE e non è PARERE CONTRARIO AI CONTENUTI suggerire maggior prudenza ed intelligenza nel gestire un momento pubblico di tale portata.
    Chicca

    • Tutt’al più possono essere prese le distanze da chi ha cercato di distorcere il messaggio del convegno per i propri fini e stigmatizzato il comportamento di qualcuno come La Russa, invitando tutti a più tolleranza nei confronti dei molestatori.
      Personalmente non rilevo cadute di stile in un convegno con un format uguale a se stesso da un anno, diverso solo nella cornice.

    • Sono al 100% d’accordo con te.

  16. A me sembra che prima della lotta venga una sorpresa, un fascino, per cui di colpo parti e lo fai con chiunque cammina accanto…mi sembra che il Papa lo dica benissimo, e lo ritrovo nella mia esperienza…se cammini per un fascino, cosa ti importa se sei “brutto” tu o quelli che camminano con te? lo sguardo è altrove…cara Costanza, hai ragione quando dici che è un problema di sguardo, e, aggiungerei, di desiderio… noi cosa vogliamo nella vita?

  17. Anni fa, tanti, mi fu detto che sono 2 le cose che non sa fare il diavolo(colui che divide): umiliarsi ed obbedire! Gesù mi ha mostrato l’ umiltà e l’ obbedienza al Padre. La Verità è Gesù Cristo più siamo vicini a Lui più siamo vicini tra di noi, lo sappiamo, eppure continuiamo a dividerci. Quante persecuzioni subiamo nella nostra opera di evangelizzazione anche da parte del clero, cui vogliamo molto bene. Il nostro Maestro e’ Cristo voglio essere della Compagnia dell’ Agnello. Amatevi come io vi ho amato, e siate uno! Questo ci ha dato come comandamento. Il lavoro deve cominciare da me stesso, sono con te Costanza!

  18. “Per cui mi chiedo, e lo chiedo ai lettori di questo blog che sono parecchi, e di diverse matrici, di appartenenze disparate: perché cavolo noi cattolici riusciamo a dividerci su tutto?”

    Mi sento interpellato, e quindi ti do la sommessa modestissima risposta mia personalissima.

    1) ci si divide su tutto perché i cattolici (al pari dei protestanti e dei musulmani) non sono impermeabili all’azione di Satana, il Divisore, fomentatore di ogni discordia. Conseguenza: anziché gareggiare nello stimarsi a vicenda, anche ciascun cattolico (sottoscritto incluso) è sedotto dall’attrattiva di denigrare il fratello, di sorprenderlo in fallo, per potersi persuadere voluttuosamente di essere più bravo, più intelligente, migliore di lui (e/o della sua “parte”). Gioire solo se si è convinti che l’altro sbaglia è una maliosa tentazione che alletta anche i cattolici. I Santi vincono questa tentazione, perché non hanno bisogno che di Dio (l’Impeccabile) per gioire, e non della contezza del peccato altrui.

    2) ma chi sono questi cattolici? Quelli che assolvono il precetto domenicale? Ammettiamo che siano costoro. Ebbene, realisticamente questi cattolici oggi, in Italia, sono divisi anche perché, pur essendo tutti cattolici e confessando tutti la domenica a Messa il medesimo Credo, hanno convinzioni ahimè notevolmente differenziate – per non dire contrapposte – su molte delle questioni sulle quali lamenti che i cattolici si dividono.
    Per essere sanamente concreti: molti cattolici ce l’hanno con Costanza non solo perché cedono alla tentazione di cui al numero 1, ma perché la ritengono una cattolica integralista, cioè una cattiva cattolica (una cattolica che sbaglia), e la pensano così perché – ad esempio – ritengono che l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità vada cambiato (in quanto debitore di nefasti pregiudizi che occultano l’autentica volontà di Dio al riguardo), che le persone omosessuali siano iniquamente discriminate dalla Chiesa e dalla sua dottrina morale, sicché a loro avviso, Vangelo alla mano, non c’è nulla di male, se non proprio a introdurre nella legislazione il “matrimonio gay”, almeno a “sdoganare” qualche istituto paramatrimoniale che “riconosca” alle persone omosessuali sostanzialmente medesimi diritti di quelli riconosciuti ai coniugi.

    Ma chi ha instillato in questi cattolici queste convinzioni? E’ tutta farina del loro sacco? No, molto spesso queste vedute le hanno apprese da presbiteri e persino da Vescovi (superfluo fare nomi, basta leggere certe interviste di alcuni padri del recente Sinodo straordinario per ricavarne abbondanti esemplificazioni), i quali ritengono complessivamente poco evangelica, e perciò da emendarsi, la dottrina morale della Chiesa sugli omosessuali, sulla contraccezione, sulle unioni di fatto ecc.

    Insomma: i cattolici si dividono anche perché, al loro stesso interno, nientepopodimeno sono divisi sull’obbedienza che “merita” il Magistero della Chiesa. Mica cotiche.
    Così la vedo io.

    • Chiaro e tondo.

    • Son d’accordo con te Alessandro. Come in una famiglia, se manca il padre, non solo come presenza ma anche e soprattutto come autorità che non è sopraffazione ma è riconoscimento rispettoso perchè quello che dice, pensa, fa e pretende è giusto, i figli fanno quel cavolo che vogliono e regna l’anarchia; così nella Chiesa se le pecore hanno Pastori ondivaghi che non li ancorano, non già alle loro opinioni personali, ma alla Parola di Dio (che noi tra Scritture, Dottrina e Magistero non dovremmo avere problemi di interpretazione!), si sparpagliano in mille sentieri. Insomma il pesce marcisce dalla testa!

      • Tu, Giusi, dici che rispetto alla Parola di Dio, noi cattolici:

        tra Scritture, Dottrina e Magistero non dovremmo avere problemi di interpretazione!

        Tuttavia, è un FATTO (e contro i fatti, diceva San Tommaso d’Aquino, non valgono gli argomenti) che questi “problemi d’interpretazione” vi sono: ed è INEQUIVOCABILMENTE attestato, per esempio, dalla molteplicità d’interpretazioni riguardanti il “katechon” di cui San Paolo parla nella sua seconda lettera ai Tessalonicesi.

        O, per fare un’altro esempio: basta pensare al plateale IGNORAMENTO di quell’ “interpretazione autentica” della parolabola del buon grano e della zizzania, che ne dà il suo stesso Autore. E che è, vieppiù, stata accuratamente scritta nel Santo Vangelo.
        Chi sono i “figli del maligno”, Giusi?
        E chi sono i “figli del Regno”?

        Ma, prendendo ad esempio un commento in questa “piazza”, anche da ciò che fa Alessandro Pamela quando interpreta “a modo suo” la Parola di Dio scritta da San Paolo nella sua lettera agli Efesini.
        Egli dice infatti:

        La lotta “non è contro essere fatti di carne di sangue, ma con o principati e podestà” che albergano nel nostro cuore

        Tuttavia, la Parola di Dio ispirata a San Paolo afferma invece:

        La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

        Tu, Giusi, potrai dirmi: ma Alessandro Pamela ha interpretato l’espressione “regioni celesti” in senso spirituale e, in particolare, in senso allegorico.
        Mi sta bene. Ed infatti non è da rigettare come falsa, tale interpretazione allegorica.
        TUTTAVIA, è proprio quel Magistero della Chiesa Cattolica (oltre che Una, Santa ed Apostolica Romana) da te citato, Giusi, ad affermare INEQUIVOCABILMENTE che nell’interpretazione della Sacra Scrittura si deve tenere per valido ANZITUTTO il senso letterale, senza escludere le perle preziose che sono nascoste sotto i veli degli altri sensi, afferenti al senso spirituale (allegorico, morale, anagogico). Che si basano tuttavia su quello letterale, così come il tetto si poggia sui muri e questi ultimi sulle fondamenta.

        Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

        115 Secondo un’antica tradizione, si possono distinguere due sensi della Scrittura: il senso letterale e quello spirituale, suddiviso quest’ultimo in senso allegorico, morale e anagogico. La piena concordanza dei quattro sensi assicura alla lettura viva della Scrittura nella Chiesa tutta la sua ricchezza.

        116 Il senso letterale. È quello significato dalle parole della Scrittura e trovato attraverso l’esegesi che segue le regole della retta interpretazione. « Omnes [Sacrae Sripturae] sensus fundentur super unum, scilicet litteralem – Tutti i sensi della Sacra Scrittura si basano su quello letterale ». 138

        117 Il senso spirituale. Data l’unità del disegno di Dio, non soltanto il testo della Scrittura, ma anche le realtà e gli avvenimenti di cui parla possono essere dei segni.

        1. Il senso allegorico. Possiamo giungere ad una comprensione più profonda degli avvenimenti se riconosciamo il loro significato in Cristo; così, la traversata del Mar Rosso è un segno della vittoria di Cristo, e quindi del Battesimo. 139

        2. Il senso morale. Gli avvenimenti narrati nella Scrittura possono condurci ad agire rettamente. Sono stati scritti « per ammonimento nostro » (1 Cor 10,11). 140

        3. Il senso anagogico. Possiamo vedere certe realtà e certi avvenimenti nel loro significato eterno, che ci conduce verso la nostra Patria. Così la Chiesa sulla terra è segno della Gerusalemme celeste. 141

        118 Un distico medievale riassume bene il significato dei quattro sensi:

        « La lettera insegna i fatti, l’allegoria che cosa credere,
        il senso morale che cosa fare, e l’anagogia dove tendere ». 142

        119 « È compito degli esegeti contribuire, secondo queste regole, alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della Sacra Scrittura, affinché, con studi in qualche modo preparatori, maturi il giudizio della Chiesa. Tutto questo, infatti, che concerne il modo di interpretare la Scrittura, è sottoposto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino mandato e ministero di conservare ed interpretare la Parola di Dio ». 143

        « Ego vero Evangelio non crederem, nisi me catholicae Ecclesiae commoveret auctoritas – Non crederei al Vangelo se non mi ci inducesse l’autorità della Chiesa cattolica ».

        Più in generale, sulle Sacre Scritture e su come possano e debbano essere lette e su come esse sia state scritte:

        http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s1c2a3_it.htm

        Quindi i “dominatori di questo mondo tenebroso” e gli “spiriti del male che abitano le regioni celesti”, menzionati da San Paolo nella sua lettera agli Efesini: devono essere letti ANZITUTTO nel loro senso letterale.
        Ma, accingendoci a fare un tentativo del genere: cadono le braccia lungo i fianchi e ci si rende conto, se si si l’umiltà di riconoscerlo, che LETTERALMENTE “mancano i pezzi”.
        Com’è INEVITABILE che sia se non si è ancora ALMENO entrati nella “verità tutta intera”.

        Concordi anche tu, Giusi, che non ci si può sorprendere della divisione fra noi “cattolici”: laddove come cattolici non ci si sia ancora fatti condurre dallo Spirito Paraclito alla “verità tutta intera”?
        E che la Sua Venuta per condurre alla “verità tutta intera” tutti i Suoi figli e fratelli: è un Evento che Gesù ci ha promesso. E che, quindi, CERTAMENTE si REALIZZERA’, in quanto è Vangelo..
        Ed è “buona notizia”, quindi di nuovo Vangelo: quella che tale Evento si sta GIA’ REALIZZANDO, proprio in questi nostri Giorni.

        Il Dio Vivente ti benedica e Maria Santissima, Madre di Dio e Madre nostra, ti accompagni e ti protegga, Giusi.

        +Christus Vincit+

        Maranathà

    • …forse anche i cattolici hanno il loro proprio cervello?

    • @Alessandro, c’è (molto) del vero (anche) nelle tue parole. 😉

    • Ale: smack! 😀
      Mica cotiche… anche se con i fagioli… 😉

    • A proposito di divisioni, se fanno scomparire pure il Magistero, di che stiamo a parlare?

      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-omosessualitail-magisteroscomparso-11637.htm#.VMi4ESe4InM.facebook

  19. In generale, credo sia perché sempre ci dimentichiamo che dobbiamo convertirci continuamente.
    Nello specifico, per quello che ne capisco, credo che siate finiti in uno scontro in atto all’interno di un movimento, che ha implicazioni sia spirituali che politiche, e ne abbiate subito gli effetti collaterali.

  20. a parte le battute: un articolo interessante su S. Francesco di Sales: nonostante la sua natura iraconda, San Francesco argomenta e controbatte con rigore, ma non dimentica neppure un istante che il suo primo dovere è nutrire per gli avversari un affetto sincero e accattivante.

    http://www.papalepapale.com/develop/il-cuore-parla-al-cuore-i-fogli-volanti-di-francesco-di-sales/

    ne riporto la fine:

    «ascoltava con pazienza le loro difficoltà senza mai adirarsi, senza mai proferire ingiurie contro di loro, malgrado il calore di una disputa e gli insulti, le derisioni e le calunnie delle quali comunemente si servivano gli eretici; al contrario, egli mostrava un amore cordiale che non era animato da altro interesse che non fosse la gloria di Dio e la salvezza delle anime».

    Queste parole delineano il metodo salesiano raccomandato dalla Chiesa: esposizione semplice chiara della verità, unita a una personale dolcezza. Francesco fuggiva dalle dispute, apprezzando invece le discussioni pacifiche e amichevoli. Era infatti convinto che le dispute non portano alla verità, ma servono solo a mostrare la bravura oratoria dei contendenti. Sono fatte per vincere, non per convincere né per mostrare la verità. Egli era solito affermare che la ragione non è ingannevole (perché, se così fosse, sarebbe una falsità, ovvero una cosa irragionevole), ma il ragionamento sì, poiché molti ingannano se stessi e gli altri con i propri ragionamenti per mantenere la propria reputazione.

    È ancora Paolo VI a sintetizzare: «non è mai violento nelle dispute, ama gli erranti mentre corregge gli errori; e se le sue posizioni sono diverse, egli non usa mai l’opposizione polemica, e avvicina la lucerna alla lucerna; tenace nell’amare, nel pregare e nell’illuminare, sa pazientare a lungo, sa ricondurre gradatamente gli erranti alla pienezza della verità, dalla quale non è lecito ad alcuno di allontanarsi».

    Certo, ci si può chiedere se questa non sia una visione rosea della realtà. Ebbene, la storia ci racconta il frutto del suo metodo: 72000 conversioni operate da un solo uomo. Senza contare quelli che, dopo di lui, seguiranno il suo esempio: tra i tanti don Bosco, che intitolerà proprio a San Francesco di Sales la sua fondazione. Dici poco?

    • E non è che avesse a fare con avversari tolleranti o “dialoganti”. Qualcuno ha visitato il tempio massimo dei calvinisti a Ginevra, l’ex cattedrale cattolica di San Pietro? E’ una esperienza culturale illuminante, parola mia.

      • @ senm_webmrs

        io che vengo (a torto) un tuttologo, NON l’ho visitato. Cos’ha di particolare? A69

        • errata corrige “io che vengo REPUTATO (a torto) ecc”. A69

        • “The nave is generally austere but warm, with a pleasing mix of Romanesque and Gothic architecture. The austerity is due to the former cathedral’s transformation into a Protestant Church in 1536. The Calvinists had little tolerance for religious images and any kind of excess, so they destroyed nearly everything but the bare architecture and whitewashed over the murals.”

          Diciamo che si passeggia in mezzo a un altro kind di excess: le pietre tombali dei vescovi di Ginevra), tutte accuratamente spaccate a colpi di mazza, e la sostituzione degli “idoli cattolici” con idoli d’altro tipo: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/83/Calvin_Chair_Geneva.JPG (vederla e capire che Calvino era meglio evitarlo è tutt’uno) e il monumento a un duca francese della “réligion” http://en.wikipedia.org/wiki/Henri,_Duke_of_Rohan#mediaviewer/File:Henri,_Duke_of_Rohan_tomb.jpg

          • e dove un tempo c’era l’altare, ora delle simpatiche sedie di legno….
            http://www.cathedrale-geneve.ch/

            http://www.cathedrale-geneve.ch/visite-virtuelle/index.html

          • Ah! certamente G. Calvino non doveva essere un personaggio simpatico e con senso dell’umorismo. Uno poi che ha, come sedia preferita, un sedile così scomodo (io, in ufficio, ho una poltrona comoda, ma se potessi averne una più comoda, non ci rinuncerei di certo) …………………..ma del resto, gli psicopatici, in religione e in politica non sono mai mancati.

            Quando alle distruzioni nella cattedrale, sono deprecabili certo, ma nell’europa del ‘5/600 erano la regola: pensiamo alle guerre di religione in Francia, e alla successiva guerra dei 30 anni (che non fu altro che una gigantesca guerra di religione).

            Oggi noi (in occidente, beninteso) discutiamo civilmente, al massimo esce qualche parola grossa e/o tagliente, ma a quell’epoca non c’era da scherzare. Come ora in Siria e Iraq. A69

            • Non è solo la distruzione materiale. Mi dia pure dell’impressionabile ma visitare quella chiesa è stato “quattro passi in un atmosfera ostile”; ho detto un’Ave Maria e me ne sono andata fuori in cerca di una libreria accogliente o di qualche vetrina di orologi a cucù …

  21. “La bellezza è una cosa terribile e paurosa.
    Paurosa, perchè è indefinibile, e definirla non si può, perchè Dio non ci ha dato che enigmi. Qui le due rive si uniscono, qui tutte le contraddizioni coesistono.
    Io, fratello, sono molto ignorante, ma ho pensato molto a queste cose. Quanti misteri! Troppi enigmi sulla terra opprimono l’uomo. Scioglili, se puoi, e torna salvo alla riva.
    La bellezza! Io non posso sopportare che un uomo, magari di cure nobilissimo e di mente elevata, cominci con l’ideale della Madonna e finisca con l’ideale di Sodoma. Ancora più terribile è quando uno ha già nel suo cuore l’ideale di Sodoma e tuttavia non rinnega nemmeno l’ideale della Madonna, anzi, il suo cuore brucia per questo ideale, e brucia davvero, sinceramente, come negli anni innocenti della giovinezza.
    No, l’animo umano è immenso, fin troppo, io lo rimpicciolirei. Chi lo sa con precisione che cos’è? Lo sa il diavolo, ecco! Quello che alla mente sembra un’infamia, per il cuore, invece è tutta bellezza. Ma c’è forse bellezza nell’ideale di Sodoma? Credimi, proprio nell’ideale di Sodoma la trova l’enorme maggioranza degli uomini! Lo conoscevi questo segreto, o no?
    La cosa paurosa è che la bellezza non solo è terribile, ma è anche un mistero.
    È qui che Satana lotta con Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini.”
    Fëdor Dostoevskij, da “I fratelli Karamazov”

    “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
    Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
    Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.”
    Mt 10,34-39

  22. È una tristezza questa divisione tra cattolici e credo dipenda dalla mentalità dominante da cui siamo stati assorbiti per osmosi. Lo sto scoprendo ultimamente e mi sembra di capire che se c’è un rapporto personale, leale, sincero, non teorico, con Cristo, si cerca di imitarlo e si riesce (non sempre almeno per me) ad accogliere anche la diversità dell’altro di qualunque tipo sia, anche politica. Ma per amare Cristo occorre averlo incontrato, incontrarlo e lasciarsi da Lui affascinare. Il che è una scelta personale che rende meno difficile la conversione in questa nostra società così intollerante.

    • Lei, annavercors, afferma:

      mi sembra di capire che se c’è un rapporto personale, leale, sincero, non teorico, con Cristo, si cerca di imitarlo e si riesce (non sempre almeno per me) ad accogliere anche la diversità dell’altro di qualunque tipo sia, anche politica.

      Quando Gesù (che E’ il Cristo, ossia il Messia) dice che è venuto a portare non la pace (come la intende il mondo: che delle parole “pace” ed “amore” si riempie la bocca mentre ne sovverte dall’interno il significato) la Spada e divisione;

      quando Gesù (che E’ il Cristo, ossia il Messia) dice ai Giudei ostinatamente e volontariamente increduli e negatori: “voi avete per padre il diavolo”;

      quando Gesù (che E’ il Cristo, ossia il Messia) dà del “razza di vipere” e dei “sepolcri imbiancati pieni di di putridume all’interno” e dei “costruttori di sepolcri” a tutti quei farisei che pervertivano lo Spirito della Sacra Scrittura o trasfondendovene un altro non proveniente da Dio o semplicemente perché pretendevano di riceverne la Vita Eterna disconoscendo Colui che era manifestamente mandato da Dio e la cui Parola era INCONFUTABILE proprio alla Luce di quella medesima Sacra Scrittura oltre che della Ragione stessa (e infatti Gesù affascinò ed attrasse, durante la Sua predicazione pubblica, anche molti pagani di cultura greca e quindi abituati ad un uso della Ragione fondata sul principio di non contraddizione), oltre che essere ulteriormente AUTENTICATA dai Miracoli da Lui e mediante Lui operati (e che erano Miracoli INAUDITI e MAI VISTI fino ad allora ma dei quali Egli tuttavia afferma che a coloro che avranno Fede VIVA e VERA in Lui: sarà possibile realizzarne di più grandi, nel Suo Nome);

      quando Gesù (che E’ il Cristo, ossia il Messia) dice all’adultera (che era appunto andata verso “l’altro”, rispetto ai Comandamenti di Dio), dopo aver “disinnescato” la folla che è in ogni tempo alla ricerca di un capro espiatorio (e che lo è proprio in quanto “folla”, che non conosce l’ “Io” ma se e solo un “noi”: ed anche tanti battezzati, che si ritrovano assieme e non si premurano di farlo nel Nome di Gesù ed invocando esplicitamente il Suo Spirito, possono facilmente costituire una “folla”. Anzi: le “folle” peggiori di tutte sono proprio quelle che invocano un Dio che NON conoscono; come vediamo oggi nel caso delle “folle” musulmane e come si è purtroppo abominevolmente visto, e numerose volte, in questi duemila anni di cristianesimo, spesso caratterizzato da “folle” cristiane), invitando con Potenza OGNI membro di quella “folla” a ritornare in sé ed al proprio “io” (“CHI DI VOI è senza peccato, scagli la prima pietra”): “Nemmeno Io ti condanno. Và e non peccare più”…

      quando Gesù (che E’ il Cristo”, ossia il Messia) DICE e FA tutto ciò, annavercors:
      sta forse DICENDO e FACENDO ciò che lei, arbitrariamente (e tentando una manifesta ADULTERAZIONE delle Sue Parole e delle Sue Azioni), Gli attribuisce?
      Ossia “accogliere la diversità dell’altro di qualunque tipo sia”?

      La risposta è palese. Ed auto-evidente.

      E quindi, quel rapporto personale, leale, sincero, non teorico, che nasce a seguito dell’Incontro e della scelta di lasciarsi affascinare da Chi s’incontra: lei, annavercors, con CHI ce l’ha?

      Con Gesù il Cristo, nato da Maria Perfetta Vergine?
      Oppure con una sua personale proiezione: da lei, Anna, sostituita a Lui?
      O, addirittura: con un Suo emulatore?

      Sono domande pesanti, lo so.
      Ma sono tempi in cui è diventato ANCORA PIU’ necessario farle.
      Posto che coloro che in Gesù il Cristo hanno Fede VERA e VIVA: sono sin dall’Inizio chiamati ad essere Luce, Sale e Lievito.
      E non “miele”. Né tantomeno “zucchero”.

      mi sembra di capire che se c’è un rapporto personale, leale, sincero, non teorico, con Cristo, si cerca di imitarlo e si riesce (non sempre almeno per me) ad accogliere anche la diversità dell’altro di qualunque tipo sia, anche politica.

      Lei dice, giustamente: “mi sembra di capire”.
      Siamo infatti in tempi in cui Dio OGGI dice, così come diceva IERI: “Il Mio Popolo perisce per mancanza di conoscenza”.

      E quando i pastori che dovrebbero portare le pecore sui pascoli buoni e salutari abdicano al loro compito (o perché addormentati, o perché distratti, o perché intimiditi, o perché confusi. O, addirittura: perché MAI stati realmente pastori in quanto MAI realmente chiamati ad esserlo dal Buon Pastore. E quindi, avendo un cuore da mercenario: che, secondo la Parola del Buon Pastore, MAI è disposto a dare la sua vita per le pecore), ecco che si arriva alla soluzione estrema di “servi” che sono suscitati da Dio e da Lui presi ai crocicchi delle strade.

      Che, quando se lo sentono nel cuore: vanno in giro a fare domande pesanti ed affilate e persino “spietate”.
      Ma tuttavia animate da Amore per coloro che stanno perendo per mancanza di conoscenza: e non per cattiva volontà.

      Sperando ed intuendo che lei faccia della prima categoria e non della seconda, sono quindi a dirle:
      il Dio Vivente la benedica e Maria Santissima, la Madre di Dio, l’accompagni e la protegga.

      +Christus Vincit+

      Maranathà

      • Duxcunctator:

        Non miriesce DI pensare Ché quello Ché tu scrivi non sia altro Ché una parodisk del critianesimo (bocconiani permettendo)!!!

  23. La divisione di chi ha creduto che Cristo è l’unica vera Via, da scandalo. E’ il grande problema morale dell’Ecumenismo.

    • ma se si parte da una visione autenticamente cristocentrica, che cioè vede in Cristo la vera sorgente di ogni cosa bella, buona e vera si incontri, è possibile valorizzare anche i frammenti di verità che si trovano ovunque, in quanto la loro origine (consapevole o meno), è in Cristo.

      • Di quali “frammenti di verità” stai parlando, Thelonious?
        Di quelli già presenti ed esplicitati nel Deposito della Fede Cattolica (ossia la “vera Fede”)?
        Se stai parlando di quelli: cosa significa “valorizzarli”?
        E se non stai parlando di quelli: significa che ammetti che non ci siamo ancora fatti guidare alla “verità tutta intera” da Colui che è mandato dal Padre e dal Figlio?

        Grazie in anticipo per la tua risposta.

        Maranathà

        • Sto parlando del fatto che se uno riconosce una cosa bella, buona e vera al di fuori della Chiesa visibile, in una visione cristocentrica, quella cosa deriva ultimamente da Cristo, che sia o meno consapevole della cosa.

          Valorizzarlo significa tentare di mettere in relazione quel “frammento di Verità” (per usare questa espressione) con la Verità resa carne.

          • Assumo che con l’espressione “Chiesa visibile” intendi l’insieme dei figli di Dio battezzati, organizzati in quella Gerarchia voluta da Colui che della Chiesa è Fondatore e Roccia di Fondazione. E nella quale chi comanda serve coloro sui quali esercita il comando.

            Quindi, stiamo parlando dei “frammenti di verità” che troviamo tra i non battezzati ed all’interno delle dottrine e delle tradizioni e delle religioni: che NON sono la vera Dottrina, la vera Tradizione e la vera Religione.

            Facciamo un esempio concreto, per entrare nel vivo del discorso: il Corano.

            Un giorno te lo ritrovi in mano. E lo apri, ben sapendo che NON E’ Parola di Dio.
            Ma tuttavia vi scopri, nell’aprirlo: una verità.

            Ad esempio, quella che al Concepimento di Gesù non ha preso parte nessun altro essere umano, oltre Maria.

            E’ una verità da “valorizzare”, questa?
            E se sì: da “valorizzare” COME? Ma, soprattutto: a beneficio di CHI?

            E (altra domanda) se invece vi trovi qualcosa, nel Corano (oppure nei Veda, o nelle Upanishad, o nel Libro Tibetano dei Morti o nel Mahabraratha o nel Tao Te Ching o nei testi di Carlos Castaneda) che “senti” come verità nel tuo cuore e che ti convince anche a livello intellettuale, ma che, tuttavia, non scorgi all’interno del Deposito della Fede (che contiene, come sappiamo, SOLO e SOLTANTO verità, in quanto è INTEGRALMENTE vero): come ti comporti?
            La consideri verità da “valorizzare”, anche questa?
            E COME? E, soprattutto: a beneficio di CHI?

            Grazie in anticipo per la tua risposta.

            Maranathà

            • “Quindi, stiamo parlando dei “frammenti di verità” che troviamo tra i non battezzati ed all’interno delle dottrine e delle tradizioni e delle religioni: che NON sono la vera Dottrina, la vera Tradizione e la vera Religione.”

              SI

              “E COME? E, soprattutto: a beneficio di CHI?”

              Come: dipende dai casi, non si può fare un manuale, secondo me.
              A beneficio di chi? Bah, direi principalmente, e a Dio piacendo, a coloro che hanno la possibilità di conoscere la Fede Cristiana (o meglio. Cristo stesso, attraverso chi storicamente lo segue)

              • Ok, Thelonious.
                Quindi, quando si scorgono (nel Corano o in qualsiasi altro testo che NON è Parola di Dio; oppure in qualcuno che NON appartiene al Corpo di Gesù in quanto NON battezzato) “frammenti di verità” che fanno GIA’ parte integrante del Deposito della nostra Fede: li si valorizza in uno dei modi che c’ispira lo Spirito che è in noi in quanto figli di Dio battezzati (ma NON TUTTI i battezzati sono figli di Dio: perché, altrimenti, vi sarebbero due miliardi di figli di Dio, sulla Terra. Che quindi sarebbe BEN DIVERSA da com’è in realtà) a beneficio di coloro che non beneficiano ancora del Deposito della Fede perché ancora non hanno incontrato Colui che chiede ad OGNI Suo figlio e fratello di credere in Lui come Unica Via per arrivare al Padre.

                Quindi, a beneficio di coloro che, in quanto “figli dispersi TRA le nazioni”: è Volontà di Dio che si convertano e credano al Vangelo per avere la Vita Eterna.
                Chiamasi “evangelizzazione”, quella a cui Gesù ha invitato tutti coloro che mandava nel “mondo” e quindi, in definitiva, OGNI Suo figlio e fratello da Lui invitato ad essere NEL “mondo” ma senza appartenere AL “mondo”.

                Resta la seconda domanda, Thelonious.
                COME ed a beneficio di CHI valorizzare quei “frammenti di verità” che scorgiamo al di fuori della “Chiesa visibile” e che NON sono esplicitamente presenti all’interno del Deposito della Fede.

                Riporto qui una frase di frà Giovanni Cavalcoli, che in un suo articolo sul “monoteismo islamico” e sugli errori compiuti nei confronti dell’Islam dagli uomini di Chiesa in questi quattordici secoli dal suo sorgere, scrive:

                Che cosa dunque si sarebbe dovuto fare? Un’opera di discernimento nella dottrina coranica tra vero e falso (3). Il primo andava assunto; il secondo, confutato.

                L’intero articolo è qui:
                http://isoladipatmos.com/la-questione-del-monoteismo-islamico/

                E riporto qui sotto il commento fatto in quella “città” ( http://isoladipatmos.com/la-questione-del-monoteismo-islamico/#comment-433 ):

                Una domanda per tutti e tre i Sacerdoti che hanno dato origine a questa “citta virtuale”.
                E’ una domanda che mi sorge dalla lettura della seguente frase di frà Giovanni Cavalcoli:
                “Che cosa dunque si sarebbe dovuto fare? Un’opera di discernimento nella dottrina coranica tra vero e falso (3). Il primo andava assunto; il secondo, confutato.”

                Che il falso (abbondantemente) presente nel corano andasse confutato: è cosa evidente.
                Del resto, il falso va confutato sempre, indipendentemente dalla sua presenza nel corano, quando chi lo coltiva in sé (con un grado di volontarietà e di consapevole rifiuto del Vero che Dio solo conosce), ossia “in foro interno”: pretende vieppiù di farsene “banditore” ed “araldo” fuori di sé, ossia “in foro esterno”.
                Ed il falso è confutabile (ossia OGGETTIVAMENTE dimostrabile come falso) per definizione.
                E, viceversa: è per definizione inconfutabile la Verità.
                E infatti Gesù non fu MAI confutato da coloro che pretendevano di conoscere la Rivelazione data dal Dio Vivente fino a quel momento.
                La mia domanda verte invece su ciò che nel Corano è VERO (e lungi da me affermare che esso sia integralmente falso: non foss’altro perché, se così fosse stato, non sarebbe durato da quattordici secoli a questa parte).
                Frà Giovanni Cavalcoli dice che tale VERO, presente nel Corano: “va assunto”.
                Cosa significa quest’espressione?
                Cos’è che “si assume”?
                Ciò che è GIA’ in sé e che si ha GIA’ in sé?
                O ciò che, pur NON ANCORA essendo in sé e che NON ANCORA si ha in sé: è TUTTAVIA compatibile con sé?
                Oppure si “assume” ciò che pur essendo GIA’ in sé e che si ha GIA’ in sé: è TUTTAVIA NON ANCORA venuto alla luce? E tale venuta alla luce avviene, appunto, quando lo si “assume” da fuori sé?

                Visto che stiamo parlando di verità: è superfluo sottolineare che essa è compatibile solo con sé stessa. Ed è radicalmente incompatibile con qualsiasi falsità, foss’anche solo uno “iota” o un “puntino sulla i”.
                Ma è anche evidente che questa verità presente nel Corano e che frà Giovanni ci ricorda che vada “assunta”: ci fa interrogare su noi stessi, in quanto cristiani.
                E che quest’interrogarci può spingersi SINO al domandarci se ci siamo GIA’ lasciati condurre a quella “Verità tutta intera”: che pure ci è stata promessa da Colui che E’ la Verità, oltre che la Via e la Vita.

                Vi ringrazio in anticipo per le vostre risposte e per le vostre sacerdotali benedizioni.

                +Christus Vincit+

                Maranathà

                Quindi, ancora una volta, abbiamo la possibilità di lasciarci interrogare su questa apparentemente misteriosa “verità tutta intera”.
                Da Colui che ha la Missione Eterna di condurci ad essa.

                Dio ci benedica.

                Maranathà

                • boh, ho l’impressione che stiamo parlando due lingue diverse.
                  Oppure la stessa lingua, ma con significati diversi… non so come rispondere.

                  Condivido l’augurio che Dio ci benedica

    • Esiste un Ecumenismo “a Modo di Dio”, Luca: che non dà alcun tipo di problema, tantomeno morale.
      Ed esiste poi un ecumenismo “a modo degli uomini”: che è in sé e quindi produce un “problema” enorme. Non solo morale ma persino spirituale. E tale “problema” sarebbe più giusto chiamarlo “peccato” (del resto: non è forse un “problema”, ed assai grave, OGNI nostro “mancare il bersaglio” rispetto alla Destinazione che è la Casa del Padre? Laddove il Figlio ha preparato un posto SPECIALISSIMO e “ad Personam”: per ognuno di noi?).

      Ma chi insegna la differenza, oggi: tra l’Uno e l’altro?
      Dove l’ “altro” è appunto un peccato di “adulterio”, ossia consistente nell’andare VOLONTARIAMENTE “ad alterum”?
      Ovvero verso quell’ “altro” che, proprio all’Inizio: HA VOLUTO essere “altro” da Dio?
      Ecco perché l’ecumenismo “a modo degli uomini” è ADULTERIO (parola che è infinitamente più ricca di significato rispetto alla gabbia nella quale l’ha voluta imprigionare un giulivamente satanico giullare a sua volta satanicamente esaltato dalle innumerevoli “guide cieche” che oggi stanno conducendo i ciechi meno colpevoli di loro verso un fosso nel quale sarebbe INFINITAMENTE preferibile non precipitare).
      E, quindi: NEGAZIONE del Primo, dei Dieci Comandamenti.
      Quei Comandamenti che continuano tuttavia ad essere osservati da coloro che sono la VERA “Compagnia dell’Agnello”: ossia il Resto della Discendenza della Donna che sta schiacciando la testa al serpente antico.
      E che, in quanto appartenenti a questo “piccolo resto” (al quale l’accesso è LIBERO a tutti i chiamati): oltre ad osservare i Comandamenti di Dio, si ritrovano anche a possedere la Testimonianza di Gesù (da loro custodita come un tesoro prezioso, ma senza tuttavia ritenere di esserne i PROPRIETARI e quindi ben sapendo di esserne, appunto, solo i possessori-amministratori: con la precisa responsabilità di condividerlo con coloro che NON appartengono ai “cani ed ai porci”, al momento voluto da Dio).
      E cosa sia la “Testimonianza di Gesù”: è spiegato in quella stessa Rivelazione al discepolo amato, sette capitoli più avanti rispetto a quello in cui si parla del “piccolo resto”.

      Dio la benedica, Luca.

      Maranathà

  24. Grazie Costanza che ci scuoti dalla nostra mediocrita’ cordiale.
    Grazie a te, a padre Botta, al dott. Scicchittano ed a Mario Adinolfi per la vostra testimonianza semplice r coraggiosa: Siamo con voi!
    so poco – nulla di catechismo, ma mi ricordo che
    Gesu’ l’ha detto: “non sono venuto a portare la pace, ma una spada” (vangelo di Matteo). Secondo me e’ normale che la sua Parola ci provochi ed inneschi una domanda che puo’ dividerci perche’ c’e’ una lotta tra male e bene dentro e fuori di noi: così dobbiamo deciderci se stare con Cristo o no.
    I nostri fratelli nella fede, quelli che sanno i libri a memoria e sono adulti nella fede, dopo tutti questi giorni ancora ci criticano perche’ abbiamo partecipato al convegno di Milano? Ma non hanno da fare anziche’ sterilmente criticare?
    Un giorno capiremo che l’ideologia gender e’ devastante per la famiglia e per l’io.
    Si..perche’ a quelli incosciamente affetti da buonismo relativista ci permettiamo di ricordare che il papa ha parlato espressamente contro l’ideologia che tenta di distrugger la famiglia ed alla fine l’esser umano nella sua unicita’.
    Non guardiamoci indietro senno’ perdiamo la battaglia, ma avanti tutta al grido di battaglia…Agnelli di tutto il mondo uniamoci ed aiutiamoci incoraggiandoci a vicenda a vivere il Vangelo ed a seguire il Pastore!

  25. Con il tempo,leggerò tutte le risposte che ti hanno dato,per ora non posso,ma avevo troppa voglia di abbracciarti e di dirti che questa cosa del “abbiamo bisogno di dividerci su tutto” la comprendo e la condivido con te…e fa tanta amarezza.
    Vedi Costanza,io quando ti leggo,non trovo nulla fra le righe che mi faccia pensare che tu ti senta chissà chi,e che pretenda di avere in mano la verità assoluta.
    Credo che tu mi piaccia proprio per questo,per la semplicità con cui tiri fuori quello che hai dentro.
    secondo me, chi ha doni come te,magari neanche se ne accorge,e cerca semplicemente di essere se stessa e vivere la sua vita.
    Non voglio stare qui ad incensarti,perchè so che non è questo che cerchi,ma voglio dirti che in piccolo a me succede sempre la stessa cosa.
    Non è colpa di nessuno,nè tua,nè mia ,ne di chi legge o vede solo quello che vuole vedere,cambiando completamente il senso di quello che si dice.
    La colpa è sempre e comunque del principe del male che prende i nostri difetti,i nostri vizi,la nostra immensa superbia e ci sguazza….
    Il tuo non entrare in risonanza con il male altrui,mi fa pensare che con il diavolo non si può trattare,non si può sperare di addolcirlo,perchè anche quando sembra amico,lo fa solo per fregarci meglio.
    Dici bene,noi pieni di zelo,pensiamo di aver incontrato la verità,ma non siamo la verità…eppure anche alla verità non è stato riservato un trattamento di favore,anzi!
    Ci stiamo dividendo ancora,discutendo sul Papa…Papa si,Papa no! Chi pensa di sapere più di altri,chi ha studiato e chi pieno di zelo,è convinto in cuor suo di far bene.
    Ci sono caduti in tanti prima di noi, e l’unica cosa che io riesco a vedere è che fa parte della nostra assurda umanità; perchè non accada, bisognerebbe amare veramente i nostri fratelli,e pensare che ferendo loro,feriamo il Signore che li ama. Invece siamo sempre pronti ad offenderci e a offendere e questo non fa di noi solo dei contendenti più che dei fratelli,ma anche dei pessimi cristiani…proprio mentre siamo impegnati a dimostrare che lo siamo più degli altri.

    • …se la colpa viene dal Principe del Male e dal peccato originale allora ben poco da stare a questinare, credo!

      • Alvise quando scrivi con questa mail devi togliere la “e” che per errore è alla fine di “.com” altrimenti il tuo commento andrà in attesa di approvazione.

  26. … A me più che altro mi sembra una xxxchiata 😀

  27. Ci si divide perché, al di sopra della stessa Verità, ci deve essere la Carità. In mancanza di Carità, si brandisce la Verità (o talvolta anche la verità) come una spada. Ecco perché perseguire la Verità è importante, ma ancora più importante è accompagnarla con la Carità.

  28. Grazie, carissima Costanza! Leggendoti mi hai fatto venire in mente: “Un regno diviso in se stesso…”. Questo è purtroppo la nostra situazione spirituale. Siamo divisi anche con noi stessi. Credo che la preghiera, sincera, autentica, disinteressata… aiuti molto… con tanta tantissima buona volontà, ma soprattutto con la decisione di non prevaricare anche quando ci si sente nel giusto. Perché ci si divide? Perché si pensa spesso solo alle proprie ragioni, al proprio orticello spirituale… in pratica all’IO micidiale e divisore, sì, perché nell’IO c’è sempre la bestiaccia, il divisore. Se Gesù avesse pensato al suo IO?

  29. “La verità non perde nulla del suo splendore dalle ingiustizie che riceve” (A;Rosmini)

  30. Costanza Miriano, figlia di Dio, Anno del Signore 2015:
    “Perché non ricordiamo che le diverse spiritualità, i movimenti, sono una ricchezza, e che comunque la verità tutta intera la vedremo solo dopo morti, e che il cammino che scegliamo di percorrere qui sulla terra, quella strada e non un’altra, non è la migliore, ma quella che ci assomiglia di più, che si attaglia meglio al passo che possiamo tenere?”

    Gesù di Nazareth, Figlio di Dio e Lui stesso Dio, Anno del Signore 37:
    “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da Sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.”

    Constatata la differenza ESSENZIALE tra le due frasi riportate, carissima Costanza: ti stupisci (e vi stupite) ancora del fatto che “noi cattolici ci si divida”?

    Grazie in anticipo per la tua (e le vostre) risposta/e.

    Il Dio Vivente ci benedica e Maria Santissima, Madre di Dio, ci accompagni e ci protegga.

    +Christus Vincit+

    Maranathà

  31. Cara Costanza… Le critiche sono piovute anche perché nella relazione di Introvigne si é parlato dei diritti sulla convivenza tra 2 persone (“Noi vogliamo riconoscere i diritti e i doveri che nascono dalla convivenze, nel rispetto delle persone conviventi omosessuali e non”). È vero che la “carta dei diritti delle convivenze” serve per far prendere coscienza che i tanti diritti tanto reclamati sono diritti giá concessi a chi convive (adozioni comprese!!!) ma è vero anche che cristianamente parlando tali “convivenze” contrastanto con la fede che si professa. ragion per cui é chiaro che qui si apre facilmente un dibattito e quindi ci si divida facilemte su chi è totalmente contrario anche a queste convivenze, chi invece prendendo atto che lo stato é laico pur non condividendo per niente tali “presunti diritti” se ne fa comunque una ragione, e chi invece dice che non ha assolutamente nulla in contrario alla carta dei diritti delle convivenze (o unioni di fatto). Credo che se si fosse fermati al “no all’adozione dei bambini a coppie formate da due persone dello stesso sesso” non ci sarebbero state “divisioni” di vedute tra cattolici.

    Detto questo non concordo chi critica i cattolici affermando che ci sono delle divisioni “da sempre”. In tanti casi, ancor di piú di questi tempi ci sono “cristiani” che non sanno nulla sulla fede che professano, e quindi sono piú inclini a vedere le cose secondo il loro “stomaco” che spesso corrisponde con il modo di pensare “del mondo” (e del momento). Attenzione non é che dico che nn debbano essere presi in considerazione, ma solo che é facile che questi seguano strade diverse da quelle del Vangelo e del Magistero (cosí come magari é capitato a tanti di noi prima che “incontrassero” Gesú Cristo). Dio “sorprende” ed é verissimo, ma Gesú ha “insegnato” tante cose (Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro.Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.), quindi non é che uno non possa presumere di avere determinate certezze sugli insegnamenti di Cristo che sono stati tramandati nei secoli e che il Magistero ha perfettamente fatto arrivare fino a noi, é sbagliato dire che “non abbiamo certezze”. Bisogna, è vero farsi sorprendere da Dio, perché le Sue vie sono diverse dalle nostre, ma non é che il Signore improvvisamente depenna come cose non buone l’adulterio, la fornicazione o altre cose oppure al contrario abolisce le virtú della caritá, della pazienza, della verginitá, della preghiera. Ogni giorno il Signore “plasma” le anime che in Lui si rifugiano con cuore sincero ed umile, ma non é che contraddice se stesso.

    • Lei, Luigi, afferma:

      “Gesú ha “insegnato” tante cose […], quindi non é che uno non possa presumere di avere determinate certezze sugli insegnamenti di Cristo che sono stati tramandati nei secoli e che il Magistero ha perfettamente fatto arrivare fino a noi, é sbagliato dire che “non abbiamo certezze”.

      Posto che non capisco il motivo per cui ha posto tra virgolette la parola “insegnato”,
      e premesso che sottoscrivo la sua affermazione finale, non foss’altro perché la Fede (quella VERA e VIVA) è tale in quanto è ASSENZA di dubbio
      [tanto è vero che il padre della menzogna ed omicida fin dal principio ha, tra i “dardi infuocati” che INESAUSTAMENTE lancia contro coloro che hanno la Fede in Cristo Gesù (per la quale siamo resi “giusti” in quanto “giustificati” ed in virtù della quale siamo stati anche redenti -in Anima e nell’attesa della redenzione anche del corpo- da Colui che ha pagato con il Suo Sangue per i Suoi figli e fratelli -conosciuti da sempre dal Padre Suo e nostro- per liberarci appunto dal nostro stato servile, quando non di vera e propria schiavitù, al quale eravamo stati TUTTI assoggettati dopo il Peccato Originale; e con la redenzione e giustificazione è giunta -e questi tre momenti coincidono, all’atto del Battesimo- anche la resurrezione nello spirito, resuscitato da Dio a nuova Vita -che è Vita Divina e quindi Vita Eterna- e quindi oltre che vivo anche vivificatore dell’Anima. La quale diviene finalmente in grado di ri-accogliere stabilmente in sé lo Spirito di Dio, che E’ Dio stesso nella Sua Terza Persona Eterna): proprio i dubbi. Ma in questo combattimento spirituale che continua, per lo più FUORI DI NOI, anche DOPO che si è ricevuta la Pienezza Pentecostale dello Spirito Santo e che ci si è accorti di averLa ricevuta poiché La si desiderava e La si attendeva in base alla stessa Promessa di Gesù (e che, PRIMA di averLa ricevuta la suddetta Pienezza: si svolge per lo più IN NOI): la Fede è proprio quello SCUDO che abbiamo la facoltà di opporre ai dardi infuocati scagliatici contro dal maligno, tra i quali vi sono appunto i dubbi, da lui SEMPRE provenienti. Quello SCUDO con il quale ci è dato, direttamente da Dio, di essere realmente INATTACCABILI dai dardi infuocati dell’avversario Suo e nostro: che comprendono i dubbi ma anche tutte quelle “cose profonde di satana” alle quali allude il Risorto quando parla a Patmos con il Suo discepolo amato]:
      sono a farle una domanda, Luigi, se me lo permette.
      E la domanda è la seguente:
      ciò che San Paolo insegna, e di cui ci ha lasciato traccia scritta nelle sue Lettere: è anch’esso insegnamento di Gesù? Sì o no?

      Grazie in anticipo per la sua risposta.

      Dio la benedica.

      Maranathà

  32. duxcunctator:

    …vedi sopra!

    • Ho visto sopra, Alvise.
      E vi ho trovato questo tuo commento dell 13:57, che riporto paro paro:

      Non miriesce DI pensare Ché quello Ché tu scrivi non sia altro Ché una parodisk del critianesimo (bocconiani permettendo)!!!

      Assumendo che tu, Alvise, non sia uno dei tanti servi volontari del maligno che si parano come vere e proprie “sentinelle” nelle differenti “piazze” delle città virtuali della blogosfera per assicurarsi che le pecorelle non sporgano lo sguardo sulle cose che i loro padroni hanno deciso non essere loro competenza vedere e scoprire (dimenticando, gli stolti al servizio dello stoltissimo: che Dio non Si fa legare. E che, quando è la Sua Ora: AGISCE. Senza guardare in faccia a nessuno. E SQUARCIA i veli -e persino i muri- posti dagli uomini e che Egli ha sino a quel giorno tollerato. Ed usa anche dei “servi inutili” come chi ti scrive, per avvisare i Suoi figli distratti ed insuperbitisi -come tanti che frequentano questa piazza- ed i Suoi figli dispersi -alla cui categoria spero che tu appartenga- che è giunta la pienezza del Tempo. Della quale, come duemila anni fa: NESSUNO sembra ancora essersene accorto. O, per lo meno: sembra essere disposto ad accorgersene) e che, quando si accorgono di una “new entry” di qualcuno che pare avere lo sguardo ben più in là degli altri, si prodigano a lanciare segnali in codice nei confronti di chi deve capire:
      tu, Alvise, mi accusi di fare una “parodia del cristianesimo”.

      A questo punto, la tua capacità di ascolto (che ho avuto modo di apprezzare nei tuoi interventi in questa piazza) ti fa sapere in anticipo qual’è la domanda che ti sto per porre.

      Cos’è per te il “cristianesimo”, Alvise?
      Tu stesso hai ammesso la sensatezza e la “rispondibilità” di questa domanda: visto che hai giudicato ciò che scrivo (e che posso scrivere e dire semplicemente perché pre-esiste nella mia mente e prima ancora nel mio cuore) come una sua “parodia”.
      Se si giudica qualcosa come “parodia” di qualcos’altro: tu, Alvise, m’insegni che è perché si ha quantomeno un’idea PRECISA circa quel qualcos’altro (che poi sia anche rispondente alla VERITA’ di quel qualcos’altro: questo è il cosiddetto “altro paio di maniche”)

      Grazie in anticipo per la tua saggia e meditata risposta, caro Alvise.
      Sperando che tu non ti esibisca in una parodia di te stesso.

      Dio, che E’ Logos, ti illumini e ti benedica pure.
      E che tu ti voglia far almeno illuminare da Lui.

      Fabio Massimo
      (non Quinto. Perché il “quinto” in questi nostri Tempi c’è GIA’. Ed è il “quinto marito” della donna samaritana che resta “marito” nonostante ella se la intenda con un “sesto uomo”, al momento dell’Incontro col Messia. Ma, da donna spiritualmente ed intellettualmente onesta quale ella è: riconosce prima ancora che il Messia glielo dica, che quel “sesto uomo” con il quale ella si era accompagnata sino a quel momento, NON ERA il suo vero marito. Che era invece rimasto “il quinto”. Chi deve intendere, intenda).

      Maranathà

      • ..il critianesimo Per me richiede dimolta semplicita’ DI penslerne, non il guazzabuglio da te messe in scena, cunctator non cunctans!

        • Mi inviti ad essere “cunctans” come te, Alvise?

          Ognuno è “cunctans” a modo suo.

          E magari, uno che si chiama “Fabio Massimo”: c’è la possibilità che sia più versato di uno che si chiama “Alvise” nell’arte della “cunctatio”, o in italiano detta “temporeggiamento”.

          Perché, come un cultore delle Sacre Scritture come te ben sa: c’è un tempo per ogni cosa.

          E poi scusami: perché continui a scrivere come se fossi stato colto da un attacco di dislessia fulminante?
          O devo continuare a pensare che siano “messaggi in bottiglia”?

    • Io ritengo che questo questionario non s’avesse da fare. Allora a questo punto chiediamo ai cattolici se credono in Dio! La Chiesa deve dire che sul matrimonio la dottrina valida è quella stabilita da Gesù Cristo in modo inequivocabile e che la sodomia è peccato. Punto. Che questionario e questionario?

  33. Buonasera signor Duxcunctator, mi dia pure del tu se preferisce.
    La domanda che mi pone é semplice semplice anche se non ne comprendo la motivazione per la quale me la pone. La parola di San Paolo é Vangelo in quanto ispirata per rivelazione dallo Spirito di Cristo (egli stesso tra l’altro si professa ministro della Parola di Cristo nella lettera agli efesini, ma anche se non l’avesso fatto persnalmemte, l’avrebbe confermato comunque la nostra “tradizione”) ed é quindi come se avesse parlato nostro Signore.
    Saluti a tutti!

    • Concordo con Luigi !
      Per questo alla Messa diciamo. “parola di Dio – rendiamo grazie a Dio” dopo le letture delle lettere di Paolo (o di altri apostoli).
      Se così non fosse diremmo piuttosto “parola di Paolo – rendiamo grazie a Paolo”.

  34. Grazie a te Luigi, per la tua risposta.
    E grazie anche a Thelonius.
    Il mio nome di Battesimo, con cui sono stato adottato da Dio il 16 aprile 1972 nella Chiesa di Sant’Eufemia, a Milano, celebrato dal Suo Sacerdote Antonio: è Fabio Massimo.

    La domanda che ho posto è in effetti, auto-esplicativa dei Tempi in cui siamo.
    Perché se avessimo vissuto, che so: nel 1100 (ossia nel secolo di Sant’Ildegarda von Bingen), e l’avessi posta a cristiani cattolici praticanti, così come presumo che siano la maggior parte dei commentatori nelle “piazze” di questa “città”: ne avrei ricevuto la stessa occhiata, probabilmente, che riserveremmo noi a qualcuno che ci chiedesse (magari perché giunto da un altro pianeta) se i nostri genitori ed i nostri nonni erano esseri umani.
    Tuttavia, in questi nostri Tempi: siamo entrati pienamente in quella fase profetizzata da Chesterton, che pre-vide il momento in cui si sarebbe dovuta estrarre la spada per ribadire la verità manifesta che l’erba è verde e che i sassi non si mangiano (nonostante ci sia l’ingannatore che continuamente ci suggerisce di fare il possibile per trasformarli in pane).
    E sarà certamente capitato anche a voi di incontrare “cattolici” (ossia: sedicenti tali), che sono pure praticanti e magari inseriti in qualche “movimento”: che affermano in apparente buona coscienza che ciò che dice e scrive San Paolo non è da tenere in considerazione come ciò che dice Gesù e che è scritto dagli Evangelisti.
    E siccome Gesù, nel Vangelo, non fa alcuna condanna esplicita della sodomia (che, è bene ricordarlo: non riguarda soltanto gli esseri umani maschi che mettono in atto le loro tendenze omosessuali ma OGNI essere umano che “adulteri” in un ben specifico senso la sacralità del Corpo, Tempio di Dio, e la sacralità dell’atto coniugale): si ritengono autorizzati a sostenere che quelle INEQUIVOCABILI frasi di San Paolo sui sodomiti siano espressione della “narrow-mindness” e della “pruderie” dell’ex-fariseo Saulo.
    Visto e considerato che né tu e né Thelonius siete voluti cascare in questo “crepaccio” e che quindi sapete e sentite che le parole scritte da San Paolo sono Parola di Dio in quanto ispirate dal Suo Spirito nel cuore stesso di San Paolo, benché “filtrato” dalla di lui mente secondo la dinamica che caratteristicamente s’instaura tra il Dio Vivente e l’essere umano che mette per iscritto la Sua Parola (dinamica che è, a tutti gli effetti: una danza di coppia. E dove, come sa chi ballare sa ed ama: c’è qualcuno che conduce e qualcuno che si lascia condurre. E se si danza bene e, soprattutto, si CONTINUA a danzare: è perché questa dinamica si svolge fluidamente e senza intoppi. Altrimenti la danza a due finisce e ci si ritrova a ballare da soli, o addirittura “mal accompagnati”): possiamo andare avanti nel discorso che mi premeva fare, Luca.

    Dopo aver ricordato che, le volte in cui San Paolo ci mette “del suo”: lo dice esplicitamente (“io e non il Signore, vi dico…”)

    Tu, Luca, affermavi:

    Gesú ha “insegnato” tante cose […], quindi non é che uno non possa presumere di avere determinate certezze sugli insegnamenti di Cristo che sono stati tramandati nei secoli e che il Magistero ha perfettamente fatto arrivare fino a noi, é sbagliato dire che “non abbiamo certezze

    Oltre a richiederti (a margine del discorso principale) perché hai virgolettato quell’ “insegnato” ed oltre a precisare (con la pignoleria, se vuoi ingegneristica, che so di avere) che NON è il compito esclusivo del Magistero quello di “tramandare nei secoli” gli insegnamenti di Gesù e, in generale, il Deposito della Fede. Ma è bensì compito statutario della Chiesa stessa, quindi di OGNI membro della Chiesa, non solo di quella Docente: la quale, in aggiunta al compito di Santificare ed a quello di Governare, esercita statutariamente anche il compito Magisteriale di approfondire ed esplicitare il contenuto di quello stesso Deposito (quindi, se hai dei figli, il primo responsabile della trasmissione a loro degli insegnamenti di Gesù e, in generale, del Deposito della Fede, così come ad oggi esplicitato dal Magistero Infallibile nel corso di questi duemila anni: sei proprio tu, Luca, assieme con tua moglie), sono a chiederti:
    sei proprio sicuro-sicuro-sicuro che OGNI insegnamento di Gesù (dato da Lui durante i tre anni e mezzo di Vita pubblica, o dato da Lui durante i quaranta giorni in cui Egli ha continuato ad ammaestrare, da Risorto, i Suoi discepoli sulle “cose del Regno dei Cieli”, o dato dalla Persona del Suo Spirito da Pentecoste in avanti a coloro che quello Spirito ricevevano in Pienezza, uno dei quali è stato proprio quel San Paolo che mi piace chiamare con l’espressione “il primo dopo l’Unico”, che non è mia ma di un Sacerdote di Sant’Ambrogio, a Milano) sia stato “perfettamente fatto arrivare fino a noi”?

    Oppure, viceversa, c’è stata ad un certo punto (e durante gli stessi tempi apostolici, ossia viventi gli Apostoli) una sorta di “censura” e di “taglio”?
    Operata proprio su quella “verità tutta intera” che era in via di “srotolamento” a coloro ai quali la Pienezza dello Spirito Santo l’avevano ricevuta (direttamente da Dio, i Dodici riuniti nel Cenacolo attorno a Maria Santissima, a Pentecoste; ed indirettamente da Dio, perché mediata attraverso l’imposizione delle mani da parte di un Apostolo o di un suo discepolo: tutti gli altri)?
    La considerate “ardita”, Luca, Thelonius e Bariom: l’ipotesi che sia avvenuto un “taglio”?
    E che le cose rivelate da Gesù e dal Suo Spirito: non siano state TUTTE “perfettamente fatte arrivare sino a noi”?
    Eppure, è ben più che una semplice “ipotesi”.
    Perché la Sacra Scrittura neotestamentaria post-Resurrezione: è letteralmente “disseminata” di “pistole fumanti” che attestano l’avvenuto “crimine”.

    Una su tutte, mi piace sottoporre alla vostra attenta e meditata attenzione.
    Seconda lettera ai Tessalonicesi, scritta da San Paolo.

    Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell’iniquità è gia in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene.[…]
    Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera.
    (2 Ts 2,5-7.15)

    Trattasi della famosa questione del “kathecon” (ostacolatore, trattenitore).
    Che San Paolo usa per due volte, con due generi diversi: “ciò” che impedisce, “chi” finora lo trattiene.
    Chi e cosa fosse, questo misterioso, “katechon”: è “Parola di Dio” che sia stato spiegato ed insegnato, a parole, da San Paolo ai cristiani (o “Santi”: all’epoca le due parole erano sinonimi. Curioso, no?) della Chiesa di Tessalonica.
    “Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce…”
    E’ altrettanto “Parola di Dio” che ciò che San Paolo aveva insegnato/svelato sul katechon: dopo essere stato trasmesso (e la “trasmissione” è l’essenza della “tradizione”. Perché “tradizione” è il contenuto dell’azione del “trasmettere”, ossia del “tradere”. E dovrebbe essere motivo di riflessione che “tradizione” e “tradimento” siano due gemelli siamesi separati alla nascita: poiché entrambi nati da “tradere”, ossia “consegnare”) doveva essere mantenuto da coloro ai quali era stato trasmesso, attraverso la Parola orale o scritta.
    “Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera.”

    Il fatto che l’insegnamento/disvelamento sul katechon, che pure era stato trasmesso/svelato, con vieppiù l’esplicito invito a mantenere saldamente la tradizione ricevuta, si sia successivamente SMARRITO (così com’è fattualmente dimostrato che, già cento anni dopo e per i diciannove secoli successivi: questo “katechon” sia divenuto un “oggetto misterioso” sul quale si sono sprecate le esegesi e le interpretazioni): è la “pistola fumante” (ma solo una delle tante) dell’avvenuto “TRADIMENTO DELLA TRADIZIONE”.
    Non in tempi recenti, quindi: ma così addietro da risalire alla Chiesa primitiva.
    E che nell’effettuare tale “tradimento”, il Deposito della Fede sia rimasto comunque INTEGRALMENTE vero: è attestazione dell’OnniPotenza, ed Amore Infinito, di quel Dio Vivente che scrive dritto anche sulle nostre righe stortissime.
    Così come è manifestazione della medesima OnniPotenza, ed Amore Infinito, il fatto che in duemila anni la Barca-Vigna-Casa che è la Chiesa sia rimasta “a galla”/”in piedi” NONOSTANTE la serie innumerevoli di “uomini di Chiesa” la cui insipienza/stoltezza/superbia/malvagità/iniquità avrebbe DEVASTATO qualsiasi altra organizzazione soltanto umana.

    Ecco perché fa sorridere, a coloro che come il sottoscritto hanno avuto la Grazia di aprire gli occhi su questa REALTA’: udire e leggere di “verità tutta intera” che è rinviata all’Altra Vita, così come affermato da Costanza nel suo articolo in margine al quale stiamo facendo queste considerazioni.

    comunque la verità tutta intera la vedremo solo dopo morti

    Alla quale si associano sia Salvatore:

    Leggo nella lettera di Costanza che la verità la sapremo tutta dopo la morte; è così !!

    che Roberto:

    “la verità tutta intera” la sapremo dopo la morte, non la verità tout court.

    E dove tutti e tre, pur essendo figli di Dio e quindi “buon grano” seminato dal Seminatore che è il Figlio dell’Uomo, ossia Gesù stesso: si trovano a dire, peraltro in pubblico, una cosa SOSTANZIALMENTE e RADICALMENTE diversa da quello che insegna Lui, il Figlio del Dio Vivente:

    Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da Sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.

    E, quando ci si mette “contro” Gesù che del Regno di Dio è il Re (perché il Padre ogni Potere ha dato al Figlio): non ci si può aspettare che tale Regno, sulla Terra, non sia diviso (per volontà nostra e non certo per Volontà di Dio).
    E quindi destinato a cadere, come ogni regno diviso.
    Pur nella PERDURANTE validità della Promessa di Colui che E’ Verità: “le porte degli inferi non prevarranno sulla Mia Chiesa”.
    Perché è costruita sulla Roccia che E’ Gesù stesso. Ed è “segnalata” dal “sasso” che è Pietro

    Ringraziandovi per la vostra attenzione, che considero più che preziosa, oso “rilanciare” e quindi “lancio” TRE (e come potrei scegliere un numero diverso 🙂 altre domande:

    1) chi è il “Padrone della Vigna” di cui in Mt 21,33-45?
    2) chi è il “profeta pari a Mosé” di cui in Dt 18,15?
    3) chi è la “tenda” di cui in Eb 9,11?

    Grazie in anticipo per ogni vostra meditata risposta.
    E grazie anche per quelle non meditate o che risposte non sono ma sono piuttosto veri e propri schiaffi in faccia: perché mi permetteranno di mettere in pratica quella Parola in cui credo, che ascolto e che amo. E dalla Quale provengo, come ogni figlio di Dio: che ascolta la Sua Parola perché è dalla Verità.

    Il Dio Vivente ci benedica tutti e Maria Santissima, Madre di Dio, ci accompagni e ci guidi al Figlio Suo e Fratello, Maestro, Signore e Dio nostro: unica Via per arrivare al Padre nostro, nell’Unità dello Spirito Santo.

    Vi saluto e vi abbraccio,
    in Gesù Adveniente e Maria Corredentrice.

    +Christus Vincit+

    Maranathà

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