CONVOCAZIONE DEL CAPITOLO GENERALE DEL MONASTERO WI-FI

Aperto a tutti, uomini e donne, sabato 19 gennaio 2019 a Roma

Non conto più gli amici, le amiche soprattutto, con cui ci si vede o ci si sente, anche solo una frazione di secondo al telefono, ci si scrive al volo, per condividere un pezzetto di vita spirituale, una bella omelia ascoltata, un’intuizione, un brano letto, qualcosa che ci ha fatto fare un passo avanti nella vita spirituale, o battere il cuore. Magari passano anche anni fra un contatto e l’altro, ma quando il canale dell’amicizia, di questo speciale tipo di amicizia, quella spirituale, è aperto, non si chiude più. So che è così per tante, tantissime anime che cercano il Signore. Perché non lo si può cercare da soli, abbiamo bisogno di una compagnia che ci custodisca, qualcuno con cui mettere in comunione le conquiste e la fatica, che ci corregga se serve (ma piano, per favore), che ci confermi.

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Succede oggi. Si salvi chi vuole

di Sara Nevoso
Succede oggi che, con la fine di scuola ed attività extra scolastiche, con la luce del sole molto più generosa, ho finito il libro di Costanza Miriano “Si salvi chi vuole”.
Compratelo, leggetelo, sottolineatelo, regalatelo!
Il punto è che, dopo averlo letto, vorrete provare a salvarvi per davvero.

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Costanza Miriano oggi a Milano a Tempo di Libri

Venerdì 9 marzo ore 19 – Caffè Letterario

Alla ricerca della spiritualità in una vita imperfetta – Isolare la propria voce interiore nel caos quotidiano che ci circonda è sempre più difficile. Costanza Miriano ne parla con Raffaella Frullone, giornalista e speaker radiofonica, proponendo una regola di vita fondata su cinque pilastri: preghiera, parola di Dio, confessione, Eucaristia, digiuno.

Con Costanza Miriano 
Autrice di Si salvi chi vuole
Raffaella Frullone
Sonzogno

www.tempodilibri.it

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Si salvi chi vuole, un manuale ma anche un abbraccio

Segnaliamo questa  recensione di Andrea Consonni

Ho cominciato a leggere il nuovo librodi Costanza Miriano “Si salvi chi vuole. Manuale di imperfezione spirituale” (Sonzogno) la sera di un giorno lavorativo particolarmente duro.
Ero tornato dal Cinema molto stanco, nervoso, svuotato e senza voglia di aprire i romanzi che mi aspettavano in camera, di preparare la cena o guardare la tv, nemmeno di lavarmi avevo voglia. Sulla cassettiera era appoggiato “Si salvi chi vuole” e funzionava come una specie di richiamo tutte le volte che ci passavo davanti col bicchiere di birra in mano e allora l’ho preso in mano e mi sono messo nella mia solita posizione preferita di lettura serale. Alla finestra della cucina, da dove posso vedere le montagne e i boschi. E ho respirato e ho cominciato a piegare gli angoli delle pagine e mi sono munito della mia matita preferita per sottolineare i passaggi migliori o controversi.

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“La teologia secondo Costanza si digerisce senza sforzo”

recensione di Marco Modugno  su amazon.it

Ci sono quei saggisti cattolici che ti prendono per il collo fin dalla prima pagina, forzandoti giù per la gola un waterboarding di citazioni, nozioni, note a piè di pagina e perle della loro e dell’altrui saggezza. Con l’effetto di farti sentire nel giro di mezzo capitolo, una volta superata l’ebbrezza da overdose, un asino patentato. Cioè uno che di Dio e di come funziona il rapporto con Lui non ha capito né mai capirà davvero niente.

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Se Cristo è l’unico che può riempire il nostro cuore

di Costanza Miriano

“Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. … Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro dell’esperienza e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica”.

Così scriveva Ratzinger 50 anni fa, e a me sembra di vedere tanti segni di questa Chiesa: sono circondata da santi. Da gente che nessuno conosce, e che prega ed è fedele alla propria vocazione con amore, con fatica magari (togliamolo pure, il magari), con tenacia. Gente che da quando si sveglia al mattino a quando va a dormire semina bene intorno a sé: non perché sia buona, è ovvio, ma perché sta attaccata al Signore, l’unico buono, e diventa così capace di bene.

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