Si salvi chi vuole, un manuale ma anche un abbraccio

Segnaliamo questa  recensione di Andrea Consonni

Ho cominciato a leggere il nuovo librodi Costanza Miriano “Si salvi chi vuole. Manuale di imperfezione spirituale” (Sonzogno) la sera di un giorno lavorativo particolarmente duro.
Ero tornato dal Cinema molto stanco, nervoso, svuotato e senza voglia di aprire i romanzi che mi aspettavano in camera, di preparare la cena o guardare la tv, nemmeno di lavarmi avevo voglia. Sulla cassettiera era appoggiato “Si salvi chi vuole” e funzionava come una specie di richiamo tutte le volte che ci passavo davanti col bicchiere di birra in mano e allora l’ho preso in mano e mi sono messo nella mia solita posizione preferita di lettura serale. Alla finestra della cucina, da dove posso vedere le montagne e i boschi. E ho respirato e ho cominciato a piegare gli angoli delle pagine e mi sono munito della mia matita preferita per sottolineare i passaggi migliori o controversi.

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“La teologia secondo Costanza si digerisce senza sforzo”

recensione di Marco Modugno  su amazon.it

Ci sono quei saggisti cattolici che ti prendono per il collo fin dalla prima pagina, forzandoti giù per la gola un waterboarding di citazioni, nozioni, note a piè di pagina e perle della loro e dell’altrui saggezza. Con l’effetto di farti sentire nel giro di mezzo capitolo, una volta superata l’ebbrezza da overdose, un asino patentato. Cioè uno che di Dio e di come funziona il rapporto con Lui non ha capito né mai capirà davvero niente.

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Se Cristo è l’unico che può riempire il nostro cuore

di Costanza Miriano

“Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. … Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro dell’esperienza e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica”.

Così scriveva Ratzinger 50 anni fa, e a me sembra di vedere tanti segni di questa Chiesa: sono circondata da santi. Da gente che nessuno conosce, e che prega ed è fedele alla propria vocazione con amore, con fatica magari (togliamolo pure, il magari), con tenacia. Gente che da quando si sveglia al mattino a quando va a dormire semina bene intorno a sé: non perché sia buona, è ovvio, ma perché sta attaccata al Signore, l’unico buono, e diventa così capace di bene.

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“Una proposta, intera e piena, di vita cristiana”

di Don Riccardo Mensuali

Cara Costanza,

mentre sta finendo la Domenica, l’ultima di quest’anno, ho appena terminato di leggere il tuo nuovo libro, Si salvi chi vuole e, per continuare un’amichevole tradizione, mi fa piacere scriverti qualche riga. Chi conosce i tuoi libri precedenti ti riconosce presto, dopo poche pagine. C’è la stessa leggerezza di sempre nel dire cose “pesanti”, nel senso che “pesano”, che contano. Questa volta però l’ambizione è cresciuta. Si salvi chi vuole è per l’uomo e la donna di oggi. È la presentazione di una spiritualità.

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“Osare dove nessun altro ha osato: introdurre la risata nella teologia”

di Pippo Corigliano

Ho letto il nuovo libro di Costanza Miriano “Si salvi chi vuole”. E’ un libro comico, cioé che fa ridere. Non solo umoristico: in fondo l’umorismo non è altro che sorridere delle debolezze umane, contemplandole. Costanza non solo contempla le sue debolezze ma le presenta in modo così vivo e reale che una risata sorge spontanea. Una risata liberatoria perché siamo tutti Costanza, tutti abbiamo debolezze alcune delle quali rasentano la follia.

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Tre (delle 5) colonne su cui costruire il proprio edificio spirituale. E difenderlo

di Paola Belletti

Dieci capitoli, cinque pilastri, una cosa sola – sbam! – al centro di tutto. Anzi una Persona. Così posso offrirvi un assaggio del più recente libro di Costanza Miriano, Si salvi chi vuole. Manuale di imperfezione spirituale, edito da Sonzogno, uscito il 16 novembre, atteso da tanti.

Al centro non c’è lei eppure ce la figuriamo di continuo. Il suo profilo, magroetonico – naturalmente – si staglia netto nello schermo della mente fino a che non diventa tremulo a causa delle lacrime.

Sì, è commovente, ma fa anche parecchio ridere. Sono piacevoli ricreazioni, le sue, alla Santa Teresa d’Avila (anche lei patrona del libro!)

Di cosa parla?

No niente, di farsi monaci. Di avere una regola, di amare la propria croce, di uscire dalla nostra palude. Di decidere che fare della nostra vita. Di vivere da salvati. Ah! E di procurarsi un quaderno.Con copertina in cuoio per noi donne; per gli uomini invece vada per il retro del foglio della revisione auto. E su quello vergare il nostro progetto, attestare la nostra decisione e poi difenderla.

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