Voglio essere anche io nel monastero Wi-Fi, ma come si fa?

di Costanza Miriano

Voglio essere anche io nel monastero Wi-Fi, ma come si fa?

È la domanda più frequente che mi sono sentita rivolgere di recente, non solo sabato all’incontro a san Giovanni in Laterano, ma anche in tante altre occasioni, soprattutto quando sono andata in giro per l’Italia a parlare dei pilastri della vita spirituale, che provo ad accennare – per quel che ne ho capito io, finora: non è molto, ma è tutto quello che so – in Si salvi chi vuole.

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MONASTERO Wi-Fi – Aggiornamenti

di Costanza Miriano

Siccome continuo a incontrare persone, in giro per l’Italia e anche a Roma, che dicono che verranno il 19 gennaio al Capitolo generale del monastero wi-fi, ma che ancora non si sono iscritte.

Siccome dalla Toscana vogliono organizzare un pullman.

Siccome ho delle amiche che, purtroppo, essendo femmine, e della peggiore specie, cioè tendenti al biondo (la coordinatrice è biondissima, e non tinta) e piene di energie, vogliono organizzare tutto al meglio.

Siccome mi sto rendendo conto che organizzare un incontro con centinaia di persone richiede un minimo di organizzazione (dove si va a far la pipì? Chi compra la carta igienica? Chi dei fazzolettini e dei bicchieri? Quanti foglietti per i canti e le letture facciamo stampare?).

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CONVOCAZIONE DEL CAPITOLO GENERALE DEL MONASTERO WI-FI

Aperto a tutti, uomini e donne, sabato 19 gennaio 2019 a Roma

Non conto più gli amici, le amiche soprattutto, con cui ci si vede o ci si sente, anche solo una frazione di secondo al telefono, ci si scrive al volo, per condividere un pezzetto di vita spirituale, una bella omelia ascoltata, un’intuizione, un brano letto, qualcosa che ci ha fatto fare un passo avanti nella vita spirituale, o battere il cuore. Magari passano anche anni fra un contatto e l’altro, ma quando il canale dell’amicizia, di questo speciale tipo di amicizia, quella spirituale, è aperto, non si chiude più. So che è così per tante, tantissime anime che cercano il Signore. Perché non lo si può cercare da soli, abbiamo bisogno di una compagnia che ci custodisca, qualcuno con cui mettere in comunione le conquiste e la fatica, che ci corregga se serve (ma piano, per favore), che ci confermi.

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Succede oggi. Si salvi chi vuole

di Sara Nevoso
Succede oggi che, con la fine di scuola ed attività extra scolastiche, con la luce del sole molto più generosa, ho finito il libro di Costanza Miriano “Si salvi chi vuole”.
Compratelo, leggetelo, sottolineatelo, regalatelo!
Il punto è che, dopo averlo letto, vorrete provare a salvarvi per davvero.

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Costanza Miriano oggi a Milano a Tempo di Libri

Venerdì 9 marzo ore 19 – Caffè Letterario

Alla ricerca della spiritualità in una vita imperfetta – Isolare la propria voce interiore nel caos quotidiano che ci circonda è sempre più difficile. Costanza Miriano ne parla con Raffaella Frullone, giornalista e speaker radiofonica, proponendo una regola di vita fondata su cinque pilastri: preghiera, parola di Dio, confessione, Eucaristia, digiuno.

Con Costanza Miriano 
Autrice di Si salvi chi vuole
Raffaella Frullone
Sonzogno

www.tempodilibri.it

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Si salvi chi vuole, un manuale ma anche un abbraccio

Segnaliamo questa  recensione di Andrea Consonni

Ho cominciato a leggere il nuovo librodi Costanza Miriano “Si salvi chi vuole. Manuale di imperfezione spirituale” (Sonzogno) la sera di un giorno lavorativo particolarmente duro.
Ero tornato dal Cinema molto stanco, nervoso, svuotato e senza voglia di aprire i romanzi che mi aspettavano in camera, di preparare la cena o guardare la tv, nemmeno di lavarmi avevo voglia. Sulla cassettiera era appoggiato “Si salvi chi vuole” e funzionava come una specie di richiamo tutte le volte che ci passavo davanti col bicchiere di birra in mano e allora l’ho preso in mano e mi sono messo nella mia solita posizione preferita di lettura serale. Alla finestra della cucina, da dove posso vedere le montagne e i boschi. E ho respirato e ho cominciato a piegare gli angoli delle pagine e mi sono munito della mia matita preferita per sottolineare i passaggi migliori o controversi.

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“La teologia secondo Costanza si digerisce senza sforzo”

recensione di Marco Modugno  su amazon.it

Ci sono quei saggisti cattolici che ti prendono per il collo fin dalla prima pagina, forzandoti giù per la gola un waterboarding di citazioni, nozioni, note a piè di pagina e perle della loro e dell’altrui saggezza. Con l’effetto di farti sentire nel giro di mezzo capitolo, una volta superata l’ebbrezza da overdose, un asino patentato. Cioè uno che di Dio e di come funziona il rapporto con Lui non ha capito né mai capirà davvero niente.

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Se Cristo è l’unico che può riempire il nostro cuore

di Costanza Miriano

“Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. … Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro dell’esperienza e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica”.

Così scriveva Ratzinger 50 anni fa, e a me sembra di vedere tanti segni di questa Chiesa: sono circondata da santi. Da gente che nessuno conosce, e che prega ed è fedele alla propria vocazione con amore, con fatica magari (togliamolo pure, il magari), con tenacia. Gente che da quando si sveglia al mattino a quando va a dormire semina bene intorno a sé: non perché sia buona, è ovvio, ma perché sta attaccata al Signore, l’unico buono, e diventa così capace di bene.

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“Una proposta, intera e piena, di vita cristiana”

di Don Riccardo Mensuali

Cara Costanza,

mentre sta finendo la Domenica, l’ultima di quest’anno, ho appena terminato di leggere il tuo nuovo libro, Si salvi chi vuole e, per continuare un’amichevole tradizione, mi fa piacere scriverti qualche riga. Chi conosce i tuoi libri precedenti ti riconosce presto, dopo poche pagine. C’è la stessa leggerezza di sempre nel dire cose “pesanti”, nel senso che “pesano”, che contano. Questa volta però l’ambizione è cresciuta. Si salvi chi vuole è per l’uomo e la donna di oggi. È la presentazione di una spiritualità.

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“Osare dove nessun altro ha osato: introdurre la risata nella teologia”

di Pippo Corigliano

Ho letto il nuovo libro di Costanza Miriano “Si salvi chi vuole”. E’ un libro comico, cioé che fa ridere. Non solo umoristico: in fondo l’umorismo non è altro che sorridere delle debolezze umane, contemplandole. Costanza non solo contempla le sue debolezze ma le presenta in modo così vivo e reale che una risata sorge spontanea. Una risata liberatoria perché siamo tutti Costanza, tutti abbiamo debolezze alcune delle quali rasentano la follia.

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Tre (delle 5) colonne su cui costruire il proprio edificio spirituale. E difenderlo

di Paola Belletti

Dieci capitoli, cinque pilastri, una cosa sola – sbam! – al centro di tutto. Anzi una Persona. Così posso offrirvi un assaggio del più recente libro di Costanza Miriano, Si salvi chi vuole. Manuale di imperfezione spirituale, edito da Sonzogno, uscito il 16 novembre, atteso da tanti.

Al centro non c’è lei eppure ce la figuriamo di continuo. Il suo profilo, magroetonico – naturalmente – si staglia netto nello schermo della mente fino a che non diventa tremulo a causa delle lacrime.

Sì, è commovente, ma fa anche parecchio ridere. Sono piacevoli ricreazioni, le sue, alla Santa Teresa d’Avila (anche lei patrona del libro!)

Di cosa parla?

No niente, di farsi monaci. Di avere una regola, di amare la propria croce, di uscire dalla nostra palude. Di decidere che fare della nostra vita. Di vivere da salvati. Ah! E di procurarsi un quaderno.Con copertina in cuoio per noi donne; per gli uomini invece vada per il retro del foglio della revisione auto. E su quello vergare il nostro progetto, attestare la nostra decisione e poi difenderla.

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Monachesimo WiFi

Estratto del libro SI SALVI CHI VUOLE – Manuale di imperfezione spirituale 

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di Costanza Miriano

Ho deciso, voglio farmi monaca. Ecco, mi rendo conto che, per esempio, a prima vista, la mia postura adesso potrebbe sembrare non proprio simile a quella di san Pacomio, uno dei Padri del deserto che furono gli apripista di questa forma di vita: sono le tre di notte e non sono ancora a metà della lista delle cose da fare oggi, che poi è ieri già da qualche ora, indosso dei pantaloncini fucsia da corsa – tipico capo del monachesimo occidentale –, ho alla mia destra una crema levigante (gli spiriti degli acquisti inutili tendono a materializzarsi nelle notti d’estate, e voci di farmacisti assennati vissuti secoli or sono ti bisbigliano: «Quanti trattamenti antipidocchi avresti potuto comprare invece di questa crema che non frenerà il tuo decadimento?»), alla sinistra i libri di Groucho Marx e vari cibi raccomandati dalla federazione mondiale colesterolo. Per espiare, di fronte a me, una bottiglietta con una bevanda drenante (noi aspiranti monaci teniamo in somma considerazione la lotta alla ritenzione idrica, si sa). Intorno, in ordine sparso, delle pinzette, un correttore (non del senso di un amanuense che ti controlli i testi, ma una crema rosa chiarissimo per coprire le occhiaie), tre rosari, il modulo di iscrizione a un secondo anno di classico, due multe, dei fiori agonizzanti, il breviario, una decina di libri cominciati e abbandonati, sempre per quel fastidioso problema che ogni giornata ha ventiquattr’ore e, quando meno te lo aspetti, finisce, e poi ricomincia, sempre cortissima, e bisogna ripetere tutta una serie di cose che, testarde, si ripropongono ogni giorno, tipo preparare da mangiare a pranzo e cena, perché coi figli, a differenza di quanto succede coi gatti, non puoi cavartela con una ciotola di crocchette ai gamberi.

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SI SALVI CHI VUOLE – Manuale di imperfezione spirituale. Il nuovo libro di Costanza Miriano

SI SALVI CHI VUOLE – Manuale di imperfezione spirituale

Avete letto di tutto, dalle regole giapponesi al metodo danese, avete ascoltato guru improbabili, dal Grande Cocomero ai maestri orientali. Perché non provare allora a riscoprire una tradizione che, almeno, ha duemila anni di storia e miliardi di clienti molto soddisfatti e indubbiamente rimborsati? Recintare uno spazio per l’incontro con Dio, il totalmente Altro, e cercare di difenderlo a ogni costo è decisivo per la nostra felicità, eppure molti di noi procedono improvvisando, a tratti, con le energie residue, quando si ricordano. Ma come si fa a organizzare una vita spirituale nelle nostre giornate troppo connesse, compresse, piene di urgenze che altri hanno deciso per noi? Costanza Miriano – moglie carente, madre limitata, lavoratrice in ritardo – prova a proporre una regola di vita fondata su cinque pilastri:

preghiera, parola di Dio, confessione, Eucaristia, digiuno.

Tante persone questa regola già cercano di viverla, in modo rigorosamente imperfetto, alcuni per conto proprio, altri formando una piccola compagnia, una sorta di monastero wi-fi, a cui ci si vota con dedizione – si può avere un cuore da monaco salendo in metro o cucinando, facendo la spesa o correndo – e in cui ci si fa compagnia, anche da lontano, come confratelli. Una comunità wi-fi, dunque, una fedeltà senza fili, che unisce un piccolo esercito di mendicanti, scalcagnati, fragili, incoerenti, innamorati di Dio.

A SEGUIRE UN ESTRATTO DEL LIBRO

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Quello che ho capito della vita spirituale

di Costanza Miriano

Ho trascurato questo blog, negli ultimi mesi. Per una serie di motivi. Alcuni più difficili da dire e da esplorare in poche parole – un momento di confusione nel quale ogni volta che si parla partono le etichette “allora tu sei contro – oppure – allora tu sei a favore del Papa!”, e giù anatemi – altri più semplici: la vita, il lavoro, i figli che crescendo non diventano meno impegnativi, anzi (non devi più giocare a principesse ma spegnere tablet e cercare cellulari nascosti, e io rivoglio il mio vecchio lavoro: ero più simpatica quando giravo per casa cantando con un diadema di plastica in testa). Ma il motivo determinante è che ho scritto un libro e ci ho messo tutte le energie (residue). Continua a leggere “Quello che ho capito della vita spirituale”