La fatalità del corpo

Pubblicato in: La lettre de l’enfance et de l’adolescence – Revue du GRAPE (Groupe de Recherche et d’Action pour l’Enfance), n°58 : « L’enfant et son corps », décembre 2004, p. 7-12. Grazie a Andrea Piccolo per la segnalazione e la traduzione.

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di Olivier Rey

 «Piccina mia, se sapessi quanto è facile non essere un oggetto sessuale.»
Pronunciò la frase dolcemente, ma con una tristezza così sincera da farla risuonare a lungo nella stanza.
Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio, VII,4
 

La diversità dei corpi

L’adolescente. Il corpo. L’adolescente e il suo corpo. Ma quale adolescente? Quale corpo? Un adolescente nella media, con un corpo nella media? Un adolescente platonico, con un corpo platonico? Oppure adolescenti molto differenti, con corpi molto differenti, e esperienze che si somigliano come il diritto somiglia al rovescio, il giorno alla notte? Continua a leggere “La fatalità del corpo”

Io, scout!

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Cari professori,

eccoci qua, alla fine della maratona che abbiamo corso insieme. Ci sono stati momenti difficili, in cui nessuno di noi si è arreso, ci siamo sempre rialzati e abbiamo ricominciato da capo. Gli esami sono arrivati e con serenità li abbiamo affrontati fino a questo momento, mancava solo la tesina, la prova più importante, quella per me più difficile, ”il muro della morte”. Continua a leggere “Io, scout!”

La Francia abbandona il progetto gender nelle scuole.

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di Mauro Zanon   Il Foglio

Parigi. Dovranno farsene una ragione le fanciulle di Osez le féminisme! e del Collectif éducation contre les LGBTphobies, che giovedì dalle pagine del Monde hanno chiesto al ministro dell’Educazione nazionale, Benoît Hamon, di ufficializzare quanto prima la generalizzazione del movimento “Abcd de l’égalité”. Perché il programma scolastico pro gender – promosso dall’ex ministro Vincent Peillon e dall’attuale ministro per i diritti delle Donne, Najat Vallaud-Belkacem, con il pretesto di decostruire gli stereotipi sessuali e di lottare contre le disuguaglianze tra maschi e femmine – non andrà oltre lo stadio della sperimentazione (attualmente sono 275 le scuole coinvolte). Continua a leggere “La Francia abbandona il progetto gender nelle scuole.”

Succede oggi. Scuola

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di Sara Nevoso 

Succede oggi che ho finalmente incontrato uno studente di liceo, Roberto, lo studente che nessuno credeva potesse esistere, ma che all’improvviso ho avuto la fortuna di intervistare. Ecco, qui di seguito, quello che mi ha detto.

“So che è una domanda retorica, fatta e rifatta, ma voglio chiedertelo: cosa ti aspetti dalla scuola?”

“In effetti questa domanda ormai sembra uno scherzo. Chissà a quanti studenti l’hanno fatta e chissà quante risposte inutili o svogliate. Oggi io sono in buona, prepari carta e penna, ho intenzione di dilungarmi. Continua a leggere “Succede oggi. Scuola”

Giù le mani da tutti i bambini

Pubblichiamo queste  parole di Papa Francesco, parole chiare, forti,  importanti che riteniamo giusto sottolineare per rompere il muro di omertà e di cattiva informazione.

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Dal discorso di  Papa Francesco dell’11 Aprile 2014 al BICE (Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia)

“Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva.” Continua a leggere “Giù le mani da tutti i bambini”

Scuole come campi di rieducazione al gender

di Massimo Introvigne    La nuova Bussola quotidiana

Nei giorni scorsi per prima La nuova Bussola quotidiana e a seguire buona parte della stampa nazionale hanno dato conto di che cosa è vietato nelle scuole torinesi: promuovere incontri per i genitori, anche privati, sui temi dell’ideologia di genere e dell’omofobia, cui un istituto cattolico, il Faà di Bruno, ha dovuto rinunciare dopo aggressioni e minacce della lobby gay. Non è meno istruttivo vedere che cosa è permesso, anzi è obbligatorio. Continua a leggere “Scuole come campi di rieducazione al gender”

La ragazzina

Un fatto accaduto ad una lettrice.

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Una mattina come tante altre, istituto tecnico per geometri , una piccola città, come si dice ..di provincia”, ma che di provinciale non sembra avere più niente.
Tutto è omologato, dai jeans alle magliette con le solite marche, ogni due mesi un nuovo logo,  le solite scarpe da fighetti o da running, i braccialetti con le scritte o i cuoricini..sembrano tutti figli di una stessa madre. O meglio di uno stesso sarto e di uno stesso parrucchiere. Continua a leggere “La ragazzina”

L’avventura della scuola

foto di Manuela Gambazza per Credere
foto di Manuela Gambazza per Credere

intervista a Franco Nembrini di Costanza Miriano

Franco Nembrini è il professore dei sogni, quello a cui tutti i genitori vorrebbero affidare i propri figli. Chiavi in mano. Allora sì che si potrebbero smettere di preoccuparsi dei voti e del successo: saprebbero che c’è qualcuno che sa mostrare loro la bellezza della vita come avventura, e del sapere come impresa che serve a questo viaggio. Non per niente è uno che riempie le sale di giovani parlando loro di Dante, altro che Dan Brown. Noi di Credere abbiamo scelto lui, insegnante di storia e italiano, rettore del centro scolastico La Traccia di Bergamo, per aiutarci a vivere anche l’inizio dell’anno scolastico con lo sguardo rivolto nella direzione giusta. Continua a leggere “L’avventura della scuola”

L’abracadabra del politicamente corretto

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di Giulio Meotti    Il Foglio

Lo avevano annunciato così: “Il 2013 sarà l’anno dell’uguaglianza a scuola”. Così lo scorso 7 giugno, la scuola elementare Yves Codou, nel comune di La Mole, aveva celebrato la “festa dei genitori” e non più della mamma, per non scontentare i neosposi omosessuali di Francia. Adesso, quando a metà settembre inizierà il nuovo anno scolastico, sulla facciata dei 55 mila edifici educativi di Francia verranno affisse due paginette suddivise in diciassette punti e due capitoli: “La République est laïque” e “L’école est laïque”. E’ la tanto attesa carta della laicità voluta dal ministro dell’Istruzione, Vincent Peillon.

Continua a leggere “L’abracadabra del politicamente corretto”

Il ministro dell’essere supremo

da IL FOGLIO.it

Danton non avrebbe saputo dirlo meglio.“Non si potrà mai costruire un paese libero con la religione cattolica”. A parlare così non è un rivoluzionario del comitato di salute pubblica, ma l’odierno ministro dell’Istruzione di Parigi, Vincent Peillon. Le ardite dichiarazioni sono contenute in un video che da giorni circola su Internet, in cui Peillon presenta il nuovo libro “La Rivoluzione francese non è ancora terminata”. Dice Peillon che “non si può fare una rivoluzione unicamente in senso materiale, bisogna farla nello spirito. Adesso abbiamo fatto la rivoluzione essenzialmente politica, ma non quella morale e spirituale. Quindi abbiamo lasciato la morale e la spiritualità alla chiesa cattolica. Dobbiamo sostituirla”. Allora “bisogna inventare una religione repubblicana” e “questa nuova religione è la laicità”. Continua a leggere “Il ministro dell’essere supremo”

Cronaca di un’orazione

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di Andrea Torquato Giovanoli

C’é questo giovane: un bravo ragazzo, discreto studente, temperamento sentimentale, solo un po’ timido, e questo lo frega, perché lui ci terrebbe tanto a conoscere quella ragazza della sua scuola, per cui da tempo coltiva una cotta segreta e che, ne è sicuro, sarebbe perfetta per lui. Continua a leggere “Cronaca di un’orazione”

Recita di Natale

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di Emanuele Fant *

La mia fulgida carriera teatrale ha conosciuto, ahimè, momenti neri ma formativi. Non molti anni fa ho visto almeno un centinaio di saggi scolastici dal punto di vista obliquo del siparista. Ogni sera gettavo uno sguardo pietoso in platea e osservavo la varia umanità dei parenti-spettatori, una massa ineducata temuta dalle maschere di sala più che un monologo di Testori senza intervallo. Continua a leggere “Recita di Natale”

Altro che fiori

di Costanza Miriano

Ci sono due cose su cui una donna non riesce a essere obiettiva: la tonicità del suo interno coscia, e i suoi figli. Sul primo tema sono rassegnata: ci sono giorni in cui sono magra, giorni in cui sono grassa. Nel mio armadio convivono vestiti da esile musa di Andy Warhol e pantaloni informi da puerpera, che alterno a seconda dell’umore, in modo del tutto erratico. Ingrasso di venti, venticinque chili in una giornata, ma non importa, perché a tornare in forma mi basta una telefonata. Continua a leggere “Altro che fiori”

Il frullatore delle menti

 

da un commento di Daniela Bovolenta al post di ieri .

L’istruzione è, per vocazione famigliare non per mestiere, la mia trincea quotidiana.
Patisco ogni giorno la pochezza dei programmi, la confusione dei contenuti, l’accumulo di centinaia di nozioni sciocche o banali che non ne fanno una importante. Soprattutto l’umiliazione dell’intelligenza dei nostri figli, tenuta sempre al regime più basso possibile.

Continua a leggere “Il frullatore delle menti”

Povero sapere!

di Costanza Miriano

Quando ho preso in mano i libri della prima elementare del primo figlio erano passati ventotto anni dalla mia, di prima elementare, ma il mio sussidiario me lo ricordavo ancora un po’. Cominciando a sfogliare i testi del futuro scolaro, ricordo che ho pensato: “bene, questi sono i libretti per giocare. Poi ci diranno dove prendere i libri veri.” Ci ho messo un po’ a realizzare che erano quelli, i libri veri. Continua a leggere “Povero sapere!”

Abasso i compiti (eppure la squola)!

Qualche giorno fa il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo dichiarava di essere favorevole ad una limitazione dei compiti a casa per gli studenti, innescando l’inevitabile polemica.  

Quello che segue è il parere di Costanza pubblicato dal settimanale  Famiglia Cristiana. Voi cosa ne pensate?

«Lo studio fatto in classe non serve a nulla senza il corpo a corpo con i libri e l’esercitazione a casa nel pomeriggio, possibilmente da soli, che permette di impadronirsi della materia, acquisire un metodo di studio che poi servirà in futuro e soprattutto capire quello che l’insegnante ha spiegato a lezione, dalla matematica all’analisi logica e grammaticale alla comprensione dei testi. Continua a leggere “Abasso i compiti (eppure la squola)!”

Tornando a casa

Dalla trasferta di Sulmona ritorno arricchita di alcune importanti considerazioni: il salame abruzzese non presenta immediate e risolutive proprietà dimagranti come speravo; gli abruzzesi sono incredibilmente ospitali, almeno quelli che ho conosciuto io (grazie Antonella e Fabio!); esistono anche scuole pubbliche, come il liceo scientifico Enrico Fermi, tenute meglio di casa mia, lucide e pulite, e organizzate come un orologio (svizzero, così rendiamo giustizia alla nazione da me arbitrariamente insultata). Si parlava di educazione, e di come famiglia e scuola debbano lavorare insieme. E ci mancherebbe. Però io ho esordito dicendo che quando, a un quarto di secolo dalla mia prima elementare mi sono trovata tra le mani i libri di scuola dei miei figli ho pensato: “bene, questi sono i libri con i giochini per il pomeriggio, ma quelli per studiare?”.

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Dove va la mamma tigre?

 

Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?” E’ questo il commento che mi è salito alle labbra, leggendo “Il ruggito della mamma tigre”, il libro con cui una docente cinese di Harvard, Amy Chua, sta facendo discutere mezzo mondo.

La citazione di Totò non è probabilmente la più colta che avrei potuto reperire nella mia memoria: Aristotele, Seneca hanno detto sicuramente parole più perentorie sul senso dell’educazione, ma tant’è, ognuno ha i riferimenti culturali che si merita.

Quello che manca nel progetto educativo di mamma tigre è questo, il senso, la direzione, il dove dobbiamo andare. She goes nowhere fast: la signora non va da nessuna parte, ma ci va veloce.

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