Giù le mani da tutti i bambini

Pubblichiamo queste  parole di Papa Francesco, parole chiare, forti,  importanti che riteniamo giusto sottolineare per rompere il muro di omertà e di cattiva informazione.

Children playing at nursery school

Dal discorso di  Papa Francesco dell’11 Aprile 2014 al BICE (Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia)

“Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva.”

“Vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: <<A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione>> “

Qui il discorso completo con un attacco forte e coraggioso in continuità con il magistero di Papa Benedetto XVI contro i sacerdoti pedofili.

 

119 pensieri su “Giù le mani da tutti i bambini

  1. Cristina

    So di esprimere opinioni contro-corrente in questo blog ma vorrei far riflettere su un paio di aspetti pragmatici della faccenda. Si stimano, nel mondo, 143 milioni di orfani. Meno di 1/10 dell’1% dei bambini orfani/abbandonati verranno effettivamente adottati. Il resto passa la sua infanzia in orfanotrofi , in sovraffollate case-famiglia , o da soli per le strade . In alcuni casi , gli orfani sono ben curati. Nel migliore degli scenari, gli orfanotrofi sono ben curati con un organico che si prende cura dell’alimentazione , dell’abbigliamento , e dell’istruzione dei bambini . Più comunemente , queste istituzioni sono gravemente sotto organico e sotto – serviti da coloro che hanno semplicemente bisogno di un lavoro e a cui manca la volontà di occuparsi degli orfani (guardiamo al quadro mondiale, non solo a quello italiano, che comunque non e’ esattamente ideale) . E ‘un fatto che le condizioni dell’orfanotrofio non sono favorevoli per un sano sviluppo o la preparazione dei bambini a vivere nel modo esterno. I bambini vengono spesso mandati via da queste istituzioni a 16 anni e devono farcela da soli, senza gli strumenti di base per la sopravvivenza o una formazione di alcun tipo. La maggior parte non può procurarsi un pasto, ne’ tanto meno una vita dignitosa . Spessissimo la maggior parte dei non adottati rimane intrappolata in una vita di sfruttamento e servitù .

    Se posso concordare che la famiglia “ideale” è composta da un papa’ e da una mamma, dobbiamo onestamente riconoscere che questo non è l’unico elemento che caratterizza una famiglia “ideale” (ci sono fratelli e sorelle, c’è intorno una famiglia di nonni, zii, cugini, ci sono condizioni economiche/igieniche decenti, ci sono dei genitori che hanno tempo per occuparsi dei figli e non devono solo ammazzarsi di lavoro) e che in ogni caso anche una famiglia “reale”, non “ideale”, ma che comunque ama il bambino e lo cresce come un figlio, è meglio di un istituto o della strada. Se considerate una famiglia omosessuale poco idonea alla crescita di un ragazzino (perchè priva di un papà o di una mamma) come potete accettare che lo sia un istituto (anche un istituto religioso) dove mancano entrambi i ruoli, sia quello paterno che quello materno, e ci sono solo “tutori” ? Grazie

    1. Probabilmente quella che si ritiene non-idoneità non deriva tanto dalla non presenza di un papà e di una mamma (che dire allora dei genitori vedovi che continuano ad occuparsi dell’educazione dei propri figli), ma alla confusione/sovrapposizione/sostituzione/mistificazione dei ruoli.

      Vi sono poi aspetti prettamente attinenti alla vita spirituale delle persone coinvolte (tutte le persone coinvolte) e alle loro conseguenze, che sfuggono ad un puro approccio “pragmatico”.

    2. Alessandro

      Cristina,

      il tuo argomento non è particolarmente originale. E’ l’inflazionatissimo “argomento orfanotrofio”:

      “scrive Saviano: «preferiamo davvero che ci siano bambini che vivano in situazioni di abbandono o in strutture di accoglienza piuttosto che dare possibilità a nuove forme di famiglia?».
      In queste affermazioni si nasconde uno scorretto ricatto sentimentale (“chi è contro l’adozione gay vuole che i bambini stiano in orfanotrofio!!”) , fallace perché nessuno preferisce una condizione di abbandono, tuttavia non si capisce perché ovviare a questa situazione aprendo all’adozione gay piuttosto che promuovere l’adozione tra le coppie eterosessuali”

      http://www.uccronline.it/2013/01/21/adozioni-gay-risposta-a-roberto-saviano/

      Già: le coppie eterosessuali sono numericamente sufficienti ad adottare tutti i bambini adottabili (senza entrare in discorsi che portano lontano, come la questione delle procedure di adozione, ecc.).

      1. Alessandro:

        …Saviano lasciamolo perdere! Piuttosto consideriamo che, senza “ricatti” di nessun genere, aprire l’adozione alle coppie omosessuali non vorrebbe dire negarla a quelle eterosessuali. Aumenterebbe solo il numero di tutte le adozioni possibili.

      2. Però bisognerebbe entrarci…

        Quante coppie ben disposte, vedono iter estenuanti, sia a livello psicologico, che tempistico, lungaggini, pretese di situazioni corrispondenti a non ben chiari canoni di riferimento, ecc, ecc.

        Messa “terra- terra”, sembra proprio un percorso ad ostacoli (per non dire calvario) fatto per dire: “se alla fine ancora non ti è scesa la catena… forse, forse, hai qualche speranza…”

      3. Cristina

        senm_webmrs….Robert Oscar Lopez non è stato un figlio adottato ma un figlio di divorziati (come i figli di Adinolfi, per intenderci). Tantissimi figli di divorziati (etero o gay) probabilmente scriverebbero le stesse cose. In ogni caso questa è UNA esperienza, tra tante.

        Bariom…la diversità è iscritta nel patrimonio genetico, non nell’”esempio comportamentale” dei genitori (altrimenti come mai praticamente tutti i gay nascono in famiglie etero ?).

        Alessandro, UCCR non è un giornale, non è una fonte di informazione. L’articolo che mi hai linkato ignora, completamente, e direi piuttosto subdolamente, i numeri delle adozioni, le percentuali di ragazzine che finiscono per strada, criminali, suicide, etc. Che credibilità ha scrivere “nel 2010 la crescita delle adozioni è stata del +7,9% rispetto all’anno precedente” senza dare fonti, numeri di orfani non adottati, etc ? Fra l’altro scrivono “nel 2012 in Italia, anche a causa della crisi, si è assistito ad una crisi delle adozioni, ma il problema sembra essere l’eccessiva rigidità degli operatori sociali”…fonti, dati di questa analisi ??? Nessuno. Io ho riportato i numeri di Humans Right Watch, una organizzazione umanitaria internazionale….che ci dice che nel mondo e’ una percentuale piccolissima di orfani che viene adottata.
        Grazie a tutti per le vostre risposte.

        1. JoeTurner

          già, sono certo gli omosessuali faranno la fila per adottare i bambini denutriti e gli orfani di guerra di tutto il mondo monitorati dalla benemerita Human Rights Watch (organizzazione massicciamente e quasi esclusivamente finanziata da quel limpido individuo di George Soros che contribuisce per 100 milioni di dollari sui 128 milioni di capitale detenuti dall’organizzazione e che vorrebbe dimezzare, non si sa bene come, la popolazione umana fino a portarla a 3 miliardi di individui).

          1. Giusi

            Già. Le coppie gay vogliono il bambolotto ben confezionato ottenuto dalla miscellanea degli spermi (mi sento male solo a dirlo!) che fecondano un qualche ovulo scelto il tutto impiantato nel grembo di una poveretta!

        2. Alessandro

          Cristina

          1) “L’articolo che mi hai linkato ignora, completamente, e direi piuttosto subdolamente, i numeri delle adozioni ecc.”.
          Guarda che, se non te ne fossi accorta, l’articolo linkato rinviava a altri link. Certo, nella fretta di rispondermi manco ti sei data la pena di aprire quei link… ma così è facile dire che si danno numeri senza citare le fonti.

          2) Se non si fosse capito, l’articolo critica l’abusato “argomento orfanotrofio” (“se facessimo adottare i bambini dalle coppie omo oltre che da quelle etero ci sarebbero più bambini adottati, meno bambini rinchiusi in orfanotrofio, quindi più bambini felici”). Argomento che dà per scontato ciò che scontato non è, ossia che non ci siano abbastanza coppie eterosessuali disposte ad adottare i bambini adottabili. Dimostrami che è così, visto che tu citi le fonti.

          3) quanto ai numeri dei bambini adottabili, sarei molto cauto prima di fornirli. Sono stime molto approssimative.
          Basti dire che nella stessa Italia si sa da poco quanti sono i bambini adottabili che vivono in Italia:

          http://www.vita.it/welfare/adozioni-affido/in-italia.html

            1. Cristina

              Joe Turner, puoi dire quello che vuoi su Humans Right Watch, cosa me ne importa ? Credo che qui possiamo discutere solo se i dati che riportano siano veri o meno…..per quel che ne so io sono corretti, e vengono anche riportati da altre organizzazioni umanitarie (ad esempio la cristiana (un)adopted). Cosa me ne frega di George Soros e di cosa crede ? Il punto e’ …..ci sono, al mondo, oltre un centinaio di milioni di orfani ? Sembra di si. La stragrande maggioranza di questi restano in istituti e finiscono col condurre vite devastate ? I dati (e non solo quelli di Humans Right Watch) sembrano indicare di si. Pensi che per un ragazzino russo siano meglio le prospettive di vita che presentano le statistiche o pensi che starebbe meglio con una famiglia omosessuale dove entrambi i genitori sono dello stesso sesso, ma questi bambini possono essere amati e curati come in tutte le altre famiglie ?

              Alessandro, gli altri articoli li ho visti…..premesso che non posso passare la vita a cliccare da articolo ad articolo, non ho trovato NULLA che contraddica i dati che ho fornito sul numero di orfani non adottati, % di suicidi, prostituzione, etc. Non ha senso parlare SOLO dell’Italia, perche’ a tutt’oggi, moltissime delle adozioni in Italia, come sono sicuro saprai, avvengono gia’ all’estero. La guerra in Siria, tanto per fare un esempio di attualita’, sta causando migliaia di orfani. Le richieste di famiglie etero, dati i numeri a 5 cifre di orfani, non sono sufficienti….Come si fa a sostenere che sia meglio lasciare questi bambini in istituti con le aspettative che questi studi delineano riguardo alle loro vite future ? a me, personalmente, sta a cuore la salute dei bambini, prima di tutto. Se la famiglia etero e’ senz’altro la famiglia “ideale” (ma certamente questo parametro, da solo, non basta a identificare la famiglia ideale) una famiglia omosessuale, dove c’e’ amore, dove c’e’ dedizione, dove ci sono cure, e’ infinitamente meglio di un istituo o della strada.

              Grazie comunque per le vostre risposte

              1. JoeTurner

                “Credo che qui possiamo discutere solo se i dati che riportano siano veri o meno”. Esatto, io credo che un’organizzazione finanziata da un individuo come George Soros, uno speculatore finanziario, un affamatore di interi popoli (e i greci lo sanno bene, ma anche gli inglesi e gli italiani si dovrebbero ricordare quello che ha fatto nel 1992), un uomo che ha come ideale lo sterminio di gran parte della popolazione mondiale, un uomo abituato a manipolare media e informazioni per i suoi loschi interessi, non sia minimamente credibile, quindi non ne riconosco i dati (come tu non riconosci credibile UCRR).

                Considerare credibile qualsivoglia dato sui “diritti umani” diffuso da un organizzazione finanziata da Sorors è come considerare credibile una ricostruzione della Shoah fatta da Goebbels

                    1. Sara

                      …come ti capisco!!! (te parli di quanto è grandemente, maestosamente, infinitamente, sfolgorantemente bello l’amore di Dio e lui ti risponde che siamo tutti bertucce che si fa quello che si pole)

                    2. Joe tTurner&Sara:

                      …allora i numeri riportati da Sara ( per il fatto stesso che siano riportati da una organizzazione finanziata da Soros) non sono veri? Sono veri altri numeri? Quali? Di più, di meno, circa?
                      Questo era il discorso, o no?

                    3. Alessandro

                      No, il cuore del discorso è il solito “argomento orfanotrofio”, qui contestato:

                      https://costanzamiriano.com/2014/04/13/giu-le-mani-da-tutti-i-bambini/#comment-77625

                      https://costanzamiriano.com/2014/04/13/giu-le-mani-da-tutti-i-bambini/#comment-77637

                      Contestazioni rimaste senza replica.

                      Quanto al numero di 143 milioni di orfani stimati esservi da questa organizzazione, “Humans Right Watch”, della quale penso tutto il male che è opportuno pensare (considerate le notizie che ce ne ha dato Joe Turner), si tratta di una stima a spanne. Altre fonti forniscono stime che stanno tra i 120 e i 170 milioni suppergiù.
                      In ogni caso, che siano 120 o 170, l’argomento orfanotrofio non regge (piaccia o non piaccia a Soros), come qui abbiamo cercato di mostrare Roberto e il sottoscritto, senza ricevere alcuna risposta.

                1. Cristina

                  Joe Turner, si puo’ essere o non essere d’accordo con Soros, per carita’. Personalmente trovo che le sue iniziative mostrino piu’ luci che ombre, ma queste sono solo le mie opinioni, Il fatto stesso che tu pero’ lo paragoni ai nazisti e metti in mezzo la Shoah da una idea abbastanza chiara della serenita’ ed obbiettivita’ del tuo giudizio.

                  1. JoeTurner

                    ah ok luci e ombre… vediamo.
                    Mi voglio addirittura permettere di soprassedere sulle conclamate ombre (ma io le definirei tenebre) dello squalo Soros tra i più spregiudicati uomini della finanza globale per concentrarmi su quelle che tu definisci “luci” del filantropo Soros:

                    Soros ha più volte spiegato che egli agisce per un mondialismo “dal volto umano”, dentro cui sia contemplata l’eutanasia per i malati terminali (e a questo scopo il suo Open Society Institute ha finanziato con 45 milioni di dollari un think-tank chiamato Project on Death in America, Progetto Morte in America); la legalizzazione delle droghe (finanzia la Drug Policy Alliance, e nel 2010 ha contribuito, con un milione di dollari, al referendum che in California ha cercato di liberalizzare la marijuana); e naturalmente l’aborto libero, al cui scopo finanzia gruppi spontanei come la Pro-Choice America, la National Abortion Federation, il Planned Parenthood (qui in buona compagnia di un’altra famiglia di filantropi, i Rockefeller); gode dei suoi finanziamenti persino un gruppo chiamato Catholics pro-choice, nominalmente cattolici ma abortisti, che nel complesso hanno ricevuto 15 milioni di dollari da cinque benefattori, che mai avevano contribuito ad alcuna organizzazione cattolica di base: fra cui la Warren Buffett Foundation, dell’omonimo miliardario.

                    Sono incredibilmente molteplici le entità che Soros finanzia e che portano in USA l’esperienza delle rivoluzioni colorate, per cambiare il sistema dal basso con movimenti “sponeanei”. Ne possiamo citare solo alcune:

                    Il Center for Community Change, che nel proprio sito sito si dichiara dedito a «scoprire le stelle progressiste del domani per prepararle a comandare» (www.communitychange.org).

                    La Gamaliel Foundation (sic), che insegna «tecniche e metodologie del cambiamento sociale» (www.gamaliel.org/)

                    La Ruckus Society, che promuove «azioni dirette non violente (è ovvio) contro istituzioni e politiche ingiuste».

                    L’Institute for America’s Future, che «raduna ed istruisce con regolarità leader progressisti, organizzazioni, candidati, opinion makers ed attivisti».

                    La fondazione Democracy For America, che opera come una quasi-università, ed ha addestrato oltre 120 mila reclute sul come «identificare, collegare e addestrare attivisti di base sulle tecniche e strategie per riprenderci il Paese».

                    Sull’adesione di Soros alle idee di abbattimento della popolazione mondiale portate avanti dal Club di Roma di David Rockfeller e Aurelio Paccei ho già accennato in precedenti commenti.

                  2. @Cristina: quella di Joe era una METAFORA. La metafora è un parlare figurato. http://www.treccani.it/enciclopedia/metafora_(Enciclopedia-dell'Italiano)/
                    Trovare offensiva una metafora equivale ad avere l’atteggiamento di chi, invitato a osservare la luna, osserva il dito indicatore.Accusare la gente di essere poco serena e poco obiettiva perché usa una metafora è di per sé un indice di poca serenità e poca obiettività.
                    Dopodiché, se preferisci, ti dirò che considerare credibile un qualsivoglia dato sui “diritti umani” diffuso da un organizzazione finanziata da Soros è come considerare credibile il titolo nobiliare del marchese di Carabà perché è il Gatto con gli Stivali che garantisce per lui.

                2. Roberto

                  –Considerare credibile qualsivoglia dato sui “diritti umani” diffuso da un organizzazione finanziata da Sorors è come considerare credibile una ricostruzione della Shoah fatta da Goebbels–

                  Grande Joe 😀

                  Comunque, Cristina, sei stata tu per prima a contestare (legittimamente) una fonte di dati che ti sono stati proposti. Allo stesso modo, a te è stata contestata la fonte di dati che hai proposto tu. Nominare Soros a dei cattolici come noi è… bhe, ‘nsomma ci siamo capiti.

                  Ma, per buttarla molto sul pragmatico e fare un discorso molto cinico, anche: ma quanta ingenuità ci vuole a voler far credere, anche solo surrettiziamente, che il problema degli orfani si possa risolvere consentendo di adottare anche ai celibi/nubili? (mettiamolo così, su un piano più ampio, perché è chiaro che se la preoccupazione è questa, l’adozione deve essere ampliata il più possibile).
                  Questo, perché siamo tutti d’accordo sul fatto che non ci sono davvero al mondo un numero sufficiente di invertiti (o di coppie di tali) da poter anche solo remotamente coprire il fabbisogno di adozioni.

                  Come ha osservato giustamente Joe sopra, io non ce li vedo tutti questi invertiti a far la fila per adottare i bambini, e tanto meno i bambini più difficili.
                  Realisticamente, se si allargasse il diritto di adottare a chiunque, chi ne fosse interessato non farebbe altro che andare a competere per quei bambini che “vanno via subito”; e a quel punto non si potrebbe più porre alcun discrimine tra sposi (uomo e donna, perché solo un uomo e una donna possono essere tra loro sposi), celibi/nubili, coppia variegate – e poi perché solo coppie e non triangoli o quadrilateri? Questo perché, una volta esteso il diritto, fare discrimine sarebbe per l’appunto “discriminatorio”.

                  Perciò, realisticamente, sia per una ragione numerica che per una ragione di appetibilità, estendere il diritto d’adozione non ridurrebbe quasi per nulla i bambini orfani, mentre molto probabilmente non farebbe altro che spostare una porzione di quei bambini che sarebbero stati adottati in ogni caso, da una condizione più favorevole a una di gran lunga meno favorevole. Mentre quelli che sono non adottati, tali resterebbero.

                  Si capisce bene perciò come la questione dei bambini da adottare sia solo una strategia a grimaldello per portare avanti la battaglia della cosiddetta “omogenitorialità”, parola che per quanto mi riguarda non significa nulla e uso solo per comodo.

                  Una volta riconosciuto lo status di famiglia, incluso il diritto/dovere di essere riconosciuti legalmente genitori, alle coppie di invertiti, è chiaro che nulla si potrebbe opporre a uteri in affitti, fecondazioni eterologhe, ecc. Ed è questo ovviamente l’obiettivo che si pone la compagna sentimentalistica del “tutto, meglio che in orfanotrofio”. Nego perciò che sia questa la preoccupazione di chi avanza simili argomenti. Vogliamo aiutare i bambini orfani? Facilitiamo l’adozione a chi già può farlo oggi, sempre ricordando che non esiste una soluzione ideale che consenta l’adozione di chiunque. I bambini più difficili probabilmente resteranno in istituto comunque, piaccia o no e a prescindere da quanto il diritto di adozione si voglia estendere

                  1. “… nulla si potrebbe opporre a uteri in affitti, fecondazioni eterologhe, ecc.”
                    Cosa che per altro (grazie anche ad “illuminati” giudici) già avanza a grandi passi…

                    1. Che poi, io sarò terra-terra e cattivello, ma quando sento che si spendono 20/30.000 mila euro per rocambolesche vitro-extra-uter-affittuar-embrio-congel-dadonator-inseminatio, magari anche ripetute senza “successo” alcuno, mi domando, quanti bambini, ma anche istituti/iniziative si potevano concretamente aiutare con detta cifra (che certo poi aiuti economici non produrranno matematicamente amore o affetti…)? Non nasce il plausibile sospetto che sostanzialmente si voglia “acquistare”, procurarsi un “bene”, un “qualcosa”, destinato a soddisfare un semplice desiderio o colmare un “vuoto”?
                      O avendo questa disponibilità anche economica, mettersi “in fila” per una “sana” adozione (ricordo che l’iter dell’adozione legale internazionale, prevede anche a volte, lunghe e costose “trasferte” in paesi lontani).

                    2. Roberto

                      E infatti Bariom, pensavo proprio ai nostri “illuminati” giudici che lottano (coraggiosamente?) contro noi “turpi oscurantisti”.

                  2. sere insonni

                    “io non ce li vedo tutti questi invertiti…” Magari Robbé iniziereste a essere più credibili evitando di usare epiteti ottocenteschi a mo’ di offesa…

                    1. Roberto

                      @sere: intanto, perché parli al plurale? Non mi pare che nessuno salvo io abbia usato ciò che (tu) definisci epiteto, ma che per me è semplicemente il più corretto termine definitorio. Oltretutto, salvo che tu non sia dotata di poteri telepatici, non credo che mi possa accusare così a cuor leggero di voler essere offensivo, come se potessi leggermi in testa le intenzioni.

                      Ma questo detto, vedo che per ora nessuno è entrato nel merito delle argomentazioni mie e di Alessandro; si sceglie invece, come ha fatto Cristina con Joe, di soffermarsi su aspetti relativamente secondari ma di facile presa emotiva. Se non piace il linguaggio mio, basta scegliere di rispondere su un piano di ragione al solo Alessandro. Ammesso di esserne capaci, s’intende.

              2. Alessandro

                Cristina,

                facciamo a capirci.

                Ti ho fatto una richiesta semplice semplice: l“argomento orfanotrofio” (“se facessimo adottare i bambini dalle coppie omo oltre che da quelle etero ci sarebbero più bambini adottati, meno bambini rinchiusi in orfanotrofio, quindi più bambini felici”) dà per scontato ciò che scontato non è, ossia che non ci siano abbastanza coppie eterosessuali disposte ad adottare i bambini adottabili. Dimostrami che è così, visto che tu citi le fonti attendibili.

                Non hai risposto alla mia richiesta. Liberissima di farlo, ma ti renderai conto da sola che se non dimostri che non ci sono abbastanza coppie eterosessuali disposte ad adottare i bambini adottabili, il “tuo argomento orfanotrofio” va a farsi benedire.

                Aggiungo: non vivendo in un mondo fatato, non capita che esista un nesso automatico tra richiesta di adozione e soddisfacimento della richiesta; molti orfani rimarranno tali perché non tutti sono adottabili; molti sono così “problematici” che purtroppo pochissime coppie li richiedono, molti non sono ancora adottati perché le domande rimangono inevase.

                Tu sostieni che va preferita la coppia adottante eterosessuale (“posso concordare che la famiglia “ideale” è composta da un papa’ e da una mamma”). Seguendo questo criterio, se gli omosessuali potessero adottare,
                dovrebbero mettersi in fondo alla lista d’attesa delle domande inevase.
                Ma occhio: quando un’altra coppia eterosessuale si candidasse ad adottare, valendo il tuo criterio, non si metterebbe in fila dietro a quelle omo, ma passerebbe davanti.
                Risultato: seguiterebbe a esserci una lunga fila d’attesa per le adozioni, e le coppie omosessuali candidate all’adozione non farebbe aumentare di una sola unità il numero di orfani adottati, con buona pace dell’ “argomento orfanotrofio” che tu propagandi.

                Se invece saltasse il criterio “preferenza alle coppie etero”, allora accadrebbe non che vengano adottati più bambini di quelli che sarebbero adottati se ad adottare potessero essere solo le coppie eterosessuali, ma che il medesimo numero di bambini che verrebbero adottati se ad adottare potessero essere solo le coppie etero verrebbe adottato complessivamente da coppie etero ed omo, giacché per ogni coppia omo che adottasse Tizio ci sarebbe una coppia etero che sarebbe disposta ad adottare il medesimo Tizio (ma è “piazzata” peggio nella lista d’attesa; per dirla con Roberto: “se si allargasse il diritto di adottare a chiunque, chi ne fosse interessato non farebbe altro che andare a competere per quei bambini che “vanno via subito” “).

                Ancora una volta ovviamente senza incremento degli orfani adottati, e quindi ancora una volta con buona pace dell’ “argomento orfanotrofio”.

                1. Alessandro:

                  Dimostraci che sei riuscito a dimostrare quello che volevi dimostrare e quindi che è FALSO che maggiore è il numero delle coppie disposte a adottare maggiore sarà alla fine il numero degli adottati.

                  1. Alessandro

                    non ho tempo da perdere con le tue supercazzole. Se hai da eccepire, eccepisci nel merito di quello che ho scritto

                    1. alessandro:

                      il “merito” di quello che hai scritto potrebbe aver dimostrato (al massimo) solo che lo stesso numero di adottandi verrebbero ripartiti tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali e che quindi le coppie eterosessuali verrebbero a essere private di una maggiore opportunità di poetere adottare in quanto ci sarebbero anche quelle omosessuali. Questo, è il massimo che potresti ( ripeto, potresti)essere riuscito a dimostrare, ma non la diminuzione assoluta delle adozioni. Ma a te in realtà non importa che ci possano essere PIU’ adozioni in assoluto, ma che ci siano SOLO adozioni da parte di coppie eterosessuali. Ma questo già si sapeva!

                      Quello che ancora nessuno sa è se l’organizzazione di Soros truccato, o no, i numeri.

                    2. Alessandro

                      Alvise

                      1) infatti, ciò che ho mostrato è proprio che il medesimo numero di bambini che verrebbe adottato se potessero adottare solo le coppie eterosessuali sarebbe “ripartito” tra coppie etero e omo se potessero adottare anche le omo, cosicché risulta fallace “l’argomento orfanotrofio” (“se potessero adottare anche le coppie omo le adozioni sarebbero quantitativamente maggiori di quelle che si darebbero potendo adottare solo le coppie eterosessuali, e quindi più bambini sarebbero sottratti alla triste vita da orfanotrofio”). Quanto ai tuoi dubbi sulla mia argomentazione (“al massimo potresti aver dimostrato”), visto che non li espliciti non posso nemmeno discuterli, perché non saprei su che discutere.

                      2) dovrebbe essere evidente che non intendevo dimostrare affatto che, se potessero adottare le coppie omo, accadrebbe una “diminuzione assoluta delle adozioni” (mi dici dove sosterrei questo?). Per dimostrare l’invalidità dell’ “argomento orfanotrofio” basta quanto al punto 1.

                    3. No. Per smontare l’argomento orfanotrofio occorre DIMOSTRARE la diminuzione del numero assoluto delle adozioni nel caso che potessero adottare anche gli omosessuali, o anche semplicemente dei singoli. Te scrivi “infatti, ciò che ho mostrato è proprio che il medesimo numero di bambini che verrebbe adottato se potessero adottare solo le coppie eterosessuali sarebbe “ripartito” tra coppie etero e omo se potessero adottare anche le omo,”
                      Il fatto è che il numero dei bambini che verrebbe adottato non è affatto “il medesimo” numero fisso che poi andrebbe ripartito, il numero dei bambini che verrebbe adottato sarebbe maggiore quanto maggiori fossero le richieste di adozione, O te hai paura (dici) che le coppie omosessuali si accaparrassero tanti dei bambini più adottabili e così alle coppie eterosessuali ne rimarrebbe meno da scegliere di quelli buoni e quindi il risultato sarebbe meno adozioni? E tutto questo dimostrato da te?

                    4. Alessandro

                      1) “Per smontare l’argomento orfanotrofio occorre DIMOSTRARE la diminuzione del numero assoluto delle adozioni nel caso che potessero adottare anche gli omosessuali, o anche semplicemente dei singoli.”
                      No, ti sbagli, ribadisco che basta dimostrare quanto nel mio commento precedente al punto 1.

                      2) “Il fatto è che il numero dei bambini che verrebbe adottato non è affatto “il medesimo” numero fisso che poi andrebbe ripartito, il numero dei bambini che verrebbe adottato sarebbe maggiore quanto maggiori fossero le richieste di adozione”. Questo dovresti dimostrarlo tu.
                      L’errore di questa tua convinzione sta nel dare per scontato che alla richiesta d’adozione corrisponda automaticamente un’adozione.
                      Invece le liste d’attesa di candidati ad adottare stanno a mostrare che questa corrispondenza non c’è. E che la realtà è che ipotetici candidati omo andrebbero solo a impinguare le liste d’attesa. Con l’esito prevedibile che dicevo prima:
                      le adozioni che andrebbero in porto sarebbero in numero tale che, per ciascuno degli adottati, la coppia omo adottante avrebbe “vinto” la concorrenza di una coppia eterosessuale. Invalidando palesemente “l’argomento orfanotrofio”.

    3. Baldo

      @Cristina

      “Si stimano, nel mondo, 143 milioni di orfani. Meno di 1/10 dell’1% dei bambini orfani/abbandonati verranno effettivamente adottati”

      Temo che i dati che hai tratto da Humans Right Watch (ente ideologicamente orientato, inutile nasconderlo) non siano esatti o siano mal interpretati o strumentalmente usati a vantaggio della tua tesi. L’UNICEF stima per il 2009 in 153 milioni gli orfani nel mondo e per orfani intende i bambini che hanno perso anche un solo genitore (“La condizione dell’infanzia nel mondo 2012”, pag. 103).

      http://www.unicef.it/Allegati/SOWC_2012_ITA.pdf

      Non tutti gli orfani sono adottabili, tanto meno quelli con un solo genitore (affermazione che mi pare ovvia!). Per procedere ad adozione, almeno in Italia, è necessario che sia accertato lo stato di abbandono del minore, orfano o no, e cioè che sia venuta a mancare al minore l’assistenza morale e materiale dei genitori e dei parenti (art. 8 della L. 184/1983).
      Per rimanere alle sigle più o meno attendibili, sul sito del CCAI (Congressionl Coalition on Adoption Institute) si dice, con fonte UNICEF e Childinfo, che nel mondo “ci sono 17,9 milioni di orfani che hanno perso entrambi i genitori e vivono in orfanotrofi o per le strade e non hanno la cura e l’attenzione necessarie per un sano sviluppo”.

      http://www.ccainstitute.org/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=25&Itemid=43

      Sempre tanti, ma mi chiedo: tanti da non poter trovare in tutto il mondo una famiglia con padre e madre in grado di adottarli? Forse, dato il prevalere della cultura dello scarto e dell’egoismo nei paesi più ricchi. Altra domanda: così tanti che si richiede l’apertura alle “numerose” famiglie omoparentali disposte ad accogliere un figlio adottivo? Su un problema serio, mi pare che, si voglia innestare un rimedio risibile e di impronta ideologica. Insomma, sul punto se le famiglie madre-padre siano sufficienti a garantire un futuro a tutti i bimbi abbandonati nel mondo è veramente difficile dare una risposta certa, ma se dobbiamo parlarne almeno dovremmo evitare di sparare cifre monster per solleticare il sentimentalismo; mentre la questione è seria e va affrontata seriamente. Invece, sul punto cruciale: se una famiglia stabile e con padre e madre siano il luogo ideale per crescere un bambino adottivo, da padre, non ho dubbi, ma credo di essere l’ultimo a dirlo dopo una folta schiera di psicologi, educatori e pedagoghi. E lo dice anche la legge, anche se c’è da pensare che già qualche giudice zelante sia al lavoro per dirci dove la legge sbaglia, secondo le sorti progressive della società e perché lo dice anche il Corriere (vedi l’articolo di oggi).

      http://27esimaora.corriere.it/articolo/madri-e-padri-sono-importanti-in-quanto-genitori-e-non-perche-maschi-o-femmine/

  2. Maccabeo

    Una buona forma di protesta, d’accordo con i Vescovi, sarebbe che i Cattolici ritirassero tutti i figli dalle scuole pubbliche per mandarli in quelle cattoliche (che però siano degne di tal nome). Oppure ci si potrebbe organizzare, fra gruppi di genitori, per insegnare ai propri figli e poi mandarli soltanto a fine anno nelle scuole pubbliche per sostenere gli esami come privatisti (un po’ come succedeva nelle periferie di un tempo, quando tutte le famiglie del paese si accordavano per pagare un maestro che insegnasse ai propri figli). Il problema economico non è insormontabile, e di sicuro si potrebbero trovare tanti professori, anche pensionati, che insegnerebbero come volontari.
    Ma nessuno può permettere che i piccoli siano scandalizzati: meglio piuttosto una macina al collo (Mt 18, 6).

  3. Giusi

    OSSERVATORIO SETTIMANALE “VOGLIO LA MAMMA” numero 2.2014

    EUTANASIA. Anne, 89 anni, inglese ha chiesto e ottenuto l’eutanasia presso la struttura svizzera Dignitas, specializzata in “dolce morte” a pagamento (ottomila euro il costo dell’operazione). La notizia è rimbalzata sui quotidiani italiani lunedì 7 aprile. Anne non aveva alcuna malattia invalidante, era perfettamente sana. La nipote Linda, 54 anni, che l’ha accompagnata in Svizzera ha raccontato che la signora ha chiesto l’eutanasia perché non non si trovava a suo agio in un mondo così dominato dalla tecnologia, dai computer e dalla televisione. Il medico Michael Irwin che ha sostenuto la decisione della signora mettendola in contatto con la Dignitas ha affermato che altre tre persone inglesi in condizioni simili a quelli della signora Anne hanno già avuto il medesimo destino. La nipote Linda, unica erede perché Anne non era mai stata sposata e non aveva figli, ha compilato i moduli di richiesta alla Dignitas, ha accompagnato come si è detto la signora in Svizzera, l’ha materialmente assistita nel suicidio verificando di persona la sua morte e pochi giorni dopo è entrata in possesso dell’appartamento di Anne descrivendolo in una lettera come “pieno degli elementi della personalità curiosa e interessata alla vita” della zia. Secondo dati recenti almeno tre italiani al mese privi di malattie invalidanti fanno ricorso all’eutanasia a pagamento offerta dalla Dignitas. Tra questi, recentemente, il politico Lucio Magri e il magistrato Pietro D’Amico. Il racconto della storia di Anne è stato fatto dai giornali di tutto il mondo parlando nelle titolazioni di “suicidio” della signora contro la tecnologia e internet, molto raramente nelle titolazioni troverete riferimenti al fatto che questo suicidio sia avvenuto attraverso l’eutanasia a pagamento.

    LEGGE 40. La Corte costituzionale mercoledì 9 aprile ha cancellato dalla legge 40 sulla fecondazione assistita il divieto di fecondazione eterologa (cioè con gameti non appartenenti alla coppia). Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato di essere intenzionata a portare in Parlamento la questione per evitare il riproporsi del far west procreativo che ha caratterizzato la fase precedente l’introduzione della legge 40, confermata democraticamente con la bocciatura dei referendum abrogativi proposti anche sul punto ora abrogato d’imperio dalla sentenza della Consulta.

    UTERO IN AFFITTO. Una donna 54enne milanese è stata assolta con sentenza resa nota martedì 8 aprile dall’accusa di “alterazione di stato”, legittimando dunque l’acquisto da parte della stessa di un figlio in India concepito utilizzando un ovocita di una donna locale, fecondato dallo sperma del compagno della 54enne milanese e poi impiantato in un utero affittato di un altra donna indiana. Il gup milanese Gennaro Mastrangelo che ha emesso la sentenza ha affermato nelle motivazioni che “la definizione di maternità è ormai controversa” e il diritto di famiglia “è stato investito dalla dissociazione tra il dato naturale della procreazione e la contrattualizzazione delle forme di procreazione”. In Italia, con queste motivazioni, i figli possono essere oggetto di compravendita. Gli uteri, di locazione. Magari, all’italiana, stando accorti di fare le cose all’estero, tanto poi qui si chiude un occhio e si dichiara in sentenza che “il diritto si trova con le spalle al muro”.

    MATRIMONIO GAY. Il tribunale di Grosseto con sentenza di mercoledì 9 aprile ha ordinato al Comune ”di trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio fra due uomini, italiani, celebrato con rito civile nel dicembre 2012 a New York. Secondo il giudice, nel codice civile ”non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie al matrimonio”. La sentenza dà ragione delle richieste della coppia gay formata da Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci, rispettivamente architetto e giornalista del Corriere della Sera. Nel corso della visita al Salone del Mobile di Milano, due omosessuali hanno interrotto il premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa chiedendo quando potranno celebrare il loro matrimonio. Renzi ha risposto con una battuta: “A Grosseto mi hanno detto che si fa presto”.

    ABORTO. Una donna di 37 anni, già madre di un altro bambino, è morta mercoledì 9 aprile all’ospedale Martini di Torino dopo aver subito un aborto farmacologico via Ru486. Si tratta del ventiseiesimo caso di decesso a seguito di aborto farmacologico, il primo dopo 15mila somministrazioni censite in Italia fino al 2011. Negli Stati Uniti vi sono state 1.590.000 somministrazioni censite di Ru486 con 14 decessi. L’incidenza dei decessi può essere dunque calcolata in un rapporto di uno ogni centomila somministrazioni (dati peraltro confermati da uno studio del New England Journal of Medicine), che è dieci volte superiore a quello dell’aborto chirurgico. Gli abortisti insistono sulla validità della Ru486 per avvalorare l’idea di una possibile interruzione volontaria di gravidanza fai-da-te per via non chirurgica, anche se in Italia sarebbe obbligatorio il ricovero per tre giorni della paziente in una struttura ospedaliera per praticare l’aborto per via farmacologica. La pillola Ru486 viene utilizzata secondo gli ultimi dati (2011) nel 7% dei casi di interruzione volontaria di gravidanza.

    OMOGENITORIALITA’. Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, ha esultato sabato 12 aprile perché “una scuola paritaria cattolica” ha “accettato l’iscrizione di un bambino di una coppia omosessuale” in Toscana. Analoghe esultanze per il battesimo a Cordoba del “figlio di una coppia lesbica”. I figli delle coppie omosessuali non esistono, i figli sono sempre figli e inevitabilmente nati dall’unione di un uomo e di una donna e come tali vengono e vanno inevitabilmente trattati, in spirito di assoluta eguaglianza. In materia di famiglia è intervenuto con parole chiare venerdì 11 aprile papa Francesco: “”Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del pensiero unico. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”.

    TRANSESSUALITA’. Il Movimento identità sessuale (Mit) ha lanciato giovedì 10 aprile la campagna mediatica “Un altro genere è possibile” per chiedere che sia anagraficamente possibile cambiare sesso anche senza sottoporsi all’operazione chirurgica di trasformazione fisica dell’identità sessuale. La campagna del Mit fa seguito alla decisione dell’Alta Corte australiana di riconoscere l’esistenza di un terzo genere sessuale anagraficamente registrabile, il genere neutro, né maschile né femminile.

    ABUSI SESSUALI SU MINORI. Un’inchiesta della procura di Catania ha portato all’arresto di 3 persone e a perquisizioni nelle abitazioni di altre 25, accusate di acquisizione e diffusione in peer-to-peer anche via Skype di materiale pedopornografico, con abusi sessuali nei confronti delle vittime in età infantile, spesso con vere e proprie torture nei confronti delle stesse. L’inchiesta, coadiuvata dalla polizia postale, coinvolge molte città italiane.

    CRISTIANOFOBIA. Il gesuita olandese padre Francis Van Der Lugt, 72 anni, è stato ucciso a Homs. La notizia è stata diramata lunedì 7 aprile. Il missionario, che si era sempre rifiutato di lasciare la martoriata città siriana rimanendo come ultimo prete cattolico nella zona controllata dai ribelli islamisti, è stato prelevato da uomini armati e mascherati all’interno del monastero di Bustan al-Diwan, selvaggiamente picchiato e poi ucciso con due colpi alla testa.

  4. Cacciatrice di stelle

    Interessante come questo discorso sia stato riportato: cinquanta righe (o quasi tutto il servizio) e il titolo (che è l’unica cosa che la maggior parte della gente legge) sui preti pedofili. Poi in fondo, in una riga e mezza il riassunto del resto del discorso con accenni.
    Emblematico il fatto che la frase “coi bambini non si scherza” riferita ai tentativi di rieducazione e al loro diritto di avere padre e madre, in televisione è stata riferita ai preti pedofili.

    1. “Anne aveva 89 anni, era un’ anziana signora inglese residente nel Sussex , una vita passata a fare l’ insegnante di storia dell’ Arte.Non era una malata terminale e neanche una disabile, certo la salute era diventata più cagionevole con il passare degli anni ma il cervello le funzionava alla perfezione al punto che…non si dava pace a pensare di passare la fine dei suoi giorni davanti a un televisore o un computer. Lei e la Signora Tecnologia non andavano molto d’ accordo e quindi ha deciso di suicidarsi con assistenza, presso la clinica Dignitas in Svizzera. E’ riuscita comunque a convincere i medici di non avere un ”futuro invidiabile” davanti e che sarebbe morta in una casa di cura. Ma soprattutto ha denunciato la società moderna che ”manca sempre più di umanità”, è anche per colpa della tecnologia. Ad accompagnarla a Zurigo per il suicidio assistito, c’era la nipote Linda, 54 anni, che è rimasta al suo fianco fino all’ultimo momento.”

      (nessuna inqualificabile sottintesa insinuazione circa l’eredità!)

  5. Maccabeo

    Quella del Santo Padre è stata una precauzione, perché ogni volta che la Chiesa protesta contro l’immoralità di certe leggi, ecco che la stampa mondiale ricomincia con la vecchia storia dei preti pedofili, per togliere credito alla voce dei pastori. Purtroppo, però, i giornalisti sono esperti nel fare collage delle parole delle persone, rimaneggiandole secondo il proprio tornaconto

  6. @Giancarlo vedo che il tuo commento (giustamente) è scomparso…

    Non puoi sempre scrivere “di pancia”… conta fino a dieci, di una bella Ave Maria, fatti un blocco di bozze da rileggere dopo un quarto d’ora, prima di “postare”, ma fai qualcosa.
    Lo dico nel tuo stesso interesse. Diversamente squalifichi qualunque cosa tu dica…

    Non scambiare eccessi personali per “sacro zelo” 😉

  7. So che sarò inopportuna e mi attirerò un sacco di contumelie…ma sono prof dentro (pubblica, pubblica), cortesemente un attacco possiamo scriverlo senza apostrofo? Essù, il blog di una giornalista…

    1. admin

      Grazie Lu della garbata segnalazione, abbiamo provveduto a correggere.
      Sono certo che, se ne ha voglia, tra i 1128 articoli pubblicati su questo blog con una media di 3000 battute ad articolo per un totale di circa tremilionitrecentottantaquatTromila battute può trovare, con grande soddisfazione, errori anche ben più gravi.
      Saluti.

      1. LIRReverendo

        @ admin
        Solo per essere sia fuori che dentro, ma quattromila si scrive con due T.
        Per te LIRReverendo

      2. Ma come..non usa più accogliere benignamente le correzioni fraterne? Io forse, con i miei allievi, trascuro un po’ i grandi temi di bioetica, ma non tollero la sciatteria, il vilipendio all’ortografia e la mancanza di umiltà.
        Non mi pare un grande vanto che vi siano errori ben più gravi in giro…

        1. admin

          Parlo sul serio, se si vuole offrire come correttore fraterno del blog accettiamo volentieri.
          Gli errori non sono certo un vanto, ma mancanza di tempo per seguire e gestire meglio questo blog a “conduzione familiare” e che continuiamo a tenere aperto, con grande sacrificio, per puro spirito di servizio; certo non voglio con questo escludere anche una certa dose di ignoranza da parte nostra (le basta questa ammissione sul fronte “umiltà”?).
          Continui pure a segnalarci qualsiasi sciatteria e vilipendio all’ortografia, magari potrebbe coordinarsi con gli altri che ci inviano correzioni via mail…

    2. LIRReverendo

      Più che contumelie semmai di camelie. Tuttavia non accolgo l’essere prof dentro. Se si ritiene pubblica (2 volte) più che essere prof dentro dovrebbe essere prof fuori, in quanto pubblica.
      Costatato che ci si arrovella sul capello, ma Lu è essù, o di quaggiù? Se dal di dentro si è resa pubblica la contumelia, dal di fuori risulta porsi come crudelia.
      Se admin permette, ho apostrofato.
      Sempre LIRReverendo ( tremilionitrecentottantaquattromila e un battuta)

      1. Sara

        Sì, ne troverebbe, poiché molti ce ne sono stati, sia nei post che nei commenti e si evita di star sempre a farli notare per evitare di essere tacciati di pedanteria come è testé capitato a Lu. Però è triste, perché, anche se non muore nessuno, si tratta di una cosa davvero importante, anche se comunemente ritenuta di poco conto.

  8. vale

    @bario
    non. non se ne ricorderà.perché, se vai a vedere, i pisapia di turno sono eletti dallo “zoccolo duro” della sinistra e dei centri sociali( poi lautamente finanziati ad elezione avvenuta) mentre gli altri si astengono in buona parte -al ballottaggio- o a votare non vanno prorpio. alla fine il sindaco è eletto con circa il 30 % degli aventi diritto al voto.se va bene.
    naturaliter sono quelli che,come ricordava joe turner, finanziati dai grandi nomi della finanza( anche in italia basta andare a vedere chi finanzia chi, e chi sono i grandi industriali o banchieri che appoggiano-magari tessera n1 e 2 del pd- chi.)
    e la cosa divertente, si fa per dire,è che i portatori d’acqua di questi personaggi pensano pure di essere degli alternativi che combattono il potere e le multinazionali pure quelle bancario-finaziarie.
    da sbellicarsi.

  9. Giusi

    Ah finalmente! Ecco cosa circola sulla pagina facebook dell’arci gay di Brescia!

    Benvenuto sulla Croce Papa Francesco!

      1. LIRReverendo

        Carissima
        non ti adirare, che semmai stanno incominciando a dialogare. Il loro problema è che hanno solo genitori putativi e non possono di conseguenza credere in un Dio che è Padre. Se riescono ad arrivare all’altare avverrà uno scontro di religioni: noi abbiamo due madri e voi no!!! Noi siamo tre porcellini e il lupo ci aiuta nella fecondazione vitrea!!! E voi no!!
        La differenza di fondo è la seguente: la religione Cattolica che ha due padri, desidera che tutti abbiano un padre, loro non hanno nessun padre e desiderano che non ci sia neanche una madre, ma chissà come sarà un mondo di soli figli…forse è meglio chiederlo a merlin che di certe leggi se ne intende.
        LIRReverendo

          1. vale

            @ giusi
            non so chi sia la delfa,ma un tantinello confusa,parmi: “diritto naturale” contraddizione in termini. forse nei termini suoi.( e che fa riferimento all’art. di hofer sulla confusione voluta del significato dei termini utilizzati)
            visto che il Papa parla di natura e diritto naturale in ben altra accezione…
            poi ho smesso di leggere.tempo risparmiato.

    1. Giusi

      Naturalmente nessuno mai lo inviterà in un talk show a raccontare la sua storia: non è politicamente corretto…

  10. “Ancora poco tempo la luce è con voi. Camminate mentre avete la luce affinché non vi sorprendano le tenebre; perché chi cammina nel buio, non sa dove va. Finchè avete la luce credete nella luce, affinché diventiate figli della luce.”

    [Gv 12 35-36]

  11. francesco

    @Cristina e tutti i sostenitori dell’argomento orfanotrofio: secondo me voi tendete a ragionare troppo in astratto. Mi spiego meglio: prendendo un caso iperuranio di bambino adottabile che nessuna coppia eterosessuale al mondo sia disposta ad adottare ne ora ne mai, penso che tutti noi siamo d’accordo nel convenire che sia meglio avere un genitore solo, o due uguali, che non avere proprio nessuno al mondo. Anche perche’: se la mancanza di un genitore fa danni, come scrive Lopez, moltiplicare i danni per due non migliora la situazione di certo. In questo senso il vostro ragionamento parte da principi certo condivisibili. Il problema e’che quando dall’iperuranio si scende nel mondo reale, risulta veramente difficile non concordare con Alessandro: non ci sono dati certi che fanno supporre che un’apertura delle adozioni ad altri modelli di famiglia farebbe aumentare il numero delle stesse. Non concordo invece, ma questa e’un’opinione personale, con chi per invalidare l’idea attacca l’ideatore: se il concetto e’ “2+2 fa 4”, che l’abbia detta Soros, Hitler o Berlusconi non cambia proprio niente. Cosi’come se il concetto fosse “2+2 fa 5”.

      1. angelina

        Ora mi quadra… 😉

        Vorrei dire basta, per favore, a certi sproloqui sugli orfanotrofi. Come giustamente è stato notato, sono solo questioni astratte. Finchè non ne fanno un’altra (certo….tutto è possibile…), la legge riguardante le adozioni parte dal basilare diritto del bambino ad avere una famiglia. La convenzione dei diritti dell’infanzia, pure
        http://www.unicef.it/doc/599/convenzione-diritti-infanzia-adolescenza.htm

        Ora, va detto che in Italia gli orfanotrofi (Istituti Provinciali di Assistenza all’Infanzia, IPAI) non esistono più da anni, e che anche gli ultimi istituti di accoglienza (i collegi, per capirci) sono stati obbligati per legge a trasformarsi in comunità di tipo familiare che accolgono 6 – 8 minori al massimo. Dove rimane la dicitura “Orfanotrofio” è per mantenere una denominazione storica (puntualizzo perché ho trovato su google un mucchio di ricerche con “orfanotrofio”)
        http://www.minori.it/files/Quaderni_Centro_Nazionale_33.pdf

        Anche nelle comunità di tipo familiare, poi, il collocamento dovrebbe essere temporaneo: se ci sono gravi motivi ostativi al rientro in famiglia, la legge preferisce progetti di affidamento familiare, sempre in base al principio che una famiglia è meglio. L’affido, ad esempio, è possibile anche a single, ma di solito solo per gli adolescenti; la prassi consolidata è che per i bambini ci voglia una coppia di genitori.
        Il motivo per cui è difficile conoscere il numero dei bambini adottabili è legato anche alle diverse competenze (Tribunali, enti locali) su scale territoriali diverse. Soprattutto occorre dire che molti dei bambini in affido o in casafamiglia sono soggetti a provvedimenti restrittivi dell’autorità genitoriale ma NON sono adottabili.
        Mi sono accorta che tra forum e richieste digitate su google sono numerosissime le domande su “dove trovo un orfanotrofio nella mia città per portare qualche giocattolo a Natale” PER FAVORE, facciamo una campagna sull’affidamento familiare, andiamo a fare sostegno nel weekend a ragazzi in difficoltà, offriamo una bella cifra per, che ne so, acquistare un bel divano nuovo: ma BASTA con i giocattoli-a- Natale-per-i-bimbi-dell’orfanotrofio. E’ consumismo anche questo.
        Tornando al tema adozione/affidamento ad omosessuali, la questione si pone unicamente nel caso di affido di minori ad uno dei due genitori che abbia intrapreso una convivenza con un partner dello stesso sesso. Non è adozione, non è neanche affidamento familiare: è una decisione in merito al bene superiore del minore figlio di genitori separati. I casi, mi pare uno a Bologna tempo fa, passati all’onore delle cronache sono stati del tutto strumentalizzati: sicuramente dalla stampa, che non si preoccupa più di approfondire le notizie e procurarsi dati “tecnici”; ma anche da certa magistratura che, se andate a leggere le motivazioni di alcune sentenze, sembra arrogarsi il dovere/diritto di riscrivere le leggi e rivedere usi e costumi in termini di modernità a forza di sentenze.

        Usare l’argomento “bambini abbandonati” per la causa omosessuale è pura strumentalizzazione e soprattutto non ha niente a che vedere con la realtà.

        Scusate la lunghezza.

        1. angelina

          Va aggiunto che l’adozione omosex non ha a davvero che fare con i bimbi orfani, sarebbe solo una scorciatoia per legittimare creature “commissionate”. Una donna può scegliere di non essere nominata al momento del parto, questo automaticamente apre lo stato di abbandono: basta che uno dei due partner (il “donatore”) richieda il riconoscimento di paternità e il gioco è fatto, in barba a leggi 40 e buon senso comune.
          Con buona pace delle schiere di bambini in attesa sul portone dell’istituto. E di certi benpensanti sentimentalisti che si fanno abbindolare dalla retorica del diritto al figlio.

          1. Alessandro

            Grazie Angelina, molto opportune le tue precisazioni che hanno il pregio di richiamare alla realtà, mentre l’ “argomento orfanotrofio” si pasce di astrattezza e prospera solo schivando l’urto con la realtà, che lo frantumerebbe.
            D’altronde tutta la retorica omosessualistica è una gigantesca dichiarazione di guerra contro la realtà.

        1. ….perché Saverio Cristina? Di Saverio ricordo solo che era un partecipante (al blog) intelligente e leale, mai offensivo, e che invece ebbe a subire molti maltrattamenti da parte vs.. Perché ora è diventato Saverio Cristina?

          1. Alessandro:

            “….le adozioni che andrebbero in porto sarebbero in numero tale che, per ciascuno degli adottati, la coppia omo adottante avrebbe “vinto” la concorrenza di una coppia eterosessuale”

            A parte la tua non dimostrazione in assoluto perché “la coppia omo avrebbe vinto” eccetera?

            1. Alessandro

              “A parte la tua non dimostrazione in assoluto perché “la coppia omo avrebbe vinto” eccetera?”

              Ti rendi conto da solo che quello che scrivi è inintelligibile?

          2. @Alvise, non v’è nessuna particolare motivazione nè nulla di così complicato come un cambiamento di sesso…
            Solo, da quanto ha potuto verificare admin, un cambiamento di “profilo di accesso” o “account” o come lo si voglia tecnologicamente chiamare… ma perché presentarsi sotto mentite spoglie?

            Tu poi ricostruisci tutto come sempre massificando (“da parte vs.” ??), ma personalmente io con lui ho dialogato (oppsss) senza problemi o maltrattamenti e credo lui confermerebbe.

          3. admin

            filosofiazzero, faresti bene a circostanziare in maniera dettagliata i presunti “maltrattamenti”, altrimenti si tratta solo di fango gettato su tutti noi. Lo stesso Saverio (che io ricordo come un disturbatore dai toni melliflui, e tutt’altro che leale visto che continuava ad attaccare Costanza per frasi mai pronunciate) ebbe a lamentarsi di mai comprovate “ingiurie” (pensa che è stato così ingiuriato da tornare a farsi “ingiuriare” sotto falso nome).
            Da te filosofiazzero invece attendo link dei maltrattamenti, e per il momento ti saluto.

            1. E quindi al “massificando” si potrebbe aggiungere “calunniando”…

              Ma si sa, Alvise è un puro che qui non ha mai “maltratato alcuno”, con il suo dire 😉

              1. Roberto

                00effe è un’anima sensibile con licenza poetica che si trova profondamente a disagio ad avere a che fare con kattivissimi noi, però non riesce ahinoi a rinunciare alla ns. compagnia.

    1. Giancarlo

      @ francesco

      Meglio l’orfanotrofio che una coppia omosessuale. In un istituto un bambino può comunque trovare delle figure di riferimento molto valide. In una coppia omosessuale trova certamente due persone con gravi problemi.

      1. LIRReverendo

        Che ne pensate se spostiamo l’asse di pensiero?
        1) In Italia al momento a causa delle famiglie (mamma e papà) il problema degli orfanotrofi è già risolto: non si fanno più figli.
        2) Le altre “comunioni sociali” che si potranno chiamare come desiderano: unioni, contratti, aderenze, susseguenze, conseguenze di fatto, ecc. apriranno la possibilità a dover ripristinare gli orfanotrofi: figli di tanti e di nessuno.
        3) Il commercio di bambini è fiorente e remunerativo. Ma dobbiamo costatare che se ti dichiari famiglia Cristiana Cattolica risulta difficile adottare bambini (conosco famiglie che a causa di questo nonostante i requisiti hanno aspettato anche 10 anni).
        4) Adozioni di bambini: perché? Cosa si deve soddisfare?
        5) Il problema si potrà centrare e tentare di risolvere, quando si metterà a fuoco il protagonista della problematica: il bambino.
        Si ridurrebbe ogni tentativo ideologico di renderlo solo “strumento” dei propri egoismi o convinzioni. Si aprirebbe la strada al comprendere chi siamo e a come/dove/verso siamo chiamati a vivere. Accoglieremmo la possibilità di scoprire chi siamo: siamo persone in quanto figli.
        Un figlio necessita di una mamma e di un papà che lo amino per le loro naturali differenze che sono indispensabili alla sana crescita di una persona, e non di surrogati, poiché in quanto persona/figlio non è un possedimento, ma l’occasione e la responsabilità di partecipare al dono della vita che, in quanto tale, quando si aprirà nell’essere persona/figlio, sarà dono per sempre.
        Santa Pasqua dall’LIRReverendo che si presta a contemplare il dono del Figlio che permette di riconoscersi persona

        1. Roberto

          Perfetto, direi. Ma di cosa stiamo parlando, con famiglie che attendono un’adozione per anni? Non scherziamo, questi sono argomenti senza valore e senza ragione, che denotano proprio una mentalità consumistica nella quale un essere umano indifeso viene ridotto a merce.

  12. francesco

    @Giancarlo: giusto, allora rimaniamo sulla prudenza e diciamo che dipende dall’orfanotrofio e dalla coppia omosessuale. In orfanotrofio lavorano anche persone con gravi problemi.

    1. In orfanotrofio (ospedale, scuola, tribunale, marina mercantile, grandi magazzini, televisione, vivai, ricevitorie del lotto) lavorano anche persone con gravi problemi.

      1. Tutti ahimè abbiamo “gravi problemi”…

        Come diceva questa mattina il caro Padre Livio, il nostro grave problema è l’imbecillità con cui usiamo (spesso – ultimamente sempre più spesso) del grande dono della libertà 😉 😐

  13. Alessandro

    Cardinal Caffarra forte e chiaro:

    “Si sta gradualmente introducendo nella nostra convivenza una visione dell’uomo che erode e devasta i fondamentali della persona umana come tale.
    Non è di condotte ciò di cui stiamo discutendo. È la persona umana come tale che è in pericolo, poiché si stanno ridefinendo artificialmente i vissuti umani fondamentali: il rapporto uomo- donna; la maternità e la paternità; la dignità e i diritti del bambino”.

    “Sono in questione le relazioni fondamentali che strutturano la persona umana.
    I fatti accaduti in questi giorni mi costringono in coscienza a dirvi alcune parole. Essi sono noti ai più. La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la proibizione della fecondazione umana eterologa. Un Tribunale ha riconosciuto la così detta maternità surrogata, cioè l’utero in affitto. Un altro Tribunale della Repubblica ha imposto all’anagrafe di un Municipio di trascrivere un matrimonio (si fa per dire) omosessuale. Questi i fatti. Ciò che come uomo, come cristiano e come vostro pastore mi coinvolge profondamente non sono i comportamenti corrispondenti a quelle decisioni. Non mi interessa l’aspetto etico della cosa, e non è di temi etici che parlo. Purtroppo la questione è molto più profonda. È una questione antropologica”.

    “Carissimi fedeli, entriamo nella Settimana Santa. Perché Dio si è fatto uomo? Perché è morto crocifisso? Non c’è che una risposta: perché ricco di misericordia, ha amato perdutamente l’uomo. Ogni volta che ferisci l’uomo; che lo depredi della sua umanità, tu ferisci il Dio-uomo. Tu neghi il fatto cristiano. Ecco perché non ho potuto tacere. Perché non sia resa vana la Croce di Cristo”.

    http://www.emiliaromagna24news.it/lettera-ai-fedeli-del-cardinal-caffarra-la-persona-umana-e-in-pericolo-34310/

    1. Alessandro

      Anche il cardinal Betori ha qualcosa da dire al riguardo:

      “Siamo chiamati, sulla via tracciata da Cristo, a portare nel mondo la luce della verità intorno al disegno che il Creatore ha inscritto nel profondo della sua creazione.

      Si tratta di un compito particolarmente impellente oggi, di fronte a preoccupanti segnali di oscuramento della verità sulla persona umana e sui suoi legami sociali. Voglio richiamarne alcuni aspetti, per la nostra comune riflessione.

      Dopo aver eclissato il ruolo educativo dei genitori, e dopo aver oscurato, fino alla scomparsa, la figura del padre e quindi, correlativamente, della madre, siamo ora testimoni di come se ne vogliano attentare fin le basi biologiche, con una scissione tra dimensione corporale e psicologica della persona che mina alla base l’identità stessa dell’umano. Cosa ne sarà di figli a cui sarà negato conoscere i propri genitori ovvero se ne offriranno loro due contraddittorie e contrastanti figure? C’è qualcuno che vorrà spiegarci come dalla riduzione materialistica della comprensione del mondo ora si sia passati al suo opposto, alla negazione della concretezza dei fatti in nome di un’autodeterminazione senza limiti, che vorrebbe far coincidere la propria volontà di potenza con la realtà fattuale.

      Dopo aver emarginato coppia e famiglia nell’ambito delle relazioni sociali, a vantaggio di un individualismo che per affermarsi ha bisogno di negare i legami, ora si vorrebbe considerare superata la natura di quello che è il legame principale della convivenza sociale, la famiglia, senza cui una società è priva di futuro e muore, un legame che necessariamente invoca la complementarietà sessuale. Non c’è modo di rispettare la dignità di ciascuno e di riconoscere elementari diritti nelle relazioni senza confondere il riconoscimento delle differenze con il trionfo delle equivalenze?

      Non c’è chi non veda come la missione di servire la verità e la giustizia comporti di ristabilire un diritto radicato nella dimensione fattuale, biologica e materiale delle cose, della realtà corporale della persona, dei legami personali. Va ricacciata una cultura del desiderio, che pretende di farsi diritto, una cultura che emargina chi i desideri non può permetterseli o addirittura si trova ridotto a strumento dei desideri altrui, come nel caso dei fornitori (non parliamo di donatori, per favore!) di gameti e delle donne usate per le gestazioni sostitutive.

      Si noti come tutti questi nuovi diritti si collochino sul versante dell’individuo, mentre restano emarginati i diritti sociali, quelli che dovrebbero renderci responsabili verso i poveri…

      Accade che di fronte a questi richiami venga opposto l’invito a farsi carico della sofferenza e del bisogno delle persone, siano esse coppie sterili o legami affettivi in cerca di riconoscimento e sostegni.
      Pensare che tale attenzione possa ribaltare la natura delle cose significa di fatto assumere lo stesso sguardo che abbiamo visto negli occhi di Giuda nella pagina del vangelo di Giovanni di fronte al gesto di Maria di Betania che cosparge di profumo i piedi di Gesù.
      Le ragioni di Giuda sembrerebbero inoppugnabili: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?» (Gv 12,5). Ma i poveri non possono essere un’alternativa all’amore verso Gesù. E Gesù lo svela con una risposta mite ma densa di rivelazione: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me» (Gv 12,7-8). Proprio l’amore verso Gesù ci rende capaci di accogliere nel modo giusto i poveri, e tutti i poveri, quelli di oggi e quelli di domani. La logica compassionevole, e che si presume razionale, di Giuda avrebbe avuto come esito quello di sfamare una sola famiglia povera della Palestina per soli 300 giorni, poi sarebbe tornata la fame.
      La fede in Gesù conduce a una soluzione più ragionevole ed efficace del problema della povertà, perché implica per chi lo segue di farsi carico della vita di tutti i poveri della terra per tutti i loro giorni, riconoscendo in loro il volto del Signore.

      Non si fa giustizia opponendo compassione e verità, i poveri e Gesù e la sua parola. Un umanesimo davvero radicato nel Vangelo nasce da uno sguardo armonico, che unisce realtà e verità, esigenze storiche e fede.

      Questo vale per la nostra vita personale ma anche per la nostra presenza nella società, anche nella forma dell’azione politica, in cui è essenziale rifiutare di essere schiavi del “pensiero unico”.

      Queste le parole con cui Papa Francesco commentava giovedì scorso, alla Messa in Santa Marta, il testo del vangelo di Giovanni in cui i Giudei si rifiutano di credere in Gesù e cercano di lapidarlo: «Anche oggi c’è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente: prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio» (Omelia alla Messa a Santa Marta, 10 aprile 2014).”

      http://www2.firenze.chiesacattolica.it/pls/diocesifirenze/bd_edit_doc_dioc_css.edit_documento?p_id=946236&rifi=&rifp=&vis=4

      1. Questo passaggio è molto interessante e profondo:

        “Pensare che tale attenzione possa ribaltare la natura delle cose significa di fatto assumere lo stesso sguardo che abbiamo visto negli occhi di Giuda nella pagina del vangelo di Giovanni di fronte al gesto di Maria di Betania che cosparge di profumo i piedi di Gesù.
        Le ragioni di Giuda sembrerebbero inoppugnabili: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?» (Gv 12,5).”

        Sappiamo poi che le ragioni nascoste di Giuda sarebbero tutt’altro che inoppugnabili… il Vangelo ci dice che il suo era mero interesse e neppure lecito. perché lui teneva la borsa ed era ladro.

        “Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.”

        Ma nel discorso del Cardinal Betori, forse questo è un fatto incidentale… forse… 😉

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