Per una vecchiaia come compimento della vita

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di Innocenza Laguri

“Condivido quello che hai detto, ma come si fa a vivere una vecchiaia non censurata, non rimbambita, ma saggia e consapevole come auspicavi nel testo precedente?” Così ha osservato mia cognata  che ha letto le cosette scritte e un’altra mi ha ringraziato se posso aiutare …

Inevitabili domande, che impegneranno tutte  le cosette che ho trovato e troverò da sagge fonti. Intendiamoci: quelle  che illuminano la mia esperienza, non teorie.

Comincio da spunti  trovati in un testo  intitolato Le età della vita: accelerazione del tempo e identità sfuggente, Glossa. Sono raccolti gli atti di un convegno che a sua volta si ispira al bel libro  di R. Guardini  Le età della vita. Consiglio tutti e due i libri. Continua a leggere “Per una vecchiaia come compimento della vita”

Due questioni poco popolari

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di Innocenza Laguri

Ci sono due  questioni che mi impegnano molto, avendo 68 anni , interconnesse e molto censurate: la vecchiaia e la morte.

Pochi anni fa è uscito un libro di un giovane, acuto, scrittore e filosofo francese, convertitosi dopo un sofferto e impegnato itinerario, il libro si intitola  Farcela con la morte ( Il titolo francese è ancora più penetrante: Réussir la mort) L’autore si chiama Fabrice Hadjadj  Confesso che, siccome mi annoio facilmente nelle attese e porto spesso con me  un libro,  durante il tempo di lettura  ho deciso di ricoprirlo perché in metrò chi vedeva il titolo faceva qualche ironia. Non parliamo di quando ho voluto regalarlo, per esempio a Natale. Mio fratello, malato di cancro al pancreas coraggiosamente non si è offeso, mi ha detto: aspetto a leggerlo negli ultimi giorni, ma poi il male l’ha travolto e non l’ha più letto. Continua a leggere “Due questioni poco popolari”

Inseguito dalla luce

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di Paolo Pugni

Non se ne va, ritorna con deliberata crudeltà. E tormenta. La viola d’inverno. Che ormai m’accompagna la sera e non si schioda dai miei pensieri.

Anche oggi, m’attraversa l’orizzonte la notizia che è morto quel bimbo per cui si pregò molto qui su queste pagine.

Si rincorrono i dolori.

Ottobre aveva i colori di novembre: scopro con brutale durezza di un amico morto nel 1999, quando le notizie giravano ancora solo per telefono, ed è come se m’avessero colpito oggi. Poi come una esplosione arriva un sabato un grido: il figlio venticinquenne di comparrocchiani, ben noti e apprezzati, è volato su da un dirupo del Resegone direttamente in cielo. E il quartiere è stato scosso, segnato, come tagliato a pezzi.
Perché la roccia gli s’è fatta sabbia nelle mani e la ghiaia assassina ha negato la presa. Venticinque anni. Continua a leggere “Inseguito dalla luce”

Margherita adesso è Tua

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 di Paolo Pugni

Io non posso stare sveglio con le mani nelle mani, troppe cose devo fare prima che venga domani.

Era Margherita. Era la prima canzone in cui Cocciante sorrideva, amava, urlava la felicità.

Era.

Era Margherita. Era tre banchi di fianco. Era un sorriso sommesso. Era l’università rimandata. Era un’amica riemersa –miracoli di Facebook?- era una della terza C, anzi no, perché al terzo anno aveva cambiato sezione, ma era comunque una di noi del ginnasio. Continua a leggere “Margherita adesso è Tua”

Parla Peter Singer, guru dell’aborto eugenetico e dell’infanticidio

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di Giulio Meotti    Il Foglio  11 marzo 2008

Una mattina di aprile del 1999, decine di disabili manifestarono davanti all’ingresso della Nassau Hall, all’Università di Princeton. Quel giorno il filosofo Peter Singer avrebbe assunto la direzione della cattedra di bioetica più prestigiosa al mondo. Sylvia Nasar sul New York Times aveva appena paragonato il suo ingaggio a quello di Bertrand Russel al City College di New York. Quel giorno i disabili dell’organizzazione Not Dead Yet scandivano il loro oltraggio contro il nuovo Jeremy Bentham, lo chiamavano “l’uomo più pericoloso del mondo”. L’ateo pro life Nat Hentoff nei suoi editoriali chiedeva all’università di cacciare quel “professore dell’infanticidio”. Diane Coleman, la fondatrice di Not yet dead che aveva per anni manifestato contro Jack Kevorkian fuori dai tribunali, ha scagliato un nuovo anatema contro Singer : “Nessuno deve dimostrare di essere persona”. Continua a leggere “Parla Peter Singer, guru dell’aborto eugenetico e dell’infanticidio”

Sposati, Lady Oscar!

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di Maria Elena Rosati    trenatmenouno

Come molti bambini nati nei primi anni ’80, sono cresciuta con i cartoni animati giapponesi. Quelle serie lunghe, che duravano un’infinità di puntate, e che parlavano spesso di robot, di amici magici, di ragazzini che facevano sport.

Il mio preferito, su tutti, senza gara, è Lady Oscar. Lo sa bene la mia amica Barbara,  con cui ho commentato quasi tutte le puntate, per telefono,  durante tutta l’adolescenza.

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Come agnelli tra i lupi

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Ecco lo sguardo di un sacerdote che fissa negli occhi coloro che dopo due secondi lo fucileranno. Niente odio, nessuna paura della morte.

La foto-agenzia EFE, riflette il volto di un sacerdote spagnolo, catturato dai miliziani repubblicani durante la guerra civile spagnola, alcuni momenti prima di essere fucilato il 18 di agosto del 1936. L’autore dell’istantanea è il fotografo tedesco Hans Gutmann.

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La morte che santifica

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di Sergio Sessa

È un pensiero che è nato in me in questi giorni, alla luce della celebrazioni di alcuni funerali di questi ultimi tempi riguardanti persone “eccellenti” legate al mondo dello spettacolo o famose per altri motivi. La morte è sempre un argomento strano di cui discutere e su cui riflettere; provoca nelle persone un senso di disagio e una volontà immediatamente conseguente di liquidare rapidamente il discorso, rapidità che a volte (sempre) mi lascia a dir poco perplesso. Continua a leggere “La morte che santifica”

L’angolo di Paradiso

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di Maria Elena Rosati   trentamenouno

Non so quante volte ho visto il film “Ghost”. So solo che tutte le volte che lo trasmettono, pur conoscendo a memoria la storia, ci casco e torno a guardarlo come se fosse la prima volta.

Mi emoziono sulla scena del vaso e tutte le volte che lui dice “idem” invece di “Ti amo” a lei, mi commuovo quando sparano a lui, rido quando lui incontra Whoopy Goldberg, mi indigno al tradimento dell’amico, e così via fino alla scena finale, quando lui ritorna su, dove lo aspettano.

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E se invece….

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di Maria Elena Rosati   trentamenouno

E’ vero, in questi giorni prolungati di assenza, mi sono guardata molto intorno, e mi sono riempita le orecchie di alcune parole particolarmente ricorrenti di questo periodo, legate ai fatti di cronaca delle ultime settimane: vita, morte, vittoria, risurrezione, umiltà, esperienza, viaggio, tributo, ricordo, dolore, rabbia, vergogna, noia, immortalità. E ho avuto l’ennesima conferma che in questa fase di crisi e di smarrimento generale, le nostre cronache ruotano intorno a storie di disperazione e morte.

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La concentrazione quando muoio

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di Emanuele Fant 

Il mio insegnante di scuolaguida un giorno mi lasciò a bocca aperta: “Adesso non azzecchi una marcia. Io ti dico, però, che arriverà un momento in cui saprai guidare mentre parli col vicino e regoli il volume dell’autoradio”. Quella desiderabile capacità-multitasking sarebbe stata la conferma che la guida faceva ormai parte delle mie abilità, così interiorizzata da seguire di per sé i suoi protocolli, senza intervento razionale. Conoscendo la mia poca attitudine ai motori, la profezia mi sembrò campata in aria. Eppure, quel giorno venne davvero. Tutt’oggi, specie con due bimbi, so fare un gran numero di cose mentre guido. Anche, ad esempio, scrivere parte di questo post. Fine della premessa. Continua a leggere “La concentrazione quando muoio”

Requiem

di Andrea Torquato Giovanoli

Oggi abbiamo appreso che il fratello di una nostra amica ieri è morto. Senza  nessun tipo di preavviso è stato colto da un infarto: aveva appena trentaquattro anni, e lascia nello sconcerto e nel dolore una giovane  compagna e due bimbe di quattro ed un anno. Continua a leggere “Requiem”

E’ festa nel cielo!

de L’OMO SALVATICO

Si narra che Santa Francesca Romana fosse salita in cielo tra una nuvola di fiori. La scena è riportata in uno straordinario affresco nel monastero di Tor de’ Specchi. Ceccolella è in preghiera al suo capezzale circondata dalle sue sorelle. Un tappeto di mille colori la sospinge verso l’alto dove viene accolta tra le braccia del Risorto nel tripudio gioioso di angeli e santi, la chiesa bella che ci guarda dal cielo. Continua a leggere “E’ festa nel cielo!”

Aggrappati alla croce

Il 6 novembre a Milano, Giacomo, di 12 anni, moriva in un tragico incidente mentre tornava a casa in bicicletta. Il nostro amico Giovanni ci ha fatto avere la lettera commovente, piena di dolore e di speranza  che Don Fausto, il parroco dell’oratorio dove Giacomo andava a giocare,  ha scritto ai suoi ragazzi.

Cari ragazzi,

scelgo, in questo momento della vita del nostro oratorio, di scrivervi questa lettera. I motivi sono diversi. Il primo è quello di dirvi l’affetto che nutro per ciascuno di voi: domenica sera, dopo la preghiera, vi guardavo mentre sostavate nel cortile, sotto il campanile. Mi sono accorto che vi voglio bene. continua a leggere