Ma la morte no…!  (Di cosa parliamo quando parliamo di limite)

di autori vari

 

disegno di Mario Barbieri

disegno di Mario Barbieri

di Mario Barbieri
E’ di qualche giorno fa la notizia secondo la quale, una donna inglese di 59 anni, si è rivolta al tribunale dell’Alta Corte per poter essere sottoposta ad un intervento di fecondazione artificiale utilizzando, ovuli della figlia morta 4 anni fa di cancro a soli vent’anni. La giovane, sapendo di essere malata, aveva fatto congelare i suoi ovuli nella speranza di poter guarire e poter poi avere dei bambini (non è chiaro qui il passaggio …se fosse guarita avrebbe potuto poi avere figli… a meno che non vi fosse stata un’isterectomia, ma tralasciamo il particolare).

Al di là della tragica vicenda che vede un giovane ragazza, una figlia, morire di cancro e tutto il dolore che un simile fatto porta con sé (è una realtà che si muore e anche giovani e anche all’improvviso, per un incidente o altro…), la situazione ha del paradossale e qualche considerazione sul fatto in sé, non tanto sulle persone coinvolte, si possa e si debba fare. La donna in questione ha 59 anni, più un’età vicina all’esser nonna che non all’esser madre… venisse al mondo questa creature, a 10 anni la madre/nonna ne avrebbe ormai 70.

La figlia (morta) desiderava tanto un figlio, bene e meno male, ma è certa la signora che la figlia avrebbe desiderato questo figlio venisse al mondo partorito dalla propria madre?

E nel caso, a chi l’onore e l’onere di fecondare l’ovulo della giovane defunta?

Insomma… veramente un gran pasticcio, tralasciando – come sempre in questi casi – la domanda: che si dirà a questo figlio quando sarà grande? “Tua madre (?) era già morta da 5 anni  quando sei venuto/a al mondo (ipotizzando un rapido evolversi della cosa). Geneticamente sei figlio suo (e di chi altro?), ma ti ho portato in grembo e partorito io… che sarei tua… (??) nonna”.

Ma soprattutto, come vivrà lui o lei la ferale scoperta?!

Ad ogni modo, tralasciando questa aggrovigliata e penosa (me lo si lasci dire) vicenda, c’è una cosa che balza agli occhi: l’incapacità dell’Uomo (poco importa se qui è coinvolta una donna) ad accettare la sua Storia, ma soprattutto, ad accettare la MORTE!

Già! Accettare la morte di una figlia in questo caso, accettare che la sua vita, quanto meno terrena, si sia interrotta a soli vent’anni. Accettare che le nostre proiezioni anche sulla vita altrui, subiscano un brusco “risveglio” (non vedere crescere questa figlia, non vederla sposata (non necessariamente), non vederla mettere al mondo un figlio, non avere un nipotino, ecc, ecc.).

E così, giacché la “scienza” ce lo permette – e su questo ci sarebbe molto da riflettere e da discutere, perché viva il progresso, ma senza certi “progressi” a nessuno sarebbe neppure venuta in mente una simile rocambolesca idea – facciamo questo doppio salto mortale con avvitamento carpiato, coefficiente di difficoltà 9,8 (e non è solo in senso metaforico…) e diamo una svolta alla nostra storia, al “destino” avverso e crudele, rimettiamo nella giusta carreggiata la nostra vita dopo questa inattesa e infausta “sbandata”…

Diamoci la Vita! Diamo la vita a questa creatura, che forse non sarebbe comunque mai venuta al mondo. Ridiamo in qualche modo vita a questa giovane prematuramente (?) scomparsa… già, c’è anche questo… Che se la scienza ci fosse arrivata, si può stare certi che forse una bella figlia di Frankenstein ci sarebbe saltata fuori.

Lo so, apparirò gretto e insensibile, di un’ironia crudele… ma non è questo. E’ un amaro stupore e forse un’irritazione profonda di fronte ad una intelligenza che sembra completamente obnubilata. Perché a questo punto, non si tratta neppure di avere la Speranza della Fede, la certezza della Fede su cui si poggia il sapere che la morte è stata vinta, che questo vivere poco o tanto che sia in anni o giorni, è solo un passaggio, che ci attende  la Pasqua. Qui si tratta di stare nella realtà, nella concretezza della vita, anche la tragica, dura, concretezza della vita e di lì partire o ri-partire.

A chi giovano queste “fughe in avanti”, questi deliri di onnipotenza. A chi giova questo credere di potersi plasmare la storia e la vita?

 

39 commenti to “Ma la morte no…!  (Di cosa parliamo quando parliamo di limite)”

  1. Il progresso tecnologico è sospetto a Mario; sopravviveremo; Prometeo è antipatico a Mario: proveremo a superarlo; invece il buon vecchio mondo antico è molto gradito a Mario: prendiamo atto; facciamo solo notare, col dovuto rispetto, che da secoli in Occidente la scienza – senza virgolette – ha sostituito la teologia o la filosofia e che comprendiamo l’opposizione di Mario allo stravolgimento della Legge Naturale ma non possiamo capirne lo stupore: da 400 anni la Chiesa ha perso il controllo sulla ricerca e non possiamo, né noi né Mario, affettare sconcerto ; anche a me le possibilità della biologia sembrano a volte inquietanti ma tenterò di sopravvivere perché se facessimo tutto come ai tempi di Abramo o di Davide o di Salomone sgozzeremmo ancora ovini durante le feste e io ho orrore del sangue; pare invece che addirittura nelle religioni e nelle loro liturgie ci sian stati vistosi cambiamenti manco fossero discipline artistiche o sportive; il futuro da romanzo di Ph. K. Dick – replicanti e ingegneria genetica – magari non sarà roseo ma io e credo anche Mario siam nati in un secolo che ha visto 2 Guerre Mondiali: fatico a credere che il futuro possa essere peggiore; ma magari sarà il mio ottimistico strabismo illuministico ad accecarmi.

    • paolopancio, ma quindi come giudichi il fatto di questa donna ?

    • Caro paolopancio quel che ti sfugge del tutto (preso da una posizione preconcetta) è che la questione sta in “certi progressi” (o supposti tali) o se proprio bisogna spiegartelo perché per il motivo di cui sopra non ci arrivi, l’uso del “progresso” o che della sua applicazione si fa in svariati campi.
      Ma per te ovviamente tutto è buono (beato te)…

      Come l’utilizzo della ricerca sull’atomo, sfociato in bombe atomiche che non sono rimaste mero esercizio di laboratorio.
      Naturalmente questo non ha non ha nulla a che vedere con il completo smarrimento del concetto di Etica (di cui la Teologia per centinaia d’anni è stata anche garanzia) applicato al Progresso alle Scienze, vero?
      (risparmiaci ti prego la filippica sui vari miti dei periodi oscurantisti ecc, ecc.)

      Progresso e Scienze che qualunque mente non chiusa in pre-concetti, ha la capacità di riconoscere quanto siano dovuti alla Chiesa stessa (studia paolopancio invece di fare della facile ironia).

      Ma a paolopancio piace cosi… d’altra parte nella suo conclusione ha una vera e propria illuminazione. Illuministica non saprei, umana certamente si. 😉

  2. L’ha ribloggato su ❀ Rоѕa ❀e ha commentato:
    L’ONNIPOTENZA ALL’ENNESIMA POTENZA
    NON SI PUò ACCETTARE !

  3. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Riflettevo ieri su un fatto. Il fatto che cose come questa siano diventate ‘bandiere’ della cosiddetta sinistra e dei cosiddetti progressisti. Che quarant’anni fa si sarebbero vergognati di portare avanti cose come l’utero in affitto, i matrimoni omosessuali, l’eutanasia attiva, e tante cose che, da sempre sono state viste come ‘bandiere’ del laicismo, del ‘liberalismo, radicali ed anarchiche… Però riflettendoci, la sinistra storica, tradizionale, è stata sconfitta su tutta la linea sui suoi temi. Queste sono battaglie di retroguardia, fatte con tanta virulenza forse solo per dire di… aver vinto qualche cosa… Peccato che ad essere sconfitti siano i propri ideali…

    • Peccato Luca che il vero sconfitto sia l’ UOMO…
      Quello di sinistra, quello di destra, quello non credente come quello credente (quando cede a questa mentalità) 😞

      • @ Bariom

        non dici delle stupidaggini, non a caso c’è un antico proverbio toscano che dice: “ogni muta, una caduta”; però, non ti sorge il dubbio che tutte le volte, in cui c’è stato un grande cambiamento storico, il quale ha portato con sè, inevitabilmente, cambiamenti di mentalità, ci sia stato qualcuno che ha visto in quei mutamenti una “sconfitta dell’uomo”?
        Pensiamo ai cambiamenti epocali conseguenti, per es.: alla fine dell’impero romano, alla riforma protestante, all’illuminismo, alla Rivoluzione francese, ai risorgimenti, alle rivoluzioni industriali, non credi che, anche in quelle occasioni, ci sia stato qualcuno che abbia detto: “il vero sconfitto è l’uomo! nulla è più certo! il mondo che seguirà, sarà un caos!”
        Eppure nonostante ciò, il mondo e l’uomo sono andati avanti, “tosti e tristi” più del mitico Franti.
        Non voglio aprire una polemica, ma non ritieni che quanto sopra descritto, possa essere considerato un’efficace descrizione della realtà? A69

        • A69 e tu puoi forse dire che sconfitte dell’Uomo (spesso auto-inflitte) nella Storia non ve ne siano state?
          Voi che facciamo un elenco?

          Sconfitta dell’Uomo è sconfitta di una battaglia, non necessariamente delle guerra… sconfitta epocale o personale non c’è differenza.

          Credi poi che un credente possa vedere nella sconfitta la parola fine? Tutt’altro…
          La questione quindi non è “qualcuno ha detto…” perché in realtà si ingannava o aveva manie di persecuzione.
          Ma non vedere cadute e sconfitte non è segno né di realismo, né di intelligenza.

          Senza polemica alcuna.

          • @ Brariom

            che, per un cristiano (il quale ha, per fede, la garanzia che Cristo vincerà la “battaglia finale”) tutte le sconfitte, nel corso della storia, non rappresentino la FINE, è ovvio.

            Che si debbano vedere e non ignorare le cadute le sconfitte, è pure ovvio.

            Però le sconfitte non hanno sempre (anzi praticamente mai) un significato ed una portata UNIVOCI, spesso comportano, anche se non sono viste subito, delle conseguenze positive. Per es. la fine del potere temporale dei papi, lì per lì è stata vista come una jattura, ma, in prosieguo, si è rivelata un bene per tutti o quasi. A69

            • A69 oramai siamo al limite dell’ovvio, quindi forse meglio tornare al soggetto dell’articolo…
              Per cui secondo quanto dici sullo specifico episodio inutile commentare… Piuttosto gaudenti dire: “chissà quante belle novità ci porterà simil cosa, di cui tutti certo beneficeremo…” (?)

              Non so, vedi tu…

  4. Non mi sembra sia un pensiero gretto e insensibile, semmai un pensiero realista, estremamente realista…la realtà è fatta di punti di vista e questo è uno…e condivido…”giacché la “scienza” ce lo permette – e su questo ci sarebbe molto da riflettere e da discutere, perché viva il progresso, ma senza certi “progressi” a nessuno sarebbe neppure venuta in mente una simile rocambolesca idea”…applichiamo lo stesso pensiero all’eutanasia…il vero sconfitto è l’uomo, come scrive Bariom…ogni uomo…

  5. …dire che “il vero sconfitto è l’uomo” è voler dire tutto e non dire nulla!

  6. Bariom:

    ..che vuol dire “essere uomo”? Questa è la prima cosa da sapere. Poi, eventualmente, a seconda della risposta
    (se è possibile dare una risposta) si potrà dire quando l’uomo è “sconfitto” e quando no.
    O tu pensi che l’uomo non sia sconfitto solo quando segue la strada che seguiresti te (ammesso che tu segua una qualche strada)?

    • Allora facciamo così Alvise, visto che tu presumi sapere che per me essere Uomo e seguire un’unica strada, quella che eventualmente – e non è detto – seguirei io, dimmi tu che vuol dire “essere uomo”.

      In ogni modo, giusto per chiarezza, io ho affermato quando secondo me è sconfitto, NON che non è sconfitto solo se…

  7. …ma sconfitto chi? quale uomo? e perché? l’uomo post-biologico? per il fatto che non si abbandona alla “biologìa” per natura? te invece non sei sconfitto perché segui la natura? o la tua natura? quale natura? sei un naturista

  8. Mi ricorda un film visto tempo fa: Womb.
    Qualcuno lo ha visto?
    Racconta la storia (ipotetica, per fortuna) di una donna che grazie alle biotecnologie diventa madre del clone del proprio fidanzato morto in un incidente stradale.
    Il dolore per l’improvvisa perdita e la mancata accettazione del lutto la porta ad essere madre e poi amante di un essere “prodotto” su misura per soddisfare il desiderio di ricreare chi non c’è più per cercare di dare un seguito a ciò che avrebbe potuto essere ma non è stato.

    • Mamma mia che orrore!

      • Ben “riapparso” Giancarlo…
        😉

        • Grazie Bariom, grazie soprattutto a Costanza ed Admin che nuovamente mi danno la possibilità di intervenire. Questi mesi di forzato silenzio sono stati un salutare bagno di umiltà che, spero, mi aiuterà, in futuro, ad essere meno arrogante.

          Un saluto ed un ben ritrovati a tutti gli amici vecchi e nuovi del blog.

          Un particolare e caloroso saluto ad Alvise.

  9. paolo pancio: “… proprio non vi stimo intellettualmente o moralmente”

    Grazie per la chiarezza, vorrà dire che ti aiuterò io a superare questa strana perversione che ti porta a frequentare gente sgradevole.
    SALUTI

  10. admin:

    …tanto valeva che tu lo pubblicassi tutto, se poi ne hai pubblicato quella parte qui sopra!
    Cosa c’era scritto in quell’altra parte (non pubblicata)? Tanto per sapere. Bariom permettendo!

  11. …riassumendo: viene scriito qualcosa da fare leggere a noi lettori: molto spesso vengono presentate aberrazioni umane contronatura, uteri in perstito (pagando), aborti e omicidi di bambini già nati, embrioni congelati e da congelare,
    eutanasie, popoli senza dio eccetra… O qualcheduno interviene dicendo che sì, tutto questo è la morte dell’uomo, o sennò è un imbecille in mala fede polemico eccetra?

    • Riassumendo tu come altri qui, siete a fare commenti di segno opposto. Ci siete da tempo e mi pare ancora ci restiate (e a me personalmente ca benissimo…) quindi di che vai cianciando?
      Se poi vuoi negare a chi amministra un blog il diritto di pubblicare o meno ciò che ritiene pubblicabile o che debba prima passare dalla tua (o la mia) valutazione nonché approvazione, mi pare tu stia proprio cianciando solo per amore di polemica…

      Il tuo “riassunto” quindi al massimo può dirsi “congettura” 😉

      • …non ho messo affatto in dubbio il diritto dell’amministratore di pubblicare quello che vuole, osservavo solo che non c’è (quasi) mai riconoscimento reciproco, ma solo, sembra, sia gradito l’elenco ulteriore e/o l’approvazione delle critiche contro (quasi) tutto lo snaturato genere umano errante e perdurante a errare (perdurare diabolicum!). Da una parte il popolo errante nel suo sudiciume, dall’altra il popolo del retto pensiero, quello vero, naturale, davvero unico, certificato e certificabile sempre.

        • Sei monotono Alvise… e cmq tu sei qui.
          Rientri nella casistica del “quasi”?
          E fai parte di quale parte di popolo?
          😏

    • Pubblico quello che mi pare, dovresti saperlo ormai.
      Mi sta bene che si abbiano opinioni diverse quello che non ho mai sopportato sono le persone che ci disprezzano ma pretendono di avere spazio, è inaccettabile perché manca proprio il presupposto al confronto cioè il riconoscimento reciproco che va oltre le opinioni.

    • La seconda che hai detto.

      • “La seconda che hai detto” era per Alvise che scriveva:
        “O qualcheduno interviene dicendo che sì, tutto questo è la morte dell’uomo, o sennò è un imbecille in mala fede polemico eccetra?”

  12. Il progresso scientifico e tecnologico apre a un’infinità di scelte in più rispetto a prima. Richiede molta più capacità e velocità di discernimento, rispetto a 100 anni fa. E’ difficilissimo! Siamo in continuazione nella posizione di dover riconoscere il bene dal male, il vero dal falso (penso alle relazioni sociali virtuali, alcune delle quali diventano pure vere amicizie o matrimoni, ma spesso creano solo illusorie aspettative di poter conoscere una persona selezionandola alla base. Poi, quando questa diventa “vera”, spesso arriva lo scontro, poi la delusione, il senso del fallimento e la convinzione che non esistono rapporti duraturi). Ammiro moltissimo le tante persone che sanno vivere bene questi nostri tempi, prendendo il buono e lasciando il cattivo.

  13. Leggendovi mi domando, ma perché non si da voce alle vittime? Ci sono già casi analoghi, esistono. Perché quelli non vanno ascoltati, confrontati, presi in esame. E’ possibile che nessuno vede che in particolare nel campo medico\scientifico si stanno accettando tantissimi compromessi in nome del progresso, per mero interesse economico. Riflettevo su una immagine postata su uno dei tanti forum-insulto di Adinolfi, dove c’è un bambino che innalza un cartello su cui c’è scritto “io amo i miei 2 papà”, ma secondo voi quel bambino è obbiettivo? Potrebbe mai capire cosa ha perso e cosa potrebbe perdere nel futuro? E stiamo facendo questo nel nome del progresso… E c’è anche chi ha da contraddire?
    Mi sembra già di averlo vissuto, no?

    • Dario, infatti. I bambini si affezionano comunque a chi li ha cresciuti. Quindi si affezionano anche a 2 papà. Ma credo che vedendo un bimbo come loro, con la madre, gli si risveglierebbe la voglia di averne una, di sapere che si prova ad essere consolati, accarezzati da una mano femminile, sentirsi parlare con un tono di voce tenero, essere stretti al corpo morbido di una mamma (o, se ha 2 mamme, vorrebbe sapere che si prova ad avere un papà, che nell’immaginario dei bambini è un eroe che salva e protegge, e questa è, secondo me, un’enfatizzazione della realtà che rispecchia i bisogni più profondi del bambino). Mentre invece non credo proprio che un bambino che ha mamma e papà possa invidiare sul serio un compagnetto con due papà o due mamme, o una nonna al posto della mamma o quant’altro. Al massimo la situazione anomala può suscitare curiosità.

  14. “…perchè in verità vi dico: se avrete fede quanto un granello di senapa, direte a questo monte : Trasferisciti di qui a là, ed egli si trasferirà, e niente vi sarà impossibile”. (Mt. 17, 20)

    “Testimoniare” cosa, sennò?

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