Cara Marisa…

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di Paolo Pugni

Cara Marisa

che dono infinito mi hai fatto! Perché non solo mi hai dato la vita, ma l’hai caricata di quella gravità che tocca solo ai sopravvissuti, agli scampati. A chi esce da un massacro per un colpo di fortuna, perché l’hanno creduto morto, o qualcuno s’è preso le pallottole per lui.

Oggi ho rubato un sussurro che m’ha gelato il cuore, prima di accenderlo. Parlavano di santi e beati e s’è fatto il nome di quella Gianna che fece il gran rifiuto per muovere il cielo e le altre stelle. E si diceva che nell’accettare la vita eterna per offrire quella terrena alla nascitura, stava proteggendo i figli già nati, che se avesse scelto la sua di esistenza a costo di sopprimere l’altra, che eredità avrebbe lasciato? Non avrebbe forse affermato che la sua vita era più importante della loro? E che era solo un caso che loro fossero vivi e non soppressi dai colpi di una battaglia di sopravvivenze. Continua a leggere “Cara Marisa…”

Caro Ernesto…

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di Paolo Pugni

Caro Ernesto,

spiegamelo questo dolore che vorrei non conoscere mai. Spiegami questo tuo vagare per stanze vuote, nella penombra –che ormai tutta la vita è penombra- per tapparelle mai sollevate tutte, per luci lasciate spente.

Fammi capire cosa si prova con questa solitudine di ritorno, che ha voglia Vecchioni a cantare che non si è soli se qualcuno se ne è andato, si è soli se qualcuno non è mai venuto, non è vero. è vera e te la vedo negli occhi, ti vibra dentro la voce, quando sorridi.

Com’è restare in silenzio, non sentire più la voce? Continua a leggere “Caro Ernesto…”

Lettera ai reggitori di popoli

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A tutti i podestà e consoli, magistrati e reggitori d’ogni parte del mondo, e a tutti gli altri ai quali giungerà questa lettera, frate Francesco, vostro servo nel Signore Dio, piccolo e spregevole, a tutti voi augura salute e pace. Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina.  Vi supplico perciò, con tutta la reverenza di cui sono capace, di non dimenticare il Signore, assorbiti come siete dalle cure e preoccupazioni di questo mondo e di non deviare dai suoi comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai comandamenti di lui, sono maledetti e saranno dimenticati da lui.

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Vita da single cattolico

Abbiamo ricevuto questa mail di un lettore che preferisce rimanere anonimo che pone una questione interessante.
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Ok, ora si dirà che ci sono cose peggiori, che in realtà c’è gente che soffre (davvero). Va bene, sono d’accordo. C’è gente che nel mondo muore di fame, di malattia, per la guerra ecc. Non lo nego, nella maniera più assoluta. Ma al mondo c’è sempre chi sta peggio di te, e quindi alla fine nessuno dovrebbe lamentarsi di nulla.
Però, se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi mesi, è che ogni sofferenza risuona in modo diverso in ognuno di noi, e quindi va ascoltata.
Certo la sofferenza di cui voglio parlare non è paragonabile a chi vive nelle più grandi difficoltà. Ma è una sofferenza che esiste, e ogni tanto andrebbe rispolverata: sto parlando della sofferenza di chi è affettivamente solo.

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Lettera aperta a Benedetto XVI

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di Ivan Quintavalle

Mio dolce Benedetto, sono giorni strani sa?! C’è una strana atmosfera da queste parti.

L’euforia è tanta, il mondo sembra improvvisamente in via di conversione. Forse è proprio così, lo spero vivamente. Eppure, io, non riesco ad essere allegro.

Poco importa. Ma cerco di capire il perché. Stanotte, ho cercato di fare chiarezza nel mio cuore. Purtroppo, non avendo la sua santità, non posso vivere tutto questo con la sua stessa serenità d’animo. Continua a leggere “Lettera aperta a Benedetto XVI”

Lettere al tempo dell’Ipad

di Maria Elena Rosati   trenatamenouno

Cinque anni fa veniva presentato il principe degli smartphone, quello con la mela per intenderci. Molto più di un telefono: uno strumento che ha spalancato le frontiere della comunicazione, semplificato l’approccio alla telefonia, rivoluzionato il modo di ascoltare la musica, di vivere lo spazio e il tempo e, sospetto, anche il modo di versare il ketchup sulle patatine.

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Al posto del post

Costanza si “riposerà” il fine settimana.

Vi proponiamo questa divertente recensione del libro,  che uscirà sul mensile di opinione  L’ago e il Filo

Un epistolario. Già il genere non è più molto in voga. Quando poi a scrivere ad amici e figli vari è la mamma di quattro pargoli, con un lavoro impegnativo (è giornalista al Tg3 dopo aver sfangato il corso della scuola di giornalismo Rai di Perugia e aver atteso una decina d’anni l’assunzione con una miriade di contratti a termine), una casa da mandare avanti e un marito (qualche volta) da accudire, c’è già del miracoloso.

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In vacanza con Jonathan

Se io fossi la donna nobile e spirituale che millanto di essere, aspetterei il venerdì per meditare la passione di Gesù, magari seguendo la bellissima via crucis di Santa Faustina Kowalska. Siccome invece sono una persona normale, con una certa tendenza, volendo, anche al trash, la prima cosa che leggo il venerdì al lavoro è la posta del cuore di Natalia Aspesi, e, diciamo la verità: non sono l’unica tra le colleghe.

Leggere le vicende amorose lì esposte mi fa sentire un po’ superiore, lo ammetto. Talmente sono squinternate le storie esposte, e talmente sono lontane dal mio pensiero le risposte.

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