Lettera ai reggitori di popoli

di autori vari

san-francesco

 

A tutti i podestà e consoli, magistrati e reggitori d’ogni parte del mondo, e a tutti gli altri ai quali giungerà questa lettera, frate Francesco, vostro servo nel Signore Dio, piccolo e spregevole, a tutti voi augura salute e pace. Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina.  Vi supplico perciò, con tutta la reverenza di cui sono capace, di non dimenticare il Signore, assorbiti come siete dalle cure e preoccupazioni di questo mondo e di non deviare dai suoi comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai comandamenti di lui, sono maledetti e saranno dimenticati da lui.

E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di possedere saranno loro tolte. E quanto più sapienti e potenti saranno stati in questo mondo tanto maggiori saranno i tormenti che dovranno patire nell’inferno. Perciò io con fermezza consiglio a voi, miei signori che, messa da parte ogni cura e preoccupazione, riceviate volentieri il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo in sua santa memoria. E siete tenuti ad attribuire al Signore tanto onore fra il popolo a voi affidato, che ogni sera si annunci, mediante un banditore o qualche altro segno, che siano rese lodi e grazie all’onnipotente Signore Iddio da tutto il popolo. E se non farete questo, sappiate che dovrete renderne ragione a Dio davanti al Signore vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio.
Coloro che riterranno presso di sé questo scritto e lo metteranno in pratica, sappiano che saranno benedetti dal Signore Iddio.

San Francesco d’Assisi

 

 

 

69 commenti to “Lettera ai reggitori di popoli”

  1. Che dolce Renzi oggi, a chiedersi che paura possano fare due persone che si amano. Chissà che paura gli facevano invece nel 2007, quando in piazza incarnava la linea più ferma contro i Dico…

  2. Certo che se colui che ne ha preso il nome scrivesse al Parlamento italiano una lettera simile…… Ah già sarebbe immischiarsi….

    • Sputazzi di qua e ironiche reprimende di là …una vera “castigamatti”!
      😛

      • @Giusi
        Nell’articolo:
        “Un buon cattolico – ha precisato Bergoglio – si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare. Ma qual è la cosa migliore che noi possiamo offrire ai governanti? La preghiera!». Pertanto, ha concluso Francesco, «diamo il meglio di noi, idee, suggerimenti, il meglio, ma soprattutto il meglio è la preghiera. Preghiamo per i governanti, perché ci governino bene, perché portino la nostra patria, la nostra nazione avanti e anche il mondo, che ci sia la pace e il bene comune”

        Sul volo di ritorno dal Messico
        “Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa”

        Dove sarebbe il cambio di pensiero?
        I vescovi si immischino come tutti i cattolici, ma il ruolo del Papa non è questo.

        Dai, Giusi, basta, non farti seguire in ogni commento tendenzioso, avrei anche altro da fare nella vita 😉

        • Non sei tenuto e comunque nel 2013 non operava distinguo tra la sua persona e quella dei vescovi e sui temi che gli sono cari si immischia eccome! Evidentemente le unioni civili non gli interessano, lascia fare a Galantino.

          • @Giusi
            Mescoli un’omelia in S. Marta che parte da S.Paolo, con una domanda a tema politico d’orizzonte locale. E non consideri in quel che scrivi nemmeno l’ipotesi che la dimenticanza potesse essere l’omesso distinguo nell’omelia (magari semplicemente perchè non c’entrava nulla affermarlo) più che il distinguo aggiunto nella risposta data in volo.

            E proprio per questo mi sento tenuto, perchè di fronte a commenti tendenziosi a supporto di una tesi ormai consolidata io deliberatamente faccio da contrappeso, in modo altrettanto tendenzioso pur senza una tesi

            • Sento il rumore stridente delle unghie sugli specchi. Ma quale tema politico? E’ un tema morale! E un Papa non solo ha il diritto, ha il dovere di pronunciarsi! La realtà bisogna guardarla in faccia. Gli sta bene la linea di Galantino infatti lascia fare a lui. Ma secondo te è un caso che abbia detto in aereo che si è dimenticato quanto scritto nella Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2003 intitolata “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”? Dai dai che ‘cca nisciuno è fesso!

              Unioni civili, via le adozioni dal ddl Cirinnà Accordo Pd-Ncd, nasce la legge Alfano-Galantino
              di Riccardo Cascioli

              Unioni civili a una svolta, accordo fatto nella maggioranza di governo. Salvo sorprese dell’ultimo istante domani verrà presentato un maxi emendamento al ddl Cirinnà che stralcia la stepchild adoption (adozione del figliastro), aggiusterà gli articoli 2 e 3 per evitare l’equiparazione al matrimonio, e verrà sottoposto al voto di fiducia. In questo modo sarà votato anche dall’NCD di Angiolino Alfano e tra giovedì 25 febbraio e martedì 1 marzo dovrebbe essere approvato dal Senato. Sempre che non abbia qualche esito il ricorso alla Corte Costituzionale di una cinquantina di senatori per essere stato violato l’articolo 72 della Costituzione, che impone il passaggio di ogni disegno di legge dalla Commissione competente.

              In ogni caso da un punto di vista politico l’accordo è dato per fatto, e così il ddl Cirinnà si trasforma in ddl Alfano-Galantino, essendo questo l’obiettivo congiunto voluto sia dal leader dell’NCD sia dal segretario della Conferenza Episcopale: sì alle unioni civili (distinte dal matrimonio), no alle adozioni. Grande sponsor il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ancora ieri ha ribadito che la legge si deve fare subito, e per questo è disposto anche a “sacrificare” le adozioni, visto che non ritiene di potersi più fidare dei 5 Stelle, che hanno fatto saltare l’accordo per il ddl Cirinnà integrale la scorsa settimana. “Sacrificare” si fa per dire, perché è scontato che una volta approvate le unioni civili ci penserà qualche giudice italiano o la Corte Europea a provvedere l’integrazione. È solo questione di tempo.

              Ma se Renzi è l’attore principale, una mano decisiva gliel’ha data il segretario della CEI che ha garantito il via libera alle unioni gay, se prive dell’adozione e di alcune attribuzioni matrimoniali. È questo senz’altro il dato più interessante, soprattutto se messo a confronto con l’atteggiamento della CEI nel 2007, che promosse il Family Day per bloccare i Di.Co., una versione castigata delle attuali unioni civili. Un cambiamento radicale che, curiosamente, interessa soltanto i vertici della Chiesa italiana dato che la base, il popolo, oggi ancora più numeroso di nove anni fa è contrario a questi riconoscimenti senza se e senza ma.

              Come si giustifica un tale cambiamento? La ragione più gettonata dice che sono cambiati i tempi, ovvero la società italiana, per cui ormai bisogna fare i conti con una realtà sociale profondamente mutata. Tesi suggestiva ma un po’ difficile da dimostrare visto che le coppie omosessuali conviventi in Italia risultano essere 7500 su oltre 24 milioni di nuclei familiari. Ad essere cambiato in realtà è l’atteggiamento dei vertici della Chiesa italiana, che appaiono oggi più inclini al compromesso politico oltre che a una visione della Chiesa decisamente più liquida.

              Esemplare da questo punto di vista è la sorte della famosa Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2003 intitolata “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”. La Nota, partendo dal significato del matrimonio e analizzando le unioni omosessuali da diversi punti di vista – incluse le gravi conseguenze per il bene comune della società – arriva a chiedere a tutti i fedeli di opporsi al riconoscimento di tali unioni. E in particolar modo afferma che il parlamentare cattolico «ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge». Per dovere di cronaca, la gran parte dei senatori cattolici (del Pd e dell’Ncd) voterà invece a favore del ddl Alfano-Galantino, con la benedizione delle gerarchie.

              Questo documento fu peraltro la base su cui anche i vescovi italiani fondarono la Nota in occasione del dibattito sui Di.Co. nel 2007. Negli ultimi anni però sulla Nota del 2003 è calato il silenzio, e le cose hanno preso un’altra piega come abbiamo visto. Improvvisamente la Nota è riemersa in occasione della conferenza stampa in aereo di papa Francesco al ritorno dal Messico. Alla domanda di una giornalista che chiedeva se fosse ancora attuale, il Papa se l’è cavata affermando di non ricordare bene questo documento, per poi soffermarsi sulla necessità di una coscienza ben formata.

              Una battuta che è bastata al solito Alberto Melloni (che evidentemente legge il Papa nel pensiero) per affermare su Repubblica che «in questo modo ha garbatamente riconsegnato (la Nota, ndr) al suo posto nella storia del magistero delle congregazioni romane». Ergo: «Nei prossimi giorni nessuno, dunque, potrà più usare quello strumento d’età ratzingeriana per operazioni volte a impedire una mediazione che in materia di unioni civili è indispensabile non solo per fare una legge discreta, ma per fare una società “buona”».

              Siccome è dell’«età ratzingeriana» (per dire l’età della pietra) sarebbe dunque inutilizzabile, come se il Magistero avesse la scadenza come le mozzarelle. Ma Melloni non è solo: pochi giorni prima a tentare di demolire scientificamente la Nota ci aveva pensato il professore Francesco D’Agostino, presidente dei Giuristi cattolici nonché uomo di fiducia della CEI ed editorialista di punta di Avvenire.

              In una lettera aperta ai membri del Consiglio centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, D’Agostino scrive infatti che si tratta di «un bel testo» ma che «si tratta però – ahimé – di un testo del 2003, quando si poteva ancora parlare di progetti di riconoscimento legale delle unioni gay». Oggi invece le unioni sono già realtà e quindi il documento non sarebbe più valido.

              A parte il fatto che in Italia siamo ancora in fase di progetto, per cui il testo ratzingeriano sarebbe ancora valido, a D’Agostino deve essere sfuggito che nella Nota si fa riferimento esplicito anche a quei Paesi dove il riconoscimento delle unioni gay è già avvenuto, con le indicazioni del caso. Inoltre il giudizio dell’allora cardinale Ratzinger poggia sulla verità della Rivelazione, fa riferimento al progetto creatore di Dio, al fine che Dio ha stabilito per il rapporto uomo-donna. Tutte cose che hanno valore perenne, figurarsi se scadono dopo 13 anni.

              In una cosa si può convenire con D’Agostino: il linguaggio della legge naturale non è più compreso nel mondo. Ma per onestà bisogna aggiungere che non è più tollerato neanche nella Chiesa. È così che invece di porsi il problema di come rendere comprensibile la legge naturale – cioè la legge che Dio ha inscritto nel cuore di ogni uomo, di ogni cultura e di ogni tempo – D’Agostino predica di fatto la riduzione al linguaggio moderno. In questo modo però la Chiesa – così come già accade per le confessioni protestanti – sarebbe condannata a inseguire costantemente il mondo, a diventare relativista. Se per la Nota dell’«età ratzingeriana» la verità sull’uomo non cambia e non può cambiare quindi il giudizio su certe forme di convivenza, per il duo Melloni-D’Agostino anche la verità diventa relativa. È proprio questo relativismo entrato nella Chiesa che fa sì che si consideri oggi un obiettivo da raggiungere ciò contro cui si è scesi in piazza appena nove anni fa.

              Così fra pochi giorni, a meno di sorprese, ci ritroveremo una legge che contraddice quanto affermato dalla Chiesa, ma promossa o quantomeno avallata dai vertici della Conferenza episcopale. In questo senso, è proprio vero che i tempi sono cambiati.

              http://www.lanuovabq.it/it/articoli-unioni-civili-via-le-adozioni-dal-ddl-cirinnaaccordo-pd-ncd-nasce-la-legge-alfano-galantino-15347.htm

          • Dio che PALLA Giusi!

            Abbiamo capito… per te questo Papa è un inetto, un inadatto, meglio non fosse mai stato eletto…
            Andrai avanti fino alla fine dei suoi giorni?

            E lo ribadirai prendendo a pretesto qualunque tema tratti qualunque articolo sia pubblicato? Così giusto per regolarmi che mi prendo una scorta di bromuro… 😛

            • Non sono pretesti, sono fatti poi se volete mettervi le bende sugli occhi fatti vostri.

              • @Giusi
                Se uno commentasse FATTI inequivocabili e NON opinabili
                Se uno non propalasse la qualunque contra personam
                Se uno non cercasse di cercare di trascinarmi a fondo in un mare di ILLAZIONI
                Io lo leggerei come leggo gli altri attraverso le mie bende e rifletterei in silenzio

                E invece no, così mi trovo a controbattere una spina nel fianco del senso del limite

                • Io vedo fatti inequivocabili. Di andare contra personam non me ne importa nulla, non vedo perché dovrei farlo. Fossi la sola che rileva queste cose: sono sotto gli occhi di tutti. La vera distinzione è tra quelli a cui stanno bene e quelli che no….

                  • Dici che è tutta li? Vabbè…

                    Tu dici di vedere, ma mi sa che c’è almeno un orecchio da cui non vuoi sentire 😀 😀
                    Manco male che ne hai due 😛

                    Ciao, ciao

                  • @Giusi
                    Analisi logica
                    “Io vedo”
                    . io = pronome personale, portone delle opinioni soggettive
                    . vedo = predicato verbale la cui efficacia presuppone adeguate certificazioni delle autorità competenti
                    Quindi di inequivocabile c’è solo la possibilità che tu abbia ragione, non la certezza.

                    Se non ti importa di andare contra personam, e ti credo, commenta il messaggio e lascia fuori il messaggero.

                    Non è che l’unione di più persone che si confortano in un comune sentire, rende quel sentire la verità o la cosa giusta da fare. Altrimenti, su questa base, anche i fautori LGBT c’han le loro ragioni. Magari è solo che ci si conforta nell’errore e lì si rimane.

                    La distinzione è che se continui a ficcare nei commenti giudizi negativi sul messaggero, sporchi il senso del tuo pensiero sul messaggio e, come se non fosse un danno abbastanza grande, ti guadagni pure la rottura delle mie risposte. 🙂

                    • Il messaggero è il Papa, sta passando una legge che grida vendetta contro Dio, ultimamente è stata “aggiustata” in un modo ignobile (l’unica posizione possibile per un cattolico è rigettarla in toto) da Alfano e Galantino (messo là dal Papa) e il Papa che fa? Lancia proclami contro la pena di morte come una Bonino qualsiasi!

                • @Bri “Se uno commentasse FATTI inequivocabili e NON opinabili”

                  Diceva così anche San Tommaso (in una mossa non proprio da santo).

                  Ovviamente la mia è una mezza provocazione. Ma solo mezza: perché certi fatti sono opinabili, altri invece sono inequivocabili.

                  • @FabrizioGiudici

                    🙂
                    non rispondo alle mezze provocazioni 😀

                    Inequivocabile è che io abbia detto mentre leggevo il tuo commento, “oh, ma io dovrei lavorare” (quando tutti concordino che l’abbia detto davvero e non ci sia qualcuno che avendomi sentito ritenga che io abbia invece detto “oh, ma io dovrei anche lavorare”)

                    Opinabile è sempre e comunque qualunque libera esegesi di quella proposizione

                    • @Bri “non rispondo alle mezze provocazioni ”

                      Tu per la verità non rispondi a molte cose 🙂 Ricordati però quello che dissi tempo fa: arriverà il momento in cui non si potrà più eludere niente e semmai l’elusività sarà equivalente a stare da una parte… forse non quella giusta.

                    • @Fabrizio, viene per ogni Uomo, l’ora in cui fare una scelta… e sarà quella definitiva (anche per chi crede e ritiene di stare dalla parte “giusta”).

                      Mi pare esagerato fare qui profezie (ad personam) che hanno persino un che di minaccioso 😛

  3. Incredibilmente attuale, peccato che, come in passato, lo si consideri solo uno scritto degno del medioevo e non un’ammonizione preziosa

  4. “Il percorso dei DICO è stato caratterizzato da accese polemiche, sia in ambito politico (da parte dell’opposizione di governo e all’interno della stessa maggioranza) che in alcuni settori della società italiana. In estrema sintesi, le critiche espresse nel dibattito in corso possono essere così schematizzate:

    su un versante: contrarietà alla istituzione di “una specie di matrimonio”, espressa dalla gerarchia della Chiesa cattolica ed in sostanza fatta propria, seppure in diverse misure e sfumature, da alcuni partiti, politici, associazioni di ispirazione cattolica;
    sul versante opposto: insoddisfazione per l’eccessiva “prudenza” del testo, soprattutto in riferimento ai diritti previsti, da parte di alcuni partiti, politici, associazioni laiche (sinistra radicale, associazioni LGBT, etc.)”

  5. …io, in quanto filosofiazzero, non sono, ovviamente, né pro Renzi né pro nessun altro politico di nessun genere. Succede, però, anche, alle volte, che le genti (o per opportunità o per neo-convinzioni) “manifestino” opinioni o credenze o non- credenze mutevoli nel corso del tempo. Non occorre scandalizzarsene! E non serve rinfacciarlo a nessuno (se non per opportunità politica o simili). Sarà Renzi un ipocrita? Allora sarà un ipocrita e lo sarà nella folta compagnia degli “ipocriti tristi” danteschi!

    “Ma cosa ha cambiato il pensiero di Renzi in questi nove anni(dal 2007 a ora)? Tanti episodi e tanti incontri. In particolar modo quello con Alessia Ballini: ex assessore in Provincia e pasionaria della sinistra dei Ds sui diritti civili, scomparsa giovane nel 2011 e con la quale Renzi legò moltissimo nonostante il solco culturale che li divideva. Il già scoppiettante leader cattolico, fino ad allora, quel mondo (senza diritti, perché senza legge) lo aveva conosciuto solo a distanza. Vivere quella realtà da vicino per la prima volta, però, lo spinse a capire. A dire, con forza, alla Leopolda del 2012 che «nei primi cento giorni di governo approveremo una legge». «Mi ricordo i confronti dietro le quinte — racconta il sottosegretario Ivan Scalfarotto, primo omosessuale dichiarato al governo in Italia —. Matteo mi chiedeva le cose e ascoltava con attenzione: “Sulle unioni civili mi hai convinto, ma sul matrimonio gay no”, mi disse. Renzi ha cambiato rotta quando si è messo il cappello dello statista, di colui che governa per il bene del Paese e non in base alle proprie convinzioni personali o di una sola parte». Dietro le quinte c’era anche Anna Paola Concia, attivista pd sposata in Germania con la compagna: «Sorpresa della svolta di Renzi? Mica tanto: è un politico pragmatico, e poi ha giurato sulla Costituzione, mica sul Vangelo».

    • Quante cadute
      Si son vedute!
      Chi perse il credito,
      Chi perse il fiato,
      Chi la collottola
      E chi lo Stato.
      Ma capofitti
      Cascaron gli asini;
      Noi valentuomini
      Siam sempre ritti,
      Mangiando i frutti
      Del mal di tutti.

    • ” non sono, ovviamente, né pro Renzi né pro nessun altro politico di nessun genere”
      Insomma non t’immischi…

    • Peccato che, tolto il cappello, Renzi dello statista non abbia altro.

      Ciao.
      Luigi

  6. Or son più vecchio;
    Ma coll’orecchio

    Per abitudine
    E per trastullo,

    Certi vocaboli
    Pigliando a frullo,
    Placidamente

    Qua e là m’esercito;
    E sotto l’egida

    Del Comitato

    Godo il prestigio
    Del papato.

  7. …del resto anche s,Paolo, e lo stesso Bariom, prima erano nelle tenebre e poi videro (o intravidero) la luce.
    Strano che non si sappia mai di nessuno che era nella luce e poi restò al buio!

  8. …Luciferi a parte, credo che a chi si è s-convertito gli sia passata la pulsione a testimoniare,
    semplicemente racconterà quello che avrà, se lo avrà, da raccontare,

    • Si, credo anch’io…

      Poi c’è anche chi s-convertito (per usare i tuoi termini) si fa acerrimo nemico (per giustificare la sua s-conversione).

  9. Ecco S.Francesco nella sua “interezza”. Innamorato di Cristo, cosciente della Sua Maestà e della Sua Gloria. Come è stato preso (stoltamente) a stendardo di ogni corrente di pensiero, come fosse un mite, bonario amante della natura…e niente più. Questo che appare dai suoi scritti è l’autentico “giullare di Dio”. Degno discepolo del suo Maestro. Misericordia si, Umiltà, Bontà ma nella Verità.

  10. Parlando di canguri…
    «Io non sono d’accordo col matrimonio omosessuale, la penso come quel pericoloso reazionario di Barack Obama; perché penso che il matrimonio sia l’unione di una donna e di un uomo”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Pd), ospite stasera della trasmissione ‘Le Invasioni Barbariche’ su La7.»
    http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/renzi-pd-matrimoni-gay-618213/

    Pubblicato il 29 ottobre 2010 23:10 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2010 00:35

  11. (o per rifarsi dei danni del sonno dogmatico)

  12. com’è che non ci prova nessuno a “infamare” S.Francesco, mentre,al contrario, se un prete da radio maria dice: ricordati che devi morire, lo massacrano?

    scherza coi fanti ma lascia stare i Santi?

  13. @Bri “Mi pare esagerato fare qui profezie (ad personam) che hanno persino un che di minaccioso :-P”

    Non è ad personam: vale per tutti, mica solo per Bri. E più passa il tempo, velocemente, più lo spiraglio dell’elusività si restringe. Minacciose? Quanto l’idea che ci toccherà portare la croce. Per cui, non direi minacciose: ma responsabilizzanti. Dolorose, anche, inevitabilmente.

  14. @fabriziogiudici
    “tu per la verità non rispondi a molte cose”
    Oh, se vero, non mi piace. Cioè non mi piace aver lasciato dei sospesi. Scusami, spero sian stati solo casi di mancanza di tempo, ovvero che non ti abbia risposto in quanto ignorante.

    Se quindi ho eluso, qualcosa che invece meritava considerazione, richiamami pure 🙂

    Nei limiti di conoscenza e tempo, prometto di ribattere

    PS. @Giusi
    M’è sparito il rispondi su, quindi ripiglio da qui: “Il messaggero è il Papa … ”
    il tuo messaggio principale di quel post è quindi “questa son le colpe che rimprovero al Papa?” o “che le unioni civili sono una boiata” o altro?

    • Non ho fatto questa graduatoria e non capisco a cosa serva.

      • @giusi
        serve a far capire cosa volevi dire davvero

        • Esattamente quello che ho detto.

          • @Giusi
            Nessun dubbio di venire mal interpretata?

            • Mi sembra di parlar chiaro

              • @Giusi

                E ti senti in pieno controllo delle conseguenze di quanto scrivi e amplifichi? Del fatto che puoi indurre o alimentare inimicizia verso qualche soggetto oggetto dei tuoi commenti? Te ne curi o chissene …

                • No perché io non faccio niente, fa tutto da solo. Va in giro la farina del suo sacco. Io sono l’ultima che la riporta perché riguarda cose che mi stanno a cuore non perché mi interessi parlare del soggetto oggetto…..

                  • @giusi
                    Cioè, traduco, chissene … 😦

                    • Non è quello che mi interessa. Non lo scredito io, lo fa da solo con la sua ambiguità (l’ho già detto e lo ripeto è voluta: leggere Spadaro). Il mio è un grido di dolore che non è solo il mio, è del popolo cattolico. Vogliamo un Papa granitico nella Fede, chiaro, che ci guidi e ci difenda! Io mi sento frustrata. Ho appena sentito Cecchi Paone in una trasmissione dei miracoli che ha detto che lui difende Papa Francesco da Socci! Ma si può? Un sodomita praticante e rivendicante con orgoglio la sua sodomia! Ovviamente odiava Benedetto!

                    • Quando parli del Papa che vorresti, mi pari tu ammalata di “papolatria” 😛

                      Poi dai un po’ di umiltà, il tuo è il grido del “popolo cattolico”… e io che non “grido” in che popolo mi metti? (son certo che un posto ce l’avrai) 😉

                    • Nel posto del bell’addormentato nel bosco…….

                    • Ah ecco…
                      Temevo peggio! 😛 😛 😛

  15. E comunque il mio “non rispondo alle mezze provocazioni” era una battuta (c’era pure la faccina) per via di quel mezze che di solito non si usa quando si dice “non rispondo alle provocazioni”. Voleva lasciar intendere che invece rispondo alle provocazioni belle intere. Tentativo d’humour fallito 😦

    Anzi ho invece risposto con la mia interpretazione di cosa è inequivocabile e cosa opinabile …

    • Ma tra ciò che è inequivocabile (attenzione però, perché mi risulta che ci siano filosofie prontissime a mettere in discussione anche ciò che è inequivocabile ai sensi, da quel poco che ne so) e ciò che è opinabile c’è in mezzo un ventaglio tale, per cui non è possibile ridurre l’ampiezza dello scibile solo tra “inequivocabile” e “opinabile”. Se così fosse, la Chiesa per esempio sbaglierebbe nel dichiarare, come invece dichiara, che Dio è conoscibile con la sola ragione umana. Eppure Dio sta al di fuori dei sensi. 🙂 e noi sappiamo che la Chiesa non sbaglia nell’insegnare queste cose.

      Ci sono gradi di certezza, legati al rigore e ai metodi utilizzati per ottenere conoscenza. E’ il vero metodo scientifico, non certo appannaggio né delle scienze esatte, né dei soli scienziati (anche se in teoria, e solo in teoria, dovrebbero saperlo applicare meglio… ) che permette di raggiungere un grado di certezza che si eleva ben al di sopra del mero “opinabile”. Ed è il cattolicesimo, in proficuo rapporto col meglio della filosofia greca, ad aver esplorato al massimo grado questo aspetto dello scibile.

      Certo Giusi, moltiplicare gli argomenti e scagliarli sull’onda della propria sensibilità ferita, per quanto umanamente comprensibile, non giova anzitutto a chi sostiene una certa tesi: fin troppo facile per l’avversario scegliere a cosa rispondere. L’argomento forte è quello più sintetico e circostanziale possibile. L’attacco terra-aria con tutte le armi e munizioni a disposizione potrà dare un breve sollievo allo spirito (un sollievo ingannatore?) ma non rende, non è proficuo.

      Solo osservazioni, le mie, eh, senza voler polemizzare: sto pensando ad alta voce, metaforicamente parlando.

      • Anche perché “l’attacco terra-aria con tutte le armi e munizioni a disposizione potrà dare un breve sollievo allo spirito”, ma se lo scopo non è cancellare dalla facia della terra l’avversario (sempre metaforicamente parlano), a che serve tanto “spreco di munizioni”? 😉 😀

      • @Roberto

        Non colgo polemica, anzi, ti ringrazio della riflessione che tra l’altro eleva l’orizzonte rispetto al contesto in cui l’avevo affossata 🙂

      • Ma per me non è una guerra. Ho solo trovato un articolo di tre anni fa dove il Papa sosteneva che il buon cattolico deve immischiarsi in politica, ora ha detto invece che non si immischia: sarebbe stato facile fare il sillogismo ma non l’ho fatto. Nel frattempo stanno approvando la legge sulle unioni civili col beneplacito di Galantino che si è immischiato ma non in senso cattolico. Con o senza le adozioni è lo stesso: ci penseranno i giudici. Secondo te ho il problema di stendere l’avversario? E poi chi sarebbe questo avversario? Bariom? Bri? Loro fanno una questione di lana caprina se io ce l’ho o no col Papa. Ma cosa me ne importa di avercela col Papa? Vorrei che intervenisse? Si vorrei che intervenisse. Per dire forte e chiaro che un cattolico non può votare la Cirinnà senza se e senza ma. Si attirerebbe gli strali di Luxuria? Di Vendola? Di Cecchi Paone? E sarebbe ora! Sono stufa di sentire questi personaggi che inneggiano a Papa Francesco perché lui sì che è buono e che non giudica! Non come quegli oscurantisti fondamentalisti di Adinolfi e della Miriano e dei partecipanti al Family Day! D’altro canto il Papa non è d’accordo con loro perché ha ignorato il Family Day: non ha fatto nemmeno un saluto, nemmeno un accenno all’Angelus, nemmeno una telefonata. Questo pensano, dicono e scrivono. E noi come poveretti che stiamo qui ad elemosinare le briciole, ad aggrapparci a qualche frase. L’ha detto! L’ha detto! Quand’era cardinale scrisse una lettera alle suore di clausura contro i matrimoni gay! Si vabbè un aggiornamento! Ha detto coscienza ben formata! Si è sforzato proprio! Ha usato la perifrasi penso quello che pensa la chiesa. Peccato che non se lo ricordi quello che pensa la chiesa! Che amarezza!

        • No, non è una questione di guerra. Avrei potuto dire: “non si deve mettere troppa carne al fuoco”, ma la metafora bellica mi sembrava più spiritosa.

  16. Tornando un po’ sul topic principale…

    http://www.iltempo.it/politica/2016/02/23/gandolfini-caro-angelino-alfano-anche-senza-adozioni-questa-legge-e-un-obbrobrio-1.1511942

    La conclusione:

    «Noi non diamo indicazioni di strategia politica. Diamo indicazioni di merito. Diciamo che devono essere usate tutte le armi possibili e immaginabili per fermare questa legge. E poi il singolo cittadino, nel momento in cui dovrà tracciare il nome sulla singola scheda, terrà conto di chi lo ha rappresentato e di chi non l’ha fatto. E questo lo faremo già a partire dalle Amministrative…»

  17. Eh già questi reggitori di popoli…e i loro compiacenti !…. assorbiti come sono dalle cure e preoccupazioni di questo mondo. Tanti si dichiarano cattolici e deviano dai comandamenti; tutti si dichiarano al servizio del popolo e nessuno lo ascolta.
    Chiarificatore, se ancora ce ne fosse stato bisogno, l’intervento di Gandolfini in rappresentaza del Comitato difendiamoinostrifigli, alla conferenza stampa al Senato di questo pomeriggio, a proposito questi reggitori e dialoganti inetti. “” E’ grazie al popolo che ha avuto il merito di aver suscitato l’enorme dibattito su questi temi. Perché Tutto sarebbe passato sotto silenzio, se non ci fosse stato il 20 giugno e il 30 gennaio, così come la stepchild adoption sarebbe passata in maniera ignorante – nel senso del non sapere- ….e oggi tanti che si scandalizzano per l’utero in affitto, si scandalizzano perchè abbiamo avuto il merito di fare emergere quell’abominevole pratica che era nascosta nelle pieghe dell’art 5 … e che gli art 2 e 3 di fatto omologano l’unione civile al matrimonio come definito dall’art.29 della Costituzione……il popolo che è passato da maggioranza silenziosa a cittadinanza attiva ha fatto suonare la campanella dicendo: guardate ragazzi che qui sta passando di tutto!”

    E malgrado le ripetute scampanellate, chi doveva vedere perchè ha minimizzato? E chi dice di non immischiarsi nella politica perchè ha messi in ruoli strategici chi si immischia e si è visto in quale direzione…. e zittisce altri..

    All’indomani del fd Avvenire fu l’unico giornale a titolare ” La piazza fa eco al Palco: quel testo è da riscrivere” forte appello dal Circo Massimo a rivedere il ddl unioni Civili. Quando invece era partito un secco no al ddl rispiegando anche agli “addetti ai lavori – ripetenti -” tutte le insidie irriparabili che che vi si celavano. Sono domande che fanno male, almeno a me .

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