Perché la CEI alla marcia dei radicali?

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di Costanza Miriano

Non è rabbia, non è delusione. È un dolore lancinante, quello che provo, nel leggere che la CEI dà la sua convinta adesione alla marcia per l’Amnistia, la Giustizia, la Libertà intitolata a Marco Pannella e Papa Francesco organizzata per il 6 novembre a Roma dal Partito Radicale Transnazionale Nonviolento e Transpartito in occasione del Giubileo dei carcerati. È un dolore perché amo di un amore filiale la Chiesa, sposa di Cristo, la amo come la mia vera famiglia, le sono riconoscente e le devo tutto, cioè il battesimo, i sacramenti che solo attraverso le sue mani ricevo, il catechismo, cioè la verità su me stessa. Ma che sta succedendo? I nostri pastori? I nostri padri nella fede? Quelli che hanno il dovere di confermarci? Quelli che hanno il compito altissimo di annunciare Gesù Cristo crocifisso e risorto agli uomini? Perché marciano con il partito che più di tutti ha contribuito con le sue battaglie di morte a cambiare la mentalità profonda dell’uomo contemporaneo, sempre più lontano da Dio? Il compito della Chiesa è prima di tutto annunciare, con amore, all’uomo la verità su se stesso, non difendere i diritti umani: se non partono da Dio i diritti umani sono opinabili, relativi. Perché un carcerato, che sia colpevole o innocente, va difeso (e io dico che va difeso!) e un bambino, sicuramente innocente, nella pancia della mamma, no? Lo sanno, i radicali, che il Giubileo annuncia la remissione delle colpe per la salvezza eterna, e non il miglioramento della qualità della vita nelle carceri? Che c’entrano con il Giubileo persone, rispettabilissime, che non credono però nella vita eterna? Continua a leggere “Perché la CEI alla marcia dei radicali?” →

Chi ruba la speranza?

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di Giacomo Bertoni

Il 10 settembre è stata ricordata la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, ma è passata in sordina, coperta dai mille suoni della quotidianità. Sono tante le notizie e le ricorrenze di ogni giorno, il suicidio una realtà lontana dalla mia esistenza… Poi la vita ti porta a toccare con mano questa tragedia, mostrandoti quanto possa essere subdola e vicina, e solo allora il tuo mondo si ferma e inizia a tremare. Si è sopraffatti dall’incredulità, dalla sorpresa, dal dolore. Poi tutto lascia il posto a un malessere pervasivo, un rombo cupo e costante, come un temporale minaccioso che oscura il cielo senza scoppiare mai. I tuoni sono il vortice di domande che scuote la tranquillità. Continua a leggere “Chi ruba la speranza?” →

“Bridget Jones’s baby” e le solitudini contemporanee

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di Giacomo Bertoni

Lo ammetto, non ho resistito: sono andato al cinema a vedere “Bridget Jones’s baby”. Parliamoci chiaro, in questi tempi di incertezza e spaesamento, l’immagine di noi soli su un divano, con la musica alta e una confezione di gelato (personalmente preferisco la pizza surgelata), è molto reale. Sì, siamo divisi fra scuola o università, lavoro, volontariato, sport… Ma il momento “chi sono?” “dove vado?” “cosa sto combinando?” è spesso presente, e il gelato è una compagnia ottima. Il terzo capitolo delle disavventure di Bridget Jones si apre con questa immagine storica, nella quale è facile identificarsi. Ma l’evoluzione (che, prometto, farò di tutto per non spoilerare) è un limpido specchio dei nostri tempi. Continua a leggere ““Bridget Jones’s baby” e le solitudini contemporanee” →

Ognuno si aliena, o si dissocia, come vuole. È la radicalizzazione del nostro tempo

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di Tonino Cantelmi

È in atto, nella nostra società, una radicalizzazione tra due spinte psicosociali opposte: alexitimia e sensation seeking. Mi spiego meglio. Da un lato dobbiamo essere efficienti, rapidi, produttivi e per esserlo dobbiamo sopprimere le emozioni (alfa privativo, lexis: parola, thymos: emozione, ovvero alexitimia, incapacità di riconoscere e verbalizzare le emozioni).  E dall’altro, mettiamo in campo la sregolatezza della ricerca di emozioni forti

Si avvicina l’estate e torna in scena il vortice della nevrosi da prenotazione delle vacanze. Però per favore, liberateci da Formentera. E da Ibiza. E da tutti i turistifici che offrono euforia artificiale a buon mercato. In Italia, per i giovani e non solo, va di moda la Puglia, in Grecia qualche isola. Continua a leggere “Ognuno si aliena, o si dissocia, come vuole. È la radicalizzazione del nostro tempo” →

Il gender e la ragione

In Svezia è stato girato, da Ankdam TV, un interessante video-intervista.
All’Università di Soderton una ragazza bionda e piccolina ha chiesto a diversi studenti se può essere considerata un uomo alto due metri e giapponese, o anche – perché no? – un gatto.

Fino a che punto può essere condizionata la nostra mente?
Le risposte dei ragazzi ti sorprenderanno.. Continua a leggere “Il gender e la ragione” →

La Chiesa bella

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di Costanza Miriano

La cosa bella di andare in giro per l’Italia è che incontro persone che vivono vite nascoste e sante, davvero, vite di sofferenza, di fatica economica, di dolore e malattia, o di gioia e ricchezza, comunque persone che, si capisce, hanno incontrato il Signore veramente, e veramente credono. Persone che, magari, non hanno avuto i soldi per venire a Roma al Family day, ma hanno sempre qualcosa da darmi. Persone colpite dalla sofferenza in modo misterioso, ma tese verso il Signore con una docilità commovente. Persone che con il loro volersi bene sono prova dell’esistenza di Dio. Continua a leggere “La Chiesa bella” →

La vita dopo l’aborto

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di Costanza Miriano

Alessandra aveva diciannove anni quando si è accorta di essere incinta. Era stata cresciuta da una madre emancipata, separata, fieramente autonoma. Alessandra era libera di fare tardi la sera, di dormire fuori, di fare quello che voleva con i ragazzi. La sua mamma per lei era un mito, così diversa dalle altre, così poco opprimente. Perciò è stato naturale per lei correre dalla madre per quell’emergenza, come è stato naturale per la madre portarla dal suo ginecologo, che senza battere ciglio l’ha indirizzata verso l’”eliminazione di quel grumo di cellule”, del quale si è ben guardato di mostrare la vera natura – un cuore che batte, una vita che pulsa da subito! – alla ragazza, “per non impressionarla”. Nessuna alternativa proposta, neppure uno dei colloqui previsti, obbligatori, dalla 194. Continua a leggere “La vita dopo l’aborto” →

Amoris lætitia tra Fellay e Melloni: letture ed errori

di Giovanni Marcotullio   per La Croce quotidiano

«A causa della ricchezza dei due anni di riflessioni che ha apportato il cammino sinodale, la presente Esortazione affronta, con stili diversi, molti e svariati temi. Questo spiega la sua inevitabile estensione. Perciò non consiglio una lettura generale e affrettata». Così Papa Francesco nell’introduzione all’Amoris lætitia (AL 7). E prosegue: «Potrà essere meglio valorizzata, sia dalle famiglie sia dagli operatori di pastorale familiare, se la approfondiranno pazientemente una parte dopo l’altra, o se vi cercheranno quello di cui avranno bisogno in ogni circostanza concreta. È probabile, ad esempio, che i coniugi si riconoscano di più nei capitoli quarto e quinto, che gli operatori pastorali abbiano particolare interesse per il capitolo sesto, e che tutti si vedano molto interpellati dal capitolo ottavo» (ibid.) Continua a leggere “Amoris lætitia tra Fellay e Melloni: letture ed errori” →

La bellezza e il fango

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di Costanza Miriano

Quando lavoravo al telegiornale ero timidissima e molto impacciata perché allora – il mio lavoro è così, soprattutto per chi è agli inizi – mi veniva chiesto di occuparmi ogni giorno di una notizia diversa, di cui spesso sapevo, all’inizio, abbastanza poco. Con grandi attacchi di mal di pancia poi ovviamente cercavo di elaborare qualcosa di decente, e ammiravo i miei colleghi che si buttavano con coraggio in cose nuove. È un talento indispensabile per i giornalisti televisivi, che per forza di cose hanno tempi stretti e cambi di tema veloci. Un talento che io non ho: se non sono sicurissima di quello che dico non lo so nascondere, ho la certezza che mi compaiano automaticamente degli spinaci fra i denti se vado in giro a parlare di cose che non conosco quasi alla perfezione.

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Figli preferiti

di Costanza Miriano

Non mi scandalizzerei se un padre o una madre avessero una preferenza per un figlio, penso che possa succedere. Magari si può trattare semplicemente di una affinità, di una somiglianza, di avere gli stessi meccanismi di funzionamento, o anche gli stessi difetti.

Per me però, dico la verità, non è così. Anche se riconosco alcune mie inconfondibili impronte nella prole (c’è chi ha la manualità di un tricheco, chi la mia voracità nel divorare libri e salumi, chi come me la resistenza fisica di un mulo e la stessa armonia nel emettere ragli quando tentiamo di cantare), quando mi capita di stare sola con ognuno dei quattro, di guardarli singolarmente – ogni tanto si presenta qualche congiuntura astrale positiva, tipo andare a prendere il pane solo in due – ogni volta mi convinco, ma davvero, sinceramente, che quello o quella è il mio preferito. Penso che il mio cuore non possa contenere un amore più grande di quello che provo in quel momento. Continua a leggere “Figli preferiti” →

Biochimica della società

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di Salvatrice Mancuso

Tutto ciò che esiste nel creato –  fisico, chimico, biologico, psicologico, sociale, spirituale- che riguarda noi essere umani e il restante mondo, vivente e inanimato, sulla terra e oltre, si corrisponde, si relaziona, si riproduce. C’è un impulso frenetico alla generazione, alla costruzione, alla neoformazione, tutto in un contesto circolare di legami, attrazioni, sintesi e riferimenti.  Tutti i fenomeni  rispondono a regole, percorsi , flussi,  formule, di cui colpisce  la somiglianza in sistemi solo apparentemente lontani e indipendenti. Continua a leggere “Biochimica della società” →

Un padre e una madre sono uno stereotipo e un pregiudizio. Parola di Monica Cirinnà

In questo video si può sentire in un incontro pubblico la senatrice Monica Cirinnà dire:

“In tanti siamo cresciuti non da uno stereotipo, non da un pregiudizio, non da…”

domanda dal pubblico: “Mi sta dicendo che un padre e una madre sono uno stereotipo e un pregiudizio?”

risposta Cirinnà: “Sì, in molti casi sì”.

Non aggiungiamo altro.

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Basta ciclofobia!

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di Anonimo

 

Ciclista (C): è arrivato il momento di fare una legge che dia diritti a tutti quelli che hanno una bicicletta di poter andare in autostrada

Uomo comune (Uc): ma l’autostrada veramente è fatta solo per i veicoli a motore…

C – E chi l’ha detto? Chi è lei, signor Uomo comune, per dirmi che non posso andare in autostrada con la bicicletta?

Uc – Con la bici può fare altre cose, ci sono le piste ciclabili, i parchi, o anche le strade normali, ma in autostrada non si può andare con la bicicletta…

C – Ma questa è discriminazione! Perché mi vuole negare il diritto di andare in autostrada con la bici? Si rende conto che questa è ciclofobia!

Uc – Ma no, a me la bici piace pure, ma alcune cose non può farle, ha dei limiti…

C – Limiti? Mi scusi, signor Uomo comune, ma lei è un tantino retrogrado! Siamo nel 2016, c’è gente che con la bici ha fatto il giro del mondo e lei mi vuole dire che non posso entrare in autostrada con la bici? Continua a leggere “Basta ciclofobia!” →

Io che sono stato profugo

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di Emanuele Fant

Mi invitano a parlare dei profughi ai ragazzi dell’oratorio (facendo teatro con i poveri, ne ho incrociato qualcuno). Vedo al telegiornale i barconi, le coperte scintillanti su chi stava per congelare, le impronte incerte dei bambini sulla sabbia. Gente che di speranza ci muore davvero. Ho un groppo in gola. A che titolo mi improvviserò conferenziere? Chiudo il portatile e rimando la stesura del discorso. Continua a leggere “Io che sono stato profugo” →

“A chi vuoi piacere?”

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di Lavinia Roscetti

Ci sono quesiti che sono chiavi di volta della nostra vita. Trascorriamo anni nell’abitudine in bianco e nero finché non incontriamo qualcuno che, venendoci incontro, ci pone un quesito chiaro e limpido, tanto semplice da essere scomodo. Si tratta di quelle domande a cui, in genere, rispondiamo con un condizionale o virando totalmente l’argomento. Finché siamo bambini dotiamo di convinzione anche le risposte più complicate, siamo pronti a giurare a otto anni che da grandi faremo gli astronauti o il medico senza frontiere, conosco qualcuno che si è spinto sino a vedersi Papa! Poi, crescendo, le idee sulla nostra vocazione si fanno più confuse. Non tanto perché ci accorgiamo che l’ambiente aerospaziale non faccia per noi, quanto per il fatto che più i quesiti sono semplici e diretti più vanno a toccare le corde del cuore. Diventiamo indecisi e spiazzati come una donna al ristorante, quando davanti al menù le si domanda cosa voglia mangiare. La domanda è semplice, l’offerta è vasta, e pur dotata di gusti personali non riesce comunque a formulare una risposta, perlomeno in tempi rapidi. Continua a leggere ““A chi vuoi piacere?”” →

Redde rationem

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di Paolo Pugni

Faccio fatica. Faccio molta fatica. Non è tanto un dolore, come ha descritto di recente Costanza nel suo post qui apparso ed intitolato Ponti muri e porta in faccia.

Non è proprio rabbia la mia, se lo è spero sia pulita, più propensa allo sdegno che non al livore,  ma fortissima irritazione sì per l’atteggiamento di coloro che, travolti da una marea di emotivismo,  non capisco assolutamente che la loro posizione nega di fatto quella che pretendono essere la loro fede. Non è tanto il fatto che si definiscono adulti associando alla parola cattolico un aggettivo curioso, dato che nelle parole del fondatore, Colui che si pretendeva Dio, su questo punto sono molto chiare: Se non vi farete come bambini non entrerete mai!

Continua a leggere “Redde rationem” →

Io sono emozione

di Costanza Miriano  (pubblicato la prima volta il 4 aprile 2011)

Una lettrice del blog mi ha segnalato la recensione di Repubblica al libro Io sono emozione, e siccome avevo appena fatto una meravigliosa corsa sotto il sole tra le catacombe dell’Appia antica ho pensato che potevo anche ammorbarmi un po’ con l’articolo (tanto per tenere basso l’umore ed evitare l’invidia degli dei). Di Eve Ensler ho dovuto per motivi lavorativi leggiucchiareI monologhi della vagina, per tradurre e montare un’intervista fatta da una collega, ma credo di avere prontamente rimosso fino all’ultima sillaba del suo credo, per non affollare inutilmente la memoria del mio cervello, ed evitare così che i kilobyte occupati dai monologhi cancellassero informazioni più importanti (sono circa dodici anni che cerco vanamente di imparare la sequenza dei sei film sei della saga di Star Wars – il primo è il numero quattro, no, dico, ma si può?- e mi piacerebbe anche capire quali sono i buoni, ma quello non ce la farò mai). Continua a leggere “Io sono emozione” →

La madre non c’è, la madre è un concetto antropologico

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“Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci. Era inevitabile che prima o poi succedesse, era nella logica stessa delle premesse su cui si basava il Partito. La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna. Il senso comune costituiva l’eresia delle eresie. Continua a leggere “La madre non c’è, la madre è un concetto antropologico” →