È come costruire una cattedrale

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano  per La Croce

Quando compare il numero di Mario Adinolfi sul mio cellulare è come se squillasse il telefono rosso della sala ovale, quello delle emergenze alla Casa Bianca. C’è di sicuro qualche guaio in vista. O mi vuole coinvolgere in qualche convegno per cui mi daranno dell’omofoba, o mi chiede di scrivere un pezzo, o c’è da combinare qualche altro danno. Bisogna temere soprattutto se il messaggio comincia con “tesoro”. Allora il cetriolo è sicuro.

Questa volta il “tesoro” non c’è, ma forse è perché a quest’ora, di domenica mattina, deve essere poco lucido anche lui. Siamo reduci da una giornata davvero intensa, quella del convegno di Milano. Io sto facendo le divisioni di terza elementare, dando una ripassatina all’aoristo sigmatico e al rinascimento, devo dare una parvenza di ordine alla casa un po’ provata dalla mia assenza di ieri e vedere se per caso riesco a simulare un pranzo domenicale (pare che i surgelati non siano omologati, mi viene in soccorso la roccia di casa, mio marito). E mi accorgo che sto facendo le solite vecchie cose con un altro spirito.

Così, quando Mario mi chiede di scrivere per questo giornale cosa mi è rimasto del convegno, ecco, mi accorgo che mi è rimasto innanzi tutto questo: la certezza ancora più salda che cercare di fare qualcosa per la famiglia, la mia innanzitutto, e poi le altre, è qualcosa di grande. È come costruire una cattedrale, è come combattere, è come stare in trincea. Qualcuno di noi lo fa parlando da un palco, qualcuno allattando, qualcuno correggendo compiti, qualcuno lavorando e portando il pane a casa, qualcuno a volte circoncidendo il suo cuore e i suoi pensieri, e decidendo di rimanere al proprio posto di combattimento, stando a mani nude contro la tentazione della stanchezza e della fuga, attimo dopo attimo. Torno a casa con la certezza di essere parte di un popolo che vuole dire la bellezza della famiglia, e che è pronto anche a grandi sacrifici per questo. Torno con l’impressione che a volte è necessario guardarsi negli occhi, stringersi in un abbraccio, per sapere che il tuo compagno di trincea fa la tua stessa fatica ma è lì pronto a darti una mano, perché la famiglia ha tanti nemici, fuori, nella società (leggi, fisco, cultura) ma anche dentro al cuore umano, al nostro cuore pieno di stranezze, malattie spirituali, fragilità.

Torno con la certezza che se avrò bisogno di qualcosa qualcuno in questo popolo sarà sempre pronto a darmi una mano e aprirmi una porta, così come ho visto fare ieri: famiglie ospitate da altre, figli affidati e scambiati, portafogli aperti per quelli che non ce la facevano. Torno con la certezza che qualcosa di vero muove tanti cuori, e che a volte si ha bisogno di guardarsi negli occhi. Non tanto di contarsi, perché sì, eravamo in tanti, ma quello che importa non è il numero, è la certezza della compagnia, è la scoperta che siamo amici veri, perché uniti da un Amico in comune. Ci siamo chiamati a raccolta senza mezzi, senza le corazzate della comunicazione, col passaparola, su facebook e per telefono. C’è chi ha preso un giorno di ferie (per una dottoressa l’unico del mese, dico!), chi ha dovuto risparmiare per fare questo viaggio. C’è chi ha preso un aereo, un treno, un traghetto addirittura. C’è chi è venuta anche se malata, e seriamente, e non è riuscita a entrare ed è stata tre ore al freddo solo per abbracciarci, con uno dei suoi bambini. Ci sono anche persone molto importanti, professionisti seri e stimati e noti a Milano, che si sono messi in coda come tutti e poi non sono riusciti a entrare. Alcuni se ne sono andati a casa a vederci in streaming, alcuni sono restati fuori. Tra quelli fuori c’era chi veniva dall’Abruzzo, e comunque non lo ha considerato un viaggio a vuoto.

Di tutto questo ovviamente non parleranno i giornali, che non hanno praticamente riferito una sola parola di quelle che abbiamo detto, ma solo commentato la bugia lanciata da un quotidiano (“convegno omofobo”), bugia di cui, ha detto Maroni, si occuperanno gli avvocati. E hanno riferito i commenti dei contestatori, che stavano fuori, a quella bugia. Poverini, non avevano sentito niente, era difficile che commentassero, ma magari riferire una frasetta di quelle che avevamo detto dentro, così, en passant, come se si fosse giornalisti, poteva essere una cosa bella. Tanto per cambiare, dai, famolo strano.

A me, personalmente, comunque non me ne potrebbe importare di meno (a me mi non si dice ma è rafforzativo). Io torno a casa con tre buste cariche di regali, dico tre buste. Generi di conforto di ogni tipo, alimentare e spirituale. Torno a casa con la certezza che vale la pena, che qualcosa di grande ci sta facendo battere il cuore. Torno a casa con la certezza che noi vogliamo solo annunciare la gioia, perché catholics do it better, e vogliamo solo passare parola, e non siamo contro nessuno, e secondo me chi era in sala di questo si è accorto.

Torno a casa dopo avere visto un sacerdote che si è fatto mille chilometri solo per parlare tre minuti, e non ha aperto bocca per protestare. Torno a casa sapendo che ci sono ancora veri uomini come i nostri mariti e pronti a dare la vita per noi. Torno a casa sapendo che nella Chiesa ce ne sono, di uomini così, sono i sacerdoti che hanno ancora voglia di dire all’uomo la verità su di sé, e che per farlo sono pronti a fare tanta fatica, e mica solo ai convegni, ma dentro ai confessionali, nelle parrocchie, in ginocchio davanti al Santissimo, uomini a cui non importa il consenso ma la felicità vera delle persone.

Torno a casa dopo avere visto e abbracciato (molte no, non ce l’ho fatta ad abbracciarle) tante donne che hanno dato la vita – biologica o no – a tanti, tantissimi bambini, o che si sono spese in altri modi per gli altri, donne vere e generose e felici di servire, non da schiave ma da volontarie custodi degli altri. Donne che potranno dire, come la mia amica medico: non so quando né come morirò. Per certo so che morirò stanca, e molto usata. Il mio utero, il mio seno, le mie mani il mio cuore il mio cervello. Avrò usato tutto di me per aiutare la vita, e sarò molto felice di avere consumato tutto quello che potevo.

fonte: La Croce

28 Responses to “È come costruire una cattedrale”

  1. Il partito (radicale di massa) del Corriere e l’istigazione al conflitto sociale _ di Enzo Pennetta
    http://www.enzopennetta.it/2015/01/il-partito-radicale-di-massa-del-corriere-e-listigazione-al-conflitto-sociale/

  2. Mi sembra un po’ superficiale non rendersi conto che tutta la positività che questo convegno poteva avere è stata messa in cattiva luce e certamente adombrata dai due fatti accaduti: la provocazione del giovane bocconiano ( e la mal gestione che ne è seguita) e la presenza in sala inopportuna del Don Mauro Inzoli. Entrambe le due situazioni , ammesso che non fossero state previste, potevano essere gestite meglio. Io vi ho sempre appoggiato e ho ritenuto molto utile il contenuto delle diverse relazioni del convegno , continuerò a seguire con interesse il vostro lavoro ma occorre essere più attenti avendo chiaro lo scopo.
    Anche chi ha partecipato all’interno delle sale, il pubblico, ( parlo sopratutto per quello che ho visto in streaming) è necessario che non si distingua per gli urli o per gli slogan ma per una compostezza di atteggiamento che non significa solo stare seduti bene.
    Farvi qualche domanda in più invece che continuare a contare in quanti eravamo/ eravate credo sia opportuno .
    Chicca

    • cara Entica
      vorrei risponderti in maniera più articolata ma purtroppo oggi ho pochissimo tempo ma ti vorrei lo stesso lasciare qualche spunto di riflessione

      1) non abbiamo mai fatto un elenco di buoni e di cattivi per partecipare a incontri a convegni, sinceramente non sappiamo come si poterebbe fare e, a pensarci bene, se anche ci fosse un tale elenco forse la precedenza dovrebbero averla proprio i “cattivi”.

      2) uno dei principi fondamentali introdotti dal cristianesimo è quello della responsabilità personale, quindi ognuno è individualmente responsabile delle proprie azioni e questo vale per i partecipanti del pubblico, urlatori, fischiatori, ragazzini indisponenti e politici.

      3) se giornali e televisioni si sono accaniti e hanno puntato il dito solo su fatti di contorno del convegno vuol dire solo una cosa, e cioè che anche il più prevenuto e in malafede dei giornalisti presenti in sala ha trovato INECCEPIBILI i contenuti di convegno che da settimane avevano preventivamente bollato come “omofobo”.

      • @admin, mentre scrivevo il mio commento tu avevi risposto a Entica e prendo per buone le tue risposte anche al mio commento… risposte che fondamentalmente comprendo e anche condivido… credo anche però rimanga il problema e le domande vadano poste (così come eventuali soluzioni) o non vi sarà nessuna differenza tra un simile convegno e una manifestazione sindacale più o meno “caciarosa” di qualunque altro segno (ho esagerato nell’accostamento, ma per rendere il concetto…)

    • Anche io ho seguito lo streaming e pur rischiando di essere qui una voce fori dal coro o di essere frantiso, mentre la mia riflessione vorrebbe proprio essere “pro”, devo dire che sono piuttosto in linea con il commento di Chicca sopra.

      Non mi interessa entrare nel merito dei singoli episodi o le singole presenze a cui TUTTI coloro che sono “contro” il cuore dei temi sollevati e portati avanti, si sono attaccati per denigrare e mettere in cattiva luce il convegno stesso, ma occorre più prudenza e più “misura”.
      Occorre rendersi conto che si è lì presenti, non solo chi è sul palco, ma soprattutto chi è in platea, non solo per difendere o rappresentare delle idee, per divenire “soggetto politico” o di “pressione” o solo essere “voce che grida nel deserto”… si è lì, più o meno consapevolmente, a rappresentare (volenti o nolenti) una parte della Chiesa e del Popolo dei Fedeli (non mi spingo a dire si è lì a rapresesentare il Volto di Cristo… ma se si è lì, molti, certo non tutti e non necessariamente, come Cristiani…).

      Quindi, quindi… per non prestare il fianco a chi COMUNQUE troverà o si inventerà se necessario, motivi per denigrare, accusare, delegittimare e via discorrendo, si usi, per quanto possibile, una santa prudenza.
      Non è facile in simili contesti, né è facile per chi organizza – che ha comunque una grossa responsabilità… che fare?
      Servizio d’ordine stile KGB? Inviti ristretti a soli “invitati sicuri”? Lista degli indesiderati? Schedatura all’entrata? Assurdo e ridicolo… ma certo eviterei esaltazioni e manifestazioni “da stadio”, eviterei qualsiasi “epiteto”! E censurerei chi lo dovesse pronunciare… e via discorrendo.

      Questo appartiene principalmente al discernimento e all’atteggiamento di ogni SINGOLO intervenuto ed ognuno ne è responsabile e quindi ognuno, se crede, ci rifletta, ma non sarebbe male (a mio giudizio) un richiamo ed un invito dal palco (in apertura), che ricordi appunto che nell’essere presenti assieme, ogni singolo atteggiamento si riflette inevitabilmente non sul singolo, ma su un’immaginine di “comunità” che va ben oltre quella dello stesso singolo convegno.

    • scusate: ma quando sono arrivato al convegno-convegno ,non dibattito- mi sono fermato un po’ nella piazza dove c’era l’altra manifestazione.
      e solo perché non ho chiesto di andare sul palco a dire la mia che anche la loro manifestazione non è stata messa in cattiva luce da un fallocrate maschilista omofobo e, per giunta, che tenta di comportarsi da cristiano?
      in quanto alla sala, siccome ero seduto quattro file dietro e dalla parte dell’ignazio la russa che, checché ne riferisca qualcuno,non andava affatto su e giù per le scale urlando, a parte una battuta sul calcio fatta da seduto- e giusto dietro me c’era un compagno di merende del sobillatore-posso chiamarlo sobillatore ?- ad uso delle tv e internet che ha subito inveito contro la mancanza di democrazia.
      in quanto al resto – se uno si guarda il filmato, tutto il filmato,ovviamente- vedrà che il coro “vergogna vergogna”-riferito all’agguato lgbt- iene, è stato l’unico momento da stadio.oltre che, per i miei gusti, un po’ troppo applausi sugli interventi.

      • Correttamente si, bisognerebbe concordare cosa è “da stadio” (la clack?) dato che mi pare di aver capito che oggi vi si trova il peggio del peggio… ma scritto da me, che di stadi ne ho visti ben pochi e che il calcio so solo riguarda gente in mutande che corre dietro ad un pallone, può essere fuorviante 😉
        Ma credo il senso si sia capito.

  3. Complimenti ancora per il convegno, ma i titoli del Corriere della Sera sono satanici, e quel prete che si è seduto apposta dietro a Maroni non è stato da meno. Coraggio

  4. Grazie dottoressa per questo articolo! Le sue parole mi danno il coraggio di continuare a testimoniare la Verità (dopo avervi incontrato non è possibile tornare indietro)! Che Dio ci protegga e benedica

  5. “..cercare di fare qualcosa per la famiglia, la mia innanzitutto, e poi le altre, è qualcosa di grande. È come costruire una cattedrale..”
    Cara Costanza, ti vedo operare con tanta fantasia e abilità, con la tua capacità unica nell’affrescare la famiglia con toni appassionati e allegri: questa cattedrale è decisamente impreziosita dai tuoi mosaici leggeri e colorati. Grazie!

  6. Sarei stato felice di esserci ma era davvero fuori della mia / ns portata, il venire a Milano. Mi piacerebbe poter collaborare, contribuire fattivamente, esserci anch’io. Forse però è vero che informare anche stando a casa, divulgare a chi ti sta vicino, fare il proprio come si può, e soprattutto combattere nella trincea della propria famiglia e “sparare” con la fionda le 5 pietre contro i Golia che si acquattano più vicini a noi, anche a Sestri Levante, anche nel mio quartiere, beh, forse è quello che devo fare anzitutto.un abbraccioGiuseppe R

  7. Grazie Costanza, grazie a tutti i relatori e grazie soprattutto a Padre Maurizio che come Gesù davanti a Pilato è rimasto in silenzio! Sappiamo in CHI abbiamo riposto la nostra fiducia. Nella Bibbia il nostro Dio ci ripete (qualcuno dice per 365 volte) “NON TEMERE!” Grazie Signore per questi miei fratelli, benedicili e custodiscili. Silvia

  8. Grazie costanza. Quando penso ad un cristiano Testimone della Verità penso alla tua semplicità nella verità quando con estrema naturalezza hai scritto i libri sul marito e moglie spiegando bene cosa è l’amore Cristiano che si FA in Cristo qui e ora Eucarestia corpo donato a noi perché il nostro Amore terreno diventi divino. Sabato al convegno che hi seguito on line sei stata grande portando in alto quanto abbiamo come dono naturale di Dio: Amore che si fa tra uono e donna uniti in un sacramento diventa Famiglia con Dio vivo presente solo così costruiamo societas….. Figli sicuri di un domani non fatto da mani umane ma da Dio….
    Grazie
    Ti sosteniamo con la nostra preghiera rosario e adorazione Giovedì sera in gruppo…
    Grazie
    Ciao

  9. Si può sempre migliorare, ma la strada è quella giusta! Sono orgoglioso di condividere questa “compagnia dell’Agnello”.
    In quanto alle critiche sull’atteggiamento dei convenuti, concordo con admin sulla responsabilità personale di ciascuno, ma credo ci sia un margine di “controllo”: penso possa essere indicato a inizio seduta una sorta di “comportamento consigliato”, così come avviene tra le Sentinelle in Piedi che, per confermare lo stile scelto, sono richiamate al silenzio e a non reagire alle provocazioni. La reazione di La Russa, ad esempio, non ha fatto bene al movimento…
    Nonostante ciò trovo illuminante la conclusione di Admin, quando dice che se i media hanno parlato solo delle situazioni di contorno, significa che hanno trovato incontestabili i contenuti del convegno… Che poi non abbiano trovato il modo di riportarli in cronaca, attiene alla loro (poca) professionalità di giornalisti, oltre che alla loro scarsa onestà intellettuale.

  10. E ‘ talmente vero, che rimango senza parole. Grazie !

  11. Grazie a tutti! Grazie veramente per il lavoro e la testimonianza che date!
    Volevo chiedervi se c’è da qualche parte su internet il video per intero del convegno! Grazie tante!

  12. Ciao a tutti!
    In questo articolo del “giornale” http://www.ilgiornale.it/news/cronache/finto-papa-chiama-prete-pedofilo-don-inzoli-santit-sono-1085144.html si fa il tuo nome in merito all’increscioso invito di mario inzoli. A parte l’ennesimo scherzo di pessimo gusto fatto da “la zanzara e compari” e che (ex don) mauro inzoli sia stato “invitato” (secondo le sue parole) da amici legati a Costanza, spero che Costanza possa chiarire la sua posizione dinanzi a questa nuova “ondata mediatica” di accuse e sopratutto chiarire che lei non é responsabile delle scelte che fanno gli altri (amici compresi… Vedi primo commento di Admin). Ciao Costanza, ti vogliamo bene e mi unisco al “grazie” comune per quello fai. Un abbraccio anche a tuo marito che “te sopporta” 🙂

  13. PLAUDO AL SUO CORAGGIO

    Psicologo e psicoterapeuta olandese, una delle massime autorità mondiali in tema di omosessualità, su cui ha scritto numerosi libri e articoli scientifici.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ecco-perche-la-chiesa-dovrebbe-incoraggiarele-terapie-dellomosessualita-11602.htm

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