Mese: Dicembre 2014
Te Deum Laudamus perché hai aggiunto agli amici tanti amici
di Andrea Piccolo
Sul lato destro della stazione Porta Nuova di Torino, il lato destro guardando i binari, dissimulata tra la lunga fila di accessi che si aprono tutti uguali nella parete di marmo dallo stile austero, c’è una piccola cappella. Un gruppo che si occupava di assistenza ai barboni organizzava ogni mese la S. Messa in quella cappella e a me, da ragazzo, capitava di andarci. Continua a leggere “Te Deum Laudamus perché hai aggiunto agli amici tanti amici”
Buoni propositi per il nuovo anno, elencati alla rinfusa

di Costanza Miriano
Buoni propositi per il nuovo anno, elencati assolutamente alla rinfusa, in ordine di venuta in mente alle 4 e 19 di notte, al termine di una giornata faticosa e di una notte passata a scrivere sotto i fumi della Coca light e del taleggio. Allora, si diceva dunque propositi per il nuovo anno:
Uscirne indenne.
Uscire dalla dipendenza da sostanze non sane quali il taleggio, le arance disidratate, il Nespresso Arpeggio con la panna.
Uscire prima la mattina per portare le piccole a scuola (non ci riesco mai) e cercare così di risalire nella scala sociale delle madri che arrivano sul piazzale della scuola un quarto d’ora prima della campanella già truccate e aggiornate sulla ricerca di storia, e poi arrivare anche in tempo a messa, invece che essere una paria delle genitrici, sempre per ultima (se arrivo), con la tuta sopra la sottoveste da notte, e sempre in ritardo alla ..ssa (l’inizio lo manco sempre).
Uscire (amo le anafore) più spesso con uomini approvati dalla Chiesa cattolica (mio marito) per andare al cinema o in altri posti strambi quali il fast food srilankese a mangiare lenticchie alla salsa di cocco abbuffandoci con sette euro a testa. Continua a leggere “Buoni propositi per il nuovo anno, elencati alla rinfusa”
Succede oggi. Natale
di Sara Nevoso
Succede oggi che Natale è davvero dietro l’angolo e il conto alla rovescia che io e miei tre bimbetti facciamo ogni sera dal “-10” è sempre più corto e gioioso.
Allora è il momento di pensare al pranzo, di correre al supermercato e accorgersi che salmone non ce n’è più, di sistemare il centrotavola con candela, ma rassegnarsi a non accenderla perché al piccino piace troppo soffiarci sopra! Continua a leggere “Succede oggi. Natale”
La tregua di Natale del 1914, una profezia di speranza per tutti noi
di Antonello Iapicca Pbro
Natale è anche una tregua. Come quella che accadde, improvvisa, sul fronte franco-tedesco della Prima Guerra mondiale. Un film, bellissimo, ce la racconta, ed è come una brezza soave in mezzo al freddo e al buio della guerra. Il potere di un Bambino è stato, quella notte, più forte dell’arroganza dei grandi della terra. Ma questo episodio è solo la profezia di quello che davvero la nascita di Dio può originare. Continua a leggere “La tregua di Natale del 1914, una profezia di speranza per tutti noi”
Salmo 90
di Andrea Torquato Giovanoli
Oggi pomeriggio, mentre il grande era ancora a scuola ed il mezzanello era a fare la nanna, ho potuto godermi un po’ di tempo con la mia piccolina.
Ha solo nove mesi, ma già fa un sacco di cose: oltre ad aver messo sette dentini tutti in una volta e ad aver iniziato lo svezzamento, ha cominciato a gattonare, abbozza lunghi discorsi di sillabe ripetute, si tira in piedi aggrappandosi al divano e, tanto per non far dimenticare la sua presenza in casa, quando si accorge che non c’è nessuno nei paraggi che la rimira adorante e complimentoso, come ogni donna che si rispetti inizia a lamentarsi. Continua a leggere “Salmo 90”
Postumano
Non bisogna datare le rivoluzioni dal giorno in cui esplodono. In un certo senso allora finiscono
Jacques Ploncard d’Assac (1910-2005)
di Daniela Bovolenta e Cristina Tamburini
“Non bisogna datare le rivoluzioni dal giorno in cui esplodono. In un certo senso allora finiscono”[1]: cioè, quando un fenomeno radicalmente nuovo appare alla ribalta della storia è perché ha preparato in ambito culturale e sociale, quasi nell’ombra, le condizioni per la propria aperta diffusione.
Ogni grande cambiamento sociale ha una preparazione remota e delle cause prossime. Continua a leggere “Postumano”
Accorgersi di crescere
di FrancoNembrini per cinquepassi.org
Avevo 17 anni, e nonostante l’educazione cristiana ricevuta in casa si insediò in me il dubbio, lo scetticismo, insomma, andai in crisi, una crisi profonda, di cui soffrivo molto. La cosa che mi faceva soffrire maggiormente era che il nulla divorava ciò a cui tenevo di più, divorava mio padre e mia madre, i miei fratelli e i miei amici: era un sentimento di inconsistenza della realtà, mi franava tutto addosso.
Guardavo mia madre lavorare in casa e piangevo perché sentivo che qualcosa me la stava portando via, neanche il bene che le volevo reggeva, perdevano di consistenza tutte le cose che mi erano care. Continua a leggere “Accorgersi di crescere”
Sembra proprio un angelo
“«Sembra proprio un angelo» dissero gli Orfanelli uscendo dalla cattedrale con le loro vivaci mantelline rosse e i lindi grembiulini bianchi.
«Che ne sapete voi?» disse il Maestro di Matematica, «non l’avete mai visto, un angelo.»
«Ah! ma sì, invece, in sogno» risposero i bambini…”
(da “Il Principe Felice” di Oscar Wilde).
di Mario e Marta Grossi
L’angelo: essere di natura superiore all’umana, puramente spirituale, è rappresentato dall’Arte in forma corporea (più o meno corpulenta) di giovanile bellezza, con ali e tra raggi di luce. Molti artisti non hanno resistito al desiderio di esprimere la loro visione di questi protettori alati. Come non ricordare gli angioletti di Raffaello, tanto di moda qualche hanno fa’? Continua a leggere “Sembra proprio un angelo”
Aspettando Natale
di Emanuele Fant
Ogni anno i negozi si preparano un po’ prima al Natale. Nelle vetrine, dai semi delle zucche di Halloween, ormai germogliano direttamente alberi con le palline. Non che questa espansione mi dispiaccia. La dilatazione dell’attesa del Bambino si può leggere come un’occasione: è esattamente quello che dovremmo fare, tenere in modo permanente la scomoda posizione di vedette, con la fame perenne di qualcosa di fondamentale, sommata alla certezza che quel qualcosa non può non venire. Continua a leggere “Aspettando Natale”
Natale sul Calvario
di Andrea Torquato Giovanoli
Recita di Natale a scuola: canto finale, con tutte le classi schierate sul palco di un anfiteatro noleggiato appositamente per l’occasione.
Mia moglie ed io siamo in gradinata, incollati alle poltroncine in attesa dell’esibizione di nostro figlio maggiore, il quale, lo sappiamo molto bene, ci tiene tantissimo a quell’ultima canzone da cantare tutti insieme, tanto che la conosceva già a memoria ad ottobre, quando ancora il saggio natalizio era lontano anni luce. Continua a leggere “Natale sul Calvario”
Mia moglie ed io siamo in gradinata, incollati alle poltroncine in attesa dell’esibizione di nostro figlio maggiore, il quale, lo sappiamo molto bene, ci tiene tantissimo a quell’ultima canzone da cantare tutti insieme, tanto che la conosceva già a memoria ad ottobre, quando ancora il saggio natalizio era lontano anni luce. Continua a leggere “Natale sul Calvario”
I capelli della mia bambina e l’infinito
Continuano le anteprime de La Croce – Quotidiano che sarà in edicola e online dal 13 gennaio 2015. QUI tutte le informazioni per abbonarsi

di Paola Belletti per La Croce
Ho una domanda seria. L’ho copiata da mia figlia, la più grande. Che però me l’ha posta quando aveva sei anni mi pare. “Perché Gesù i denti nuovi ce li fa crescere piano piano?”
Vi lascio un po’ di tempo per pensarci.
O per andarvene, ovvio. Magari vi scade il parcheggio o avete altre degnissime urgenze.
Però trovo sia una bellissima domanda. Continua a leggere “I capelli della mia bambina e l’infinito”
La fede sospesa
di Paolo Pugni
Si perde la fede così, come una foglia che cade in autunno: si piomba nel dilemma che produce disperazione. Un silenzio che rugge, un mormorio che assorda, un parlare al cuore che avvelena la ragione possono essere scorciatoie per deporre Dio ai piedi del nulla. Annacquare quel deposito che hai difeso per anni fino a svuotarne il senso, ridurlo a follia. Continua a leggere “La fede sospesa”
una palla di vetro che a girarla viene giù la neve
Noi c’eravamo!
Insieme vegliamo, insieme resistiamo, insieme testimoniamo
In tanti si chiedono quale sia la natura delle Sentinelle in Piedi e di conseguenza il fine del nostro vegliare. Un’associazione? Un partito politico? Un movimento di natura confessionale? Il tentativo, comprensibile, è quello di incasellare una realtà nuova negli schemi di sempre.
Non siamo un’associazione, non abbiamo uno statuto, ma siamo un popolo formato da tanti io che desiderano seguire la verità, senza imporla a nessuno ma senza rinunciare a viverla pubblicamente. La nostra è quindi un’amicizia laica, fondata sulla condivisione di un bene oggettivo, riconoscibile dal cuore di ogni uomo e quindi aperta a ogni personache voglia seguire la voce della coscienza. Siamo persone libere che gettano ponti e creano legami fra loro. Continua a leggere “Insieme vegliamo, insieme resistiamo, insieme testimoniamo”
Passeranno con gli anfibi sulle nostre certezze
di Costanza Miriano
Sono una mamma di un adolescente, un preadolescente e due bambine, e grazie alla mia rispettabile esperienza ho una forte, incrollabile, solida certezza: ho totalizzato fino a oggi almeno sedicimilasessanta errori educativi. E questo nella migliore delle ipotesi, cioè nell’auspicabile caso di avere sbagliato una sola volta al giorno con ciascuno dei figli. Nella realtà potrebbero essere molti di più ma preferirei non indagare. Continua a leggere “Passeranno con gli anfibi sulle nostre certezze”
L’Avvento è riconoscere di avere bisogno
di Costanza Miriano
L’Avvento è riconoscere di avere bisogno. O meglio, forse non nell’ordine, cercare di imparare a cucinare entro il pranzo di Natale che ormai si è grandi ed è ora, trovare quella bambola mai prodotta che ci è stata chiesta perché tanto Gesù trova tutto, spedire qualche biglietto come se si fosse vere signore almeno qualche secondo prima della messa di mezzanotte, e riconoscere di avere bisogno.
Perché, cosa si aspetta se non si ha bisogno di nulla?
L’Avvento dunque è innanzitutto riconoscere la propria sofferenza o fatica o pesantezza di vivere, o vero e proprio dolore. È dirlo, una buona volta. Io da sola non posso nulla. Non posso neanche fare felici le persone a cui voglio bene, guarda un po’, perché non basto a me stessa figuriamoci se posso bastare a un altro.
Continua a leggere “L’Avvento è riconoscere di avere bisogno”











