Succede oggi. Natale

di autori vari

unnamed

 

di Sara Nevoso

Succede oggi che Natale è davvero dietro l’angolo e il conto alla rovescia che io e miei tre bimbetti facciamo ogni sera dal “-10” è sempre più corto e gioioso.

Allora è il momento di pensare al pranzo, di correre al supermercato e accorgersi che salmone non ce n’è più, di sistemare il centrotavola con candela, ma rassegnarsi a non accenderla perché al piccino piace troppo soffiarci sopra!

Succede però che è soprattutto il momento di stare svegli, di aspettare Qualcuno che silenziosamente arriva ogni anno per farci compagnia ogni giorno.

A Natale bussa un po’ più forte e cerca di dirci: “guardate che io sono qui, oggi magari riuscite a vedermi meglio, ma tenetemi nel cuore perché c’ero ieri e ci sarò domani”.

“Mamma, però scusa, sarà il compleanno di Gesù, perché non è che può nascere ogni volta!”

“Sai perché a Gesù tocca nascere ogni volta? Secondo me è perché troppo spesso ci dimentichiamo che è già nato e così immaginare la sua nascita ed organizzare la sua festa ce lo fa ricordare”.

Così ho risposto a Tp, pensando di essermela cavata discretamente, ma alla fine chi ne è uscito meglio è stato il mio piccolo che diventa grande, che così ha concluso:

“Caspita, siamo fortunati ad organizzare ogni volta la festa del più importante del mondo!”

 

Buon Natale.

6 commenti to “Succede oggi. Natale”

  1. Con tutto il rispetto per l’autrice dell’articolo, queste favolette di Natale mi sono sempre più a noia ( noia nel senso dantesco del termine, che vale “tedio” e che ha a che vedere col “taedium vitae” di lucreziana memoria). C’è un tempo per ogni cosa, ci insegna il bellissimo libro del Qoelet, o Ecclesiaste se preferite, e questo, secondo la mia modesta opinione, che probabilmente non interesserà a nessuno, non è più il tempo delle favole, della misericordia ipocrita e vuota, del buonismo, ma piuttosto il tempo per combattere. Il cristiano combatte dando la sua testimonianza di Gesù Cristo, il quale – non io- ha precisato di non essere venuto sulla terra per portare la pace, ma la divisione. Testimoniare la fede non può che portare alla persecuzione, alla sofferenza, forse al martirio. Come ho detto altre volte, sono padre di quattro figli e un tempo ero felice nel preparare insieme a mia moglie le feste natalizie con loro, nel Nome del Signore, ma mentre noi ci dedichiamo a posizionare l’ultima pallina sull’albero o lasciamo che la più piccola metta il bambinello nel presepe, le femen oltraggiano questo bambinello in piazza S.Pietro, così come hanno oltraggiato il Crocifisso nella stessa piazza e distrutto il presepe a Bruxelles, per citare soltanto alcune delle loro ultime imprese. Padre Lombardi assicura che stavolta la giustizia vaticana userà la mano forte. Speriamo che sia così. Quando queste isteriche cristofobiche vengono lasciate alla giustizia ordinaria, se la cavano con una multa ridicola o ancor meno. Noi cristiani rischiamo il posto di lavoro se non addirittura il carcere per omofobia, perchè vogliamo ancora essere chiamati padri e madri, perchè crediamo che un figlio possa nascere soltanto dall’unione di un uomo e una donna, gli “altri”, invece, possono offenderci come vogliono, a loro è riconosciuto il diritto di qualunque atto discriminatorio, persecutorio e offensivo nei confronti della nostra fede e delle nostre convinzioni. Michele Serra su “Repubblica” si è preoccupato della faccia del gendarme che portava via la femen. Non gli è piaciuta quella faccia. Roba da pazzi! Ma, naturalmente, il buonismo cristiano occidentale non se la sente di reagire, e reagire significa semplicemente testimoniare la verità, urlarla se necessario, come fecero Gesù e S.Giovanni Battista.
    Perfino su questo blog, non riuscite a scrivere un articolo che riassuma e analizzi tutti gli attacchi delle femen, ormai settimanali, alla nostra fede, e che sono soltanto un segno evidente degli attacchi condotti su larga scala da una società intollerante e persecutoria del Nome di Cristo. Oggi dobbiamo subire questi scempi e dobbiamo lottare contro i leoni per
    indossare un crocifisso o allestire un presepe, domani ci getteranno in prigione, dopodomani entreranno nelle chiese durante le celebrazioni e cominceranno a spararci contro. Cose del genere sono già accadute e accadono oggi in altri luoghi, ma noi non rimarremo immuni per sempre. Gesù lo aveva già profetizzato: vi porteranno di fronte ai giudici, vi uccideranno, ecc. ecc. Non vi è dubbio che ora qualcuno tirerà di nuovo fuori la favoletta sempre pronta del vittimismo cristiano nonchè il fatto che i cristiani dell’Occidente non sono perseguitati. Peraltro, anche nella mia “cerchia” di persone, non indifferente nel numero tra parenti, amici, colleghi, studenti e loro genitori, vivo sulla mia pelle queste persecuzioni e non presumo affatto che la mia vita o quella di mia moglie non possa essere in pericolo serio in un futuro fin troppo prossimo. Le grandi persecuzioni nella storia sono iniziate in questo modo, tra l’indifferenza, la sottovalutazione e lo scherno dei più.
    Perciò, senza offesa per nessuno, mentre noi ci leggiamo una bella paginetta natalizia con i bambini felici per il Natale di Gesù, là fuori si preparano i leoni. Ma là fuori ci viviamo tutti, compresi i bambini che abbiamo accettato di mettere al mondo con tanto amore e confidando nel Nome e nella Promessa di Gesù Cristo, Unico Nostro Signore.

  2. Dal discorso della montagna ,vangelo secondo Matteo : “Beati quelli che sono perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli! Beati sarete voi, quando vi oltraggeranno e vi perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli; così, infatti, hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”.
    Preghiamo per queste povere donne ,povere di spirito, povere perché non conoscono la bellezza di Dio,povere perché offendono la Luce vera .
    Il Vaticano comunque mi sembra che questa volta abbia preso posizione .

  3. Certo, preghiamo per queste povere donne che oltraggiano il Natale, per i mariti che uccidono le mogli e per le madri che uccidono i figli, e già che ci siamo anche per le bestie dell’Isis e, ovviamente, per il redattore della famigerata proposta di legge sulla cosidetta omofobia. Ricordiamoci, però, di pregare anche per le vittime e consideriamo che non è detto che un cristiano se la senta sempre di accettare il martirio in quanto essere umano come gli altri e che il perdono e la preghiera per il nemico non sono in contraddizione con l’affermazione della giustizia, anche umana. Altrimenti, mi chiedo il perché di tanti articoli e commenti su questo blog a proposito delle sentinelle in piedi e della proposta di legge di cui sopra. Per le beatitudini, ho trovato molto interessante il libro del cardinale Martini sul discorso della montagna, che valuta le beatitudini in modo concreto e non semplicistico partendo dalla constatazione che per noi esseri umani sembrano impossibili. Il mio intervento intendeva mettere in luce un aspetto meno edulcorato del Natale e della nostra fede in genere nonché la proposta di riappropriarci del senso di indignazione, perché senza indignazione si rischia di perdere la sostanza della fede ( opinione personale, ovviamente).
    Quanto al Vaticano, si’, stavolta ha preso posizione. Si è indignato duramente mediante padre Lombardi, ha promesso misure severe anche perché il reato è stato commesso in un momento particolare come il Natale, e’ grave ed è reiterato, ed infine ha rilasciato la femen ucraina…!?…Ho una mia idea del perché di questo rilascio, diciamo così, affrettato, ma preferisco non esprimermi. Che Dio ci guidi con la Sua Sapienza.

    • Il beato don Francesco Bonifacio, ucciso “in odium fidei” in Istria alla fine del secondo conflitto, scrisse tre giorni prima di morire “Gesù perdona i suoi crocifissori e prega per loro” (vado a memoria…). Nello spirito del Natale, troviamo la forza per trasformare ogni manifestazione di odio in amore. Questo non vuol dire “chiudere gli occhi” davanti al male, ma sfidarlo a diventare bene con l’aiuto di Dio. Noi cristiani lo sperimentiamo ogni ora della nostra vita.

  4. Continuo a non capire per quale motivo chiedere giustizia non può andare d’accordo con la misericordia, ma non voglio aggiungere altro. Sono esausto da quanto devo sopportare nella vita privata. Anche in questo blog domina il politicamente corretto, appesantito dal moralmente corretto. Vuol dire che andrò anch’io a S. Pietro a sventolare uno striscione, mi farò arrestare ed avrò la comprensione di tutti.
    Serene festività a tutti nel Nome del Signore e Grazie.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: