Custodire la Vita

di Noemi Ferrari

È cominciato il periodo di Avvento e mai, come quest’anno, sperimento cosa significhi attendere qualcuno, aspettare con trepidazione che si manifesti nel mondo. A dicembre, oltre alla nascita del Salvatore, è prevista anche la venuta al mondo di Pietro, nostro figlio.

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La dolce morte non esiste

di Giacomo Bertoni

Lavoro, palestra, apericena, casa, vacanza. Finalmente siamo liberi. Finalmente la nostra vita è veramente nelle nostre mani. Quali altre generazioni, fra quelle che ci hanno preceduti, hanno avuto a disposizione la stessa nostra libertà, unita alla stessa generosità di risorse che caratterizza il nostro tempo? Non possiamo solo sognare un lavoro di successo, possiamo anche provare a ottenerlo. E se non arriva in Italia, arriverà magari in un altro Paese.

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Yes to life

di Costanza Miriano

“ I miei figli erano perfetti “ – diceva sempre Chiara. Entro, in ritardo come sempre (signor vigile, dopo tre giri del quartiere ho lasciato l’auto in divieto, ma lei capirà, devo andare a sentire padre Vito D’Amato, il padre spirituale di Chiara Corbella Petrillo, quindi lei non mi farà la multa, giusto? E se lei per caso dovesse non avvertire questa come un’esigenza primaria, poi me la toglierà, la multa, giusto?), insomma, arrivo trafelata e sento queste parole per prime. La giornata comincia bene. E prosegue meglio.

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#VincentLambert, la dichiarazione della Santa Sede

Dichiarazione congiunta del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e la Pontificia Accademia per la Vita sul caso del Sig. Vincent Lambert

Nel condividere pienamente quanto affermato dall’Arcivescovo di Reims, S.E.Mons. Éric de Moulins-Beaufort, e dal Vescovo Ausiliare, S.E. Mons. Bruno Feillet, in relazione alla triste vicenda del Sig. Vincent Lambert, desideriamo ribadire la grave violazione della dignità della persona, che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione comportano. Lo “stato vegetativo”, infatti, è stato patologico certamente gravoso, che tuttavia non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, né i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell’assistenza umana di base.

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Un crimine vergognoso, un video straziante #VincentLambert

È partita la macchina della morte, è stata avviata la procedura di soppressione per fame e per sete di Vincent Lambert la cui unica colpa è quella d essere tetraplegico.

Divulgato il video girato ieri pomeriggio nella stanza del CHU di Reims, in cui si vede chiaramente Vincent piangere.

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Vincent Lambert, è il momento di agire

di Giacomo Bertoni

Non è una provocazione, non è per far polemica. L’invito di Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana, a un intervento diretto di monsignor Paglia per salvare Vincent Lambert non è una boutade. È il grido disperato di un popolo che si sente impotente, e chiede ai suoi pastori di agire, di farsi voce e braccia e gambe di fronte all’orrore.

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L’otto per la vita

di Costanza Miriano

Buona festa della donna alle mie ormai migliaia di amiche e conoscenti che se ne fregano della festa della donna, che non hanno rivendicazioni da fare, che sono felici di avere avuto la incredibile fortuna di poter essere al servizio della vita – sia che i figli non arrivino, sia che ne arrivino otto, nove, undici o dodici: quello che conta è la disponibilità – che amano farsi i fatti degli altri, prendersi cura, farsi carico, che vogliono essere alleate dei loro uomini, imparare a tradurre il loro linguaggio, stare dalla loro parte, aiutarli a essere migliori, mentre loro le proteggono.

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Ancora in piazza per pregare e non solo per Alfie

di Costanza Miriano

C’è almeno una cosa buona nella storia di Alfie: ci ha fatti alzare in piedi in tanti, ha riempito diverse piazze negli ultimi giorni prima della sua morte, quando chiedevamo che l’Alder Hey rilasciasse il bambino, o almeno che non gli sospendesse alimentazione, idratazione e ossigeno  – Milano, Roma, Torino e non solo. E domani, 9 maggio, nel giorno di quello che sarebbe stato il suo secondo compleanno, ne riempirà molte altre, oltre Milano Roma e Torino:

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La buona battaglia non è finita

ROMA

PIAZZA SAN PIETRO

9 maggio ore 22.00

Il giorno del secondo compleanno di Alfie, una preghiera per lui e per tenere alta la guardia su tutti i bambini che verranno uccisi in Inghilterra e nel mondo, ovunque ci sia qualcuno che si azzarderà ancora a dire che la vita di qualcuno è “futile”.
Forse non riusciremo a fermarli, ma grideremo al mondo che stanno uccidendo un innocente.
Se nella vostra città ancora nessuno ha organizzato, fatelo voi!

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“Su Alfie c’è una ostinazione anti-curativa che è il contrario delle cure palliative”

da Agenzia SIR

“Questa ‘inattesa’ resistenza fisica di Alfie alla pretesa insufficienza respiratoria letale dei medici rappresenta una ‘falsificazione’ – in termini popperiani – della tesi della completa perdita di funzionalità del sistema nervoso centrale. Le funzioni troncoencefaliche del bambino risultano infatti ancora sufficientemente integre da consentirgli una respirazione autonoma, anche se non è possibile prevedere per quanto questa potrà continuare in assenza di un supplemento di ossigeno. Anche il suo cuore continua a battere, a testimonianza dell’assenza di una compromissione sostanziale del miocardio”.

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La battaglia culturale e l’azione silenziosa

di Costanza Miriano

Per me Gaudete et exsultate è bellissima, è incoraggiante ed entusiasmante, è piena di spunti, densa ma semplice, un programma di vita impegnativo eppure allettante, insomma una misura alta della vita cristiana che mi fa venire voglia di mettercela tutta. Ci sono dei passaggi addirittura commoventi, e altri che mi hanno stupito per come traducono in parole cose che penso e che non mi ero mai chiarita. Ovviamente su pressoché tutti i punti devo lavorare, pur essendo preparatissima sulla teoria.

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Contemplando un pezzetto di cielo

di Mario Barbieri

Ieri ho avuto l’occasione di visitare un malato, una persona malata e allo stadio “terminale” a meno di un miracolo… ma non una persona, un malato qualunque (anche se un malato non è mai “qualunque”), bensì il padre di un amico fraterno, certamente un Fratello nella Fede, che conosco da più di trent’anni.

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“Per tutti”

di Federico Robbe

Se c’è un tema che va di traverso alla società di oggi, e con cui fa una fatica tremenda a fare i conti, è la vecchiaia. Guai a non essere rapidi, efficienti e produttivi, sentiamo dire da ogni parte. Ma allora qual è il posto degli anziani?

Una volta papa Francesco, parlando della “cultura dello scarto”, ha ripreso una gran frase di Benedetto XVI: “La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica da come gli anziani vengono trattati”. Continua a leggere ““Per tutti””

Card. Sgreccia: i 10 punti critici sul caso del piccolo Charlie Gard

di Elio Sgreccia Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita  

In queste ore drammatiche, assistiamo, dolenti ed impotenti, agli sviluppi ultimi e agli esiziali contorni che sta assumendo la vicenda del piccolo Charlie Gard, il neonato inglese di 10 mesi affetto da Sindrome dell’encefalomiopatia mitocondriale ad esordio infantile, il quale, sulla base di distinte statuizioni giudiziarie emesse da tre differenti Corti inglesi, di diverso grado, e da ultimo dalla stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dovrebbe essere accompagnato alla morte per mezzo del distacco dalla macchina che ne assicura la ventilazione meccanica e della contestuale interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali, non prima di avergli procurato uno stato di sedazione profonda.
Nei differenti gradi di giudizio, le Corti inglesi hanno ribadito che il processo di decadimento generale delle condizioni cliniche di Charlie e, con esso, il deterioramento progressivo ed inarrestabile della funzionalità degli organi che presiedono alle funzioni vitali, primi tra tutti quelli respiratori, inducono a credere che qualsiasi decisione relativa ad ulteriori azioni che prolungassero simili condizioni di vita, sarebbe da giudicare illegittima, dacché non assunta nell’effettivo, migliore interesse del piccolo, ma piuttosto volta ad aumentare, nel tempo e nell’intensità, il dolore e le sofferenze dello stesso. Quello che più sorprende è che la stessa idea di sottoporre Charlie ad un protocollo sperimentale di terapie nucleosidiche che si sta mettendo a punto negli Stati Uniti, proposta a più riprese avanzata dai genitori, è stata considerata inattuabile, meglio ancora “futile”, dai consulenti medici interpellati dai giudici, a fronte dell’esigenza, questa sì impellente, di voler dare un’esecuzione immediata e definitiva ai dispositivi unanimi delle sentenze fin qui pronunciate.

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Europa, se perdi Charlie non ti rimane nulla

di Giacomo Bertoni

Caro piccolo Charlie, voglio chiederti scusa. Scusa come occidentale, perché ho sottovalutato il crimine che si stava compiendo nei tuoi confronti nel cuore della nostra Europa. Scusa come giovane, perché nonostante la retorica sulla nostra vivacità non ho speso abbastanza energie per te. Scusa come studente, perché non mi sono documentato abbastanza sul tuo caso. Scusa come cronista, perché non sono riuscito a raccontarti come avrei dovuto. Continua a leggere “Europa, se perdi Charlie non ti rimane nulla”

Servi inutili. Volontarie pro life sull’orlo di una crisi di nervi

Nigel Biggar e Peter Singer

di Anonimo

Ore 7.40, agenzia delle entrate. Fuori dall’edificio, tu e una palla di spine che rotola. Dentro, la fila. Però ce l’hai fatta, hai stirato le divise alle 5, hai evitato di litigare con tuo marito occasionalmente reincarnato in un bradipo, hai  portato i bambini a scuola prima che sorga il sole e arrivi la bidella, e sei li prima che apra, tu e solo altre 40 persone prima di te.

Devi registrare il contratto di comodato d’uso  per la sede del Cav. All’attivo, la settimana precedente, 2 ore nette di coda per sentirsi dire infine che manca un allegato e va tutto rifatto. Era la terza volta che si rinnovava quel contratto: quel cedolino non era mai stato richiesto. Ora sei li, di nuovo, in anticipo: hai tutto, delega, modulo, timbro, certificazioni, fotocopia e originale dei documenti, cedolino inutile, tutto. Non sei tranquilla però. E infatti stavolta non ti vogliono nemmeno dare il numeretto al desk dell’accoglienza: perché non hai pagato i 200 euro canonici.

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Charlie e la speranza

di Eleonora Barberio

Come si fa, mi chiedo, a volere e soprattutto ad imporre la morte di un bambino di 8 mesi affetto da una rarissima malattia genetica (sindrome di deperimento mitocondriale) che porta ad un progressivo indebolimento dei muscoli e a considerarlo “il miglior interesse del paziente”? Come si fa, mi domando, a non rimanere schifati, disgustati ed arrabbiati davanti ad un’ Alta Corte britannica e ad una Corte Suprema che per ben due volte sentenziano, contro la volontà dei genitori, che il bimbo “deve morire con dignità” solo perché ne risulta molto difficile la guarigione o la comparsa di miglioramenti? Come si può, continuo a martellarmi, ad essere un medico e a considerare “non etico tenere in vita il bambino”? Come si può impedire a due genitori di provarle tutte, di combattere fino alla fine, di portare loro figlio negli Stati Uniti per una terapia sperimentale che comunque presenta delle possibilitá di riuscita e che in passato ha visto la guarigione di bambini affetti da patologie simili? Continua a leggere “Charlie e la speranza”