#VincentLambert, la dichiarazione della Santa Sede

Dichiarazione congiunta del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e la Pontificia Accademia per la Vita sul caso del Sig. Vincent Lambert

Nel condividere pienamente quanto affermato dall’Arcivescovo di Reims, S.E.Mons. Éric de Moulins-Beaufort, e dal Vescovo Ausiliare, S.E. Mons. Bruno Feillet, in relazione alla triste vicenda del Sig. Vincent Lambert, desideriamo ribadire la grave violazione della dignità della persona, che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione comportano. Lo “stato vegetativo”, infatti, è stato patologico certamente gravoso, che tuttavia non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, né i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell’assistenza umana di base.

L’alimentazione e l’idratazione costituiscono una forma di cura essenziale sempre proporzionata al mantenimento in vita: alimentare un ammalato non costituisce mai una forma di irragionevole ostinazione terapeutica, finché l’organismo della persona è in grado di assorbire nutrizione e idratazione, a meno che non provochi sofferenze intollerabili o risulti dannosa per il paziente.

La sospensione di tali cure rappresenta, piuttosto, una forma di abbandono del malato, fondata su un giudizio impietoso sulla sua qualità della vita, espressione di una cultura dello scarto che seleziona le persone più fragili e indifese, senza riconoscerne l’unicità e l’immenso valore. La continuità dell’assistenza è un dovere ineludibile. Auspichiamo, dunque, che possono essere trovate al più presto soluzioni efficaci per tutelare la vita del Sig. Lambert. A tale fine, assicuriamo la preghiera del Santo Padre e di tutta la Chiesa.

 

Kevin Card. Farrell
Prefetto
Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita

 

+ Vincenzo Paglia
Presidente
Pontificia Accademia per la Vita

34 pensieri su “#VincentLambert, la dichiarazione della Santa Sede

  1. Thelonious

    “cura”, non significa “terapia”.

    “…L’alimentazione e l’idratazione costituiscono una forma di cura essenziale sempre proporzionata al mantenimento in vita: alimentare un ammalato non costituisce mai una forma di irragionevole ostinazione terapeutica…”

    E’ scritto in modo chiaro: basta saper leggere.

    1. No, veramente non mi sembra affatto chiaro: dicono che non è ostinazione terapeutica, mentre bisogna dire semplicemente che non è cura. Mangiare non è una cura essenziale.

      Dopodiché lasciamo perdere e facciamo che è una traduzione imprecisa. Comunque mi pare si stia riproponendo il copione di Charlie, anche se Vincent fortunatamente non è ancora morto: benvenuto il pronunciamento, ma è in grave ritardo. E se non fosse intervenuta la magistratura francese a imporre la ripresa della nutrizione? È poco utile dire che non bisogna lasciar morire un poveretto dopo che si è iniziato ad ammazzarlo (così come p.es. è inutile pronunciarsi contro un referendum – p.es. Irlanda – dopo che si è concluso).

      1. Marco.Trosti

        Anche di fronte ad una dichiarazione chiarisissima come questa lei non trova di meglio da fare che criticare la Chiesa ed i suoi cardinali. La sua disonesta intellettuale è pari solo alla presunzione con la quale si sente superiore a qualsiasi voce cattolica , come se lei fosse investito di chissa’ quale speciale ufficio da Dio. Se proprio si sente superiore a qualsiasi autorità della chiesa non ha che da entrare in seminario, fare un percorso di discesa e di umiltà (oltre che di preghiera ed istruzione) ed infine consacrare la sua vita a Dio ed agli altri, invece di continuare ad offendere e deridere tutto e tutti per ottenere l applauso di qualcuno.

      2. ola

        In effetti forse sarebbe meno ambiguo “trattamento”?
        Pero’onestamente leggendo tutto dall’inizio alla fine e’difficile non capire l’antifona, il penultimo paragrafo riporta anche la posizione ufficiale del CCC appena parafrasata.

      3. Elisabetta

        Ci mancava la solita predica di Catone il censore che presidia giorno e notte questo blog per i propri – malissimo celati – scopi politici.

  2. Karmell

    Importantissima questa dichiarazione, che segue il tweet del Santo Padre di ieri: i giudici hanno chiesto di sospendere l’interruzione dell’idratazione e l’alimentazione, ma ancora la questione è tutt’altro che chiusa.

  3. Raffaella

    Oggi la Chiesa finalmente si è espressa, con un ritardo biblico ovviamente,….. ma meno male che la Ecclesia siamo noi a precipitarci prima !!!!!!

    1. Alessandra

      Ma per pieta un po di pace di raccoglimento di opportunita e
      basso impatto…
      Pregare ringraziare gioiere sperare è piu di sempre polemica e tensione
      Help

  4. nonna Anna Maria

    ….lascio le critiche a chi non ha niente di meglio da donare.
    Mi unisco a coloro che pregano ed hanno pregato per la Vita di Vincent.
    Ogni vita è preziosa e sacra, nel senso che non ci appartiene e solo a Dio è dato il diritto di decidere quando richiamarci per la Vita eterna. A noi il compito di tutelarla nelle sue necessità. Anche un neonato lo si deve alimentare perchè da solo non lo può fare. Ma anche nei casi di inabilità più o meno gravi, chi ha il compito familiare o di assistenza, ha il Sacrosanto dovere di assisterlo con tutti i mezzi disponibili.
    ..e con Amore, per Carità!
    Agli uomini di Buona Volontà, Con l’aiuto della Preghiera, Dio non fa mancare il discernimento per le cure necessarie, e la Consolazione di Gioia nel cuore!
    Un grazie di cuore a Costanza, per l’opportunità che ci offre ogni volta.
    Nonna Anna Maria

    1. Grazie Nonna Anna Maria rivolgersi a Dio per una persone, è un atto nobile.
      Grazie a tutti voi e a Costanza.

      Il mondo ha bisogno di preghiere, ma quella del cuore, Dio e Maria Ss. ci ascolta sempre.
      Grazie.

  5. CP

    Ma ho letto bene le notizie? Lunedì avevano cominciato il processo di sospendere nutrimento e idratazione, e poche ore dopo una sentenza della corte d’appello di Parigi ha fermato tutto – quindi devono riprendere a dargli da bere e da mangiare – fino a quando non si pronuncia un comitato ONU per i diritti dei disabili, che era intervenuto due settimane fa citando la sezione 25(f) della Convenzione Onu sui diritti dei Disabili: “non si può negare cure o cibo e fluidi alle persone discriminando in base alla disabilità”.
    Un tribunale e un comitato ONU che fanno una cosa buona. Incredibile! Ringraziamo Dio e preghiamo che continuino così!

  6. ambrogio santelia

    “Auspichiamo che si possa trovare soluzioni per tutelare la vita ecc. ecc” Ma non è così che si deve esprimere la Chiesa di fronte ad un tentato omicidio. Un linguaggio asettico e diplomatico che vale quanto la mia supplica. Deve urlare la Chiesa, deve denunciare questa china pericolosa che la società moderna ha intrapreso per” liberarsi” delle persone che non le servono. Deve affrontare a muso duro questa orrenda realtà e non limitarsi ad un diplomatico comunicato.

    1. Bruno

      Come si può “ribadire la grave violazione della dignità della persona, che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione comportano” di fronte alla soppressione di una vita umana? Come è possibile che i massimi vertici del Magistero si esprimano in questo modo di fronte all’eutanasia? Rabbrividisco al pensiero di come sarebbero intervenuti nel caso di un migrante, mentre qui siamo a questo livello… Che il Signore ci aiuti perchè noi siamo incapaci di fermare la deriva che ha preso la Chiesa in questi anni.

  7. Beppez

    Sono,ovviamente felice per Lambert. Ma come questa vicenda si va evolvendo nelle sue implicazioni non è positiva. l’ONU assume davanti a tutti ( cattolici compresi ) la funzione di suprema corte per decidere della “moralità” di un comportamento. E ahimè l’ONU – o meglio le organizzazioni che fanno capo a esso – hanno una “etica” fortemente difforme da quella cattolica su tante questioni, aborto in primis.

    1. PaulBratter

      La moglie vuole che muoia, la mamma e il papà che viva.
      La moglie ama Vincent? Pensiamo di sì.
      La mamma e il papà amano Vincent? Siamo sicuri di sì.

  8. Si ripete, grossomodo, lo schema di Charlie: la Chiesa parla il burocratese-diplomatico e la vicenda è in mano a burocrati-diplomatici (e giuristi). Qualcuno se ne accorge, altri no, altri ancora non comprendono neanche l’importanza di questo aspetto del problema. La Verità di Cristo la proclamano solo la mamma e il papà di Vincent (e, curiosamente e senza dubbio in buona fede, c’è persino chi ritiene irrilevante che siano stati indicati dai media laicisti “cattolici integralisti” – probabilmente l’unica cosa vera che certi giornali hanno scritto sulla vicenda). Finché si rimane su questo binario, c’è da essere pessimisti. Però almeno questo atipico intervento dell’ONU ha riportato indietro le lancette dell’esecuzione.

    1. Francesco Paolo Vatti

      Scusi Giudici, non capisco una cosa: intende dire che è vero che i genitori Lamert sono integralisti? Se sì, cosa intende in questo caso?
      Grazie!

  9. http://www.lanuovabq.it/it/caso-vincent-la-punta-delliceberg

    Si possono dire anche cose giuste e lasciare comunque perplessi, per non dire altro. È il caso del comunicato congiunto diffuso da Pontificia Accademia per la Vita e Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita a proposito della vicenda di Vincent Lambert.

    Perché dunque le perplessità? Anzitutto per la tempistica. Il comunicato è stato diffuso nel pomeriggio del 20 maggio, cioè dopo la decisione della Corte d’Appello francese che ha ordinato ai medici dell’ospedale di Reims di sospendere l’eutanasia di Vincent. Ed è stato il primo segnale di vita ricevuto dal Vaticano, se si eccettua un tweet del Papa, peraltro poche ore prima a eutanasia già in corso. Cioè, malgrado gli inviti, le pressioni, le suppliche che duravano da settimane, monsignor Vincenzo Paglia e il cardinale Kevin Farrell, rispettivamente presidenti delle due istituzioni vaticane, si fanno vivi a giochi ormai fatti, quando Vincent poteva già essere morto. Che senso ha un intervento del genere così fuori tempo? Timore che un intervento vaticano sarebbe stato controproducente perché visto come un’ingerenza della Chiesa?

    E poi la forma: è quella di un compitino, la definizione giusta di «alimentazione e idratazione», ma senza una grande partecipazione o interesse. In effetti il comunicato ricalca le «Risposte ai questi della Conferenza Episcopale Statunitense circa l’alimentazione e l’idratazione artificiali» che la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò il 1° agosto del 2007 con l’approvazione di papa Benedetto XVI. Ripreso a tal punto che si è lasciato il termine di “stato vegetativo” (era il caso sottoposto dai vescovi Usa) senza rendersi conto che Vincent non è affatto in stato vegetativo.

    Cosa si deve pensare dunque? Non ci è lecito fare un processo alle intenzioni, ma non possiamo non notare che gli interventi vaticani sul tema “fine vita” in questi mesi sono stati all’insegna dell’ambiguità.

  10. @Vatti
    I genitori sono “tradizionalisti” (FSSP credo), cosa che è stata anche rinfacciata dalla simpatica moglie di Vincent. Questo già giustifica il giornalistico “integralista”, ma in un discorso serio non è rilevante. Il punto è che vengono considerati integralisti tutti i cattolici – in questo caso – contro l’eutanasia. Quindi possiamo concludere che sì, i genitori di Vincent sono “integralisti”.

    Quello che volevo dire ieri è che ho letto articoli, in perfetta buona fede, che hanno rigettato questo fatto come una cortina fumogena della stampa laica: il senso è far presente che contro l’eutanasia dovrebbero stare anche coloro che, magari neanche cattolici, tengono in considerazione la legge naturale, eccetera. Non è sbagliato, ma purtroppo questo discorso, fatto da lungo tempo ormai, ha una conseguenza negativa grave. Io ricordo sempre che la cosa che mi ha colpito di più in Gianna Jessen è la frase: noi non siamo contro l’aborto perché è una nobile missione, ma perché amiamo Cristo e Cristo ci chiede di farlo. Se ci chiediamo perché Vincent non deve essere ammazzato, non è perché ci fa pena, non è perché i genitori lo amano (e la moglie non si sa… sì o no? Vedasi altri commenti sopra), ma perché è contro la legge di Cristo. Dunque, sì, siamo cattolici integralisti, che in qualsiasi decisione si chiedono “cosa farebbe Cristo?”, amiamo Cristo e non vogliamo che Vincent venga ucciso. Come conseguenza, amiamo anche Vincent; e con questa premessa si dissipano tutti i problemi relativi al concetto di “amore” – per cui no, sua moglie non lo ama veramente, magari ne è inconsapevole, ma il vero amore è solo quello che si incardina in Cristo; sennò si ricade nel “love is love”. Agiamo anche per amore di chi lo vorrebbe uccidere, perché cerchiamo di evitare che si macchi di un crimine grave, che va contro i Comandamenti e causa la dannazione; idem per tutti quelli che, valutando la vicenda, si schierano per l’eutanasia; e in generale per tutti i casi-Vincent che si ripeteranno.

    Ora, a parte i problemi segnalati già nei commenti di ieri (poi cancellati) e nell’articolo di Cascioli, quello che trovo grave è che nel comunicato della Santa Sede Cristo non compare; non compare la Legge di Dio, non compare il peccato mortale, i Comandamenti, la salvezza delle anime. Compare quell’informe espressione “dignità della persona”, che già ha fatto rabbrividire Bruno sopra, e che non vuol dire niente… se non si instaura in Cristo. Ma l’espressione è illuminista e si instaura semmai su un piano meramente umano: oggi può voler dire una cosa, domani un’altra a seconda di cosa decideranno le maggioranze (guidate da qualche elite); è nelle mani dei nipotini degli illuministi che la possono menare dove loro pare. La Massoneria infatti si riempie la bocca di “dignità umana” (potremmo dire che ha il copyright del termine) e la usa per promuovere una legge pro-eutanasia, anche sfruttando questo caso. Diamine: la più famosa clinica svizzera che pratica eutanasie si chiama Dignitas!

    Per completezza ho anche letto il comunicato di uno dei due vescovi che viene citato, credo sia questo:

    https://www.diocesedegap.fr/wp-content/uploads/2019/05/20190516-Monsieur-Vincent-Lambert-interroge-la-conscience.pdf

    Va un pochino meglio, ma di nuovo non c’è menzione di Cristo. Non va bene, affatto. In questo modo riduciamo la Parola di Dio ad una delle tante opinioni politiche parimenti valide e la Chiesa diventa una ONG. Stiamo mettendo Dio da parte. Dunque, ecco che l’integralismo non solo c’entra, ma non è affatto eliminabile dal discorso.

    1. Luigi

      Concordo Fabrizio non fa una piega.
      Un comunicato del Vaticano che non cita Cristo la dice lunga su come siamo messi.
      E comunque torno a dire che è stato scandaloso che abbiano fatto il comunicato fuori tempo massimo.
      La Chiesa non è più il faro della Verità secondo il mandato di Cristo. Sì sta trasformando in una Ong, come vogliono i massoni.
      Preghiamo.

      1. Thelonious

        @Luigi “La Chiesa non è più il faro della Verità secondo il mandato di Cristo”.

        La Chiesa è la mistica Sposa di Cristo, e riceve la grazia dallo Spirito Santo, da quando Cristo l’ha fondata fino alla consumazione dei secoli.
        Chiesa Pellegrina unita alla Chiesa Purgante e alla Chiesa Trionfante.
        Cerchiamo di non dimenticarlo mai, e di non fare confusione tra “la Chiesa” e questo o quel dicastero vaticano.

        1. Luigi

          Magari fosse solo questo o quel dicastero Vaticano.
          Lo so che la Chiesa è la mistica sposa di Cristo e Lui non le farà mancare mai il divino sostegno, ma ciò non toglie che stia vivendo un epoca di grande crisi. Anche ai tempi di Atanasio Cristo ha sostenuto la Chiesa, ma la quasi totalità dei vescovi si dichiarò ariana.

    2. Francesco Paolo Vatti

      Grazie Giudici, Molto interessante e pienamente condivisibile. Purtroppo, temo che la Chiesa abbia paura di non fare presa con i propri riferimenti religiosi, così usa quelli umani (che pure sono corretti). In questo modo, però, rinuncia alla propria specificità.
      Cominciai a pensare a quello che lei dice, qualche anno fa, quando a una mia conoscente comunista morì la sorella. Mi resi conto di una cosa che non mi aveva fino ad allora mai sfiorato: “Non è che -mi dissi- una parola sulla Resurrezione è quello che potrebbe aspettarsi da me?” e cercai di scriverglielo. Non so l’effetto che abbia avuto, ma, se non parliamo noi cristiani della Vita eterna, chi può farlo? E non è che chi alla Vita eterna non crede, ha bisogno che qualcuno gliene parli?
      Però tutto va in un’altra direzione intorno a noi…. E’ facile sbagliare….

  11. Francesco Paolo Vatti

    Sinceramente, di criticare non mi interessa né punto né poco; sarei ben contento di poterlo non fare e per più di 40 anni mi sono ben guardato dal farlo.
    Si può parlare di Cristo senza per questo essere intrusivi, sempre che chi legge sia in buona fede e riconosca che un altro possa essere in buona fede…
    Sinceramente non mi pare così evidente che se ci si rivolge a dei laici, anche atei, occorra parlare di valori umani: non mi pare che ci sia questo tipo di attenzione da parte di radicali, comunisti, UAAR e altri, che (giustamente) non perdono occasione per affermare il proprio punto di vista, richiamandosi ai propri principii.
    Non l’ha detto solo Giudici che la Chiesa che smette di parlare di Cristo e della Resurrezione diventa una ONG: ricordo un vescovo toscano che usò esattamente lo stesso paragone, dicendo che, oltretutto, il mondo le ONG le fa meglio della Chiesa….
    Poi, per carità, può darsi che ci siano casi in cui il tipo di prudenza che dice lei sia utile, ma non lo prenderei come criterio base. E, peraltro, credo che un Papa che (per assurdo) venisse ascoltato da tutti smettendo di parlare di Cristo non avrebbe fatto granché. Non mi pare che da nessuna parte del Vangelo si parli della necessità di fare del marketing e di vendere prodotti o servizi….

  12. @alessandro.gros
    C’è da restare basiti a leggere le idiozie che scrive. La Chiesa parla a tutti, come ha sempre fatto, ma lo deve fare sempre e solo nel nome di Cristo. “Chiesa” vuol dire molte cose: la Santa Sede ha il ruolo di maestra e deve sempre ribadire la Legge Divina: volendo, ci sono altre organizzazioni laiche, che pure sono nella Chiesa, che possono parlare su diversi piani (ce ne sono parecchie in Francia, così come in Italia), come quello più tecnicamente politico e giudiziario.

    Se la Chiesa non parla a nome di Cristo, pronuncia parole vuote: solo un pazzo può pensare che ottenga qualcosa. E lo dimostrano i fatti: lei evidentemente vive un mondo di fantasia se ritiene che i papi si siano “accreditati nel mondo” come autorità morali; il mondo non è mai caduto così in basso come oggi e non si è mai fatto beffe della legge divina come oggi. Sennò non staremmo ogni giorno a parlare di disastri che accadono qua e là.

    Aggiungo che solo pensare che un Papa debba “accreditarsi nel mondo” rivela un modo di pensare totalmente capovolto: la Chiesa giudica il mondo e non deve andare ad elemosinare crediti. E comunque non usi il plurale: si riferisca solo a Papa Francesco, perché Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno sempre parlato apertamente in nome di Cristo e invitato il mondo intero a riconoscerne la regalità. Solo per dirne due: l’esordio di Giovanni Paolo II fu “Spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo”; e di Benedetto XVI è noto l’invito a rovesciare il principio illuminista “etsi Deus non daretur”, perché solo a partire da Dio si può basare una morale.

    Bisogna essere davvero ignoranti per non sapere queste cose.

    E non dovrei neanche scriverlo, perché è ovvio: chi critica lo fa proprio perché vuol affrontare le situazioni e risolverle, non limitarsi a parlare.

  13. Antonio Spinola

    Caro Gros, forse lei è convinto che, limitatamente ai fini del progresso morale, il mondo possa farcela da solo, facendo appello a un’etica che possiede in se e che basta risvegliare; e che ai cristiani, nell’ambito pubblico, spetti essenzialmente questo compito.
    I cristiani che la pensano così sono tantissini e possono essere in buona fede, ma vivono in una tragica illusione.
    L’illusione che possa esistere realmente un’etica laica, un giacimento interiore di cose giuste al quale attingere il cui produttore è l’uomo stesso. E quindi l’illusione che, ad esempio, quel concetto di “dignità” che hanno i cristiani possa tradursi in termini non cristiani senza pervertirsi all’istante, tramutandosi tragicamente nel suo esatto contrario.

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