Tag: eutanasia
La balla del male minore
Leone
di Costanza Miriano
Prima il Papa che critica il governatore dell’Illinois per la sua firma alla legge sul suicidio assistito, poi i vescovi francesi che tuonano contro la proposta di legge, e adesso anche la Chiesa italiana che alza una voce netta e chiara: Zuppi ha detto norma che legittima il suicidio assistito rischia di “depotenziare l’impegno pubblico verso i più fragili”, che “potrebbero convincersi di essere divenuti ormai un peso”.
Eutanasia: in Italia non manca la legge, manca la compagnia
di Costanza Miriano
In Italia non c’è nessun vuoto normativo. Esistono le cure palliative, abbiamo un Sistema Sanitario che si prende cura di tutti, direi abbastanza al confronto con altri paesi, e si prende cura anche di chi non può pagare e dei più deboli (aborto a parte); nel nostro paese già attualmente, ovviamente, si possono rifiutare le cure e si può rifiutare l’accanimento terapeutico. Semplicemente, in Italia è vietato l’omicidio (aborto a parte). Non c’è nessun vuoto normativo, ma più esattamente c’è una parte politica che spinge per l’eutanasia, e c’è un ‘altra parte che, si spera, resisterà. Anche perché almeno in parte è stata eletta con i voti dei cattolici, per i quali l’omicidio non è mai ammissibile. Non ci sono paletti da mettere, non c’è male minore da scegliere. C’è una sola risposta possibile a questo pressing radicale ed è:
NO.
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In ricordo di Jose Ocampos
Padre Aldo Trento ci annuncia la morte del caro Jose Ocampos nella Casa Divina Providencia don Luigi Giussani ad Assuncion, Paraguay.
Jose era un uomo straordinario, un autista di autobus paraguayano cieco e immobilizzato su un letto da più venti anni, poteva muovere solo qualche dito di una mano, ma riusciva a dire in modo appena comprensibile che la vita per lui era bellissima.
Jose era un uomo di una fede straordinaria che ci ha insegnato tanto, basta solo ascoltare le sue parole in questo video girato poco più di due anni fa.
Avere cura dell’umano per salvare il Creato
Da uno dei ponti sospesi che collegano la torre A e la torre B del Mondino è possibile vedere le grandi sagome della Maugeri e del Dea. Siamo quasi sul tetto della Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale di Pavia: immerse nel verde, le due strutture si stagliano nel cielo azzurro di questo giovedì mattina, indifferenti al forte vento che sembra volermi spingere lontano. Tre centri d’eccellenza, centinaia di dipendenti, migliaia di pazienti.
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Sul “fine vita” la Chiesa sia profetica
di Costanza Miriano
I pesci del mare di Seattle sono imbottiti di antidolorifici e antidepressivi. Non so se abbiano fatto le analisi anche ai pesci europei, ma non credo stiano meglio (di certo so che le acque della Senna sono inquinate dai residui organici della pillola anticoncezionale, ma di questo i manifestanti con Greta ovviamente non si occupano, almeno a giudicare da certi cartelli elegantissimi visti in giro, tipo destroy my pussy, not my earth). Comunque, dell’elevato consumo di antidolorifici e antidepressivi non mi preoccupa certo l’aspetto ecologico, che in questo caso è del tutto collaterale. Mi preoccupa che in un mondo che non ha il senso della sofferenza, e per questo, quando la incontra cerca di anestetizzarla, non sempre la Chiesa sia profetica e decisa nell’annunciare la sconvolgente verità che la sofferenza è l’unica cosa che ti possa salvare dalla morte.
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Meditando il rosario per #VincentLambert
di Costanza Miriano
Questa è la meditazione che avrei voluto fare, e che in parte credo di aver fatto (non mi ricordo mai i discorsi che preparo), al rosario che abbiamo recitato davanti a Montecitorio per Vincent Lambert e per tutte le vite che vengono strappate nel mondo con la scusa della dignità della persona. Era il quarto mistero doloroso, Gesù che sale sul monte Calvario sotto il legno della croce, e mi hanno chiesto di pregare per la Chiesa.
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#VincentLambert, la dichiarazione della Santa Sede
Dichiarazione congiunta del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e la Pontificia Accademia per la Vita sul caso del Sig. Vincent Lambert
Nel condividere pienamente quanto affermato dall’Arcivescovo di Reims, S.E.Mons. Éric de Moulins-Beaufort, e dal Vescovo Ausiliare, S.E. Mons. Bruno Feillet, in relazione alla triste vicenda del Sig. Vincent Lambert, desideriamo ribadire la grave violazione della dignità della persona, che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione comportano. Lo “stato vegetativo”, infatti, è stato patologico certamente gravoso, che tuttavia non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, né i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell’assistenza umana di base.
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Un crimine vergognoso, un video straziante #VincentLambert
È partita la macchina della morte, è stata avviata la procedura di soppressione per fame e per sete di Vincent Lambert la cui unica colpa è quella d essere tetraplegico.
Divulgato il video girato ieri pomeriggio nella stanza del CHU di Reims, in cui si vede chiaramente Vincent piangere.
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Vincent Lambert, è il momento di agire
di Giacomo Bertoni
Non è una provocazione, non è per far polemica. L’invito di Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana, a un intervento diretto di monsignor Paglia per salvare Vincent Lambert non è una boutade. È il grido disperato di un popolo che si sente impotente, e chiede ai suoi pastori di agire, di farsi voce e braccia e gambe di fronte all’orrore.
Pastori che profumano di Cristo
di Luca Del Pozzo
C’è un vescovo, M.or Andrè Leonard, dal 2010 al 2015 titolare della diocesi di Malines-Bruxelles. E c’è un giornalista, Drieu Godefridi, che non appartiene alla Chiesa e che anzi è dichiaratamente agnostico. I due si sono incontrati, hanno discusso a lungo, il primo incalzato dalle domande del secondo, a sua volta stimolato dalle argomentazioni serrate e per certi aspetti provocatorie del primo. Ne è scaturito un libro-intervista che è un balsamo per chiunque in questa calda e chiassosa estate voglia leggere qualcosa di autentico, di vero, di bello.
La buona battaglia non è finita
ROMA
PIAZZA SAN PIETRO
9 maggio ore 22.00
Il giorno del secondo compleanno di Alfie, una preghiera per lui e per tenere alta la guardia su tutti i bambini che verranno uccisi in Inghilterra e nel mondo, ovunque ci sia qualcuno che si azzarderà ancora a dire che la vita di qualcuno è “futile”.
Forse non riusciremo a fermarli, ma grideremo al mondo che stanno uccidendo un innocente.
Se nella vostra città ancora nessuno ha organizzato, fatelo voi!
Inutili un corno! Chiedete a padre Aldo Trento
di Costanza Miriano
Propongo per i giudici e i medici inglesi uno stage obbligatorio e inderogabile di tre mesi nell’ospedale di padre Aldo Trento, ad Asuncion, o in uno dei tanti, per fortuna, altri luoghi del mondo in cui la medicina forse ha meno mezzi, ma non ha perso la sua vocazione.
Padre Aldo non è un medico, ma passa ogni giorno a fare il giro di tutto l’ospedale accarezzando i suoi malati, alcuni anche apparentemente più gravi di Alfie. Di sicuro più futili di lui, secondo i parametri dei giudici inglesi: Josè è immobilizzato in un letto da venti anni, ma riesce con una voce debole e incomprensibile a comunicare che lui è felicissimo, perché lì “non ha fame, né freddo,e ogni giorno c’è qualcuno che passa a fargli un saluto”.
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“Su Alfie c’è una ostinazione anti-curativa che è il contrario delle cure palliative”
“Questa ‘inattesa’ resistenza fisica di Alfie alla pretesa insufficienza respiratoria letale dei medici rappresenta una ‘falsificazione’ – in termini popperiani – della tesi della completa perdita di funzionalità del sistema nervoso centrale. Le funzioni troncoencefaliche del bambino risultano infatti ancora sufficientemente integre da consentirgli una respirazione autonoma, anche se non è possibile prevedere per quanto questa potrà continuare in assenza di un supplemento di ossigeno. Anche il suo cuore continua a battere, a testimonianza dell’assenza di una compromissione sostanziale del miocardio”.
La preghiamo Santo Padre, non permetta che si usino le sue parole per uccidere Alfie
di Costanza Miriano
Alfie Evans è un bambino gravemente malato a cui 14 mesi fa avevano fatto una prognosi molto infausta: si pensava che sarebbe morto a breve, invece è ancora qui fra noi. Solo che, purtroppo per lui, è inglese, e l’ospedale di Liverpool ha deciso che la sua vita non è degna. I genitori si sono opposti, la cosa è finita davanti a un tribunale, fino all’Alta Corte di giustizia. E mentre Alfie continua a vivere nonostante le previsioni dei medici, il giudice ha ordinato che gli sia staccare il ventilatore. E la cosa intollerabile è che lo ha fatto citando a sostegno delle proprie tesi un passo della lettera di Papa Francesco a monsignor Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita.
“L’eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza”
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Jose Ocampos e padre Aldo Trento ci parlano della vita degna di essere vissuta
Nella giornata che ha visto in Italia l’approvazione della legge sul biotestamento, padre Aldo Trento, dalla Casa della Divina Provvidenza don Giussani ad Asunción in Paraguay, ci propone la testimonianza di Jose Ocampos un uomo che ci dice cosa rende una vita degna.
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Fine vita e le chiavi del mistero
di Costanza Miriano
Non sono abbastanza competente per entrare nel merito della legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento. E’ un tema anche molto tecnico, del quale pochissimi di noi secondo me hanno titolo a parlare. Non doveva proprio diventare tema di una legge, non è qualcosa su cui si può legiferare: stiamo parlando di una materia viva e complessa come il corpo, singolo, individuale, particolarissimo, qualcosa su cui anche il nostro personale giudizio può cambiare profondissimamente anche a distanza di poco tempo, talmente tante sono le variabili in gioco, non ultima la malattia che non è un protocollo fisso a tappe programmate, ma un processo anche quello pieno di possibili varianti.













