Fake news su Amoris laetitia

di Costanza Miriano

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Lo so, sono giornalista anche io e so come funziona. Dire che la dottrina non è cambiata non fa vendere copie, cliccare pagine, discutere. Però bisognerebbe andarci piano coi titoli a effetto, con le polemiche e le divisioni.

Il Cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha pubblicato un libricino, una trentina di pagine, dal titolo “Il Capitolo ottavo della esortazione apostolica post sinodale Amoris Laetitia”, Libreria Editrice Vaticana, dall’8 febbraio in libreria. Questo libro dà una lettura di Amoris Laetitia sulla base di esegesi e della lettura delle note. Subito scatta la macchina dell’informazione, d’altra parte di qualcosa bisogna discutere, e arrivano i titoli: “il Papa risponde ai dubia dei quattro Cardinali”.Ma perché lo stesso non si è detto quando invece ha parlato il Cardinal Muller, che non è presidente di un Pontificio Consiglio, bensì il più titolato di tutti a parlare di dottrina, perché Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, la Congregazione prima fra tutte per dignità, quella che una volta era detta la suprema? Nella sua intervista al Timone e in tutte le occasioni in cui ha parlato Muller è stato molto chiaro nel dire che la dottrina non è cambiata.

Perché quando parla lui non sta parlando il Papa, quando parla Coccopalmerio invece sì? Perché Coccopalmerio viene definito dai media “un fine giurista” (leggi: lui sì che sa cosa dice AL), Muller invece viene minacciato e insultato? La Congregazione è proprio l‘organismo che A NOME DEL PAPA custodisce, espone , difende la dottrina della fede: così nella Costituzione Bonus Pastor che stabilisce le competenze dei Dicasteri Vaticani. Non solo. Il pontificio Consiglio per l’Interpretazione delle Leggi della Chiesa, di cui Coccopalmerio è Presidente , aveva già ufficialmente interpretato il canone relativo alla disciplina eucaristica  nel senso della Familiaris Consortio. Pertanto il libretto del Cardinale esprime il suo pensiero, come il Papa ha invitato a fare, in questi tempi di parresia. Ma non sta ridefinendo la dottrina a nome del Papa.

62 Responses to “Fake news su Amoris laetitia”

  1. “Il Papa risponde ai dubia” è una notizia tanto falsa quanto falsa è la copia dell’Osservatore Romano con lo stesso titolo che ha circolato a Roma, per opera di un buontempone.

    Credo che siano secoli che non si vede, da parte della Santa Sede, una tale ostinazione a non compiere il proprio dovere nei confronti del gregge: e questo succede con persone che si vantano di avere “l’odore delle pecore”. Santo Padre, è possibile che Lei trova il tempo per fare di tutto, incluso uno spot al SuperBowl, e non trova il tempo di scrivere una paginetta con cinque sì o no?

    Peraltro, in mancanza di una risposta del Papa, piuttosto che seguire un Coccopalmerio qualsiasi preferisco seguire il Vangelo; e quello di ieri era chiarissimo (anche la Prima Lettura), incluso l’invito a parlare “sì sì no no”:

    http://www.libertaepersona.org/wordpress/2017/02/gesu-risponde-ai-dubia-causa-finita/

  2. Il perché, Fabrizio, è semplice, era stato lo stesso Antonio Spadaro a “chiarire” con una battuta che bisognava essere lacunosi su quel punto altrimenti i cardinali gli avrebbero fatto la guerra.

  3. Grazie Costanza.

    1) il cardinale Coccopalmerio non è il Papa, quindi non è titolato a rispondere ai dubia dei quattro cardinali, visto che è il Papa a dover rispondere. Il cardinale Coccopalmerio, pertanto, nel suo libro esprime niente più che una personale opinione sull’interpretazione del capitolo 8 di Amoria laetitia (AL).

    2) Faccio notare che il Catechismo della Chiesa Cattolica non è stato modificato (né da AL, né da altro atto magisteriale del Papa, né dal cardinale Coccopalmerio), e al n. 1650 esclude IN OGNI CASO dall’assoluzione sacramentale e dall’Eucaristia il divorziato convivente more uxorio.
    Parimenti il Codice di Diritto Canonico al canone 915 (secondo l’interpretazione autentica notificata nel 2000 dal preposto Pontificio Consiglio e menzionata da Costanza) esclude IN OGNI CASO dall’assoluzione sacramentale e dall’Eucaristia il divorziato risposato convivente more uxorio.
    Quindi, CHIUNQUE non escluda (o affermi che non deve essere escluso) IN OGNI CASO dall’assoluzione sacramentale e dall’Eucaristia il divorziato risposato convivente more uxorio sta nientemeno che trasgredendo il vigente Codice di Diritto Canonico e sta disattendendo il Catechismo della Chiesa. Nientemeno.

    3) Come ricorda Costanza, il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede è il cardinale Gerhard Ludwig Müller, il quale in modo chiarissimo ha detto a più riprese che MAI potrà essere compatibile con il Magistero che un divorziato risposato convivente more uxorio sia ammesso all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia, cioè che l’esclusione IN OGNI CASO dall’assoluzione sacramentale e dall’Eucaristia dei divorziati risposati conviventi more uxorio non è una mera prassi disciplinare riformabile ma è contenuto definitivo, irreformabile del Magistero irreformabile (ossia: infallibile e immutabile):

    https://costanzamiriano.com/2017/01/31/il-dizionario-elementare-del-pensiero-pericoloso/#comment-123566

    4) La Congregazione per la dottrina della Fede si è già espressa al riguardo nel 1994 precisando a chiare lettere che è incompatibile IN OGNI CASO con il Magistero autentico della Chiesa che un divorziato risposato convivente more uxorio sia ammesso all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia:

    “Di fronte alle nuove proposte pastorali sopra menzionate questa Congregazione ritiene pertanto doveroso richiamare la DOTTRINA e la disciplina della Chiesa in materia. Fedele alla parola di Gesù Cristo, la Chiesa afferma di non poter riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il precedente matrimonio. Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio e perciò NON POSSONO accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione…

    Per i fedeli che permangono in tale situazione matrimoniale, l’accesso alla Comunione eucaristica è aperto UNICAMENTE dall’assoluzione sacramentale, che può essere data «SOLO a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio. Ciò importa, in concreto, che quando l’uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l’obbligo della separazione, “assumano l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi”»(Giovanni Paolo II, Esort. apost. Familiaris consortio, n. 84). In tal caso essi possono accedere alla comunione eucaristica, fermo restando tuttavia l’obbligo di evitare lo scandalo.”

    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_14091994_rec-holy-comm-by-divorced_it.html

  4. Alla S. Messa di ieri è stato letta la versione completa del Vangelo. E sul tema dell’adulterio, il sacerdote è stato chiarissimo. Per il resto mi torna in mente Paolo VI ed il suo: ” il fumo di satana è entrato nella chiesa”.

  5. Sulle immaginarie risposte ai dubia (cioè su chi ogni tanto salta su a dire “il Papa ha già risposto” anche se il Papa non ha risposto manco per niente) notevole l’inventiva del c.d. “quotidiano dei cattolici”:

    https://costanzamiriano.com/2016/11/30/cosmolatria/#comment-121516

  6. Hai ragione Costanza…. ma qui l’unica persona che può far cessare questa confusione è il Vescovo di Roma Francesco! E’ ormai evidente che non gli interessa che questa confusione cessi…. oppure gli interessa che la confusione rimanga!

    Condivido il pensiero di Fabrizio “Credo che siano secoli che non si vede, da parte della Santa Sede, una tale ostinazione a non compiere il proprio dovere nei confronti del gregge: e questo succede con persone che si vantano di avere “l’odore delle pecore”. Santo Padre, è possibile che Lei trova il tempo per fare di tutto, incluso uno spot al SuperBowl, e non trova il tempo di scrivere una paginetta con cinque sì o no?”

    Qualcuno ha capito se la correzione “in camera caritatis” anticipata dal Cardinal Burke c’è stata?

    • “Qualcuno ha capito se la correzione “in camera caritatis” anticipata dal Cardinal Burke c’è stata?”

      Girano voci che dicono di sì. Ma per ora sono solo voci.

  7. Cara Costanza, so che ti prenderebbe un colpo sapere che Bergoglio lasciasse prendere la comunione ai divorziati risposati, già è grave che lui non intervenga di persona dicendo si o no in questa immensa confusione.
    Comunque sia, certamente ti fa comodo pensare che Bergoglio non accetterebbe mai questo.
    Però cara Costanza, quando uscirai dalla bolla di positività Bergogliana, batti un colpo!
    Marco.

  8. Io non capisco perché bisogna continuare a dire: va tutto bene!!!

    Profezie RICONOSCIUTE di Akita
    Messaggio del 13 ottobre 1973 (terza e ultima apparizione)

    “Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti. Le sole armi che vi resteranno sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.

    L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli…chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il Demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro.

    Con coraggio, parla al tuo superiore. Egli saprà come incoraggiare ognuna di voi a pregare e a realizzare il vostro compito di riparazione. E’ il vescovo Ito, che dirige la vostra comunità”.

    E dopo aver sorriso aggiunge:

    “Hai ancora qualcosa da chiedere? Oggi sarà l’ultima volta che io ti parlerò in viva voce. Da questo momento in poi obbedirai a colui che ti è stato inviato e al tuo superiore.

    Prega molto le preghiere del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano. Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati”.

    http://profezie3m.altervista.org/ptm_akita.htm

    Forse è il caso di scrivere di meno, commentare di meno e pregare di più!?

    • Alberto: pregare di più, senza dubbio. Hai fatto benissimo a riportare il testo delle rivelazioni di Akita; e sottolineare che sono riconosciute dalla Chiesa.

      Non è però il caso di scrivere e commentare meno (anche perché le due cose non sono in opposizione con la preghiera). Gesù ci ha spiegato che non possiamo nulla senza di lui, per cui agire senza pregare è chiaramente sbagliato. Ma è sbagliato anche pregare senza agire (s’intende, qui si parla della comunità, ogni singolo fa quello che ritiene alla sua portata); ciò ricade in una delle varietà di una corrente di pensiero chiamata “quietismo” che è un’eresia:

      http://it.cathopedia.org/wiki/Quietismo

      Padre Cavalcoli, commentando recentemente a proposito delle censure che ha subìto per aver semplicemente ricordato la dottrina sul peccato originale, ha scritto (grassetto mio):

      Prima, un’evidente presenza dello Spirito Santo nel popolo di Dio più che nei pastori. Seconda, una crisi di fede diffusa tra i pastori. Terza, questi buoni laici difensori della fede hanno certamente alle spalle dei buoni preti e dei buoni vescovi, che però restano nell’ombra, non si espongono. E questo non va bene. Siamo in guerra e bisogna combattere. Abbiamo le armi per vincere, occorre uscire allo scoperto e combattere valorosamente. Non è dignitoso fare i cecchini. Il nemico deve abbassare la cresta. Ma perchè ciò possa avvenire, bisogna che mostriamo la nostra forza. […]

      Bisogna che i preti e i vescovi che stanno alle spalle dei laici escano allo scoperto con coraggio. Non devono più dire ai laici: «Vai avanti tu, perché sai … io non posso mica compromettermi! Però ti proteggerò nell’ombra». No. Vescovi e preti devono scendere in campo per animare i combattenti. Il pastore dev’essere alla testa del gregge. Anche perchè dobbiamo contarci, sapere quanti siamo e chi siamo, dobbiamo sapere gli uni degli altri. Se stiamo nascosti, gli uni non sanno degli altri; questo diminuisce la forza, e ci impedisce di organizzarci e di avviare un’azione comune.

      Qualche giorno fa, Don Ariel (ricordo che è anche lui teologo) così commentava un altro articolo (in questo caso, essendo un commento, il concetto è esposto in forma più colloquiale):


      Da tempo, come clero, noi abbiamo superato la soglia del non ritorno. Sotto questo pontificato si stanno moltiplicando nomine episcopali che definire imbarazzanti è un eufemismo. Diversi di noi, negli anni passati, hanno conosciuto alcuni dei neoeletti vescovi in tutte le loro gravi carenze dottrinarie – ma a volte purtroppo anche morali -, quando erano seminaristi o quando erano giovani preti che già seminavano danni in giro. Oggi, ce li ritroviamo vescovi al merito del povero, del profugo e di quella periferia esistenziale che hanno sempre sulla bocca. Quando poi salgono sui pulpiti non dicono «… come afferma nel Santo Vangelo il Signore Gesù», ma con nauseabonda piaggeria dicono « … come ha detto Papa Francesco nella sua ultima intervista».

      […]

      Padre Giovanni [Cavalcoli] ed io, a livello apostolico e teologico, facciamo tutto quello che possiamo fare, senza risparmiarci nulla e senza esitare a pagare i cari prezzi che sia lui sia io abbiamo pagato; ma non possiamo togliere di mezzo né vescovi inadeguati né cardinali vergognosi; non abbiamo il potere di farlo. Il massimo che possiamo fare, dinanzi all’evidenza dei fatti, è di indicare che certi vescovi mostrano di non conoscere il Catechismo della Chiesa Cattolica e che certi membri del Collegio Cardinalizio, quando parlano, enunciano spesso tutti i peggiori teologismi e sociologismi da sempre propri dell’eresia modernista condannata da San Pio X nella sua enciclica Pascendi Dominici Gregis.

      Il potere di togliere di mezzo certe persone, ce l’ha invece il Popolo di Dio. Perché quando i fedeli, dinanzi a un vescovo che sproloquia dal pulpito, gli strilleranno a gran voce: “Ma vatti a studiare bene il Catechismo della Chiesa Cattolica, ignorante!”, a quel punto dovranno cercare per forza di darci qualche vescovo che sia perlomeno decente, salvo ritrovarsi in caso contrario con i fedeli che gli fischiano dietro.

      Voi pensate che sia tutto in mano alla gerarchia, ed invece no: vi sbagliate.
      Superata la soglia del non ritorno, è tutto in mano al Popolo di Dio […]

      Quindi il Padreterno in questo frangente ci ha dato una grandissima responsabità: spetta a noi pregare, ma anche alzarci in piedi contro ogni stortura, parlare con i preti e i vescovi tentennanti e convincerli a prendere posizione. Anche da un blog.

      E, tornando alle considerazioni di Alberto, anche spingerli ad organizzare iniziative di preghiera comune, perché è indegno che non se ne vedano ancora, tranne rari casi (come questo: http://www.catholicaction.org/take_heaven_by_storm, ma sono sempre i “soliti noti”) e per di più spesso organizzate da laici.

      • p. Cavalcoli op può dire e scrivere quello che vuole. Stessa cosa Costanza e lei. Siamo in un paese pseudo-libero. So’ solamente una cosa: non mi risulta che la Madonna (in nessuna apparizione) parla di dimostrare “scrivendo che tutto va bene” di appartenere a Cristo. Ma con la preghiera e rimanendo vicini ai sacramenti perché quello che sta per avvenire andrà oltre il “quietismo” e l’attivismo (attivismo = fare, scrivere, organizzare senza prima aver pregato per capire se è volontà di Dio)

    • A me questo genere di profezie mi mette molto in crisi…
      Mi mette in crisi l’idea di un dio “biblico”, spietato, vendicativo, atroce, addirittura molto meno misericordioso degli umani, quando dovrebbe essere infinitamente più. Tanto che deve essere sempre Maria, Santissima, ma umana, a dover aver pietà di noi peccatori, e a cercare di intercedere presso Dio, onde evitarci i suoi terribili strali…

  9. L’ha ribloggato su Felicemente Stanchi.

  10. Costanza, che io adoro per la professionalità, la femminilità, l’humor, la fede e la sagacia, stavolta pare voglia fare l’ingenua. Coccopalmerio ha scritto a comando per dare voce e solidità teologica a quello che il Papa vuole ottenere. Purtroppo è più che evidente. Sarà anche vero che non è formalmente cambiato ancora nulla nei pronunciamenti dogmatici ufficiali, però la sostanza è che in giro per il mondo si dà la comunione a chiunque…Se ancora non è stato cambiato il catechismo (come comunque qualche cardinale aveva ventilato all’uscita di AL), è solo perché si teme uno scisma coi fiocchi. Personalemte sono molto preoccupato e talvolta (spesso) anche arrabbiato col Papa, per il quale continuo a denti stretti a pregare ogni giorno.

    • Sai Marco, ho l’impressione che siano in tanti a fare i finti tonti, il primo è forse proprio chi crede di imbrogliare le carte e mandare avanti i vari coccopalmerio, bruno forte, galantino, kasper & co. lasciando intendere a tutti dove vuole arrivare ma senza prendersene la responsabilità personale.
      Il senso del post mi sembra questo: abbiamo capito qual’è la linea del papa (anche se faccio finta di non aver capito), ma non pensiate che bastano delle note a piè di pagina e un libricino di Coccopalmerio per cambiare la dottrina.

  11. Caro exdemocristianonopentito
    una delle strategie che qui non attacca è quella straw man, quindi vada a parlare altrove di lefebvriani e sedevacantismo. Saluti.

  12. Purtroppo l’interpretazione che il cardinale Coccopalmerio dà di Amoris laetitia è incompatibile con il Magistero autentico della Chiesa.

    Scrive il cardinale:

    – «qualora l’impegno di vivere “come fratello e sorella” si riveli possibile senza difficoltà per il rapporto di coppia, i due conviventi lo accettino volentieri». Se invece tale impegno «determini difficoltà, i due conviventi sembrano di per sé non obbligati, perché verificano il caso del soggetto del quale parla il n. 301 con questa chiara espressione: “si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa”»

    http://www.lastampa.it/2017/02/14/vaticaninsider/ita/recensioni/s-a-sacramenti-se-risposati-vogliono-cambiare-ma-non-possono-J3zMOaUzpbkeSutz4DJfjI/pagina.html

    1) E’ necessario ricordare che il comandamento di Dio “non commettere adulterio” va osservato sempre, ovunque e da chiunque, cioè non ammette eccezioni, sicché in nessun caso è lecito ad alcuno trasgredirlo: il nudo e semplice fatto di trasgredirlo è infatti un male in sé (“intrinsece malum”).

    Così, ribadendo il Magistero infallibile al riguardo, si esprime l’enciclica di Giovanni Paolo II Veritatis Splendor:

    “Ora la ragione attesta che si danno degli oggetti dell’atto umano che si configurano come «non-ordinabili» a Dio, perché contraddicono radicalmente il bene della persona, fatta a sua immagine. Sono gli atti che, nella tradizione morale della Chiesa, sono stati denominati «intrinsecamente cattivi» (intrinsece malum): lo sono sempre e per sé, ossia per il loro stesso oggetto, indipendentemente dalle ulteriori intenzioni di chi agisce e dalle circostanze. Per questo, senza minimamente negare l’influsso che sulla moralità hanno le circostanze e soprattutto le intenzioni, la Chiesa insegna che «esistono atti che, per se stessi e in se stessi, indipendentemente dalle circostanze, sono sempre gravemente illeciti, in ragione del loro oggetto» (Esort. Ap. Post-sinodale Reconciliatio et paenitentia, 2 dicembre 1984)” (n. 80)

    “Se gli atti sono intrinsecamente cattivi, un’intenzione buona o circostanze particolari possono attenuarne la malizia, ma non possono sopprimerla: sono atti «irrimediabilmente» cattivi, per se stessi e in se stessi non sono ordinabili a Dio e al bene della persona: «Quanto agli atti che sono per se stessi dei peccati (cum iam opera ipsa peccata sunt) — scrive sant’Agostino —, come il furto, la fornicazione, la bestemmia, o altri atti simili, chi oserebbe affermare che, compiendoli per buoni motivi (causis bonis), non sarebbero più peccati o, conclusione ancora più assurda, che sarebbero peccati giustificati?» (Contra mendacium, VII, 18; cf S. Tommaso D’Aquino, Quaestiones quodlibetales, XI, q. 7,a. 2; Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1753-1755).
    Per questo, le circostanze o le intenzioni non potranno mai trasformare un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto in un atto «soggettivamente» onesto o difendibile come scelta.” (n. 81)

    2) Il divorziato risposato convivente more uxorio versa in una condizione adulterina e se, come afferma Coccopalmerio, fosse lecito che costui non interrompa la convivenza more uxorio (ossia: non “fosse obbligato” a interrompere detta convivenza), allora sarebbe lecito che costui perseveri in tale stato adulterino, cioè sarebbe lecito che egli trasgredisca ciò che invece, come spiegato in 1, non è MAI lecito che alcuno trasgredisca, ossia nientemeno che un comandamento divino (nel caso: “non commettere adulterio”).

    Pertanto il cardinal Coccopalmerio basa la sua affermazione sul presupposto errato (contrario al Magistero infallibile della Chiesa, di cui in 1) che in alcuni casi possa essere lecito trasgredire un comandamento divino quale è “non commettere adulterio”. Insomma: Coccopalmerio suppone falsamente che in qualche caso qualcuno “non è obbligato” da un comandamento divino, cioè non è obbligato a osservare un comandamento divino, ossia è lecito che non lo osservi.

    Inoltre, nel caso in esame, Coccopalmerio suppone falsamente che il divorziato risposato che smettesse la convivenza more uxorio e abbracciasse la piena continenza arrecherebbe danno alla prole nata nell’unione adulterina, e quindi si macchierebbe di questa nuova colpa. Ma dove sta scritto che i figli nati dall’unione adulterina sarebbero danneggiati se i loro genitori abbracciassero la piena continenza? Si tratta di un argomento palesemente infondato.

    Per giunta, Coccopalmerio suppone falsamente che dall’osservanza del comandamento “non commettere adulterio” possa lecitamente ritenersi esonerato il divorziato risposato convivente more uxorio che, dalla cessazione della convivenza more uxorio e dalla pratica della piena continenza (ossia dall’osservanza del comandamento stesso), prevede ragionevolmente che deriverebbe una lesione alla “fedeltà della coppia” adulterina di cui è membro (“qualora l’impegno di vivere “come fratello e sorella” si riveli possibile senza difficoltà per il rapporto di coppia, i due conviventi lo accettino volentieri”).
    E’ quasi superfluo ricordare che la Chiesa non si deve adoperare per mantenere in vita una coppia adulterina, cioè non deve promuovere e favorire il perseverare in adulterio degli adulteri.

    Scrive inoltre il cardinale:

    – «Credo che possiamo ritenere, con sicura e tranquilla coscienza che la dottrina, nel caso, è rispettata. La dottrina dell’indissolubilità del matrimonio è nel caso rispettata, perché i fedeli nella situazione ipotizzata si trovano in unioni non legittime, anzi, più precisamente, possiamo senz’altro affermare che tale condizione è oggettivamente di peccato grave. La dottrina del sincero pentimento che contiene il proposito di cambiare la propria condizione di vita come necessario requisito per essere ammessi al sacramento della penitenza è nel caso rispettata, perché i fedeli nelle situazioni ipotizzate, da una parte, hanno coscienza, hanno convinzione, della situazione di peccato oggettivo nella quale attualmente si trovano e, dall’altra, hanno il proposito di cambiare la loro condizione di vita, anche se, in questo momento, non sono in grado di attuare il loro proposito».

    1) Coccopalmerio dimentica che condizione necessaria per ricevere l’assoluzione nel sacramento della Penitenza o Riconciliazione è il fermo proposito di non ricadere nel peccato di cui ci si è accusati; fermo proposito che, nel caso in questione, palesemente non si dà se il divorziato risposato non si impegna esplicitamente e fermamente a interrompere subito la convivenza more uxorio.

    Afferma al riguardo Giovanni Paolo II: “È inoltre evidente di per sé che l’accusa dei peccati DEVE includere il proponimento serio di non commetterne più nel futuro.
    Se questa disposizione dell’anima mancasse, in realtà NON vi sarebbe pentimento: questo, infatti, verte sul male morale come tale, e dunque non prendere posizione contraria rispetto ad un male morale possibile sarebbe non detestare il male, NON avere pentimento.” (Giovanni Paolo II, Lettera al cardinale William W. Baum e ai partecipanti al corso annulae sul foro interno organizzato dalla Penitenzieria apostolica, 22 marzo 1996, n. 5).

    2) Coccopalmerio pare inoltre dimenticare che è contenuto del Magistero infallibile della Chiesa che non è vero che possa accadere che un fedele non sia in grado di adempiere a un comandamento divino (come “non commettere adulterio”). Infatti, è insegnamento infallibile della Chiesa che Dio non fa mai mancare ad alcun fedele la Grazia necessaria a osservare un comandamento che Egli stesso impartisce (quale è “non commettere adulterio”):

    “Nessuno, poi, per quanto giustificato, deve ritenersi libero dall’osservanza dei comandamenti, nessuno deve far propria quell’espressione temeraria e proibita dai Padri sotto pena di scomunica, esser cioè impossibile per l’uomo giustificato osservare i comandamenti di Dio.
    Dio, infatti, non comanda l’impossibile; ma quando comanda ti ammonisce di fare quello che puoi e di chiedere quello che non puoi, ed aiuta perché tu possa: i suoi comandamenti non sono gravosi, il suo giogo è soave e il peso leggero.” (Concilio di Trento, sessione 6, capitolo 11)

    • @Alessandro, esposizione critica ineccepibile.

      In particolare vorrei sottolineare: “Ma dove sta scritto che i figli nati dall’unione adulterina sarebbero danneggiati se i loro genitori abbracciassero la piena continenza? Si tratta di un argomento palesemente infondato.”

      Infondato, fallace e fuorviante.

      E’ evidente che i genitori dei figli nati da realzione adulterina, che maturassero e vivessero con l’aiuto di Dio tale scelta, darebbero ragione di questa ai propri figli, in modo diretto o indiretto e come questa testimonianza di desiderio di conversione, di vita che torni pienamente nella Grazia, che sia segno concreto per il figli che pur in una situazione nata dall’errore si può cambiare e vivere in Comunione tra Uomini (in questo caso padre, madre, figli) e Dio, del valore della castità che resta tale, desiderabile e “praticabile” qualunque sia lo stato (in senso religioso) in cui siamo chiamati a vivere, come ripeto, questa testimonianza vissuta, può venire a danno dei figli??

      Diversamente questi figli hanno e continueranno ad avere come “modello”, scelte e famiglie disgreate e poi umanamente “ricomposte”, “mescolate”, “ibridate”, quado non di rado “rabberciate”.

      Questa visione che si fa sempre più “orizzontale”, che non guarda più “al Cielo”, che di fatto nega che il Nostro sia “il Dio dell’impossibile” e che ciò che è impossibile all’Uomo, NON E’ impossibile a Dio, è seriamente perniciosa e deleteria, perché inevitabilmente si riflette su ogni aspetto della vita dell’Uomo, non solo su questo specifico aspetto.

      E’ una visone che pare priva di ogni Speranza nell’insperabile, di una Provvidenza e di una Cura di Dio capace di spiazzarci, di soprenderci, di “raddrizzare le vie tortuse”… in fondo di farci uscire da situazioni di morte, dove pare tutto sia perduto. E’ la visione di un peccato che diviene esso si “invincibile” (e mi friferisco a qualunque peccato), di una schiavitù da cui NON possiamo essere liberati ( sarà quindi il caso di mettere mano ad una intera revisione della Storia della Salvezza… 😐 ). Questa poi si innesta sul pericoloso distinguo che è in atto tra peccato “oggettivo” (ciò che è intrinsecamente un male, come Alessandro ricordava) e ciò che civine “peccato percepito”.

      Anche qui, ciò che viene percepito come peccato e che nella maggioranza dei casi NON è considerato tale, è oggetto di un cammino di conversione, perché appunto diviene grazia percepiere pienamente come peccato ciò che è peccato. Di nuovo una visone orizzontale, dove è il sentire dell’uomo a definire ciò ce è buono da ciò che non lo è e per di più in una visone assolutamente individualistica.

      “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta…”

      recita la Scrittura, ma questo non è solo riferito al vivere delle cose materiali, anzi… incamminati per la strada del Regno di Dio della Sua Giustizia: tendi al bene, rinnega il male e fai il bene e tutto, tutto il resto, ciò che ti pare impossibile, ti verrà dato in aggiunta (perché già avresti ricevuto l’essenziale) e sarà una meraviglia!

      In questo percorso la Confessione è di grandissimo aiuto (ma il problema diventa: cosa dovrei confessare, se…). l’Assoluzione è altra cosa, di cui il Confessore ha responsabilità e discernimento, l’Eucaristia NON può convivere con situazioni di peccato perduranti e che non vengano rinnegate con serio proposito (come già è stato detto), anzi l’anima consapevole e cosciente del proprio peccato, prova (o dovrebbe provare) un santo scrupolo nell’avvicinarsi o meno alla Santa Eucaristia.
      Sarà il desiderio della Eucaristia a dare un’ulteriore spinta interiore a che la nostra situazione di peccato cambi, non il vago e ingannevole desiderio (che io oserei paragonare ad una tentazione) di poterla ricevere come se questa fosse una sorta di “talismano”, qualcosa che ci “scaldi il cuore” o peggio un nostro “diritto”.

    • Come detto da altri, esposizione davvero magistrale, magari i nostri Pastori parlassero così.
      In merito alla “continentale impossibile” dei divorziati risposati, pare evidente come nella mentalità di alcuni Prelati si sia insinuato un pensiero tipico della modernità, per il quale le pulsioni sessuali sono un qualcosa a cui non si può resistere.

      • Già, secondo alcuni prelati le pulsioni sessuali sono un qualcosa a cui non si può resistere.
        Chissà come la mettono questi prelati con il voto di castità.

    • Concordo su tutto

  13. Non capisco pero’: il post fa solo notare un comportamento – una volta di piu’ – incongruente dei media, cosa c’entrano le accuse di fare il finto tonto?

  14. Ma sono solo io che trovo la frase «qualora l’impegno di vivere “come fratello e sorella” si riveli possibile senza difficoltà per il rapporto di coppia, i due conviventi lo accettino volentieri» un classico caso di umorismo involontario?
    In quale universo vivere insieme “come fratello e sorella” potrebbe essere possibile “senza difficoltà per il rapporto di coppia”?

  15. Apra bene le orecchie chi ha detto o continua a dire che il Papa ha risposto ai “dubia” attraverso il libretto del cardinal Coccopalmerio:

    “Non è la riposta del Vaticano ai ‘dubia’, anche se il cardinale si è assunto la sua responsabilità scrivendolo”. Così don Giuseppe Costa, direttore della Libreria editrice vaticana, ha risposto alle domande dei giornalisti, durante la presentazione, svoltasi presso la Sala Marconi della Radio Vaticana, del libro del cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, sul capitolo ottavo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia. “Noi come editori diamo voce a interlocutori così autorevoli – ha precisato Costa a proposito del volume, firmato dal cardinale e pubblicato dalla Lev – ma il libro del cardinale Coccopalmerio non è una risposta ufficiale del Vaticano.
    Il dibattito è sempre aperto, noi lo incoraggiamo e offriamo strumenti di approfondimento”.

    http://agensir.it/quotidiano/2017/2/14/amoris-laetitia-don-costa-lev-libro-card-coccopalmerio-non-e-la-risposta-del-vaticano-ai-dubbi/

  16. … adoro Te devote, DOCTRINA…

  17. “Qualcosa è accaduto o sta per accadere”
    Ieri dal sito americano Life Site News era trapelata la notizia della richiesta da parte di Francesco di un giuramento di fedeltà dei Cardinali dei nove membri del Consiglio per le Riforme (i famosi C9). Oggi da Avvenire la conferma.
    Il vaticanista americano Nick Donnely aveva commentato sulla sua pagina Facebook:
    “Il giuramento di fedeltà prestato dal Consiglio dei Cardinali fa pensare che qualcosa sia accaduto o stia per accadere”

    http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2017/02/francesco-chiede-giuramento-di-fedelta.html?spref=fb&m=1
    https://www.avvenire.it/papa/pagine/c9-consiglio-9-cardinali-pieno-appoggio-papa

    • eh,direi che se si chiede nuovamente un giuramento ai cardinali.

      forse la lieve differenza è che quando li si nomina cardinali, giurano “usque ad effusionem sanguinis” in difesa della fede e della chiesa.

      adesso si chiederà il giuramento alla persona del Papa? ( piccola differenza?)

      • La Chiesa sono io………

        • @giusi

          per non parlare dell’accordo alla “meno peggio” che è in dirittura d’arrivo con la cina….

          pare che si debba per forza fare qualcosa, oltretevere, anche quando asfalta il buon senso. mah!

          • “eh,direi che se si chiede nuovamente un giuramento ai cardinali.”

            Che si muova qualcosa, mi pare evidente. Qualcuno però può dirmi dove è il “giuramento”? Nei pezzi riportati fino a stamattina (poi ero disconnesso), io ho letto di una “dichiarazione”, di “sostegno”, di “supporto”; non di un giuramento.

  18. Credo che né il Cardinale Francesco Coccopalmerio, né il nostro amatissimo papa Francesco abbiano inteso minimamente assumere la responsabilità e nemmeno il carico del tentativo di cambiare la dottrina della Chiesa, riguardo ai sacramenti e alla loro amministrazione. Se leggiamo attentamente gli articoli e le note dell’ AL così come il commento del cardinale, comprendiamo bene che la vera intenzione è quella di invitare tutti i fedeli ad una riflessione più attenta e approfondita sulle situazioni di vita di queste persone. Non c’è alcuna discontinuità con i documenti dottrinali del Vaticano, di San Giovanni Paolo II, come di papa Benedetto XVI, nemmeno con il Catechismo della Chiesa Cattolica. D’altra parte è palese che ognuno di noi si trova a vivere come figlio, padre, cognato, collega di lavoro o dirimpettaio di pianerottolo di abitazione, la problematica così spinosa e scomoda dell’accompagnamento, del discernimento e dell’integrazione di questi fratelli e sorelle nella fede che, battezzati come noi, magari hanno subito un abbandono, hanno poi provato a ricostruirsi una opportunità di vita con un’altra persona, che dal canto suo non avrebbe alcuna controindicazione per accedere ai sacramenti a cominciare dal matrimonio -in questo caso si potrebbe dire davvero “riparatore”- come agli altri sacramenti, per questo in una condizione di ancora maggiore sofferenza spirituale e morale. La problematica è di fatto così variegata e complessa che nessuno, nemmeno il ns caro papa può azzardare di definirla, tanto meno con delle asserzioni così dure e rigide come qualcuno tende a fare. Non stiamo parlando di dogmi, di teoretica, di teologia morale, ma di cristiani, di cuori afflitti, di sensibilità ferite, di storie umane infrante e ricomposte, con una dignità, una tensione spirituale che spesso ci interpella e ci fa sentire meschini nei nostri atteggiamenti da “alti cattedratici” o peggio “censori”. L’invito di AL è per tutti noi, per un discernimento comunitario, per un incontro con queste realtà che sono emarginate, ma non marginali. Il problema che viene posto non è eucaristia sì, eucaristia no ai divorziati risposati! Semmai è quale comunione -di spirito, di preghiera, di cammino, di pastorale- possiamo vivere con loro; e ci interpella direttamente e profondamente. Parlo così perché nel mio piccolo ho avuto modo di far parte, in questi ultimi anni, di un’equipe diocesana per l’accoglienza e l’accompagnamento di queste persone e famiglie cosiddette “ferite”. Ma avete mai provato a mettervi in ascolto di qualcuno che abbia questa esperienza di vita? Soprattutto vi siete mai posti il problema di “come accompagnarli”, cioè di quale amore offrire a questi fratelli, di quale Gesù ci fanno incontrare? Grazie

  19. Il fatto è che papa Bergoglio non affronta mai i “nemici” da valoroso, ma li piglia sempre alle spalle e manda i suoi a scrivere sciocchezze a desta e manca, in modo tale che se uno non era confuso grazie a lui, ci pensano gli altri a confonderlo meglio.Il problema non è se il Papa risponde o meno, visto che il suo fine deduco, dalle cose che sistematicamente fa, è distruggere la Fede altrui e perseguitare i cattolici, non vedo cosa potrebbe rispondere di bello! Il problema è che di fatto i pubblici concubini sono anni che fanno la comunione e siccome non abbiamo un buon papa, ma uno sterminatore, sarebbe opportuno che singolarmente i buoni sacerdoti obbediscano prima a Dio e la legge di Dio non è sbagliata, troppo dura, difettosa, la legge di Dio è perfetta, perchè Dio conosce tutto e sa cosa è Bene e cosa è male per le anime, la sua legge non cambia ed è perfetta, perchè fatta con infinita consapevolezza, ha già valutato tutti i casi possibili. Dunque nell’attesa che il Papa dica: scusate ho sbagliato, mi sono confuso, sono stato troppo ambiguo, ma ora riconfermo la verità sul matrimonio (i miracoli esistono!)i buoni cattolici facciano il loro dovere e i sacerdoti non diano la comunione a chi vive in peccato mortale, perchè oltre ad offendere Dio, peggiorerebbero la sittuazione dei peccatori. Spieghino loro l’importanza della castità e se non ci sentono, si ricordi loro che l’Inferno esiste e non è vuoto, anzi è pieno proprio grazie ai peccati legati al sesto comandamento. Siamo in un tempo dove è richiesto di essere fedeli e coraggiosi e mettere in conto la persecuzione, se i sacerdoti hanno paura di papa Bergoglio, di perdere lo stipendio o di venire allontanati, o derisi, beh! si facciano forza e pensino che non sarà Papa Francesco a giudicarli alla fine, ma il buon Dio, che giudicherà per altro anche Papa Francesco. nessuno può impedirci di fare il Bene e di fuggire il male, nemmeno il misericordiosissimo Papa Bergoglio.

    • Il fatto , Annarita, è che al contrario tuo , mio e di tutti quelli che scrivono qui, Papa Francesco deve pensare a due enormi responsabilità : L’unione della Chiesa e l’evoluzione della Chiesa stessa.
      Non si può permettere, come facciamo io e te, di mettersi a litigare per scritto o parlato, ne si può permettere di alzare muri o steccati , perchè la sua responsabilità è enorme, e il suo ruolo impone fermezza ma anche prudenza.
      Noi invece ce ne possiamo fregare delle conseguenze delle nostre parole, ed usare termini perentori, e far finta di essere fini teologi e conoscitori nelle minuzie della volontà di Dio.
      Lui, il Papa, la volontà di Dio la conosce di certo meglio di noi (o vogliamo mettere in dubbio pure questo?) , ma deve mediare per l’unità perchè il maligno cerca proprio la divisione sui particolari. E l’unità val bene qualche arzigogolo lessicale, per impedire che il muro contro muro faccia dimenticare il tantissimo che ci unisce ed il pochissimo che ci divide.

  20. RUINI: LA COMUNIONE AI DIVORZIATI RISPOSATI NON È POSSIBILE. IL MAGISTERO È CHIARO E NON MODIFICABILE
    http://www.iltimone.org/32270,News.html

    • Ma non credi che si rischi di fare un’applicazione farisaica della legge, quando il Signore ci chiede chiaramente di far prevalere la misericordia sulla legge, sempre?

  21. “Credo che né il Cardinale Francesco Coccopalmerio, né il nostro amatissimo papa Francesco abbiano inteso minimamente assumere la responsabilità e nemmeno il carico del tentativo di cambiare la dottrina della Chiesa, riguardo ai sacramenti e alla loro amministrazione.”

    Francamente QUESTI DISCORSI HANNO STUFATO! Sono tre anni che ci vengono propalati e sono discorsi vaghi e senza senso. Non è cambiata la dottrina? C’è continuità con il Magistero? Allora è possibile rispondere velocemente ai cinque dubia.

    Siccome questo non succede – e mi fa molto piacere che Annarita abbia usato il termine “valoroso”, perché il parlare chiaro e da vero uomo è il “sì sì no no” di Cristo, che si pone come modello per noi in tutto e per tutto, e quindi è tanto più insopportabile che non un uomo qualunque, ma addirittura il Papa si comporti in modo sfuggente – questo vuol dire solo una cosa: che Francesco non vuole rispondere ai dubia, perché sarebbe finalmente manifesto che quello che sta facendo non è in continuità con l’insegnamento di Cristo.

    La contrapposizione tra Legge e misericordia è una falsità totale ed è diabolica. Per questo non c’è nessuna giustificazione nel voler aggirare la Legge con la scusa di venire incontro ai peccatori. Chi tenta di aggirare la Legge mette a rischio a propria anima e quella degli altri.

    • Il Cardinale Coccopalmerio non è manco andato alla presentazione del proprio libro:

      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-cardinale-rispondeai-dubia-per-il-suo-editore-no-18954.htm

      Il cardinale alla fine ha deciso addirittura di non presentarsi alla conferenza stampa di presentazione. Qualcuno dice perché aveva in concomitanza una riunione alla Congregazione per le Cause dei Santi; altri, maligni, perché voleva evitare l’assalto dei cronisti. Sembra che darà interviste nei prossimi giorni.

      Strano, no? Tutta questa preoccupazione pastorale, l’attenzione per le “famiglie ferite”, il voler avere l’ “odore delle pecore”; e il dialogo, diamine, il dialogo… e poi rifiutano ogni tipo di confronto.
      `

  22. butto un sasso in piccionaia:

    perché letta,me la son letta. però ho la memoria corta.

    ma su a.l. si parla di divorziati da matrimonio civile o divorziati civilmente da un matrimonio religioso con valore anche civile?

    o a messo assieme tutte le categorie?

    perché nel primo caso non c’è problema. nel secondo, se vi è il riconoscimento di nullità- si sarà voluto intendere questo con “divorzio” utilizzando il termine anche per i matrimoni in chiesa- anche qui nessun problema.

    quindi?

    • Da quanto ho capito io l’Amoris Laetitia parla in generale di “coppie irregolari”, quindi tutti coloro che vivono una relazione sessuale al di fuori del matrimonio sacramentale valido: non solo, quindi, i divorziati risposati ma anche i conviventi.

    • No scusa vale, non ho afferrato…

      Se si proviene da una matrimonio o anche divorzio da un matrimonio con dichiarazione di nullità, non c’è né matrimonio, né divorzio.

      Perché con “divorzio” si dovrebbe intendere ciò che non è mai esistito?

      O non ho capito quel che intendevi?

  23. @bariom

    appunto. siccome l’attuale pontefice ricordava- se non mi sbaglio- che, quando visitava i barrios di buenos aires, incontrava anche coppie che erano insieme da tutta la vita anche se non avevano “regolarizzato” in chiesa ( e ricordo che la chiesa è solo teste qualificato nel caso del matrimonio cristiano) non vedeva il motivo per cui non dovessero accedere alla comunione.visto che ,di fatto ,si comportavano come una coppia sposata.

    quindi se nella a.l. ,per quanto riguarda i divorziati risposati, visto che il caso sopra parrebbe essere irregolarità formale e non sostanziale ( da giudicare con misericordia.prima o poi si regolarizzeranno), se sono divorziati “civili” e basta,e poi si comportano come la coppia del barrios, la comunione la possono fare?

    se il matrimonio precedente è nullo è ovvio che la possano fare.( ovviamente dopo confessione e penitenza.)

    pertanto l’unica categoria che parrebbe coinvolta sarebbe quella dei divorziati, sposati in chiesa credendoci e non per moda, il cui matrimonio non è stato giudicato nullo. ( che, non so le statistiche, ma non mi pare che vi siano folle sterminate in tale situazione che implorino di fare la comunione).

    quindi questo casino per poche coppie?

    visto che si dice che la dottrina non è cambiata, a chi si riferisce la a.l. quando parla di divorziati risposati? o sono previste anche per costoro-o solo per costoro- le “famigerate” eccezioni previo lungo accompagnamento ecc.ecc.?

    e se così non è, cioè la dottrina non è cambiata, quel famoso punto della a.l. che cosa l’hanno messo a fare ,stante il fatto che se non cambia la dottrina, non vi sono eccezioni praticabili?

    o l’intento è, attraverso l’ortoprassi( meglio, una similortoprassi, modificare di fatto la dottrina?e se va bene con questa ,poi proveranno con altre parti?
    o la dottrina è un quadro astratto e perfetto che non può essere applicato alla natura umana e ,pertanto, inutile in quanto indica un obiettivo irragiungibile? e quindi liberi tutti, secondo coscienza, di adattarsi chi più chi meno?)

    insomma: a che serve aver messo quel punto nella a.l.?

  24. A proposito di fake news,prepariamoci a scomparire. Leggersi il testo osceno del ddl presentato.neppure l’URSS il nazismo ecc. Erano arrivati a tanto.

    • Ci dai un link?

      Comunque, sempre a proposito di libertà di espressione, in Vaticano come al solito sono più raffinati:

      https://www.ewtn.co.uk/news/holy-see/card-burke-sent-to-island-of-guam-12-155-km-from-rome

        • @f.giudici

          ne trovi molti altri, ovviamente, di link ad una moltitudine di giornali che riportano la notizia. ovviamente, la museruola,multa e galera, riguarda solo blog e forum. non le testate giornalistiche online ( insoma, quelle che per una legge fascista devono sottostare al minculpop gestito dall’ordine dei giornalisti.

          divertente il servzio de “le jene” ier sera proprio su questo argomento. sono andati a intervistare un italiano che, in bulgaria, vende serrvizi a varie testate ripiene di false notizie, alcune gestite da loro, e con il solito fare finto ragionevole fanno apparire che tutto questo- e lo è- è solo per soldi. oltre a causare danno. ( perché i giornali ufficiali, com’è noto, non lo fanno per soldi, ovvio. e neppure le jene lo fanno per soldi. ariovvio).

          sanzioni per i “giornalisti” , “giornali” e telegiornali che taroccano sistematicamente, foto,notizie, servizi, neppure l’ombra.

          ah,già, a quelli dovrebbe pensarci l’ordine. un po’ come il csm dovrebbe pensare a sanzionare i magistrati.( ciao core)

          vien da ridere.

          e ci sarebbe da piangere.

          • Il fronte è bipartisan, come scontato. Tuttavia è sorprendente la presenza della Lega Nord, e forse si può fare qualcosa per farla sfilare. Ecco, intanto faccio il mio minimo, così, se per caso qualche dirigente leghista ci legge: l’ultima volta ho votato Lega e sarei ben intenzionato a rifarlo, ma col ca**o che la rivoto se continua a sostenere questo sconcio.

            È una delle rare occasioni in cui i citrulli del M5S possono esserci utili, loro malgrado.

  25. Per chi, dopo l’intervista al Timone, non avesse ancora capito come la pensa, intervistato il 15 febbraio il prefetto della Congregazione della Fede Mueller ha criticato l’interpretazione di Amoris laetitia fornita dalla Conferenza episcopale tedesca, affermando che “non è particolarmente benefico che ogni singolo vescovo commenti i documenti papali spiegando come lui stesso, soggettivamente, capisce i documenti”, e che “nessuno può alterare i sacramenti come strumenti di grazia secondo la propria scelta personale, per esempio così che il sacramento della Riconciliazione possa essere amministrato senza l’intenzione di non peccare più” (è questa infatti l’interpretazione di AL difesa dai vescovi tedeschi e prima da quelli maltesi e della regione Buenos Aires: secondo questa interpretazione, un divorziato risposato convivente more uxorio in alcuni casi può ricevere l’assoluzione sacramentale – e quindi l’Eucaristia – anche se non manifesta il fermo proposito di interrompere la convivenza more uxorio, cioè appunto anche se non assume il fermo impegno di desistere dalla condizione adulterina in cui si trova).

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mller-il-federalismo-dottrinale-non-e-chiesa-18996.htm

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