Posts tagged ‘Amoris lætitia’

22 agosto 2017

Gay scout dell’Avvenire

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Il problema della pagina che l’Avvenire ha dedicato domenica al caso degli scout omosessuali è principalmente la collocazione all’interno del giornale: la pagina denominata catholica. Sarebbe stato più appropriato la pagina varie, o altro, o liquida, se si preferisce il latino. Perché nel modo di affrontare la questione non c’è assolutamente niente di cattolico. Se si fosse affrontata la conversazione in un qualsiasi salotto di gente non credente, ovviamente aperta, multiculturale, di larghe vedute, refrattaria ai dogmi come impone il pensiero medio, non retriva come noi cattolici che pensiamo che la Verità sia una sola possibile, gente che beve uno spritz la sera in riva al mare, sarebbero venute fuori più o meno le stesse conclusioni. Conclusioni di buon senso, forse, ma incuranti delle posizioni del magistero della Chiesa, e persino del Papa a cui forse credono di conformarsi: il caso è sempre da affrontare, bisogna discernere, includere eccetera eccetera.

Ma entriamo nel merito, con un’ultima nota preliminare. Accettare la parola gay senza neanche un cosiddetto davanti significa inchinarsi alla mentalità omosessualista di cui quella parola è figlia. La parola gay non è mai usata nei documenti della Chiesa, e si sa che la lingua è la prima scelta culturale che possiamo fare.

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20 febbraio 2017

Quel matrimonio che ci salva dal vuoto

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Sono giorni, mesi ormai, che leggo di possibili interpretazioni di Amoris Laetitia, e che provo sollievo per non essere un vescovo o un sacerdote, chiamato a misurarsi concretamente con quel testo, come ha provato a fare per ultimo il cardinal Coccopalmerio, pubblicando un libretto sul controverso capitolo VIII. Non mi aggiungerò io, che non ho nessun titolo per commentare le parole del Papa. Però, questo posso dirlo, a me sembra che quasi mai le discussioni che ho letto sul tema centrino il punto, il cuore vero della questione. Ecco due o tre cose che ho capito del matrimonio, e che secondo me si stanno dimenticando nel dibattito.

Il matrimonio in Cristo assomiglia solo esteriormente al vincolo umano, eventualmente anche legale, tra un uomo e una donna. Per noi il matrimonio non è un’istituzione, né un valore, ma una vocazione, cioè una via per la santità. Il matrimonio cristiano ha sì una base umana – l’attrazione tra i due sessi, la necessità di dare stabilità affettiva ed economica agli eventuali figli – ma la somiglianza è solo pallida. Il matrimonio cristiano è fatto di una sostanza diversa. È un mistero grande, come lo definisce san Paolo, figura del matrimonio tra Cristo e la Chiesa, cioè fra Gesù e noi. Potrebbe mai Cristo divorziare da noi? Chi ci separerà? Quando chiedono a Gesù, se c’è la possibilità di ripudio, cioè di divorzio, e lui esclude in ogni caso, senza nessuna eccezione, i discepoli esclamano:  «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.

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17 febbraio 2017

Perché tanto interesse della Chiesa per la famiglia?

di autori vari

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Cardinale Carlo Caffarra, Correggio (RE), 12 febbraio 2017

Non c’è dubbio che, almeno dal Papa Leone XIII in poi, l’interesse della Chiesa per il matrimonio e la famiglia è andato sempre più crescendo. Indico solo qualche fatto significativo.

Ad iniziare da Leone XIII quasi tutti i Papi promulgano un’enciclica su questo tema. Un Concilio ecumenico, il Vaticano II, ne ha spesso e lungamente parlato. San Giovanni Paolo II ha fatto del matrimonio e della famiglia la cifra del suo pontificato. Il Santo Padre Francesco ha perfino convocato due Sinodi dei Vescovi su questo tema, pubblicando come conclusione dei medesimi un’Esortazione Apostolica, che fino ad ora è il più lungo documento dedicato al tema matrimonio e famiglia dal Magistero dei Papi.

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13 febbraio 2017

Fake news su Amoris laetitia

di Costanza Miriano

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Lo so, sono giornalista anche io e so come funziona. Dire che la dottrina non è cambiata non fa vendere copie, cliccare pagine, discutere. Però bisognerebbe andarci piano coi titoli a effetto, con le polemiche e le divisioni.

Il Cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha pubblicato un libricino, una trentina di pagine, dal titolo “Il Capitolo ottavo della esortazione apostolica post sinodale Amoris Laetitia”, Libreria Editrice Vaticana, dall’8 febbraio in libreria. Questo libro dà una lettura di Amoris Laetitia sulla base di esegesi e della lettura delle note. Subito scatta la macchina dell’informazione, d’altra parte di qualcosa bisogna discutere, e arrivano i titoli: “il Papa risponde ai dubia dei quattro Cardinali”.

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23 novembre 2016

Matrimonio e libertà

di autori vari

con il card Caffarra a Bologna - 12/9/2013

di Carlo Caffarra

Avila (Spagna), 8 novembre 2016

La libertà del consenso, mediante il quale l’uomo e la donna costituiscono il patto coniugale, è sempre stato riconosciuta nella cultura occidentale. Già il Diritto romano recitava: consensus facit nuptias. Anche la Chiesa ha  da sempre sostenuto e difeso nel suo Diritto questa libertà [cfr. per es. DH 643].

Ciò che invece è stato spesso messo in questione è se il libero consenso costituisse un vincolo non più a disposizione del consenso dei due, oppure se, salvaguardati eventuali diritti acquisiti, il vincolo non obbligasse la libertà indissolubilmente. La domanda che lungo i secoli ha accompagnato l’uomo occidentale era: “poiché è stata la nostra libera volontà a porre il vincolo, non potrebbe la stessa libera volontà scioglierlo?”. E’ il problema dell’indissolubilità del matrimonio in relazione alla libertà dei coniugi.

La tematica è assai complessa. Procederò nel modo seguente. Nella prima parte cercherò di descrivere l’esperienza ed il concetto di libertà presenti     nella modernità occidentale. Spiegherò subito perché parto da questo. Nella seconda parte esporrò brevemente la dottrina cristiana del vincolo coniugale e le sue implicazioni filosofiche-antropologiche. Terminerò con alcune riflessioni conclusive.

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8 novembre 2016

Appunti sull’Amoris Laetitia

di Costanza Miriano

Appunti di Costanza Miriano per l’intervento al IV Incontro dei guardiani e parroci CIFIS dal titolo Collaboratori della gioia alla luce dell’Amoris Laetitia”, san Giovanni Rotondo 8 novembre 2016

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di Costanza Miriano

Io vengo qui solo per raccontare una storia, anzi, molte storie. Dei fatti. Cioè, vengo qui a dire quello che ho vissuto, e le tante storie che ho intrecciato con la mia, in questi ultimi cinque anni in cui sono andata in giro a parlare di matrimonio, in tutta Italia, e anche all’estero.

Non ho nessuna autorevolezza, nessun titolo accademico, se non la vagonata di affetto con cui vengo ricoperta ogni volta, le torte, i profumi, i ricami, gli orecchini, i regali anche molto importanti, fin le vacanze offerte, oppure piccoli gesti, che mi dicono che quello che vado a raccontare, che non è mio, ma, spero, della Chiesa, risponde a un bisogno, corrisponde a molti cuori. Posso vantare, come titolo accademico, qualche piccola Costanza in giro per l’Italia, e qualche altro bambino che è nato anche un po’ perché la rete di famiglie che si è formata si è fatta coraggio a vicenda, poiché tutti abbiamo bisogno di una compagnia. Ho anche scatole piene di partecipazioni di matrimonio, richieste di fare da testimone, sono madrina di un figlio che mi è carissimo, per quanto voglio bene alla sua mamma, con cui siamo diventate amiche in questa rete di bene che si è messa in moto. Questi sono i fatti che porto, e i fatti, come dice un cardinale a me caro citando Hume, sono testardi. C’è una rete di cui io sono stata magari in qualche modo uno dei fattori scatenanti, ma solo come un enzima che innesca reazioni, che poi procedono per conto loro, indipendentemente da me. E così posso testimoniare di famiglie che si prestano case, che si aiutano anche economicamente, che portano i pesi le une delle altre.

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14 giugno 2016

I muri che salvano

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Da fuori forse posso anche dare ogni tanto l’impressione di essere una persona solida e realizzata, soprattutto a chi non mi conosce da vicino (gli altri lo sanno che sono pazza come una cavalla). Io, che mi conosco bene, sono certa guardandomi indietro di essere stata miracolosamente e misericordiosamente salvata più volte dal combinare non so quali disastri esistenziali, salvata un passo prima e a volte a dire il vero anche qualche centimetro dopo. Il fatto è che il nostro cuore è un groviglio incomprensibile anche a noi stessi. E questo, ne sono certa, vale per tutti. Non esistono persone rispettabili, esistono persone che fanno finta meglio delle altre. Sono stata salvata perché mi sono fidata delle cose che alcune persone mi avevano annunciato.

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16 aprile 2016

Amoris lætitia tra Fellay e Melloni: letture ed errori

di autori vari

di Giovanni Marcotullio   per La Croce quotidiano

«A causa della ricchezza dei due anni di riflessioni che ha apportato il cammino sinodale, la presente Esortazione affronta, con stili diversi, molti e svariati temi. Questo spiega la sua inevitabile estensione. Perciò non consiglio una lettura generale e affrettata». Così Papa Francesco nell’introduzione all’Amoris lætitia (AL 7). E prosegue: «Potrà essere meglio valorizzata, sia dalle famiglie sia dagli operatori di pastorale familiare, se la approfondiranno pazientemente una parte dopo l’altra, o se vi cercheranno quello di cui avranno bisogno in ogni circostanza concreta. È probabile, ad esempio, che i coniugi si riconoscano di più nei capitoli quarto e quinto, che gli operatori pastorali abbiano particolare interesse per il capitolo sesto, e che tutti si vedano molto interpellati dal capitolo ottavo» (ibid.)

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