Io scrittore omosessuale vi voglio raccontare una speranza

di autori vari

2016-02-04_211009

di Giorgio Ponte

Mi chiamo Giorgio Ponte ho trentun anni e faccio lo scrittore. Molti in questi giorni avranno sentito parlare di me come persona con tendenze omosessuali che si è esposta in difesa della famiglia naturale. Alcuni sicuramente sapranno che sono cattolico e che nella vita, con la fatica e le difficoltà di tutti, cerco di vivere come tale.

Tutto questo è vero e tuttavia non basta a dire ciò che sono, ma soprattutto non è il motivo per cui oggi sono qui, a questo Family Day. Questa infatti non è una riunione di ultracattolici, né di ultraconservatori, né, evidentemente, di eterosessuali. Questa piazza raduna chiunque, uomo o donna, riesca ancora a riconoscere nella coppia maschile-femminile, l’unica unione capace di concepire la vita e quindi adatta a crescerla. E per fare questo non serve avere inclinazioni particolari, una particolare fede, o un determinato colore politico.

Ma chi è qui, questo lo sa già.
Perciò, in quanto persona con tendenze omosessuali, oggi credo sia mio compito fare qualcosa di diverso, e cioè parlare a chi, di là, ci guarda e non capisce: coloro i quali stamattina si sono svegliati con la convinzione che una moltitudine di persone si sia radunata al Circo Massimo contro di loro. A queste persone dico: sappiate che qui c’è qualcuno che sa cosa provate. E si batterà fino alla fine, perché possiate capire cosa facciamo noi.
Io conosco il vostro dolore. Fa male non sentirsi capiti. Fa male credere che il mondo sia contro di noi. Fa male avere la sensazione che la gente esprima un giudizio sulla vostra vita, su chi amate, sulla natura di ciò che provate, come se ci fosse qualcuno in grado di entrare nelle profondità della vostra anima e guardare quanto ci sia di egoismo o quanto di amore vero. Fa male dover rinunciare a un desiderio spontaneo come quello di paternità o maternità.
Fa male, lo so.
Ma non è per questo che questa piazza si è riunita.
Nessuno qui può permettersi di entrare nel merito di ciò che ogni singolo uomo prova per qualcun altro. Nessuno vi chiede di cambiare il vostro stile di vita, di lasciare il vostro compagno, di cambiare il vostro orientamento, di vivere in castità: nessuno è qui per dirvi che siete sbagliati. E se qualcuno lo fa, lo fa a titolo personale, sbagliando egli stesso.
Se nemmeno la Chiesa, nella sua saggezza, si arroga il diritto di dire a una persona con tendenza omosessuali di essere in sé stessa un errore, come potrebbe fare diversamente una piazza che mette insieme migliaia di persone di ogni credo o di nessun credo?
No. Qui, oggi, non vi si chiede di cambiare vita.
Ciò che vi si chiede, ciò che vi chiedo io, e di deporre le armi e guardare con verità alla storia da cui provenite, da cui tutti proveniamo: un maschio e una femmina, un papà e una mamma, che per qualche ragione, fortuita o volontaria, hanno fatto sì che noi oggi esistessimo.
Forse i vostri genitori non sono stati i migliori del mondo. Forse talora possono essere stati persino i peggiori.
Ma almeno voi sapete chi sono.
Noi abbiamo avuto la possibilità di saperlo, per potere farci i conti, per potere restituire a chi ci ha dato la vita, il giusto valore. Perché solo quando facciamo i conti col nostro passato, siamo liberi di affrontare il nostro futuro. E questo lo sa bene chi per disgrazia, questa possibilità non l’ha avuta, perché orfano, perché abbandonato.
Questa legge, il matrimonio gay camuffato sotto altro nome, facilita un sistema che un domani permetterà che migliaia di bambini vengano fatti crescere volontariamente e con l’avallo dello Stato privi di questo diritto: avere una mamma e un papà.
So bene che alcuni di voi questo lo capiscono, e chiedono solo una tutela, che più che tutela è un riconoscimento legale, sociale dalla vostra relazione. Ma purtroppo il clima e le condizioni attuali a livello politico, nazionale ed europeo, hanno spezzato le gambe a qualsiasi possibile compromesso. Non possiamo fare leggi a metà, senza adozioni, perché abbiamo visto che in tutti gli stati in cui sono state approvate, esse sono sempre state il trampolino di lancio per la parificazione col matrimonio e la conseguente possibilità di procreare usando donne e uomini come fornitori di materiale biologico, al pari di mucche e stalloni. Per questo, nessuna legge oggi è possibile.
Perciò se questo riuscite a comprenderlo, vi chiedo di riflettere: siete davvero pronti a prendervi questa responsabilità sulle generazioni future, in nome del vostro pur legittimo desiderio di riconoscimento?
Io no.
Se davvero desiderate essere padri e madri per le generazioni future, allora fate un gesto che solo un autentico genitore può fare: rinunciate al vostro desiderio per amore di questi figli.
Da sempre come uomo e come scrittore, ho desiderato raccontare al mondo la Speranza.
Anche oggi qui, è una Speranza che voglio raccontare: quella di un mondo dove le persone non siano più catalogate e ridotte in base alle loro inclinazioni sessuali; dove i bambini siano custoditi e protetti perché conoscano le loro radici; dove le donne riscoprano la bellezza della loro maternità e non pensino che per essere libere debbano rinunciarvi o al contrario mercificarla; dove gli uomini riconoscano che per essere tali non gli è richiesto di non essere fragili o di non avere paura, e nemmeno di non provare questa o quella pulsione.
Poiché un uomo è prima di tutto colui che assume su di sé la sua fragilità e affrontando la paura, muore a sé stesso per coloro che ama.
Un mondo del genere, una speranza del genere è possibile, se tutti dopo questa manifestazione, legge o non legge, lavoreremo da domani perché lo sia, possibile. Se tutti la smetteremo di ragionare in termini di “noi” e “loro” e capiremo che noi, in realtà siamo tutti.
Io non appartengo ad associazioni, movimenti, o gruppi. Eppure rappresento un mondo, un universo sommerso che attende di trovare il coraggio di svelarsi.
Per quanto possa sembrare poco, sono qui a nome mio e di chi come me in questa battaglia in difesa dell’essere umano si ritrova stretto fra due fuochi: quello di chi condivide il nostro punto di vista ma non l’attrazione per lo stesso sesso, e pur osannando il nostro contributo, non riesce a capire davvero cosa viviamo; e quello di chi dall’altra parte condivide la nostra attrazione per lo stesso sesso, ma non la nostra visione e ci guarda come traditori.
Eliseo del Deserto, Adamo Creato, Cristoforo Libero, Emmanuele Wundt, Luca di Aquila, Costanzo in Cammino… siamo in tanti, molti più di quanti crediate, alcuni che nel loro piccolo iniziano anche ad esporsi con il loro nome. Spesso catalogati dall’uno e dall’altro schieramento, secondo ciò è più semplice da capire per entrambi: “gay cattolici, contro i diritti dei gay”.
Ma non è così semplice.
La nostra presenza qui ha il compito di ricordare a tutti che noi non stiamo manifestando contro le persone con tendenze omosessuali, ma contro un’ideologia che danneggia anche chi la sostiene.
Perciò se da un lato chiedo a chi sostiene i diritti gay di guardare alle ripercussioni che la legge sulle unioni civili avrebbe sulla generazioni future; dall’altro chiedo a chi è qui, e come me ha tendenze omosessuali, di prendersi la responsabilità di alzare la testa, di dire la sua, perché altri trovino il coraggio di farlo. Perché nessuno dia più per scontato che un omosessuale, quand’anche si definisse tale, non sia per questo in grado di riconoscere la famiglia naturale come luogo unico e privilegiato per la crescita dei bambini.
Per troppo tempo siamo stati fraintesi. Per troppo tempo abbiamo creduto di non potere fare la differenza; che questa fosse una battaglia che in fondo non ci apparteneva. Ma i figli di una nazione sono responsabilità di tutti, e ciò che possiamo fare noi, non lo può fare nessun altro come noi. Non possiamo sempre delegare ad altri. È giunto il momento che ognuno si prenda la propria responsabilità nei confronti di coloro che lo circondano. Prima di tutto verso quei fratelli che hanno tendenze omosessuali e credono che nessuno qui, al Circo Massimo, capisca cosa vivono.
Nel Family Day del 2007 in compianto Don Benzi disse che “gli omosessuali un giorno si sarebbero levati in difesa della famiglia”.
Io vi prego: fate, finalmente, che quel giorno sia arrivato. E che non sia solo in difesa della famiglia, ma in difesa di tutti noi.

leggi anche l’intervista a Giorgio Ponte

26 commenti to “Io scrittore omosessuale vi voglio raccontare una speranza”

  1. Signor scrittore non si nasce perfetti:maschi e femmine….e ognuno viva la sua vita come vuole. Converra’ che sara’ veramente ossessivo per ognuno di noi se ad un certo punto ci accorgiamo di aver vissuto “fuori posto” e questo vale per tutti:maschi, femmine , mezzi e mezzi ecc.. “Eppur si muove’.. ma dobbiamo vivere il nostro personale stato di esseere umani dotati di ragione senza malizia o corruzione perche’, ci si creda o meno, prima o poi, dovremmo dar conto del nostro modo di vivere: qualsiasi esso sia: evviva il libero arbitrio, evviva la liberta’ e dignita’ e rispetto per chiunque.Paul

    • Signor scrittore si è firmato….ha un nome…..si chiama Giorgio Ponte…..

      • È bellissimo leggere una lettera così dove non si percepisce ne aggressività ne violenza ma solo la fermezza della verità che non ha varie sfumature……la verità per il bene Dell uomo è sempre e solo una…..non può essere “aggiustata”….al contesto…..o all interlocutore.
        Grande stima per Giorgio Ponte per il coraggio e la schiettezza

        • Distillazione: chi fa le leggi e’ il parlamento; chi elegge il parlamento sono i cittadini;, chi dice ai cittadini per chi votare alle elezioni, di carattere democratico, il cittadino. Non penso con queste premesse che se il parlamento/governo se fa leggi sbagliate si debba dar colpa a loro, ma ai cittadini che hanno votato i loro candidati/rappresentanti . Questo modello di governo ha la possibilita’ di essere giusto o falso per la insita procedura della sua formazione e puo’ erogare leggi giuste o ingiuste: come assistiamo da anni. ( Basti solo pensare all’ambiguita’ democratica del 50+1) Essendo questa organizzazione parlamentare la rappresentanza del popolo, e’ il popolo che fa leggi giuste o sbagliate. Come sermpre: chi e’ causa del suo bene o del suo male sia contento o pianga se stesso. Se quanto soprascritto non e’ vero, che il parlamento cosi’ eletto rappresenta la volonta’ del popolo, allora il sistema di voto va cambiato, in qualche modo, per garantire che le leggi che veranno emanate dal parlamento siano sempre al servizio della Verita’ e Giustizia. Paul

      • Distillazione: chi fa le leggi e’ il parlamento; chi elegge i parlamentari i cittadini, chi dice ai cittadini per chi votare alle elezioni, di carattere democratico, il cittadino. Non penso che con queste premesse se il parlamento/governo fa leggi sbagliate si debba dar loro colpa, ma ai cittadini che hanno votato i loro candidati/rappresentanti . Questo modello di governo ha la possibilita’ di essere giusto o falso per l’insita procedura della sua formazione e puo’ erogare leggi giuste o ingiuste: come assistiamo da anni. ( Basti solo pensare all’ambiguita’ democratica del 50+1) Essendo questa organizzazione parlamentare la rappresentanza del popolo, e’ il popolo che fa leggi giuste o sbagliate. Come sermpre: chi e’ causa del suo bene o del suo male sia contento o pianga se stesso. Se quanto soprascritto non e’ vero, che il parlamento cosi’ eletto rappresenta la volonta’ del popolo, allora il sistema di voto va cambiato, in qualche modo, per garantire che le leggi che veranno emanate dal parlamento siano sempre al servizio della Verita’ e Giustizia. Paul

        P.S: Gentile Signora Barbara, a dir la verita’ il nome lo sapevo Signor Giorgio Ponte, ma per una ragione o l’altra ho preferito scrivere una risposta come fosse anonima per essere nel sicuro di spazio generale e per tutti evitando la cerchia di casi personali e particolari. Detto questo e’ quello che ho pensato nell’ usare Signor Srittore..ecc. Cordiali saluti, Paul

  2. Una cosa non condivido di questo articolo. L’autore scrive: “Nessuno vi chiede di cambiare il vostro stile di vita, di lasciare il vostro compagno, di cambiare il vostro orientamento, di vivere in castità”. Questo non mi sembra giusto. A tutti si chiede di vivere in castità e di correggere comportamenti contrari a questa virtù, nonostante le più forti pulsioni che ad essa si oppongono. Lo si chiede ai giovani prima del matrimonio, a chi è stato abbandonato dal coniuge, a chi non ha trovato l’anima gemella, a chi per tanti motivi non può sposarsi, al vedovo o alla vedova che non possono sposarsi di nuovo, a chi ha fatto voto di castità, anche a chi è sposato, se il coniuge è malato o assente, o se sente attrattiva per altre persone; inoltre lo si chiede a chi ha tendenze non normali, come sarebeeb la pedofilia, ovvero il sadismo o il masochismo, o anche l’attrattiva per l’eccesso e l’abuso nello stesos matrimonio. Sappiamo bene che spesso le pulsioni sono fortissime e che solo con l’aiuto di Dio si possono sottometere alla ragione. Ma la Chiesa questo lo chiede a tutti. Perché non dovrebbe chiederlo a chi ha tendenze omosessuali? E questo non significa affatto giudicarli o rifiutare di comprendere il loro dramma.

    • caro donamassimo
      è vero quello che scrivi però forse ti manca un elemento per giudicare quella frase (non per tua colpa ma per nostra) e cioè che questa lettera era stata scritta per essere letta la Circo Massimo dal palco. Poi la scaletta è cambiata più volte e alla fine per ragioni che non conosco non è stata letta ma solo pubblicata su La Croce.
      Allora, per come la vedo io, quel “nessuno vi chiede di cambiare il vostro stile di vita, di lasciare il vostro compagno, di cambiare il vostro orientamento, di vivere in castità” riguarda l’azione e le finalità di quella manifestazione, di quella piazza, non la nostra personale.

      • Avevo pensato, infatti, che l’autore non si fosse espresso con chiarezza e che il suo pensiero non fosse quello che appariva a prima vista.

        • Distillazione: chi fa le leggi e’ il parlamento; chi elegge i parlamentari i cittadini, chi dice ai cittadini per chi votare alle elezioni, di carattere democratico, il cittadino. Non penso che con queste premesse se il parlamento/governo fa leggi sbagliate si debba dar loro colpa, ma ai cittadini che hanno votato i loro candidati/rappresentanti . Questo modello di governo ha la possibilita’ di essere giusto o falso per l’insita procedura della sua formazione e puo’ erogare leggi giuste o ingiuste: come assistiamo da anni. ( Basti solo pensare all’ambiguita’ democratica del 50+1) Essendo questa organizzazione parlamentare la rappresentanza del popolo, e’ il popolo che fa leggi giuste o sbagliate. Come sermpre: chi e’ causa del suo bene o del suo male sia contento o pianga se stesso. Se quanto soprascritto non e’ vero, che il parlamento cosi’ eletto rappresenta la volonta’ del popolo, allora il sistema di voto va cambiato, in qualche modo, per garantire che le leggi che veranno emanate dal parlamento siano sempre al servizio della Verita’ e Giustizia. Paul

  3. “Poiché un uomo è prima di tutto colui che assume su di sé la sua fragilità e affrontando la paura, muore a sé stesso per coloro che ama.”
    Questa frase la custodiro’ nel cuore, grazie

  4. Giorgio Ponte è un uomo di grande coraggio. È da un po’ di tempo che lo seguo negli scritti e nelle interviste. Ammiro molto il suo coraggio e approfitto di questo post per dirglielo.

    • Distillazione: chi fa le leggi e’ il parlamento; chi elegge i parlamentari i cittadini, chi dice ai cittadini per chi votare alle elezioni, di carattere democratico, il cittadino. Non penso che con queste premesse se il parlamento/governo fa leggi sbagliate si debba dar loro colpa, ma ai cittadini che hanno votato i loro candidati/rappresentanti . Questo modello di governo ha la possibilita’ di essere giusto o falso per l’insita procedura della sua formazione e puo’ erogare leggi giuste o ingiuste: come assistiamo da anni. ( Basti solo pensare all’ambiguita’ democratica del 50+1) Essendo questa organizzazione parlamentare la rappresentanza del popolo, e’ il popolo che fa leggi giuste o sbagliate. Come sermpre: chi e’ causa del suo bene o del suo male sia contento o pianga se stesso. Se quanto soprascritto non e’ vero, che il parlamento cosi’ eletto rappresenta la volonta’ del popolo, allora il sistema di voto va cambiato, in qualche modo, per garantire che le leggi che veranno emanate dal parlamento siano sempre al servizio della Verita’ e Giustizia. Paul

  5. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidentee ha commentato:
    “Se davvero desiderate essere padri e madri per le generazioni future, allora fate un gesto che solo un autentico genitore può fare: rinunciate al vostro desiderio per amore di questi figli.[…]Poiché un uomo è prima di tutto colui che assume su di sé la sua fragilità e affrontando la paura, muore a sé stesso per coloro che ama.”

    Amare significa anche rinunciare e riconoscere la propria fragilità: un concetto universale da tenere presente in qualsiasi momento della nostra vita.

    • Distillazione: chi fa le leggi e’ il parlamento; chi elegge i parlamentari i cittadini, chi dice ai cittadini per chi votare alle elezioni, di carattere democratico, il cittadino. Non penso che con queste premesse se il parlamento/governo fa leggi sbagliate si debba dar loro colpa, ma ai cittadini che hanno votato i loro candidati/rappresentanti . Questo modello di governo ha la possibilita’ di essere giusto o falso per l’insita procedura della sua formazione e puo’ erogare leggi giuste o ingiuste: come assistiamo da anni. ( Basti solo pensare all’ambiguita’ democratica del 50+1) Essendo questa organizzazione parlamentare la rappresentanza del popolo, e’ il popolo che fa leggi giuste o sbagliate. Come sermpre: chi e’ causa del suo bene o del suo male sia contento o pianga se stesso. Se quanto soprascritto non e’ vero, che il parlamento cosi’ eletto rappresenta la volonta’ del popolo, allora il sistema di voto va cambiato, in qualche modo, per garantire che le leggi che veranno emanate dal parlamento siano sempre al servizio della Verita’ e Giustizia. Paul

  6. Se dunque la piazza che era a Roma, non chiedeva niente agli omosessuali, cioè non chiedeva loro di non peccare più, possiamo in definitiva dire che era una piazza un po’ confusa. Comprendo che si voleva intendere che nessuno ce l’ha con gli omosessuali, ma allo stesso modo si può intendere che a nessuno interessa la sorte degli omosessuali, ovvero la piazza se ne frega se gli omosessuali, o anche gli eterosessuali che vivono in concubinaggio vanno all’Inferno. Allora mi sta bene che si manifesti per la famiglia voluta da Dio e anche per i bambini che hanno il diritto di essere protetti da leggi che non tengono mai conto dei loro diritti (legge 194 compresa s’intende), ma per i poveri peccatori, che tutti tentano di ingannare con falsa misericordia, per loro chi manifesta? Non è bontà della piazza quella di non dire nulla agli omosessuali, è cinismo, menefreghismo, indiferenza, lavatura di mani alla Ponzio Pilato, è ipocrisia, perchè siamo tenuti ad amare il nostro prossimo come noi stessi e pure gli omosessuali sono il nostro prossimo, pertanto anche verso loro va usata la virtù del consiglio e e anche l’altra importante opera di misericordia che è l’ammonire i peccatori, oltre ad insegnare agli ignoranti. Se la piazza era li per non dire nulla sul peccato di sodomia, mi dispiace, si vede che non aveva capito che non c’è in ballo solo la famiglia e i bambini, c’è in ballo la salvezza delle anime. La legge Cirinnà è mostruosa, non solo perchè confonde le idee sulla famiglia e priva i bambini di un diritto fondamentale, ma anche perchè inganna le anime e fa credere che il peccato non esiste e Dio (se mai esistesse, perchè non credo i politici credano esista) non punisce. Persino molti chierici credono che l’Inferno se mai esiste sia vuoto. Ecco il gande inganno demoniaco, far credere che il peccato se legalizzato smetta di essere tale. Mi dispiace per loro: Dio esiste ha legiferato molto prima del nostro governo e sarà il nostro Giudice.

    • Avevo capito che il fine del Family Day in questo caso era tentare di fermare una legge palesemente ingiusta.
      Invece apprendo da te che il fine era di salvare i peccatori dal pericolo di finire all’Inferno: devo aver capito male.
      E comunque, credi che manifestando per tale fine riusciresti ad ottenerlo in quel modo?
      Sei sicura che fosse la piazza ad essere confusa?

      • Distillazione: chi fa le leggi e’ il parlamento; chi elegge il parlamento sono i cittadini;, chi dice ai cittadini per chi votare alle elezioni, di carattere democratico, il cittadino. Non penso con queste premesse che se il parlamento/governo se fa leggi sbagliate si debba dar colpa a loro, ma ai cittadini che hanno votato i loro candidate/rappresentanti . Questo modello di governo ha la possibilita’ di essere giusto o falso per la insita procedura della sua formazione e puo’ erogare leggi giuste o ingiuste: come assistiamo da anni. ( Basti solo pensare all’ambiguita’ democratica del 50+1) Essendo questa organizzazione parlamentare la rappresentanza del popolo, e’ il popolo che fa leggi giuste o sbagliate. Come sermpre: chi e’ causa del suo bene o del suo male sia contento o pianga se stesso. Se quanto soprascritto non e’ vero, che il parlamento cosi’ eletto rappresenta la volonta’ del popolo, allora il sistema di voto va cambiato, in qualche modo, per garantire che le leggi che veranno emanate dal parlamento siano sempre al servizio della Verita’ e Giustizia. Paul

    • Distillazione: chi fa le leggi e’ il parlamento; chi elegge il parlamento sono i cittadini;, chi dice ai cittadini per chi votare alle elezioni, di carattere democratico, il cittadino. Non penso con queste premesse che se il parlamento/governo se fa leggi sbagliate si debba dar colpa a loro, ma ai cittadini che hanno votato i loro candidati/rappresentanti . Questo modello di governo ha la possibilita’ di essere giusto o falso per la insita procedura della sua formazione e puo’ erogare leggi giuste o ingiuste: come assistiamo da anni. ( Basti solo pensare all’ambiguita’ democratica del 50+1) Essendo questa organizzazione parlamentare la rappresentanza del popolo, e’ il popolo che fa leggi giuste o sbagliate. Come sermpre: chi e’ causa del suo bene o del suo male sia contento o pianga se stesso. Se quanto soprascritto non e’ vero, che il parlamento cosi’ eletto rappresenta la volonta’ del popolo, allora il sistema di voto va cambiato, in qualche modo, per garantire che le leggi che veranno emanate dal parlamento siano sempre al servizio della Verita’ e Giustizia. Paul

  7. Nell’anno della Misericordia, dovremmo davvero ricordarci solo e soltanto questo. Che Dio ha Misericordia. Sta a Lui la giustizia, quando sarà. Che sarà comunque misericordiosa.
    Se Giorgio Ponte ha scritto ciò che ha scritto, io credo e percepisco, lo ha fatto con coscienza, consapevole della sua umana limitatezza e della sfida di essere cattolico con tendenze omosessuali. Solo per questo, per la sua umiltà e tenerezza, come una sorella con un fratello vorrei abbracciarlo per dirgli grazie. E per incoraggiarlo a non arrendersi di fronte alla sua duplice difficoltà di omosessuale cattolico, emarginabile dagli etero perché omosessuale e dagli omosessuali perché cattolico. Come ha detto bene, e come ha ripetuto Costanza in un commento precedente, il suo era un messaggio alla piazza del 30 gennaio, un messaggio netto che non lascia fraintendimenti, in cui si è schierato mettendoci il nome e la faccia. Altro che coraggio, qui c’è ardore per una causa nobile. Conosco tanti che sono andati al Family Day, e li ho ringraziati per esserci stati. Conosco tanti che purtroppo, seppur cattolici praticanti laureati e prole dotati, non ci hanno capito un beneamato sul significato di quel giorno, e predicano che l’amore è un diritto di tutti. Anche per loro è l’anno della Misericordia.
    Non sta a noi giudicare i peccati altrui, soprattutto quando questo altrui le sue difficoltà le denuncia in piazza. A noi, penso, sta il compito di affermare ciò in cui crediamo, Chi noi crediamo. E difendere e affermare questo credo e ciò che comporta, compreso il dovere di amare tutti, anche e soprattutto chi non la pensa come noi. Dopodiché, sia fatta la volontà di Dio.

    • Ma Gente sull’ indelebile realta’ che tutti siamo figli/e del Creatore, indipendentemente anche da chi si professa ateo o ha altri credi fino a quando non dimostrera’ il contrario, mettiamoci in testa che non si trova, che io sappia, nel Vangelo, Bibbia, Dottrina, Evangelizzazione secolare, Chiesa di imporre un modo di vita a nessuno sulla base teologica di libero arbitrio. Se la vedra’ Domine Dio a come Giudicare chi, per una ragione o l’altra, ha vissuto secondo la sua Legge o meno. “. “Un popolo messo a parte”: non dimentichiamolo…e i figli della Luce “cresceranno fra la zizzania e il grano”. Gl’angeli faranno la cernita tutto il resto non e’ compito nostro. Non lo e’ stato ne per martiri e santi i quali da sempre, imitando Cristo e la Sua istituita Chiesa, non hanno mai obbligato nessuno, “neppure Cristo fra i due ladroni al fianco della sua croce”, alla Verita’: “chi vuol intendere intenda”: Amen. Cordiali saluti Paul

  8. stanno intervenendo sempre più i grossi calibri. non oso immaginare i calamenti repentini di braghe a fronte di cotanto avvertimento ( lo stile dell’avvertimento ve lo lascio indovinare):

    http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/commissario-ue-ai-diritti-umani-italia-approvi-adozioni-per-coppie-gay-_2158835-201602a.shtml

    Commissario Ue ai diritti umani:”Italia approvi adozioni per coppie gay”
    Secondo Nils Muiznieks il nostro Paese deve adeguarsi alle sentenze della Corte di Strasburgo

    14:40 – Con la norma sulle unioni civili e le adozioni “l’Italia non sta creando nuovi diritti ma semplicemente eliminando la discriminazione basata sull’orientamento sessuale”

    Secondo il commissario la giurisprudenza della Corte di Strasburgo “è chiara: se le coppie etero non sposate possono adottare i figli del partner, lo stesso devono poter fare le coppie gay”.

    Secondo Muiznieks, “la discussione sull’impatto negativo che ha sul minore l’essere allevato da una coppia omosessuale è un argomento pretestuoso smentito da una crescente quantità di ricerche scientifiche”. “Spero quindi – ha concluso il commissario – che il parlamento italiano farà la cosa giusta e adotterà la legge sulle unioni civili permettendo le adozioni”.

  9. A proposito dei fantomatici studi scientifici (per correttezza andrebbero citati, almeno i più importanti) sull’assenza di conseguenze psicologiche della cosiddetta omogenitorialità sui figli, basterebbe chiedere agli adolescenti se sarebbero contenti di non avere la possibilità di conoscere la propria madre o il loro padre, di essere nati da un ovulo di una donna, gestati da un’altra donna dal cui seno sono stati precocemente strappati e accuditi da due uomini che li hanno comprati oppure, nel caso dell’omosessualità femminile, avere un padre identificato dalla sigla del donatore di sperma e magari avere tanti fratelli che non conosceranno mai. Scommetto che nessun ragazzo o in generale nessuno sceglierebbe liberamente di nascere in questi contesti.

  10. Bello anche questo:

    http://www.destra.it/11376-2

  11. Thelonius, so bene che la piazza era andata a manifestare per una legge ingiusta, ma la legge deve essere chiamata ingiusta mica solo perchè svilisce la famiglia e mette in pericolo i bambini, la legge è ingiusta anche se non permettesse l’addozione dei bambini è ingiusta anche se distinguesse il vero matrimonio dalle unioni civili è ingiusta, perchè fondamentalmente ingannevole, perchè nè la sodomia, nè le unioni civili etero sono un diritto, perchè Dio ha già condannato questi peccati. Perciò la legge va combattuta anche se fosse modificata. Temo però che molti cattolici se la legge non prevedesse più l’addozione, nè l’equiparamento del matrimonio alle unioni “civili!, sarebbero soddisfatti e direbbero che è stata una vittoria della piazza. La legge va rifiutata in toto, perchè perversa in ogni sua parte, perchè il peccato non può mai essere un diritto e pertanto non può essere tutelato per legge. Questo è quello che volevo dire. Dunque il Family day voleva veramente andare contro tale legge, o solo contro parte di questa? Se si dice che non si voleva dire nulla agli omosessuali, temo che non si avesse chiara la portata distruttrice di questa legge, legge che ripewto mina anche la salvezza degli omosessuali e dei concubini in generale,facendo credere loro che il peccato è un diritto tutelabile per legge.

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