Perché andiamo a Milano

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano, padre Maurizio Botta, Marco Scicchitano e Mario Adinolfi

Ci chiedono perché andiamo a Milano. La domanda ha varie connotazioni e gradazioni – dal “chi te lo fa fa’?” (alla romana), imputabile probabilmente ai nostri coniugi o agli amici più sinceri, al più sottile “che ci guadagni?”, passando per il complottista “ma chi c’è dietro, che movimento politico rappresentate?” – e ricorre abbastanza spesso. La verità è che andiamo a Milano perché siamo amici e ci piace mangiare e bere insieme (va be’, alla femmina non tanto, ma insomma).

Abbiamo cominciato a ritrovarci la sera in un posto vicino a Chiesa Nuova a Roma, in un locale di un amico dell’Oratorio, ogni tanto; non tanto spesso perché abbiamo famiglie o parrocchie a carico, ma con l’impegno di farlo con continuità. Chiacchierando abbiamo scoperto che certe cose che lontano da quel tavolo, da quel gruppo di amici – soprattutto su tutti i giornali, in rete, per far prima diciamo nel pensiero mainstreaming – vengono magnificate come conquiste, come frutto delle magnifiche sorti e progressive dell’umanità, a noi non piacciono tanto. Qualcosa non ci tornava. Ci è venuta voglia di parlarne insieme. Abbiamo allargato il gruppo degli amici invitati a mangiare e bere con noi. Abbiamo cominciato a parlarne fuori – noi quattro abbiamo tutti occasione di incontrare molta gente per gli altri impegni delle nostre vite. Abbiamo visto che eravamo in tanti, tantissimi, a pensarla allo stesso modo, ma da nessuna parte rappresentati.

Così ci è venuta voglia di cominciare a passare parola, e abbiamo organizzato degli incontri in cui parlavamo insieme tutti e quattro. Ci è sembrato che al centro di tutto ci fosse la questione antropologica: chi è l’uomo, come si definisce rispetto al suo sesso, come trasmette la vita, come si organizza per farlo, come vive i suoi affetti. Quella che a grandi linee è definibile come questione del gender.

Ognuno di noi quattro ha la sua storia, e siamo davvero molto diversi. Eppure il fatto di trovarci saldamente su alcuni punti comuni ci è sembrata una ricchezza, e una conferma che stessimo facendo la cosa giusta. Perché ci sono punti fermi che sono prepolitici e prereligiosi.10420771_10152556382925428_7174789232244816293_n

Marco Scicchitano è uno psicoterapeuta, marito di Miriam e padre di quattro bambini, che nel suo lavoro quotidiano si trova a fare i conti con gli effetti devastanti del relativismo nelle relazioni, nell’affettività, con le conseguenze del pensiero comune che tende a cancellare le differenze tra maschio e femmina declassandole a elementi culturali, quando lui ha studiato, e sa spiegare magnificamente, che la scienza prova alcune differenze fondamentali di conformazione e funzionamento del cervello maschile e femminile.

Costanza Miriano è una giornalista televisiva, moglie di Guido e madre dei quattro figli che le hanno insegnato quanto alcune balle diffuse sull’emancipazione femminile, sulla possibilità di conciliare lavoro e famiglia, si siano poi rivelate fregature. Così quelle sulla rivoluzione sessuale, sulla contraccezione che avrebbe dato il potere alle donne e invece glielo ha tolto, quelle sulla necessità delle donne di essere aggressive “per non lasciarsi mettere i piedi in testa”, balle che hanno lasciato le donne sole e un po’ infelici. Su questi temi ha scritto due libri tradotti in tutto il mondo, e dalla gente che va ai suoi incontri si direbbe che non sia la sola a pensarla così.

Padre Maurizio Botta è un sacerdote oratoriano, piemontese adottato dalla Roma tanto amata anche dal suo San Filippo Neri. Brillante bocconiano avviato alla carriera di industriale, ha incontrato Gesù Cristo e se ne è innamorato. Se ne è innamorato così tanto che gli brillano gli occhi. È soprattutto un sacerdote che ama la Chiesa e il Papa, crede fermamente nella verità sull’uomo e sulla donna che la Chiesa annuncia, e la sa difendere con un ardore e una coerenza da testimone che trascina migliaia di ragazzi ogni volta che parla, nel cuore di Roma. Ama questi ragazzi e li vuole davvero felici.

Mario Adinolfi ha una storia diversa alle spalle, così diversa che la sua adesione totale alle idee di Padre Maurizio e degli altri commuove tutti quelli che lo incontrano. Giocatore di poker, separato, poi risposato con la bellissima Silvia e padre di due figlie, fondatore ed ex parlamentare del pd, non ha certo il fisico del ragazzo di parrocchia. Eppure si è unito, alla battaglia contro la mercificazione delle persone – quella inevitabile quando due persone dello stesso sesso, impossibilitate dalla natura si mettono in testa di produrre un figlio. Dire che si sia unito alla battaglia è un po’ riduttivo, diciamo che è il nostro centravanti di sfondamento, per la sua forza dialettica (se volete andargli contro o siete più grossi di lui oppure vi conviene studiare bene, numeri alla mano, perché lui li sa tutti, se li ricorda e ve li sa tiare fuori al momento giusto).

Ecco, tutto era cominciato davanti a una birra, era cominciato andando nelle parrocchie della periferia romana dalla quale avevamo scelto di partire, dal basso e senza far troppo rumore, poi è montata questa vicenda grottesca di Milano e di curare le persone omosessuali, persone, che – vorrei far notare – non sono mai state nominate nel pezzo, perché noi non ce ne occupiamo se non per difendere il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre. Ecco, era cominciata così, e ci auguriamo che torni presto quello che era: un modo per ragionare insieme sui falsi miti di progresso, per tirare qualche piccolo sassolino al gigante che spadroneggia dappertutto, e tirarlo nei piazzali di cemento delle periferie dove sinceramente ci sentiamo più a nostro agio.

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19 Responses to “Perché andiamo a Milano”

  1. Chè bel gruppetto! Rara e stupenda condivisione cara Costanza!
    Condivido in pieno il tuo pensiero in chiusura; “e ci auguriamo che torni presto quello che era: un modo per ragionare insieme sui falsi miti di progresso, per tirare qualche piccolo sassolino al gigante che spadroneggia dappertutto, e tirarlo nei piazzali di cemento delle periferie dove sinceramente ci sentiamo più a nostro agio.”
    Già ..
    Una serena finesettimana per te! Elisa

  2. Mangioni e beoni? Che la Madunina vi custodisca come ha custodito quel mangione e beone di suo Figlio!
    Preghiere assicurate, comprensive di stima, fiducia, affetto e tanta simpatia! Smack! 😀

  3. N.B.: quando finirò la dieta (quando? sob!)… mi vorrei unire alle vostre mangiate e relative bevute! 😀

  4. Grandi! …io vengo! a domani!!

  5. #LaCroceStandingOvation

    “Difendere la famiglia per difendere la comunità”
    Sabato 17 gennaio 2015
    Palazzo Regione Lombardia
    Auditorium Testori

    Durante l’evento, vogliamo fare un regalo ai nostri condottieri che saranno tutti sul palco: una oceanica foto tutti insieme!
    Al via dell’organizzazione tantissime mani alzeranno in aria il nostro quotidiano preferito #LaCroce con la scritta La Croce rivolta verso il palco.
    Una fotografia collettiva sarà il nostro caloroso ringraziamento ai tanti amici sul palco.

    Che cosa bisogna fare?
    Semplicemente due cose:
    1) Portare numerosi una copia del quotidiano #LaCroce
    2) Promuovere la partecipazione all’evento
    Grazie ai tantissimi che in questi giorni ci “stanno mettendo la faccia” sulla pagina fb #Selfie#LaCroce
    Tutti a Milano Sabato 17 Gennaio con il quotidiano #LaCroce sotto il braccio

    Lo Staff Organizzativo de Selfie#LaCroce

    https://www.facebook.com/events/1533670856913336/

  6. Milano: «Tempi merde omofobe e sessiste», scritte sul muro della redazione del settimanale TEMPI.
    Ecco cosa ci aspetta a Milano.

    http://www.tempi.it/tempi-merde-omofobe-e-sessiste-scritte-sul-muro-della-redazione-del-nostro-settimanale#.VLj7h9KG_To

    #IoSonoTempi

    • Ora aspettiamo che Pisapia deprechi l’operato di questi teppisti vigliacchi e faccia ripulire il muro dalle loro deiezioni.

  7. ed hanno pure sbagliato muro.perché su quello di Tempi c’è la telecamera che inquadra la strada. e per non farsi beccare l’han fatta sul muro precedente.così i costi della pulizia del muro se li pagherà qualcun altro.

    • Come mi piacerebbe essere con voi….ma ho la coscienza piena che siamo membra dello stesso corpo e se devo stare qui a fare il mignolo del piede…che sia! Sto qui!!! Ma l’offerta della mia giornata di domani ( anche se è una tabacchiera di legno che il monte di pietà non prende in pegno!) È tutta x voi. ….fantastici 4!
      Grazie Costanza …grazie Super Mario….grazie Marco….grazie padre Maurizio x il tuo sorriso contagioso che fa ardere il cuore e i tuoi occhi innamorati d Cristo!
      Sono con voi …..grazie!!!

  8. Come non si può non sottoscrivere in tutto ciò che hai scritto? Mi avete commosso! E non sono uno facile al pianto! Grazie, grazie di esistere!

  9. Colgo questa occasione per esprimere la mia gratitudine alla Citta’ di Milano per avermi formato moralmente, civilmente ed educato (a spese mie: pazzesco) e dato una certa specializzazione moderna, anche se scadente, ma correvano gl’anni 60-66 non c’era da aspettarsi tanto per scienza e tecnologia. Comunque sia grazie a Milano mi sono tirato fuori dalla miseria. Paul (candiago.p@bmts.com)

  10. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Con il cuore e la preghiera oggi sono a Milano con loro.

  11. …se non fosse che è un’ immagine forse ormai troppo connotata, mi verrebbe voglia di arrivare con un cartello con la matitina e la scritta “libertà di espressione per tutti”…quella che per noi non vale, evidentemente, vista la scritta sul muro di Tempi!

  12. Abbiamo dalla nostra parte i più grandi :Gesù ei Maria ….anche io vorrei essere a Milano oggi con voi …ma ci sono con il cuore ,con il pensiero con la preghiera .
    Pregherò per Costanza e per gli altri moschettieri

    • …coraggio amici…..” ….dal letame nascono i🌹🌸🌻🌼🌷”
      allora felice di essere 💩 con voi…..😉

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