Da che pulpito

di Costanza Miriano

Se non me lo avessero impedito il mio primo libro lo avrei intitolato Da che pulpito, tanto sono consapevole del fatto che non è necessario essere irreprensibili per dire come la si pensa sul mondo. Siamo tutti poveri peccatori in cammino, è chiaro.

Ma che sia il Corrierone della Sera a fare prediche sulla famiglia, be’ questo mi suona davvero strano. Mettere in discussione la famiglia tradizionale sembra ormai parte del core business anche dell’ammiraglia dei quotidiani, e allora quando sabato 6 ottobre ho letto il paginone “I grandi siamo noi (dimenticarlo costa caro)” veramente il “da che pulpito” mi è sgorgato dal cuore. Continua a leggere “Da che pulpito”

L’insinuante e terribile potere del degrado

di Francesco Natale

Qualche decennio fa, quando non era ancora bollito da crisi creativa/psicofarmaci/alcol, Stephen King scriveva libri eccellenti.

Nella prefazione di uno di questi, credo fosse l’antologia “A volte ritornano”, laddove descriveva i meccanismi creativi della suspense propria del genere horror, utilizzò un notevole esempio didascalico che spiegava bene quale strada dovesse seguire lo scrittore che volesse catturare l’attenzione del lettore per poi prenderlo per mano e accompagnarlo laggiù, dove la luce si spegne e la tenebra regna. Continua a leggere “L’insinuante e terribile potere del degrado”

La «nuova tirannia» dal volto umano

di Andreas Hofer

L’oppio è ormai la religione dei popoli.
(Ennio Flaiano)

Mentre gli araldi dell’amore multiplo fanno passi da gigante, ci comunica Rodolfo Casadei su “Tempi”, Juan Manuel De Prada, un Chesterton spagnolo dalla penna tagliente e la mente lucida, non ha dubbi di sorta sulla sorte disumana che attende l’homo eroticus avvinghiato dalle spire del poliamore: sotto gli auspici luccicanti di una falsa promessa di liberazione s’avanza una «nuova tirannia» che De Prada, ispirandosi al celebre film dei fratelli Wachowski, battezza «Mátrix progre» («Matrix  progressista»).
Con vigore ed efficacia il Matrix ha ormai imposto una mentalità egemonica che sembra aver omologato gli schieramenti politici sotto l’egida del PC (Politicamente Corretto) e di un pensiero unico edonistico-relativistico. Continua a leggere “La «nuova tirannia» dal volto umano”

Va’ dove ti porta Dio

di Costanza Miriano

Secondo mio marito non ho il dono della sintesi. Deve essere per questo che ascolta circa un decimo delle cose che gli dico, e ammetto che potrebbe essere un metodo dotato di un suo senso, se non fosse che a volte tra i nove decimi che non ascolta ci sono informazioni fondamentali, tipo che la macchina ha il serbatoio vuoto (trovo molto più comodo avvisare mio marito, piuttosto che andare dal benzinaio; è anche più economico come metodo). Continua a leggere “Va’ dove ti porta Dio”

L’embrione, un uomo: etica e genetica (quarta parte)

di Jérôme Lejeune 

Ritengo che non si abbia il diritto di mettere gli uomini in un tempo sospeso. Il freddo a bassissime temperature non fa che rallentare la vita delle molecole. E quando ci si avvicina allo zero assoluto, tutto il movimento si ferma. Ciò che si ferma davvero è il tempo, il tempo locale non scorre più. Gli embrioni umani conservati nell’azoto liquido sono come rinchiusi in un tempo sospeso. Si possono ammassare a migliaia in un piccolo recipiente, un vaso di Darsonval che li mantenga nel freddo intenso. Come chiamare il fatto di ammassare uomini, di vietare loro di sapere che il tempo passi, di vietare loro ogni movimento, ogni libertà d’essere, salvo quella di sopravvivere a titolo precario in uno spazio estremamente ristretto dove sono concentrati? Questo si chiamava, fino a non molto tempo fa, campo di concentramento. Continua a leggere “L’embrione, un uomo: etica e genetica (quarta parte)”

3 – Le domande grandi dei bambini

 numero tre «LASCIATE CHE I BAMBINI VENGANO A ME…»

Continua a leggere “3 – Le domande grandi dei bambini”

Cinquanta sfumature di dubbi

di Matteo Donadoni

Dice, sono dogmatico. Per carità, io adoro il grigio, anzi, i filoconfederati come me, «preoccupati solamente di morire, di sposarsi e dell’onore della Virginia», sono perfettamente consapevoli che esistono cinquanta sfumature di grigio. E le amano tutte. A patto, però, che si ammetta, che anche nell’età del relativismo, esistono pur ancora il bianco e il nero. Belli, limpidi, solidi e stabili come sempiterni dogmi cromatici. Il bianco è bianco, lo è sempre stato e sempre lo sarà; e tale deve essere assunto, senza sporcizie mentali. Idem il nero. Continua a leggere “Cinquanta sfumature di dubbi”

Il trucco di Dio

I più affezionati lettori del blog si ricorderanno Andrea Torquato Giovanoli;  Paolo Pugni ci aveva parlato di lui e del suo bellissimo libro IL VANGELO DI MARIA. Siamo felicissimi che oggi (e da oggi) condivida i suoi scritti e i suoi pensieri anche su questo blog.

di  Andrea Torquato Giovanoli

Seduto al tavolo della sala sbircio di sottecchi mio figlio di cinque anni intrattenere, giocando con dei dinosauri di gomma, il piccolino di cinque mesi, il quale, rapito, lo guarda con occhi adoranti ed un sorriso spalancato. Continua a leggere “Il trucco di Dio”

L’embrione, un uomo: etica e genetica (terza parte)

di Jérôme Lejeune 

Vorrei rispondere alla critica sarcastica, molto antica e che crede d’aver detto tutto, ossia: la morale nei pantaloni è messa molto male! Io ho spesso sentito quest’osservazione nel corso della mia giovinezza, e mi sono domandato se, dopo tutto, le persone che la facevano non avessero ragione. C’è stato bisogno di molto tempo perché m’accorgessi che immaginare che la morale fosse posta male al di sotto della cintura non era che una cattiva conoscenza della neuro-anatomia. Bisogna che ve lo spieghi brevemente. Scusatemi, ma bisogna ben essere tecnici, ogni tanto. Continua a leggere “L’embrione, un uomo: etica e genetica (terza parte)”

L’error 404 del genere umano

 

di Costanza Miriano

Lo confesso, scribacchio questo post mentre il mio consorte vede un giallo seguendo il quale mi sono persa al tredicesimo minuto (non ho capito neppure chi sia morto, non parliamo del perché), e mentre scrivo continuo a sorvegliare con la coda dell’occhio, giusto per vedere se qualcuno di straforo si bacia. Per la cronaca, il film si chiama State of Play, e a circa un’ora dall’inizio di bacio manco l’ombra. Continua a leggere “L’error 404 del genere umano”

L’arte dell’attesa

di don Fabio Bartoli

Qualche giorno fa un’amica, commentando un viaggio che doveva fare in Terra Santa, mi diceva: “sono contenta che domani sia solo lunedì cosi mi godo per due giorni l’attesa della partenza”. La frase lì per lì mi ha fatto sorridere, nella sua ingenuità infantile, ma ripensandoci ho scoperto che nasconde una profonda verità. Continua a leggere “L’arte dell’attesa”