Farsi chiamare “padre” per legge per negare la realtà

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di Costanza Miriano

Vorrei tanto capire cosa ha spinto i giudici di Trento che hanno deciso di sentenziare, ignorando un estenuante dibattito parlamentare, ignorando le due più grandi manifestazioni di piazza degli ultimi anni in Italia, ignorando, quello che è più grave, il fatto che non esiste una legge in Italia che autorizzi la stepchild adoption. Si sono infilati, immagino – non sono una giurista – in un silenzio della legge, un vuoto legislativo, come si dice, con un meccanismo – la modifica delle leggi per via giurisprudenziale – che noi popolo del family day avevamo previsto. Abbiamo provato a denunciarlo prima che succedesse, e ci siamo presi gli insulti, siamo stati derisi dai media mainstreaming, ignorati da tutti, compresa gran parte della gerarchia della Chiesa italiana, con alcuni sacerdoti e vescovi e leader di movimenti che dicevano che sì, una regolamentazione ci vuole, “alla fine anche loro hanno diritto a volersi bene”. Continua a leggere “Farsi chiamare “padre” per legge per negare la realtà”

UCM Umanità Culturalmente Modificata

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di Costanza Miriano

Sono stata a un istruttivo corso di aggiornamento dell’Ordine dei giornalisti – sono obbligatori, che non si pensi che io sia così coscienziosa – tenuto da Monica Cirinnà, chiamata a parlare della sua legge. È stato istruttivo non perché ci fosse qualcosa che non sapessi già (ho letto del tema fino alla nausea), ma perché ho avuto conferma del fatto che il vero obiettivo della legge sulle unioni civili era e rimane un cambiamento di mentalità, di costume. Un cambiamento che procederà, o meglio, vorrebbe procedere anche più speditamente, e lo farà se vincerà il sì al referendum, cosa che secondo la senatrice trasformerebbe il congresso del PD direttamente in Parlamento, come ha detto in un’intervista a Gazebo (“il prossimo Parlamento, il prossimo congresso del Pd avrà il matrimonio egualitario in tutte le mozioni, dopo la riforma faremo la legge” ). Ovviamente è stata riproposta tutta la retorica delle povere persone con tendenza omosessuale impedite di vivere liberamente la loro vita, i loro sentimenti, l’amore, la felicità e via col linguaggio petaloso: “qual è stata la cosa più difficile, senatrice?” “coniugare sentimenti e diritti, cuore e codice”. Continua a leggere “UCM Umanità Culturalmente Modificata”

Niente VIP solo santi in paradiso. Un’ora di guardia

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Siamo alla stretta finale, questa settimana si saprà come e se il ddl Cirinnà paserà al Senato, intanto è stata stralciata la stepchild adoption ma non basta. Noi non abbiamo mezzi di comunicazione, non abbiamo VIP che firmano appelli, e, a parte pochissimi di noi, non sediamo in Parlamento. Abbiamo riempito una piazza impressionante ma sembra non bastare,  però abbiamo un’arma potentissima: la preghiera. Dobbiamo chiedere, chiedere, chiedere con tutte le forze a Lui che intervenga. Dio è troppo rispettoso della libertà dell’uomo per intromettersi nelle sue faccende. Lo fa solo se noi gli chiediamo di farlo.
Dobbiamo farlo fino a spolmonarci, appoggiandoci alle parole di Gesù: chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto, cercate e troverete. Dobbiamo chiederlo con fede cieca. Continua a leggere “Niente VIP solo santi in paradiso. Un’ora di guardia”

I diritti civili c’entrano poco con la battaglia piagnona del mondo Lgbt

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di Costanza Miriano  articolo uscito in forma ridotta anche su IL FOGLIO

Di cosa parliamo veramente quando parliamo di diritti civili?
Quando si combatte una battaglia – lo so, i paladini del dialogo non apprezzano il vocabolario guerresco ma io credo sia in gioco qualcosa di così grande da giustificarne l’uso – sarebbe bello combatterla in modo leale. Dicendo quali sono le parti in campo, quale la posta davvero in gioco, chi sta dalla parte di chi. À la guerre comme à la guerre, è vero, ma non con trucchetti patetici. Per favore, siate uomini.
La crociata che il mondo lgbt ha lanciato nel mondo intero ha deciso di puntare sul piagnisteo, ha scelto di usare l’espressione “diritti civili”. Usurpando un’espressione che nel nostro immaginario collettivo richiama immediatamente le lotte degli afroamericani, quelle sì, per i diritti civili, il movimento lgbt compie però una profonda scorrettezza ideologica.

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Servono altre ore di guardia!

 

Circo Massimo

Le preghiere ci hanno aiutato tanto il Family Day sta prendendo forma ma la strada è ancora lunga , servono altre preghiere, non molliamo adesso: chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto, cercate e troverete. Dobbiamo chiedere con fede cieca.
QUESTO SITO creato da amici ha trovato il modo di organizzare un calendario di preghiera ininterrotta.  Riempiamo tutte le caselle di questa griglia di “pregatori” aggiungiamo ore alle ore, contro la legge Cirinnà. Pregare è l’arma più potente che abbiamo, e soprattutto è quella che gli altri non hanno.
Aggiungerei che abbiamo un’altra arma infallibile: il digiuno. Si può fare in molti modi, secondo la tradizione della Chiesa e anche facendo dire messe. Continua a leggere “Servono altre ore di guardia!”

Il momento è decisivo: il 30 gennaio a Roma per “la marcia di san Giovanni”

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di Costanza Miriano

Preparate gli zaini, comprate i biglietti, lavate la macchina (o meglio controllate le gomme), accendete gli elicotteri le navi i treni gli aerei gli alianti, chiedete le ferie al lavoro, fingete mal di testa strappate permessi. Da questa mattina è ufficiale. Si torna in piazza il 30 gennaio,  a Roma. Marcia su san Giovanni (tacco dodici nella borsa, si cambiano le scarpe all’arrivo). I dettagli sono ancora da definire, in corso i colloqui con le forze dell’ordine. Continua a leggere “Il momento è decisivo: il 30 gennaio a Roma per “la marcia di san Giovanni””

UN’ORA DI GUARDIA

1ora

Siamo alla battaglia finale sulla legge Cirinnà. Nonostante una piazza che ha espresso chiarissima la volontà di un impressionante numero di cittadini di voler difendere l’istituto naturale del matrimonio, nonostante nel paese anche grazie al nostro lavoro si è diffusa la consapevolezza della grave ingiustizia che la legge legittimerebbe – usare corpi umani come merce, sottrarre ai bambini i loro veri genitori, impedire ai bambini di sapere da dove vengono – quasi tutti i politici con incredibile arroganza e superficialità si riempiono la bocca con parole svuotate di senso come “diritti civili” e cercano di aggirare lo scempio che si preparano a fare cambiando il nome alle cose (“stepchild adoption”, “affido rinforzato”).
La legge salterà la fase della commissione e andrà in aula. Dopo mesi di offensiva su tutti i mezzi di comunicazione cercheranno di ignorare ciò che pensa ancora la maggioranza del paese, cioè che i bambini hanno diritto a un padre e a una madre.

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