Oggi alle 19.30 con gli amici del Monastero wi-fi e con TUTTI quelli che volessero unirsi ci vediamo al Don Guanella (in via della Nocetta, 23) per ballare con le signore ospiti della struttura, e fare con loro uno spuntino. A seguire meditazione di padre Pier Luca Bancale e rosario. Vi aspettiamo: per quanto mi riguarda temo che sarà il picco della mia vita mondana di quest’anno.
Qui sotto la trascrizione l’ultima catechesi del Monastero WiFi Roma.
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MONASTERO WI-FI Battistero di S.Giovanni in Laterano 5 maggio 2025
Catechesi don Graham Bell
“Un farmaco per l’anima: riscoprire il digiuno nella vita cristiana”
Ci vediamo, per chi vuole, per un momento conviviale alle 20,30, Poi alle 21 al Battistero di san Giovanni in Laterano avremo con noi don Graham Bell per una riflessione sul digiuno come farmaco per l’anima.
Informazione fondamentale, si può parcheggiare nel parcheggio della Lateranense (parola d’ordine per la gendarmeria “Monastero Wi-Fi)!
Ovviamente l’incontro è apertissimo a tutti.
Qui sotto la trascrizione dell’ultima catechesi di aprile di don Simone Caleffi
Ci vediamo, per chi vuole, per un momento conviviale alle 20,30, Poi alle 21 al Battistero di san Giovanni in Laterano avremo con noi don Simone Caleffi per una riflessione “su digiuno e morte di Gesù”. Informazione fondamentale, si può parcheggiare nel parcheggio della Lateranense (parola d’ordine per la gendarmeria “Monastero Wi-Fi)!
Ovviamente l’incontro è apertissimo a tutti.
Qui sotto la trascrizione dell’ultima catechesi di marzo di don Riccardo Cendamo
Il Monastero romano continua il suo cammino, ogni primo lunedì del mese, da anni…
Siamo convinti che ascoltare l’annuncio della Parola di Dio con costanza sia qualcosa che lascia tracce profonde e ci cambia piano piano, più di quanto siamo consapevoli.
E fa anche di noi una comunità.
A questo proposito, condividiamo un video che tanti di voi avranno già visto, ma nel dubbio…
Ecco la testimonianza della nostra Silvia Polselli, infaticabile organizzatrice degli appuntamenti romani.
A novembre, mentre a San Pietro era in corso il nostro Capitolo generale, quelli di Tv2000 ci hanno chiesto di spiegare cosa fosse il Monastero WiFi. Io ho chiesto a Silvia di immolarsi per noi, ed ecco cosa ne è venuto fuori. Una testimonianza stupenda, nel corso della quale ha raccontato cose che neanche noi suoi amici (e credo neppure i familiari) sapevamo. La sua testimonianza ha provocato un’onda lunga di bene e di bellezza che l’hanno sorpresa (ma non ha sorpreso noi che conosciamo la sua biondaggine premurosa, generosa, efficiente, piena di bontà).
Riprendono a Roma gli incontri del primo lunedì del mese (in realtà questo è il secondo, ma il primo lunedì era l’Epifania). Ci vediamo, per chi vuole, per un momento conviviale alle 20,30, Poi alle 21 al Battistero di san Giovanni in Laterano avremo con noi don Gianfranco Lunardon per una catechesi su “digiuno dieta del pellegrino”. Informazione fondamentale, si può parcheggiare nel parcheggio della Lateranense (parola d’ordine per la gendarmeria “Monastero Wi-Fi)!
Ovviamente l’incontro è apertissimo a tutti.
Qui sotto la trascrizione dell’ultima catechesi di dicembre.
Quando sullo schermo compare il nome della mia amica bionda, Monica, già lo so: non devo rispondere. Mi trascinerà in qualcosa di faticosissimo, mi proporrà un’idea pazza, o minimo qualcosa di scomodo o folle, mi sottoporrà una situazione difficilissima da risolvere, un mucchio di soldi da trovare per qualcuno, e io dovrò cominciare a chiedere a destra e a manca, che prima o poi finirà che la gente mi evita. Mi conviene dire che sono impegnatissima, che sto eseguendo un’operazione a cuore aperto, mettendo a punto un vaccino, traducendo la Summa Theologiae in cinese. Però niente, non resisto. Rispondo sempre. Anche perché di solito al massimo sto correggendo delle frasi di greco o mettendo il rosmarino dentro un pollo (che comunque un po’ somiglia a un’operazione chirurgica, dai). La sventurata rispose.
Un gruppo di consorelle wi-fi – cioè per chi si trovasse a passare di qui per la prima volta: persone che cercano di vivvere l’unione a Dio in modo monacale, ossia con un cuore proteso verso Dio, ma un corpo e una mente profondamente calati nel quotidiano fatto di famiglia lavoro e tutte le mille cose che fanno la vita quotidiana – insomma, un gruppo di queste amiche che poi sarebbero semplicemente cattoliche, mi ha fatto sapere di avere lanciato l’idea di fare un digiuno tutti insieme. Cercavamo una data prossima, e abbiamo pensato a venerdì 8 maggio, che è anche la festa della Madonna del Rosario di Pompei.
Non è un film catastrofico, ma cronaca dell’altroieri: settembre 2013. I protagonisti sono reali. Il presidente americano, segnato dalla tensione, annuncia al mondo che ormai è inevitabile intervenire. L’orgoglioso leader della nazione rivale (la Siria) ribatte che non è un problema, che sono pronti a portarsi dietro l’intera coalizione, nei buchi senza uscita delle granate già affacciate agli oblò degli aeroplani. L’universo privo di confini attende un nuovo solletico nel suo pianeta centrale: la Terza guerra mondiale. L’essere umano trova che l’autodistruzione sia un’idea intelligente per farsi finalmente notare dai genitori. Il Padre non è convinto che siano tanto cattivi: Lui li ha visti bambini, e anche prima. La Madre suggerisce una soluzione. Continua a leggere “Quanto possiamo”→
In questi giorni di ritorno da Medjugorje ho avuto anche io un’apparizione. Mi è apparso chiaramente il mio infantilismo, quello che a volte mi spinge a cercare segni, emozioni, misteri, miracoli, e a non vedere il miracolo che è la mia, la nostra vita. Continua a leggere “Ritorno a Medjugorje”→
Sabato con il mio solito astuto tempismo e con la sagacia strategica che da sempre mi caratterizza mi è venuta voglia di fare una corsetta tonificante nel luogo e nel tempo probabilmente al momento meno opportuni del pianeta, se si esclude forse la Somalia. Non avevo, infatti, esattamente realizzato che in quel momento il mio quartiere veniva devastato – sono giornalista per errore e non sto mai sulla notizia –, e mi sono trovata a respirare a pieni polmoni i miasmi delle auto bruciate e le sgassate dei mezzi di Polizia, visto che abitiamo a san Giovanni (quando una parte del corteo, quella pacifica, è passata sotto casa, mio figlio è uscito in giardino a vedere col casco, un coperchio di latta come scudo e il fucile a pallini: il pericolo è il suo mestiere). continua a leggere
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