Incontro di maggio del lunedì del MonasteroWifi Roma, e trascrizione dell’ultimo

 

Ci vediamo, per chi vuole, per un momento conviviale alle 20,30, Poi alle 21  al Battistero di san Giovanni in Laterano avremo con noi don Graham Bell per una riflessione sul digiuno come farmaco per l’anima.

Informazione fondamentale, si può parcheggiare nel parcheggio della Lateranense (parola d’ordine per la gendarmeria “Monastero Wi-Fi)!

Ovviamente l’incontro è apertissimo a tutti.

Qui sotto la trascrizione dell’ultima catechesi di aprile di don Simone Caleffi

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Monastero WiFi

7 aprile 2025, Battistero di San Giovanni in Laterano

Catechesi “Digiuno e riflessione sulla morte di Gesù” di don Simone Caleffi

 

Buonasera a tutti, possiamo alzarci in piedi e fare memoria grata della nostra salvezza tracciando su di noi il segno della croce.

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Chi conosce queste parole può ripetere con me la sequenza d’oro: Sequenza dello Spirito Santo.

 

Siccome nella locandina di questa sera c’era riportato un versetto biblico Mt 4,4 “Non di solo pane”, ho pensato proprio di partire da questo brano nelle Tentazioni nel deserto di Gesù. Quest’anno abbiamo ascoltato nella prima domenica di Quaresima, quindi quattro domeniche fa, anche se in realtà nella versione di Luca, è l’anno C, io ve lo propongo questa sera nella versione di Matteo.

 

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse” se tu sei il figlio di Dio fa che queste pietre diventino pane ” ma egli rispose “sta scritto: non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Allora il diavolo lo portò nella Città Santa lo pose nel punto più alto del tempio e gli disse “se tu sei il figlio di Dio gettati giù. Sta scritto infatti: ai suoi Angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra.” Gesù gli rispose “sta scritto anche: non metterai alla prova il Signore Dio tuo”. Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse “tutte queste cose io ti darò se gettandoti ai miei piedi mi adorerai”. Allora Gesù gli rispose “vattene Satana, sta scritto infatti: il Signore Dio tuo adorerai, a Lui solo renderai culto”. Allora il diavolo lo lasciò ed ecco degli Angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

 

A noi non interessa tutto il brano, ma questa sera io vorrei proporvi non delle cose mie, semmai io sono il curatore di questa antologia, di questa selezione, ma vi vorrei semplicemente proporre la parola di Dio, così nuda e cruda potremmo dire, come la troviamo nella scrittura. Solo che siccome noi, anche se ci dipingono così, per citare la famosa frase di un film, siccome noi non siamo una religione del libro, bisogna che questo inchiostro su carta in qualche modo prenda vita.

E questo lo fa proprio nell’assemblea, proprio parlando di per sé, questa non è una assemblea liturgica, non stiamo celebrando né l’Eucaristia, né un altro Sacramento, né la liturgia delle ore, però siamo davanti al Signore, siamo, come dire, un’assemblea, siamo venuti insieme non per delinquere e quindi tutto converge, e tutto ci coinvolge in questa dinamica.

Quindi il Signore è sicuramente presente qui in mezzo a noi e appunto ci parla con la Sua parola che però, ripeto, non è semplicemente l’inchiostro sulla carta che io trovo con questo esemplare, con questa copia della Divina Scrittura, ma è proprio la Parola di Dio che parla nella vita, nel cuore dei fedeli, della Chiesa, che qui vede radunata una sua piccola porzione.

Allora cominciamo dall’inizio: abbiamo iniziato questo incontro con l’invocazione allo Spirito, perché questo brano dice: “Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto”. Anche noi, in modo particolare, se volete, questa sera siamo stati condotti qui dallo Spirito, perché anche se siamo noi che diciamo “ecco stasera ho deciso di andare lì”, in realtà le nostre sono solo risposte positive alla chiamata che Dio ci ha rivolto. Quindi noi anche pensiamo di fare delle cose (ed è vero), ma queste cose le facciamo in risposta a una chiamata che Dio ci ha fatto. Dunque anche noi siamo stati condotti qui dallo Spirito un po’ nel deserto, nel senso che (magari anche soprattutto dopo, facendo l’Adorazione Eucaristica, faremo anche un po’ di silenzio) sicuramente adesso parlo io e voi dovete tacere. Quindi ecco: siamo un po’ in questo deserto, siamo un po’ in questo silenzio. E “lo Spirito condusse Gesù nel deserto, affinché fosse tentato dal diavolo” e anche noi siamo un po’ nel deserto della vita per essere tentati. Ecco perché ogni volta che ci presentiamo al Signore, cioè se siamo fedeli alla parola di Gesù, ripetiamo quelle parole che Lui ci ha insegnato, ci ha detto di dire: non far sì che io entri, che io cada, non abbandonarmi nella tentazione, ma liberaci dal male. Dunque nello spazio di questa vita siamo tentati, anche Gesù.

La differenza fra noi e Cristo è che noi, dopo aver sentito la tentazione, vi abbiamo anche acconsentito. Invece Gesù sente la tentazione ma la respinge.

 

Ed è quasi comico il versetto due. A me piace molto questa parte, come dire, di riso della scrittura, perché spesso sentiamo, non lo so, che Gesù piange (per esempio alla morte di Lazzaro), ma in realtà con queste parole, che adesso sto per usare io, la scrittura non ci dice mai che Gesù ride. Non ce lo dice mai, proprio così. La scrittura non mette mai in bocca a Gesù, per esempio, la frase “Io sono Dio”, ma noi sappiamo che lo è, e quindi la scrittura non ci dice mai che Gesù ha riso, ma secondo me Gesù ha riso un sacco, secondo me si è divertito proprio tanto.

E allora c’è proprio una parte comica nelle scritture: per esempio pensate quando, ad un certo punto, in quella disputa con i farisei, c’è un maestro della Legge, un Dottore, che chiede a Gesù: “ma dimmi un po’ qual è, secondo te, il primo dei comandamenti…” E Gesù risponde, e alla fine quello, lo scriba, che dice al figlio di Dio: “hai risposto bene, mi sei piaciuto”. Ecco la scrittura è così, è molto divertente: non ci si annoia mai!

Allora il versetto 2 di questo capitolo 4 di Matteo dice: “dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti, alla fine, ebbe fame”. E ti credo! Che cos’è il digiuno?

Non è la dieta, altrimenti io sarei un testimone poco credibile. Ed ecco perché, per esempio, è molto ingiusto da parte di chi non capisce questa realtà magari dire: “ah vabbè, ma il ramadan che fanno i musulmani non è mica una cosa seria, perché non mangiano e non bevono durante il giorno, però poi la notte fanno una bella tavolata!” Ma è esattamente quello il digiuno!

Ripeto: non è una dieta, ma è un digiuno!

Il digiuno è una privazione rituale del cibo, della bevanda, eccetera eccetera

Nel rito ci deve essere un inizio e una fine.

In quel caso, si comincia quando sorge il sole e si finisce quando il sole tramonta. Quindi niente di strano, niente di speciale. Tanto che poi noi, che magari facciamo anche queste critiche, invece la Quaresima normalmente non la facciamo per niente. Io, che vivo con altri preti, che la cucina me la fanno le suore, tutti i giorni dal 5 Marzo scorso, leggo l’inno alla Liturgia delle ore – “e sia parca e frugale la mensa” – e trovo sempre un sacco di ben di Dio da magnà!

Quindi non è passata molto questa cosa, ma vabbè, andiamo avanti: il tentatore gli si avvicinò e gli disse una parolina di sole due lettere, che tornerà (perché quello è il momento fissato, per dirla con una celebre riduzione cinematografica nell’ultima tentazione di Cristo) sotto la croce. Cosa diranno a Gesù sotto la croce? “Se”. E anche qui: “se tu sei figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane…”

Non c’è niente di male. Il diavolo non chiede a Gesù di ammazzare, che so, Erode… ma solo che queste pietre diventino pane.

Eppure Gesù risponde: “no, perché non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

Allora la domanda per noi può essere questa: posto che normalmente sulla mensa di casa nostra c’è tutto, quindi siamo a posto, ma abbiamo anche fame di un’altra mensa?

La sollecitudine per la mensa della parola di Dio è per noi il punto di riferimento più grande, più alto della nostra vita?

Mi verrebbe da dire come quel foglietto che, quando ero ragazzo, ho trovato nella mia parrocchia, titolato così: “Gesù: istinto, sogno, fissazione”.

Il desiderio di mangiare la parola di Dio è per noi istinto?

Cioè, dobbiamo prendere una decisione: se sono sposato lo dico a mio marito o a mia moglie; se sono un prete lo dico al padre spirituale o al vescovo; se sono ragazzo lo dico ai miei genitori; quando dobbiamo prendere una decisione, abbiamo questa cosa di dirlo a Dio? E vedere che cosa Lui potrà dirci su quella cosa lì?

Non vorrei essere pessimista, ma mediamente direi no, perché le scelte, come dire, così che si constatano nella società, che mi risulta circa per il 90% battezzata nella chiesa cattolica, ecco, non mi sembrano esattamente sovrapponibili al Vangelo; però magari sbaglio io, poi voi mi dite la vostra.

Istinto.

È per noi sogno?

Anni 60, un reverendo di una comunità evangelica nata dalla riforma protestante, Martin Luther King, pronuncia a Washington quel famosissimo discorso che inizia con le parole “I have a dream”. È per noi valido questo? Cioè portiamo dei sogni?

Il Papa spesso citando il profeta Gioele, lo vedremo anche noi (sempre che abbiamo tempo, perché qui il tempo sempre corre!) dice: “si incontrano i sogni dei vecchi e dei bambini”? Appunto come dice il profeta. I vostri figli avranno visioni? I vostri anziani avranno sogni? O siamo una società, anche noi cristiani, così, un po’ del disincanto; ormai sappiamo tutto, c’è la scienza, ci ha spiegato tutto!

Che ce ne facciamo di un’altra interpretazione della realtà? Sappiamo tutto! O abbiamo ancora dei sogni? Io almeno spero che abbiamo tutti il sogno che nessuno pensi più che per preparare la pace, come dicevano gli antichi romani, bisogna prepararsi alla guerra. Il riarmo dell’Europa purtroppo dice un po’ questo.

Ma, abbiate pazienza, se io devo andare a fare la maratona di New York, per prepararmi, faccio una bella abbuffata di dolci o comincerò magari a camminare un po’? Se noi vogliamo fare la pace dobbiamo disarmare.

Dice la preghiera eucaristica, la seconda, della riconciliazione: la vendetta è disarmata dal perdono.

Ecco, un’altra cosa molto intelligente secondo me, ma che noi facciamo poco, è prestare molta attenzione, non solo alla parola di Dio, ma anche all’eucologia, cioè a quei testi che sono scritti sul Messale romano.

Non è che il prete legge il Vangelo, fa l’omelia, poi tutto il resto non conta niente.

No. Se legge quei testi, vuol dire che devono nutrire la nostra vita. Ecco, quello è un mio sogno; finire la celebrazione dell’Eucarestia e chiedere: cosa dice il Vangelo oggi? E già qualcuno trema!

Figuriamoci se gli dico: volevo sapere se ti ricordi cosa dice la preghiera di colletta di oggi! Che cosa è? Capite che l’ignoranza regna sovrana!

Allora, abbiamo questo istinto della parola di Dio? Abbiamo questo sogno che la parola di Dio ci mette; abbiamo questa fissazione?

 

C’è tanta gente fissata su tante cose, io poi so che delle cose non le devo neanche dire.

Una volta ospito un prete in casa mi dice “ti posso rubare questa”, era l’etichetta di una bottiglia di the freddo. Gli dico “prego”, forse l’ho guardato con due occhi così e allora lui s’è sentito in obbligo “sai perché faccio la raccolta di etichette di bottiglie.” Non c’è mica niente di male, però dico BHO, ma è fissato.

 

Ma noi c’abbiamo questa fissazione della parola di Dio?

Perché se ce l’avessimo secondo me e le cose andrebbero un po’ diversamente.

Un esempio, nella scrittura c’è ne sono tanti. Io ho messo un po’ di segni stasera, vediamo. Interroghiamo il profeta Isaia, perché abbiamo aperto il Vangelo di Matteo. Ma non è che il Vangelo arriva a noi calato dall’alto come un marziano su una capsula spaziale. Viene, perché prima c’è stato un primo testamento. Un nuovo Testamento, viene perché……Diamo un’occhiata al primo testamento. Diamo un’occhiata alla parola dei Profeti, sui Profeti, sono coloro che parlano a nome di Dio. Come faccio a parlare a nome di Dio se non ho fame di ascoltare la sua parola. Vediamo cosa dicono i Profeti. Vediamo Isaia, va un po’ per la maggiore. Allora cap 58 e si intitola così, in una edizione che ho io della Bibbia, sapete che nella Bibbia mica ci sono i titoli, però giusto per orientarci. IL DIGIUNO ACCETTO A DIO. Abbiamo detto che non dobbiamo far la dieta, si dobbiamo fare anche quella ma per un altro scopo. Dobbiamo fare il digiuno, in cosa consiste questo digiuno. Ascoltiamo

“Grida a squarciagola, non avere riguardo; alza la voce come il corno, dichiara al mi popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati.

Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudici giusti, bramano la vicinanza di Dio: “Perché digiunare, se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?” 

Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai.

Ecco, voi digiunate tra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. 

Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. É forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica?

Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?

Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?

Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto.

Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. 

Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.

Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.

Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono.

La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni.

Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate.

 

A parte la poesia di questi testi, quindi una bellezza unica. Al di là dell’arte, il senso di cos’è il digiuno. Il digiuno è semplicemente non mangiare?

Anche! Perché se normalmente una cosa la schiviamo vuol dire che è proprio la cosa che va fatta! No? Quindi, siccome noi tendiamo a mangiare, quindi dire: “No, vabbè, il mercoledì delle ceneri facciamo un pasto solo, il venerdì santo, facciamo un pasto solo, già sarebbe un passo avanti! Fra l’altro, cioè, non è neanche facoltativo, no, è obbligatorio! Se abbiamo già compiuto 16 anni e non ancora 60, è obbligatorio. Altrimenti siamo tenuti, no? Fra l’altro, no? Anche qui, è obbligatorio per chi sta in un range di età, non è che allora, automaticamente, per il fatto che io sono più piccolo o sono più grande, allora sono automaticamente escluso. Posso farlo, anche se non vi sono strettamente tenuto, no? Per dire: “la Chiesa raccomanda che si faccia digiuno anche il sabato santo”, ma… non lo fanno manco il venerdì!

Comunque, allora, non è SOLO quello, è ANCHE quello, però, c’è un passo avanti: per esempio, vi ricordate quale Vangelo abbiamo proclamato, appunto, il mercoledì delle ceneri? Quale Vangelo? Elemosina, preghiera e digiuno nel segreto, no? E, in modo particolare, a che cosa ci richiamava quel brano di Matteo 6?

Ok, quindi abbiamo detto… no, ma direi che mettendo insieme queste tre cose che, dette in un altro contesto potrebbero sembrare slegate, ci raccomandava l’unità di quella realtà cultuale, abbiamo detto che il digiuno non è una dieta ma una realtà cultuale. E che culto è? Molto semplice… più a farsi, mi verrebbe da dire, che a dirsi. Se tu, per esempio, non mangi, in quel caso, il mercoledì delle ceneri, anche nelle nostre parrocchie, non so, magari si fa una celebrazione all’ora di cena! No? Cosa dice il parroco normalmente? “Beh, oggi, anziché la cena, facciamo la celebrazione.” Quindi, digiuno, ma non è che digiuno e vado a dormire: digiuno e prego! Cioè, in quel caso la celebrazione della messa, dell’imposizione delle ceneri. E poi, che cosa si fa, a messa, nei giorni festivi soprattutto? Ad un certo punto passa…. Cosa passa? Il cestino, no? Allora i soldi, per dire, che avrei usato per la cena, li dò in elemosina. Quindi abbiamo unito, in un solo atto di culto, tre realtà essenziali che non sono solo quelle della penitenza, in questo caso il digiuno, ma che sono anche: l’elemosina e anche…la preghiera. Perché il digiuno per il digiuno, abbiamo letto qui, non

interessa a nessuno, tantomeno a Dio! Pensate a questa indicazione: “Nel giorno del vostro digiuno, curate i vostri affari!” Allora io sto digiunando per me, appunto come faccio la dieta la faccio per me! Ma se è il digiuno cultuale, allora io sto digiunando per Dio! Allora vuol dire che mi devo… che devo evitare di lavorare per me, e con quel digiuno lavoro per Lui!

Abbiamo letto “mi cercano ogni giorno”, è Dio che parla al suo popolo, come appunto un popolo che pratichi la giustizia. Ma non è vero niente! Questa è— l’ipocrisia che spesso ci portiamo dietro!

“Mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza con me… e intanto fanno i pesi falsi. Le bilance false, opprimono il povero”, oggi si direbbe: “escludono il migrante” ma, sapete com’è, la narrazione è che bisogna proteggere i confini. Bisogna proteggere le persone! Ma che confini! …che, fra l’altro non esistono… cioè li

abbiam messi noi, ma come dice Ghali in una canzone “dal cielo è uguale”, quindi dalla visione di Dio i confini non ci stanno.

“Voi digiunate tra litigi e alterchi”, il papa spesso ci richiama a questo dicendo vietato

lamentarsi tanto più litigare. Voi colpite con pugni iniqui allora, dice Dio, se dovete

digiunare così basta! Non digiunate più come fate oggi perché non è questo che io

voglio.

Allora ripetiamo ancora una volta: cos’è che Dio vuole? Qual è il digiuno che Dio vuole?

“Sciogliere le catene inique” è il giubileo, è l’anno di grazia del Signore.

È quello che stiamo vivendo – speriamo – fra l’altro noi forse manco ce ne rendiamo

conto perché noi viviamo a Roma. Chi vive a Roma vive sempre in Giubileo, ci sono le Basiliche basta che entri c’hai l’indulgenza, ma vengono dal mondo intero e magari

noi…

“Sciogliere le catene inique”, togliere cioè di mezzo l’iniquità; il papa direbbe con

parole moderne “costruire ponti non muri”.

“Togliere i legami del giogo”: quando io soggiogo l’altro. Oggi in modo particolare

viviamo in una società dove spesso e volentieri purtroppo noi maschi soggioghiamo le donne, per esempio. Guardate i femminicidi, no? Da aprile – cominciato da sei giorni -tre, quattro omicidi, non so. Ma vi sembra una cosa normale? Sì, ma queste cose ci son sempre state solo che oggi, sai com’è, con i mezzi si semplificano le comunicazioni… sì anche… però oggi questo problema c’è in un modo endemico. Certo ci sono anche le mogli che ammazzano i mariti o le donne che ammazzano gli uomini ma non è endemico.

Tutte le forme di sfruttamento, ma anche non volute eh, pensate per esempio quando un uomo, un marito dice eh ma io non so, io sono bravo perché io mia moglie la aiuto in casa. Prego???

Cioè perché sarebbe un dovere di tua moglie e tu sei bravo perché tu aiuti tua moglie… no! È un dovere di tutti e due. Quindi se fai il 50% hai fatto metà del tuo dovere. Vedete voi noi manco ce ne accorgiamo perché ormai sono espressioni che usiamo così pensando di dire una cosa anche buona e invece perpetuiamo uno sfruttamento legalizzato. È stato calcolato che solo tra 186 anni, a parità di posto di lavoro e di titolo di studio, le donne in Italia avranno un trattamento economico pari a quello degli uomini. Ma vi sembra una cosa… ma è una roba da matti!

 

Il digiuno consiste nel dividere il pane con l’affamato.

Promessi sposi: c’è una figura emblematica in quel romanzo di cui il Manzoni dice “Era uno che poteva anche mettersi a servire i poveri che ospitava in casa sua ma non si abbassava a prendere il cibo con loro”.

Soccorrere il povero non è solo lanciargli la moneta, quante volte il papa dice “toccare

la carne del povero, guardarlo negli occhi”. In quel caso cosa doveva fare quello lì – che pure faceva una cosa buona – cioè che aiutava il povero? Non doveva semplicemente servirlo cioè mettersi sotto di lui, ma doveva mettersi a suo pari e quello non lo faceva perché non si giudicava pari al povero. Dividere il pane con l’affamato …

Dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, i senzatetto, vestire chi vedi nudo: le opere di misericordia corporali e spirituali.

Anche quella una invenzione grandissima e per me una riscoperta enorme di questo pontificato. Io ero già prete quando il papa, il cardinale Jorge Mario Bergoglio, è diventato papa, eppure vi confesso che se uno mi avesse chiesto elencami le opere di misericordia io non avrei saputo dirle, perché erano una cosa che avevamo dimenticato. E invece il papa con questa insistenza ci ha indicato proprio qual è la via che dobbiamo percorrere oggi, fino all’indizione di un Giubileo della Misericordia, fino a quella bolla stupenda che ad un certo punto ha questa frase “La misericordia è l’architrave della chiesa”.

 

Questo marmo, questi mattoni: ma chi ci aveva mai pensato? Delle scoperte o riscoperte grandiose! “Allora la tua luce risorgerà come l’aurora”: abbiamo tutti bisogno di luce in un mondo di tenebre.

“La tua ferita si rimarginerà presto”: vuol dire che tutti noi siamo feriti, chi di noi non ha bisogno di questa Misericordia? Chi di noi non si porta dentro delle ferite, che possono essere familiari, lavorative. Adesso va di moda dire “c’è chi ha l’autostima sotto i piedi “, c’è anche il contrario, però anche quello non va bene! Tutti abbiamo delle ferite e vuol dire che abbiamo bisogno di guarigione e da chi andiamo a farci guarire? Da maghi, da cartomanti? Dobbiamo andare dal guaritore che è Dio. Dio guarisce mica gli altri.

Come ti guarisce Dio?

Schiocca le dita: avevi un tumore e non lo hai più c’è anche qualche miracolo così ma appunto non è la via ordinaria. Qual è la via ordinaria della guarigione che dona Dio? Se tu fai così allora il male che c’è non lo senti più.

Parlavamo prima di nipoti: perché ai bambini sì raccontano le storie dove ci sono i mostri, i draghi? Per dirgli che nel mondo c’è il Male? No, perché lo sanno già e non c’è bisogno di dirglielo.

Gli si raccontano quelle storie per far vedere loro che anche i draghi possono esser vinti, per far capire loro che il male c’è ma c’è uno che lo vince e questo uno è Dio e noi con lui.

Il digiuno che Dio vuole è praticare la giustizia, allora invocherai il nome del Signore e lo troverai subito lì. “Eccomi!”. Tanti oggi dicono: “ma io prego ma Dio non mi ha esaudito” ma come preghi? Con le mani che grondano di sangue?

Preghi quando hai compiuto ogni giustizia? O pensi che non vale niente?

 

Sono collegate profondamente preghiera e vita, allora togli di mezzo tutto ciò che è empio…allora la tua luce brillerà tra le tenebre. Sembra di risentire quel prologo di Giovanni ”nelle tenebre del mondo venne la luce che illumina“, la luce viene ma il mondo non accoglie.

A quanti però lo hanno accolto, speriamo noi, ha dato potere di diventare figli di Dio. Che significa figli? Significa uguale al Padre, noi siamo come Dio, che è una mezza eresia. Le eresie sono delle mezze verità: cioè dire per esempio “Gesù è Dio” è un’eresia, dire solo “Gesù è un uomo” è un’eresia, la verità è dire “Gesù è vero Dio è vero uomo”, cioè completamente Dio è completamente uomo. Quella è la verità.

A noi oggi non sembra niente, ma quelli si sono ammazzati in 2000 anni di storia del cristianesimo per definire queste cose. Ecco dire anche “noi siamo Dio dal momento del battesimo“, non per natura chiaramente, ti mandano a fare un TSO.

Quando Gesù disputa con i farisei dice proprio così: scusate voi dite a me che bestemmio perché dico che Dio è mio padre ma non è scritto forse, anche qui ironico, non è scritto forse nella vostra legge?

Gesù se ne tira fuori, lui è l’unico che può farlo. Noi siamo sotto la legge, anche il Papa. Il Papa non è sopra la chiesa che può fare quello che vuole. Il Papà è dentro la chiesa, sotto la legge, ma Gesù no, non è forse scritto nella vostra legge “voi siete dei” e a quello che viene in nome di dio dite bestemmi. Ma ci siete o ci fate?

Spesso, almeno confessioni che sento, le confidenze che raccolgo, quasi nessuno per esempio viene a dire: guarda è proprio un periodo bello, o guarda sto proprio bene. Normalmente dicono: periodo difficile, sono stanco da morire, tutti.

Il motivo c’è- Abbiamo appena letto: “Ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa”. Allora se tu sei stanco non è perché lavori tanto, se tu sei stanco è perché non stai facendo questo, è perché non stai vivendo il giubileo, è perché non stai facendo digiuno. Se lo farai allora sarai come una città nuovamente edificata. Guardate, la parola di Dio è bellissima-

Io vi faccio proprio così un po’ l’invito a prenderla spesso.

Il Papa lo dice no: tenetevi un Vangelino in tasca, se siete sull’autobus aprite, leggete una parola.

In questa terra è il tempo del digiuno. Poi c’è un secondo tempo: la beata eternità. Abbiamo già messo un piede dentro alla beata eternità con il battesimo.

Al momento del battesimo siamo entrati, però adesso dico una parolaccia teologica, è quello lì, è il momento incoativo iniziale. Ci vuole il compimento, quando siamo morti.

Questa per me è una cosa stranissima. Io ho un dubbio, ho il dubbio che noi non ci crediamo alla risurrezione di Cristo e quindi alla nostra. Perché alla fine nessuno vuole mai morire. Tutti si lamentano che sono stanchi, però poi non vogliono mai morire. A 100 anni: “è però se il Signore mi lasciasse ancora un po’.”

Ma io non so, mi sembra di vivere in un mondo di pazzi. Forse sono pazzo io che dico: “ma io non vedo l’ora di morire.” Ma non perché sono stanco della vita: non vedo l’ora di incontrare finalmente, adesso ho i veli, le fette di prosciutto. Finalmente sarà tolto il velo quell’ultimo giorno.

Poi dice: vai non aver fretta tanto c’è tutta l’eternità. Ma io lo aspetto proprio con tanto con tanto desiderio e forse l’aspetto per quello che stavo dicendo, e così finiamo, perché il tempo presente è quello del digiuno, il secondo tempo è quello del divino banchetto.

Sempre Isaia, questa volta 25 :“Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.

Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli, la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del Suo popolo farà scomparire da tutta la terra. Poiché il Signore ha parlato, e si dirà in quel giorno  Ecco il nostro Dio! In Lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato.

Rallegriamoci, esultiamo per la Sua salvezza, ecc. ecc.”.

É il brano, la prima lettura che ho scelto per il funerale di mia nonna. Ho fatto il funerale anche degli altri, e però, questa nonna qui, era bella grossa, era quella che … lei non faceva altro che far da mangiare, tutto il giorno, tutti i giorni della sua vita, sempre. Io l’ho sempre vista far da mangiare, e mangiare; è campata 90 anni ,quindi proprio ho questa immagine, no.

Quando ho fatto quel funerale, è stata proprio una festa, eravamo tutti molto contenti, perché veramente avevamo, come dire, un po’ già pregustato, attraverso questo suo modo di vivere la vita, quello che poi effettivamente ci toccherà; anche qui non è che vogliamo ridurre il Paradiso ad un banchetto, non è mica questo, no, però esprime l’abbondanza, la pienezza, il godimento; cioè, lo “Shalom” .

Prima abbiamo parlato di pace e gli ebrei, no, hanno questa parola, “Shalom”, che non significa, dice il Vaticano II, assenza di guerra, ma significa pienezza di vita.

Allora ci vogliono un po’ queste due marce, nella nostra vita, che in questi grandi blocchi che l’ho divisa, fra tempo presente e beata eternità.

La possiamo dividere per es. in “giubileo”, no, una volta ogni 25 anni, e poi però altri 24 anni di vita normale, nel senso, con le dovute proporzioni.

Oppure: “quaresima “: ogni anno 40 giorni di penitenza, e però poi 325 giorni invece di esultanza.

Perché un’altra cosa che non mi va giù è un po’ questa qua; secondo me noi non siamo capaci di fare festa, noi ci siamo fatti rubare la festa dagli altri.

Cioè, quelli che, diciamo così, non sono cristiani, che si ubriacano il venerdì sera, il sabato sera, sono molto più bravi di noi a fare festa .

E, dico, e noi?… che siamo appunto l’anima della festa?

Niente, abbiamo disimparato. Ma, perché?

Perché non ci crediamo.

Se noi credessimo veramente nella paternità di Dio, nella Sua infinita misericordia, che siamo Suoi figli, che siamo, siamo Dio; che come Suoi figli ci risuscita a vita eterna, nell’ultimo giorno, ma già a partire da oggi, ma noi saremmo sempre contenti!

Possiamo avere anche mille motivi di tristezza, ma uno solo di gioia che tutti questi motivi li sbaraglia e li fa sciogliere come neve al sole; che qualsiasi cosa ti accada, il Signore è con te.

Ecco, una mia amica che è morta, e così chiudo, in concetto di santità, ha proprio lasciato questa meditazione, che era una meditazione litanica, e la frase che ripeteva sempre era questa: “Il Signore è con te“.

Hai un dolore, e aveva un tumore, “Il Signore è con te”.

Questa cosa, “Il Signore è con te”, che sono poi le parole che Dio, tramite l’angelo,

dice a Maria : “Dominus tecum”,ecco, ripetiamocele tante volte nella nostra giornata; se facciamo fatica a fare digiuno, ripetiamocela mentre cerchiamo di fare il digiuno: “Il Signore è con te”; non di solo pane vive l’uomo, ma nutriti, pasciti di questa Parola, “Il Signore è con te”; mangia questo cibo, vedrai che sarai molto più contento che mangiare due pizzette, perché la pienezza che ti dà la Parola di Dio, nient’altro sulla terra la può eguagliare.