Notre Dame, dall’incendio si salva la croce

di Giacomo Bertoni

Rimane la croce. Quando le fiamme divorano tutto, rimane la croce. Quando “la foresta” di 1.300 querce si trasforma in cenere e fumo, rimane la croce. Quando anche le colonne più solide vacillano, rimane la croce. È la croce il primo segno luminoso che i pompieri francesi hanno visto quando, dopo ore di lotta estenuante con l’incendio, sono riusciti ad aprire il portone di Notre Dame. Nella distruzione più totale, soffocati da una notte resa insopportabile dal fumo, i loro occhi hanno visto una croce.

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Lettera dal carcere di un confratello monaco wi-fi

È con gioia che pubblichiamo la lettera ricevuta da un “confratello monaco wi-fi” ergastolano, e la mia risposta, che spero possa arrivargli, proprio oggi che la liturgia ci propone la Lettera agli Ebrei: “ricordatevi dei carcerati, come foste loro compagni di carcere”.

Carissima sorella Costanza,

chi scrive è uno che ha partecipato al gruppo dei fratelli ergastolani del carcere del centro Italia. Come puoi vedere, cercherò di scrivere quello che il mio cuore desidera, come io non sono mai stato bravo con la penna ma ho tanta fiducia in te, che sarà quello che scrivo a dare un senso al nostro dialogo. Continua a leggere “Lettera dal carcere di un confratello monaco wi-fi”

Ai piedi dei sette palazzi

di Emanuele Fant

Nel capannone di una fabbrica dismessa alla periferia di Milano, un artista che si chiama Anselm Kiefer ha innalzato sette torri a prima vista pericolanti, fatte di piombo e cemento armato, alte quasi 20 metri. L’installazione si chiama I Sette palazzi celesti ed è stata ideata per lo spazio espositivo Hangar Bicocca. Camminandoci nel mezzo, si avverte lo sconforto che trasmette un paesaggio bombardato, unito alla colossale spinta verticale degli edifici.

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Jim Caviezel: “Il mondo ha bisogno di guerrieri come San Paolo”

Jim Caviezel si è presentato al Vertice di Leadership Studentesca 2018 – SLS18 a Chicago e ha emozionato le migliaia di giovani studenti presenti con un discorso sulla fede e la sua testimonianza di vita.

Caviezel ha iniziato il suo intervento parlando del significato delle parole Saulo, “grande” e Paolo, “piccolo”, e ha sottolineato quanto sia importante “essere piccoli per essere grandi”.

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L’inferno dantesco, un pugno nello stomaco del politicamente corretto

di Costanza Miriano

La casa dei giovani eroi più che una casa è una navicella nella quale chiudersi in tempo di tempesta: è il libro scritto da un padre di fronte al dolore della figlia, eppure è un libro pieno di speranza e di allegria e di gioia di vivere. Non pensavo, è per questo che ho tardato tanto a leggere la penultima opera di Antonio Socci: la foto di sua figlia Caterina, in copertina, mi aveva frenata. È che da quando sono mamma faccio tanta, tantissima fatica con la sofferenza dei figli. In più il fatto che stavo scrivendo un libro mi forniva un valido alibi. E così i mesi sono passati, e il bellissimo profilo di Caterina continuava a campeggiare in cima alla pila dei libri da leggere, intatto. Continua a leggere “L’inferno dantesco, un pugno nello stomaco del politicamente corretto”

Vivere con la Fibrosi Cistica

di Anonimo

Un pomeriggio di settembre, in una giornata in cui mi sentivo particolarmente bene, raggiunsi quello spiazzo del lungo Po a grandi pedalate sulla mia bici azzurra, senza troppa fatica. Non tossivo, avevo mangiato con buon appetito, non avevo crampi alla pancia e non sentivo il bisogno di fare un aerosol liberatorio. Guardavo il fiume scorrere silenziosamente, strizzando lievemente gli occhi per la troppa luce, quando mi ricordai dell’atmosfera grigia dipinta dall’autunno dell’anno precedente, in cui l’acqua rifletteva il colore infelice del cielo e gli alberi attorno sembravano imitarla. Nulla in quella vista assumeva un colore proprio e indistinto dal resto e così appariva tutto noiosamente piatto e monotono. Quel giorno invece pareva un’orchestra di colori la cui vivacità data dall’estate appena passata cominciava a lasciar spazio al calore tipico delle sfumature autunnali. Inspiravo distendendo le braccia al cielo e godevo di quell’aria così frizzante e leggera che potevo respirare. Ogni respiro a pieni polmoni era una carica di eccitazione e mi venne voglia così di continuare a pedalare verso l’argine, da cui avrei visto il Torrazzo spiccare tra i tetti arancioni e la facciata bianca e accogliente del Duomo. Continua a leggere “Vivere con la Fibrosi Cistica”

Carissime donne

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di don Antonello Iapicca

Carissime donne che non riuscite a comprendere le ragioni della Chiesa e le parole dei suoi figli e ministri e pensate che siano solo un perverso sofisma per tenervi in pugno. Carissimi tutti che siete convinti in sicura buona fede che l’aborto sia un diritto inalienabile che protegge la vita e la dignità della donna. Carissimi anche voi che, pur affermando la sua drammaticità, restate persuasi che vi sono situazioni estreme nelle quali l’aborto sia comunque il male minore.

Vorrei chiedervi se conoscete una donna che ha abortito e non ne porti le ferite per tutta la vita. Io non ne conosco. Conosco invece donne che soffrono sino alla morte portando dentro un ricordo che le dilania, e che invece di stemperarsi, con il tempo si fa sempre più acuto. Donne che non possono vedere un bimbo dell’età che avrebbe avuto quello che hanno abortito, tanto è affilata la lama che ferisce il loro cuore. Continua a leggere “Carissime donne”