Un allenamento per l’anima. #monasteroWiFi Milano

di Costanza Miriano

La scoperta che cambia la vita è che Dio si è fatto carne, per renderci possibile lo stare uniti a lui come i rami della vite alla vite, che sono la stessa cosa, perché non c’è la vite e i rami, la vite sono i rami, ed è una cosa da far venire le vertigini. Quindi tutto, anche la nostra carne, ha a che fare con lui. Non c’è niente che non lo riguardi, niente di estraneo. E allora ha senso cercarlo in ogni cosa, desiderare di incontrarlo in ogni momento della giornata, è quella tensione che rende la nostra vita appassionante e avventurosa. Ogni cosa è appassionante e maestosa, perché parla di Dio, anche le parti meno sbrilluccicanti della giornata, anche una dichiarazione dei redditi, un bollettino del condominio o un bottone da attaccare o un panino da farcire.

Per ascoltarlo quando parla, nascosto dietro un filo che non entra nella cruna (assolutamente no, non ho bisogno degli occhiali da anziana), nascosto in quella telefonata molesta (quando capire quando c’è una povertà da accogliere e quando una chiacchiera vana da troncare richiede un radar raffinatissimo), annidato in fondo alla cesta dei panni, serve un cuore allenato alla ricerca, uno spirito addestrato come quelli del reggimento incursori paracadutisti, e, come sa bene chi ha fatto sport, l’allenamento non è uno stato in cui ci si attesta una volta per tutte, ma una condizione temporanea da alimentare sempre. È quello che Madeleine Delbrel chiama l’equilibrio della bicicletta: il cristiano sta in piedi solo se si muove. La ricerca di Dio è una tensione, più che uno stato, ed è una tensione a cui non possiamo stancarci di rimanere attaccati, perché appena ci stanchiamo cadiamo.

Ogni tanto occorre fare il pieno, ricaricarsi, o, se vogliamo mantenere il paragone sportivo, fare un periodo di ritiro come le squadre di calcio, che nelle fasi critiche della stagione vanno qualche giorno lontano da casa, doppio allenamento e super riposo.

Ecco, per molti di noi, che hanno famiglia e lavoro, non sempre è possibile fare un ritiro di allenamento speciale del cuore. Però una giornata, quella forse sì ce la possiamo ritagliare ogni tanto, per rinsaldarci nella nostra vocazione di monaci, ed essere sempre più bravi a riconoscere le pareti e le colonne e i confini del nostro chiostro quotidiano.

Come saprà chi bazzica questo blog, la prima giornata a cui abbiamo invitato gli amici in quello che abbiamo chiamato il nostro Monastero Wi-Fi (ma chissà quanti altri monasteri ci sono nel mondo!), insomma il primo Capitolo Generale, è stato lo scorso 19 gennaio a Roma, nella Basilica di San Giovanni al Laterano, e il prossimo sarà sempre a Roma, sempre, a Dio piacendo, nell’Arcibasilica Papale di Gesù Santissimo Salvatore e dei santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano il 19 ottobre. Nel frattempo stanno sbocciando tante piccole occasioni di preghiera comune, in giro per l’Italia (Genova, Firenze, Roma – il primo lunedì del mese ai Santi Quattro; ma prometto che al più presto darò altre informazioni), che vanno a fecondare realtà già esistenti nelle parrocchie, o ne fanno nascere di nuove.

Poi, Capitolo Generale a parte, come sapete, le amiche milanesi si sono messe all’opera, e hanno proposto una giornata, diciamo di allenamento speciale, sulla falsariga di quella romana, che fosse un po’ più raggiungibile dalle “consorelle” e “confratelli” del nord (infatti so già di diverse amiche, bionde e non, che non erano potute venire a Roma, e che invece saranno a Milano).

La struttura sarà quella che chi era a Roma o chi ci ha seguito in collegamento già conosce.

La prima catechesi di don Vincent Nagle sarà (o dovrebbe essere, perché Vincent è meravigliosamente imprevedibile) su come trovare Dio nelle cose della vita che ci fanno soffrire, o ci danno fastidio, o ci scomodano. Poi ci sarà la messa celebrata da don Antonello Iapicca, sacerdote del cammino neocatecumenale missionario in Giappone (che però da lì manda le sue catechesi a mezzo mondo). Pausa pranzo con rosario guidato (possibilità di pranzo al sacco prenotabile iscrivendosi) da don Luca Civardi. Dopo pranzo la seconda catechesi, stavolta di padre Giuseppe Barzaghi, a cui avevo chiesto di spiegarci come vivere la spiritualità nel quotidiano, e che ci parlerà dell’intelligenza del rosario (non vedo l’ora!). Infine l’adorazione guidata da don Armando Bosani, un sacerdote che si spende per promuovere questa forma di preghiera. In mezzo, prima durante e dopo, più baci e più abbracci possibili.

Se non volete far morire di infarto la mia amica Raffaella e tutte le altre del team, per favore iscrivetevi (monasterowifimilano@gmail.com) se non lo avete ancora fatto. Siamo già oltre seicento. Le Milano’s Angels si sono attrezzate per badare ai vostri bambini, ma non sarà un aspetto facile da gestire, quindi se vi è possibile lasciarli con qualcuno che li faccia stare bene e divertire, forse per loro potrebbe essere meglio. Se invece questo tema vi impedisse di venire, venite e portateli, ce la caveremo. L’iscrizione è gratuita, ma come immaginate ci sono delle spese (i viaggi dei relatori, l’affitto della struttura, le baby sitter), e abbiamo deciso di fidarci della Provvidenza, quindi magari chi potrà metterà qualcosa in un cestino. Se dovessero avanzare dei soldi (intanto a dire il vero speriamo che bastino a coprire il fabbisogno) abbiamo pensato che li destineremo fino all’ultimo centesimo ad Aiuto alla Chiesa che soffre, per aiutare i tantissimi, troppi nostri fratelli cristiani perseguitati nel mondo. Loro sono le vere colonne della Chiesa, e quindi di ognuno dei nostri monasteri.

Vorrei solo aggiungere che mi sembra che questa avventura, qualunque cosa ne verrà, anche se dovesse finire a breve, sia di una bellezza commovente, per due motivi. Inannzitutto perché è specchio della ricchezza dei carismi della Chiesa, una in Cristo: noi fedeli “modello base” possiamo attingere alla ricchezza di tutta la Chiesa, nelle sue facce, nelle sue anime, senza avvertire la minima divisione né il desiderio di prevalere; possiamo godere della spiritualità oratoriana di padre Maurizio Botta, e poi attingere alla radicalità neocatecumenale di don Pierangelo Pedretti e don Antonello Iapicca, al genio inimitabile di don Fabio Rosini, alla profondità di una monaca agostiniana come suor Fulvia Sieni, all’intelligenza e alla fede ciellina di un sacerdote della fraternità San Carlo come don Vincent Nagle, alla predicazione magistrale, impeccabile ma creativa di un domenicano come padre Barzaghi, alla forza francescana e all’ingegno unico di padre Emidio Alessandrini, e poi a don Armando Bosani e don Luca Civardi (che non conosco ancora, ma mi sono fidata delle amiche). E chissà quali altre cose prepara per noi il Signore (tanto per cominciare sto puntando a un gesuita, a un monaco camaldolese e a un carmelitano, avevo invitato un sacerdote dell’Opus Dei che però era impegnato e diversi diocesani, oltre a quelli che ascolteremo lunedì e mi piacerebbe piano piano ascoltare tante spiritualità diverse…). Tutti insieme, e questo è un segno che è un’opera di Dio, perché se non sbaglio uno abbastanza importante ha detto che ci riconosceranno da come ci ameremo. Quindi facciamoci riconoscere dall’amore, dal saper andare oltre le appartenenze.

L’amore, poi, è quello che vedo nelle amiche milanesi che esattamente come le genovesi/toscane/romane a Roma si sono smazzate tutto il lavoro (sotto la guida di una negriera bergamasca che sta lavorando come una matta), tutte nel silenzio, nell’ombra, tutte senza apparire, tutte mettendoci di tasca propria, il proprio tempo, i soldi e l’energia, gratis e per amore di Dio. Posso avere un piccolo moto di orgoglio femminile (non femminista)? Noi donne che cerchiamo il Signore siamo capaci di fare squadra, di servire, non abbiamo bisogno di marcare il territorio (ogni riferimento agli uomini non è puramente casuale), di dire alle altre come si fanno le cose, di apparire o di emergere. Le mie amiche stanno facendo a gara per chi scompare di più, e, ecco, volevo solo dire che per me questo è un segno che questa cosa è del Signore, con un tocco della sua Mamma, che da dietro intrallazza perché tutto si risolva nonostante le nostre goffaggini.

 

18 pensieri su “Un allenamento per l’anima. #monasteroWiFi Milano

  1. Alda

    Sarei venuta volentierissimo, perché Genova-Milano è ‘na sbattuta d’ occhi😉
    Ma vado a Medjugorje, non vi offendete vero?

    1. Stupendo!!! Sempre in wifi saremo: anche io non c’ero al capitolo romano perché in ritiro con l’opus dei ed è stupendo pregare assieme così!

  2. Francesco Andretta

    Quando mia moglie, perugina come te, solo quando lesse il titolo “Sposati e sii sottomessa”(all’epoca eravamo fidanzati e si parlava di matrimonio) buttò il libro in un angolo del comodino e disse: questa non mi piace! Poi ha avuto modo, dopo il matrimonio, che le capitasse, per pura coincidenza (hahahaha), tra le mani “Si salvi chi vuole” … ed è divenuta entusiasta del Monastero WiFi. Lei, con una forte attitudine all’ipercontrollo, alla iperattività ed alla ipercriticità sino alle molestie verso questo “povero maritino” ( 🙂 ), oggi mi chiede: Come facciamo ad andare a Milano con un cane ed essere lì ad un orario così? ma perché a Napoli non si fa mai niente???
    Ed io non le so rispondere … Tu cosa consigli che le dica?
    Un abbraccio forte e lunghissimo, FA

  3. Daniela

    Grazie. Non vedo l’ora che sia sabato. Porterò con me un’amica speciale che , inaspettatamente, mi ha detto subito sì a questa proposta. Ti chiedo di riservarle una preghiera speciale. Tutti ne abbiamo bisogno, ma in questo momento lei ne ha di più. Grazie anche a chi sta organizzando! Ma se è una bergamasca è una garanzia!!( giudizio molto molto di parte)

  4. Claudia

    C’è qualcuno che ci va da Morgex in Valled’Aosta e che mi porterebbe avanti e indietro in giornata? Offro benzina e Cibo, chiacchierata o silenzio e preghiere.
    Mamma 57 enne che vive in USA e per caso si è accorta ora che il meeting e questa settimana che sto proprio in Italia e la mia famiglia si rifiuta di accompagnarmi.
    Texts claudia 16095325431 WhatsApp.

  5. Chiara bellani

    Questo rifluire in unità di carismi al servizio dell’annuncio cristiano è meraviglioso, c’è speranza ancora per la nostra povera Chiesa. La mia storia personale per le diverse esperienze ecclesiali che ho vissuto o con cui ho fatto tratti di cammino ha sempre conosciuto questa tensione all’unita’, e ora che vedo lo Spirito Santo all’opera per realizzarla sono commossa e benedico il Signore
    (Vedo che il “piccolo esercito” sta diventando “grande” anche nei numeri…)

  6. Roberta

    Questi ritiri sono proprio una chiamata…. Ci sarò. Stavolta con anche una mia carissima amica . Grazie di cuore

  7. Chiara bellani

    Reverendissima Madre Generale Costanza, come ogni monastero che si rispetti, non ci vorrebbe forse anche un “noviziato”per persone lontane dalla fede o che vorrebbero riscoprire le ragioni e la bellezza di un cammino interrotto da tempo? (Io ne avrei giusto una sottomano)Per i quali forse una giornata intera con due catechesi messa Rosario e adorazione sarebbe un pasto troppo sostanzioso?
    Un momento di primo annuncio, una possibilità di fare una bella confessione come si deve, magari un’eucaristia “ad hoc”ben preparata …
    Mi perdoni l’ardire della proposta…

  8. Maria Chiara

    Sto contando i giorni, le ore e i minuti che ci separano da questa data: 1 giugno 2019!!!
    Non vedo l’ora! Non conosco nessuno, ma ho nel cuore i visi di ognuno di voi, perché sono certa che siete tutti l’immagine riflessa di Nostro Signore.
    L’emozione è il sentimento più forte ora, nell’attesa. Costante è lo stupore di vedere tante anime che desiderano, cercano, anelano all’unica vera Sorgente capace di dissetare.
    Grazie a tutte le persone di buona volontà e di grande cuore che si sono prodigate nell’organizzazione di questa Santa giornata!
    Che Gioia sia sempre!

  9. Carla Casabassa

    Mi piace proprio tanto Maria Vergine che intrallazza!!!
    Sinonimo di mediare, come infatti facciamo un po’ tutta la vita, mediare fra figli e marito, ora anche fra nipoti e nonno
    Purtroppo non posso partecipare, la mia mobilità è estremamente ridotta ed anche la resistenza alla fatica, ma pregherò con voi

  10. MartaB

    Buonasera vi leggo ora per la prima volta e sono incuriosita. Ma cosa si intende per monastero Wi-Fi ? Che posso seguirvi tramite internet ? (sono di Bari e momentaneamente all’estero……non è proprio dietro l’angolo)

  11. catherine

    grazie ancora, cara Costanza, di suscitare tutto questo, e grazie anche a tutte quelle amiche che si danno da fare. pensavo sta volta di farcela, ma no, comunque seguirò, come posso, e sono certa che sarà bellissimo, stare all’ascolto e davanti al Signore… buona giornata!
    catherine

  12. MICHELE SORICE

    Buon ritiro a tutti voi.
    Noi dalla provincia di Bari siamo lontanucci.
    Ci vedremo a Roma.

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  14. Cristina Villa

    GRAZIE DI CUORE, SABATO 1 GIUGNO E’ STATA UN’ESPERIENZA DAVVERO UNICA, COMMOSSA DALLO SGUARDO DI DON VINCENT E DALL’OMELIA DI DON IAPICCA, LA FEDE E’ UN DONO PREZIOSO E IN QUESTI MOMENTI SI ARRICHISCE E CRISTO SI FA SEMPRE PIU’ PRESENTE NELLA TUA VITA.
    FELICISSIMA DI AVER CANTATO NEL CORO.
    ALLA PROSSIMA.
    UN ABBRACCIO CRISTINA

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