Grazie allo splendido lavoro di Cristina Fiorini e Paolo Maurina, che ringraziamo di cuore, possiamo mettere a disposizione di tutti i monaci wi-fi l’intervento che padre Barzaghi ha fatto il primo giugno alla giornata di preghiera milanese. A lui vanno ancora i nostri ringraziamenti (io personalmente gli sarò debitrice per sempre, tra le molte altre cose, dell’immagine di Gesù che cammina sulle acque e sembra andare oltre salutando i discepoli, attoniti sulla barca, con una faccia buffissima: non potrò mai più ripensare a quel brano evangelico senza ridere. Il problema è che anche se sul blog mettiamo a disposizione di tutti le catechesi, esserci è un’altra cosa.
Per questo vi preghiamo di venire a Roma il 19 ottobre, alla giornata sul primo dei cinque pilastri del monastero interiore, la Parola di Dio: non potete mancare, anche perché hanno già confermato Don Fabio Rosini, don Vincent Nagle, padre Antonio Sicari (ma non è finita qui!).
[L’intervento di padre Barzaghi è stato estremamente dinamico, ricchissimo di battute e digressioni. Abbiamo cercato di mantenere fedelmente questo stile fresco e colloquiale. Nelle parentesi quadre alcune note redazionali per capire e interpretare al meglio.]
Sapete perché ho voluto il tavolo? Per far così coi piedi [li agita sotto il tavolo], se no non si vede che sono contento… sai… spirito domenicano. E ringraziate il cielo che non son venuto con la cappamagna. Nera. Per l’occasione sono venuto con l’abito di chiffon [mostra la tonaca vecchia, di stoffa molto consumata, quasi trasparente].
Oggi si festeggia la memoria di san Giustino martire. Lo dico perché è così, ma anche perché c’è una storia tra me e questo martire.
Sono stato battezzato da piccolo, ma non sono cresciuto in un ambiente cristiano, tanto meno cattolico. Sono cresciuto in una comunità dei figli dei fiori, dove era arrivata la mia famiglia che vi si era trasferita, vivendo lontani da questioni come Cristo, salvezza e simili.
Reduce dall’incontro di Milano, con tanta gratitudine e la consapevolezza di avere ricevuto moltissimo, mentre sto ancora riordinando le idee, volevo innanzitutto fare il punto della situazione.
Il senso di tutta questa strana avventura è ricordarci di trovare uno spazio e un tempo nelle nostre giornate per la vita spirituale, perché la sete che sentiamo trovi ristoro. Questo è stato il tema del primo capitolo generale di Roma, il 19 gennaio scorso, e della versione milanese, il 1 giugno. Come trovare spazi dentro le giornate, come organizzare questi spazi, e come cercare le tracce dell’opera di Dio nella nostra vita. Di questo hanno parlato padre Maurizio Botta, suor Fulvia Sieni, don Fabio Rosini, padre Emidio Alessandrini, don Pierangelo Pedretti, don Vincent Nagle, don Antonello Iapicca, padre Giuseppe Barzaghi, don Luca Civardi, don Armando Bosani. Il tema del prossimo capitolo generale, in programma a Roma per il prossimo 19 ottobre sarà il primo dei cinque pilastri della vita sprituale, cioè la Parola di Dio.
In viaggio verso Milano, cercando a tutti i costi di dormire per non dormire durante le catechesi, e ovviamente non riuscendo (non c’è niente di peggio che dire a se stessi “devo dormire assolutamente”), ne approfitto – anche se non so quando riuscirò a pubblicare questo post – per ricordare che oggi si potrà seguire la diretta dell’incontro di Milano su Aleteia.
Comunque cercherò anche di registrare l’audio (e si cercano volontari sbobinatori) che metteremo a disposizione qui.
Ricordo anche ai romani che lunedì 3 come tutti i primi lunedì del mese ci si vede alle 20 ai Santi Quattro per iniziare alle 20.30, e mangiare un boccone prima tutti insieme.
A breve il punto della situazione degli incontri di preghiera anche altrove (Firenze, Genova, Torino….).
Ti prego Morfeo prendimi tra le tue braccia adesso, e non fra tre ore durante la catechesi!!!
La seconda catechesi delle ore 14,30 , stavolta di padre Giuseppe Barzaghi, che ci spiegherà come vivere la spiritualità nel quotidiano, e che ci parlerà dell’intelligenza del rosario.
La scoperta che cambia la vita è che Dio si è fatto carne, per renderci possibile lo stare uniti a lui come i rami della vite alla vite, che sono la stessa cosa, perché non c’è la vite e i rami, la vite sono i rami, ed è una cosa da far venire le vertigini. Quindi tutto, anche la nostra carne, ha a che fare con lui. Non c’è niente che non lo riguardi, niente di estraneo. E allora ha senso cercarlo in ogni cosa, desiderare di incontrarlo in ogni momento della giornata, è quella tensione che rende la nostra vita appassionante e avventurosa. Ogni cosa è appassionante e maestosa, perché parla di Dio, anche le parti meno sbrilluccicanti della giornata, anche una dichiarazione dei redditi, un bollettino del condominio o un bottone da attaccare o un panino da farcire.
Il problema della pedofilia nella Chiesa è dovuto al fatto che abbiamo smesso di parlare di Dio – ha scritto Ratzinger nel suo memoriale in occasione del vertice sugli abusi. Leggevo le sue parole alla ricerca della ricetta, del colpo contro l’ideologia omosessualista, degli effetti speciali, e invece è arrivato a ricordarci questo. Senza fronzoli. Dio è, questa è la buona notizia. Rimetti al centro Dio, cioè dove deve stare, e tutto prende il suo posto. Non ci sono ricette sociologiche, psicologiche, economiche che possano minimamente avvicinarsi a questa. È solo la presenza vera e viva di Dio a mettere a posto tutti i tasselli della nostra vita.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.