“Don’t kill Charlie” e parte l’email bomb di facebook

di Costanza Miriano

Tremila mail punitive per avere scritto quattro parole – quindici lettere totali – sulla bacheca del Great Ormond Street Hospital. Da giorni ogni tre, quattro minuti ricevo una mail da Facebook; anzi, adesso ho appena controllato, sono nove minuti che non ne arriva una, e mi sento anche un po’ sola. Mi aspetto come minimo che venga Mark Zuckerberg a portarmi il caffè, visto che mi ha abituata alla sua compagnia.

Dunque, le cose sono andate così. Da molti giorni il popolo della vita si è mobilitato per la vicenda di Charlie Gard. Fiaccolate, veglie, lettere, raccolte firme, azioni sui social network, telefonate ad amici che conoscono medici dell’ospedale. Anche io ho cercato di fare tutto quello che può una mamma italiana che lavora e che non può mollare figli e redazione e andare a Londra ad abbracciare i genitori disperati o a supplicare in ginocchio i medici. Il 27 giugno un’amica ha avuto l’idea di andare anche a scrivere qualcosa sulla pagina Facebook dell’ospedale, per far arrivare ai medici la sensazione di un’opinione pubblica fortemente contraria alla loro (cosa che alla fine ha portato risultati, quindi non un gesto sterile, direi). Ho provato subito, ma i commenti in bacheca vengono sottoposti alla approvazione di qualcuno.

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Nuvole nere sulla libertà

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di mons. Guido Gallese

Come vescovo, ho il compito di guardare lontano, e a volte vedo delle cose che non riguardano soltanto noi cattolici, ma tutta la comunità civile. Scrivo per dare un segnale d’allarme finché siamo in tempo, finché l’astio delle parti non prende il sopravvento sul buon senso. Scrivo a tutti gli uomini di buona volontà e di intelligenza di qualsiasi parte politica o religiosa. Scrivo perché vedo nubi oscure profilarsi all’orizzonte. Continua a leggere “Nuvole nere sulla libertà”

Sexting, un fenomeno triste (e perverso)

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di Tonino Cantelmi

Un adolescente su quattro in Italia l’ha fatto. Più le ragazze, disponibili a offrire parti del loro corpo ai loro coetanei. Più i ragazzi, quando si tratta di umiliare o aggredire le ragazze con video osé. E noi genitori ignari o finti tonti. Cari “colleghi” genitori, i nostri figli hanno subito una ipersessualizzazione di cui noi ignoriamo le conseguenze. Continua a leggere “Sexting, un fenomeno triste (e perverso)”

Mogli e mamme per vocazione

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di Rossana Barbirato   con Eleonora Lancerotto e Sara Martini

Il matrimonio cristiano è una vocazione? La chiamata a vivere questo stato di vita si può paragonare alla vocazione alla vita consacrata o al sacerdozio?

San Giovanni Paolo II, nell’udienza del 18 agosto 1982, afferma che “il matrimonio corrisponde alla vocazione dei cristiani solo quando rispecchia l’amore che Cristo Sposo dona alla Chiesa sua Sposa, e che la Chiesa cerca di ricambiare in Cristo”. Il matrimonio cristiano, quindi, ha in sé un’esigenza radicale: chiede che gli sposi siano disposti e capaci di donarsi l’uno all’altro, di sacrificarsi, se necessario, a modello di Colui che non ha smesso di amare neanche quando era inchiodato alla croce.

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Annegare nel web?

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di Lucandrea Massaro

Padre Maurizio Botta, dell’ufficio pastorale di Roma, organizza da tempo “Cinque Passi al mistero”, una serie di catechesi portata avanti con accostamenti spigolosi e con capacità di mobilitare l’immaginazione con una comunicazione intelligente. Il 14 febbraio il tema è “Carnali virtuali” e si svolgerà (ore 21) presso la Chiesa Nuova, nel cuore dell’UrbeMa in cosa consiste? Aleteia glielo ha chiesto. Continua a leggere “Annegare nel web?”

Carnali virtuali

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Quale uomo esce dalla rete?

Sospesi tra una virtualità straripante e una nostalgia profonda di concretezza e di realtà. Consapevoli che non si può tornare indietro, ma facendo dolorosa esperienza che non tutti i passi in avanti sono necessariamente positivi. La domanda “quale uomo esce dalla rete” può essere intesa in due modi. Il primo più positivo è un interrogarsi su come cambia l’uomo immerso e dotato di tecnologie così potenti. Il secondo più inquietante è il chiedersi se sia ancora possibile essere liberi da una rete che sembra essere sempre più una “ragnatela”.

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A testa bassa

di Paolo Pugni

Ci vuole coraggio. No dico, ce ne vuole proprio tanto. Venire qui e iniziare a prendere a testate tutti, che solo uno come Materazzi potrebbe. E io lo ammiro questo coraggio, perché non ce l’ho, credo. Perché ci vuole freddezza, e forte autostima. Una convinzione incrollabile di essere nel giusto. E quel nobile senso di vittimismo che sviluppa non una ira calda e luminosa, rossa, come BriobluLaRossa direbbe la Cortellessi, anche confusa e inconcludente. No. Piuttosto una rabbia calma e lucida, appunto quella blu invece leggermente frizzante, anche fredda e tagliente. Continua a leggere “A testa bassa”