Libera-forzata migrazione

Abbiamo ricevuto  un autorevole commento da Ettore Gotti Tedeschi all’articolo  GCM: il Trattato ONU che sfida le Nazioni

“ Cara Costanza ,di questo tema immigrazione si parla in realtà da un quarto di secolo , si iniziò nei primi anni ’70 con il Kissinger Report sul NuovoOrdineMondiale , e con successive dichiarazioni in Congressi internazionali fatti da segretari generali Onu, in particolare da Kofi Annan e Ba Ki-Moon. Non voglio annoiare i tuoi lettori con la storia della decisione di avviare il processo di  “libera-forzata migrazione “, solo vorrei  proporre una riflessione , spero utile .

Continua a leggere “Libera-forzata migrazione”

GCM: il Trattato ONU che sfida le Nazioni

Questo articolo non è molto omogeneo a quelli che di solito pubblichiamo, ma a me è sembrato molto interessante, anche perché, rispetto alla posta in gioco, mi pare se  ne sia parlato davvero pochissimo. 
Voi sapevate che secondo il trattato dell’Onu sul quale si è impegnato il precedente governo (ma l’attuale che farà, il 10 dicembre?) gli stati devono “fornire a tutti i cittadini chiare informazioni riguardo i benefici e le potenzialità dell’immigrazione” al fine di “dissipare narrazioni fuorivianti”? Io no, non lo sapevo. 
Cioè qui siamo ben oltre ciò che raccomanda il Papa – accogliere persone nel bisogno – e si passa a contrarre l’impegno di convincere i cittadini che l’immigrazione è tout court una cosa positiva. Parliamone.

di Francesco Dalmazio Casini 
Il 28 di dicembre avrà luogo a Marrakech la firma del trattato GCM(Global Compact for safe, orderly and regular migration), o “Patto di New York”, che si propone di essere una “pietra miliare” di un nuovo corso delle politiche migratorie mondiali. Il documento, che è il punto di arrivo di tre anni di consultazioni, si riallaccia alla Dichiarazione di New York per i Migranti e i Rifugiati(19 settembre 2016) e prevede(per il momento) anche la firma dell’Italia.

Continua a leggere “GCM: il Trattato ONU che sfida le Nazioni”

L’ordine e l’intelligenza delle cose per fare la volontà di Dio

di Costanza Miriano

Trovo abbastanza insopportabile il tono che sui mezzi di comunicazione, soprattutto quelli cattolici, ha preso la discussione sul tema dell’immigrazione. Dico quelli cattolici perché a me di cosa pensano Soros e Repubblica e l’Espresso della “carità” importa pochissimo. Ma di come mettermi da cristiana di fronte al problema, invece, interessa molto. Ascolto quello che dice il Papa e me ne lascio interrogare, perché è il Papa e quello che dice mi interpella comunque. Proprio per questo cerco di leggere davvero le sue parole e di ignorare completamente il modo in cui vengono riportate disonestamente, o ancora peggio in cui vengono rilanciate dai suoi scudieri che vogliono essere più papisti del Papa e ogni tanto sbandano.

Continua a leggere “L’ordine e l’intelligenza delle cose per fare la volontà di Dio”

Il Vescovo di Ventimiglia risponde alla lettera sull’immigrazione

Pubblichiamo la lettera del Vescovo di Ventimiglia San Remo, Antonio Suetta,  che risponde alla lettera sull’immigrazione dei giorni scorsi.

 

Carissimi,
leggendo con attenzione la Vostra lettera, ho ritenuto di dover rispondere alle Vostre riflessioni innanzitutto a partire dall’esperienza della Chiesa di Ventimiglia San Remo, da qualche anno fortemente coinvolta dal fenomeno dell’immigrazione, passando da qui una delle principali rotte dei migranti prevalentemente africani e provenienti dal Sud Italia. Spesso purtroppo siamo stati testimoni di drammi consumati alla frontiera italo-francese, dove molti migranti giungono nel desiderio di oltrepassare il confine presidiato dalla gendarmeria, alcuni scappando da situazioni pericolose

 

, altri per ricongiungersi a familiari, altri alla ricerca di un lavoro, altri ancora per trovare fortuna e migliori condizioni di vita. Su questo confine si sono consumate grandi tragedie umane, per la morte violenta di uomini e donne (anche incinte) rimaste vittime di incidenti nel tentativo di oltrepassare lo sbarramento francese, percorrendo di notte i binari della ferrovia, la galleria dell’autostrada o il “sentiero della morte” sui monti. A questo si aggiunga la proliferazione di situazioni di criminalità e di business, ad opera dei cosiddetti “passeurs”.

Continua a leggere “Il Vescovo di Ventimiglia risponde alla lettera sull’immigrazione”

Amare i fratelli, solo Cristo può fare il miracolo

di Costanza Miriano

Qualche giorno fa sono capitata in Centrale, la stazione di Milano, alle 5.30 di mattina, quando “Milano dorme ancora”. Ho attraversato il portico in mezzo a un nugolo di giovani uomini dalla pelle scura che scrutavano la gente che passava. Probabilmente non avevano cattive intenzioni, ma di certo non è piacevole essere una donna sola in quella situazione. Sì, lo ammetto, ho provato paura.

Continua a leggere “Amare i fratelli, solo Cristo può fare il miracolo”

L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente

timthumb

Ettore Gotti Tedeschi, economista e ex presidente dello Ior spiega a Giovanni Bucchi per Formiche.net come le vere cause del fenomeno migratorio non siano affatto quelle economiche
 
Le motivazioni economiche non bastano a spiegare l’immigrazione di massa. E’ un fenomeno “previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica, per ridimensionare il cattolicesimo”. Sono parole messe nero su bianco da Ettore Gotti Tedeschi nell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione. L’economista e banchiere cattolico, già presidente Ior, ha affidato a un breve saggio le sue valutazioni, che dopo la presentazione del Rapporto a Roma hanno suscitato alcune critiche (qui e qui) insieme a commenti positivi.

Gotti Tedeschi, nel suo intervento lei parla di una “correzione fraterna” ad alcune istituzioni ecclesiali che non avrebbero compreso il problema dell’immigrazione. In cosa consiste questa correzione?

Sono rimasto preoccupato della solerzia umanitaria piena di toni emotivi che tende a ignorare i numeri del fenomeno e non affronta le cause del problema. Si direbbe infatti che ci siano tre “tabù” che oggi non si devono o possono affrontare razionalmente e in modo completo: il problema della natalità, dell’ambiente e delle migrazioni. Si direbbe che ci sia una volontà superiore, diffusa ed imposta, che non vuole che si discutano questi tre tabù. Così come si direbbe che ci siano “controllori” pronti ad usare ogni mezzo, inclusa l’intimidazione, affinché su questi tabù si accetti un pensiero unico: basta nascite perché l’uomo distrugge l’ambiente, facilitiamo perciò l’immigrazione perché è la miglior soluzione. Ci sono molti punti non chiari su tutti e tre i tabù, ma per rimanere in tema è bene sapere che i dati e le informazioni sulle immigrazioni regolari sono influenzati da accordi o “ricatti economici” con nazioni di partenza migrazioni. I dati e le informazioni sulle immigrazioni irregolari sono ancor meno chiari; si pensi che gli sbarchi irregolari in Italia nel 2016 (181.436) sono stati quaranta volte quelli del 2010 (4.406). E  ci si renda conto che il fenomeno della clandestinità è in aumento e  fuori controllo. Nel 2015 lo status di rifugiato è stato riconosciuto solo per il 5% dei casi, il 36% ha ricevuto assistenza umanitaria ed il 59% è stato rifiutato, ma non si sa dove sia. E si tratta di più di 100mila persone (su 153.842 sbarcati). Nel 2016  il dato è cresciuto, sono arrivate via mare 181.436 persone (18% in più del 2015) e gli irregolari espulsi con riaccompagnamento nel Paese di origine sono stati solo il 5%. In pratica, la cosiddetta clandestinità cresce ad un ritmo di 100mila unità all’anno, e i Paesi confinanti con il nostro ostacolano gli espatri.  Si tratta di dati forniti dall’Alto Commissariato dell’Onu sui rifugiati. Continua a leggere “L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente”

Della carità e dell’accoglienza, pensieri a voce alta

samariteanul-milostiv1

di Costanza Miriano

Provo sempre disagio, come tanti, tutti forse, quando vedo in televisione – a volte mi è successo anche di essere io quella che le metteva in video – immagini di persone straniere ammucchiate in condizioni non dignitose, alla ricerca di una vita migliore. Provo disagio, un vago senso di colpa, che di solito liquido con un frettoloso “ma io che posso fare?”. Vediamo.

C’è un’altra risposta che ci vuole seguire Cristo si può dare?

Come si pone un cristiano di fronte alle onde di persone che vengono da lontano nel proprio paese in cerca di fortuna, non profughi dalle guerre vere, non le guerriglie intendo (quelli vanno accolti a qualsiasi costo, come in ogni caso in cui l’alternativa è la morte), ma persone che come è normale cercano solo di elevare la propria condizione di vita trasferendosi in zone in cui oggettivamente il livello medio è migliore? Continua a leggere “Della carità e dell’accoglienza, pensieri a voce alta”