Credere (salvo imprevisti)

Opera di Steve Hanks – In attesa del treno sotto la pioggia
Opera di Steve Hanks – In attesa del treno sotto la pioggia

di Costanza Miriano

Ogni volta che prendo in mano questo giornale ho un piccolo sussulto di gioia, al solo vedere la testata. Credere, che meraviglia!

“Che fortuna che hai tu, a credere” mi dicono a volte amici che non hanno conosciuto l’amore di Dio (così è più bello chiamare i non credenti). Io rispondo sempre che gli atei non esistono, e che, se guardano bene, anche loro credono in qualcosa: gli oroscopi, la sfortuna, la predestinazione, o come minimo i pareri del fruttivendolo o della cugina dell’estetista.

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La barba e la cicatrice

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di Paolo Pugni

Carissimo Valerio, ti ho visto sdrucito e sfarinato stamane quando mi sei apparso come un riflesso per pochi istanti. Poi non ho più visto il tuo viso e ho iniziato a pensarti. Come eri. E come sei diventato. E mi sono commosso.

Ho visto quello che hai fatto e quello che hai distrutto in questi anni e non ho potuto fare a meno di provare una fitta di dolore, caro, perché fai sicuramente parte di quella generazione che ha dissipato ciò che i padri avevano accumulato, di fatto rubando ai tuoi figli quello che non avevi ricevuto in eredità ma, come si dice, in prestito.

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La matrice progressista della nuova tirannia

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di Juan Manuel de Prada

“Come si può parlare di ‘nuova tirannia’, quando mai prima d’ora gli uomini hanno goduto di tanta libertà e tanti diritti?”, potrebbe chiedersi un lettore sprovveduto. Le tirannie classiche, in effetti, si caratterizzavano per il fatto di reprimere la libertà e negare i diritti. Gli uomini avevano coscienza di tale usurpazione perché, privati di qualcosa che apparteneva loro per natura, si sentivano sminuiti.
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La vita dopo l’aborto

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di Costanza Miriano

Alessandra aveva diciannove anni quando si è accorta di essere incinta. Era stata cresciuta da una madre emancipata, separata, fieramente autonoma. Alessandra era libera di fare tardi la sera, di dormire fuori, di fare quello che voleva con i ragazzi. La sua mamma per lei era un mito, così diversa dalle altre, così poco opprimente. Continua a leggere “La vita dopo l’aborto” →

Un cattolico al Leonka

Una Chiesa che non esce fuori da se stessa, presto o tardi, si ammala nell’atmosfera viziata delle stanze in cui è rinchiusa.

Papa Francesco

Milano Leoncavallo

di Emanuele Fant

Pochi giorni fa discutevo sulla necessità di fare apostolato vero, perché una serata di evangelizzazione al teatro dell’oratorio è pleonastica quanto una secchiata nel mare. Lì tutti, bene o male, hanno quotidianamente l’occasione di incrociare una risposta. Invece il mondo vero ospita parecchi deserti screpolati che pagherebbero fior di inutili cammelli per un solo bicchiere di senso.

“Dovremmo fare evangelizzazione al Leoncavallo!” grido entusiasta. Poi il discorso verte altrove, e il mio progetto avanguardistico è declassato a provocazione. Continua a leggere “Un cattolico al Leonka” →

L’insulto e il tesoro

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di Costanza Miriano

Un signore francese a Parigi per un pic nic con la sua famiglia indossava una felpa raffigurante un uomo, una donna e due bambini, è stato fermato dalla polizia e trattenuto in caserma. Per uscirne ha dovuto pagare. Il suo gesto (indossare una felpa con l’immagine di una famiglia) è stato giudicato offensivo. Continua a leggere “L’insulto e il tesoro” →

L’uovo e la natura

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di Paolo Pugni

C’è questa vicenda dell’uovo e del pinguino. Qui a Milano. Ti prendono i bambini e li portano ad uno spettacolo teatrale. Così, come una volta ci portavano all’Antoniano a vedere Arlecchino. Qui invece si parla di famiglia. Anzi di famiglie. Che sono tutte uguali. E che cosa vuoi che sia il sesso dei genitori 1 e 2 (e chissà magari possiamo inserire anche il 3 e il 4)! Quando ci si vuole bene tutto funziona. Continua a leggere “L’uovo e la natura” →

La ciliegina senza torta

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di Costanza Miriano

A lungo ho pensato di essere, se non l’unica, almeno la più squinternata creatura nei dintorni. Probabilmente devono avermi spinto in questa direzione alcuni tratti diciamo eccentrici del mio carattere, per quanto io rivendichi una certa dignità persino al cappottino modello orsetto maculato (base peluche celeste, macchie nere, comprato per corrispondenza su Grazia. E secondo me non è stata mica la cosa peggiore che si è vista in giro negli anni ’80). Continua a leggere “La ciliegina senza torta” →

Fratello a chi?

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di Costanza Miriano

C’è solo un momento in cui sono più insopportabile rispetto a quando sono di cattivissimo umore (come ieri), ed è quando mi sento buona. Allora sì che sono terribile. Credo che chi mi incontri a percorrere i corridoi della redazione o le strade del quartiere col sorriso superiore e compreso di chi sa, di chi ha capito tutto della vita, di Dio e anche un po’ del decoder (che poi quello sarebbe il vero miracolo), ci metta poco a decidere che quello è il momento di starmi alla larga.

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La fine della logica

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di Paolo Pugni 

Ci siamo giocati da tempo l’ortografia, grammatica e consecutio ci hanno lasciato anche loro, e la logica sta tirando le cuoia. Poi non resterà che la pancia. Per giunta vuota.

Se la rete è specchio della società, e del meglio di questa – se vale l’equazione di stile Zuckenberghiano progresso e cultura = uso di Internet, che peraltro oso mettere in discussione- siamo messi molto male.

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L’altezza dello sguardo

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di Mario Barbieri

E’ già qualche anno ormai che i miei figli sono piuttosto cresciuti in età e altezza (spero anche in Sapienza e Grazia), così che ormai, il loro sguardo incrocia il mio e il mio il loro, da pari a pari, ponendosi alla stessa altezza. Così ci si parla guardandosi – come si usa dire – “dritto negli occhi”.

Mi è venuto da pensare come, per i necessari anni addietro, il rapportarmi a loro si è quasi sempre basato su un “guardarli dall’alto in basso” e, viceversa, dal basso in alto, quando erano loro a cercare il mio sguardo per assicurarsi di avere la mia attenzione.

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Uomini sotto scacco (replay)

di Costanza Miriano  

Appena sveglia una dei miei quattro figli, Livia, che ha 5 anni e comincia a cercare di capire qualcosa del calendario, mi ha chiesto che giorno fosse. Con uno sforzo titanico, raccogliendo le forze, ho recuperato alcune coordinate (chi sono, perché vivo, che mese è): “E’ l’8, è la festa della donna”. “Bene, che regalo facciamo al babbo e ai fratelli?” – ha chiesto la saggia ragazza, avviandosi all’asilo. Continua a leggere “Uomini sotto scacco (replay)” →

Vengano (ordinatamente) a Me

Ordinatamente

di Emanuele Fant 

Non è un sentimento cristiano. Io provo invidia e rancore. Esistono famiglie, che non sono mai la nostra, che seguono la messa concentrati, da capo a fondo. Hanno tre, quattro, otto figli biondi, disposti sulle panche in ordine di altezza. Il più grande culla il neonato, che sembra ascoltare e comprendere nel profondo le parole del celebrante.  Continua a leggere “Vengano (ordinatamente) a Me” →

Il giorno libero

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di Susanna Bo

Una volta, a un mio amico sacerdote, capitò un fatto. Gli si presentò una parrocchiana con l’intenzione di confessarsi, ma, una volta rimasti soli e senza troppi giri di parole, la donna rivelò invece di essere andata da lui con l’intenzione di sedurlo.  Il prete, passato il primo momento di sorpresa, notò che la signora portava una fede al dito; e le chiese se quello che gli stava proponendo non le sembrasse, oltre che una mancanza di rispetto verso il suo abito, anche un grave tradimento nei confronti del marito.

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Una lunga catena di uomini

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di Costanza Miriano

Come mamma credo di essere valutata tollerabile dai miei figli, persino simpatica a tratti, vecchia ma non decrepita, e passabilmente poco racchia, in confronto alla media delle vecchie. Purtroppo però ho l’insanabile difetto di essere femmina, e quindi vengo estromessa da tutte una serie di attività valutate maschili: posso accompagnare a una partita ma non assistervi; invitare amici dei figli, ma non parlarci per più di quindici secondi, nel timore che venga colta da un attacco di “io-ti-conosco-da quando-eri-piccolo-così”; fornire informazioni, sapendo però che verranno sottoposte al vaglio della verifica (se lo dice anche il babbo, allora è proprio vero). Continua a leggere “Una lunga catena di uomini” →

V per Vecchietta

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di Emanuele Fant 

Se vado a messa nei giorni feriali mi assale un sospetto: solo le vecchiette si salveranno?

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Se non ora…

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di Luisella Saro

«Il mio corpo è più del mio corpo. Io non ho un corpo, io sono un corpo» (Emmanuel Mounier)

Voglio proprio vedere se il movimento Se Non Ora Quando, in un sussulto di dignità, si dissocia dalla piazzata delle quattro Femen che in topless, il busto tatuato con la scritta “in gay we trust”, hanno manifestato durante l’Angelus gridando come delle ossesse. Pareva di aver capito – ma forse mi sbaglio – che il movimento è nato per difendere la dignità delle donne e per ribadire che il corpo non è un oggetto. Vedremo. Continua a leggere “Se non ora…” →

La concentrazione quando muoio

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di Emanuele Fant 

Il mio insegnante di scuolaguida un giorno mi lasciò a bocca aperta: “Adesso non azzecchi una marcia. Io ti dico, però, che arriverà un momento in cui saprai guidare mentre parli col vicino e regoli il volume dell’autoradio”. Quella desiderabile capacità-multitasking sarebbe stata la conferma che la guida faceva ormai parte delle mie abilità, così interiorizzata da seguire di per sé i suoi protocolli, senza intervento razionale. Conoscendo la mia poca attitudine ai motori, la profezia mi sembrò campata in aria. Eppure, quel giorno venne davvero. Tutt’oggi, specie con due bimbi, so fare un gran numero di cose mentre guido. Anche, ad esempio, scrivere parte di questo post. Fine della premessa. Continua a leggere “La concentrazione quando muoio” →