Vengano (ordinatamente) a Me

Ordinatamente

di Emanuele Fant 

Non è un sentimento cristiano. Io provo invidia e rancore. Esistono famiglie, che non sono mai la nostra, che seguono la messa concentrati, da capo a fondo. Hanno tre, quattro, otto figli biondi, disposti sulle panche in ordine di altezza. Il più grande culla il neonato, che sembra ascoltare e comprendere nel profondo le parole del celebrante. 

Noi (rumorosi) ci auto-emarginiamo in fondo a sinistra, accanto alle porte. Condividiamo il nascondiglio con qualche altra giovane, pallida, sconsolata, coppia con figli. Tenere a bada la prole in chiesa è un mestiere durissimo per chi vive nel mondo reale. Ed ognuno risolve come può, scindendo in due la percezione auricolare: il sinistro attento ai bambini, il destro teso al sacerdote.

C’è il maratoneta, che si ostina a fare avanti e indietro col passeggino invocando l’assopimento  dell’erede pieno di forze e fresco di colazione. C’è il rincorritore, che è rassegnato, non rimprovera più ma si limita a deviare le traiettorie impazzite dei piccoli in zone distanti dall’altare. C’è il catto-frikkettone, che in nome dell’affetto che Gesù aveva per i bambini si scandalizza se qualcuno guarda male il figlio che fa il verso del macaco appeso coi piedi a un capitello. C’è il rinunciatario, che al primo ruttino si guarda intorno costernato e corre a casa a portarsi avanti con l’arrosto. C’è l’animatore, che ha una borsa su ruote a forma di baule, da cui estrae libri pop-up, matite fluorescenti, carta velina multicolore, mettendo insieme un kinderheim clandestino guardato con invidia dai piccoli vicini. C’è il pedagogo, che cerca di rendere affascinante l’esperienza illustrando al discepolo il contenuto degli affreschi, ripetendo sottovoce le Letture riconvertite a favoletta, invitando ad osservare l’arcobaleno che fa il sole se attraversa una vetrata.  C’è il dispensatore di eurocent, che si illude di risolvere tutto col danaro anche in ambiente sacro, così rifornisce l’infante di monetine per l’offertorio, la candela, la fessura dell’Avvenire, i poveri del Papa, il tetto del santuario, la missione, i seminari indiani, e così via impoverendosi.

Nel mezzo del cammin della mia vita sono stato in grado di accumulare per i miei bambini solo un’eredità immateriale: la fede. E’ per questo che la tratto con i guanti, ed è il mio primo cruccio capire come avviare la transazione in modo che il lascito non perda in brillantezza. Qui sta il problema: a nove mesi (come a tre anni) la messa domenicale non è affatto affascinante. E non è questione di come la si propone, a meno che non si provveda a lastricare il sagrato con i Plasmon. La messa è una gran noia per chi non la capisce, non essendo né teatro, né cinema, né televisione. Non ha lo scopo né il dovere di intrattenere. Per questo motivo sono stato colto  molte volte da un sospetto: forse obbligare in modo risoluto i miei bambini alla funzione domenicale avvierà nella loro mente impreparata una nefasta, irrimediabile corticalizzazione che li renderà devoti al pantheon greco o cantanti in una cover band dei Black Sabbath?

Per fortuna don Maurizio mi ha detto che non mi devo troppo preoccupare, che è bello e giusto e sano ritentarci ogni volta ad andare tutti insieme alla Casa del Signore, e poi, in dialogo con l’Ospite, valutare. Mi ha detto pure che se uno degli miei figli sceglierà una carriera nell’hard rock, avrà un posto in scaletta alla festa dell’oratorio.  (E va bene, questo non l’ha detto, l’ho inventato).

Personalmente corro in chiesa appena posso, ascolto il gregoriano in autoradio e mi appassiono addirittura di certi programmi di Tv2000 con una sola inquadratura. Ma questo è il perverso piacere di un adulto convertito. Michele di tre anni smanierebbe per andare in chiesa se il sacrestano fosse Sam il pompiere, o il pupazzo umano di Shrek che una volta ci ha rincorsi all’Esselunga. Ma io non voglio, non mi interessa, un prete-animatore, né dei canti polifonici che inducono all’estasi, né degli RVM che mi mostrano  antefatto e retroscena delle Letture quotidiane.

A me basta avere accesso a Dio in persona, e inghiottirlo comprimendo l’infinito nel mio stomaco, guadagnare  l’impressione che qualcuno mi ha inventato con uno scopo superiore a tutto ciò che mi sembrava in mio potere di intuire.

Sono uno che si accontenta.

Disegno di Lorenzo Zapp (Lorenzo lo trovi anche su facebook)

72 pensieri su “Vengano (ordinatamente) a Me

  1. Un altro grande mistero è: perché quelli che stanno coi catechisti sembrano sempre buoni e tranquilli mentre i miei lupetti fanno tutto fuorché seguire la predica?
    Praticamente so’ sempre quelli degli altri che stanne’bboni, se possono.

  2. Franca 35

    Mi piace! Bambini alla messa è un problema non risolto. (Problema??) Ma è bello che ci siano. Con giornalini e pennarelli, con il Gormito preferito che fa vedere all’altro bambino, che cerca di prenderglielo, con passeggino o in braccio a turno a uno dei genitori. Nella mia chiesa i genitori che erano lì bambini trent’anni fa, adesso ci sono con
    i loro piccoli, e partecipano alla festa. I bambini danno noia? A chi? Una messa a cui partecipano uomini e donne di tutte le età (da dentro la pancia della mamma fino alla vecchiaia inoltrata) è una porzione importante del popolo di Dio.
    Da catechista posso testimoniare che c’è una bella differenza tra i bambini che sono abituati alla messa domenicale fin da piccoli e i bambini che sono entrati in chiesa la prima volta il primo giorno di catechismo (a parte il battesimo, e poi chi li ha visti più?) Con ordine o senza, basta che vengano a Me.

  3. perfectioconversationis

    Che dire? Le ho passate tutte: da maratoneta, a pedagoga, a dilapidatrice di monetine, mi manca solo il frikkettonismo (non è molto nelle mie corde).
    Poi un giorno mi sono accorta che sono cresciuti. Stavano ordinati nel banco, ascoltavano almeno le letture se non proprio l’omelia (non è che tutte si facciano ascoltare…). Di grande aiuto è stata la forma straordinaria del rito romano, cioè la Messa antica: contrariamente alle mie aspettative, lì che c’è meno da fare e da dire, che c’è più da ascoltare (il gregoriano) e da pregare, i miei figli invece di dare in escandescenze si sono concentrati sull’essenziale. Ora conoscono bene la Messa, le sue parti, iniziano a rispondere anche in latino. Non solo, con un imprevisto effetto boomerang, non sopportano più le Messe sciatte in forma ordinaria. Detestano i brutti canti, le sceneggiate con cartelloni del catechismo, l’animazione con mani alzate tipo concerto rock e applausi vari. Hanno capito che la Messa non è la celebrazione di noi stessi, ma di un Altro. Non è raro che qualche vecchietta alla fine della Messa venga a farci i complimenti per i figli: le stesse, per inciso, che fino a qualche anno fa ci fulminavano ogni volta che un bambino si muoveva scomposto nel banco oppure tirava fuori un gioco portato apposta per farlo star buono. Determinante, in tutto questo, è stato portarli sempre, da subito, con noi e cercare di avere a nostra volta un atteggiamento composto e concentrato, compatibilmente di volta in volta con la loro età e le loro esigenze.

      1. perfectioconversationis

        Per così poco? Ti ringrazio!
        Aggiungo che per noi è stato utile uno stratagemma banale: invece di portare libri vari, portavamo con noi dei messalini per bambini e li incoraggiavamo a seguire la Messa sulle figure. Per una decina di minuti funziona ;-)!

  4. Emanuela Castello

    Anche noi abbiamo indossato ogni tipo di casacca, da quella del comandante d’armata, alla più dimessa veste del compagno di giochi schiacciato sotto i marmi di un altare laterale. Poi un giorno mi son detta: ma io cosa desidero? Stare vicina a Gesù. E così oggi mi batto per un posto in prima fila, con mio marito e la sua tonnellata di pazienza ad inseguire la più piccola di 15 mesi in improbabili evoluzioni sui gradini. Che poi il mistero sta nell’amor fraterno. Tanti litigi in casa, tanto indomabile desiderio di stare appiccicate quando si varca la soglia della chiesa. Incredibile, due bambine che si amano alla follia. Per 45 minuti. Ma il miracolo e’ avvenuto. Con buona pace di tutti, noi ora a messa ci stiamo tutti e quattro assieme. Lì davanti, con lo sguardo stupito della grande ad insegnarci come si sta davanti al Mistero dell’amore donato

  5. mitico Emanuele Fant. I miei tendenzialmente erano buoni a Messa, li ho sempre portati per dar loro un senso di priorità nelle cose. Tendono ad assopirsi come facevo io da piccolo del resto, sono creativi mentalmente. L’ideale è che facessero i chierichetti almeno, così rimangono ben svegli nelle loro faccende. Qualche problema l’ho avuto quando gli amici irrequieti insistevano per coinvolgerli nelle loro scorribande. Io sarei un po’ tradizionalista e conservatore e non amo vedere troppa caciara ma l’unica cosa che mi da veramente fastidio è vedere i papà e le mamme che corrono dietro ai bambini che corrono facendo più casino degli stessi e guardando gli astanti con lo sguardo come dire: siamo stati tuttu bambini. Parla per te, io ero buono

  6. Rossella

    grazie!! mi hai strappato un sorriso e fatta sentire meno sola e incapace. mamma di 3 bimbi di 3,5 e 7 anni, è da anni che a messa scindo l’udito e sudo sette camicie, ed esco stanca e sfatta come dopo 1h di corsa.
    Personalmente ho passato varie fasi, compresa quella di non portarceli affatto; il parroco che c’era prima dell’attuale infatti, addirittura diceva che la messa non è per bambini, e che vanno introdotti alla liturgia solo dal catechismo in poi. Una volta mi ha consigliato di restare solo per la liturgia della Parola e basta (??), oppure di portare libretti e distrazioni varie. ma io non voglio che i miei figli imparino a distrarsi, a passare il tempo durante la messa: sennò anche io mi porto un bel romanzo da leggere e via. Preferisco restare 10 minuti, se quello è il loro massimo possibile di sopportazione.
    Fortunatamente il parroco attuale invece propone di portarli, aiutandoli piano piano a capire che la chiesa è un luogo speciale che chiede un comportamento adeguato.
    Insomma io mi barcameno come posso, anche perchè mio marito da qualche anno purtroppo a messa non ci viene più, e capirete che da sola con tre piccoli è dura. a volta vado sola, a volte porto solo il grande, a volte tutti e tre.
    Continuo a guardare invidiosa le famiglie perfette cercando di carpirne il segreto: ma non ho ancora cpito qual è.

  7. E tu, caro Emanuele, questo lo chiami… accontentarsi ?! 🙂

    Ben venga e grazie per questa spassosa ma drammaticamente vera schenetta domenicale.

  8. Alèudin

    ” C’è il pedagogo, che cerca di rendere affascinante l’esperienza illustrando al discepolo il contenuto degli affreschi, ripetendo sottovoce le Letture riconvertite a favoletta, invitando ad osservare l’arcobaleno che fa il sole se attraversa una vetrata. ”

    osssiggnurr sono iooooooo!!!

    🙂 🙂

  9. ausonio

    solo lo Spirito potrà aiutare noi genitori a cogliere l’attimo o meglio il punto di separazione tra il “se vuoi” del Maestro e il devi dovresti finché minorenni dei tanti maestri

  10. Simona Medda

    ciao!bellissimo post davvero!io ho tre bambini di 4 5 e 7anni e mezzo.Il maggiore ci aveva abituati male…a sei mesi seguiva l’omelia e se ne stava sereno tutta la Messa era incredibile a vedersi!Il secondo era sulla buona strada quando è arrivata(MENOMALLE)il carro armato di casa,il caterpillar che ha insegnato ai fratellini come si fa!e vabbè a un certo per un annetto siamo andati a Messa separati, per me era necessaria e fondamentale la Messa domenicale, vissuta a metà anche quella mi diventava difficile vivere con Lui tutta la settimana…poi ci abbiamo riprovato e “sono cresciuti”come ha scritto perfectioconversationis. Certo ancora per raggiungere i miei standard cattobigotti ce n’è di strada da fare ma è bellissimo vivere la Messa tutti insieme! a volte bisogna saper prendere un timeout 🙂

  11. Filippo Maria

    Che bello questo post! Soprattutto il finale… perché alla fine è proprio quello il trucco: mettersi alla presenza del Signore sapendo che Lui è presente e mi dà accesso a Lui, così come sono, ora! Da sacerdote mi sembra di aver visto a Messa tutte le tipologie di famiglie elencate, tranne la famiglia perfetta; no, quella non l’ho proprio vista… e ho l’impressione che ancora debbano inventarla (ricordo male o anche la Santa Famiglia ha avuto problemi con il pargolo?). Da quest’altra parte dell’altare vedo che a volte non sono i bambini che danno fastidio durante la Messa ma piuttosto i grandi, quando rispondono al cellulare, quando parlano fra di loro (che quella cosa lì devo dirtela proprio in quel momento che sennò dopo è troppo tardi…), ecc… Credo che i bambini bisogna portarli in chiesa (correndo anche il rischio che diventino metallari) non perché seguano tutto il rito per filo e per segno (c’è qualche adulto che riesce a farlo?) ma perché possano respirare fin da piccoli qual è la fede dei genitori, a cosa tengono di più, a quali momenti della settimana non rinuncerebbero mai. E poi, tranquilli, la predica del prete non è la parte centrale della Messa… la definirei un “male necessario”… quante volte umiliamo la Parola di Dio con le nostre parole (parlo per me, ovviamente). Come anche sono fortemente scettico sul metodo di soffocare di “segni” il sacrificio eucaristico credendo di rendere la Messa più “appetibile”. La Messa è”segno” di per sé… è Lui che si dona a noi. Punto.

    1. 61Angeloextralarge

      Frà Filippo Maria: mi hai fatto ridere… da quanta ragione hai! Volevo proprio scrivere che spesso siamo noi adulti a fare confusione durante la Messa. Smack! 😀

  12. shoesen

    Io faccio parte della categoria ‘animatore’…. il problema è che mio figlio ha già sei anni e mezzo suonati ed aspetto con ansia il momento del cambiamento di atteggiamento. In compenso però la maestra non perde occasione per dirmi che mio figlio sa tante cose della vita di Gesù che gli altri compagnetti non sanno (mi consolo pensando che non è solo merito mio e di mio marito, ma anche della sua partecipazione alla Messa nonostante sia ‘noiosa’).

  13. appello ai sacerdoti e a chi non ha figli: siate pazienti e di buon senso! A me è capitato -durante messe feriali, tutt’altro che affollate – il sacerdote che ad ogni “ba” del bimbo di un anno si fermava, e faceva una pausa di silenzio, evidentemente per rimarcare il fastidio. O la signora che siccome la piccola frignava un po’ -ma vi assicuro poco – in fondo alla chiesa, si fa tutta la navata e mi dice che secondo lei dovrei proprio uscire. O la suora che pur vedendomi con pancia al nono mese e altri pargoli appesi alle caviglie mi ha vietato di sedermi nelle panche dei ragazzi al catechismo, che sono poi rimaste semivuote per tutta la messa. Ora, io in questi casi mi sono letteralmente inferocita, ho certamente peccato interiormente contro la carità, ma nulla più. Ma qualcun’altro, magari con un’abitudine meno radicata alla pratica e un marito meno devoto, scappava a gambe levate! A volte anche un’occhiataccia dalla panca davanti è avvilente per un genitore.
    In fondo è vero quello che un’altra benedetta signora ha esclamato un giorno nel santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano mentre riprendevo tutti e quattro i piccoletti che, questa volta dopo la messa, correvano strillando molestamente tra le colonne: “Che bello! Allora ci saranno ancora cattolici!”.

    1. 61Angeloextralarge

      Vea: ho notato che purtroppo sono una delle poche che si girano istintivamente e sorridono al bimbo “colpevole”… A volte mi sono sentita dire: “Cosa hai da sorridere? Non senti il casino che fa?”… Uno che sorride spesso ai bambini è proprio un frate gentile che bazzica da queste parte: non ha lo specchio davanti, ma se vedesse la faccia contenta che fa, ne sarebbe ancora più contento. 😉

    2. Noec

      Pur non essendo madre ti capisco tantissimo…mi capita spesso di far da babysitter a figli di amiche di mamma, anche 5-6 bambini alla volta, ed essere guardata malissimo non appena in chiesa fanno un minimo rumore. Non avendo neppure l’autorevolezza di genitore (mia madre e mio padre ci zittivano con occhiate che equivalevano a minacce di future disgrazie una volta a casa ahah) non riesco a zittire una ciurma di bambini di età variegate e farli stare fermi…ora, capisco che la messa è una cosa seria, anzi serissima, ma se passi il tuo tempo a guardare male la persona a fianco a te perchè ci sono bambini che fanno rumore…per me è decisamente legalista e farisaico, e so di non essere molto caritatevole a dirlo, ma lo penso ogni volta che succede, e spesso l’ho pure detto in faccia per l’esasperazione… (:

  14. Jacopo

    Tutto verissimo. Anche io sono passato attraverso le varie fasi. Ora, intorno ai tre anni, mio figlio riesce a stare pacifico per buona parte della messa. In parrocchia si ricordano ancora di quella volta in cui riuscì a sfuggire a vari placcaggi, si piazzò di fronte all’ambone e, nel bel mezzo dell’omelia, se ne uscì con un perentorio “Ebbbasta!” rivolto al sacerdote.
    Nota pastorale: i frati della mia parrocchia invitano sempre le famiglie a portare tutti i bambini alla messa. Sempre. Nei casi di estrema emergenza, hanno però allestito il corridoio della sacrestia con degli altoparlanti, in modo tale che i genitori possano far sfogare per qualche minuto i bambini più vivaci, pur continuando a seguire la messa. Stratagemma che funziona egregiamente.

    1. vale

      in effetti,di fronte a certi sproloqui chiamati omelie,la santa innocenza dei bambini ha avuto ragione. verrebbe da dirlo anche a me. santo subito….( il bambino,s’intende)

  15. “Per fortuna don Maurizio mi ha detto che non mi devo troppo preoccupare, che è bello e giusto e sano ritentarci ogni volta ad andare tutti insieme alla Casa del Signore,”

    No, l’ho detto altre volte, e ora lo ripeto, con convinzione (di questo sono convinto)è una ABERRAZIONE portare i bambini piccini in Chiesa. Del resto anche Gesù ce lo portarono solo per la presentazione al tempio. Mi sembra.

  16. maria elena

    i miei figli si sentono talmente a casa quando sono in chiesa, che un paio di volte sono dovuta uscire per misericordia per quelle signore perbene che non accettano che il corridoio della chiesa sia preso per una pista di pattinaggio, da sfilata o da corsa…ecco, forse se facessimo le chiese circolari!!!!! 🙂 🙂 🙂

    1. Chiese circolari? Quante ne vuoi, dal Pantheon a Montesiepi passando per S. Stefano (appunto) Rotondo di Roma . 💡 quasi quasi viene voglia di scrivere la guida alle chiese rotonde…

  17. maria elena

    ah, dimenticavo, mio figlio è stato presentato al tempio il giorno del suo battesimo 🙂 non voglio essere irriverente, però lo giuro 🙂

  18. I miei genitori non ci hanno mai portato alla messa domenicale prima dei cinque/sei anni e io ricordo ancora la mia prima messa festiva! Mi sentivo grande per essere andata con papà e i miei fratelli maggiori e ricordo ancora come poi avevo raccontato tutto a mamma… omelia compresa! (forse una delle poche che ho ascoltato con attenzione dall’inizio alla fine 🙂 …).
    Non c’era bisogno della messa domenicale con loro per respirare la fede dei miei genitori, che comunque ci portavano in Chiesa a salutare Gesù e ci insegnavano il Catechismo prima di cominciarlo in parrocchia.
    Due fratelli sacerdoti vengono da qui…
    Mio fratello invece va a messa tutti i giorni con moglie e sei figli prima del lavoro (famiglia quasi perfetta in chiesa…).
    Questo per dire che non c’è una regola e non è solo la partecipazione alla messa o meno che trasmette la fede ai figli piccoli.
    Per inciso io e mio marito andiamo a messa col nostro bimbo di sei mesi, ancora piuttosto tranquillo ma sempre più irrequieto… Mi preparo a sperimentarle un po’ tutte 😉

          1. Alvise, devi essere una ben misera persona per sperare questo… o forse non fai altro che sperare di vedere la tua vita riflessa in quella degli altri 😦

          2. admin

            Bariom hai detto bene.
            filosofiazzero stavo per cancellare questo tuo commento, ma poi ho pensato di lasciarlo come ulteriore testimonianza…

  19. Giusi

    Quando ero piccola ci insegnavano la sacralità della Messa, non ci annoiavamo affatto, il sacerdote dedicava ore al catechismo, ai canti, capivamo quello che stavamo facendo: i bambini non sono stupidi, basta spiegargli. Non c’è esperienza più preziosa. Infatti oggi crescono come le capre e non hanno dove tornare perchè non gli è stato insegnato nulla.

  20. Cito quelle che mi hanno fatto sganasciare di più:
    “C’è il rinunciatario, che al primo ruttino si guarda intorno costernato e corre a casa a portarsi avanti con l’arrosto.[…]

    Personalmente corro in chiesa appena posso, ascolto il gregoriano in autoradio e mi appassiono addirittura di certi programmi di Tv2000 con una sola inquadratura. Ma questo è il perverso piacere di un adulto convertito”

    Non c’è che dire… Emanuele Fant è stato un grande acquisto per questo blog!! Bravissimo!!

  21. angelina

    Manca un tipo: il genitore impegnato, che “deve” occuparsi del coro, o delle letture, o di che ne so che altro il (caro) parroco si aspetta “tanto ci verreste comunque a Messa, cosa ti costa…” Sto recuperando con l’ultimo, ma sapeste quanti rimpianti ho di non essere stata nei banchi con i miei figli più grandi… 😦

  22. Velenia

    Ah che ridere! Anch’io appartengo a tutte le categorie descritte! Anch’io ho portato con me i miei 4,quando febbri e malanni di stagione lo permettevano,anch’io ho portato libretti da colorare,fatto lunghe passeggiate fra le navate,sfogliato libri illustrati con le parabole,devo dire che vivendo nel territorio di una parrocchia neo-catecumenale passavamo quasi inosservati in mezzo a famiglie ben più numerose della nostra.Solo una volta durante una affollatissima messa della Domenica delle Palme un’arzilla vecchietta si è permessa di riprendermi mentre i bambini commentavano il Passio che io facevo loro vedere con l’aiuto di un libretto illustrato,non ho saputo trattenere una risposta delle mie:-cara signora,i bambini sono battezzati e hanno tanto diritto di stare in questo luogo quanto ne ha lei!-.

      1. Velenia

        Alvisuccio,tu mi ricordi quelli che,negli anni 70,dicevano che non bisognava battezzare i bambini se no si violentava la loro libertà,però erano per l’aborto libero perchè nessuno si poteva lamentare!

  23. Costanza85

    Grazie mille! E’confortante vedere e sentire opinioni di persone nella mia medesima situazione…ho due bambine, una di due anni e mezzo, l’altra di 4 mesi…devo dire che la più grande mi ha stupita ultimamente, l’ultima volta che siamo andate a Messa e’stata fantastica, ha cominciato perfino a dire “Ascoltaci o Signore’…è’ stata davvero molto brava..sinceramente quando ero senza figli mi scocciava parecchio sentire le lagne, le urla, le risate di bambini dai zero ai sei anni, era veramente irritante, ma ora che c’è le ho anche io ho il desiderio di portarle con me. Penso che il segreto sia nella pazienza ma anche nella costanza, in modo che pian piano capiscano che non è un luogo da spiaggia e se imparano a fare anche solo 40 minuti di silenzio e’ già una grande educazione…non sempre possibile purtroppo!
    Stasera se tutto va bene andiamo a incontrare il nuovo vescovo della nostra città, Reggio Emilia, Don Massimo Camisasca, sperando che ci rivolga il suo tenero sguardo e ci accompagni con le sue preghiere.
    Un abbraccio a tutti i lettori del blog!

    1. Il bello del tempo che fu è che i bambini uno non era costretto a portarseli sempre dietro, il mondo dove si viveva permetteca che i bambini stessero con altri ambini, o con i vicini, o con i parenti, i nonni , gli zii, , i genitori di altri bambini, si viveva tutti come in delle comunità paesane o urbane che sembravano fatte apposta perché i bambini ci crecessero dentro felici e contenti, nessuno portava i piccini a Messa, (a parete che non tutti ci andavano o ci vanno alla Messa)come anche chi lavora porterebbe al lavoro, non solo perché non glielo permetterebbero, ma perché darebbero noia, dopo un po’, Come se Bersani portasse i nipotini alle riunioni della Direzione del suo partito o Costanza Miriano i suoi piccini al Telegiornale.Ma forse lei ce li porta?

      1. “Il bello del tempo che fu è che…. nessuno portava i piccini a Messa, (a parete – o anche a muro 😉 – che non tutti ci andavano o ci vanno alla Messa)…”

        Alvise de queste parti si dice: “MA, SA DIT !!” (ma che caspita dici !!)

          1. Alvise, il “MA SA DIT ?!” non era riferito all’errore di battitura (a chi non capita…) ma proprio al pensiero contenuto nella frase: “Il bello del tempo che fu… ecc, ecc!

                  1. Giusi

                    Il mio tempo da bambina fu negli anni ’60. Tutto ruotava intorno a Dio. A scuola si dicevano le preghiere, veniva il sacerdote a spiegare la Bibbia, le festività religiose erano materia di studio, si parlava dell’Angelo Custode, di San Francesco, di San Giuseppe, la recita di Natale si preparava per tempo, ho fatto pure la Madonna nel presepe, a casa le nonne, le zie, i genitori pregavano, dicevano tutti i giorni il Rosario anzi nel mio paese il sacerdote lo diceva al microfono, nessuno si lamentava, le chiese erano piene di bambini che stavano buoni perchè sin da piccoli gli si parlava di Dio, la messa era sacra (era in latino), poi ci scatenavamo per strada (non c’erano pericoli) o dalle suore con giochi senza supporti, sani, fatti di movimento e di aria aperta: la campana, palla prigioniera, ferita moribonda e morta, nascondino etc. Tu dove vivevi Alvise? In Russia? Poi è arrivato il ’68………

  24. vale

    ecco, a proposito di bambini,anche a messa , e no due cose differenti : su Tempi( la copia di servizio mi è arrivata adesso…) padreAldo Trento a pag.46: l’esempio viene prima della predica. il primato del gesto riispetto alla parola implica l’esempio dell’educatore. un gesto è educativo quando nell’adulto la parola e l’azione camminano assieme.per questo si chiama gesto. il suo contrario è solo la confusione.

    poi,saltando di palo in frasca sul web m’imbatto nelle affermazioni di don gallo( volutamente tutto minuscolo) a “la zanzara “su radio 24.
    e mi vien voglia di dire come quel bambino.”ebbasta!”

    1. Ah, don Gallo. Stamattina (complice il mio dirimpettaio in treno che ne leggeva un libro) ho scoperto che don Gallo pubblica da Mondadori. Un altro col cuore a sinistra e il portafoglio a destra?

  25. vale:

    “tu uccidi un uomo morto” ( è un povero vecchio) ma te allora dirai, “che seguisse l’esempio del Papa e si facesse da parte” – ma si vede che lui lo Spirito Santo non lo insuffla come quell’altro….

  26. Maria Elena

    Niente pattini, ad un bambino basta l’immaginazione. Sono stata a valentia per l’incontro dele famiglie con il Santo Padre, lontano 2008(?) non ricordo, senza figli, un grupp di genitori, ma vi erano tante famiglie con figli, tutti i tipi tutti i generi, meraviglioso! Comunque durante quel viaggio ho visto chiese nuove fatte in maniera meravigliosa, e con uno spazio dedicato a mamme con bambini piccoli insonorizzati, una soluzione che tiene conto di chi ha desiderio di non avere rumori di sottofondo, ma anche per le mamme, così non si sentiranno in colpa! Per la piccola Maria Sofia il giorno della prima comunione fu il piu importante dea sua vita, e lo dice ancora a 12 anni, tanto aveva visto quel pane spezzato e mai aveva potuto prenderlo! Certo una messa senza il superdaniele me la sogno!!!!! 🙂

  27. …quello che mi ricordo, di quelle poche volte che sono stato anche io trascinato alla Messa dai parenti, (a parte la noia)sono delle lunghe canne da pesca con in fondo dei sacchetti molto decorosamente in velluto cremisi o verde scuro, usate per chiedere l’elemosina in fondo ai banchi (pescatori di anime?)

    1. 61Angeloextralarge

      Alvise Maria: già fin da piccolo la cosa che più ti scocciava era tirare fuori i soldi? Taccagno d.o.c. a quanto pare! 😉

  28. 61Angeloextralarge

    Non è inerante al post odierno ma la devo dire!
    In un quotidiano locale, nella pagina di una città limitrofa alla mia, OGGI c’è un articolo-intervista dove una gentile signora (non mi ricordo se medico o politicante) si lamenta perché la legge sull’aborto, nell’ospedale della città è usata con il contagocce e che la pillola del giorno dopo, medesimo distretto sanitario, non porta frutto come dovrebbe. Lei si lamenta ed io invece dico: Alleluja!

  29. Riccardo

    Guardando l’ingenuità e l’irrequietezza, ampiamente molesta, dei miei figli a Messa, mi viene in mente Pietro durante la Trasfigurazione: mentre Nostro Signore parla del destino dell’Umanità con Mosè ed Elia, lui se ne esce con un “che dite se se famo du’ spaghi?”. Le persone che non vogliono bimbi a messa lo avrebbero fulminato sul colpo, invece arriva il Padre con le sue grandi parole di speranza: “Ascoltatelo”.

  30. A ogni modo, si chiaro, ho detto di non portare mai mai mai mai mai mai i bambini alla Messa, non per quelli che li hanno a noia, ma per il bene dei bambini.

  31. Floriana

    Articolo semplice ma efficace!!! Mi rivedo molto nella figura dell’animatore e il dispensatore di eurocent…..
    Peccato per chi di fronte ad una famiglia con figli in chiesa, un pò più rumorosa di una coppia col cane, ti dice “Signora, Gesù la perdona se non viene a messa!” oppure ” Si può ritenere dispensata dal partecipare”!!!! Questa poi è la più bella che ho sentito dirmi!
    Ma noi siamo sempre lì…..e tra un libricino di Peppa Pig, la sistemazione delle candeline da un cesto e l’altro ci abbandoniamo all’Amore di Dio….
    Domenica scorsa abbiamo iniziato a seguire la messa dei bambini (per i bambini della prima comunione) per cercare di coinvolgere di più Fabio di quasi 6 anni. Bellissimo , era felicissimo di sedersi accanto ai bambini “grandi” è intervenuto durante l’omelia …alla domanda su chi è per noi Dio….” E’ Padre!!!!” Evidentemente negli anni tra un gioco e l’altro durante la Messa o le lodi domenicali ( che facciamo noi 4 tra un litigio e l’altro dei piccoli) ha fatto sua la cosa più importante la Paternità di Dio…..abbiamo tanto da imparare dai bambini!
    Per filosofiazzero: rispetto le tue idee pur non condividendole affatto, ma secondo me bisogna essere onesti, ci sono situazioni molto molto più “abberranti” che molti genitori fanno aihmè vivere ai figli , non l’andare a Messa!!!!

    P.S: famiglie non abbiate paura degli sguardi di chi pare fulminarci al primo rumore dei nostri piccoli…riempiamo le Chiese di Vita!!! E’ una testimonianza importante!!!
    Floriana

  32. Emanuela

    Anch’io sono quasi sempre andata sola alla Santa Messa con mia figlia, mio marito ad un certo punto ha deciso di non frequentare più e in famiglia la lotta è stata dura. Ricordo gli anni in cui praticamente obbligavo mia figlia dodicenne ad andare alla S.Messa che ovviamente non ascoltava poi il cambiamento – mio – dalla fede tiepida, di abitudine al ritorno a casa, una conversione iniziata quasi 2 anni fa e ancora e sempre in divenire. La felicità di essermi innamorata di Gesù, la Messa che acquistava senso e valore ogni volta di più, lo stupore di sentirmi figlia di Dio, la meraviglia della Parola, il dolore per tutti quelli che non sapevano, che non sanno cosa vuol dire sentirsi Suoi, amati da Lui che è l’AMORE. Ora mia figlia che di anni ne ha quindici, non solo viene a Messa con piacere e gioia ma recita spesso il Rosario prega il suo Angelo Custode anche per i suoi amici che non credono ed è felice di essere parte viva della Chiesa….e sono sicura che questo è un ulteriore regalo del Padre mio celeste e di Maria Santissima.
    E mio marito…… lo sto aspettando…..nel frattempo lo benidico
    Grazie a tutti per le bellissime testimonianze
    Emanuela

  33. Lorenza

    @perfectio conversazionis: ho 5 figli e vado con loro e mio marito alla Messa tridentina. Stanno tutti buoni, ma il piú stupefacente e il n. 4: scalmanato come pochi, ingestibile nella vita di ogni giorno non perderebbe una Santa Messa e si comporta come un angioletto. Adesso ha 10 anni e fa il chierichetto con perizia e serietà. Abbiamo capito che i bambini percepiscono il sacro meglio di noi è detestano che le cose vengano banalizzate (con insulsaggini e siparietti ad hoc) per renderle più comprensibili. I bambini non sono banali, non sono sciocchi,anzi, nella loro innocenza sono più pronti di noi a cogliere la grandezza e il mistero del Santo sacrificio. Certo, all’inizio si fa un po’ di fatica, ma ora per noi andare tutti assieme é fonte di gioia e di unità .

  34. Noec

    La cosa più divertente era quando da bambina durante l’eucarestia andavo ad appallottolarmi come un micio ai piedi del presbitero, sulla moquette, e mia madre diventava paonazza e imbarazzata mentre il don commentava “Nd’è bella Noemi, che dorme sempre”…
    Per non parlare di quando qualche bambino va a prendere un fiore che sbuca dal bordo della mensa per andare a regalarlo alla mamma…non hanno prezzo le espressioni dei genitori e quella divertitissima del don ahaha 🙂 oppure di quando il figlio di una mia amica si gira, mi tira per la manica e mi chiede perchè il don ha detto quella o questa cosa durante l’omelia.
    Impagabile quanto si possa essere saggi (adorabilmente saggi) da bambini 🙂

  35. Giulia

    Da quando sono diventata mamma, la mia partecipazione alla S. Messa è diventata più viva ed intensa: la mia soglia di attenzione e di preghiera cresce sempre più… come dire, proprio perchè devo faticare, paradossalmente mi concentro di più su ciò che sta accadendo. Come? Con l’arrivo della nostra prima figlia, ho iniziato a pregare tanto il mio Angelo Custode che mi desse la pazienza e che mi aiutasse a comunicare l’immenso dono che abbiamo ricevuto della partecipazione al Sacrificio Eucaristico e la reale presenza di Gesù…Un qualcosa che si rinnova, sempre presente,eterno… Oltre a ringraziare, ad ogni strillo della piccola, per aver ricevuto la gioia di essere mamma. Certo, provvidenziale è stata la presenza di un altoparlante in sacrestia nella nostra piccola chiesa di una piccola frazione….Poi i bimbi sono diventati 4 e allora ciascun Angelo custode ha aiutato il mio! Michele, di 19 mesi, sente la sorella grande cantare il salmo, Giovanni è contento di servire Messa vicino a suo papà durante i campi estivi ed io … ogni volta mi sento come il mito della caverna: se qua è così bello contemplare il Signore, come dovrà essere in Paradiso???

    1. perfectioconversationis

      Devo confermare che i bimbi di Giulia, che ho avuto la fortuna di conoscere, quando cantano in gregoriano sembrano angeli del Paradiso, la grande in particolar modo.
      Un abbraccio a tutti voi

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