L’uovo e la natura

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di Paolo Pugni

C’è questa vicenda dell’uovo e del pinguino. Qui a Milano. Ti prendono i bambini e li portano ad uno spettacolo teatrale. Così, come una volta ci portavano all’Antoniano a vedere Arlecchino. Qui invece si parla di famiglia. Anzi di famiglie. Che sono tutte uguali. E che cosa vuoi che sia il sesso dei genitori 1 e 2 (e chissà magari possiamo inserire anche il 3 e il 4)! Quando ci si vuole bene tutto funziona.

Una amica che stimo e di cui mi fido mi ha inviato in forma anonima uno scambio di mail di fuoco tra i genitori della sua materna sul tema. Tralascio gli aggettivi a chi osava opporsi a questa visione del mondo, mi concentro su una affermazione che fa riflettere molto.

Una mamma serena e pacifica dice: ma per che cosa vi accapigliate? Non stiamo lì a prendercela tanto! Ho chiesto a mia figlia che cosa ha capito e lei mi ha detto candida che ci sono queste famiglie che sono diverse, come la nostra è diversa da quella di Andrea che è numerosa, o di Adele dove c’è un bambino adottato, ma che sono tutte felici e quello che conta è questo.

Lasciamo stare le polemiche e lasciamo che i bambini elaborino con il tempo quello che hanno capito.

Eh no. Mi sembra che questa visione sia devastante per molte ragioni: primo questo bambino centrismo. Lui/lei è al centro del mondo e deve decidere da solo, lasciamolo stare. Brava. Lascia che capisca da solo che cosa è velenoso e che cosa no, come attraversare la strada, cosa e quando mangiare.

Mi direte: eh ma questo non è velenoso! Sicuri?

Che cosa dice questa mamma: che la figlia ha capito che ci sono tante famiglie diverse e che tutte possono essere felici. Scopo raggiunto. Da parte di chi ha prodotto lo spettacolo e di chi lo sta imponendo a tutte le scuole materne.

Che una famiglia monosessuale non è come una normale –e uso questo termine con consapevolezza: secondo la norma, seconda la natura cioè costituita da una madre e un padre, sposati con matrimonio indissolubile (mi sarà lecito crederlo e affermarlo spero)- e che quindi non sono tutte uguali queste famiglie anche se apparentemente sono felici (nei film sono sempre tutti felici se gli autori lo vogliono far credere, che non si scontrano con la realtà).

È devastante questo pensiero questo relativismo elevato ad educazione, a sistema di interpretazione: e che male vuoi che ci sia! Il male che discende dal far respirare ai nostri figli i miasmi di una filosofia di vita che vuole imporre i propri criteri alla natura e alla verità per i propri capricci. Senza capire la violenza che questa trascina con sé.

Manipoliamo la natura per paura di doverci scontrare con la sua verità. Ma la natura non perdona.

80 pensieri su “L’uovo e la natura

  1. La diversità è una realtà di fatto con la quale ogni giorno ci si confronta(e meno male che c’è in questo mondo di conformismo e omologazione!). Certo imporre modelli e concetti è sempre sbagliato, soprattutto imporli a bambini piccolissimi. Tuttavia educare all’accoglienza dell’altro chiunque sia, mi pare fondante del senso di amore disinteressato e di compassione verso verso i propri e gli altrui limiti.
    Ho subito da bambina(ho 35 anni ora) enormi discriminazioni per la mia famiglia irregolare(oggi è più diffusa la presenza di un solo genitore) e ne ho sofferto tanto perché agli occhi degli altri (piccoli e grandi) io portavo un marchio che mi avrebbe condotto ad una vita di perdizione e fallimenti. Peccato(per loro) che invece ho raccolto tanti bei frutti in campo professionale e affettivo(più dei tanti figli di famiglie “perbene”). Oggi che ho una famiglia così detta “normale” cerco di sensibilizzare i miei figli all’accoglienza delle diversità e allo sviluppo del proprio personale senso critico su tutto…Perché siamo tutti sotto lo stesso cielo e nessuno può dire “a me non capiterebbe mai”…
    “Misericordia io voglio e non sacrificio”….

    1. paolopugni

      Concordo pienamente con la misericordia e l’accoglienza e trovo meschino e crudele, decisamente ingiusto, bollare i figli per situazioni che vivono e delle quali non sono minimamente parte responsabile.
      Sta però anche scritto che la verità è una e non quella che ci piace.
      Veritatem facientes in caritate.
      Se la misericordia va estesa in modo totale ad ogni persona (con la misura con la quale giudicate sarete giudicati) anche la verità va affermata.
      E la verità è che ci sono piani diversi e che la famglia è una e costruita su un matrimonio indissolubile tra un uomo ed una donna. Il resto è altra cosa.
      Affermare partendo dalle disgrazie altrui, anche di coloro che mostrano così poca misericordia, e assumere i propri successi come metro per determinare cosa sia vero e cosa falso mi sembra un tantino temerario. E per certi versi contrario alla misericordia che si invoca. Peraltro sta anche scritto di non vantarsi dei nostri successi perché non dipendono da qualità nostra ma da doni ricevuti, quindi….

      Il fatto che potrebbe capitare a chiunque è il marchio della fragilità della natura umana. è vero hai ragione. Tutti possiamo peccare, anche il giusto cade sette volte al giorno.
      Ciò non toglie che di peccato si tratta. La frequenza di un errore non lo rende meno errore né tantomeno lo sdogana. Se fosse così potremmo affermare che la corruzione non è più reato.

      1. Sara

        Bravo, Paolo! Per il bel post e la buona risposta. “Sta scritto anche…”: come nelle tentazioni di Gesù nel deserto, si deve imparare a saper rendere ragione, soprattutto quando sembrano volerci inchiodare con la nostra stessa fede!

    2. @Aracne78 ti ringrazio per il tuo commento e per l’equilibrio che mantiene nonostante venga da un’esperienza che da un’esperienza che ti ha “segnato”.

      L’apertura verso l’altro, l’accoglienza, la misericordia verso chi è in errore (non l’accettazione del peccato) che parte dalla consapevolezza del nostro personale essere peccatori, sono tutti “valori” (usiamo questo termine abusato) che devono fare parte del bagaglio dell’educazione dei nostri figli (direi credenti o non credenti…), ciò che temo si nasconde dietro ad iniziative come quella di cui Paolo ci ha parlato, non sia tanto un aiuto nell’educazione dei figli, quanto la ricerca di formare una generazione che giustifichi il “peccato dei padri”, anzi che entri nell’ottica di poterlo fare proprio e di viverlo appunto come “verità”, o quanto meno come “un’altra verità”.

      Non dimentichiamo che l’azione del Menzognero per eccellenza è sempre quella di proporre non le tenebre e il male come tali (solo una mente depravata li sceglierebbe…), ma una “luce”, un’altra luce… Lucifero “portatore di luce” 😦

      Non so esattamente come le cose siano andate rispetto questo “colpo di teatro”, ma ciò che realmente infastidisce (uso un eufemismo), è la possibilità che queste iniziative portino in modo subdolo il loro messaggio (altro tipico atteggiamento del già citato), cioè senza spiegazione preventiva ai genitori, di quale sia il reale contenuto della rappresentazione / incontro / iniziativa / altro. Cosicché in nostri figli (figli di un pensiero retrogrado, oscurantista e ottuso… ovviamente) – e noi – ci si trovi di fronte al fatto compiuto.
      Come quando arriva in classe un’apparente “innocuo” assistente sociale che inizia a spiattellare tutta la visione della sessualità, con annesso e connesso uso del preservativo, che, al di là dell’essere contraria ai miei principi, appartiene – questa visione – alla sfera dell’Etica e della Morale.
      Etica e Morale il cui insegnamento come genitore cristiano e credente, avoco a me totalmente.

  2. paolopugni

    Sarò fuori città tutto il giorno oggi, per cui mi scuso per non poter interolquire come è mia abitudine con i commenti.
    Conto sull’aiuto di altri lettori e di admin e sono sicuro che questa coincidenza sia un aiuto della Provvidenza per trattenere un fumino come me dal fare danni.
    Grazie e buona giornata a tutti
    Paolo

  3. Alèudin

    “Manipoliamo la natura per paura di doverci scontrare con la sua verità. Ma la natura non perdona.”

    da fare cartelloni luminosi 50m x 15m da mettere in ogni via e piazza e autostrada.

  4. Invece, importante, non portarli, i bambini:

    1) a vedere nulla che non sia autocertificato dai genitori e dagli insegnanti scelti dai genitori(o dalla Chiesa)come essere cosa vera e giusta e santa e perciò inscritta da sempre nella “natura”.

    2)portarli, ma con prudenza, a vedere solo altri spettacoli che siano autocertificati eccetra, il contrario.
    Che ci hanno riguardo gli altri a fare vedere solo quello che credono loro? E allora voi non ci avrete riguardo al contrario!

    3) non portarli in nessun posto.

    Digià dire “portarli” puzza di zolfo!

    1. Alvise intanto scrivi dopo che ci hai preso un bel caffè che si capisce la metà di quel che hai scritto (ammesso e non concesso che l’altra metà sia interessante ;-))

      Cmq:

      Punto 1) e 2) indicazioni più che corrette, perché auto-certificati o meno, i genitori che si rispettino non scelgono forse cosa portare a vedere i propri figli (anche a non-vedere un Messa), o non scelgono a che scuola mandarli, o che (per quanto gli riesce) compagnia frequentare?

      No… tu invece sei stato lasciato allo stato brado. Ti sei “fatto da solo”. I tuoi genitori appena hai sputo camminare ti hanno mollato in mezzo alla strada e… vai!
      Anche tu non avessi avuto i genitori (spero con tutto il cuore di si) qualcuno che ti dicesse: “non mettere le mani che ti bruci!” l’avrai avuto, giusto?
      Quindi non obbiettare stron….aggini 😉

      1. Bariom:

        …sì, proprio così, ho avuto la fortuna di vivere in un’epoca in cui si potevano lasciare i bambini felici e contenti in mezzo alle strade o fra i campi delle periferie allo stato brado (vedi canzone di Celentano). Fino a che per farmi studiare “bene” mi rinchiusero in un collegio di preti ignoranti sadici pedofili stronzi eccetra. So di teologia e di pedofilia e di relativismo.

        1. E questo Alvise spiega molte cose…
          Il tuo pensare e il tuo livore il tuo “essere contrario” perché nel tuo cuore è rimasta impressa una catechesi contraria, nei fatti, a ciò che veniva annunziato nelle parole.

          Il tuo è uno di quei casi in cui dello “scandalo procurato ai piccoli” (piccoli in età ma anche nello spirito) verrà chiesto conto a chi lo scandalo ha procurato.
          Questo consola in minima parte pensando che una vita si è chiusa alla Grazia per lungo tempo, ma come sappiamo (e anche tu ben sai) in questa vita, non sempre esiste giustizia, se non quella della Croce di Cristo, grazie alla quale la strada al Padre è sempre aperta (e lo è sempre stata per te), perché l’Amore di Dio va oltre qualunque scandalo tu abbia incontrato.

          Naturalmente Alvise, io prendo per buono ciò che hai scritto, perché non ho motivo di credere del contrario. Se poi lo hai scritto per dar maggior credito al tuo dire… problema tuo.

            1. …così da ora in avanti potrete dire “è ovvio che tu sia così critico, sei stato in un collegio di pedofili, ti è restato addosso il livore, ci hai rancore etc etc” …

        2. Giusi

          Tutti? Cos’era una banda? A tutti è capitato di incontrare il sacerdote sbagliato o la suora cattiva ma mi sembra strano che a te sia capitato un intero collegio.

                1. Giusi

                  Questo lo hai detto tu. Io cerco di capire come mai c’era un intero collegio di sadici, pedofili, stronzi e ignoranti e nessuno parlava.

                    1. Giusi

                      Appunto come mai? Ricordo quand’ero piccola che venne fuori uno scandalo perchè in un asilo alcune suore maltrattavano i bambini tanto che le suore del mio paese erano costernate per il dispiacere. Ne parlarono i tg. per giorni e giorni. Di certo non hanno mai fatto sconti alla Chiesa. Nessun genitore, nessun bambino che si lamentasse? Tutti felici e contenti? Tutti masochisti?

                    2. Giusi

                      Metti che non sei riuscito a parlarne allora, parlane adesso, vai da Santoro, fai nomi e cognomi, vedrai che spunteranno come funghi persone che ricordano, che avevano rimosso, cosa aspetti?

      2. Bariom:

        …proprio così, tutti siamo e siamo stati manipolati, per un verso o per un altro, facendo o non facendo..
        Chi manipola i figlioli degli altri, gli verranno manipolati i figlioli da altri, e di seguito…

        1. paolopugni

          Alvise, Alvise, fai solo una gran pena, una grande pena. Che buco nero di tristezza e di astio. Che vita devastata. E che devastazione intorno. Non posso che provare una grande addolorata misericordia. Parli solo a te stesso facendoti sempre più del male. Sono proprio dispiaciuto. Per te e per chi ti vive intorno. Che terribile tormento.

            1. paolopugni

              vedi, la differenza è che io sono un uomo felice, che amo la vita, sono circondato d’affetto, non ho rimpianti, ho speranza e mi sento amato.

              1. Giusi

                Beh ma forse pure Alvise è amato che ne sappiamo? Poi son convinta che di proposito la fa più nera della mezzanotte perchè si diverte così. Io comunque Alvise, in fondo, ti voglio bene. Ti recepisco come buono, rompic….. ma buono.

  5. Sara

    giusto ieri parlavo con mio zio che, da vero “cattolico adulto”, diceva che non c’è nulla di male nel dare in adozione bambini alle coppie omosessuali sposate perchè “sai quanti bimbi che nascono in famiglie normali poi vengono maltrattati! Allora meglio due omosessuali che gli vogliano bene!”. Fin qui niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Ma ciò che mi ha sconvolta è stato l’intervento di mia cugina di 10 anni (che farà la Prima Comunione tra 2 settimane), la quale sosteneva anche lei che se due persone si vogliono bene allora non importa che siano 2 uomini o 2 donne. Poveri bambini! Cresciuti con tutte queste bugie!

  6. La cosa veramente grave, a mio avviso, è che nonostante l’omosessualità sia sempre esistita nella storia, a nessuno era mai venuto in mente di dire che tali relazioni fossero uguali alla coppia naturale. Questo la dice lunga su dove siamo finiti, alla faccia dei Greci e dei Romani.

    1. no, io spero che la Grazia del Sacramento possa aiutarla a discernere quando sarà più grande. a 10 anni non si è responsabili di tali affermazioni. E’ il risultato dei discorsi che fanno in famiglia.

    2. vale

      veramente era quel che accadeva nelle prime comunità cristiane( quelle dei tempi apostolici e dei primi due- tre secoli) chi peccava( anche in pensieri, non solo in opere ed omissioni) poteva passare anche tre anni di prova prima di essere riammesso nella comunità.
      oggi dici tre pater tre ave e tre gloria e finisce lì. facile la vita…..

      1. @Vale, “facile la vita”…

        Chissà perché spesso partiamo dal presupposto ingannevole e profondamente errato, che chi ha peccato e poi se la “sfanga” con “poco” o “all’ultimo momento” è stato il più “furbo”, più furbo anche di chi ha combattuto per un vita (o parte di una vita) di grazia.

        Forse che il salario del peccato non è la morte? Forse che vivere una vita nel peccato non produce morte e sofferenze anche in chi vive vicino al peccatore? E non parlo solo del rischio della morte eterna, parlo della morte dell’anima, dei sentimenti, delle buone opere nella vita di tutti i giorni.
        Forse che se stai nella merda (e scusate l’espressione) non mangi merda tutti i giorni!

        Non lo so, non capisco… è “difficile” la vita con Cristo, in Cristo, per Cristo? Certo è difficile, è impegnativa, è esigente, e allora? Cosa rimpiangiamo? La “facile” vita del peccatore?
        Forse perché siamo nei panni del fratello maggiore, che sempre è stato all’obbedienza del padre, ma vorremmo davvero dover combattere per le rubare il cibo ai porci? Chi ha assaggiato quel lurido cibarsi (e io sono tra quelli…) non ha nessun desiderio di tornare indietro.
        Non rimpiangiamo, come il Popolo d’Israele le “cipolle d’Egitto” e siamo lieti se un peccatore si converte, che lo faccia con una semplice Ave Maria o con il grido a Cristo dell’ultimo respiro della sua vita tormentata.

        1. vale

          non lo so, non capisco…
          forse perché prendi una risposta ironica ad alvise( la sospensione della comunione alla ragazzina fino al ravvedimento) per quello che non è.
          ma può essere che sia io a non saper fare ironia….

          1. @Vale se era ironica, non l’ho colta… colpa mia 😦 ti chiedo scusa.
            E’ che a volte questi discorsi capita di sentirli senza alcuna ironia e anch’io, come Paolo (Pugni) sono un po’ “fumino” (sempre che lui intendesse quello che io ho inteso ;-))

      2. Giusi

        Tre pater, ave e gloria? Magari! A me è capitato di sentirmi dire: se se lo ricorda dica l’atto di dolore….. Ovviamente di penitenza neanche a parlarne….

  7. Antonia

    Rispondendo a una domanda di mia figlia (dieci anni) sulla politica, dicevo ieri tra l’altro che sono fermamente contraria all’approvazione di una legge che consenta alle coppie omosessuali di adottare figli e lei ha commentato “certo, poveri bambini, che sfortunati sarebbero!!!”. Forse ai più piccoli è dato di comprendere l’evidenza…

  8. SilviaB

    Interessante constatare che i “sacerdoti” della natura (ecologisti, verdi, ecc.) si battono strenuamente per una cosa che non ha nulla di naturale: la famiglia omosessuale.

    Interessante il silenzio delle femministe su un mercato vergognoso sulla pelle delle donne (e di quei poveri bambini): ovodonazione, uteri in affitto, madri surrogate per dare un figlio a coppie di uomini (è un mercato assai fiorente in zone povere come l’India).

    Interessante che proprio chi ci accusa di indottrinamento dei nostri figli (noi la chiamiamo trasmissione della fede) usi questi mezzi subdoli attraverso la scuola per creare una mentalità per cui “tutto va bene per essere felici” dando un’idea falsissima sia di libertà che di felicità.

  9. lidiaB

    ma chi idea e chi finanzia operazioni del genere? qualcuno ha fatto delle indagini in merito? tanto per sapere quanto è esteso questo cancro
    vi ringrazio se avete delle notizie
    Lidia

  10. MeisterEckhart

    Eppure non è difficile da capire. Ipotizziamo che tutti gli esseri umani diventassero omosessuali in questo preciso momento: nel giro di una generazione l’intero genere umano si estinguerebbe per sempre. Questo è da considerarsi “normale”?

  11. Mentalista Darus

    questo articolo mi lascia alquanto perplesso. Ci si lamenta perchè viene proposto a dei bambini di non fare discriminazione di famiglie e quindi di bambini a seconda della loro composizione. Pare proprio la conferma che le religioni siano all’origine della gran parte delle guerre attualmente in giro per il mondo.
    Cosa vorrebbe l’autore dell’articolo (che tra l’altro noto ho incrociato casualmente piu’ volte sul web)?
    Che si dicesse ai bambini l’opposto? E che cioe’ devono distinguere le famiglie? E quindi chi da esse discende?
    Potrebbe essere la stessa logica con cui i bambini arabi della striscia di Gaza vengono educati ad odiare i loro omologhi ebrei perche’….perche’ sono ebrei, ed i figli degli ebrei ortodossi altrettanto verso gli arabi.
    Me lo vedo, un Gesu’ Cristo dire, i bambini vengano a me, tranne quelli provenienti da famiglie monosessuali ovvero non “normali” Mi sembra aberrante ma mi auguro di aver capito male io leggendo quanto sopra. Nel caso me ne scuso.

    1. Giusi

      Veramente Gesù ha detto un’altra cosa. Ha detto: chiunque scandalizzerà uno di questi piccoli è meglio che gli sia messa una macina al collo e venga gettato in mare!

      1. Mentalista Darus

        ah ecco, quindi siete pure per la pena di morte. Effettivamente lo stato vaticano l’ha abrogata formalente solo di recente.

        1. paolopugni

          Peraltro non ricordo di averlo incrociato nel web dato che utilizzando un nickname risulta difficile capire chi ci sia dietro.

    2. paolopugni

      vedo che è molto difficile riuscire a distinguere tra il concetto di rispetto della persona e affermazione della verità. sarà forte perché chi dice di praticare la tolleranza in realtà non riescec a farla questa distinzione? sarà perché poi sono gli stessi che insegnano l’odio per chi non la pensa come loro? Sarà che non riescono ad uscire da queste categorie di pensiero e quindi non ce la fanno proprio a capire che amare le persone non significa accettare il loro errore?
      Vogliamo buttarla in citazioni? Quante volte Gesù ha detto “va in pace e non peccare più”? Mi sembra chiaro il concetto. Non dice: continua pure a fare quello che vuoi. Neanche: lontano da me tu che sei peccatore.
      La nostra fede è quella dell’ et-et, molti credo sappiano ragionare solo con aut-aut. E mentre predicano la tolleranza, insegnano l’odio.

            1. aracne78

              Salve,
              volevo farle i complimenti per il suo spirito critico e la sua profonda intelligenza..sono sincera…per fortuna ci sono ancora persone come lei….

  12. Thalita

    No, non ci si lamenta perché “viene proposto a dei bambini di non fare discriminazione di famiglie”, ma perché si cerca di imporre ai bambini un’idea “sbagliata” di famiglia, perché si cerca di manipolare i bambini, perché si sta facendo di tutto per smantellare l’importanza e la serietà della famiglia padre-madre-figli.

  13. fish

    evidentemente non si capisce questa distinzione: nessuno qui direbbe mai di discriminare i figli, da qualunque tipo di famiglia essi provengano. si sta dicendo che il modo più normale, buono e sano (per i diretti coinvolti e per i figli) di formare una famiglia è quello che ci sia un padre, una madre e dei figli appunto. far passare per identiche delle famiglie con padre, amica del padre, madre,amico della madre, oppure padre-padre, madre-madre, o tutte le combinazioni che si vogliono, è una falsità e chiunque abbia un minimo di sincerità non può negarlo e non può negare la tremenda difficoltà di figli che crescono in simili situazioni. ed è sbagliato inculcare questa menzogna indolcita ai bambini con il mezzo simpatico-subdolo del fumetto dei teneri pinguini. la realtà è diversa e non si può semplificarla e banalizzarla in questo modo. anche perchè poi anche questi bambini si dovranno scontrare con la verità delle cose e se non li prepariamo con l’educazione non sapranno reggere l’impatto nè affrontare le cose. non si tratta insegnare a discriminare, si tratta di non mentire. e la verità non è discriminatoria perchè nessuno qui sta insultando le persone. la verità bisogna dirla proprio per il bene di tutti, del prossimo. è per il bene che ci si corregge, è per il bene che si riafferma la verità.
    per il resto sulla questione degli omosessuali l’articolo comparso pochi giorni fa sul blog e alcuni dei commenti, mi sembra siano molto chiarificatori di quale verità si sta sostenendo (quindi a chi interessa lo legga).

  14. ashantyr

    Scusate, ma voi vorreste impedire che i bambini vengano portati a vedere certi spettacoli per via del fatto che “la Verità è una”.
    Ok.
    Per voi.
    Io sono atea, se volessi portare un bambino a vedere tale rappresentazione, perchè mi dovrebbe essere impedito? La vostra “verità” non è la mia, così come non è quella di chi non è cattolico… Non siamo in uno stato cattolico, l’Italia è un paese laico (per fortuna). Una volta pure i figli dei divorziati erano discriminati, poi per fortuna la mentalità è cambiata.
    Io capisco che voi, in quanto appartenenti a una religione, non approviate queste cose, ma perché dovreste imporre il vostro credo anche a chi non lo condivide affatto?

    1. @ashantyr, parlo a livello personale.

      Sostenendo un sola verità che ritengo valida per ogni uomo e per ogni tempo (una verità salvifica), non posso che dolermi per il propagandare non tanto “altre verità”, ma quelle che ritengo vere stortute della verità… penso sia comprensibile.

      Detto questo il mio intendimento e le mia pretesa sulla questione in oggetto, non è che nessuno vada a tali rappresentazioni o simili (addirittura per esplicito divieto), ma che AI MIEI FIGLI, non siano presentate falsità (mettici pure quelle che io ritengo essere ecc) per di più in modo subdolo e surrettizio. PUNTO.

      Penso di poterlo pretendere… o no?

  15. beh, ma allora io, da atea, potrei pretendere che i miei figli non possano vedere o partecipare alle recite di Natale che rappresentano la natività… se fossi creazionista potrei pretendere che ai miei figli non venisse insegnata la teoria dell’evoluzione darwiniana a scuola… se fossi razzista potrei non volere che ai miei figli fosse insegnato il messaggio di Martin Luther King… Se fossi nazista potrei volere che ai miei figli non fosse dato da leggere il diario di Anna Frank… Non è meglio che i bambini vengano messi davanti a tutte le possibilità a scuola, e che, se voi non le condividete, spiegate loro la vostra visione delle cose una volta tornati a casa?

    1. Al di là del fatto che tu metta sullo stesso piano l’essere atea e una recita di Natale, con l’essere nazista e il diario di Anna Frank (?), avresti certo il diritto di non far partecipare i tuoi figli ad una recita di Natale… chi te lo nega? Diverso, come pretendono taluni, che per uno due figli la recita – laddove si è sempre fatta – venga abolita (ti prego di osservare che io non ho scritto che la rappresentazione teatrale da cui è nato il confronto, doveva essere abolita).

      Quanto al “vengano messi davanti a tutte le possibilità… ecc, ecc” mi dispiace no, non concordo proprio. Per usare i tuoi stesi paragoni, perché dovrei lasciargli vedere uno spettacolo che esalta il genocidio degli ebrei per spiegargli “dopo”, ecc ecc. Tu lo faresti?
      Per di più, permettimi, è un discorso piuttosto superficiale. Non occorre avere una laurea in psicologia per sapere che – soprattutto nella mente di un fanciullo – incidono molto più immagini, rappresentazioni e quant’altro di simile, che non tanti anche ottimi discorsi che si possano fare a posteriori.
      Sempre ammesso e non concesso, che tu dello spettacolo/altro, venga a conoscenza subito dopo che sia avvenuto, perché i figli potrebbero anche non parlartene affatto o non subito.
      Se poi tu ne fossi messa a conoscenza dei contenuti prima (come sarebbe sacrosanto) e facessi un discorso preventivo, “guarda vedrai questo e quello, ma le cose che vedrai non sono cose buone e belle o vere o del tutto vere” (frase esemplificativa terra-terra), potresti sentirti rispondere da un figlio nella sua beata innocenza: “Ma allora mamma perché me le fai vedere?”

  16. Ester

    ashantyr, non so quanti anni tu abbia, io moltissimi. Non so dove tu abbia appreso che i figli dei divorziati “una volta” (ma quando?) venivano discriminati. Per la verità erano loro, poveri bambini, che si sentivano diversi e trattavano noi in modo violento. Sai quanti pugni ho preso da due compagne figlie di separati? Correvano gli anni cinquanta.

    Perché “una volta” le separazioni le facevano solo i ricchi e non perché fossero infelici, ma perché erano viziati dalla loro ricchezza. Quindi erano un’esigua minoranza e immagina come vivevano i loro figli. A noi facevano solo tristezza e vedendoli infelici cercavamo di aiutarli, ma ci rifiutavano, o così ci sembrava dai loro comportamenti.

    Voi giovani, per favore, non parlate per sentito dire! Citate tanti di quei “una volta” che avete riinventato la verità sociale da prima della seconda guerra mondiale ad oggi, cioé tutta quella precedente alla rivoluzione sessantottina.

    Se ti dico che “una volta” si viveva contenti, la gente per la strada sorrideva e faceva battute di spirito, che anche se c’era poco nelle famiglie c’era la serenità e l’armonia? Domanda a chi vuoi in qualsiasi città d’Italia che abbia dai sessant’anni in su.

    Secondo. Come fai a paragonare il Natale al nazismo, all’evoluzionismo, etc.? Se hai delle idee, o ideologie che siano, le avrai ben approfondite, studiate, meditate, confrontate, insomma avrai un tuo concetto di bene e di male o di ininfluente.

    Se tutti i genitori, in barba ai decreti delegati del ’75 (se non sbaglio la data) che gliene dà il potere non fanno sentire la loro voce e lasciano che a scuola passi tutto e il contrario di tutto, a qualsiasi età, senza dibattito di confronto e senza il preventivo coinvolgimento delle famiglie, avremo generazioni di adulti senza riferimenti, senza coscienza, senza idee, costruiremo cioé tanti prototipi di “uomo qualunque”, ovvero dei robot manipolabili. Che è esattamente lo scopo che si vuole perseguire.

    1. Giusi

      Confermo. Mia mamma che ha 80 anni mi racconta sempre che erano felici. Erano tanti figli, gli uomini in guerra, il papà morì prematuramente ma si viveva in grazia di Dio e ci si divertiva con poco. Io ricordo mia nonna materna che qualsiasi cosa facesse diceva: con l’aiuto di Dio. Per es.: ho stirato con l’aiuto sempre di Dio. L’uomo d’oggi pensa di essere solo, non si rapporta più a Dio e invece non è così: l’ho sperimentato un sacco di volte. Padre Pietro dice sempre che ognuno di noi per Dio è come fosse figlio unico. Dio si occupa proprio delle nostre misere cose quotidiane, basta chiederglielo. E’ lì, solo, abbandonato, sotto le specie del pane nei tabernacoli. Se si entrasse in Chiesa a fargli compagnia, a parlare con Lui come con un amico si sperimenterebbe la sua infinita misericordia. Che provino quelli che non l’hanno mai fatto, non costa niente.

  17. Marghe

    Il dibattito è interessante ma è il punto di partenza che non funziona, la scuola pubblica è un’istituzione dello stato ed è un problema e un’anomalia e lo sarà ancora di più in futuro il fatto che in Italia sia strettamente legata alla religione cattolica, una sola fra quelle rappresentate nel nostro paese. Il punto di vista di una persona cattolica e credente sull’omosessualità ma anche sull’aborto e su altri temi non sarà mai lo stesso di un laico. E’ giusto che genitori cattolici insegnino il loro credo ai loro figli ma non vorrei che la scuola pubblica insegnasse ai miei figli che riceveranno una educazione di tipo diverso i principi cattolici sull’omosessualità e simili temi delicati, che io non condivido. Quindi capisco l’irritazione nel vedere insegnati dei principi che non si condividono ma proprio per questo auspico che la scuola possa insegnare l’etica di condivisione sociale e rispetto della diversità. La scuola, lo stato, le leggi devono insegnare che le differenze tra le persone vanno accettate rispettate e che va difesa una società civile con tutte le sfaccettature e con regole di convivenza che vanno prese molto seriamente. Invito i cattolici a non pensare che tutti siano tenuti a pensarla come loro e a fare un passo nella direzione delle idee e posizioni diverse dalle proprie nei contesti pubblici e statali. Capisco che possa essere difficile ma temo che sarete prima o poi costretti ad accettare la realtà di un Italia che è cattolica solo più in piccola parte e che non può nelle istituzioni pubbliche espressione solo di una parte della società civile. Se i cattolici fossero una minoranza sareste voi a lottare per sensibilizzare la società non a pensarla come voi ma a tollerare con apertura le idee “diverse” di cui sareste portatori.

    1. @Marghe, il fatto che ancora “qualcosa” (la scuola non direi proprio…) in Italia sia legata alla religione cattolica, non dovrebbe né essere un problema, né un’anomalia, perché è semplicemente Storia. Storia d’Italia come storia della stessa Europa.
      Il fatto che non si riconosca la Storia ma anzi la si misconosca, questa si è un’anomalia.
      Non saper riconoscere le proprie radici profonde “è un problema e un’anomalia e lo sarà ancora di più in futuro”, per usare le sue parole.

      Quanto al resto, la scuola può anche insegnare l’etica della condivisione sociale e del rispetto, ben venga, ma non può insegnare la Morale e ancor meno la morale nell’ambito della sessualità.
      E’ un compito che spetta ai genitori (che troppo spesso su questo tema preferiscono abdicare…) e come genitore cattolico, non intendo lasciare ad altri il compito, né che altri con una morale diversa, se ne arroghino il diritto.

  18. ilaria

    ma il punto è proprio questo: insegnare ai propri figli che la Morale è quella cattolica è altrettanto sbagliato; e anche il fatto che il cattolicesimo sia storia indica che vada insegnato, appunto, come tanti fatti storici, uno come tanti altri. La schiavitù un tempo era cosa comune e accettata, non per questo adesso qualcuno potrebbe mai volerla ripristinare. La donna era considerata inferiore, tanto da non poter nemmeno votare: era una cosa normale, accettata dai più… ma per fortuna adesso è solo storia. Voi pensate che il cattolicesimo sia il Bene, e per questo vada accettato come credo universale per tutto il Paese… ma questo è per voi. Ho letto gli articoli riguardo alla visione della Miriano sulla “sottomissione della donna”, e per me sono aberranti. Quel che per voi è una cosa saggia e bella, in quanto scritta nel Vangelo, per me è inconcepibile, (per me e per tantissime altre persone che l’han letto e sono inorridite) e così per, ormai, la maggior parte degli italiani. Per questo anche Marghe giustamente diceva che è giusto sostenere l’accettazione della diversità: e così come non si può paragonare il Natale al nazismo, così allora posso dire che due uomini che si amano e vogliono condividere la loro vita esprimono una scelta D’AMORE. Si parla di AMORE, di sentimenti, caspita, cosa c’è di più bello di due persone che vogliono condividere la vita?? Dico, la Chiesa permette che si celebrino matrimoni tra uomini di 70 anni e donne di 20 (che guarda caso si sposano sempre con anziani ricchi), ma trovo molto più aberrante un’unione eterosessuale di questo genere che una unione omosessuale che nasce per amore…
    inoltre vorrei farvi leggere questo articolo:
    http://appost.it/una-bambina-con-due-papa-gay-scrive-a-obama-lui-risponde-cosi-foto/
    la bambina non è triste perchè i suoi papà sono gay (anzi, le danno tanto amore), ma perchè i bambini ignoranti la prendono in giro. Immaginiamo una generazione in cui i bambini accettino la diversità: la bimba vivrebbe tranquilla, con una famiglia che la ama (molto meglio, direi, che vivere in un orfanotrofio o in una comunità per bimbi senza genitori – e io ci ho lavorato, quindi SO che una famiglia, anche se gay, sarebbe meglio), e starebbe tranquilla a giocare con gli altri bimbi.

    Per quanto riguarda invece i “tempi migliori”: Sud Italia, mentalità bigotta e arretrata, guai se i ragazzi uscivano da soli perchè “magari potevano fare le cosacce”… i fidanzati stavano sempre insieme ai parenti che li seguivano; non avevano modo di conoscersi davvero, e dopo poca frequentazione si sposavano, spinti dai genitori… morale? matrimoni orrendi (i miei prozii sono ancora in vita, e sono persone che stanno assieme per “abitudine”). Mia nonna, scappata per sposarsi con l’uomo che amava, che mi ha detto invece? “una volta si dovevano fare le cose in quel modo e non si poteva fare nulla se non eri sposato…adesso posso solo consigliarti di fare quello che vuoi se vuoi bene al tuo fidanzato, non fare come si faceva una volta! se potessi tornare indietro cambierei molte cose!!!”
    e comunque: si stava meglio? ecco un esempio di storia di due anziani gay: i gay sono sempre esistiti, ma dovevano nascondersi, vergognarsi… adesso FINALMENTE un po’ di giustizia anche per loro!
    http://nonsologay.blogspot.it/2007/10/vecchi-gay-essere-gay-negli-anni-4050.html
    http://nonsologay.blogspot.it/search/label/essere%20gay%20negli%20anni%2040%2F50

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