Riportare in vita il padre per difendere i figli

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di Silvana De Mari

Oggi ci fermiamo un attimo e parliamo di leonesse. E quindi di leoni.
Ho già accennato che sto per fondare la brigata “due più due fa quattro”, dove combatteremo fino alla morte per difendere l’ovvio. Il mio post dove spiegavo l’assoluta differenza e complementarità tra maschi e femmine, è rimbalzato sul web, raccogliendo numerosi commenti. Rispondo a uno dei più buffi:”le leonesse, che sono femmine, sono vere combattenti”.

Le leonesse non sono combattenti: le leonesse sono semplicemente carnivore. Una leonessa, in quanto femmina, ha la competitività e l’aggressività molto basse. Se voi vi trovate davanti a una leonessa, la leonessa vi sbrana, ma voi, come il vostro cagnolino che le ha fatto da aperitivo, come la gazzella tanto carina, come lo gnu neonato, non siete qualcuno con cui compete: voi siete pappa. Una dolcissima leonessa vi sbrana senza per questo essere aggressiva, esattamente come la mia dolcissima nonna andava a tirare il collo a una gallina tutte le volte che uno dei suoi figli aveva il raffreddore (o qualsiasi altra patologia nota) e bisognava fare il brodo di pollo per curarlo (il brodo di pollo cura tutto).

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Chi colma il cuore della donna

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di Costanza Miriano

Quando lessi la prima volta la Mulieris Dignitatem credo proprio che non ne capii praticamente nulla, nella sostanza: avevo diciassette anni, e idee tutte strampalate su come dovessero essere maschi e femmine, sul matrimonio, su una malintesa parità tra i sessi. Mi sembravano belle parole, ma destinate a rimanere su carta.

Dieci anni dopo l’enciclica mi sono sposata, e i successivi anni li ho passati praticamente a cercare di comprenderla. Piano piano, con il tempo, le parole del Santo Padre si stanno traducendo in carne, si sono incarnate nella storia della nostra coppia, hanno dato un nome a ciò che vivevo e anche in parte soffrivo.

Credo che in amore si soffra quando si dimentica che “C’è un paradosso nell’esperienza dell’amore: due bisogni infiniti di essere amati si incontrano con due fragili e limitate capacità di amare”. (R.M:Rilke) “Solo nell’orizzonte di un amore più grande è possibile non consumarsi nella pretesa reciproca e non rassegnarsi, ma camminare insieme verso un Destino di cui l’altro è segno”. (C:S:Lewis) Continua a leggere “Chi colma il cuore della donna”

Le donne nella Chiesa sono il vento

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di Costanza Miriano   articolo già pubblicato su Il Foglio e sul blog nel dicembre 2013 

Non che corra il rischio, per carità, ma sono ben contenta di non essere Papa (sono già rappresentante di classe). Mi troverei subito a dover affrontare la questione delle donne nella Chiesa, e non saprei davvero da che parte cominciare. Perché si può costruire un albero, si può tessere la stoffa per la vela e montarla, ma non si può programmare il vento. L’uomo nella vita della Chiesa è la struttura, è l’albero. A volte è così forte che è anche il motore, ma il vento sono le donne. Nella dinamica trinitaria di cui l’uomo, maschio e femmina, è immagine e somiglianza, se l’uomo è Gesù Cristo, è la donna che come lo Spirito Santo dà la vita. Ma lo Spirito, il vento, come possono essere scritti in un organigramma? Come si può dare un posto al vento? Continua a leggere “Le donne nella Chiesa sono il vento”

Perché è diventato più semplice spiegare che l’uomo discende dalla scimmia piuttosto che un figlio da un uomo e una donna

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Maerten Van Heemskerck (1498-1574)

di Nicoletta Tiliacos per Il Foglio

Che cos’è una famiglia? Dalla risposta che daremo a questa domanda dipende il futuro dell’umano e dell’umanità. E’ questo il senso del libro del filosofo francese Fabrice Hadjadj, che in “Qu’est-ce qu’une famille? Suivi de ‘La Transcendance en culottes’ et autres propos ultra-sexistes” (Salvator) ha raccolto, ampliati, i suoi interventi pubblici più importanti dell’ultimo anno sui temi della famiglia, della filiazione, dei loro rapporti con la tecnoscienza. Nato a Nanterre nel 1971, sposato con l’attrice Siffreine Michel, con la quale ha avuto sei figli (undici anni la più grande, due il più piccolo), Hadjadj è figlio di ebrei tunisini. Dopo una giovinezza che egli stesso definisce “atea e anarchica”, a ventisette anni si è convertito al cattolicesimo, e ora dirige l’istituto europeo di studi Philanthropos di Friburgo, in Svizzera, fondato dieci anni fa con lo scopo di studiare e far conoscere l’antropologia cristiana. Ed è rimarchevole e visibile in tutta l’opera di Hadjadj – ricordiamo, tradotto in italiano, “Mistica della carne. La profondità dei sessi”, Medusa – la presenza di entrambe le radici, ebraica e cristiana. Continua a leggere “Perché è diventato più semplice spiegare che l’uomo discende dalla scimmia piuttosto che un figlio da un uomo e una donna”

L’uomo impara la donna, la donna impara l’uomo

 

 

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Il fidanzamento è un lavoro, partecipe e condiviso, non un’emozione incantata, una felicità spensierata – ha detto oggi il Papa parlando del fidanzamento all’udienza generale. E’ un tempo in cui l’uomo impara la donna, questa donna; la donna l’uomo. L’alleanza d’amore tra l’uomo e la donna è un lavoro artigianale, che richiede tempo e cura, perché fare di due vite una sola è quasi un miracolo, e forse su questo le nostre coordinate sentimentali sono andate un po’ in confusione: occorre la volontà di custodire insieme qualcosa che mai dovrà essere comprato o venduto, tradito o abbandonato, per quanto allettante possa essere l’offerta. continua a leggere su

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Maschio e femmina li creò

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Papa Francesco  UDIENZA GENERALE, 22 aprile 2015

[…] Il Signore, dopo aver creato il cielo e la terra, «plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente». E’ il culmine della creazione. Ma manca qualcosa: poi Dio pone l’uomo in un bellissimo giardino perché lo coltivi e lo custodisca.

Lo Spirito Santo, che ha ispirato tutta la Bibbia, suggerisce per un momento l’immagine dell’uomo solo – gli manca qualcosa -, senza la donna. E suggerisce il pensiero di Dio, quasi il sentimento di Dio che lo guarda, che osserva Adamo solo nel giardino: è libero, è signore,… ma è solo. E Dio vede che questo «non è bene»: è come una mancanza di comunione, gli manca una comunione, una mancanza di pienezza. «Non è bene» – dice Dio – e aggiunge: «voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Continua a leggere “Maschio e femmina li creò”

Elogio della differenza

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di Cristina Righi
Spesso molte cose accadono senza che tu ne comprendi la differenza, quella che cambia il significato delle cose, quella differenza secondo cui quello che un domani sarà è completamente distinto da ciò che ora è. La capacità di capirne la differenza è una consapevolezza sacra!
Succede infatti di vivere degli eventi importantissimi della propria vita come se fossero la stessa medesima cosa, come se addirittura i termini di significato così diversi diventassero improvvisamente sinonimi. Tutto origina da questa omonimia menzognera delle parole e degli accadimenti. Continua a leggere “Elogio della differenza”