La confessione, il tema del quarto capitolo del Monastero Wi-Fi

di Costanza Miriano

Quando Gesù rimette i peccati al paralitico di Cafarnao, la gente intorno ride di lui. È una cosa troppo enorme rimettere i peccati, gli dicono. Non ci crediamo. E allora, per convincerli che lui ha il potere di fare tutto, il Signore guarisce il paralitico. Noi forse – io di sicuro – abbiamo perso lo stupore di fronte a questa cosa. Abbiamo lasciato che duemila anni lasciassero sul nostro cuore uno spesso strato di polvere anestetizzaznte, ma se davvero ci fermiamo a pensare un po’, la confessione è una cosa incredibile. Ed è stata istituita da Gesù, appena risorto, come prima azione. Cioè: Dio fatto uomo, morto, è risorto, che già è una cosa che la testa ti si incarta, e la prima cosa che ha fatto è stata quella di dare il potere di rimettere i peccati. Una cosa da far girare la testa.

Invece spesso si fa (SE si fa, e mi dicono che si fa sempre di meno) come un dovere, una rottura di scatole, qualcosa su cui investire il minimo sforzo possibile (che poi io, per dire, ho una mappa dei sacerdoti più sordi di Roma, e anche una lista di anziani rimbambiti, e qualche orientale a cui hanno asportato il sistema nervoso). Insomma, ti offrono uno scrigno pieno di gioielli, e tu pensi che ti stiano fregando, e non accetti. O se accetti, lo fai controvoglia, cercando di prendere il meno possibile.

Confessarsi al minimo, però, è come avere a disposizione il guardaroba di Anna Wintour e andare a scegliere i vestiti al mercatino dell’usato (volevo dire “è come avere una Ferrari e andare a venti all’ora”, ma mi pareva meno uno spreco).

Ho visto delle vite cambiare, persone uscite trasfigurate da certi confessionali, dove sacerdoti illuminati avevano fatto la diagnosi – la confessione fatta seriamente ti dice a che punto stai – agito con il bisturi e asportato i tessuti malati. Perché se tu consegni a Dio il tuo passato, lui diventa il tuo avvocato, e quando l’accusatore ricomincerà a ricordartelo, lui ti difenderà: il tuo peccato diventa affar suo, e tu puoi andare in giro a testa alta, qualunque cosa tu abbia fatto, perché sei il figlio del Re.

L’unico modo per nascondere i peccati è dirli tutti a Lui, perché se li prende su di sé, e allora non ci sono più. Invece il mondo non se li dimentica mai i tuoi peccati: il mondo permette tutto ma non perdona nulla, la Chiesa non permette tutto, ma perdonare sì, perdona tutto.

Cosa è il peccato, cosa è la ferita originale che ci riguarda tutti, come ci si confessa (non raccontando i peccati degli altri, purtroppo), quali sono i nomi e le parti della confessione, come ci si prepara, come si ripara dopo, cosa è la confessione generale, come Dio agisce sull’anima del penitente, come certe confessioni hanno segnato delle svolte: su questi e molti altri argomenti otto sacerdoti – uno meglio dell’altro, e tutti molto diversi fra di loro – ci aiuteranno a ragionare al Quarto capitolo generale del Monastero wi-fi, che sarà il 24 settembre a san Pietro, sempre all’altare della confessione, sulla tomba di Pietro, che mi gira la testa solo a pensarci.

Siccome non sappiamo ancora se avremo un tetto di presenze – dipende anche dall’andamento del virus – e per organizzarci al meglio, vi chiediamo di accelerare le iscrizioni, e di spargere la voce tra gli amici finché siamo ancora in tempo. Sarà una giornata di catechesi e preghiera, a grandi linee dalle 9.45 alle 17 (con ingresso molto prima, e lodi per chi abita vicino, o comunque dorme a Roma), con al centro la messa, e nel mezzo il rosario, alla fine l’adorazione. Contiamo anche di fare un momento di saluto caciarone fuori dalla chiesa, al termine, per chi può fermarsi (perché pare che in san Pietro non si possa saltellare urlando e abbracciandosi, al grido di “non ci posso credere ma che bello vederti sei bellissima”, almeno così ci hanno fatto capire l’anno scorso le guardie svizzere…) Al più presto vi faremo avere il programma dettagliato con tutti gli orari delle singole catechesi. Si può venire anche solo per la messa, o per una parte della giornata. L’importante è iscriversi QUI , e ricordate che non arriva nessuna mail di conferma: si compila il modulo e siete iscritti. Arriverà una mail qualche giorno prima con tutte le informazioni e il materiale da stampare. Può anche succedere in un caso su cento che ci sia qualche intoppo, allora se non ricevete la mail scriveteci qualche giorno prima. Se eravate già iscritti ma con intoppo, entrerete comunque. Vi ricordiamo anche di disdire, nel caso non possiate più venire, per non togliere inutilmente il posto a qualcun altro. Cercheremo anche questa volta di registrare, per chi non può venire o per chi poi vorrà riascoltare, perché si perde sempre un pezzetto, lì per lì (c’è anche chi organizza per mesi e aspetta con ansia quel giorno, poi si addormenta in prima fila, per dire).

Come sempre è tutto gratuito, ma se qualcuno volesse dare una mano a una persona che si trova in difficoltà a pagare i biglietti per venire, come è successo le altre volte, oppure volesse fare un’offerta, ricordando che ciò che non serve a coprire le spese vive va ovviamente ai poveri, c’è il nostro Iban, che è cambiato: IT70C0303201400010000709065, intestato a monastero wifi. Le due regole che abbiamo messo all’inizio (“non ci sono protagonisti o leader, non diciamo niente di nuovo ma vogliamo aiutare gli amici a conoscere meglio la Chiesa e amarla di più”, e “le casse devono essere vuote”) rimangono sempre valide.

Infine, consigliamo di lasciare i bambini a casa, perché san Pietro non ha esattamente dei locali parrocchiali da prestarci per intrattenere i piccoli: in ogni caso per chi non sapesse come organizzarsi, forniremo un elenco di baby sitter da contattare direttamente.

Per iscriversi    https://forms.gle/HDfUgQZwyU9VeJHG9

5 pensieri su “La confessione, il tema del quarto capitolo del Monastero Wi-Fi

  1. Il nome che preferisco dare a questo Sacramento è della Riconciliazione, nel quale la confessione (dei propri peccati) è solo un parte.

    Il CCC ci illumina anche solo partendo dai possibili “nomi”:

    Come viene chiamato questo sacramento?

    1423 È chiamato sacramento della Conversione poiché realizza sacramentalmente l’appello di Gesù alla conversione,4 il cammino di ritorno al Padre5 da cui ci si è allontanati con il peccato.

    È chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.

    1424 È chiamato sacramento della Confessione poiché l’accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento. In un senso profondo esso è anche una « confessione », riconoscimento e lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l’uomo peccatore.

    È chiamato sacramento del Perdono poiché, attraverso l’assoluzione sacramentale del sacerdote, Dio accorda al penitente « il perdono e la pace ».6

    È chiamato sacramento della Riconciliazione perché dona al peccatore l’amore di Dio che riconcilia: « Lasciatevi riconciliare con Dio » (2 Cor 5,20). Colui che vive dell’amore misericordioso di Dio è pronto a rispondere all’invito del Signore: « Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello » (Mt 5,24).

    Di fatto per me è stato sempre con la scoperta da adulto e una vita precedente da peccatore convinto, l’esperienza dell’amore gratuito di Dio, l’esperienza concreta del sacrificio di Cristo e della Sua Misericordia riversata nel mio cuore, sino alle lacrime.

    È profondamente vero che è un Sacramento di “rigenerazione”, da cui si esce profondamente rinnovati, nuovo Battesimo.

    Senza parlare degli aspetti comunitari che spesso non consideriamo ritenendolo un qualcosa di “personale” e “privato”… difficilmente si medita su quanto il nostro peccato lede la Chiesa Comunità il nostro essere corpo mistico.
    Si parla spesso di quanto questo Sacramento sia “in crisi”, senza rendersi conto quando da questo dipenda la crisi di fede di cui tutti ci si lamenta.

  2. Prov

    Ormai ho capito da tempo che l’unico regalo che possiamo fare al Signore, l’unica cosa che non sia già sua – come l’Amore che è Lui stesso – l’unica cosa che Lui non ha creato, l’unica che mai è stata penseta dalla S.S. Trinità, l’unica che è solo ed esclusivamente “roba mia” e farina del mio sacco, pensata da me, creata da me, realizzata da me, unica ma – purtroppo – ripetibilissima è… il mio peccato.
    Si, il mio peccato è il dono unico e prezioso che posso dare al Signore, sicuro che quello, Lui, pur conoscendolo, non lo ha.
    Felix culpa…
    Il Sacramento della Riconciliazione… a trovarlo un Sacramento, un dono visibile che è immagine di una invisibile che sia meno che meravigliosa e fondamentale per la vita di ogni uomo… ma la Confessione, volendo dirlo, è immensa!
    E per questo sottovalutata, non sorprende…

  3. Pingback: La confessione, il tema del quarto capitolo del Monastero Wi-Fi | Sopra La Notizia

I commenti sono chiusi.