Di cosa parliamo quando parliamo di diritti civili

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

“Niente muri sulle unioni gay, la questione è come riconoscerle”. Secondo il Corriere della Sera don Julian Carron ha detto queste parole, o qualcosa di fondamentalmente sovrapponibile. Ora, a parte i titoli forzati, a parte che questa come ha sottolineato Luigi Amicone su Tempi non è in nessun modo un’apertura al ddl Cirinnà (la quale effettivamente va molto oltre un “qualche riconoscimento”, equipara sostanzialmente le unioni al matrimonio e legittima la pratica dell’utero in affitto all’estero accettandone gli effetti in Italia), a parte tutto questo, dicevo, rimane il fatto del riconoscimento delle unioni. Cosa va riconosciuto, e perché, secondo un sacerdote della Chiesa Cattolica, il quale non può certo dimenticare che è la fede a dover giudicare il mondo, e non il contrario?

Giudicare, sì, non è una parolaccia ma un dovere altissimo, se si intende non giudicare gli individui ma il mondo, in questo caso una legge, alto dovere politico. Giudicare facendo bene attenzione a non farsi fagocitare da quelle che Benedetto XVI definiva “le nuove (solo pochi anni fa erano nuove, n.d.r.) potenti correnti culturali che non solo sono direttamente opposte a vari insegnamenti morali centrali della tradizione giudaico-cristiana, ma anche sempre più ostili al cristianesimo in quanto tale”. In questo senso io non ho niente contro i muri, anzi, alcuni di questi li benedico, perché mi custodiscono e mi orientano. Perché penso che il cristianesimo sia l’unica proposta di felicità possibile per l’uomo. Facciamo muro contro l’aborto, la violenza, lo smercio di organi di bambini, tanto per dire le prime cose che mi vengono in mente, e non c’è niente di brutto nell’avere certi muri: sono tendenzialmente a favore di muri e confini, a patto che abbiano le porte.

JULIAN CARRON

JULIAN CARRON

Cosa vuol dire “riconoscere le unioni omosessuali”? È evidente che la richiesta di riconoscimenti alle coppie omosessuali (e già dire gay significa essersi piegati a una sudditanza culturale) non c’entra niente con l’amore e l’affetto oppure la disistima e l’antipatia verso le persone che magari conosciamo direttamente, e che ci piacciono o meno non in base ai loro gusti sessuali o affettivi, ma per come sono, cosa pensano, come si comportano. Persone, appunto, non esseri monodimensionali, determinate dal sesso (se qualcuno mi definisce come eterosessuale io lo trovo offensivo: io non sono determinata dal fatto che mi piacciono gli uomini, ma casomai dal fatto che sono sposata, con uno).

Riconoscere a livello sociale, legislativo, giuridico una certa entità significa affermare che è qualcosa che ha una valenza sul piano pubblico. Ecco, io non credo che tutte le azioni o gli orientamenti privati vadano riconosciuti pubblicamente. Non solo non è necessario, ma io ne avrei orrore, la troverei una cosa inquietante, opprimente. L’amore per una persona non deve avere il sigillo pubblico: non è una cosa che riguarda la collettività, e sarebbe inquietante se lo fosse. Io non voglio che lo Stato entri nei miei sentimenti, mai, in nessun modo. Questa valenza pubblica ce l‘hanno solo le nostre azioni private che hanno ricadute sul bene – o sul male – comune: i nostri sentimenti li abbiamo voluti mettere nelle mani di Dio, io e mio marito, mentre allo Stato abbiamo chiesto un riconoscimento come famiglia – cioè un uomo e una donna disponibili ad accogliere la vita, se arriva – per tutelare i nostri figli (sul tipo di tutela ci sarebbe da dire…), perché è giusto che quello che va a costruire il bene comune sia tutelato. Costruisce il bene comune, per esempio, prendere in custodia nuovi cittadini, nuovi costruttori di cosa collettiva, nuovi pagatori di tasse, nuovi elettori, nuovi pagatori di contributi. Non abbiamo chiesto allo stato che benedicesse il nostro volerci bene, quella è una cosa fra noi e Dio, e nessun altro, tanto meno un giudice, un tribunale, un funzionario del comune, un sindaco. Perché allora, se il punto è l’affetto, non si dovrebbe riconoscere l’unione tra due cugini o due amici o uno zio e un nipote che decidono di vivere insieme, intestandosi la pensione di reversibilità (nel caso di due amici che si fa, si controlla se vanno anche a letto insieme, allora la pensione sì, sennò se sono solo amici no?).

Ma cerchiamo di andare sul concreto. Pino e Nino (o Pina e Nina) si vogliono bene. Vogliono avere una relazione stabile e duratura, fedele ed esclusiva. Vogliono comprare una casa insieme, intestarsela, registrarsi come conviventi, pagarla insieme e dividere le spese come si fa tra due che si amano, cioè senza stare a guardare chi mette di più, o chi fa di più per il bene di tutti e due. Se uno dei due sta male vogliono potersi andare a trovare reciprocamente in ospedale, se uno dei due dovesse finire in carcere vogliono avere il diritto di farsi visita, se uno dei due fosse collaboratore di giustizia o avesse bisogno di una speciale protezione da parte delle forze dell’ordine vogliono che anche l’altro, se necessario, venga tutelato. Pino e Nino queste cose già le possono fare, qui in Italia, oggi. Tutti questi diritti e anche molti altri lo Stato già li riconosce ai conviventi, cioè alle persone che stanno insieme in modo protratto nel tempo, indipendentemente dal sesso. Nessuno questi li mette in discussione: sono diritti individuali e non dell’unione in quanto tale. “Non fare muro sulle unioni gay”, dice Carron. Il muro lo farebbe chi cominciasse a protestare per questo tipo di diritti. Fare muro sarebbe impedire alle persone la propria libertà di amare chi e come vogliono, per il tempo che vogliono e nei modi che vogliono. Non credo che nessuno di noi, almeno parlo per me, si sognerebbe mai di fare una cosa del genere, cioè di intromettersi nel diritto privato delle persone. Nella loro affettività e sessualità.

Diverso è il discorso della Chiesa, che, maestra di umanità, invece in questi temi deve entrare, continuando a dire all’uomo che sia interessato ad ascoltarla – “chi vuol venire dietro a me”, e sottolineo “chi vuole” – qual è il suo vero bene, secondo il disegno di Dio sull’umanità. Questo la Chiesa deve continuare a dirlo, disarmata, certo, come la bellezza di cui parla Carron, ma sempre annunciando la vera bellezza all’uomo, cioè il disegno di Dio su di lui (o pensiamo che ci sia un’altra bellezza possibile?). Per inciso, invidio molto quelli che dicono di annunciare il Vangelo solo con la loro bellezza, io personalmente da quel punto di vista mi sento abbastanza brutta, certo non tanto bella da fermare le leggi col mio fulgore.

La Chiesa dunque ha il dovere e il diritto di parlare, ma solo a quelli che liberamente decidono di ascoltarla perché sono convinti che da lì passi la salvezza: ha quindi il diritto di dire la sua all’uomo sul matrimonio, sulla vita, sulla gestione dei soldi, dell’ambiente, sul rapporto con i poveri, con chi viene da paesi lontani, su qualsiasi tema sul quale l’uomo è chiamato a fare delle scelte. Lo Stato invece non deve assolutamente mettere bocca sull’affettività e sulla sessualità degli individui, cioè di persone adulte e libere. Credo che questa sia la vera laicità.

Io non vorrei mai che lo Stato dicesse la sua sui miei sentimenti, sulle mie passioni, su ciò che è solo mio, di mio marito, dei nostri figli. In sintesi, il matrimonio è riconosciuto solo per tutelare la eventuale discendenza, e siccome due persone dello stesso sesso una discendenza non ce l’hanno, una volta riconosciuti i diritti sacrosanti che hanno come individui, il discorso è chiuso.

Ma cosa vogliono davvero quelli che dicono di volere così tanto il matrimonio? In Francia dopo la Taubira le mariage pour tous è stato un flop, pochissimi i matrimoni registrati. Diciamo la verità, quello che qui è in gioco non sono i diritti, che già ci sono, ma il riconoscimento, lo sdoganamento, l’approvazione collettiva (e su questo molti omosessuali non concordano, anzi rivendicano orgogliosi il loro diritto alla privatissima libertà dal bisogno di “normalizzazione”). La battaglia che passa attraverso quella legislativa, è solo culturale, e sarebbe bello essere onesti, non usare strumentalmente piagnistei su diritti negati e discriminazioni. Questo è il senso dell’appropriarsi della simbologia, dell’archetipo del matrimonio come è stato inteso per migliaia e migliaia di anni: far scattare un meccanismo culturale che in ultima analisi, demolendo il senso del matrimonio come tutela della prole (dono alla madre l’etimo), porti alla assoluta autodeterminazione dell’uomo e della donna. Io non ricevo un’identità donata, dice l’uomo, ma mi faccio da solo. Io non ho un Padre, ma sono il mio signore. Al termine del processo si intravede l’esito: scardinare il concetto di persona che la cultura cristiana ha introdotto nel mondo (non c’era né in quella greca né in quella giudaica, non ci sarà neanche in quella musulmana). La persona è un essere in relazione (relazione sussistente in San Tommaso). Nella relazione è l’immagine di Dio, uno in tre persone, e la relazione fondamentale dell’uomo è quella tra maschile e femminile. Cioè Genesi 1, cioè robetta da niente, in gioco qui: giusto il concetto di persona e di Dio.

Io qualche muretto lo alzerei, non per ribadire chissà quale orgoglio identitario, ma per il bene dell’uomo vivente, gloria di Dio.

218 Responses to “Di cosa parliamo quando parliamo di diritti civili”

    • Costanza tu sei una grande e credimi so per esperienza quanto costi e quanto metta in crisi in un momento come questo portarsi addosso la coscienza di ciò che sta accadendo e tuttavia doverlo vivere a volte non urlando le proprie ragioni, anche se giuste. È un paradosso per sé e per i propri figli. Anche la Croce è il più grande paradosso e come si può dire che li non risplenda la Bellezza?!
      Io ti sono immensamente grata x la tua testimonianza e il tuo impegno, per il tuo metterci la faccia, per il tuo aver aperto gli occhi a tanti e cosa ti sarà costato tutto questo lo sai solo tu e il nostro Re in croce.
      Le parole di Carron possono lasciare disorientati, a me sembra che invece voglia chiedere a ” chi ha orecchi per intendere” un passo in più. ..uno strappo forse. Eppure non so perché quell’ ” Aprire uno spazio di dialogo ” mi fa risuonare le parole di Karol: ” Permettete a Cristo di parlare all” uomo…”
      Questo può costare la Croce ed è un lavoro da santi.
      Tutta la mia gratitudine x te!

      • Mi associo ai ringraziamenti a Costanza e prendo nota dell’interessante “teoria dello strappo”, ma ci devo riflettere ancora bene.

  1. Sono tra i primi che hanno iniziato GS nella mia città nel 1960, ma ora la nuova “linea” di CL mi sta allontanando dal movimento.
    Per citare alcuni fatti:
    La “neutralità” sulla manifestazione di Piazza s. Giovanni
    Il non aver invitato John Waters al meeting, evidentemente per le sue posizioni sul referendum in Irlanda. Su tutti i numeri di “tracce2 c’era un suo articolo, ma sull’ultimo, che in verità ho solo sfogliato non lo ho visto.
    La censura ai Domenicani al meeting (per obbedire a “Repubblica”?).
    Questa assomiglia alla posizione della “scelta religiosa” (traduco: “non disturbare il manovratore”) per la quale allora il movimento criticava fondatamente altre realtà, di cui non faccio il nome, la cui incidenza è ormai nulla.

    • Ciao Andreas,io capisco benissimo il tuo disagio ma credo che siamo chiamati a vivere questo cambiamento di linea ormai evidente non allontanandoci, ma, ben meno comodamente, vivendo in prima persona il carisma di Giussani (fu lui del resto a scegliere Carròn, che è stato riconfermato per varie volte alla presidenza del movimento) nella sua essenzialità e radicalità. Come allo stesso Carròn preme insegnarci da anni. Può essere una prova, una purificazione, potremmo essere chiamati a scontrarci spesso e a portare questa fedeltà anche con sofferenza, ma in modo critico e libero. Io non so se la nuova linea sia lo strumento adeguato ma mi permetto di pensare che sia lo scopo di Carròn. In questo, molto simile al Papa. Ci scombussolano entrambi, correndo il grosso rischio di creare confusione, ma tentando di farci intravedere l’essenziale cui attaccarci. Anche il mio cuore batte su altre frequenze, ma cerco di capire, e nello stesso tempo di non tacere le domande e le perplessità anche molto forti che mi sorgono…

  2. Molto bello! Grazie. Mi ha fatto riflettere il discorso sulle reali motivazioni, ossia l’approvazione collettiva e così via con tutte le conseguenze che riporti successivamente. La proposta sul Testo Unico secondo me è importantissima perché le norme sono nascoste e “spezzettate” ed è necessario riportarle all’unità e ordinarle.
    Ci mediterò sopra.

  3. Solo un interrogativo: in questo caso Carron parlava da laico o da uno della Chiesa?

  4. L’ha ribloggato su Il blog di Leonidae ha commentato:
    Io non vorrei mai che lo Stato dicesse la sua sui miei sentimenti, sulle mie passioni, su ciò che è solo mio, di mio marito, dei nostri figli. In sintesi, il matrimonio è riconosciuto solo per tutelare la eventuale discendenza, e siccome due persone dello stesso sesso una discendenza non ce l’hanno, una volta riconosciuti i diritti sacrosanti che hanno come individui, il discorso è chiuso.

  5. …in definitiva (anche tenendo conto del fatto che sono pochissimi -scrive la Miriano- i matrimoni omosessuali registrati)
    il matrimonio omosessuale non ha ragione di essere. Ma allora perché il matrimonio civile (anche senza la presenza santifica di Cristo nel sacramento ) tra eterosessuali, se nella convivenza c’è già presenti tutti i diritti possibili (e poi eventualmente si può sempre andare da un notaio a depositare accordi privati)? Perchè gli eterosessuali potrebbero avere dei figli mentre gli omosessuali no (a parte la subdola legittimazione degli uteri in affitto)e la famiglia esiste petr via che ci può essere i figli Ma non potrebbero due eterossesuali non avere figli e adottarli, per esempio? Due eterosessuali sì, due omosessuali no, perché come è stato più che ampiamente dimostrato da statistiche americane i figli cresciuti in famiglie omosessuali sono più disgraziati. che di quegl’altri. Ergo no!

    • “Perchè gli eterosessuali potrebbero avere dei figli mentre gli omosessuali no…” (?)
      Non mi risulta che due omosessuale posano “avere” figli.

      Dal che ne deriva che un figlio/a cresce nel rapporto con padre/madre (vale anche per i figli adottatti), che non è solo un fatto “culturare”, giacché anche cambiassimo qualunque forma “culturale” sempre di un uomo e una donna avremmo bisogno per avere un figlio/a.

      Salvo introdurre tutte le abnormi anomalie di uteri in affitto e le varie maniplazioni da laboratorio.

      • Bariom:

        …forse mi sono spiegato male! E’ proprio quello che scrivevo anche io.
        Domanda: Perché -scrivevo- allora, ilo matrimonio civile…..eccetra?
        Risposta (ipotetica): Perché gli omosessuali potrebbero avere dei figli e gli omosessuali no.
        Etc, etc, etc,,,,,

  6. Certo che avendo conosciuto tante ottime persone formate da CL, ricordo in primis un mio professore di letteratura italiana al liceo, che mi fece amare Dante come oggi fa Franco Nembrini, resto un po’ perplesso. Ma come si fa a pensare solo al termine “unioni gay”?

    • Sulle “unioni gay” potrebbe esserci anche un banale errore di traduzione da parte dell’intervistatore.Non tutti sono così accorti da notare le differenze più o meno sfumate tra termini affini ma non uguali. In più Carròn, pur conoscendo bene la nostra lingua, non è italiano e questo può avere il suo peso. La perplessità nasce da altro.

  7. “Genesi 1” …. robetta da niente! Nel senso che forse è la pagina più bella scritta per l’intera umanità!

  8. Cara Costanza, mi spiace che tu faccia dell’ironia sulla bellezza. Entra in una chiesa e guardati intorno. Vedrai quanto la Chiesa ha investito sulla bellezza, sull’arte. E ti sei chiesta cosa sia la “gloria di Dio”?

  9. “Alla violenza non si deve rispondere con la violenza. Il principio è qui incarnato nei detti famosi dell’altra guancia da offrire a chi ci schiaffeggia la guancia destra, e del mantello da cedere in sovrappiù a chi vuole toglierci la tunica…

    L’interpretazione letterale di questi testi può dar luogo a travisamenti… [taluni infatti] ne deducono che la Chiesa non dovrebbe neppure protestare di fronte alle ingiustizie, ma dovrebbe lasciar sempre che il male trionfi senza fare opposizione. Così, con la scusa di questa parola del Signore, predicano la smobilitazione morale.

    Talvolta arrivano addirittura a colpevolizzare quei cristiani che, con mezzi pacifici e leciti, si adoperano in tutti i modi perché la verità e la giustizia trionfino e la menzogna sia sconfitta, non rassegnandosi mai alle leggi inique.
    Niente è più contrario al vero spirito del Signore, soprattutto perché in questo modo viene lasciata senza difesa la fede dei più piccoli e dei più deboli, che non avrebbero nessuno protezione di fronte alle insidie del male e sarebbero scandalizzati del silenzio e dell’acquiescenza della Chiesa davanti all’errore e all’empietà.”

    (Cardinale Giacomo Biffi, Stilli come rugiada il mio dire. Omelie per le Domeniche del Tempo Ordinario. Anno A, Bologna 2015, pp. 43-44)

  10. Carron ha detto “unioni omosessuali”. Nei titoli hanno messo “unioni gay”.

  11. Sì. Il “muretto” di cui parli è poi la linea di demarcazione tra il vero e il falso, tra il giusto e lo sbagliato, tra il bianco e il nero. La verità è semplice, è la vita che è complicata: ma lo è perché l’uomo non aderisce mai completamente a Dio (anzi: quasi mai completamente. Almeno in un caso è successo, almeno in un caso il sì è stato completo e incondizionato). E dunque non può esserci alcuna ambiguità nel chiamare la virtù e il peccato col proprio nome. La Chiesa sa da sempre cos’è virtù e cos’è peccato, ma sembra così vergognosa e reticente ormai ad insegnarlo. Eppure è suo compito precipuo! E invece no: mille distinguo, mille paure. Cos’è questa Chiesa tremebonda, tutta tesa non dico a compiacere, ma senz’altro a non turbare il mondo? Cos’è questa gelatina tremula e insipida? Per crescere abbiamo bisogno di una Chiesa-Madre, non di una Chiesa-Amica!

  12. Paolo Tritto, quale ironia sulla bellezza??? Dico che non esiste una bellezza più grande per l’uomo di quella che Dio ha pensato per lui. Le chiese ne fanno certo parte.

  13. …in definitiva (ancora!) voi siete pronti a battervi per impedire la legge sul matrimonio tra omosessuali
    e impedire altresì lo sconquasso antropologico dell’Occidente.
    Un’altra piazzata da un milione e passa?

  14. Tutto vero, tutto bello, grazie Costanza. Da stampare e tenere ripiegato nel portafoglio, link compresi. All’occorrenza, estrarre e leggere d’un fiato, almeno fino a insulti e minacce fisiche preponderanti (cene con parenti e amici, incontri in parrocchia, a scuola, al lavoro, love is love etc.).

    E sul tema della bellezza nelle chiese: la gloria di Dio risplende anche nelle più brutte, ma diocesi e/o architetti non se ne dovrebbero approfittare.

  15. comunicazione di servizio:
    al commentatore che pretende di commentare dicendo che Costanza non ha letto l’intervista (naturalmente letta e linkata in testa al post dal sito ufficiale di CL), risponderei di leggere, per iniziare, l’intestazione del blog così da non storpiare (almeno) il nome della padrona di casa.
    Saluti.

  16. Quanto al “riconoscimento delle unioni omosessuali”, il cattolico è tenuto a comportarsi come precisato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2003:

    “Non è vera l’argomentazione secondo la quale il riconoscimento legale delle unioni omosessuali sarebbe necessario per evitare che i conviventi omosessuali perdano, per il semplice fatto della loro convivenza, l’effettivo riconoscimento dei diritti comuni che essi hanno in quanto persone e in quanto cittadini.
    In realtà, essi possono sempre ricorrere – come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata – al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse.
    Costituisce invece una grave ingiustizia sacrificare il bene comune e il retto diritto di famiglia allo scopo di ottenere dei beni che possono e debbono essere garantiti per vie non nocive per la generalità del corpo sociale” (n. 9)

    “In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva.
    Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza.” (n. 5)

    “Se tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della responsabilità che è loro propria. In presenza di progetti di legge favorevoli alle unioni omosessuali, sono da tener presenti le seguenti indicazioni etiche.

    Nel caso in cui si proponga per la prima volta all’Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale.” (n. 10)

    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20030731_homosexual-unions_it.html

  17. “Costituisce invece una grave ingiustizia sacrificare il bene comune e il retto diritto di famiglia allo scopo di ottenere dei beni che possono e debbono essere garantiti per vie non nocive per la generalità del corpo sociale”

    Mi risulta che, fatti i conti, il costo per lo Stato della equiparazione a famiglie d.o.c delle famiglie omosessuali
    ammonterebbe a una cifra per nulla catastrofica per le famiglie d.o.c.

    Altro discorso è farne una questione di “principio” (cosuddetto) o cattolico o meno!

    • Bisogna affidarsi alla Provvidenza. Anche perché ormai dovremmo essere abituati a fidarci della Provvidenza. Voglio dire, se in un paese bello come il nostro una famiglia che ha la fortuna di avere in entrata ben due stipendi medi, di cui uno va via solo per l’affitto (almeno nella capitale), l’altro va via per tutto il resto (asilo,baby sitter, ecc) e tu dopo aver fatto la metro a da battistini a termini appiccato al compagno passeggero dall’odore pesante, da termini a Magliana con metro b del 1700 senza aria condizionata, con il rumore che ti strapazza i timpani, senza posto a sedere che quando il “pilota” frena con leggiadra leggerezza devi solo ringraziare il compagno dall’odore pesante che almeno ti sostiene e non ti fa cascare, che quando passi dentro al parchetto dell’eur in mezzo a trans, spacciatori riesci a dire no grazie con educazione allora capisci che invece di parlare del nulla questi cari (nel senso che costano tanto) personaggi che stanno a capo di questa meravigliosa nazione dovrebbero iniziare a pensare seriamente al bene comune e a non inventarsi lotte ideologiche che alla fin dei conti non servono veramente a nessuno, nemmeno agli omosessuali.

  18. Grazie di cuore cara Costanza per le tue parole. Tu riesci a esprimere in modo chiaro e con le parole giuste il nostro pensiero. A volte vorremmo dire la nostra opinione su questi “muri” ma non riusciamo. Il Signore ti usa per essere la nostra voce per ciò che non possiamo esprimere. Siamo un esercito di madri, mogli, mariti e padri,tutti della silenziosa compagnia dell ‘agnello… Preghiamo per te perché tu possa continuare a esercitare il tuo ministero. Si cara Costanza,il tuo è un ministero, una vocazione. Grazie per le tue parole, ti abbracciamo!!

  19. Come sempre riesci a dire cin semplicità cose importanti. La strumentalizzazione è del demonio, è mondano che avvenga. Non c`è neanche bisogno che ti difenda.
    Mi piace essere riconosciuta non per eterosessuale, ma in quanto donna, nella mia dignità di figlia di Dio, e se non credi in Dio, nella mia dignità.
    Mi fido, perche San Paolo lo conosci bene! 😉

  20. Grazie Costanza per il tuo coraggio nel dire le robe con semplicità’. Non ti sei arrampicata su circonvoluzioni di parole, ma hai scelto la trasparenza.
    Grazie perché’ ci ricordi la parola di Gesu’ nel Vangelo: “Ma il vostro parlare sia: “Sì, sì; no, no”; poiché il di più viene dal maligno”.
    Questo chiediamo – ed e’ sofferta domanda – a Carron: ci sia una spiegazione ed una rettifica di quanto detto, perché’ molto probabilmente non si rende conto che affermazioni ambigue ci allontaneranno. Il richiamo alla libertà’ personale non basta: non c’e’ libertà’ senza verità’ e la verità’ e’ Cristo. E questa dev’esser la bussola che dirige la nostra vita: essere nel mondo, ma non del mondo.
    Vai avanti così Costanza: sei una testimone autentica e ci aiuti nel cammino di fede.
    La Madonna ci guidi nella ricerca di Dio, fatta di cadute, ma sempre indomita.
    Grazie Costanza!

  21. Cara Costanza, quello che scrivi è ineccepibile. Alla fine della lettura mi rimane però un senso di insoddisfazione: va bene costruiamo i nostri muretti sacrosanti per affermare verità sacrosante, e portare caritatevoli di giudizi di verità agli uomini … e poi? E’ così che Cristo ha cambiato il nostro cuore e il mondo?

    Mi guardo dentro, mi guardo intorno, guardo alla nostra storia recente, e vedo una società che, oramai da decenni, le alte mura edificate nei secoli per fissare ciò che si era capito come fondamentale, le ha smontate dall’interno. Il nemico non è fuori di noi ma dentro.
    A me pare che Julian Carron, sulle orme di Papa Francesco, ci proponga una sfida decisamente radicale ed interessante, per niente timida: rimettere in gioco tutto quello che crediamo di aver conquistato e capito per verificare se la proposta cristiana, vissuta nella sua essenzialità è in grado di riconquistare il cuore nostro e degli uomini con i quali condividiamo un pezzo di esistenza. Cammino lungo, faticoso e privo di garanzie, che vivificando l’uomo può arrivare a ricostuire un nuovo tessuto sociale e un rinnovato sentire comune. Puntando tutto sulla Bellezza che emana dalla persona viva e misericordiosa di Cristo risorto e dalle possibilità di conversione che ne possono derivare.
    Come fecero i primi cristiani, illuminati dall’amore di Gesù, scoprendo l’entusiasmante opportunità di un nuovo sguardo su di loro stessi e sul prossimo, hanno cambianto il mondo (cambiando nei secoli -come esito non progettato- anche le norme che loro regolano).

    Capisco che tutto questo non è in contraddizione con la sacrosanta possibilità di battersi oggi per fare in modo che qualche baluardo di buon senso e di civiltà resista e che meno male possibile venga arrecato, sopratutto ai più deboli. Capisco anche che questa rimane una battaglia, pur necessaria, ma di retroguardia.

    Con gratitudine e stima sincera.

    • Condivido completamente il commento di Giuseppe…..
      ; )

      • Anch’io. Grazie anche a Giuseppe.

      • anch’io condivido il commento di Giuseppe. Il rischio serio che si corre è quello di una via di fuga di tipo spirituale; ma d’altronde, anche elevando muri si corre il rischio di fuggire… accontentandosi di forme e definizioni. Insomma, l’uomo onesto non fuggirà mai qualsiasi siano le circostanze e il disonesto prenderà appiglio ad ogni pretesto per non correre la sua battaglia. Perchè comunque lottare si deve, qui è l’inevitabile. Cavolo se è difficile vivere!

        • “Il limite del potere è la religiosità vera…”
          Giussani

        • saras:

          …è difficile vivere, dici? Questa l’è nova!

          • @ fra’ centanni

            più sopra ho replicato al tuo post del 19 c.m. (ieri) ore 22,57. A69

            • Cara Costanza,
              Ti seguo dall’inizio,da quando questo era un blog che leggevano in pochi e te lo dico sinceramente : stavolta hai proprio toppato.
              1)sono anch’io,come te una quadri mamma lavoratrice e capisco che una legga un’intervista con un occhio solo mentre con l’altro guarda i cumuli di calzini da piegare,ma io faccio la passacarte tu la giornalista e un’intervista sei obbligata(sottolineato 3 volte) a leggerla per intero.
              2)che fra cattolici si possano avere opinioni diverse e si possa litigare anche ferocemente non mi stupisce e neanche mi scandalizza ma che una che di

              • Professione fa la giornalista,se non è convinta ,vada a verificare di presenza non lo capisco.perche’non sei andata tu ad intervistare Carron? A noi Don Giuss ha insegnato ad andare fino in fondo e a paragonare tutto con la propria esperienza .3)Sei passata con stiletti numero quattordici sul cuore di tanti amici che ti vogliono bene e che considerano Carron un padre catastrafottendotene(io le parolacce le dico eccome,sono di Cl)dei loro sentimenti .Attenta perché sull’altare di quella che tu consideri la madre di tutte le battaglie tu non finisca per sacrificare la compagnia e anche l’Agnello,

          • Caro Alvise, c’hai proprio ragione, una grande banalità ho detto 🙂 ! non l’è nova ma l’è stupida!

    • A me pare che Julian Carron dispensi misericordia ai pervertitti dimenticandosi di proteggere le famiglie (quelle vere) ed i bambini. Altro che palle.

      • Calma. Stai mancando di rispetto ad un sacerdote di Dio e prima ancora ad una persona che non credo tu conosca.

        • Cara saras, le unioni tra pervertiti sono un male per tutta la società e non meritano alcun tipo di riconoscimento. Anzi, se proprio vogliamo dire le cose come stanno, dovrebbero fare di tutto per cercare di non farsi riconoscere, di nascondersi e vivere nella vergogna il loro comportamento. Che poi, addirittura, un sacerdote della chiesa cattolica faccia pressione per dare pubblico riconoscimento ad unioni perverse è una cosa che mi offende e che attenta direttamente alla sicurezza dei miei figli.

          Sia lui a stare calmo ed eviti di dire sciocchezze.

          • Stai attento fra’ centanni che l’aggressività e la violenza richiamano altra aggressività e violenza. Già ho sentito un mio amico gay dire testualmente: “Noi stavamo bene solo quando i cristiani venivano gettati alle belve, nelle arene”.

            Signori, usiamo tutti sempre prudenza e moderazione in quello facciamo e diciamo!

            Ricordiamoci sempre che oltre all’inquisizione ed alle crociate contro i valdesi e i catari, ci sono state la Vandea, la guerra cristera e le persecuzioni anticattoliche della guerra civile spagnola.

            Quindi pensiamoci 2 volte prima di affermare, con sicumera, che gli omosessuali “dovrebbero fare di tutto per cercare di non farsi riconoscere, di nascondersi e vivere nella vergogna il loro comportamento”.

            Perciò lo dico a TUTTI: prudenza e moderazione nei rapporti umani.. A69

            • Quello che ho detto lo ribadisco a caratteri cubitali, con una piccola ma importante correzione: i pervertiti (non gli omosessuali, che non esistono), se avessero un briciolo di rispetto per se stessi, dovrebbero vergognarsi del loro comportamento, allo stesso modo in cui si vergognano tutti coloro che sono coscienti di fare del male.

              Tuttavia, il fatto di vergognarsi o meno è un problema che non mi interessa, facciano quello che vogliono.

              Quello che mi indigna profondamente è che ci siano preti cattolici, come Julian Carron, che hanno la sfrontatezza di difendere e riconoscere come buoni, comportamenti che offendono Dio.

              • Fai un po’ te.

                Ricordati però che il primo dei grandi persecutori dei cristiani, Nerone, era un “grande” omosessuale (posso documentare con citazioni di Svetonio e Tacito).

                Poi se arriverà la gente carica d’odio contro di te e quelli come te (e l’odio non è un sentimento da poco:infatti non è altro che l’amore rovesciato!), e che metterà in pratica, con la violenza, tale odio, spero che non dirai, come Don Giovanni: “Non l’avrei giammai creduto!”.

                Almeno mi auguro che te e quelli come te abbiate la coscienza delle possibili conseguenze delle vostre parole e dell’astio che seminate.

                Ti rammento le parole di Byron: “L’odio è il piacere più duraturo. Gli uomini amano in fretta, ma odiano con calma”. A69

                • Caro amico, che tra noi cattolici ed i sostenitori/fautori del gender ci sia inimicizia insanabile, questo è poco ma sicuro. Che la violenza infame di questi signori abbia già cominciato a colpire i cattolici e che questa stessa violenza continuerà ad aumentare nel breve volgere di pochi anni, anche questo è quasi certo. E come potrei non avere coscienza delle conseguenze delle mie parole? Che provocano odio, hai ragione, perché la verità fa male. Del resto, Gesù ha parlato chiaro:

                  “18 Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20 Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21 Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. 22 Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. 23 Chi odia me, odia anche il Padre mio. 24 Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. 25 Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.
                  26 Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; 27 e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio”.

                  L’unico timore che mi fa sussultare è la paura di non riuscire ad essere forte e coraggioso fino all’ultimo. E così spero anche dei miei figli.

    • Caro Giuseppe il tuo discorso è certo condivisibile e altrettanto certamente sincero, ma Cristo non ha solo proposto un “discorso nuovo” che, a partire dai Discepoli (ma pensiamo a Zaccheo per esempio), ha spinto molti a rivedere ciò che credevano e soprattutto vivevano.
      Certo li ha “conquistati”, affascinati, ma non ha fatto sconti a nessuno, mi pare e parlava con autorità (stesso motivo per cui molti Profeti, ultimo Giovanni Battista, ci hanno lasciato “le penne”…). Soprattutto non ha fatto sconti a chi esercitava la Legge del tempo, a chi allora, più ancora dei Romani, definiva per il popolo, ciò che è bene e ciò che è male, imponeva fardelli ingiusti e aveva smarrito il senso vero del vivere il proprio rapporto con Dio.

      Io credo possiamo avere due piani ben distinti:

      * L’Annuncio alla Persona, all’Uomo, che è fatto di testimonianza, di bellezza, del farsi “tutto a tutti” per conquistarne anche uno solo. L’Annuncio che NON può non essere Misericordia, che è Amore. L’Annuncio che ogni volta rimette in discussione te stesso per primo, se hai il Dono di essere chiamato a questo servizio e

      * L’Annuncio profetico della Verità, la Verità che sono anche (ad esempio) i Dieci Comandamenti, parole di Vita, che sono date per Amore e Misericordia, ma che sono “scegli chi vuoi servire oggi”, che sono il “non ti è lecito” che donò a Giovanni Battista e infondo anche dello stesso Gesù Cristo, il Martirio.

      I muri poi da sempre nella visone biblica, vengono eretti ed hanno precisa funzione. Non sono strumento di offesa, ma di difesa… non a caso per il popolo infedele il Signore con Isaia ci richiama:

      “Ora voglio farvi conoscere
      ciò che sto per fare alla mia vigna:
      toglierò la sua siepe
      e si trasformerà in pascolo;
      demolirò il suo muro di cinta
      e verrà calpestata.”

      Peraltro, e concludo, dopo la conversione, dopo il fatidico momento in cui ti sono aperti gli occhi, chi mette mano al mirabile lavoro di ricostruzione della propria “casa” (interiore e esteriore), non può farlo senza regole, non può tralasciare le parole di Paolo che ci ammoniscono:

      “Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.”

      Se tralasciassimo di ricordalo a noi a agli altri, mancheremmo gravemente.

      • Bravo Bariom, ben detto.

        E a proposito di erigere muri, ecco cosa ne pensava Chesterton:

        “La dottrina e la disciplina cattolica possono essere dei muri, ma sono i muri di una palestra di giochi. Il Cristianesimo è la sola cornice in cui sia preservata la gioia del paganesimo. Immaginiamoci dei fanciulli che stanno giocando sul piano erboso di qualche isolotto elevato sul mare; finché c’era un muro intorno all’orlo dell’altura, essi potevano sbizzarrirsi nei giochi più frenetici e fare di quel luogo la più rumorosa delle nurseries; ora il parapetto è stato buttato giù,
        lasciando scoperto il pericolo del precipizio. I fanciulli non sono caduti, ma i loro amici, al ritorno, li hanno trovati rannicchiati e impauriti nel centro dell’isolotto, e il loro canto era cessato. (…) La cinta esterna del Cristianesimo è un rigido presidio di abnegazioni etiche e di preti professionali; ma dentro questo presidio inumano troverete la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini. (…) Nella filosofia moderna avviene il contrario: la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro.”

      • Non ho ben capito che cosa ci sarebbe di condivisibile nel discorso di Giuseppe. Tranne forse l’icipit:

        “Cara Costanza, quello che scrivi è ineccepibile”.

  22. Le nuove norme sulla nullità del matrimonio non introducono una sorta di «divorzio cattolico»? Non teme che ne esca indebolito il vincolo, ammorbidito il sacramento?
    «Non saranno le nuove norme a indebolire il vincolo, come non sono state le vecchie a frenarne l’indebolimento. Quello che renderà sempre più forte il legame matrimoniale sarà solo una esperienza di fede adeguata, senza la quale l’indissolubilità sarà un’utopia. Senza cedere sul terreno della dottrina, il Papa prende atto del contesto umano profondamente mutato, in cui un uomo e una donna decidono di contrarre il sacramento con una consapevolezza in tanti casi sempre più superficiale».

    L’Europa invita l’Italia a riconoscere le unioni omosessuali. In Spagna è già accaduto. È un fenomeno irreversibile? Oppure va combattuto?
    «La diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti, in una società plurale. La questione è quale tipo di riconoscimento dare, e il loro rapporto con la famiglia fondata sulla relazione uomo-donna, i figli, le adozioni. Tutti capiamo che sono temi di grande rilievo personale e sociale. Anche le coppie omosessuali non possono evitare certe domande. Una volta uno di loro mi chiese, parlando dell’adozione dei figli: che conseguenze avrà per loro la mancanza di una figura femminile? E che scenario apre per la dignità delle donne l’utero in affitto? C’è bisogno di uno spazio di libertà che permetta un dialogo che non costruisca muri, ma inizi processi, come ripete il Papa, anche a livello culturale e politico».

    non mi sembra proprio che in queste due risposte ci sia un apertura.

    • La frase “sibillina” è tutta qui:
      «La diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti, in una società plurale. La questione è quale tipo di riconoscimento dare, e il loro rapporto con la famiglia fondata sulla relazione uomo-donna, i figli, le adozioni.»

      Si può leggere in un solo modo testualmente: le unioni di tipo omosessuale ormai esistono, quale riconoscimento diamo ad esse? Come collochiamo queste realtà in rapporto alla famiglia fondata sul rapporto uomo-donna?
      Tornando al fatto che non può essere secondario che a parlare è un uomo di Chiesa e uscendo dal politicamente corretto si potrebbe tradurre in: come relazioniamo questa struttura di peccato con la famiglia? Se questa fosse la domanda, credo che ogni famiglia credente, che volesse applicare Verità e Misericordia, saprebbe (più o meno) come comportarsi.

      Ma era questa la domanda?

  23. Non è una battaglia di retroguardia. E’ l’inevitabile conseguenza della Bellezza della fede, di cui facciamo esperienza. Senza questa inevitabile e intrinsecamente connessa conseguenza, l’esperienza della fede non sarebbe autentica e non potrebbe testimoniare in modo integrale la sua bellezza. S. Giovanni Paolo II ci ha insegnato che: “Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta”.

  24. VERSO UN NUOVO STILE DI VITA:
    Costanza Miriano, questa sera alle 21 a San Damiano (Assisi)

  25. Cara Costanza, quando scrivi ricordati di rileggere il testo con più attenzione. Questa volta, per esempio, hai dimenticato di mettere i puntini alle “i”.

    Ma alcuni lettori del blog, attenti e generosi, hanno rimediato con entusiasmo.

  26. Ma, la domanda che mi viene spontanea è, chi sono le persone che chiedono questi diritti? Che desiderio hanno dentro il cuore due uomini o due donne che vogliono riconosciuti i propri diritti? Chi sono gli eterosessuali che ritengono giusto combattere questa battaglia per i diritti degli omosessuali, che cosa cercano veramente? Ecco io avrei proprio piacere a conoscerle! Vorrei proprio poter capire con loro qual’è il loro dramma, il loro Vero cammino e poter camminare con loro!. È questo che ci propone Carron, niente di meno! E sinceramente a me affascina molto questa sua posizione!
    Il tuo sottolineare che la Chiesa debba rivolgersi “a chi vuole” “a chi sia interessato ad ascoltarla”, mi ha lasciata molto perplessa, per diversi motivi:1. La Fede, non è un nostro merito, è una grazia,altrimenti io per prima sarei rimasta fregata: ho incontrato seriamente la fede solo a 18 anni e non per mia scelta, ma in un rapporto di amicizia.
    2. Non hai Fede in Dio e nella Sua verità? Io sì,”Il Padre mio ha legioni di angeli!” . io mi fido che attraverso l’apertura, che propone Carron, per questo e non per altri motivi, la mia fede possa diventare più adulta ed io possa arrivare a capire il bene che vi è dietro questo Suo Disegno.

    3. Io ho sempre molto in mente quel passo del Vangelo di San Luca, che Giussani cita in “Perché la Chiesa?” In cui dice che Gesù da vivo non potendo recarsi da coloro che gli chiedevano aiuto inviava nelle città persone in sua vece e per coloro che venivano aiutati e che non potevano Vederlo di persona Gesù aveva il loro volto. Ecco innalzare un muro significa far vedere il volto di Cristo solo come duro ed intransigente… io non voglio che si veda questo guardandomi! E non per me, ma perché incontrare Cristo è stata una delle cose più belle che mi siano capitate nella vita e desidero che chi mi guarda, chi guarda come agisco e come mi muovo percepisca questa bellezza come conveniente e che ne sia affascinata così come ne sono rimasta affascinata io… Non per mio merito, ma per grazia. Un muro non serve che a tenere a distanza il desiderio di chi ha solo bisogno di essere Accolto!

    Concludo ringraziandoti dell’occasione di riflessione che mi hai dato e spero si capisca quello che avevo da dire.
    Un abbraccio forte!
    M.

    • Cara Martina, grazie. Si capisce benissimo, e sono con te.
      Paola

    • @Martina, credo nuovamente ci sia una confusione di piani…
      Non si tratta di NON avvicinare le persone, vivano esse situazioni di omosessualità o qualunque altra struttura di peccato, comprendere il loro dramma e porsi con loro in cammino… Verso Cristo però.
      Diversamente verso dove?
      Verso il riconoscimento di “diritti” (quali, come, con che conseguenze, non ci si può NON porre la domanda…) che finiscono per legittimare una struttura di peccato che sostanzialmente significa affermare: “questo è buono”.
      E se ciò viene sancito significa che un domani sarà buono per i tuoi figli (vedi questione gender).
      Se intorno a casa tua si innalza un incendio, puoi cercare di spegnerlo ma se le fiamme sono troppo alte forse non alzerai un “muro” a proteggere la tua casa?
      Forse il Signore ti chiederà di non difenderti dal fuoco, ma certo non ti chiede di alimentarlo…
      Non trovi attuale la metafora?

      Chi sono quindi le persone che pensano a dei muri? Vorresti conoscerle? Beh, credo non sia difficile conoscere né le une né le altre… L’importante è avere con entrambe lo stesso spirito di cui parli, quello del Cristo.
      Ma, e mi ripeto, questo valga per le Persone. Con il peccato e le strutture di peccato, chi ha lo Spirito di Cristo non può avere nulla a che spartire!

      Buona Domenica

      • Sono d’accordo che il cammino debba essere verso Cristo sempre e mi dispiace se non sono stata chiara su questo punto, ma non penso di essere in pericolo! Non credo che questa loro posizione, per quanto nel peccato e questo non spetta a me giudicarlo, possa nuocermi, perché io sono già stata Presa dal Bene e ho abbastanza fiducia nella mia Fede per potermi porre davanti a una posizione così diversa dalla mia e ricercare solo il bene che il Signore ha sa offrirmi! 😉

        • @Martina

          Il fatto che tu non capisca a quale pericolo sei esposta, tu con tutta la tua famiglia, a causa dell’ideologia gender che il nostro ordinamento giuridico sta ormai recependo, mi conferma che non capisci (tu, insieme ad altri) quello che sta succedendo. Stiamo parlando di rivoluzione antropologica, di ribaltamento della realtà, di clamorose falsità spacciate ai bambini per cose vere. E tu, come donna, come sposa e madre, non avverti il pericolo che deriva dall’imposizione di una simile visione falsata della realtà? Si vuole insegnare, e si sta già insegnando ai bambini, che essere maschio o femmina non ha alcun significato e che l’unica cosa che conta è quello che si “sente” dentro… e tu non avverti alcun pericolo? Vorrei allora sapere cosa è pericoloso, per te!

          Poi c’è un altro grave errore in quello che dici: l’ideologia gender è, secondo le parole di papa Francesco, “uno sbaglio della mente umana che fa tanta confusione”, e spetta anche a te giudicare questa ideologia e condannarla senza appello. La tua fede deve portarti a cercare quanto di buono e di bello esiste nel progetto di Dio, non fuori dal progetto di Dio. Tutto quello che è fuori dal progetto di Dio è male e deve essere denunciato e smascherato, non certo tollerato con l’idea di andare a cercarvi i “semi del Verbo”. Non esistono i semi del Verbo, non esiste bene, neanche parziale, fuori dal progetto di Dio. I fautori e sostenitori dell’ideologia gender sono nemici di Dio e dell’uomo e come tali vanno combattuti con ogni mezzo lecito, sul piano religioso/ecclesiale e su quello politico/culturale.

        • “Non credo che questa loro posizione, per quanto nel peccato e questo non spetta a me giudicarlo, possa nuocermi…”

          Sbagli nel dire “non spetta a me giudicarlo…” Non giudicherai le PERSONE, cioè NON emetterai verso di loro sentenza alcuna, ma il Cristiano è chiamato a giudicare eccome!
          E’ chiamato a giudicare ciò che è buono da ciò che non lo è, ciò che è virtù da ciò che è peccato… altrimenti a chi il discernimento? Sbagli anche a pensare che tu forte della tua Fede non avrai problemi nel non fare questo discernimento, perché il Cristiano ha una responsabilità verso coloro che sono più deboli nella Fede (per non tornare sul discorso dei figli che hai del tutto ignorato – e poco importa se non ne hai), non basta sapersi al riparo dal peccato (o da quel determinato) fiduciosi nella propria Fede… io poi sulla mia Fede non scommetto, ma sulla Fedeltà di Dio si.
          Se il Cristiano è chiamato (tra le altre cose) ad essere Luce, come può esserlo se non fa alcuna differenza tra Luce e Tenebre, o si accontenta di stare “sotto il moggio”?

          Perdonami se sono così diretto, ma è inutile credo, parafrasare.

      • Poi tanto per uscire da melliflue e ingannevoli visioni sul Cristo, Egli è Colui il quale a uno dei suoi, a cui affiderà poi il compito di “pascere le sue pecore”, dirà: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» !!
        Umanamente non possiamo dire non si sia rivolto con tanta durezza “alla persona”, spiritualmente potremmo dire che si è rivolto ad un spirito che stava parlando in Pietro (non parlo di possessione, parlo dello spirito del mondo che alberga in ognuno di noi).

        E perché tanta durezza? Oltre per richiamare Pietro alla realtà, perché con il suo dire Pietro si stava frapponendo tra Cristo e il Suo compiere la Volontà del Padre.
        Qual è la Volontà del Padre, ordinariamente per ogni Cristiano, oltre ad essere santi come Lui è Santo?

        Matteo 28,19

        Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo

        Oltre ad “ammaestrare”, si parla del Battesimo e cosa è il Battesimo? (Certo un Sacramento…) Segno di Conversione, la morte dell’uomo vecchio e la rinascita dell’Uomo Nuovo, Uomo che vive in piena comunione con Dio.
        Come sarà possibile questa Comunione con Dio se l’uomo non abbandona il suo peccato? Perché la Parola ci dice che lo Spirito (Santo) fugge dall’Uomo nel cui cuore risiede (o torna a risiedere il peccato).
        Il Battesimo nel primi tempi della Chiesa, veniva donato ai Catecumeni solo DOPO che questi avevano dato segni di reale conversione e mostravano un desiderio e un’attitudine a Cristo (questo non a criticare l’attuale prassi, ma a ricordare un preciso significato).

        Quindi, in conclusione, nuovamente, “in cammino con”, ma verso una precisa meta, senza dubbi o ammantando di “buono” ciò che buono non può essere, finendo per ingannare noi stessi coloro ai quali siamo chiamati ad annunciare la Verità. E la Verità è che l’amore di di Dio ci dona gratuitamente (ma NON senza la nostra adesione e conversione) la possibilità di vivere IN Cristo, CON Cristo e PER Cristo.

    • Evidentemente alcuni di noi non hanno ben chiaro quello che sta succedendo.

      Cara Martina, ma anche Paola, Saras ed altri probabilmente. Quello che sta succedendo sotto i nostri occhi è una spaventosa rivoluzione antropologica, dalle conseguenze inimmaginabili, le cui vittime sono, prima di tutto, i bambini, ma, più in generale, le famiglie e l’umanità intera. Quello che si vuole, da parte dei fautori del gender, non sono alcuni diritti, che già hanno, ma la distruzione del concetto stesso di persona. Costanza l’ha spiegato bene.

      Il matrimonio è un concetto che attiene alla natura stessa dell’essere umano, non è disponibile per qualunque forma di unione. Se su questo siamo d’accordo (come penso e spero), cos’è allora che dovremmo riconoscere delle unioni omosessuali? Non capite che anche il più piccolo riconoscimento della loro esistenza costituisce, semplicemente, la loro promozione, lo sdoganamento, l’accettazione senza riserve del loro ingresso nella società umana? Riconoscere (anche solo in forma minima) l’esistenza, sul piano giuridico, delle unioni omosessuali, equivale a dire che queste unioni sono buone in sé, aggiungono qualcosa di positivo alla comunità, entrano a pieno titolo nella storia dell’umanità come soggetti positivi e come fattori di progresso, crescita umana e spirituale, modello di vita possibile per tutti. Ebbene, affermare giuridicamente, mediante una qualunque forma di riconoscimento, che le unioni omosessuali hanno un valore positivo è la più colossale menzogna nella storia dell’umanità.

      Cara Martina ( e tutti gli altri), vuoi conoscere il “loro dramma”, il loro “Vero cammino”? Vuoi sapere cosa c’è nel cuore delle “persone omosessuali”? E’ molto semplice, basta riflettere sulla natura dell’uomo. L’uomo è maschio e femmina ed il suo cammino è diventare uomo o donna. Invece le “persone omosessuali”, vogliono fare un cammino diverso, contrario alla loro natura, perché nel loro cuore c’è il vizio, cioè un comportamento sbagliato che è diventato abitudine. E’ tutto qua, cosa credevi? Le “persone omosessuali” sono semplicemente persone che hanno un vizio, non sono persone differenti da noi. Anzi, tanto perché sia chiaro, l’espressione “essere omosessuali” non ha alcun senso, è completamente fuorviante, perché induce a pensare che l’omosessualità sia una caratteristica insita nella natura dell’uomo, mentre invece è solo un comportamento sbagliato. Non esistono “persone omosessuali”, come non esistono “persone eterosessuali”. Esistono, invece, comportamenti omosessuali o eterosessuali.

      Costanza, giustamente, rileva come il parlare di “persone gay” è già uno scivolamento nella menzogna (io direi nel ridicolo); però io faccio presente che esiste uno scivolamento ben peggiore e pericoloso dell’espressione “persone gay”. Si tratta dell’espressione “persone omosessuali”. Non esistono persone omosessuali (e neanche eterosessuali), e parlare di loro accettando questa espressione significa essere già inginocchiati alla loro folle ideologia. Personalmente, credo che il modo corretto di riferirsi a loro sia quello di usare il termine “pervertiti”, perché descrive oggettivamente il loro comportamento. Se poi si ha paura di fare riferimento alla morale, allora potremmo usare il termine “invertiti”, nel senso che adottano un comportamento inverso rispetto a quello normale. Quello che è inaccettabile è parlare di “persone omosessuali”, termine che offende profondamente la dignità di ogni persona e falsifica la realtà.

      Non esistono persone omosessuali, esistono comportamenti omosessuali che meritano solo la censura, perché sono comportamenti che offendono Dio e fanno male all’uomo. E’ vergognoso che un sacerdote della chiesa cattolica voglia che siano riconosciute queste unioni contro natura.

  27. L’altra sera la Roma ha fatto 1 a 1 con il Barcellona in casa.Ci si accontenta.
    Mi pare che di questi tempi anche molti cattolici puntino a fare al massimo 1 a 1.

    • o anche solo a perdere di brutto incassando però le congratulazioni dell’allenatore avversario per il lodevole buon senso con cui hanno evitato di affaticare inutilmente la sua squadra. Poi finisce che i 22 con i rispettivi staff, per avviare o consolidare processi di comprensione reciproca e mutua accoglienza, si trovano a cena nel dopopartita a festeggiare, stesso locale (con muri solidi) stesso tavolo, dialogando amabilmente tra un brindisi e l’altro.
      Qualche cronista malizioso l’indomani osa scrivere di “partita truccata”, ma viene sanzionato dall’ordine dei giornalisti per manifesto integrismo (cattolico) e meschina angustia di vedute.

  28. Comunque questi concetti secondo me possiamo illustrarli anche in meno per righe. Per dire, è più lungo dell’articolo a cui si riferisce. Il mio è un suggerimento costruttivo.

  29. Trovo molto preoccupante che gli estimatori di Carron considerino un delitto di lesa maestà che lo si critichi. Dire che bisogna riconoscere le unioni gay è ledere la maestà di Dio che maschio e femmina li creò. Di quella si è preoccupata Costanza e ha fatto bene!

    • Non si può criticare il Papa e va bene, ci sto, è il vicario di Cristo, capo della Chiesa, “lo ha scelto lo Spirito Santo” etc.
      Ma Carron non è il vicario di nessuno, CL non è la Chiesa e Giussani (che i ciellini ripetono in continuazione “Carron lo ha scelto lui”) non è lo Spirito Santo.

  30. L’unità della Chiesa è la prima preoccupazione del Papa, dei Vescovi e di conseguenza di ogni sacerdote, religioso, laico. Se i cristiani dimostrassero di conoscere bene la realtà e di saper risolvere tutti i problemi, ma nella Chiesa non ci fosse tensione all’unità, come potrebbe il mondo vedere il volto di Cristo?

  31. Carissima Velenia, non conto più il numero degli amici di CL che mi hanno scritto o chiamato per esprimere il loro tripudio nel leggere l’articolo. Evidentemente tu non sei d’accordo, ma io nella libertà dell’amicizia ho detto che su una cosa detta da Carron non ero d’accordo. Punto. Non sono di CL, quindi forse non comprendo a fondo la vostra posizione rispetto al vostro “padre”, ma non avverto come una contraddizione insanabile non essere d’accordo con qualcuno su qualcosa e continuare a stimarlo o a volergli bene: mi è capitato anche col mio padre spirituale, gliel’ho detto e ho continuato a obbedirgli. Non credo di essermene fregata di niente, in questo caso, ho educatamente espresso la mia ferma contrarietà a un’opinione, rimanendo in linea con la Congregazione per la dottrina della fede (vedi sopra, commento di Alessandro). Non si rompe un’amicizia per una divergenza di opinioni, sennò che amicizia era? Infine, io non considero quella sulle unioni civili la madre di tutte le battaglie. la vera battaglia è la mia conversione, ma in questo momento al Senato è di quella che si parla, e in questo momento io ho anche una piccola responsabilità sul tema, essendo per motivi ancora a me ignoti nel comitato che ha portato un milione di persone in piazza.

  32. Infine, Carron manco sa che esisto, e se volesse incontrarmi lo farei molto volentieri. E l’intervista l’avevo letta, ovviamente.

  33. …non credo che l’essenza del cristianesimo (se così posso eprimermi) consista nella conservazione antropologica
    della specie umana. L’antropologìa umana non mai stata di fisso e immutabile, ma si è andata traformando nel corso dei secoli, dall’uomo delle caverne antropofago (anche) all’universo dei telefonini e dei blog.
    Pe quanto ogni trasformazione possa dispiacere è essa inarrestabile, Hai voglia riempire le piazze romane di milioni di pellegrini!La marea della banalizzazione edonistica umana chi potrà mai fermarla, se anche la Miriano stessa ne é (incolpevolemente, ovviamente) partecipe ogni volta che spalma nutella e scarta merendine e poi (la notte)si mette alla tastiera di un computer credendo di fare il bene dei popoli. Tutti si pole pensare di fare bene, ma si fa quello che si fa, che è lo stesso di quello che fanno tutti, a pensarci bene.Non sarà battendovi contro quelli che voi (salvo qualcheduno anche di questo blog) non chiamate apertamente pervetiti,ma aberrazioni antropoligiche (se non fosismo tutti aberrazioni) che potrete fermare la marea dell’uguale!
    Quanto a Socci, Comunione e Liberazione, il Papa, l’Antipapa, Carron, Adinolfi e quant’altro, mi sembrano davvero cose, a dir tanto, infime!

  34. Cara Costanza e cari tutti, siamo sicuri che la valenza pubblica di una unione scatti solo quando c’e’ la possibilita’ di procreare, e quindi che una coppia stabile omosessuale ne sia priva? A prescindere dall’aspetto procreativo (che rimane differenziante), la coppia stabile e’ fonte di benessere incalcolabile, e non solo per chi ne fa parte. La coppia (anche senza figli) e’ la prima cellula di welfare – Laddove questa non c’e’, o e’ instabile, lo Stato o altri devono spesso subentrare, anche con risorse collettive. Non solo, una societa’ di monadi ha tipicamente maggiori ‘costi sociali’ a tanti livelli, ad esempio, salute, tassi di disoccupazione, di violenza etc. Le ragioni sono evidenti a tutti.

    Del resto e’ per questo che si riconosce pubblicamente l’unione eterossessuale stabile col matrimonio, anche quando questa non e’ feconda, per eta’, o salute, o volonta’ della coppia. In particolare, per le coppie omosessuali – in media caratterizzate da maggiore instabilita’ e promiscuita’ – la possibilita’ di impegnarsi formalmente in un legame affettivo stabile, puo’ favorire questo tipo di percorso, con beneficio anche collettivo – Ben venga riconoscere a queste realta’ alcuni diritti appunto di coppia, come la reversibilita’ della pensione etc.

    Cio’ detto, l’equiparazione di unioni omosessuali al matrimonio e’ un errore, proprio per la loro impossibilita’ a procreare, o a garantire una madre e un padre in caso di adozione. Non mi sfugge che dal riconoscimento delle unioni omosessuali spesso si e’ passati ad altre concessioni che non condivido – Ma aprire a queste realta’, con le giuste limitazioni, mi sembra onesto dal punto di vista teorico e puo’ aiutare ad arrivare una legislazione piu’ equilibrata. Se le forze in campo vorranno arrivare alle adozioni o maternita’ surrogate etc. riusciranno a farlo comunque, sono troppo forti, e posticipare di qualche anno sara’ piccola conquista. Piu’ importante e’ provare a raggiungere un giusto compromesso, se non altro servira’, tra tutti questi estremismi che tolgono il fiato, a testimoniare una posizione davvero libera. Ci dara’ anche piu’ credibilita’ per affrontare le prossime – sicuramente piu’ impegnative – battaglie.

    • Contesto radicalmente che una coppia stabile omosessuale abbia valenza pubblica. Né pubblica né privata. L’omosessualità è una tragedia che arreca solo tanto dolore e disperazione alle persone con tendenze omosessuali radicate e priva l’intera comunità, cominciando dai genitori di queste persone (i mancati nonni), della gioia di avere bambini. Solo una mente obnubilata può vedere l’omosessualità e la coppia omosessuale come cose positive.

      L’omosessualità praticata è un male oggettivo per tutti. Darle un pubblico riconoscimento significa falsificare la realtà.

  35. Mi pare che ognuno cerchi nelle varie “comunioni” che si sono succedute nel tempo la via giusta affinché la morte seconda non ci danni in eterno.una volta risposi a cyrano che mi sarebbe andata grassa se mi fossi ritrovato,dopo debito soggiorno in purgatorio, fuori dall’ uscio a goder delle briciole del banchetto.rinfacciare a qualcuno,se per di più la padrona di casa,di non comprendere a fondo i sommovimenti interni a dei movimenti dei quali non fa parte,ma che fan parte,cmque della chiesa militante, parmi ingeneroso.
    Si fa quel che si può per la buona battaglia. Ognuno con la sua sensibilità e capacità.
    E ricordando che siamo comunque servì inutili

  36. @ Admin

    un piccolo OT: l’utente Francesca mi ha posto alcuni quesiti in un topic (l’occidente ha tradito le sue radici) i cui commenti sono stati chiusi.

    Orbene mi è consentito riportare quei 3 quesiti e rispondere in modo telegrafico oppure no?

    Non insisterò se la risposta sarà negativa. A69

  37. @ Admin
    un piccolo OT: l’utente Francesca mi ha posto alcuni quesiti in un topic (l’occidente ha tradito le sue radici) i cui commenti sono stati chiusi.
    Orbene mi è consentito riportare quei 3 quesiti e rispondere in modo telegrafico oppure no?
    Non insisterò se la risposta sarà negativa. A69

  38. Carissima Costanza,
    Solo due parole prima di tuffarmi nel tumulto della mia giornata,e poi taccio per sempre.Quello che mi ha fatto personalmente male non è che tu possa avere idee diverse dalle mie(sai che novità ,e’ dai tempi del liceo che gli altri cattolici erano sempre in disaccordo con noi e ci sfottevano) ma che abbia completamente travisato le parole di Carron senza neanche preoccuparti,come invece ha fatto Amicone,di alzare il telefono e chiedere:s

    • Personalmente non ho la possibilità di alzare il telefono e chiamare nessuno e al di là del commento di Costanza, avevo letto le parole di Carron e temo ci sia poco da “travisare”.
      Le parole hanno un senso…

      Poi, difficoltà perché non madrelingua italiano, frase “infelice”, quel che si voglia, vista la risonanza critica e anche tristemente allibita, qualcuno poteva alzare il telefono e farlo presente all’interessato o lui stesso chiamare chi pensa bene per far pubblicare un chiarimento…
      Se c’è stato, mi piacerebbe conoscerne i contenuti, diversamente attendo (come credo tanti altri) nella speranza ciò avvenga 😉

    • -scusi ma ho capito bene?-Forse ho un’idea troppo romantica della professione di giornalista e pensare che le fonti si controllino e’ come pensare che i fornai panifichino di notte.Che tu possa essere diventata il porta stendardo di ciellini dissidenti che pure non facevano un plisse’ quando al meeting parlava Testori,che scriveva anche libri col Giuss,sono sicura che non è quello che ti eri prefissa quando hai pubblicato il primo libro.Tu non sei questa,sei di più ,tanti anni fa ho iniziato a leggere i tuoi libri e a seguire il blog perché quello che dicevi era il tentativo di rispondere alla domanda:cosa c’entra Cristo coi calzini da piegare?Questo è lo stesso motivo per cui seguo Carron oggi,perché mi riporta a questa domanda per me urgente.Le randellate sui denti le ho prese anch’io e quando altri che ora si sono risvegliati erano come le ombre a mezzogiorno ,eppure il deserto e’avanzato lo stesso.Cara Costanza ti faccio una domanda da ciellina e naturalmente non devi rispondere a me ,ma solo a te stessa e ai tuoi amici più stretti:ma come questa battaglia in cui ti sei tanto generosamente lanciata sta aiutando la tua conversione?Per il resto ti auguro ogni bene e ti ringrazio dell’aiuto che in questi anni hai dato alla mia vita.Per il resto :”persone o momenti di persone”.

      • carissima Velenia, ma scusa, chi sono io per chiamare Carron???? Non ho il suo numero e giustamente mi farebbe una pernacchia se andassi a chiedergli conto di una sua intervista!!!! (O meglio dovrei dire chi sono io per cercare di chiamare o di scrivere a qualcuno dell’entourage di Carron, perché non posso certo alzare il telefono e chiamarlo, non sono nessuno per lui e probabilmente nemmeno sa che esisto). E soprattutto, perché dovrei farlo? Mica sono di CL, come Luigi (Amicone)! Per me le cose sono più semplici e meno dolorose: ho letto un’opinione che ho trovato sbagliata, e siccome mi trovo in una posizione abbastanza di fronte in questo dibattito pubblico, l’ho semplicemente detto. Per me Carron è solo un fratello nella fede, seppure un fratello maggiore perché sacerdote.
        Sappi che ho avuto contatti con persone di CL prima del famigerato 20 giugno, e che le posizioni sono state abissalmente e chiaramente lontane, per quanto allora si trattava di questioni di metodo, quando ancora pensavo che nel merito non ci fosse dubbio….
        Come questo mi aiuti nella mia conversione personale, come giustamente dici tu è una cosa di cui rispondo a me stessa, e di cui parlo solo con mio marito e col direttore spirituale. Quando mi hanno chiesto se potevo dare una mano in questa vicenda, ultima me lo ha chiesto una persona importante che neanche mi conosceva, non me la sono sentita di dire di no, anche se so che molti pensano che mi sia fissata, e che abbia perso la mia simpatia. Non ho potuto farmi condizionare da queste scelte di opportunità e di immagine.
        Lucia di Fatima ha detto che la battaglia finale di Satana sarà sulla famiglia, ed è stata proclamata beata.

        • Carissima Costanza,
          premetto di essere un ignorante nelle questioni di cui tu discuti e certo non credo di poter ancora esprimere un moi giudizio in merito. Quello che hai scritto in questo commento mi ha un attimo scosso e vorrei solo provare a darti un consiglio.
          Secondo me vale la pena di parlarne anche con Carron. Perchè da una discussione seria e leale non potete che guadagnarci entrambi (tu e lui), sia nel chiarire le posizioni sia magari nell’evolverle. Poi magari lui non avrà tempo o preferirà non risponderti, ma comunque tu ci avrai già guadagnato.
          Questo lo dico perchè anche io certe volte non capisco cosa dice Carron, ed ogni tanto gli ho scritto, non perchè io sia di CL ma per capire quello che lui vuole dire.
          Io penso che questo possa essere un aiuto anche ad evitare la fiera dell’opinione che parte spesso da incomprensioni e pregiudizi (io credo da diverse parti) e che certo non aiuta nessuno, tanto meno la Chiesa.
          Spero che tu non senta quello che ho detto come un attacco perchè non vuole assolutamente esserlo. Si tratta invece di una “suggestion” da amico, anche se non ci siamo mai conosciuti.

          In amicizia

          Simone

          P.S. Se non si capisce o non sei daccordo o ne vuoi parlare scrivimi pure alla mail.

        • Cara Costanza,
          visto che mi hai risposto e mi interpelli replico,anche se mi ero ripromessa di non farlo:
          che vuol dire che pensavi che nel merito non ci fosse dubbio?Certo che non c’è dubbio,cosa credevi che adesso agli esercizi della Fraternità inizieremo cantando YMCA invece che il Discendi Santo Spirito? Per il resto ti ha già risposto Simone S.Non conosco le regole del giornalismo,e forse sono un’ingenua a pensare che per una persona che è iscritta all’Ordine dei giornalisti sia abbastanza semplice chiedere ed ottenere un’intervista,un chiarimento,uno straccio di precisazione.Non sei di Cl,ok,ma questo ti autorizza a trattare Don Carron come se fosse il padre Boff della situazione prendendo una sua frase e staccandola dal contesto(meno male che almeno hai messo il link all’intervista)? Non smetti certo di essermi simpatica per questo, anzi questa discussione mi ha fatto andare più a fondo della mia fede e delle ragioni della mia adesione a Cl.Comunque Carron presenterà il suo libro pure a Roma,io al tuo posto ci andrei a sentirlo, se non altro per verificare che avevi ragione tu e torto lui.
          Per il resto sono d’accordo che la battaglia finale sarà sulla famiglia,resta da vedere qual’è il modo migliore di difenderla.
          Grazie di avermi dato tanto ascolto,considerando che io veramente non sono nessuno,se non una tua sorella nella fede a cui continui a stare a cuore.

  39. 1) che un sacerdote della chiesa cattolica dica che “la diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti…la questione è quale riconoscimento dare” senza esprimere minimamente un giudizio che parta dalla fede mi pare quantomeno strano….
    2) le leggi liberticide e omicide non le fermiamo con la sola testimonianza che è importante ma non basta. non capisco questa cosa di centrarsi solo sulla testimonianza e abolire l’iniziativa pubblica, sociale, civile che è indispensabile a difesa dei valori e dei più deboli (anche questa è testimonianza di fede). CL si è ritirata da questo ambito e non riesco a capire il motivo, mi pare che era proprio una caratteristica del carisma…..

    • Giusta osservazione Roberto…
      CL anche per me era sempre stato identificato come il “modello”, il carisma, di un Movimento Ecclesiale fortemente impegnato e concretamente attivo (ben strutturato per altro) sul fronte sociale e politico.
      Peraltro mosso alla radice dalla spiritualità, dagli scritti che restano, di Don Giussani, fortemente Cristocentrici e che chiamano ad una forte conversione personale che si traduceva poi in impegno fortemente motivato…

      Ora, dati gli ultimi avvenimenti, chiedo senza lanciare accuse o fare dietrologia, qualcosa é cambiato? Qualcosa sta cambiando? Di che segno é questo cambiamento?
      Forse i tempi non sono ancora maturi per un giudizio, ma certo il tema non è di poco conto, né si può pensare non desti qualche preoccupazione o giusta domanda…

      Visti i recenti

  40. @ fra’ centanni (ed a tutti i cattolici del blog che sono sulle sue posizioni)

    “L’omosessualità praticata è un male oggettivo per tutti”

    “Non capite che anche il più piccolo riconoscimento della loro esistenza costituisce, semplicemente, la loro promozione, lo sdoganamento, l’accettazione senza riserve del loro ingresso nella società umana? Riconoscere (anche solo in forma minima) l’esistenza, sul piano giuridico, delle unioni omosessuali, equivale a dire che queste unioni sono buone in sé, aggiungono qualcosa di positivo alla comunità”

    ” Personalmente, credo che il modo corretto di riferirsi a loro sia quello di usare il termine “pervertiti”, perché descrive oggettivamente il loro comportamento”

    “Non esistono persone omosessuali, esistono comportamenti omosessuali che meritano solo la censura, perché sono comportamenti che offendono Dio e fanno male all’uomo”

    “I fautori e sostenitori dell’ideologia gender sono nemici di Dio e dell’uomo e come tali vanno combattuti con ogni mezzo lecito, sul piano religioso/ecclesiale e su quello politico/culturale”

    ” che tra noi cattolici ed i sostenitori/fautori del gender ci sia inimicizia insanabile, questo è poco ma sicuro”

    “i pervertiti (non gli omosessuali, che non esistono), se avessero un briciolo di rispetto per se stessi, dovrebbero vergognarsi del loro comportamento, allo stesso modo in cui si vergognano tutti coloro che sono coscienti di fare del male”.

    °°°°°°°°

    ORBENE, io non so se esista l’inferno per gli omosessuali dopo la morte, MA DI CERTO, i poteri che si rifacevano al cristianesimo, in 17 secoli, sono riusciti a crearglielo, sulla terra ed in vita, agli omosessuali, l’inferno.

    Per rendersene conto appieno basta pensare alle epoche in cui coloro che la pensavano “come sopra” avevano il potere……..

    La chiesa cattolica ha saputo fare un buon lavoro di propaganda!

    E non ti preoccupare, caro fra’ centanni, del fatto che ” la violenza infame di questi signori abbia già cominciato a colpire i cattolici”, perchè gli omosessuali non riusciranno mai a rendere ai loro persecutori la pariglia a TUTTE le violenze ed umiliazioni (l’inferno in terra suddetto) che hanno subito nel corso della storia e subiscono ancor oggi.

    Che vuoi che siano qualche offesa e qualche minaccia a “manif pour tous” di fronte a secoli e secoli di violenze, condanne, derisioni?!

    Figurati che per cominciare a respirare “un pochino” i gay hanno dovuto aspettare la Rivoluzione francese che, con grande scorno della chiesa, depenalizzò la sodomia, definendola “reato immaginario”?!

    Quindi sopportate di buon animo quelle offese e minacce; e, per invitarvi a farlo, vi ricorderò un episodio storico.

    Per decenni il cancelliere principe di Bismarck avevo messo in ginocchio stati, regnanti, popoli, ma, poi, dopo la sua destituzione ed il pensionamento nella tenuta di Friedrichruhe, veniva sottoposto a continua, anche se discreta, sorveglianza da parte della polizia locale (per ordine dello stesso Kaiser, che l’aveva messo a riposo).

    Una volta, incontrando il medesimo Gugliemo II, gli chiese cortesemente di smetterla con quel fastidioso ed increscioso spionaggio. Al che, il Kaiser, altrettanto cortesemente rispose: “Principe, La esorto a sopportarlo”.

    E se si tiene conto “cosa” aveva dovuto sopportare l’europa dal “cancelliere di ferro”, era equo che “qualcosa” sopportasse anche lui.

    Perciò se gli omosessuali dopo secoli di inferno sulla terra, si mostrano un po’ offensivi e aggressivi, io vi do un’analoga risposta a quella del Kaiser (e Re di Prussia): “Cattolici, Vi esorto a sopportarlo”. A69

    • @A69
      Sì, però anche te….o_O non ti attaccare ad affermazioni non-cattoliche, o a-cattoliche, o anticristiane che trovi nel blog. Oggi, nero su bianco, la Chiesa afferma che omosessualità è tendenza/orientamento. Lo considera fatto naturale, e attento Anonimo, benché ‘disordinato’ NON determina che la persona sia in sè stessa disordinata. Mentre è disordinato l’atto concreto, come lo può essere anche tra eterosessuali. Ovviamente NON ne deriva che la Chiesa consigli la coabitazione tra gay, ma comunque oggi praticamente quello è un peccato sessuale come altri.
      Inoltre lo stesso Benedetto anni fa ha detto che si condannano ingiuste discriminazioni e violenze ai danni di persone omosessuali.
      Vero è che in generale, pastoralmente (non dottrinalmente), in passato per lungo tempo non c’è stato equilibrio tra considerazione di peccati di sesso rispetto a tanti altri peccati (ad esempio furto, corruzione, ingiustizie sociali, ecc).
      Ma te l’ho detto che la Chiesa è sempre in cammino….
      🙂

      Potrei magari anche citarti, come contro-esempio, i campi di “rieducazione” per gay del governo castrista? Ideati dallo stesso Che Guevara?
      Potrei citarti cosa dicevano, non i russi, ma gli storici dirigenti del PCI pochi anni fa?
      E …ehm…non credo che loro prendessero ordini dalla Chiesa Cattolica 😉

      P.s. ho visto che volevi rispondermi sul precedente topic, ma non hai potuto. Vedi te se puoi inserire brevemente da qualche parte l’argomento.

      • P.s. ciò non significa che la Chiesa approvi gli atti omosessuali, oppure che dica “vabbè, peccate pure”, perché non lo dice a nessuno.
        Ma quando tu scrivi “a tutti i cattolici allineati su quelle posizioni”, semplicemente non ti stai rivolgendo a cattolici, ma a sedicenti cattolici. Certe espressioni di disprezzo delle persone non dovrebbero uscire dalla bocca né dalla tastiera di un buon cristiano.
        E tu non dovresti prenderle come scuse per….attaccare i cattolici. Perché a ‘sto punto ti invito ad andare a Messa – 2 piccioni con una fava 😉 heheheh
        e a verificare quanta gente si esprime così sugli omosessuali.
        Ciao.

        • 2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

          Scusa, Francesca, vorresti essere così cortese da spiegare come e quando la chiesa considera l’omosessualità un fatto naturale? Vorresti anche chiarire quali “affermazioni non-cattoliche, o a-cattoliche, o anticristiane” avrei fatto? E vorresti anche spiegare di quali “espressioni do disprezzo” mi sareo reso responsabile?

          Infine, già che ci siamo, quando hai qualcosa da ridire su quello che scrivo, vorresti avere la cortesia di rivolgerti, prima di tutto, al sottoscritto per chiarire la questione? Anche perché, fino a prova contraria, sono una persona (e questo già sarebbe sufficiente), per dipiù cattolico osservante e praticante, quindi un tuo fratello nella fede, non una merda da evitare.

          • Si possono evitare talune persone anche solo per prudenza o per evidente incapacità a comprendersi reciprocamente…
            L’accenno escrementizio è tua supposizione e supporrebbe l’altra parte in causa ti consideri tale… Ma anche questo tuo non è pensiero corretto verso un fratello (o sorella) nella fede.

            • Comunque, la Chiesa non può considerare l’inversione della propria sessualità come un fatto naturale, cioè che rientri tra gli aspetti della natura umana, non più di quanto possa considerare naturale la cecità.

              Ne aveva parlato anche Paolo Pugni tempo fa, proprio qui.

              https://costanzamiriano.com/2014/12/15/la-fede-sospesa/

              • @Roberto (e anche A69 con l’occasione)
                Il documento per la “cura pastorale delle persone omosessuali” al quale si fa riferimento oggi nella Chiesa mi risulta essere il seguente, nel quale si fa anche resoconto/descrizione della condizione omosessuale.
                Chiamalo “forte radicamento”, o chiamalo “tendenza senza alcuna colpa”….stiamo comunque sul concetto di condizione naturale-connaturata alla persona. (Esclusi ovviamente i soggetti che lo scelgono deliberatamente).
                Redatto originariamente dai vescovi americani, il documento è stato citato anche di recente da Papa Francesco. In realtà non dice e non aggiunge nulla di nuovo a quanto già si sapeva come cattolici, tuttavia si fa una buona sintesi e punto della situazione attuale (2006)
                Lo trovi qui http://coraggiodellacastita.blogspot.it/2014/12/ministero-per-le-persone-con-una.html

                Una sintesi di alcuni punti, fatta dal blogger linkato qua sopra:

                • L’inclinazione omosessuale non è di per sé un peccato.
                “Nella misura in cui una tendenza o inclinazione omosessuale non è soggetta alla propria libera volontà, non si può essere considerati moralmente colpevoli per quella tendenza. Tuttavia si sarebbe moralmente colpevoli se si coltivassero volontariamente delle tentazioni omosessuali o si scegliesse di agirle, la tendenza da sola non è un peccato. Di conseguenza, la Chiesa non insegna che l’esperienza dell’attrazione omosessuale è di per sé peccato. “Detto questo, l’inclinazione omosessuale è comunque”oggettivamente disordinata”. I vescovi sottolineano chiaramente che essere attratti dal sesso opposto non è sufficiente perchè le proprie inclinazioni sessuali siano rettamente ordinate. Infatti, “la tendenza verso il piacere sessuale che non è subordinato ai maggiori beni dell’amore e del matrimonio è disordinata, in quanto inclina una persona verso un uso della sessualità che non concorda con il piano divino della creazione. Vi è il disordine intrinseco di ciò che è diretto verso ciò che è male, in tutti i casi (contra naturam). C’è anche il disordine accidentale di ciò che non è correttamente ordinato dalla retta ragione e ciò che non riesce a raggiungere la misura corretta della virtù (contra rationem). 

                • Rispetto per la dignità umana.
                Ogni persona è creata come imago Dei ed è quindi dotata di una dignità trascendente. Le persone con ASS sono spesso trattate con disprezzo e odio, a volte manifestato in modo chiaro, altre in modo sottile; è indispensabile che coloro che forniscono cura pastorale alle persone con ASS non contribuiscano a questa “ingiustizia”.

                • Una terapia per le inclinazioni omosessuali? 
                Così come non c’è un consenso scientifico sulla causa dell’inclinazione omosessuale, non c’è neanche consenso scientifico sulla terapia per trattarla.

                • La necessità di una formazione alla virtù: la castità.
                Indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, ogni persona ha bisogno di acquisire la virtù della castità, che nel contesto contemporaneo richiede uno sforzo particolare.

                • Partecipazione nella Chiesa. 
                Le comunità religiose locali devono abbracciare e accogliere pienamente chi vive un’ASS. “La partecipazione a una fervente comunità cattolica è un sostegno per vivere una vita di castità e integrità ed un invito ad una continua conversione personale”. Questo è di vitale importanza dal momento che tante persone con ASS hanno sperimentato forme di rifiuto ed alienazione. I vescovi, tuttavia, mettono in guardia contro ogni potenziale scandalo nella comunità parrocchiale che possa derivare da una guida pastorale che assuma “una neutralità lontana dall’insegnamento della Chiesa” sull’omosessualità.

                • Torno sul punto “naturale” brevemente… credo ci sia da distinguere sul “naturale” come comunemente lo si intende (è naturale che un bimbo ami sua madre), piuttosto che potremmo dire “presente in natura”, cioè la constatazione di una realtà oggettiva… e credo Francesca a questo si riferisca il documento che citi.
                  Presenza in natura che sappiamo è “natura ferita” e che può presentare più di una devianza dal progetto originario di Dio di una Natura esente dal peccato.

                • Francesca, direi che nel testo medesimo che mi proponi posso leggere: “Vi è il disordine intrinseco di ciò che è diretto verso ciò che è male, in tutti i casi (contra naturam).” Possiamo perciò con tutta facilità convenire che questo grave disordine è contro-natura, non naturale. Nell’esempio banale che facevo, anche la cecità è senz’altro profondamente radicata e connaturata alla persona, ma nessuno per questo la derubrica a fatto naturale.

                  • @Roberto. Se nasci cieco è in qualche modo naturale. Dipende sempre dall’uso del termine ‘naturale’ che si fa. Nel caso dell’omosessualità non c’è parere univoco nella comunità scientifica se “si nasce o si diventa”. Sembra più probabile la nascita, oppure un fattore durante lo sviluppo – fattore che la persona nel 90% dei casi non può cambiare. Fatto sta che anche il CCC riconosce il “profondo radicamento” – quindi come l’individuo che incolpevolmente nasce cieco.
                    (in questo caso il gay non ha attrazione che lo porti a riproduzione, ma il fatto è…. che tutta la natura è decaduta. E puntare tutto il decadimento sui gay non lo trovo tanto corretto cristianamente…tutto qua.)

                    Per il resto ti ho riportato apposta il documento, che non nega affatto il problema.

                    • Dunque Francesca, senz’altro dipende dall’uso del vocabolo. Concludo sottolineando solo che usare il termine ‘naturale’ relativamente a questo genere di disordini sessuali è sotto un aspetto apologetico molto molto rischioso (per la cecità no, volendo seguire la scia del mio esempio); posso dirlo per esperienza personale ripensando anche ma non solo alla mia conversione di più di 15 anni fa. Oggi come oggi, ancora più rischioso. Il radicamento profondo è pacifico in un certo numero di casi (non voglio dare percentuali) ma dato che in tal caso la persona si “gioca” volente o nolente la propria vita affettiva per come la maggior parte di noi la desiderano, spero proprio nel valore di un percorso terapeutico (laddove possibile e voluto, ovvio).

                    • Tutta la natura è decaduta e TUTTI ne patiamo le conseguenze… anche nella nostra stessa carne.

                      “…fattore che la persona nel 90% dei casi non può cambiare” è una stima fatta in base a cosa?

                      Percentuali o meno credo invece Dio sia (l’unico) capace di dare all’uomo una Natura Nuova, diversamente TUTTI (al 90%) non vedremmo la possibilità di essere liberati dalla schiavitù dei nostri peccati, che nella stragrande maggioranza dei casi, ci sono “connaturali”.

                    • @Bariom
                      90%. Mi riferivo solo al fatto della condizione omosessuale. Non certo all’impossibilità per un omosessuale di non peccare. Certo che tutti possiamo essere rinnovati!

                      @Roberto.
                      Diciamo che in linea di massima concordo sul tema del linguaggio, però in genere distinguo secondo l’ambiente in cui mi trovo. In parole povere: secondo me oggi devi parlare come parlo io in una fase iniziale “di contatto”, per gettare ponti, e sicuramente con la maggioranza delle persone e quasi sempre in internet; mentre devi parlare come parli tu con una minoranza di ‘acculturati’ nonché con cristiani che abbiano fatto un minimo percorso di fede. Altrimenti non se ne esce.
                      Terapia: o, come cattolici, la consigliamo per una varietà di peccati e di peccatori, i cui vizi discendono in molti casi da devianza psicologica… oppure significa che sostenere devianza psicologica solo per gay in qualche modo ci riporta ad una discriminazione.
                      Secondo me.
                      Quindi io distinguerei il percorso di fede cattolico dal sentirsi in diritto di consigliare terapie a chicchessìa.

                    • @Francesca (non voglio aver ragione a tutti i costi, eh, sto facendo qualche parola in libertà).

                      Per quel che riguarda il linguaggio, la vedo molto diversamente. Cioè, ci sono persone con le quali è più adatto modulare il linguaggio in un certo modo, altri con i quali è più adatto un altro. Questo a prescindere dal grado di sviluppo di un certo percorso. Come dicevo, per quel che riguarda la mia esperienza un certo modo di articolare il messaggio mi ha sempre tratto in inganno e confusione, anche quando non avevo la più remota idea di cosa significasse essere cattolico (nella speranza che nel frattempo abbia imparato qualcosa!!).

                      Nel link che ho lasciato sopra, Paolo Pugni parlava proprio di questo e io compresi in quale piaga voleva mettere il dito, proprio perché era un problema di ragione che mi si era posto dinnanzi, da subito.

                      Per quel che riguarda la discriminazione, come dice anche il Catechismo, è la ingiusta discriminazione che va evitata. La discriminazione tout cour non è affatto necessariamente qualcosa di cattivo.

                      In questo caso, il discrimine che io mi pongo è il seguente: vero è che nessuno, schiavo del peccato, vive bene, neppure quando questa schiavitù sia tale da attenuare il peccato da mortale a veniale (che è comunque cosa che solo Dio sa).

                      Ma una così grave confusione nell’identità sessuale non solo lascia il fianco gravemente scoperto a certi peccati (ma in questo come l’avarizia, l’iracondia, la gola… ) ma chiude alla possibilità di una vita affettiva (se si vuole vivere come Dio comanda). E’ una delle obiezioni a chi vorrebbe vedere “sdoganati” questi disordini proprio dalla Chiesa. Poi, noi sappiamo che non sarebbe comunque questo a poter soddisfare il cuore umano, ma sotto un aspetto naturale, questa obiezione può avere un valore, e almeno sforzarsi di cercare opzioni che non chiudano alla possibilità di una cura (o riparazione che dir si voglia) mi sembra utile, per coloro che potessero desiderare esplorare questa possibilità.

                      L’avaro, l’iracondo, il goloso, una persona accanto se la possono trovare, e sotto questo aspetto naturale, importante per gran parte degli esseri umani, avere una loro compiutezza (anche se poi, se restano peccatori impenitenti, bene non vivono comunque).

                • @Francesca

                  cara Francesca, farei una sola puntualizzazione rispetto a quello che dici, ossia che (cito a senso perché non ritrovo il punto esatto) la pratica omosessuale sarebbe un peccato impuro come un altro.
                  Questo non è esatto, perché il peccato di impurità ha moltissime possibili sfaccettature e gravità oggettive. In particolare il peccato impuro contro natura è più grave del peccato impuro secondo natura.

                  E’ invece da distinguere la tendenza omosessuale (che effettivamente in molti casi è senza colpa, e uno si ritrova addosso) e la pratica omosessuale.
                  In ogni caso poi è sempre vero che la persona va accolta in quanto persona, indipendentemente dalla propria condizione morale. E’ sempre vero l’atteggiamento di Gesù: condanna verso il peccato, misericordia verso il peccatore.

                  grazie

                  • Thelonious.
                    Grazie dell’osservazione, anche se credo che… concordiamo in tutto.
                    Ti spiego dove sta il possibile fraintendimento, di certo dovuto a mie insufficienti precisazioni. Dovevo spiegarmi meglio.

                    “peccato impuro contro natura è più grave”
                    VERISSIMO.
                    Sai dove sta il fraintendimento, l’inganno reale?
                    Che su questa affermazione siamo d’accordo tutti, ma nell’immaginario comune, nella mentalità attuale non viena mai messo in conto un FATTO REALE: le coppie eterosessuali e le persone singole eterosessuali peccano di continuo contro natura.
                    Modalità: autoerotismo, atti di vario tipo contro natura in coppia, ivi compresa la contraccezione. La contraccezione, varie modalità contraccettive, oggi utilizzata tranquillamente dalla maggioranza dei cattolici, sposati e non, è un peccato contro natura.
                    C’è purtroppo ancora tra i cattolici questa credenza che l’omosessualità sia contro natura, mentre sia sufficiente essere eterosessuali per peccare “secondo natura.”
                    L’eterosessuale pecca secondo natura solo se compie un certo atto. Tutto il resto è contro natura. La stessa contraccezione durante un atto ‘naturale’ lo trasforma in atto contro natura.

                    È infatti da quella mentalità, instaurata da decenni, che discende la pretesa legittimazione degli atti omosessuali.

                    • @Francesca.

                      quello che dici è vero, e infatti credo che anche in questo caso ci sia un problema di educazione all’affettività.
                      Ossia: la preoccupazione dei genitori verso i figli, e anche dei coniugi, uno verso l’altro, deve essere proprio quella di educare, educarsi e farsi aiutare ad una vera dimensione di affettività.
                      Sono d’accordo che, soprattutto in un campo delicato come questo, ci sia stata una grave carenza educativa, anche in tante strutture della Chiesa, e oggi questo costituisca un’emergenza educativa (non l’unica).

                      Passare dal concepire la propria sessualità in modo puramente istintivo ad una dimensione oblativa, di dono, e di continenza, questo è uno dei grandi lavori (e anche fatiche) che spetta al matrimonio, in cui occorre quotidianamente “morire a se stessi” (il che significa alla propria istintività, alla propria ira, alla smania di aver ragione, ecc…).

                      Grazie di aver messo a tema questo importante e delicato argomento

                    • @Francesca e Thelonius (vista la risposta),

                      Al di là del convenire al 100% con il discorso di Francesca riguardo la “sottostima” e anche il poco affrontare le tematiche della vita sessuale di coppia la sciando un po’ tutto al “fai da te” o a “come pare a me”, credo sia più prudente non estendere troppo la definizione di “peccato contro natura” a tutta la casistica da Francesca (in parte descritta).
                      Per non lanciarmi in mie supposizioni o trattazioni, mi rifaccio ad una fonte ben nota e ritengo decisamente stimabile, dove trovo:

                      «1. Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica parla di questi peccati.
                      Ne cambia solo la dizione. Anziché chiamarli “peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio”, li chiama” peccati che gridano verso il cielo”, ma la sostanza è la stessa.
                      Ecco il testo: “La tradizione catechistica ricorda pure che esistono «peccati che gridano verso il cielo».
                      Gridano verso il cielo: il sangue di Abele (Cf Gen 4,10); il peccato dei Sodomiti (Cf Gen 18,20; Gen 19,13); il lamento del popolo oppresso in Egitto (Cf Es 3,7-10): il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano (Cf Es 22,20-22); l’ingiustizia verso il salariato (Cf Dt 24,14-15; Gc 5,4)” (CCC 1867).

                      2. La dizione peccato impuro contro natura è mutuata da S. Paolo: “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento” (Rm 1,26-27).

                      3. In passato nei manuali di teologia morale venivano definiti peccati contro natura tutti i disordini sessuali nei quali è impossibile la procreazione. Ma questa dizione non metteva in evidenza la particolare gravità del disordine degli atti omosessuali e anche di quel particolare tipo di contraccezione che è simile alla sodomia.
                      San Paolo, quando parla di peccati contro natura, si riferisce chiaramente al peccato dei sodomiti, e cioè all’inversione della naturale inclinazione dell’uomo di accoppiarsi con la donna e viceversa.
                      Si dice che questi peccati gridano verso il cielo per il grande disordine che portano all’interno della società.»

                      http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=685

                      A voler poi essere molto precisi, il peccato “contro natura” di sodomia, non è circoscritto ai rapporti di tipo omosessuale e può riguardare (come facilmente comprensibile senza entrare nei dettagli), anche le coppie eterosessuali. Né viene meno perché la coppia etero sia “consenziente”, né tanto meno perché sia sposata (anzi!).

                  • Thelonoius:

                    “In particolare il peccato impuro contro natura è più grave del peccato impuro secondo natura.”

                    E’ per affermazioni come queste che a qualcheduno passerebbe (se ce l’avesse) la voglia di
                    convertirsi (se dipendesse da lui) al cristianesimo (non al cattolicesimo né al protestantesimo
                    etc.) (o non esiste il cristianesimo liscio?)!

                    • Caro Alvise, non è per affermazioni come questa che uno si converte al cattolicesimo, ma queste non sono le affermazioni che fanno di un cammino di discernimento che il cattolico sente il bisogno di fare nel suo percorso (se questo discernimento vuole avere…).

                      Se tu ti “convertissi” alla chimica, lo faresti affascinato da chissà quale aspetto della chimica, magari un aspetto che in quel momento racchiude un tutto che ancora ti pare vago, ma che “ti prende”… poi ti inotrerai nella Chimica e conoscerai cose e altre ne vorrai conoscere (se non è un fuoco fatuo).
                      Ma se da chimico divenuto sapiente di tanti aspetti dalla chimica, vorrai trasmettere ad altri il tuo amore per la chimica, non ti metterai a snocciolare formule che ad altri paiono astruse.

                      Oro il discorso qui NON è fatto per chiamare alcuno a conversione (oppure anche per strade che solo Dio conosce), ma diciamo che nello specifico non è l’intenzione specifica.

                      Quindi la tua obiezione e comprensibile ma fuori luogo… e in ogni caso qui c’è ben più che la Chimica!

                    • @Bariom
                      (A parte che a me risultava nella lista “peccato contro natura” e non “peccato dei sodomiti”, andrò a controllare altre fonti quando ho tempo…)
                      Vuoi dire che una donna che prende continuativamente la pillola contraccettiva (per non concepire durante gli atti sessuali) oppure una coppia etero che usa sempre il preservativo durante l’atto “naturale” non sta commettendo peccato contro natura?

                      Sai che secondo me sta proprio là il punto della questione.
                      E la masturbazione? Singola o in coppia non è considerabile atto impuro contro natura?
                      E altre varie modalità (vabbè non ce n’è tantissime, non serve che elenco).

                      Ehm…non per andare troppo sul tecnico, ma dovresti sapere che molti omosessuali dicono che non attuano l’atto “dei sodomiti” e i loro rapporti sono di altro tipo, come sopra descritto (ed evito di ripetere).
                      A quel punto possiamo affermare che anche gli omosessuali possono peccare “secondo natura”?
                      (non dirglielo a fra’ che poi ci fa uno spam in proposito)

                      O forse non ho compreso io il tuo intervento Bariom….?
                      O forse ci sono 3 tipi di peccato: contro natura, secondo natura, e atti impuri vari?
                      (L’ultima è battutina, ma anche no).

                      Filosofiazzero: sta zitto che tanto non capirai mai. Tu preoccupati delle distinzioni importantissime e vitali tra smartphone di marche diverse o di scarpe stringate versus mocassini. O di partite di calcio.

                    • @Francesa io ti ho riportato un commento non fatto dal “primo che passa” su specifico tema…

                      Poi sai che c’è? La graduatoria dei peccatti e della gravità dei medesimi, la lascio a chi si volesse inerpicare per questi ardui percorsi, quindi mi attengo alla Chiesa quando e dove lo fa.

                      Se vuoi un mio parere in senso generale (non ho proprio voglia e sarebbe credo da evitare il chi lo fa come dove quando e magari in che “posizione”, anche solo restando nel campo “fisico”), mote cose sono più gravi algli occhi di Dio di quante ne consideriamo tali e questo anche in relazione a ciò che abbiamo ricevuto.

                      Quindi cosa varrebbe chiedere: “Vuoi dire che una donna che prende continuativamente la pillola contraccettiva … ecc.?” Per sapere se è “contro natura” o “in natura” o “semi-naturale”. E’ un serio peccato ed è tanto più grave quanto più si ha coscienza che lo sia… ma sai quante coppie credono di non far nulla di male? Magari perché assistita da un sacerdote che gli ha detto: “Beh, dai insomma, avete già due figli, pochi soldi ecc, ecc.”

                      Il peccato resta grave in quanta a materia per tutta la sessualià (etero) vissuta fuori dal Matrimonio, ma NON è contro natura. Non così per la sessualità “omo”, perché contro natura è propio l’essere di tipo “omo”.

                      Cmq ripeto, non è che il tema graduatoria/tipologia mi appassioni… io cerco di fare discerniomento sui MIEI peccati, che sono molti e che un passato sono stata molto seri… oggi lo potrebbero essere meno in quanto a materia, ma oggi ho un discerniomento diverso e vedo come la mancanza verso ciò su cui verremo principalmente giudicati, l’Amore, e già bastante alle mie preoccupazioni.

                      Ho però l’impressione e qui chiudo, che la tua preoccupazione che sia chi sia, sia concentrato solo sulla gravità dei peccati di natura omosessuale, dimenticando gli altri (e allora potremmo tranquillamente uscire dalla sola sfera della sessualità), finisca per appiattire tutto sullo stesso piano o addirittura gravare di segno più o di segno meno in modo non veritiero sull’uno o sull’altro versante. Lo fai con uno zelo buono che conosco e ti riconosco, ma attenzione che anche il troppo zelo (lo dico per esperienza), può divenire elemento d’inciampo.
                      Ciao 🙂

                    • ma te la voglia di convertirti non ce l’hai, quindi di che ti preoccupi?

                    • @Bariom
                      Era proprio questo punto che volevo evidenziare!! Quello del tuo ultimo paragrafo.

                      In generale, per me tutti i peccati sono più gravi di quello che pensiamo solitamente. Oppure se solitamente ci siamo sempre sentiti dei gran peccatori, sono meno gravi di quello che pensiamo. (Discorso contorto ma credo che tu mi capisca).
                      Oppure si può essere perfetti osservatori della legge senza un briciolo di carità. E allora compi, di nuovo, il peggior peccato. Oppure pensi di non poter chiedere perdono… e ancora: peggio del peggio.

                      In ogni caso per me non va bene puntare sempre il dito sul peccato omosessuale, visto che nella lista “gravissimi” ce n’erano altri tre (chissà perché mai analizzati e mai esplicati dettagliatamente nei siti cattolici).
                      Visto anche che le coppie etero fanno sia peccati contro natura, sia reiterazioni di altri meno gravi, tanto non sono gravi!, oppure non ne fanno sessualmente, ma magari abbandonano un ammalato all’ospedale per andarsene in ferie.
                      Dunque l’appiattimento è proprio quello: va tutto bene finché non sei omosessuale. E, mi raccomando, ricordiamogli di continuo a questi che sono ‘intrinsecamente disordinati’. Se peccano? No, no, per carità!, sono proprio intrinsecamente disordinati come tendenza, anche se non peccano!! Ripetiamolo di continuo come un mantra, ripetiamolo, ripetiamolo. Eccerto, così siamo proprio noi i primi a dimenticarci che stiamo parlando di PERSONE , e non di genitali ambulanti.

                      E che giri ancora ‘sta storia dentro la Chiesa… a me mi girano.
                      Perché poi alla fine il punto sta là, nella situazione odierna: È andato tutto bene per secoli – eccetto i peccati sessuali e specialmente omosessuali? Bene, oggi mancava solo lo sdoganamento di quelli ! Ma ci abbiamo lavorato a lungo per ottenere il risultato.

                      (Nel frattempo io mi trovo, altrove, a discutere con fedeli di religione ebraica, osservanti, che mi/ci accusano di aver introdotto la sessuofobia nella Bibbia storpiando le ermeneutiche e le traduzioni. Non che loro siano dei liberisti, anzi, ma alla fine quelli, pure ipocriti, concentrati sul peccato genitale siamo considerati sempre noi cattolici. E qualche ragione, anche se non glielo dico, ce l’hanno).

                    • @Francesca, ho ben compreso il punto e come linea di principio condivido.

                      Il problema a mio avviso è che per troppi anni la chiesa ha forse (dico forse da mio limitatissimo punto di vista) posto tutta una serie di (giusti) paletti, senza dare pienamente conto della bellezza, del valore e del perché questi paletti sono stati posti (ma non dalla Chiesa per sua capriccio o sua sessuofobia)… in altre parole perché come i Dieci Comandamenti sono “parole di vita”, anche questi “paletti” non ci tolgono nulla, anzi ci fanno vivere tutto con maggior pienezza e gioia.

                      C’è poi un altro aspetto… non ricordo chi ha detto “chi tocca il corpo tocca l’anima” e il nostro corpo è (o dovrebbe essere) Tempio dello Spirito Santo. Chi mette mano alla distruzione di questo “tempio” con atti dalla sessualità disordinata (perché proprio la sessualità? Qui ci vorrebbe un trattato, quindi non mi ci lancio…) pecca (peccare significa etimologicamente “mancare il bersaglio”) in modo serio e grave, rende impossibile l’inabitazione dello Spirito con conseguenze gravemente perniciose, soprattutto se costui o costei sono membra del Corpo Mistico che è la Chiesa (battezzati).
                      Questo più di quanto non sia una lenta erosione del Tempio (proprio e Chiesa) data da un cumulo di peccati di altra natura, che non siano i cosiddetti “peccati mortali” (quelli che cioè “condannano a morte” la propria anima – virgolette essendo l’anima immortale – se non vi fosse volontà di pentimento), anche se alla fine il risultato non cambia.

                      Al di là del mio cianciare è sempre bene ritornare alla nostra “bussola” che è vero Dono di dio anche per la sua chiarezza e semplicità di consultazione:

                      Dal CCC

                      IV. La gravità del peccato: peccato mortale e veniale

                      1854 E’ opportuno valutare i peccati in base alla loro gravità. La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, già adombrata nella Scrittura, [Cf 1Gv 5,16-17 ] si è imposta nella Tradizione della Chiesa. L’esperienza degli uomini la convalida.

                      1855 Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione grave della legge di Dio; distoglie l’uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore.

                      Il peccato veniale lascia sussistere la carità, quantunque la offenda e la ferisca.

                      1856 Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale che è la carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore, che normalmente si realizza nel sacramento della Riconciliazione:

                      Quando la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria alla carità, dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha di che essere mortale… tanto se è contro l’amore di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro ecc., quanto se è contro l’amore del prossimo, come l’omicidio, l’adulterio, ecc… Invece, quando la volontà del peccatore si volge a una cosa che ha in sé un disordine, ma tuttavia non va contro l’amore di Dio e del prossimo, è il caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc., tali peccati sono veniali [San Tommaso d’Aquino, Summa Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, I-II, 88, 2].

                      1857 Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: “E’ peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso” [Giovanni Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia, 17].

                      1858 La materia grave è precisata dai Dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre” ( Mc 10,19 ). La gravità dei peccati è più o meno grande: un omicidio è più grave di un furto. Si deve tener conto anche della qualità delle persone lese: la violenza esercitata contro i genitori è di per sé più grave di quella fatta ad un estraneo.

                      1859 Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso con piena consapevolezza e totale consenso. Presuppone la conoscenza del carattere peccaminoso dell’atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente libero perché sia una scelta personale. L’ignoranza simulata e la durezza del cuore [Cf Mc 3,5-6; Lc 16,19-31 ] non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono.

                      1860 L’ ignoranza involontaria può attenuare se non annullare l’imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della sensibilità, le passioni possono ugualmente attenuare il carattere volontario e libero della colpa; come pure le pressioni esterne o le turbe patologiche. Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave.

                      1861 Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal Regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se noi possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.

                      1862 Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza e senza totale consenso.

                      1863 Il peccato veniale indebolisce la carità; manifesta un affetto disordinato per dei beni creati; ostacola i progressi dell’anima nell’esercizio delle virtù e nella pratica del bene morale; merita pene temporali. Il peccato veniale deliberato e che sia rimasto senza pentimento, ci dispone poco a poco a commettere il peccato mortale. Tuttavia il peccato veniale non rompe l’Alleanza con Dio. E’ umanamente riparabile con la grazia di Dio. “Non priva della grazia santificante, dell’amicizia con Dio, della carità, né quindi della beatitudine eterna” [Giovanni Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia, 17].

                      L’uomo non può non avere almeno peccati lievi, fin quando resta nel corpo. Tuttavia non devi dar poco peso a questi peccati, che si definiscono lievi. Tu li tieni in poco conto quando li soppesi, ma che spavento quando li numeri! Molte cose leggere, messe insieme, ne formano una pesante: molte gocce riempiono un fiume e così molti granelli fanno un mucchio. Quale speranza resta allora? Si faccia anzitutto la confessione. . [Sant’Agostino, In epistulam Johannis ad Parthos tractatus, 1, 6].

                      1864 “Qualunque peccato o bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata” (Mt 12,31). La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo [Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Dominum et Vivificantem, 46]. Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna.
                      ………………………

                      Ciao 😉

              • Si, concordo…

                Non mi pare l’interloquire con A69 vertesse su questo specifico punto.

            • Il problema, caro Bariom, è che Francesca continua a dirne di tutti i colori su di me, continua a commentare quello che dico rivolgendosi ad altri, e continua ad evitare di confrontarsi con me esattamente come si farebbe con una merda che può capitare di incontrare strada facendo.

              Cara Francesaca, il tuo comportamento è semplicemente vergognoso.

      • @ Francesca

        non nego di certo che NON sia stata solo la chiesa cattolica a perseguitare i gay!

        Uno malizioso potrebbe dire che i comunisti si sono formati nell’ambito di una cultura cristiana (o da questa influenzata), ma sono discorsi di lana caprina: la verità è NON SOLTANTO IL MONDO CRISTIANO ha perseguitato i gay.

        Ho riproposto all’admin nel successivo topic il quesito di poterti rispondere OT. Aspettiamo la risposta. A69

        • E Admin ti ha già risposto riaprendo i commenti sul post d’origine…

          • A69 e Bariom. Ho visto grazie.
            Per il resto… sottoscrivo Bariom ore 13.14
            Complimentandomi per la poetica del Mario….
            “accenno escrementizio”… son qua che rido 😀 😀 😀

            In ogni caso io commentavo A69 che riportava citazioni di utente irritante, ma non escrementizio 😀

    • Non discuto con chi falsifica la realtà. Se vuoi parlare con me devi, prima di tutto, riconoscere il fatto che “gli omosessuali” non esistono, esistono persone con tendenze omosessuali più o meno profondamente radicate che adottano comportamenti omosessuali. Da un punto di vista morale questi comportamenti sono oggettivamente perversi, per questo li chiamo pervertiti. Se, invece, vogliamo considerare il loro comportamento da un punto di vista funzionale, allora possiamo chiamarli invertiti. Se non vuoi utilizzare neanche questo nome, allora trovane tu uno ed io lo accetterò, a patto che non falsifichi la realtà.

      P.S. I pervertiti non hanno neanche una pallida idea delle sofferenze che li attendono dopo la morte, se prima di morire non si pentono e chiedono perdono a Dio. Quello che tu chiami “inferno sulla terra” sarà solo il ricordo di un irraggiungibile paradiso per coloro che saranno condannati all’inferno (quello vero, che dura per l’eternità). Considera però che le sofferenze che i pervertiti hanno sofferto sulla terra, a causa della chiesa o di altro, in un considerevole numero di casi, hanno probabilmente indotto questi infelici a pentirsi, chiedere perdono a Dio e cambiare il loro comportamento, per cui molti di loro, probabilmente, sono oggi in paradiso o in purgatorio, ma in attesa di entrare in paradiso. Ci andrei piano quindi con il considerare un inferno, quindi senza significato e senza speranza, le sofferenze patite sulla terra. Se accettate con cristiana rassegnazione, esse portano certamente alla salvezza anche i peggiori peccatori.

      • @ fra’ centanni

        mah! la scienza di gran lunga maggioritaria e l’opinione pubblica considerano come “esistenti” gli omosessuali, se non ti va……che devo dirti? Fatti una scienza, un’opinione pubblica ed un dizionario per conto tuo.

        Dunque è per il loro bene che avete fatto soffrire i gay e continuate a farli soffrire ancor oggi? Scusa ma non avevo capito e questo mi spiega perchè non demordete dalla persecuzione. Grazie di avermene reso edotto.

        Però se la vostra persecuzione ha un così nobile scopo, sopportate, ORSU’, qualche piccola reazione……………..è inevitabile……………….”Principe la esorto a sopportarlo”. A69

        PS: dirò ai gay che conosco di dire “grazie” a coloro che li deridono e li malmenano, dato che lo fanno per il loro bene.

        • @69, queste generalizzazioni “avete qui”, “avete lì” non mi piacciono per nulla e fanno decisamente scadere qualunque tipo di discorso…

          Anche fossero vere la totalità delle cose che hai scritto, non puoi chiedere conto per esempio a me (giacché utilizzi un plurale indeterminato) di singoli errori compiuti in passato, per lo più da singole persone o gruppi di persone. A meno che il tuo concetto di fondo sia il voler screditare la Chiesa stessa, allora andiamo su tutto un altro piano del dibattere.

          Per quanto personalmente mi consta e da che ho iniziato il mio cammino di conversione nella Chiesa, MAI mi è stato insegnato il “perseguitare” qualunque peccatore si trovi ad essere tale (di questo parliamo anche rispetto chi pratica l’omosessualità), né a mancargli di rispetto o altro.

          Quindi ti inviterei a modificare queste tue inutili generalizzazioni.

          Forse tu non ti identifichi con nessun tipo di appartenenza, ma sarebbe lo stesso se ti chiedessi perché il tuo trisavolo ha ucciso qualcuno o era una ladro (sempre fosse provato lo fosse). O preferisci ti chieda conto di tutti gli orrendi crimini commessi dai laici-liberal-libertari-benpensanti nei secoli? Giacché laico ti definisci…

          Grazie

          • @ Bariom

            hai ragione, bisognerebbe evitare le inutli generalizzazioni.

            Però non puoi negare che esista una categoria di cattolici allineta sulle posizioni dell’amico fra’ centanni…..?!

            A volte a fini discorsivi ed esplicativi quando si richiama una categoria, si dice “noi” e “voi”. Magari, facciamo così: cerchiamo di evitarlo in via generale e, quando capita, premuriamoci di precisare di quale categoria si tratta.

            Grazie per avermi comunicato la riapertura dei commenti nel topic sull’occidente “traditore”. A69

            • @A69, fra i cattolici temo ci sia “di tutto”, come per altro ci sono fulgidi esempi di persone o gruppi che rendono visibile il Dolce Cristo il Terra.

              Sulle posizioni di fra’ centanni non mi esprimo… non mi sono sempre chiare e più di una volta su queste mi sono con lui direttamente confrontato.
              Quello che posso dire, giacché lo stesso a lui direttamente ho detto, è che il suo modo, il tuo “tono”, la sua fraseologia (che già gli sono costati la moderazione), sono spesso fuorvianti verosimilmente del suo stesso intendimento.
              Quasi mai poi tengono conto che vi è un uditore o interlocutore dall’altra parte e che la stessa affermazione può essere fatta in modo più accettabile per l’interlocutore stesso, diversamente si diviene persino offensivi. Questo non è né falsare le cose, né ipocrisia. E’ aiutare l’altro nell’ascolto, nel recepire e nel fare eventualmente suo il nostro pensiero ( non uso il termine “dialogo” che ha fra’ fa venire i capelli dritti! 😀 )

              Io ho il medesimo problema quando parlo vis a vis, ma lo scrivere dovrebbe aiutare a, come si usa dire, “contare sino a dieci” 😉

              • @Bariom

                A proposito di toni e di fraseologia, vediamo un po’ come si esprime s. Paolo circa le “persone con tendenze omosessuali profondamente radicate”:

                « O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. » (1 Corinzi 6,9.10)
                «Sono ben note le opere della carne: fornicazione (pornèia), impurità (akatharsìa), dissolutezza (asèlgheia)…; riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: che chi le compie non erediterà il regno di Dio» (Galati 5, 19-21).
                «State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi. Lo avete ricevuto da Dio, e voi non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!» (1 Corinzi 6, 18-20).
                « “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
                Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento. E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.” » (Rom 1,24-28.32)

                San Paolo, inoltre, si premura di osservare, da buon pastore che vuol tenere al sicuro il suo gregge, che l’abiezione estrema si ha quando «gli autori di tali cose… non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa» (Romani 1, 32).

                Vediamo poi toni e fraseologia di alcuni santi:

                Sant’Agostino scrive: “I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre” (Confessioni, c.III, p.8).
                San Giovanni Crisostomo ribadisce: “Non solo le passioni degli omosessuali sono sataniche, ma le loro vite sono diaboliche” (Homilia IV in Epistola Pauli ad Romanos).
                San Pier Damiano dice dell’omosessualità: “Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi” (Liber Gomorrahanus).
                Il sommo dei teologi cattolici, San Tommaso d’Aquino, afferma: “Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della Natura” (Summa Theologica, II-II,q.154,a.12.).
                Santa Caterina da Siena, riguardo agli omosessuali e alle loro pratiche erotiche, scrive: “Commettendo il maledetto peccato contro natura, quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono” (Dialogo della Divina Provvidenza).
                San Bernardino da Siena afferma categoricamente: “Il peccato della sodomia maledetta è stato detestato sempre da tutti quelli che sono vissuti secondo Iddio” (Predica XXXIX).

                Infine, vediamo se è vero che anche la semplice inclinazione omosessuale è oggettivamente disordinata oppure no:

                « Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione. » (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2358)

                • Oh certo, se ti vuoi paragonare a San Paolo tira pur dritto… aspetto di vederti all’Agorà, ma, come volevasi dimostrare, per l’ennesima volta non hai compreso ciò che intendevo, quindi delle due l’una, o io non mi so spiegare o tu non sei proprio capace d’intendere…
                  Per cui come già detto, saggio sarebbe astenersi dal dibattere o interloquire, salvo poi il tuo ricadere in valutazioni escrementizie già ben note.

                  Mi sfugge poi perché tu debba continuamente riproporre CCC o Parola di Dio, soprattutto a frequentatori noti di questo blog che, simpatia o meno, da tempo anche al più egocentrico o superficiali degli interlocutori riconosce (o dovrebbe riconoscere) la conoscenza degli stessi.

                  Trovo questo atteggiamento veramente irritante e supponente da parte tua, quindi al citazione ultima tua dal Catechismo, dovrebbe servire a cosa? A far luce su un mio errore? su una mia beata ignoranza? HO MAI AFFERMATO IO che la tendenza omosessuale NON è oggettivamente disordinata?

                  Quindi come già ti ho risposto con un francesismo, per altro tuo intervento tristemente supponente e offensivo: non rompere…

                  Di tutt’altro segno e tono sono i graditi interventi di chi di fronte a una precisa svista o possibile errore (di cui non son certo esente), si appoggiano alla Parola o ai Documenti per fare un servizio per me sempre prezioso (vedi Roberto, Alessandro, Davide, Theolonius, Giusi, Angela e la lista sarebbe lunga…)
                  Ma tu la differenza la capisci? Caspita fratello mio, non è che sei più un liceale…

                • Appunto RISPETTO COMPASSIONE DELICATEZZA…. nelle sue parole non leggo altro che odio e disprezzo. Quanto è lontano nelle sue posizioni dai Santi che cita con tanta arroganza. Non è di certo questo il percorso al quale Cristo ci ha chiamati… E visto che lei parla solo con citazioni altrui e senza usare parole sue le ricordo “chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei…” (Gv ,8,7), è così sicuro di poterselo permettere?

        • @A69

          Saresti così cortese da citare quando e dove la scienza considera gli “omosessuali” come una categoria esistente e quindi distinguibile dagli altri esseri umani? Non mi risulta affatto che la scienza sia riuscita ad identificare la benchè minima differenza genetica, morfologica o funzionale in grado di stabilire una demarcazione per questa categoria. A tutt’oggi l’unico modo per identificare l’esistenza di un omosessuale è fidarsi della sua parola, oppure osservarne il comportamento. Non credo che la parola o il comportamento, che può anche essere simulato, siano prove di natura scientifica in grado di dimostrare qualcosa. Di conseguenza, quando la scienza parla di omosessuali, lo fa nello stesso senso con il quale parla di cardiopatici o alcoolisti, cioè lo fa per brevità, non certo per affermare che esistono persone scientificamente distinguibili dalle altre sulla base di una indimostrabile omosessualità.

          Ribadisco: o accetti di riferirti alle persone con tendenze omosessuali fortemente radicate con la parola “pervertiti”, anche invertiti può andare, oppure sei un falsificatore della realtà e, per questo motivo, rifiuto qualsiasi confronto su questo tema con te.

          • @fra: guarda che il grassetto non conferisce maggiore autorevolezza. Suvvia, frena i bollori…. non mi pare che questo modo di porsi sia di utilità a qualcuno

            • …adesso ci dirà che San paolo scriveva in grassetto! 😀 😀

            • Quando usavo il maiuscolo qualcuno si lamentava perchè “urlavo”, ora che uso il grassetto, qualcun altro si lamenta perchè non sono autorevole. Qualcosa di più significativo?

              Per esempio, cosa pensi del fatto di riferirsi alle persone usando la parola “omosessuale”? Ti pare corretto? Sarei felice se qualcuno si degnasse di rispondere a questa mia osservazione.

          • @ fra’ centanni

            ovviamente gli omosessuali rientrano, come gli eterosessuali, nel genere umano: ma giustamente come gli eitlisti e i cardiopatici sono categorie DISTINGUIBILI (per il comportamento, per la cattiva funzionalità di un organo) ALL’INTERNO della specie umana medesma.

            Su wikipedia c’è la definzione scientifica dell’omosessualità (con tanto di riferimenti bibliografici). Non necessariamente la scienza deve distinguere gli esseri umani soltanto sul piano genetico, come specie diverse, infatti, quasi tutte le distinzioni nell’ambito della psicologia, non sono rapportabili a differenziazioni genetiche.

            Se dobbiamo fare continue discussioni sull’uso dei termini, creiamo un blog di LINGUISTICA E DI SEMEIOTICA e facciamola finita!

            Una volta che uno ha chiarito il significato che l’uso comune e i documenti ufficiali della scienza, attribuiscono ad un termine e lo usa di conseguenza, si prosegue il discorso nel merito, ma, SE CI SI SOFFERMA CONTINUAMENTE SULLE PROBLEMATICHE LINGUISTICHE, ETIMOLOGICHE, SEMANTICHE delle parole usate: SI PARLA SOLO DI LINGUISTICA e non di altro!

            Non stiamo redigendo la nuova edizione del vocabolario della Crusca o il nuovo manuale diagnostico di psichiatria, stiamo discutendo in libertà, quindi o si accettano il significato dei vocaboli secondo l’uso corrente o, secondo un uso diverso che si ha cura di precisare (“quella parola che ho usato deve intendersi nel significato di ecc.”), O NON SI DISCUTE PIU’. SI FANNO SOLO INTERMINABILI DIBATTITI GLOTTOLOGICI.

            Se è questo che ti interessa apri un blog dedicato al De Saussure e approfondisci le questioni linguistiche che tanto ti premono (ricordati però che il De Saussure, parlava di “arbitrarietà del segno linguistico”). A69

            • @ fra’ centanni

              BEN ALTRA è la questione dell’omosessualità (attuata, non la semplice inclinazione) come PECCATO. Lì c’hai le tue buona ragioni, di cui però devi farti carico di discuterne con gli amici Francesca e Bariom, più che con me. A69

            • Wikipedia definisce l’omosessualità come un comportamento, né potrebbe definirla diversamente, dato che essa si concretizza esclusivamente nel comportamento (sessuale). Infatti l’unico modo di capire se una persona “è omosessuale” è quello di osservarne il comportamento. Tuttavia il comportamento umano, compreso quello sessuale, è frutto della libera scelta, ed infatti anche il comportamento sessuale di una persona, come qualunque altro comportamento, può cambiare nel corso del tempo, anche numerose volte. Inoltre vi sono persone che adottano indifferentemente ora il comportamento eterosessuale, ora quello omosessuale, ora entrambi nello stesso momento. Di conseguenza non capisco che significato abbia quello di associare l’identità di una persona ad un comportamento.

              L’identità di una persona, per avere un significato di senso compiuto, deve essere associata a qualcosa di certo ed incontrovertibile. Si dà il caso che l’essere umano si distingue, in modo scientificamente e razionalmente certo, in maschio o femmina e questa sua diversità sessuale è proprio il primo nucleo attorno al quale si andrà poi costituendo l’identità della persona. Non a caso, quando nasce un bambino, la prima cosa che si chiede è se è un maschio o una femmina, non certo se “è omo o eterosessuale”. E’ quindi perfettamente logico dire che è nato un maschio, oppure una femmina, ed è per questo che esistono corpi maschili e corpi femminili, funzioni biologiche maschili e funzioni biologiche femminili, ruoli maschili e ruoli femminili, abiti maschili ed abiti femminili. Tutto questo, caro A69, è perfettamente aderente alla Realtà è non ha niente di ideologico o inventato: è la pura e semplice natura dell’essere umano.

              Mentre non ha alcun senso, a parte quello ideologico, parlare di identità omosessuale o, addirittura, di “omosessuale” (sic et simpliciter), intendendo con questa parola alludere all’identità di persona con tendenze omosessuali. Come se una tendenza, tra l’altro modificabile e mai definitiva, che può concretizzarsi in un comportamento ma anche no, potesse esprimere la personalità. E’ ragionevole, ad esempio, parlare di un uomo forte e coraggioso, o di una donna meschina. Ma non ho mai sentito parlare di un omosessuale intelligente e caparbio, perché sarebbe quanto mai rischiosa un’affermazione del genere. Potrebbe infatti essere immediatamente e seccamente smentita dal diretto interessato, e colui che ha fatto l’incauta affermazione resterebbe sbugiardato. Sfido chiunque, invece, a smentirmi quando affermo che vladimir luxuria è un uomo che si chiama Vladimiro Guadagno. Lui può sgolarsi finchè vuole a dire che è una donna, coprendosi di ridicolo, ma io affermo, senza tema di smentita, che vladimir luxuria è un uomo, e non resterò sbugiardato. Lo è geneticamente, biologicamente, morfologicamente e psicologicamente. Ed è così perché così l’ha voluto Dio.

              E basta mo, dire cazzate.

              • @ fra’ centanni

                “L’identità di una persona, per avere un significato di senso compiuto, deve essere associata a qualcosa di certo ed incontrovertibile”

                Affermazione indimostrata, anche per il fatto che sul concetto stesso di “identità di una persona” si potrebbe discutere. Inoltre chi l’ha detto che io, a fini descrittivi non possa distinguere gli uomini in categorie ed individuare caratteristiche comuni fra queste categoria? Con un’efficacia transeunte, provvisoria e suscettibile di revisioni, naturalmente.

                La scienza lo fa. La lingua lo fa. Perchè non posso farlo io?

                Cose certe ed incontrovertibili ce ne sono poche del resto, e spesso acquisizioni e teorie sopravvenute demoliscono certezze preeesistenti.

                La realtà è complessa e presenta aspetti contraddittori, è sempre suscettibile di nuove scoperte che rivoluzionano i dati precedenti, la natura dell’essere umano è oggetto di dibattito da millenni (quindi non è una cosa accertata e definita una volta per tutte), dopo Aristotile e s. Tommaso ne è passata di acqua nei fiumi della scienza e della filosofia.

                Che tutti i comportamenti umani siano frutto di libera scelta è pure un’affermazione indimostrata (tant’è che vi è una grossa diatriba in merito).

                Quanto le tendenze sessuali siano modificabili è cosa che probabilmente varia da persona a persona, e per sapere certe cose bisognerebbe previamente che noi sapessimo con esattezza che cosa è la sessualità (soprattutto prima di parlare di omosessualità).

                E siccome un tale quesito è ancora oggetto di grosse e non pretestuose controversie in campo scientifico, vuol dire che certezze ancora non ce ne sono (tanto è vero che c’è una scienza, la sessuologia, in evoluzione)

                La scienza almeno per ora può soltanto DESCRIVERE una realtà in continuo mutamento, non ancorarsi a qualcosa di certo ed incontrovertibile che non gli è dato (almeno finora) di conseguire..

                Le leggi scientifiche sono tutt’altro che “prescrittive”.

                Beato te che hai tante certezze. A69

                • @ fra centanni

                  dimenticavo: ” E’ ragionevole, ad esempio, parlare di un uomo forte e coraggioso, o di una donna meschina. Ma non ho mai sentito parlare di un omosessuale intelligente e caparbio”

                  E’ ragionevole in forza di convenzioni e di abitudini: in una società diversa potrebbe accadere di udire quello che non hai mai sentito dire. Ricordiamoci di quello che diceva Nietzsche: “Tutto quello che giudichiamo immorale, in qualche tempo o in qualche luogo è stato morale”.

                  • Anonimo
                    Eccolo qua un “omosessuale intelligente e caparbio”, come molti http://coraggiodellacastita.blogspot.it/2014/10/gesu-lava-piu-bianco-dialogo-con.html

                    ?…ma ancora stai a discutere con uno che non espone tesi cattoliche, ma che vuole solo disprezzare le persone, allontanando così chi magari vorrebbe avvicinarsi al messaggio cristiano ? A69, leggi che cosa dice la Chiesa Cattolica e basati su quello! E basati su ciò che dicono gli omosessuali cattolici osservanti e praticanti, quelli che seguono l’insegnamento della Chiesa. Si può certo giudicare qualcosina dal di fuori, ma meglio sentire chi vive l’esperienza direttamente.
                    Tutti gli altri discorsi stanno a zero.

                  • Ma l’affermazione di Nietzsche non è accettabile per un Cristiano.
                    La Verità è UNA e si è fatta Uomo: è Cristo Nostro Signore.

                    Che il Mondo abbia verità mutevoli e multiformi, contemporanee e nel tempo è vero, ma qui sta tutto il limite del ragionare del modo e da qui derivano gran parte delle sue sofferenze e delle sue schiavitù, giacché è la Verità (Cristo) che ci farà liberi… non altro.

                    • E questo per me risponde anche al tuo confutare quanto esposto da fra’ (22 settembre 2015 alle 00:50) con il tuo commento a seguire (22 settembre 2015 alle 02:32)
                      Data l’ora era meglio andare a nanna 😀 .-D

                • Fatelo sedere e dategli un bicchiere d’acqua fresca. Poi gli passa.

      • fra’ Centanni:

        “I pervertiti non hanno neanche una pallida idea delle sofferenze che li attendono dopo la morte”

        Ci può essere più sofferenza del fuoco eterno dove dentro bruceranno tutti i peccatori
        (non pentiti, ovviamente)?

  41. La cosa che più mi fa male è che questo articolo ha scatenato determinate reazioni contro un Uomo di Chiesa davvero riprovevoli (ad esempio quella di Fra’ Centanni). Trovo che sparare certe bordate contro una persona che non si conosce (ammettendolo liberamente) non sia da persone di Fede, ma penso che don Julian sia abituato. Se comunque volete conoscerlo veramente, sul sito di CL ci sono tutti i file con i testi delle sue Scuole di Comunità, quello è Julian Carron. Quello è l’uomo che guida il movimento. Ringrazio Martina per le sue bellissime parole.

  42. Velenia, che domanda è ” come questa battaglia in cui ti sei tanto generosamente lanciata sta aiutando la tua conversione”? perchè pensi che costanza si stia impegnando per sport o per vanagloria? è per difendere la Verità, oggi attaccata, che ci si muove pubblicamente (leggi manifestazioni, sentinelle, pubblicazioni) e ci si oppone a certe derive da pensiero unico e così facendo, a mio parere, ci si aiuta a compiere quel percorso di personalizzazione della fede, ad andare a fondo delle ragioni, come richiama continuamente lo stesso Carròn. Si può discutere di questo oppure no? Non vorrai alzare un muro… 🙂

  43. …non credo che l’essenza del cristianesimo (se così posso esprimermi) consista nella conservazione antropologica
    della specie umana. L’antropologìa umana non mai stata un qualcosa di fisso e immutabile, ma si è andata traformando nel corso dei secoli, dall’uomo delle caverne antropofago (anche) all’universo dei telefonini e dei blog.
    Pe quanto ogni trasformazione possa dispiacere essa è inarrestabile, Hai voglia riempire le piazze romane di milioni di pellegrini!La marea della banalizzazione edonistica umana chi potrà mai fermarla, se anche la Miriano stessa ne é (incolpevolemente, ovviamente) partecipe ogni volta che spalma nutella e scarta merendine e poi (la notte)si mette alla tastiera di un computer credendo di fare il bene dei popoli? Tutti si pole pensare di fare bene, ma si fa quello che si fa, che è lo stesso di quello che fanno tutti, a pensarci bene.Non sarà battendovi contro quelli che voi (salvo qualcheduno anche di questo blog) non chiamate apertamente pervetiti, ma magari, eufemisticamente, aberrazioni antropologiche, (se non lo fossismo tutti !) che potrete fermare la marea dell’uguale assoluto (incluso il cattolicesimo e il neo-cattolicesimo africano)!
    Quanto a Socci, Comunione e Liberazione, il Papa, l’Antipapa, Carron, Adinolfi e quant’altro, mi sembrano davvero cose, a dir tanto, infime!

  44. intervengo solo perché basito dalla piega che hanno preso certi interventi su questo thread.
    invito coloro che sostengono come la condizione stessa di omosessuale sia da considerarsi un “peccato” a confrontarsi con la dottrina cattolica che pensano di conoscere, ma che nei fatti ignorano.

    nuovapropostaroma.it

    • Non mi pare che qualcuno abbia sostenuto che la condizione di omosessuale sia peccato. Io sostengo, con il catechismo della chiesa cattolica, che la tendenza omosessuale sia oggettivamente disordinata.

  45. fra’ Centanni:
    .
    ..tu scrivi:

    “Ribadisco: o accetti di riferirti alle persone con tendenze omosessuali fortemente radicate con la parola “pervertiti”, anche invertiti può andare, oppure sei un falsificatore della realtà e, per questo motivo, rifiuto qualsiasi confronto su questo tema con te”

    Sarebbe come se uno considerasse i credenti (per esempio i cattolici) (o quelli con tendenze cattoliche) come dei “mentecatti” e non volesse avere a che dire con un altro che non si riferisse ai credenti con la parola “mentecatti”, o anche invertiti può andare!

  46. Sarebbe bello se intorno ad un blog (potenzialmente) autorevole come questo si potessero articolare discussioni tra persone davvero alla ricerca di un dialogo per una migliore comprensione delle proprie e altrui ragioni.
    Constato invece con tristezza che anche questo contesto è preda di gente che ha da offrire solo i propri muri, le proprie certezze ideologiche da sbattere in faccia (senza metterci la propria di faccia) a chiunque onestamente pone domande o tenta di approfondire una realtà, oggettivamente complessa come quella della quale si tratta.
    Mi permetto di consigliare a Costanza di seguire meglio il proprio blog, è casa tua! Ti andrebbe bene che in casa tua si svolgessero -sotto gli occhi di tutti, con la tua presente moderazione- prese di posizione e di scambi di insulti del livello che si trovano attorno a questo post?! A chi giova?!

  47. Io credo vivamente che la discussione stia degenerando. Ringrazio tutti coloro che mi hanno risposto, anche se non ho gradito molto essere aggredita in quel modo. Non ho niente da aggiungere a quanto ho scritto precedentemente e a quanto è stato detto da tutti coloro che sono in linea con il mio pensiero( che per altro ringrazio vivamente, non perché d’accordo con me, ma perché esempi per me). Ci tengo però solo a dire un’ultima cosa: la cosa che mi salva e penso che mi salverà per sempre è seguire persone affascinanti che mi aiutino ad avvicinarmi sempre di più a Cristo. La convenienza di questa posizione la sperimento ogni giorno nella mia vita (alle volte ho la grazia di sperimentarla anche più volte in una stessa giornata). Io seguo Carron perché mi affascina la sua posizione di fede, anche in questo contesto, mi aiuta vivamente a riconoscere di più Cristo presente nella mia vita e ad essere sempre più certa ed adulta nella mia vita. Questo è l’unico motivo, se questi criteri venissero meno smetterei subito di seguirlo.
    In molte occasioni, Costanza, anche tu sei stata per me una persona da seguire, in questa no, ma non per questo viene meno la stima che nutro per te e i passi che ho fatto seguendoti in altre circostanze! Buon cammino!

  48. mi scusi, ma quando lei scrive “Tutti questi diritti e anche molti altri lo Stato già li riconosce ai conviventi, cioè alle persone che stanno insieme in modo protratto nel tempo, indipendentemente dal sesso.”, si collega ad una pagina che riporta una PROPOSTA di un Testo Unico sui Diritti dei Conviventi, non una legge dello Stato Italiano. Quindi questi diritti che Lei dice siano già riconosciuti in realtà non lo sono. Per correttezza ed onestà intellettuale Lei dovrebbe correggersi. Buona giornata.

    • caro Valter
      il TESTO UNICO SUI DIRITTI DEI CONVIVENTI elenca e ribadisce quanto l’ordinamento italiano già prevede, esplicitamente o implicitamente, per le persone impegnate in convivenze. Tra questi l’assistenza del partner in ospedale e in carcere e la successione nei contratti di locazione. Il testo ribadisce che il partner di fatto ha titolo, a determinate condizioni, al risarcimento del danno subito dall’altro partner e all’indennizzo che spetta al partner vittima di delitti di mafia o di terrorismo. Tutto questo per le convivenze tra persone sia di sesso diverso, sia dello stesso sesso.
      Lo scopo è quello di distinguere con estrema chiarezza il cosiddetto “matrimonio” omosessuale dal riconoscimento dei diritti e doveri che derivano dalle convivenze. Per questo, a differenza di quanto fa il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, non si parla di unioni civili – una sigla che in tutta Europa significa qualcosa di analogo in tutto al matrimonio tranne che nel nome – e non si prevede né l’adozione né la riserva di legittima per la successione né la reversibilità delle pensioni, che sono cose tipiche dei matrimoni o almeno di simil-matrimoni.

  49. “… per la contraddizion che nol consente”. Trovare le differenze – di Jacopo Parravicini

    Dopo un’intervista di cui molti parlano, un utile e ragionato confronto tra due affermazioni = = = = = = = = = = =

    di Jacopo Parravicini

    .

    Trovare le differenze tra le seguenti affermazioni:

    .
    1) “In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza.”

    2) “La diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti, in una società plurale. La questione è quale tipo di riconoscimento dare, e il loro rapporto con la famiglia fondata sulla relazione uomo-donna, i figli, le adozioni. Tutti capiamo che sono temi di grande rilievo personale e sociale. Anche le coppie omosessuali non possono evitare certe domande. Una volta uno di loro mi chiese, parlando dell’adozione dei figli: che conseguenze avrà per loro la mancanza di una figura femminile? E che scenario apre per la dignità delle donne l’utero in affitto? C’è bisogno di uno spazio di libertà che permetta un dialogo che non costruisca muri, ma inizi processi, come ripete il Papa, anche a livello culturale e politico.”

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    A modesto giudizio dello scrivente sembra che il Principio di non Contraddizione, di aristotelica memoria, porti alla conclusione che l’affermazione 1) e l’affermazione 2) siano tra loro mutuamente esclusive. Perciò chiunque condivida l’affermazione 1) non può che dissentire dall’affermazione 2), e chiunque condivida l’affermazione 2) non può che dissentire dall’affermazione 1). A chi non notasse l’incompatibilità logica tra le due affermazioni, lo scrivente suggerisce di frequentare un corso introduttivo di logica di base. Per conoscere a chi appartengono le affermazioni 1) e 2), pregasi guardare in calce alla pagina.

    .

    Affermazione 1) Pronunciamento Ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede (tutt’ora valido), 3 giugno 2003, a firma del Prefetto Card. J. Ratzinger

    Affermazione 2) Intervista rilasciata per il Corriere della Sera, 16 settembre 2015, da parte del Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione Rev. J. Carrón

    http://www.riscossacristiana.it/per-la-contraddizion-che-nol-consente-trovare-le-differenze-di-jacopo-parravicini/

    • Ottimo Giusi, condivido.

    • Condivido ciò che dicono Ratzinger e Carròn, ma anche tutti gli altri, Bariom, Paola, Daniela, Francesco, ancora Bariom, Anonimo69, Cent’anni, Aslan, Alvise, Filosofiazzero, Valter, Martina, Francesca B., Saras; e Velenia, sì Velenia, Thelonius, Giusi, ma anche Costanza e Alex, Roberto e Bariom… ora però, se fossi Costanza, chiuderei tutti i commenti, a cominciare da questo.

    • Vuoi le differenze?
      Eccoci: ci passano 12 anni. Anni durante i quali siamo passati da (forse) maggioranza a (forse) minoranza. E quando sei maggioranza puoi appellarti ai principi, quando sei minoranza, se vuoi continuare a contare, diventi realista ed invece di fare lo sprezzante cerchi il dialogo, il compromesso: accontenta tutti, nessuno perde, nessuno vince completamente. Ed è importante non perdere, per due ragioni, anzi tre:
      1 – chi perde ha torto, e nessuno vuole avere torto. Invece un accordo permette di portare a casa due vittorie: la Chiesa non va al tappeto (e tanto fra 2, 5,7anni saranno ancora lì pronti a cogliere l’opportunità data da un cambio di governo più “amico”); il Governo da un lato fa una riforma, dall’altro si può lustrare del fatto di averla fatta con/nonostante il Vaticano
      2 – direttamente o indirettamente, la CEI percepisce alcuni miliardi di ero all’anno dallo Stato Italiano. Non conviene a nessuno alzare smodata,mente i toni del contendere (soldi da cui non dipendono solo bisognosi “classici”, ma anche impiegati, maestri, professori, infermiere, medici, albergatori eccetera)
      3 – siamo un popolo indolente: un accordo fatto oggi terrà per almeno 20 anni, soprattutto se scritto bene (non come la legge 40, per capirsi).

      Che si sia vicini alla soluzione lo si capisce dal fatto che si susseguono dichiarazioni di entrambe gli attori, buone per sondare il terreno (non solo per prepararlo): il nome alternativo, l’apertura “mondana”, la cancellazione del convegno, il ministro che sbotta… Si parla di tutto tranne. Ne del fulcro: vuol dire che l’accordo principale c’è già, si tratta di limare i dettagli…

      • No, caro fortebraccio, dovresti sapere che nella Chiesa ci sono principi che non sono negoziabili, rispetto ai quali non sono ammissibili compromessi. Indipendentemente dal fatto che in Italia i cattolici siano una maggioranza o un’infima minoranza.
        Il cattolico deve opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, punto e basta. Se cede su questo punto, se sottoscrive qualche compromesso più o meno scaltro agli occhi del mondo, agli occhi del mondo può aver vinto o pareggiato, ma pecca davanti a Dio. Vogliamo fare apologia del peccato?

        La nota della CDF è chiara: “Nel caso in cui si proponga per la prima volta all’Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto GRAVEMENTE IMMORALE.” (n. 10)

        https://costanzamiriano.com/2015/09/21/al-riconoscimento-legale-delle-unioni-omosessuali-e-doveroso-opporsi-in-forma-chiara-e-incisiva/

        Se fossi un cattolico che avesse in animo di suffragare un testo legislativo “così nocivo” e sentissi la Congregazione per la dottrina della Fede affermare che questo mio comportamento è “gravemente immorale”, avvertirei – per così dire – un brividino lungo la schiena.
        Perché pecco molto, ma alla salvezza dell’anima ci terrei (e anche un po’ alla faccia; se vado dicendomi cattolico e voto a favore di ‘sta roba, un minimo – ma giusto un minimo – di vergogna credo la proverei).

        • http://www.europaoggi.it/content/view/252/170/

          “Ecco perché appare sempre più indispensabile che l’Europa si guardi da quell’atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l’inevitabile accettazione di un presunto male minore. Tale pragmatismo, presentato come equilibrato e realista, in fondo tale non è, proprio perché nega quella dimensione valoriale ed ideale, che è inerente alla natura umana.”

          Benedetto XVI

        • Eh ,tra dire e fare…
          Forse mi spiego meglio con una similitudine: la casa è in fiamme. Ma qui l’incendio non può essere spento, si tratta di riuscire a salvare il salvabile (che poi è l’atteggiamento di Lot), o se preferisci, si cerca una politica di riduzione del danno.
          Renzi l’ha detto: una legge si farà. Si tratta di capire che legge, non di tornare indietro.
          Ora, dato per scontato questo, che dovrebbero fare Galantino e Carron? Lottare, mediare, trattare, mitigare o lasciare campo aperto mettendo il broncio, rifugiandosi nella superiorità morale dell’etica cattolica?
          Chi paga nel secondo caso?
          (Che poi nel caso concreto si tratta di centrare almeno tre obiettivi fondamentali: non chiamarlo matrimonio; non ammettere accesso alla PMA; non permettere l’adozione – che poi si tratta dei tre argomenti su quali, mio personale giudizio, nessuna maggioranza politica è pronta ad andare alla conta. Oh, tutto fattibile: Francia e Germania già fanno così).
          Questo poi non toglie che una volta fatta la legge ,a Chiesa non possa riprendere con ancora più forza la propria catechesi…

          In questi giorni il Papa è a Cuba. È diventato castrista o semplicemente da’ seguito al suo mandato di primo evangelizzatore in nome di Cristo? O per voi dovrebbe aspettare il cambio del regime per recarsi sull’isola (limitandosi a qualche esortazione da lontano, tutt’al più da Miami)?

          • anche se cerchi il male minore, non dovresti pubblicamente dirlo.

            perché se renzi la legge la fa,la fa a prescindere dai galantino e,tantopiù ,dai carron.

            poiché se galantino o chi per lui,suggerisse un appoggio della chiesa nel caso vengano tolti quei tre punti,sbaglia comunque come pastore della chiesa.

            se, nel silenzio, suggerisse a coloro che si dicono cattolici , nel parlamento di non ostacolare eccessivamente la legge che non contenga quei tre punti per timore che ne arrivi una peggiore, politicamente ci può stare.

            ma dirlo pubblicamente va contro i depositum fidei che deve difendere.

            e sì che la lezione dovrebbero averla imparata da tempo: se cedono pubblicamente su un solo dettaglio, prima o poi, gli faranno digerire,una fetta per volta, tutto il salame.( chiedere al cardinal Mindszenty su come funziona la questione)

            • …soprattutto silenzio, e dissimulazione, onesta!

            • “Non dovresti pubblicamente dirlo”
              Hai ragione. Non avrebbero dovuto parlare – ma comunque andare a quel tavolo, per tentare di sbilanciarlo il più possibile: per il finanziamento alle scuole e hanno fatto così, ed è andata bene: i soldi sono arrivati (in silenzio, al riparo da tinutili discussioni).
              Però non credo che suggeriscano ai politici di non contrastare la riforma, piuttosto di rallentarla in modo da avere-loro- più margini di manovra.
              Diciamo che questa volta si sono trovati tra due fuochi: hanno cercato di dividersi le dichiarazioni (Galantino conciliante, Ruini all’attacco) provando a nn pestarsi i piedi a vicenda. Non sempre le cose sono venute bene…
              In questi casi il problema non è cedere/non-cedere, ma venire scavalčati, estromessi.
              Eppoi anche il governo vuole un’accordo (neanche loro vogliono andare alla conta): ma hanno il problema opposto: da una parte una condanna a varare una legge qualsiasi, dall’altra l’impossibilità di cercare una maggioranza in parlamento (niente vieterebbe di chiedere ai grillino un appoggio esterno, ma anche a FI… eppure non lo fanno: evidentemente Alfano è riuscito a essere convincente su questo punto). Quindi riassumendo: i maggiori attori sono interessati ad un accordo, ma per vari motivi nessuno vuole turbare il proprio elettorato/gregge.

              A me pare che le cose stiano così

          • É vero, andarono anche i suoi due predecessori a Cuba e Giovanni Paolo II andò perfino da Pinochet negli anni più feroci della dittatura…

            • Si, ma mi pare Fortebraccio accomuni due piani del discorso non esattttamente sovrapponibili…

              • Ę vero. Quello che mi pare di capire dal discorso di Fortebraccio é che, dato per assodato che una certa realtà é presente (Buona o brutta che sia nel caso specifico) allora una certa corrente ecclesiastica starebbe tenendo atteggiamenti più “morbidi” cercando quella parola che a molti non piace: compromesso.
                É una lettura della realtà che può non piacere ma non è campata per aria.
                Io non seguirei questa linea però.
                Saluti

                • Non è affatto campata per aria… e non intendevo questo.
                  E’ invece “campato per aria” il pensare che l’atteggiamento di compromesso, sia inevitabile e persino ragionevole (questo mi pareva di leggere nel commento) o che la visita di un Pontefice in questo o quel luogo, a questo a quel “potente”, abbia la stessa valenza.
                  Anche Cristo si intratteneva con i pubblicani e peccatori (peraltro per questo accusato dai Farisei…).

                  • Sono aspetti diversi dello stesso approccio (anche se partono da presupposti diversi): quale deve essere il comportamento di chi ha delle responsabilità (che deve tradurre in scelte) ma una libertà d’azione limitata?
                    A Cuba tutti (apparentemente) vincono: i Castro cercano di rifarsi il trucco pur mantenendo un ferreo controllo dittatoriale; la Santa Sede si afferma come mediatore diplomatico ed organizza una visita pastorale del Papa (che però non può incontrare proprio chi vuole); Obama metterà -lentamente- fine ad un embargo anacronistico ottenendo la riapertura dell’ambasciata ( e la promessa di prodromi di liberismo). Il “cammino” cattolico su Cuba è un movimento di “avanzata” e per questo ci sembra apprezzabile anche se parziale. O avrebbe dovuto limitarsi a clandestinità&reprimende fino alla vittoria globale finale? In pratica si tratta di una politica dei piccoli passi d’avanzamento.
                    Il caso italiano parte da un antefatto differente: volenti o nolenti la morale laica si sta sempre più scollando da quella cattolica (almeno per quanto riguarda ciò che ispira il diritto di famiglia), ma lo vedete tutti la domenica…
                    Il compromesso non è in questo caso che un “tentativo di argine”, forse modesto, concordo – ma l’alternativa è lasciare libero sfogo all’ondata di piena: e questo atteggiamento a chi gioverebbe?
                    Nessuno chiede alla Chiesa di cambiare i propri canoni, la propria predicazione.
                    Ma sì, mi aspetto che combatta con qualsiasi mezzo (anche il più paludato e meno eclatante) pur di ottenere l’arretramento più lento possibile (politica dei piccoli passi di ritirata, se vuoi) e al contempo la copertura di quelli che sono i più deboli…

                    Posso decidere il “martirio” per me, ma ho il diritto di farlo per chi mi è stato affidato?
                    Cosa peserà di più sulla bilancia? L’aver trattato o l’aver salvato?

                    • “O avrebbe dovuto limitarsi a clandestinità&reprimende fino alla vittoria globale finale?”
                      Mai sostenuto tale tesi..

                      “Cosa peserà di più sulla bilancia? L’aver trattato o l’aver salvato?”
                      Dipende da quale sia l’oggetto del “salvataggio”… solo una cosa importa venga salvata: l’anima! (o le anime)

                      «E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.»
                      Matteo 10,28

          • fortebraccio

            ti accorgi che stai auspicando che vescovi e sacerdoti vengano meno al loro dovere? Cioè auspichi nientemeno che essi (apertamente o sotto banco) approvino che dei parlamentari compiano un atto definito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede “gravemente immorale”?

            Aggiungi: “Questo poi non toglie che una volta fatta la legge la Chiesa non possa riprendere con ancora più forza la propria catechesi…”

            Ma stiamo scherzando? Ma con che faccia, con che credibilità Galantino o chi per lui potrebbe ancora parlare di famiglia fondata sul matrimonio indissolubile tra uomo e donna, insomma continuare a fare ortodossa catechesi sulla famiglia, dopo aver avallato questa legge inaccettabile? Ma chi lo ascolterebbe ancora? Vogliamo il trionfo dell’ipocrisia?

            Il paragone col Papa a Cuba non c’entra niente, non porta alcun elemento utile alla discussione.

            • Inoltre, riguardo ai tre punti (“centrare almeno tre obiettivi fondamentali: non chiamarlo matrimonio; non ammettere accesso alla PMA; non permettere l’adozione”),

              1) che si chiami matrimonio o vattelapesca non cambia nulla: non è questione di nomi ma di sostanza
              Quanto a 2 e 3, non facciamo gli ingenui (buoni sì, ma allocchi no): una volta introdotta una equiparazione di fatto tra unioni omosessuali e matrimonio, l’accesso a PMA e l’adozione in men che non si dica sarebbero garantite a queste unioni dai giudici, che speditamente frantumerebbero, in quanto ingiustamente discriminatorio, ogni divieto al riguardo contenuto nella legge.

              Quindi, i tre obiettivi “fondamentali” del compromesso, più che fondamentali sono, sul piano della realtà, del tutto irrilevanti. Specchietti per le allodole.

              • Inoltre, come detto da Bariom, è oltremodo intellettualmente disonesto cercare di paragonare la visita del Papa a Cuba con il calarsi le braghe sullle cosiddette unioni civili.

                Ragionare come fortebraccio significa trasformare la nostra Fede in una ideologia politica come le altre, né più né meno. Dove stanno in questi ragionamenti solo umani la speranza, la testimonianza, il dovere della coerenza, i doveri verso Dio, l’ubbidienza al Magistero, il dovere di evitare il cosiddetto male minore? Tutto viene buttato nell’immondizia perché “tanto abbiamo già perso”. Ma che bel modo di ragionare…

                La domanda è una e molto semplice, si vuole essere: un cattolico che fa politica (che si santifica attraverso l’azione politica) o un politico che fa il cattolico?
                Per fortebraccio, la seconda sempre, come dimostrò fin dalla sua prima apparizione qui.

                • Anche perché, come dimostrato ahimè da molti, il politico che fa il cattolico, lo fa a seconda dell’aria che tira e della convenienza (politica o personale). Così a volte è cattolico, a volte decisamente meno, a volte è cattolico “adulto”, a volte … proprio per nulla! 😐

              • Non sono irrilevanti, perchè:
                1) bisogna limitare il riconoscimento alle formazioni identificate dall’art.2 della Costituzione.
                2) non equipararlo in tutto e per tutto al matrimonio permette di escludere l’accesso alla procreazione assistita
                3) Germania e Francia non ammettono il ricorso alla maternità surrogata – e questo divieto sussiste a prescindere da Corti Costituzionali e CEDU varie.
                Basta scrivere bene la legge.

                Forse è poco.
                Ma ha senso voler rinunciare anche a questo poco?

            • Scusa Alessandro,

              Ho provato a risponderti più su.
              A me pare palese che:
              – il governo sia deciso a varare una legge di riconoscimento per le coppie omosessuali
              – nessuno chiede alla Chiesa di cambiare alcunché
              Ma dovremmo lasciare il tavolo delle trattative solo perché non verrà adottata la nostra linea?
              Anzi scusa: una volta constatata l’indisponibilita allo status quo, che facciamo: ci ritiriamo sbattendo la porta o cerchiamo di “salvare il salvabile”?
              Nessuno chiede alla CEI di essere connivente, di strizzare l’occhio né di essere promotrice di alcunché!
              Cercare di mitigare i danni della piena facendola sfogare in campi sterili (invece che farle travolgere la città e le coltivazioni) mi sembra un’azione responsabile e misurata alle proprie forze.
              Né saggia né sconclusionata: realista.

              • fortebraccio

                ho capito la tua posizione, ma non la posso condividere. I motivi li ho spiegati sopra.
                Adesso esprimo un’altra considerazione.

                L’insegnamento della Chiesa su matrimonio e castità è sempre più disatteso dai cattolici stessi.

                Se le gerarchie continuano a negoziare con parlamenti scristianizzati leggi-compromesso per mettere una pezza (sempre che duri) a provvedimenti che altrimenti risulterebbero peggiori, che cosa succederà (al netto delle cruciali questioni morali di cui ho già detto)? Succederà che i cattolici, che già calano ogni anno implacabilmente di numero e già in gran parte se ne infischiano disinvoltamente del Magistero della Chiesa su matrimonio, castità ecc., dal fatto che su queste materie perfino le gerarchie lavorano ai compromessi saranno in tanti confermati nella convinzione che in fondo è proprio vero che questi insegnamenti della Chiesa non sono così centrali e vincolanti.
                Insomma, continuando a inchinarsi ai compromessi, i vescovi finiscono – volenti o nolenti – a dare scandalo ai fedeli, inducendoli oggettivamente a perseverare nella convinzione (ormai già invalsa in molti di essi) che gli insegnamenti morali della Chiesa su matrimonio e castità siano cambiati, o che, se non sono cambiati, il trasgredirli non è più da stimarsi un peccato di cui preoccuparsi, ma è roba venialissima.

                Io son convinto che questo continuo negoziare col “mondo” stia dando scandalo e disorientando tanta parte di una cattolicità che da tempo è frastornata, non sa più cosa è ortodosso e cosa non lo è, non sa più che cosa è peccato e cosa no.
                Vescovi e sacerdoti non possono permettersi mai di dare scandalo e favorire la confusione e l’errore nei fedeli, ma ritengo che sarebbe ancor più rovinoso che lo facessero adesso, cioè nel momento in cui la prima misericordia da usare nei confronti di una cattolicità in gran parte smarrita, confusa, sbandata è quella di dirle la scabra ma rigenerante verità su matrimonio e castità. La prima misericordia da usare a chi si sta perdendo è quella di indicargli la strada giusta, anche rischiando che questi si indispettisca, perché spesso chi è sulla falsa via è convinto di non esserlo e quindi si sente offeso da chi cerca di correggerlo.
                Ma come potrebbero essere credibili le gerarchie se con la bocca proclamassero il Vangelo del matrimonio e della castità ma frattanto su queste materie negoziassero compromessi con assemblee legislative ormai in larga misura pesantemente scristianizzate?

                E’ ora che i vescovi, nell’ilarità e nel disprezzo generale, tornino tutti a insegnare e a testimoniare la verità di Cristo tutta quanta, senza mutilazioni di comodo, senza calcoli mondani, senza sconti. Il loro compito di vescovi è questo: “Guai a me…”. Cristo, quando alcuni discepoli lo abbandonarono perché il suo evangelo era troppo esigente e impegnativo, non si diede a cercare compromessi con loro pur di non perderli, ma chiese ai dodici: “Volete andarvene anche voi?”. Non travisò il dono ricevuto dal Padre, ma lo offrì tutto intero, sapendo che solo quel dono (e non le sue versioni adulterate ed edulcorate) salva l’uomo, ogni uomo.

                • Caro Alessandro
                  Discutere con te è sempre stato, ed è, un vero piacere.

                  Questa Chiesa “in difesa”, a mio modo di vedere, è chiamata ad un ruolo difficile – e che dovrebbe svolgere in silenzio, come giustamente notava vale; meglio ancora se per interposta persona, aggiungerei. Sicuramente non è stata una buona idea comunicare che si stava attivamente colloquiando per trovare una soluzione (ammesso che sia stata un’ingenuità dell’entourage di Galantino e non una frecciata di chi mal vedeva quei contatti).

                  Capisco il tuo punto: a perdere di vista la prassi si rischia il lassismo nella pratica – e ne dai un perfetto esempio (permettimi di aprire una parentesi: nel tuo esempio degli adulti -che si suppongono consapevoli e presenti nelle loro scelte ed atti- si auto-assolverebbero in nome di una disinvolta rilettura dei precetti, agevolati dal comportamento contraddittorio dei prelati. Ma quest’ultima -l’agevolazione- non ci sarebbe se l’insegnamento della dottrina fosse continuo; eppoi, gli adulti sono responsabili delle loro azioni. Non fraintendermi: credo che l’approccio che descrivi sia quello giusto nella maggior parte dei casi. Ma cosa succede quando i prelati sono chiamati ad ammorbidire certe posizioni pubbliche per ottenere dei vantaggi immediati per la comunità che guidano?).

                  Permettimi di tornare un attimo alla recente visita a Cuba: sicuramente questo viaggio è stato pianificato con settimane di anticipo, settimane nelle quali la delegazione vaticana ed il governo cubano avranno discusso il cerimoniale, le visite, gli incontri e, probabilmente, il canovaccio degli interventi e dichiarazioni.
                  Quindi il mancato incontro con le “Dame in Bianco” è stato sicuramente “programmato” – “peccato”, si dice: sarebbe stata un’ottima occasione per indebolire Castro, per ribadire le accuse alla sua dittatura.
                  Probabilmente è vero. Ma è anche vero che a fronte di quell’accordo sulla visita, sull’assicurazione che non ci sarebbero stati imprevisti, sono stati liberati oltre 3500 carcerati.
                  Quale sarà stata la scelta giusta?
                  Ecco, diciamo che mi pongo il dubbio…

                  • Fortebraccio,
                    penso che le rispettive posizioni siano chiare.
                    Continuo a ritenere che il paragone tra la vicenda Cirinnà e il viaggio apostolico del Papa a Cuba non regga.

                    Tornando al ddl Cirinnà, sono molto più drastico di te nel valutare la situazione in cui si dibatte il cattolicesimo italiano. A me pare non che tanta parte dei cattolici deliberatamente disattendano un Magistero che conoscono, ma che tanta parte dei cattolici disattendano un Magistero che non conoscono se non superficialmente (e che spesso conoscono attraverso presentazioni deformanti e capziose: quanti cattolici ad es. si affidano esclusivamente ai media laicisti per sapere che ha detto/fatto il Papa?). I ragazzi che fanno la cresima oggi mediamente sono dei semianalfabeti religiosi, poi gradualmente ma inesorabilmente si interessano ancor meno di “cose di Chiesa”… come meravigliarsi se il parroco li rivede, se li rivede, dopo 15/20 anni, quando convivono e hanno già un un figlio o due e meditano di sposarsi in chiesa per far contenti i genitori?

                    La situazione è a mio avviso gravissima, e vi si rimedia come? Certo pregando e confidando nella Provvidenza, ma le cose non cambieranno (almeno a viste umane) se non si tornerà ad annunciare Cristo nella sua integralità come l’unico, necessario, indispensabile e insostituibile Salvatore di ogni uomo.
                    Il messaggio deve essere questo: “Cristo è l’unica ed esclusiva ragione della vostra esistenza, e se gli girate le spalle sarete immancabilmente dei falliti. Il mondo la pensa diversamente? Infischiatevene. Tutti vi dicono che il matrimonio è per sempre finché dura e che chi non ha rapporti prematrimoniali è un represso da psichiatra e che il divorzio è un sacrosanto diritto? Infischiatevene, voi seguite Cristo e solo Lui, perché solo Lui è la Verità e solo Lui, il Vivente, può darvi la vita eterna, mentre ii guru mainstream sono solo tronfi chiacchieroni che tra cent’anni ingrasseranno margherite sotto un metro di terra.” Se il msg è questo, è possibile che un essere umano si interessi a Cristo (e diventi immune al bombardamento propagandistico gay… e ritorniamo alla Cirinnà). Se invece Cristo viene presentato come una specie di saggio che ha predicato la pace e l’amore per i poveri e per le minoranze, allora non si vede perché un essere umano mediamente intelligente dovrebbe interessarsi a Cristo più di quanto si interessi di qualche altro filantropo della storia dell’umanità sepolto chissà dove.
                    In sintesi: il tracollo del cattolicesimo che sta martoriando l’occidente ha bisogno di Pastori impavidi, pronti a spargere il sangue e a prendersi legnate e sputi per testimoniare a tutti che Cristo è per loro e deve essere per tutti la sola ed esclusiva ragione di vita, con buona pace del mondo e delle sue prepotenti balordaggini. Se invece i pastori “inciuciano” col mondo, non faranno altro che accompagnare il deperimento del cattolicesimo occidentale verso il suo esito infausto.

                    • Naturalmente, dicendo questo, segnalo un andazzo generale che mi pare abbastanza evidente, non mi permetto di giudicare l’operato dei singoli pastori, tra i quali vi sono certamente esempi che onorano in modo ammirevole il loro alto ministero.
                      Aggiungo che anche i laici (il sottoscritto in testa) devono in genere diventare testimoni di Cristo molto più intrepidi, perseveranti e coerenti

                    • Caro Alessandro, hai in gran parte ragione, ma io non so se un vero cambiamento (o inversione di tendenza) può arrivare solo da un cambiamento, da una conversione dei Pastori…

                      Certo hanno gravi responsabilità e gravi oneri, ma io nella mia vita di Cristiano ormai abbastanza “svezzato” (per svezzato intendo non neofita, non altro…) non sento l’esigenza di guardare continuamente a questo o quel pastore, a questo o quel sacerdote o parroco, per avere una parola, per avere lumi, perché mi sia aperto il Catechismo o perché peggio, guardando alcuni di loro che dovessero deviare, mi trovi a dubitare o dire: allora nulla vale!
                      Perché alla fine UNO è il Pastore, UNO è il Maestro, UNO è la Via, la Verità, la Vita

                      Vedo quindi la mia pochezza, che nonostante quel che ho ricevuto, e che so, prego pochissimo… e la preghiera non è stare a chiedere “cose” per quanto buone e giuste, ma è colloquio intimo con Lui da cui TUTTO mi può venire… vedo quanto poco tempo dedico ad approfondire Documenti e vita dei Santi (da cui tanto si impara), vedo quante poche energie dedico al combattimento spirituale, alla Liturgia… Vita da trappisti? No, vita da Cristiano …che è fatta poi di conseguenza di tante opere, piccole e grandi, ma tutte quelle opere di bene che Dio a predisposto perché noi le compissimo ed è fatta (o dovrebbe) di Testimonianza, testimonianza che allora si te ne infischi di tutto ciò che possono dirti o farti e non mi serve che qualcuno mi dica “infischiatene”, te ne infischi perché ai già TUTTO. Di Dio hai fatto ESPERIENZA non lo conosci “per sentito dire”… hai l’Amore di Dio che ti scorre nella vene più del tuo stesso sangue, che se anche venisse sparso non te ne importerebbe.
                      E cosa potrebbe separarci dall’Amore di Dio, forse la spada, la malattia, la persecuzione, la morte?

                      Ecco perché non mi schernisco dietro l’attesa che qualcuno mi mostri la strada, per poi passare il tempo a giudicare se fa bene o male, se è testimone credibile o meno, perché i Pastori che pure sono necessari, sono anche miei Fratelli e anzi sono Fratelli scelti da Dio per servire e allora non mi attarderò a scrutare chi serve, ma colui che ne è il Signore, perché o viene il tempo in cui non necessiteremo più di ammaestramento alcuno o staremo sempre sui banchi di scuola a fare compiti più o meno svogliatamente, a cercare di bigiare quando possibile e restare monelli indisciplinati e per di più ignoranti.
                      Non canteremo le lodi, la Gloria di Dio, il bello del vivere in Dio… al massimo urleremo le “regole” di Dio. In quello siamo bravi in tanti… ma il mondo ha già le sue regole, di altre leggi non sa che farsene.
                      Un sale che non acquisterà mai sapore… quello che, come è evidente in questi tempi, viene gettato via e calpestato degli uomini.

                    • Caro Bariom,
                      certo, hai fatto bene a sottolineare che il cristiano non deve aspettarsi sempre l’ “imbeccata” del pastore, altrimenti l’eventuale latitanza di questo o quel pastore diventa un comodo pretesto per non progredire lungo la via della propria santificazione.

                    • Naturalmente, Alessandro e bariom, un cristiano non può dipendere dai pastori come un bambino dalla mamma. Tuttavia la guida è indispensabile, la gerarchia è stata istituita da Gesù stesso che ha detto a Pietro “Pasci le mie pecore”. Dunque tocca ai pastori, prima di tutto, dare da mangiare al gregge. Tocca ai pastori “annunciare Cristo nella sua integralità come l’unico, necessario, indispensabile e insostituibile Salvatore di ogni uomo”, come hai detto giustamente. Ma il gregge sta morendo di fame e tante pecore vanno a cercare altrove il cibo spirituale che non trovano più nella chiesa cattolica. In occidente le chiese si stanno svuotando ed i seminari sono già vuoti e queste non sono profezie di sventura ma tragiche realtà.

                      Richiamare, rimproverare, spronare la gerarchia a fare il suo dovere, non solo è necessario, ma giusto e doveroso.

                    • La qual cosa non esclude la precedente da me espressa, anzi la seconda è sostanzialmente l’unica lamentazione puntualmente ricorrente che leggo in ogni dove… pochi “mea culpa”, pochissime piene assunzioni della propria singola responsabilità, che ci viene per altro dal Nostro Battesimo.

                      Ed è di questa responsabilità che ci verrà chiesto conto (se volgiamo tornare ai rischi per la Salvezza), non potremmo addurre scuse del tipo “è stato colui/colei mi hai messo accanto o a capo” (di biblica memoria), giacché se responsabilità altrui ci fossero, la Misericordia di Dio ne avrà già tenuto conto in nostro favore.

                      Buona giornata.

                    • “Richiamare, rimproverare, spronare” noi stessi è primo nostro compito, poi eventualmente, se è il caso, se Dio ci da tempo, modo e luogo, guardare ad altri, perché se è vero che Santi Pastori formeranno un Santo Popolo, un Popolo Santo difficilmente non avrà e non formerà Santi Pastori.

  50. @ Giusi

    “Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza.”
    ………….

    faccio rispettosamente notare che, a differenza dell’IVG, dove l’obiezione di coscienza ha talvolta, di fatto, impedito l’aborto, nel caso del matrimonio gay, essa non avrebbe altra efficacia che quella di “rendere testimonianza”.
    Infatti, una coppia di omosessuali che volesse sposarsi, non avrebbe nessuna difficoltà ad aspettare un mese (o giuù di lì) per organizzare il matrimonio altrove, dove non trovasi un funzionario obiettore. A69

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