Il guaio

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Berlicche

Se non avessi visto i tweet, ieri sera, probabilmente non avrei saputo di quello che è successo in Slovenia. E che è successo in Slovenia, direte voi?
O meglio, lo chiedete se non siete parte di quella ristretta minoranza di persone che frequenta siti di informazioni cattoliche, oppure se non siete di quelli che leggono tutte le notizie su ogni sito possibile, fino alle più insignificanti. Il torinese medio, che legge solo “La Stampa“, invece, potrebbe essere tra quelli perplessi.

Questo perché sul sito del giornale possiamo leggere di “Dominique, l’ex infermiera che ha scelto l’eutanasia:’Vado a morire in Svizzera’” oppure “Torino, cagnolino sparisce nella grondaia: salvato dai vigili del fuoco“. Ma quello che non si riesce a trovare è la notizia che in Slovenia – nazione che, ricordo, confina con l’Italia – c’è stato un referendum che ha cancellato la legge su matrimoni…

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Di cosa parliamo quando parliamo di diritti civili

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di Costanza Miriano

“Niente muri sulle unioni gay, la questione è come riconoscerle”. Secondo il Corriere della Sera don Julian Carron ha detto queste parole, o qualcosa di fondamentalmente sovrapponibile. Ora, a parte i titoli forzati, a parte che questa come ha sottolineato Luigi Amicone su Tempi non è in nessun modo un’apertura al ddl Cirinnà (la quale effettivamente va molto oltre un “qualche riconoscimento”, equipara sostanzialmente le unioni al matrimonio e legittima la pratica dell’utero in affitto all’estero accettandone gli effetti in Italia), a parte tutto questo, dicevo, rimane il fatto del riconoscimento delle unioni. Cosa va riconosciuto, e perché, secondo un sacerdote della Chiesa Cattolica, il quale non può certo dimenticare che è la fede a dover giudicare il mondo, e non il contrario? Continua a leggere “Di cosa parliamo quando parliamo di diritti civili”