Posts tagged ‘Unioni civili’

22 agosto 2017

Gay scout dell’Avvenire

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Il problema della pagina che l’Avvenire ha dedicato domenica al caso degli scout omosessuali è principalmente la collocazione all’interno del giornale: la pagina denominata catholica. Sarebbe stato più appropriato la pagina varie, o altro, o liquida, se si preferisce il latino. Perché nel modo di affrontare la questione non c’è assolutamente niente di cattolico. Se si fosse affrontata la conversazione in un qualsiasi salotto di gente non credente, ovviamente aperta, multiculturale, di larghe vedute, refrattaria ai dogmi come impone il pensiero medio, non retriva come noi cattolici che pensiamo che la Verità sia una sola possibile, gente che beve uno spritz la sera in riva al mare, sarebbero venute fuori più o meno le stesse conclusioni. Conclusioni di buon senso, forse, ma incuranti delle posizioni del magistero della Chiesa, e persino del Papa a cui forse credono di conformarsi: il caso è sempre da affrontare, bisogna discernere, includere eccetera eccetera.

Ma entriamo nel merito, con un’ultima nota preliminare. Accettare la parola gay senza neanche un cosiddetto davanti significa inchinarsi alla mentalità omosessualista di cui quella parola è figlia. La parola gay non è mai usata nei documenti della Chiesa, e si sa che la lingua è la prima scelta culturale che possiamo fare.

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16 settembre 2016

UCM Umanità Culturalmente Modificata

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Sono stata a un istruttivo corso di aggiornamento dell’Ordine dei giornalisti – sono obbligatori, che non si pensi che io sia così coscienziosa – tenuto da Monica Cirinnà, chiamata a parlare della sua legge. È stato istruttivo non perché ci fosse qualcosa che non sapessi già (ho letto del tema fino alla nausea), ma perché ho avuto conferma del fatto che il vero obiettivo della legge sulle unioni civili era e rimane un cambiamento di mentalità, di costume. Un cambiamento che procederà, o meglio, vorrebbe procedere anche più speditamente, e lo farà se vincerà il sì al referendum, cosa che secondo la senatrice trasformerebbe il congresso del PD direttamente in Parlamento, come ha detto in un’intervista a Gazebo (“il prossimo Parlamento, il prossimo congresso del Pd avrà il matrimonio egualitario in tutte le mozioni, dopo la riforma faremo la legge” ). Ovviamente è stata riproposta tutta la retorica delle povere persone con tendenza omosessuale impedite di vivere liberamente la loro vita, i loro sentimenti, l’amore, la felicità e via col linguaggio petaloso: “qual è stata la cosa più difficile, senatrice?” “coniugare sentimenti e diritti, cuore e codice”.

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18 febbraio 2016

Papa Francesco: “un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata”

di admin @CostanzaMBlog

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Papa Francesco sull’aereo di ritorno dal Messico oggi ha parlato come di consueto con i giornalisti, dal colloquio non poteva mancare il tema delle unioni civili.

Carlo Marroni de “Il Sole 24 Ore”chiede:

Santo Padre, la mia domanda è sulla famiglia, tema che Lei ha affrontato in questo viaggio. Nel Parlamento italiano è in discussione la legge sulle unioni civili, tema che sta portando a forti scontri in politica, ma anche a un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare, volevo sapere il Suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili, e quindi sui diritti dei bambini e dei figli in generale. Grazie.

Papa Francesco risponde:

Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni. Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto.

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27 gennaio 2016

Unioni civili, ma quali diritti mancano?

di admin @CostanzaMBlog

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Ecco i diritti di cui godono in Italia i conviventi (senza distinzione di sesso). Luciano Moia, su Avvenire, ne ha fornito il preciso inventario:

ANAGRAFE – Il regolamento anagrafico in vigore dal 30 maggio 1989 stabilisce che “l’anagrafe è costituita di schede individuali, di famiglia e di convivenza”, senza bisogno in quest’ultimo caso di ulteriori registri.

ASSISTENZA SANITARIA – La legge n. 91 del 1 aprile 1999 prescrive che i medici devono fornire informazioni sulle cure tanto “al coniuge non separato” quanto “al convivente more uxorio“(nel 2012 la Corte d’Appello di Milano ha sancito che nella nozione legale di ‘conviventi more uxorio‘ rientrano anche le coppie omosessuali, per le quali vale “il diritto a un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”).

PERMESSI RETRIBUITI – La legge n. 8 del 2000 riconosce il permesso retribuito di tre giorni all’anno al lavoratore e alla lavoratrice anche in caso di documentata grave infermità del convivente.

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11 gennaio 2016

Agire e reagire alle bugie organizzate

di autori vari

Il bellissimo l’intervento di don Alessio Geretti  al Congresso Nazionale del comitato “Difendiamo i nostri figli” del 12 dicembre 2015

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Amici carissimi,

vengo dal Friuli Venezia Giulia, dove opero nel ministero sacerdotale e dove, per volontà del nostro Arcivescovo, sto lavorando a un coordinamento dei soggetti che a vario titolo hanno a cuore un obiettivo comune: agire e reagire insieme di fronte al tentativo organizzato, in atto a livello nazionale e su più larga scala, di manomettere la concezione della persona umana e di alterare le sue relazioni fondamentali, attraverso la comunicazione di massa, il sistema scolastico e la forzatura dell’ordinamento.

Posso condividere in sintesi con voi, per sostenerci reciprocamente, quanto è accaduto in Friuli negli scorsi mesi, dopo la manifestazione del 20 giugno scorso in Piazza San Giovanni in Laterano: specialmente nel territorio del pordenonese (per iniziativa di genitori e di associazioni intervenute in ambito scolastico) e a Udine (dove diverse realtà organizzate stanno agendo fino a congiungersi in un vero e proprio coordinamento ecclesiale), diverse iniziative hanno ottenuto risultati che danno speranza e incoraggiano a proseguire, a non rimanere inerti o ingenui di fronte a quel che sta accadendo a livello legislativo, formativo e culturale.

Devo però soprattutto condividere con voi la ragione per cui sentiamo il dovere di agire e reagire, di agire e reagire ancora, di agire e reagire insieme. La ragione di fondo è che appunto sono in atto tre gravi forzature, tre inaccettabili tentativi di forzare la realtà per adeguarla ad una visione della persona e della vita umana che è falsa e nociva.

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30 dicembre 2015

Il “male minore” porta Male

di autori vari

 

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di Mario Palmaro   da La Nuova Bussola Quotidiana

“Sta per essere girata una nuova puntata della telenovela cattolica dedicata al cosiddetto male minore. Da una decina d’anni, la dottrina del male minore si è impossessata come un demone di importanti fette del mondo cattolico. In base a questa strategia, i cattolici in politica – e gli organi di informazione e formazione che li spalleggiano – non devono più ‘limitarsi’ (sic) ad affermare i principi non negoziabili opponendosi alle iniziative legislative che li negano, ma devono assumere l’iniziativa legislativa promuovendo leggi che affermano quei principi solo in parte, ma che impediscono l’approvazione di leggi peggiori.[…]

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18 ottobre 2015

Il diritto di imitare

di admin @CostanzaMBlog

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di Livio Podrecca*

Se non è zuppa, è il caso di dire, è pan bagnato. Monica Cirinnà ci riprova con le sue unioni in salsa matrimoniale. Questa volta l’etichetta che prova ad affibbiare alla sua creatura è quella delle formazioni sociali. Obbedisco alla Corte Costituzionale, dice. Peccato che, nonostante i giochi di parole, la sostanza sia la medesima: il matrimonio, con rito e testimoni, impedimenti, equiparazione al coniuge, ecc., e l’adozione omosessuale. Ma non c’è articolo 2 che tenga: non è logicamente possibile riconoscere e disciplinare le unioni civili, neppure come formazioni sociali, senza farne un matrimonio. Un para-matrimonio, se si preferisce.

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23 settembre 2015

Carissimo don Julian, da figlia del movimento…

di autori vari
gay_marriageLa mia amica-quasi-sorella Benedetta Frigerio mi ha chiesto di pubblicare questa lettera indirizzata a don Julian Carron, dopo averla inviata a lui e ad altri più vicini. L’ho letta e l’ho trovata rispettosa verso il sacerdote, piena di amore da figlia per il padre, piena di passione per la ricerca della Verità. So che pubblicandola innanzitutto alimenterò la convinzione di quelli che mi dicono che mi sono fissata su questo tema, e so anche che mi sto infilando in una questione interna al movimento che non conosco per niente (fino a che non ho cominciato a girare per parlare dei miei libri e conosciuto tante persone di CL, il movimento lo avevo pressoché solo sentito nominare, e da parrocchiana modello base mi stava vagamente simpatico e basta) e che non ho nessun diritto di giudicare. 

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21 settembre 2015

“Al riconoscimento legale delle unioni omosessuali è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva”

di admin @CostanzaMBlog

Laterano

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI

[…] “Non è vera l’argomentazione secondo la quale il riconoscimento legale delle unioni omosessuali sarebbe necessario per evitare che i conviventi omosessuali perdano, per il semplice fatto della loro convivenza, l’effettivo riconoscimento dei diritti comuni che essi hanno in quanto persone e in quanto cittadini.

In realtà, essi possono sempre ricorrere – come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata – al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse.
Costituisce invece una grave ingiustizia sacrificare il bene comune e il retto diritto di famiglia allo scopo di ottenere dei beni che possono e debbono essere garantiti per vie non nocive per la generalità del corpo sociale” (n. 9)

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18 settembre 2015

Di cosa parliamo quando parliamo di diritti civili

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

“Niente muri sulle unioni gay, la questione è come riconoscerle”. Secondo il Corriere della Sera don Julian Carron ha detto queste parole, o qualcosa di fondamentalmente sovrapponibile. Ora, a parte i titoli forzati, a parte che questa come ha sottolineato Luigi Amicone su Tempi non è in nessun modo un’apertura al ddl Cirinnà (la quale effettivamente va molto oltre un “qualche riconoscimento”, equipara sostanzialmente le unioni al matrimonio e legittima la pratica dell’utero in affitto all’estero accettandone gli effetti in Italia), a parte tutto questo, dicevo, rimane il fatto del riconoscimento delle unioni. Cosa va riconosciuto, e perché, secondo un sacerdote della Chiesa Cattolica, il quale non può certo dimenticare che è la fede a dover giudicare il mondo, e non il contrario?

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8 luglio 2015

60 giorni con la mamma, ma non per i bambini

di admin @CostanzaMBlog
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La senatrice Cirinnà, autore del testo del disegno di legge sulle “unioni civili” tra le cui pieghe (art. 5) sono contenuti, in modo comprensibile solo per addetti ai lavori, ma chiarissimi per la legge, i presupposti per la legittimazione dell’utero in affitto (stepchild adoption), nel 2005 quale Delegata dal Sindaco di Roma per le politiche dei Diritti degli Animali presentò un regolamento comunale sulla tutela degli animali.
Bene, l’articolo 8 di questo regolamento al comma 6 recita quanto segue:
E’ vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita se non per gravi motivazioni certificate da un medico veterinario.”

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4 luglio 2015

Costanza a La7 su le unioni civili

di Costanza Miriano

La puntata di sabato 4 luglio della trasmissione IN ONDA sul tema delle unioni civili con la partecipazione di Costanza Miriano.

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