60 giorni con la mamma, ma non per i bambini

di admin @CostanzaMBlog
bacio_gatti
La senatrice Cirinnà, autore del testo del disegno di legge sulle “unioni civili” tra le cui pieghe (art. 5) sono contenuti, in modo comprensibile solo per addetti ai lavori, ma chiarissimi per la legge, i presupposti per la legittimazione dell’utero in affitto (stepchild adoption), nel 2005 quale Delegata dal Sindaco di Roma per le politiche dei Diritti degli Animali presentò un regolamento comunale sulla tutela degli animali.
Bene, l’articolo 8 di questo regolamento al comma 6 recita quanto segue:
E’ vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita se non per gravi motivazioni certificate da un medico veterinario.”
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Quindi sarebbe del tutto lecito strappare un bambino alla donna che l’ha generato in meno di 60 secondi, come avviene quando un bambino è consegnato alla ricca coppia “omogenitoriale” committente che ha pagato, mentre  un gattino o un cagnolino ha diritto a stare con la madre per almeno 60 giorni.
Questo può avvenire solo in un mondo dove  l’erba, pur continuando ostinatamente ad essere verde, a detta di alcuni dovrebbe assumere i colori dell’arcobaleno.

71 commenti to “60 giorni con la mamma, ma non per i bambini”

  1. Il ‘cucciolo d’uomo’ meno tutelato dei cuccioli delle altre specie nell’intimo rapporto con la madre. Triste traguardo!

  2. su un altro piano, diverso ma analogo, tale assurdità corrisponde ad un’altra abnorme contraddizione: quella del principio per cui tutte le religioni devono essere rispettate tranne la religione cristiana e il cattolicesimo in particolare. E, ritornando più specificamente al tema dell’articolo, a quel mito che esalta la natura, e per questo si combatte contro l’uso delle buste di plastica, ma si esce da ogni ordine naturale proclamando diritti che vanno in senso contrario alla natura, per quello che riguarda l’uomo… e tutto questo ritenendo molto più razionale la nostra epoca rispetto alle epoche passate…

  3. Propongo un nuovo slogan: ” Trattatemi come un cane!”

  4. Ci sarebbe da ridere…se non ci fosse da piangere. Ma perché permettiamo che faccia carriera politica certa gente così “illuminata”?

  5. Buongiorno a tutti. Ma quanto mi piacerebbe chiedere spiegazioni alla signora Cirinna’ di tutto questo guardandola negli occhi.

  6. La “stepchild adoption” non ha nulla a che vedere con l’utero in affitto.
    L’art. 5 del DDL Cirinnà recita quanto segue: “Alle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso sono riconosciuti i diritti e doveri spettanti ai coniugi in ordine all’assistenza sanitaria e penitenziaria.”

    • La Croce – Quotidiano
      7 maggio

      Dovreste leggerlo il ddl Cirinnà, è meraviglioso. Non ci si capisce niente. Qualsiasi essere umano normale non capisce di che si parla. La Croce come sapete, negli scorsi giorni ha indicato alcune strade per bloccare questa legge anticostituzionale, che di fatto istituisce il matrimonio omosessuale e legittima la pratica dell’utero in affitto. C’è scritto chiaramente? No, perché è una legge di cui i proponenti stessi si vergognano. Poiché tra le strade per bloccare la legge abbiamo indicato anche quella di inondarla di emendamenti in commissione Giustizia e poiché i parlamentari sono pigri, ci siamo occupati noi di “ispirare” alcuni emendamenti. Li abbiamo materialmente scritti, di fatto.
      Tra questi, uno chiede l’abrograzione dell’articolo 5 del ddl, l’articolo che aprendo alla “stepchild adoption” legittimerebbe di fatto l’utero in affitto. Volete sapere cosa c’è scritto in quell’articolo? Eccovi serviti: “Art. 5. (Modifiche alla legge 4 maggio 1983 n. 184) 1. All’articolo 44 lettera b) della legge 4 maggio 1983, n. 184 dopo la parola «coniuge» sono inserite le parole «o dalla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso»”. Oplà, il gioco è fatto. Voi non ci avete capito nulla, vero? Non c’è scritto che se questo articolo diventa legge si potrà dichiarare il falso e cioè che i bambini possono essere figli di due papà e di nessuna mamma, dunque trionfo dell’ideologia gender, trionfo del genitore 1 e genitore 2, fine della necessità di una figura materna e una figura paterna, maternità e paternità saranno concetti obsoleti sostituiti dall’idea che non esistono legami naturali come quelli tra una mamma e il suo bambino, anzi, prevale il valore dei contratti di compravendita (l’utero in affitto tale è), il bambino è un oggetto come un altro di cui si può rivendicare il possesso in virtù di una transazione di denaro seppure compiuta all’estero. La persona più debole, il bimbo, diventa una cosa che colma un bisogno, un individuale desiderio.
      Comunque sia, non ci hanno fregati. Abbiamo fatto depositare l’emendamento soppressivo dell’astruso articolo 5 del ddl Cirinnà, sapevamo cosa cercare, sappiamo leggere il politichese e il burocratese dei disegni di legge. Lunedì prossimo scade il termine per la presentazione degli emendamenti a questa legge incomprensibile, di cui persino i proponenti si vergognano. Se conoscete parlamentari, sollecitateli affinché inondino la commissione di emendamenti soppressivi.

      http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=909947&idoggetto=925510

      • tutto vero.

        purtroppo pare che il ddl cirinnà,seppur edulcorato terminologicamente sia la merce di scambio per l’art.16 de “la buona scuola”( la bufala del consenso informato. e poi li voglio vedere i bambini che non partecipano all’indottrinamento gender di che parleranno con i loro coetanei che invece lo fanno. come verranno trattati dagli insegnanti che non sono d’accordo con la scelta fatta dai loro genitori, come verranno additate le famiglie che si sono opposte a veder i loro figli sottoposti all’indottrinamento gender e cosa verrà detto di loro ,a scuola, ai loro figli.

        l’art 16 in cambio di modifiche solo terminologiche- di questo oramai pare si sia parlato nella cena cirinnà-galantino- è il definitivo calarsi le braghe di certa gerarchia cattolica che spacciò la 194 come una legge per la tutela della maternità ( e come no, si è visto.)

        si comincia a capire come anche Avvenire, ubbidendo a ordini di scuderia, lisci il pelo ai sedicenti cattolici del pd( inclusi comunità di sant’egidio, l’ex presidente di scienza e vita ed anche quello delle acli, e compagnia…( saccheggiato articolo su bussolaquotidiana del 7-7-2015 su buono scuola ecc.)

      • @ Admin

        non è una questione del solo ddl Cirinnà perchè quasi tutti i provvedimenti normativi che vengono emessi (putroppo in maniera “torrentizia”) sono fatti così male e con la tecnica del bricolage (“alla parola tale dell’art. tale del DDL tale è sostituita la parola ecc.).

        Ho saputo che in USA, quando il testo di una legge è pronto per l’approvazione, esso viene fatto leggere ad una persona di media cultura (NON ad un dotto) e, se lo capisce: bene! ma se non lo capisce, deve essere riscritto.

        E’ proprio venuta a mancare, in generale, la capacità di porre in essere norme chiare. Vi basti pensare che, io, laureato in giurisprudenza, e che per lavoro devo consultare continuamente, leggi e decreti, a volte mi ci sperdo e sono costretto a telef. ai ministeri per avere qualche delucidazione e per farmi mandare qualche circolare esplicativa (quando c’è).

        E’ come se chi scrive le leggi non pensasse che qualcuno, prima o poi, dovrà leggerle e applicarle. A69

  7. …il mondo è brutto perché è vario!
    Perché incaponirsi in questa ossessione degli uteri in affitto?
    (forse perché sono riservati a chi ci ha soldi e avere soldi è una ulteriore colpa?)
    (perfino, c’è i cartelli, non calpestare l’erba, quando invece si permette l’aborto,potrebbe
    essere un altro dei vostri paragoni)

    • Avere i soldi non è una colpa, se i soldi sono ottenuti onestamente.
      Violare la natura umana si (peccato di opera)
      Anche girarsi dall’altra parte mentre si vuole farlo legalmente lo è (peccato di omissione)

      • Eh, ma se i soldi sono tanti-tanti è probabilissimo che ci sarà stata, qualche furberia nell’ottenerli. Non è una regola, ma è quasi sempre vero. Salvi naturalmente i casi in cui si sono ottenuti a seguito di premi, lotterie o eredità.

        Penso anch’io che sia un errore avere tutto questo rispetto (se non adorazione) per la natura che hanno gli ecologisti.

        In fin dei conti la natura (che qualcuno, saggiamente, ha definito MATRIGNA e NON madre, perchè, in effetti, di una perfida matrigna si tratta) anche se noi la rispettiamo, evitando di offenderla, violarla, deturparla, NON MANCA E NON HA MAI MANCATO di propinarci disastri e malattie.

        Una vera madre, prima di tutto, preserva il proprio figlio da qualunque iattura. A69

      • In Luca troviamo persino un apprezzamento di questo tipo:
        “Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
        Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.”

        Come dire: “hai denaro ottenuto non proprio lecitamente… beh, vedi di usarlo al meglio e per il bene… Fatti furbo!” 😉

    • Ci si incaponisce perché ci sono donne che muoiono per questa pratica. Donne che vengono ingannate e rischiano la vita. La colpa è spendere soldi sulla pelle di un’altra persona:
      http://www.eggsploitation.com/
      http://www.ilfoglio.it/articoli/2012/07/18/eterologa-e-schiavitu___1-v-102893-rubriche_c200.htm

  8. …cosa vole dire “soldi guadagnati onestamente”?
    (perchè voi guardate da una parte mica tutti bisogna che guardino da quella parte anche loro!)
    (un po’ come il discorso della pagliuzza e delle trave, dove voi siete quelli che guardano la pagliuzza)
    (lei cosa ha fatto nella sua vita? “Io combattiedi contro il decreto Cirinnà”!)

    • @Alvise, vatti a darti una rifrescata, và… poi rileggi con calma, e vedrai che travi e pagliuzze non c’entrano nulla.

    • Cito:
      “(lei cosa ha fatto nella sua vita? “Io combattiedi contro il decreto Cirinnà”!)”

      Beh, sarebbe stata una vita bene spesa.
      E – in ogni caso – la derrota es el blason de l’alma bien nacida

      Ciao.
      Luigi

    • Nell’articolo citato da Vale mi ha molto colpito la seguente esortazione di Paola Concia ai politici italiani
      “I parlamentari non si facciano tirare la giacchetta da laici e cattolici.”

      Posto che “laici e cattolici” può essere considerato (in neolingua à la Concia) come sinonimo di “la stragrande maggioranza del popolo italiano” l’auspicio formulato da Paola Concia è un chiaro invito ai rappresentanti del popolo italiano a infischiarsi della volontà della stragrande maggioranza di coloro che rappresentano. Bella roba!

      • @senmweb

        eh, non ci sono più i sinceri democratici di una volta…al massimo dei cattolici adulti!

      • eh già: i parlamentari non si facciano tirare la giacchetta dal popolo, ma dal potere ! e che diamine, mica sono lì a rappresentare il popolo bue, ma ad educarlo, con carote e bastone (più bastone che carote) alla democrazia di lorsignori

  9. Sara’ un’utopia ma vorrei per ogni bambino una mamma che potesse guidarlo e accompagnarlo fino alla casa del Padre, come nella poesia di Ungaretti che studiai a scuola, in cui il legame materno trascende il tempo e lo spazio

    Ungaretti Giuseppe – La madre
    E il cuore quando d’un ultimo battito
    avrà fatto cadere il muro d’ombra per condurmi, Madre, sino al Signore,
    come una volta mi darai la mano. 
    In ginocchio, decisa, sarai una statua davanti all’eterno,
    come già ti vedeva
    quando eri ancora in vita.
    Alzerai tremante le vecchie braccia,
    come quando spirasti
    dicendo: Mio Dio, eccomi.
    E solo quando m’avrà perdonato,
    ti verrà desiderio di guardarmi.
    Ricorderai d’avermi atteso tanto, 
    e avrai negli occhi un rapido sospiro.

  10. Ma dove l’avete letto che “sarebbe del tutto lecito strappare un bambino alla donna che l’ha generato”???
    Se vi riferite a quella pratica che vi piace tanto chiamare “utero in affitto”, è la madre a consegnare volontariamente il bambino, in ossequio ad un accordo da lei previamente accettato.
    Se la madre non vuole, nessuno è autorizzato a “strapparle” nulla (esiste ancora, voglio rassicurarvi, l’articolo del codice penale che punisce il “rapimento”).
    Quindi, di che cavolo state parlando???

    • LUCA. Ma il consenso al bambino è stato chiesto? E’ stato interpellato? E’ d’accordo?
      Quindi, di che cavolo stai parlando tu?

    • La pratica “utero in affitto” ci piace chiamarla così perché di questo si tratta.

      Per indicare la guerra occorre usare la parola “guerra” e non “missione di pacekeeping”.
      Per indicare l’aborto occorre usare la parola “aborto” e non “IVG”.

      Parole crude per indicare realtà crude, non parole delicate per indorare le pillole che non piacciono ai nostri palati soft, e che credono di cambiare la realtà a nostro piacimento.

      Documentati meglio, Luca, prima di usare frasi tipo “è la madre a consegnare volontariamente il bambino, in ossequio ad un accordo da lei previamente accettato”.

      • @ Fk e Thelonoius

        avete ragione: il consenso del bambino non è stato chiesto. Ma sventuratamente il suo consenso non può essere chiesto e, parimenti, non può essergli chiesto, PRIMA, se vorrebbe essere concepito o no.
        Mi sovvengono le parole di Ippolit, un personaggio, molto malato, de l’Idiota di F. M. Dostoevski, il quale ad un certo punto dice: “Non avrei accettato la vita a condizioni così ridicole”.
        D’altra parte, se la madre è talmente povera da accettare di affittare il suo utero, c’è da credere che, se il figlio le venisse forzatamente lasciato (proibendo la pratica dell’utero in affitto), che quel figlio non sia destinato ad una vita molto LIETA.
        Certamente, potreste rispondermi, dovrebbero esserci adeguati aiuti alla maternità, ma “ci vorrebber tante cose” (come dice Lindoro in uno splendido duetto del 1° atto de “L’Italiana in Algeri” di Rossini), perchè ciò avvenisse a cominciare da una più favorevole congiuntura economica e da una diversa impostazione ideologica dell’economia delle nostre autorità monetarie. A69

        • Lo sfruttamento della povertà altrui per la soddisfazione dei propri desideri (o capricci) è abominevole.
          Le citazioni colte (specie di questo calibro) sono benvenute, me non aiutano a cambiare una tragica realtà a cui, per conto mio occorre opporsi con tutte le forze, se si vuole conservare un minimo di dignità umana

          • Hai ragione, però lo sfruttamento della povertà altrui durerà finchè ci sarà la povertà.

            Fino a che punto poi, tale sfruttamento, è abominevole? Allora io che mi sono servito di un poveraccio mio amico, per un lavoro di facchinaggio, avrei fatto una cosa abominevole? Eppure quel mio amico era ben contento, e mi ha pregato di chiamarlo se fossero capitati, a me o a miei conoscenti, lavori simili. Allora quando ho fatto il suo nome ad un imprenditore edile, pure mio amico, per un posto di manovale, avrei ugualmente sfruttato la sua povertà? A69

            • @A69

              ma dico ti sei letto… sarà il caldo… che razza di paragonme fai?
              Non hai dato la giusta mercede all’amico che ti ha fatto il sevizio di facchinaggio? Non ha avuto umanamente un atteggiamento per lui come se avessi vicino non il “tuo facchino” piuttosto che il tuo superiore (o lo hai trattato come uno schiavo? Non credo proprio…).
              Il tuo amico imprenditore, come tratterà il comune amico manovale? Te ne sarai sincerato?

              Quindi, scusa, di che stai parlando?

              • @ Bariom

                la mia risposta ti chiarirà il senso del post precedente: se gli “affittuari” dell’utero trattassero umanamente e cortesemente colei che gli affitta l’utero predetto e la pagassero in modo per lei soddisfacente, allora non ci sarebbe il rapporto schiavististico da voi (utenti del blog) lamentato?

                Se il fatto che io abbia trattato bene il mio amico (e come vuoi che l’abbia trattato) e pagato degnamente, fa si che non si possa parlare di schiavitù, così nell’ipotesi sopra prospettata sarebbe lo stesso, o no?

                Purtroppo l’imprenditore non l’ha assunto (è diventato difficilissimo sistemare qualcuno) perchè non è rimasto soddisfatto della qualità della persona. Io potevo segnalare e raccomandare ma non costringere all’assunzione. A69

                • Caro A69,
                  archiviata la questione collocamento dell’amico, tornerei ai distinguo su tema più attinente.

                  Il paragone lo potremmo fare con chi “schiavizza” donne per attti di libidine propira o altrui (prostituzione) e chi deliberatamente “dona”, ma più correttamente “vende”, il proprio corpo a scopo di lucro.
                  Fatta questa distinzione, credo tu sia abbastanza attento da sapere che casi di vera e propria “schiavitù da riproduzione” già si sono verificati (vedi caso di quella ragazzina in India “gestita” addirittura dai propri genitori!) e chi pensa non si moltiplicheranno, scusa, ma è un povero illuso…

                  Quindi se di chi “vende” il proprio corpo per libera scelta potremmo evitare di parlarne (e comunque penso NO, sarebbe cmq il caso di parlarne…), per gli altri casi NON se ne parla a sproposito e non è un peregrina lamentazione di “questo blog” o dei suoi “utenti”.

                  • @ Bariom

                    sui casi di schiavitù da riproduzione in India e, probabilmente, in altri paesi del c.d. terzo mondo, non contesto, perchè penso proprio che siano veri.

                    Io però credo che, fino a quando non sarà eliminata la povertà (quanto meno quella più “acuta e vergognosa”) dal mondo, non sarà possibile eliminare infamie come quelle.

                    Riguardo a coloro che si prostituiscono per procurarsi un buon reddito (e basta andare sui siti escort per trovare queste persone), il discorso sarebbe lungo e “scivoloso”. Meglio chiudere qui. A69

        • @ Anonimo69
          Ma è proprio questo il punto! Nasciamo tutti (da un padre e da una madre) senza che nessuno ci abbia chiesto il permesso. Non godiamo di una “libertà assoluta” ma di una “libertà determinata” circoscritta, cioè, a determinate coordinate spazio-temporali che non scelgo io ma mi sono date. Perché mai sono nato in questo contesto storico e non, che ne so, nel medioevo? E’ un’ingiustizia! Perché poi sono nato in Italia e non negli USA? perché sono bianco piuttosto che nero? Ribelliamoci a tutto questo se vogliamo ribellarci al fatto che nasciamo da un maschio e d una femmina che saranno per sempre i nostri genitori…
          Ad ogni modo, cercare di argomentare l’ovvio è abbastanza imbarazzante!

          • @ Fk

            Siamo d’accordo, ma tutto questo non convince di certo la gente come il povero Ippolit o il grande G. Leopardi che non sarebbero voluti nascere.
            Ad ogni modo, il discorso del consenso dell’interessato (nel caso dell’utero in affitto) l’hai introdotto te……. A69

            • Ma che gusti orridi ha vossignoria in tema di lettere!
              Dopo Guareschi le petit ora pure Leopardi il grande… peccato sia quello sbagliato.

              Monaldo, egli fu veramente grande.

              Ciao.
              Luigi

              • @ Luigi

                veramente io avrei citato DOSTOEVSKJI, NON certo guareschi (che non amo).

                Inoltre, povero conte Monaldo! se la storia della letteratura si ricorda di lui, è perchè, è stato il padre dell’unico vero Leopardi, non certo per i suoi “Dialoghetti”.

                Le opere del Leopardi sono tradotte pure in giapponese!

                Comunque bisogna parlare con rispetto del conte Monaldo, non foss’altro per aver sopportato per tanti anni una come Adelaide Antici!? A69

                • No, ricordi male.

                  Settimane or sono avevi scritto di non considerare Guareschi un grande scrittore:
                  “… solo che non riesco a vedere in lui il “grande letterato”… ”

                  Quanto al resto, il bello – così come il giusto – non si è mai misurato con la conta dei voti.
                  Anche John Green ha ampie traduzioni.

                  Ciao.
                  Luigi

                  • @ Luigi

                    si, ora ricordo, però, siccome ti eri inserito dopo il mio post in cui citavo Dostoevskji e Leopardi, ho pensato tu ti riferissi a quello.

                    E’ sempre meglio essere “didascalici” quando si afferma qualcosa (“tempo fa, te dicesti che ecc. ed ora dici che ecc.”) anche per evitare interpretazioni estensive, restrittive, creative ecc. (Biblia docet).

                    Non sarà la conta dei voti a misurare il bello ed il giusto (categorie indipendenti fra loro), ma è certo che di Monaldo non si sarebbe ricordato nessuno se non avesse avuto quel grande Figlio.

                    Girala come ti pare, ma il padre è “troppo poco” per confrontarsi con grande Giacomo.

                    Tuo dev/mo
                    A69

              • @ Luigi. Su Monaldo hai perfettamente ragione. Lassa pur che l’Anonimo 69 el disa, si vede che è di quelli che pensano che i “grandi” caschino sulla terra come meteoriti, invece che nascere e crescere come tutti.

                • @ sem_webrms

                  mai detto che i grandi caschino sulla terra meteoriti, ma solo che nom c’è paragone fra la produzione letteraria di Giacomo e quella di Monaldo. Se poi a voi (utenti del blog) piace Monaldo perchè era una voce papalina e fieramente avversa alla Rivoluzione ed a Bonaparte, questa è ALTRA QUESTIONE. A69

                  • Errata corrige: “caschino sulla terra COME meteoriti” A69

                  • Ma perché questa mania del “voi tutti del blog” e compagnia bella!!

                    Rivendico il diritto (sono attualissimo) delle mie personali opinioni… O almeno dei miei “gusti”!

                    O te Anonimo, per dirla alla Alvise, li hai UGUALI a tutti gli altri NON di questo blog???¿¿¿

                  • Quando io, ricercatrice storica, esprimo simpatia o rispetto per un personaggio storico, generalmente è perché ho avuto modo di conoscerlo/a per il tramite di documenti e testimonianze attraverso le quali questi antichi morti mi fanno sentire la loro voce. Mi è capitato con Fabrizio Ruffo, dopo averlo “letto” all’opera nel 1789 dopo un terremoto; mi è capitato con Monaldo Leopardi leggendone le memorie e gli Annali di Recanati. Quanto al “voi utenti del blog”, mi sembra una di quelle sagome di cartone che si usano per tirarci su le fremette. Si metta l’animo in pace: l’utente-tipo del blog non esiste. Siamo tutti diversi 😉

                    • “tirarci su le FRECCETTE”. Ne tirerei volentieri qualcuna al correttore automatico di wordpress.

                    • webmrs:

                      “Quando io, ricercatrice storica,…”(SIC!!!)

                    • @ Bariom e senm:webmrs

                      avete ragione: tendo a generalizzare (noi, voi) e a creare delle ideali barricate. A mia parziale scusante posso addurre la mentalità generale del nostro tempo che tende, invero, a creare di queste barriere.

                      Riguardo poi a Monaldo e Giacomo, qua non stiamo discutendo della simpatia e del rispetto che desta il primo (cose assolutamente legittime), ma del valore letterario dell’opera del primo e del secondo, a confronto. Tutto qua: si tratta solo di una discussione di letteratura.

                      Anche nel cardinale Ruffo, si possono trovare degli aspetti positivi: per esempio, dopo la caduta della repubblica partenopea, voleva una repressione “soft” praticamente un’amnistia. Furono l’ammiraglio Nelson e la regina Maria Carolina ad imporre quella sanguinaria repressione che seguì. A69

                • Ciao Senm,

                  non è che a me diano poi così fastidio le opinioni differenti in materia letteraria.
                  Sono cose personali, tanto contano la sensibilità e le esperienze di ognuno.

                  Quello che mi spinge sempre a riflettere (parola grossa) è però questo fatto.
                  Ovvero che si dia per scontato che a qualcuno piaccia Monaldo invece di Giacomo, solo perché si è papalini, austriacanti, reazionarî, omofobi, e chi più ne ha più ne metta.

                  Mai, mai una volta che ci si accorga della realtà, che invece semplicemente è questa: non viviamo più nell’Europa dell’Indice dei libri proibiti e della Santa Inquisizione generale e romana.
                  Viviamo invece in una realtà dove tutto cerca di organizzarsi contro la vera religione.
                  Nessuno, a scuola, legge Monaldo.
                  Tutti – praticamente – leggono (o, meglio, devono leggere) invece Giacomo.

                  Allora non può darsi magari il caso che a qualcuno piaccia Monaldo (o altri) non perché papalino, austriacante, reazionario etc., ma che invece questo qualcuno sia tutto queste brutte cose anche perchè ha letto Monaldo e molti altri?
                  È colpa mia se la Didachè affascina ancor oggi, fin dall’incipit, e quando mi provai a leggere “Il codice da Vinci” mi addormentai alla seconda pagina per non proseguire più?

                  Detto in altre parole, pochissimi sono oggi educati in una certa direzione (papalina, reazionaria, and so on).
                  Allora forse – forse – taluni arrivano a determinate posizioni semplicemente perché le altre, quelle inculcate a scuola, nei media, dalla società, li hanno lasciati insoddisfatti.

                  Insomma: io ho letto Giacomo, ho letto Monaldo, e preferisco il secondo 🙂

                  Buona serata a tutti.
                  Luigi

                  • @ Luigi

                    non credo proprio che, se nelle scuole, facessero leggere qualche brano dei dialoghetti, gli studenti (naturalmente parlo di quelli che hanno una qualche passione per la letteratura, non di quelli cui non importa nulla) preferirebbero Monaldo a Giacomo, anche quelli insoddisfatti dell’educazione inculcata a scuola.

                    Perchè, ricordiamoci, tutti coloro i quali affermano che tutti, o quasi, gli studenti sono stati “fregati dalla scuola”, sono di solito animati dalla volontà di sostituire l’attuale fregatura con un’altra, ancor per pervasiva.

                    Per quanto riguarda le preferenze personali, nulla da dire (anch’io apprezzo molto, certi autori minori). A69

  11. “il foglio” di oggi pag.2 art. di pietro vietti:

    “Non c’è due senza tre. in america si discute se legalizzare la poligamia”
    il 46enne del montana Nathan Collier ha chiesto al tribunale di riconoscere la sua doppia unione coniugale.

    là dove si prescinda dal sesso ( che non è più un dato oggettivo ma solo la percezione di sé stessi ) non si capisce perché si vuole un’unione costituita da una coppia e non da tre o quattro persone.perché dovrebbe essere privilegiata la coppia e non un’unione di altro tipo ( e.berti dixit).

    ecco. adesso ci mancano solo le unioni sancite dalla legge tra uomo e animale e poi non ci siam fatti mancare nulla…

  12. ….ma, a parte tutto, le foto, sia quella dei gatti, che quella degli uomini col bambino, ve le potevate risparmiare!
    Uso un temine che odio e che non vorrei mai usare, ma lo uso: -MISTIFICANTI-

    • Le trova mistificanti nel senso che alterano, per lo più deliberatamente, la realtà dei fatti, o anche una situazione o un concetto, in modo da suscitarne un’interpretazione distorta?
      Oppure le trova mistificanti perché ingannano una o più persone carpendone la buona fede?
      Che sia per l’uno o per l’altro motivo, “mistificante” è la definizione precisa per la foto delle persone: è una mistificazione fatta e finita, nata tale. I gatti sono gatti che fanno i gatti, ‘ndo’ starebbe la mistificazione?

      E soprattutto: perché non avrebbero dovuto essere usate per illustrare questo post? Per buon gusto, per fair play nei confronti degli avversari, per non dare scandalo ai gattolici?

      • perché vedere la realtà cruda dei fatti, ormai ai palati raffinati del bon-ton, non va più bene.
        Parole come vita, morte, guerra, aborto, assassino, bene, male, malattia, disabilità, oppure espressioni come “comprare i bambini” o “utero in affitto” sono parole che turbano i nostri delicatissimi contemporanei.
        Essi sono abituati alle raffinatezze culinarie alla Carlo Cracco, e si schifano delle immonde sbobbe che milioni di esseri umani devono mangiare per sopravvivere.
        Si devono usare parole più accettabili e meno cruente, come: dipartita, opportunità, diversamente abile, operazione internazionale di peacekeeping, disdicevole incidente umanitario.
        E si deve vedere meno possibile la carne e il sangue dolente che stanno dietro a questi simulacri di parole.

        • Non ti scordare il “corpo senza vita”, accessorio linguistico indispensabile per il telegiornalista dabbene. 😉

        • Ok, chiudiamo la stagione ipocrita ma rispettosa del “politically correct”, ed inauguriamo una nuova era di sincerità sfacciata e irriguardosa: storpi, ciechi, mongoloidi, zitelle, negri, ciccioni, nani e cretini ne saranno certamente felicissimi.

      • …gli avversari? Chi sarebbero?

  13. Beh ragazzi, mettetela come vi pare, ma io vedo le due foto dell’articolo vicine e mi è difficile definire quale sia quella “bestiale”…

    Guardo i volti di quella che dovrebbe avere i tratti “umani”…
    Il padre biologico (se lo è, ammesso lo sia…), mi spiace dirlo, ha sul volto una smorfia che preferisco definire “indescrivibile”…
    L’altro uomo non ha volto (sintomatica metafora)… e perché quella nudità di entrambi? (si, si non mi spiegate il perché pseudo-psico-positivo pro la piccola creatura…)
    E poi il volto della madre… al limite dell’inquadratura, già fuori del “tenero” quadretto, non partecipe di quell’abbraccio.
    Anche la sua esperessione pare dire molte cose…
    Poi c’è l’inconsapevole neonato/a, che non trova un seno ed un capezzolo a cui attaccarsi per succhiare il primo alimento della vita dopo aver lasciato il cordone ombelicale della madre, ma trova un villoso e ahimé, arido petto.

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