Credere fa la differenza

di Costanza Miriano

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di  Costanza Miriano

Qualche giorno fa un’amica che non vedevo da tanto  mi ha raccontato la morte della mamma. Non posso qui entrare nei dettagli della sua storia, è sempre difficile stare alla giusta distanza dalle vite degli altri, ma posso dire che, con la sua scelta di fedeltà a un marito che se ne era andato di casa, quella donna era sempre stata per me un segno di contraddizione.

Da piccola, non ricordo bene ma immagino che la considerassi  una scelta suicida, la sua. Ero tutta proiettata verso la realizzazione di me stessa, verso il mio futuro che dovevo costruire, e pensavo che sarei stata io la fortunata moglie del Principe azzurro, che non mi sarei fatta mettere i piedi in testa, io che avrei avuto un lavoro fantastico e figli perfetti e che avrei gestito tutto tranquillamente (l’adolescenza, oltre che epoca dei brufoli – che peraltro io ho ancora  – delle cotte disperate e dei vestiti improbabili, è anche un tempo in cui si producono cretinate in quantità industriale).

Adesso che sono grande, anzi quasi coetanea a quella signora nei suoi ultimi anni di vita, capisco la potenza e la grandezza della sua scelta, la bellezza del suo gesto umile. Un gesto che non è mai stato debolezza, ma al contrario forza. E nelle ultime ore di vita era sorridente, totalmente rappacificata anche col marito. Quel giorno è passata da lei un’altra ragazza, amica come me della figlia, con seri problemi di salute, e parecchio arrabbiata col Principale per questo motivo (e ti credo). La signora le ha afferrato la mano e ripristinando per l’ultima volta il tono da mamma, dolce ma fermo, gliel’ha stretta, l’ha guardata negli occhi e le ha detto: «Tu ci devi credere. Ci devi credere. È tutto vero. E sta tutta lì la differenza. Credere davvero che è il Signore che ti salva. Se credi a questo la tua vita cambia. Tutto il resto sono chiacchiere».

fonte: Credere

83 commenti to “Credere fa la differenza”

  1. L’amore fa la differenza. Noi sappiamo sempre bene come vorremmo essere amate/i, la verità è che ci sono donne (e forse anche uomini) capaci di amare l’altro anche quando questo amore non è ricambiato… è la fede che ci fa capaci di un amore dimentico di noi stessi

  2. Tutto il resto sono chiacchiere…
    Una preghiera la chiedo a questa mamma. Lei sì che ha capito tutto!

  3. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Credere fa la differenza! E’ tutto lì….

  4. Dopo quello che leggo in questi giorni sulle varie uscite di cardinali, e non, sul problema degli omosessuali e del loro eventuale matrimonio e su tutto cio’ che fino a ieri si credeva essere la verita’ assoluta oggi mi domando e domando: quale amore? Alvaro.

  5. Esattamente come ad alcune i brufoli non passano mai, anche le testimonianze di vita vera e pienamente vissuta non le scordi più, e sono le uniche di cui un giorno ti ricorderai bene, anche se non le hai capite fino in fondo, perchè come i tuoi soliti inspiegabili brufoli che tutt’ora cerchi di camuffare…sono dure a morire nel cuore e impossibili da camuffare.

  6. In un suo libro, Bruno Forte aveva scritto (ma forse non era una frase sua) che c’è una scelta da fare: o crocifiggiamo le nostre attese alla croce di Cristo, o crocifiggiamo Cristo alla croce delle nostre attese.
    Visto il suo comportamento al Sinodo, mi chiedo se la pensi ancora così.

  7. ….bisogna però anche a abituarsi a considerare che per chi non crede (e siamo in tanti, presumo) TUTTO è solo chiacchiera (solo fare non è chiacchiera) (e impegnarsi a fare bene) (sistemare i fiumi compreso, per esempio, vedi Genova) (non fare è solo chiacchiera, se non peggio). Il Vangelo potrebbe essere preso come esempio dell’antichiacchiera per eccellenza:”hai fede?” chiede sempre Gesù a chi gli si avvicina. E’ chi ha la fortuna di poter dire sinceramente di credere ha la vita cambiata.. Ma noialtri non credenti (persone anche noi appartenenti a pieno titolo alla folla dei popolatori del mondo) che non abbiamo aiuti esterni, si può solo contare su noi stessi, si vive soli. O non è una bella avventura anche la nostra?

    • Bellissima. Ma se Dio c’è tu tuo malgrado non sei solo. Che ne sai se puoi contare solo tu te stesso? Che ne sai che non hai aiuti? Solo il fatto che ti alzi la mattina è un aiuto. Ti sei mai posto il problema che magari stai bene solo perchè Dio ti vuole bene?

    • Caro filosofiazzero (mi sembra di capire che ti chiami Alvise). Il fatto che tu continui a dedicarci attenzione (e a riceverla) mi sembra sia un segno evidente del fatto che la fede ha bisogno dell’ateismo e viceversa. Infatti Dio ha bisogno dell’uomo e viceversa. Mio padre, uomo dalla fede tormentata ma profonda, mi disse un giorno: non sei tu che cerchi Dio, ma Dio che trova te. Per noi cristiani è tutto più facile. Buona fatica a tutti gli altri, per i quali prego sempre.

      • @Elena, andrebbe meglio specificato in quale senso “Dio ha bisogno dell’Uomo”…

        Dio di per sè non ha “bisogni” o “necessità” o avrebbe un limite e non sarebbe Dio.
        Dio basta a sè stesso. La Sua stessa Natura é l’Amore e per questo Creatore e per questo a chiamato l’Uomo a compartecipare alla Creazione e persino all’Opera di Salvezza, ma avrebbe potuto scegliere diversamente…

        Sono certo il concetto non ti é estraneo, ma mi é sembrato corretto meglio specificare.

        • Assolutamente d’accordo e andava detto! In genere io tendo a pensare un po’ troppo che io e LUI collaboriamo… il concetto, come dici tu, mi è chiaro. Ma viverlo…

        • Bariom:

          …se Dio non ha bisogni né necessità che bisogno avrebbe di punire e di premiare (perchè così sarebbe salvo il libero nostro arbitrio?) (ma che soddisfazione gli darebbe a Lui che fosse salvo il libero arbitrio?) (come anche te puoi vedere, è sempre “credre” a far la differenza, anche nel trovare spiegazioni a tutto) (o a dichiarare “misterium fidei”)

          • Non è questione di soddisfazione ma di amore. Dio è Amore. Il vero amore lascia liberi. E’ Satana che riduce in schiavitù. Il premio e il castigo sono una conseguenza della Verità. Di fronte alla Verità, quando la conosceremo tutt’intera, saremo noi a sapere dove collocarci perchè lo avremo scelto. Ma Dio fino all’ultimo, essendo Amore, ci dà delle possibilità. Di più non potrebbe fare. Il male è colpa nostra.

          • Infatti era tale la Sua “necessità” di punire che ha dato la Vita di Suo Figlio concorde con Lui, perché non fosse imputata a noi (tutti) alcuna colpa meritevole di giusta punizione…

            Crsto ha già pagato con il Suo Sacrificio il prezzo della nostra colpa che essendo “offesa” (termine improprio…) a Dio non avrebbe potuto essere ripagata da nessuna umana azione.

            • Che poi Dio, come ogni buon padre, richiami. corregga (la Scrittura ci ricorda che il padre che ama i figli usa anche il bastone se necesario…) e anche ricompensi i Suoi Figli, questo non appartiene né all’una o all’altra “necessità” 😉

              • Ah ecco…

                Astruse quanto le tue domande allora, giacché parliamo di astrusità e quindi, nella fattispecie, anche decisamente sciocche e prive di una qualunque logica (se non quella dell’assurdo) 😉

                • Bariom:

                  ….dunque, ripigliando daccapo, credere fa la differenza, (sembra una pubblicità) certamente è vero, però
                  io (da uguale a voi) (anche se non credente) vorrei solo avere almeno il riconoscimentio della stessa dignità di ogni essere umano transitante su questo pezzettino di terra (salvo colpe gravi verso qualcheduni miei simili da parte mia). Ma non posso, da pensante bipede medio normale, pigliare anche sul serio tutte le ciance teologiche che viene fuori dai vostri discorsi. Pigliatele sul serio Voi, tenetevi stretto il vantaggio che avete sugli altri, ma lasciate anche che gli altri restino sbalorditi, o perplessi, come minimo!

                  • Perchè hai ravvisato dell’ateofobia per caso?

                  • Alvise:

                    Dunque ripigliando da capo, io (uguale a te) (se non per il fatto di credere) ti ho mai dato modi di pensare il riconoscerti “…la stessa dignità di ogni essere umano transitante su questo pezzettino di terra”?

                    Se e così dimmelo… sono pronto a fare ammenda.

                    Ma se così non fosse (non lo è in cuor mio…), perché tu non devi riconosce a me ugual dignità e avere rispetto di ciò in cui credo senza appellare sempre tali cose (a me care ovviamente) come “ciance teologiche” o “astruse supposizioni”?

                    Mancandomi poi di rispetto giacché a domanda io ti ho risposto (seppur con argomenti a te incomprensibili, ma se li ritieni tali in partenza perché domandi?) e invece di ribadire con un minimo di conseguenza logica, butti tutto “al macero” con affermazioni autoconclusive e denigratorie…

                    Abbi verso gli altri, la grazia che vorresti fosse riservata a te… o non stare a lamentarti 😉

                    • Che tu ci creda va benenissimo, ma come posso io, essere umano medio, considerare fondate (se non nella credenza stessa) le tue astruserie cristologiche e non dirlo che sono astruserie?
                      Come qualcheduno che si offendesse se io non accettassi per buone e glielo dicessi le sue astruserie astrologiche, o teosofiche o magiche o spiritiche o ideologiche o che altro?

                    • E come posso io dunque considerare valide (se non nei termini della verificabilità solo di alcune) e definitive, le tue materialistiche, autodeterministiche, banali, non-esaustive, massificanti, teorie sulla vita e sulla morte?

                      Solo perché condivise dalla media degli “esseri umani medi”?

                      Come posso io dopo aver scoperto (per grazia certo, non per merito) tutto il limite, la finitezza e l’inadeguatezza delle teorie di cui sopra non parlare di cioò che ora conosco e credo?

                      Quindi, che si fa? Smetti di chiedere cose, intervenire su cose, sentenziare su che trovi astrusità (ma che semplicemente non sei in grado di comprendere) e facciamo basta… che dici?

                    • Diciamo così allora: avere qualche illusione è meglio che non avre nessuna illusione.

                      Per quanto riguarda le teorie materialistiche eccetra: che ho mai professato qualche dottrina di qualche genere?

                      Per quanto riguarda l’uomo medio: sì, sono medio!

                    • Avere delle CERTEZZE è meglio che non averne nessuna (o avere l’UNICA certezza che l’uomo medio sfugge continuamente: la MORTE!)

                      E Alvise… uomo medio-medio, medio-basso o medio-alto? 😀

          • Scusa Alvise, ma tu preferiresti che la tua donna ti amasse liberamente o perché qualcuno la costringe.

      • Elena Maffei:

        …mio padre non disse nulla!

  8. bellissima domanda Giusi….

  9. Grazie Andrea. Alvise guarda cosa dice un tosco come te sui Dieci Comandamenti: “Il tema dei Dieci Comandamenti è il più emozionante di tutti. Tutti sono convinti di conoscerli, ma spesso fanno confusione. Quando ho iniziato a leggerli mi sono reso conto che sono uno più bello dell’altro, hanno segnato il mondo intero: sono il riassunto di tutto, sono parole vive che contengono la morale, l’etica. Sono il più grande spettacolo per eccellenza, sia religioso che laico», «Fare uno spettacolo sui Dieci Comandamenti non ha nulla a che fare con il misticismo. Ha a che fare con il senso religioso, che esiste anche se si parla ad esempio di politica, questo spero ci sia sempre in tutto il mio lavoro», «Avrei fatto anche dieci serate il materiale era tanto e abbiamo deciso di farne due».

    Non sempre mi piace Benigni però quando leggeva Dante mi piaceva. Queste due serate le guarderò. Tra l’altro il titolo dell’articolo in questo tempo di “cambiamenti” mi strappa un amaro sorriso….. Mi verrebbe da dire: finchè li cambia Renzi poco male…. Speriamo di non dover riparare presso Benigni per la difesa dell’ortodossia……….

    http://www.siciliafan.it/politica-varieta-benigni-porta-i-10-comandamenti-in-tv-prima-renzi-li-cambi/

    • Io sono perplessa ….Benigni commentare i dieci comandamenti? Farà battute ironiche distruttive ?
      Mi auguro di essere in errore!

      • Battute ironiche distruttive non penso. E’ credente. Quando legge: Vergine Madre Figlia di tuo Figlio emoziona. Spero solo che non segua la linea Kasper. In tal caso più che far ridere farà piangere e non di commozione!

        • A proposito di Kasper bisognerebbe imbavagliarlo. Intervistato dall’agenzia Zenit, il “teologo in gamba” ha espresso pensieri razzisti nei confronti della Chiesa africana.
          Riporta il portale internazionale.it:
          “Al sinodo, più in generale, il “problema” è che “ci sono problemi diversi in diversi continenti e diverse culture” e ad esempio “l’Africa è completamente diversa dall’Occidente” e anche “i paesi asiatici e musulmani sono molto diversi, soprattutto sui gay” perché per loro “è un tabù”. Per cui va lasciato “spazio” alle conferenze episcopali locali per risolvere i propri problemi”, e così gli occidentali non devono ingerirsi nei problemi africani ma anche gli africani “non dovrebbero dirci troppo cosa dobbiamo fare”.

          http://www.zenit.org/en/articles/cardinal-kasper-growing-majority-in-synod-support-divorce-remarriage-proposal

      • Benigni farà il suo, ovverosia uno spettacolo. E non c’è niente di male. Per l’esegesi c’è ‘ascolta, si fa sera’ (c’era).
        E poi ricorda: la sua sarà pur sempre un’interpretazione corredata da una messa in scena.
        Sicuramente il testo sarà stato vistato, mediato eccetera, ma resta un prodotto.
        Speriamo d’effetto.

        Colgo l’occasione -neanche tanto OT- per consigliare ‘Dieci’ di Andrej Longo, Adelphi. Su amazon si trovano anche due belle recensioni.

  10. Gesù: Dio salva

  11. Come puoi ,filosofiazzero ,considerare Gesù un’astruseria. E’ vissuto ,ha camminato,predicato,amato ,perdonato ….ed è’ stato crocifisso su questa terra . Se non si riconosce la sua divinità almeno bisogna considerarlo,obiettivamente,un uomo eccezionale.

    • Non sono d’accordo, se non si riconosce la divinità di Gesù, vero Dio e vero uomo allora non si può che pensare che fosse un pazzo visionario. Alvise mi sembra coerente invece.

      • …più precisamente non ce l’ho con Cristo e con i Vangeli che lo ripeto trovo uno dei libri più importanti degli ultimi due millenni , ma con quelli che hanno presteso e ancora pretendono di essere cristologi certificati (dalla Chiesa, ovviamente, la quale è certificata da Cristo et ergo tamen eccetra e così di seguito, a escogitare i ragionamenti più bizantini che lo fosse possibile. Alessandro, lui, ci si crogiola nella ermeneutica d.o.c , senza pensare che non può esistere una ermeneutica d.o. c. ma solo l’ermeneutica.
        O uno è sia umile da non dire e non pensare nulla, solo ascoltare (chi?) o sia così umile da leggere il Vangelo cercando di trarne quello che è capace di trarne. C’è anche altri libri belli importanti. I Racconti di Tolstoj, per esempio. O i 49 racconti di Hemingway o La Trilogia di Cormac McKarty, o la Peste di Camus o Lo straniero,
        Oo Il deserto dei tartari eccetra, o I Morti, di Joyce….

        • Tua personalissima visione… che presenta rischi e grossi limiti, soprattuto in un’ottica di visione e applicazione Comunitaria della lettura dei testi Sacri, che si deve trasformare in vita vissuta (o a che serve? Resta lettera morta… tanto vale lefgggersi Topolino).

          Lettura, esegesi, applicazione necessariamente Comunitaria prima ancora che personale. Basta riandare a San Paolo e agli stessi Vangeli… o anche tu come tanti “tagli, ritagli e cuci” ciò che più ti conviene a sostenere le tue personalissime tesi?

        • Il centro del cristianesimo infatti non è un libro ( il Vangelo, che pure è molto importante) ma l’AVVENIMENTO storico di Cristo morto e risorto. Questo è il punto di partenza di tutto. Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede, dice san Paolo. Se Cristo non fosse risorto, non siamo da compiangere più di tutti gli uomini, dice sempre san Paolo.
          Con questa premessa, però, cosa c’entri il deserto dei tartari di Buzzati (che pur amo) con il Vangelo onestamente mi sfugge, scusa la mia ottusità

  12. ….ho ritagliato qualcosa? Tutti, comunque, quando si legge un libro, si ritaglia mentalmente le parti che ci hanno più colpito.
    Quello che più mi dà noia delle religioni è proprio che siano comunitarie, che la lettura dei libri “sacri” sia guidata e condivisa, Islam, cattolicesimo, Buddismo, folle immense di gente che più sono meglio è, l’unione fa la verità, si illudono.

    Topolono ho smessso di leggerlo da quando non è stato più Topolino, o Paperino di Karl Barks.

    La trasformerà, la lettura, in vita vissuta chi la trasformerà in vita vissuta. Voi per esempio, ovviamente! La Miriano alla guida, Padre Botta e Adinolfi alle vettovaglie, Alessandro alla Cultura, Giusy addetta stampa!

    • Ma infatti la tua è una visione tipicamente individualista…
      Contento tu 😉

      Non capisco poi perchè deve darti noi chi ha una visione “comunitaria”, dovresti semplicemente godere del tuo individualismo…
      Vedi lo strano e che qui sei tu che ti “proponi”, non mi pare che la Miriano o tutto l’entourage con Giusi addetta stampa, sia venuta a casa tua a disturbarti…

  13. Ciao Alvise!
    Da un sacco di tempo che non passo da queste parti e vedo che tu continui con l’iconcina nera. Mi dispiace per te.
    Io oggi volevo dire che per me è vero, credere fa la differenza. Di brutto. Vorrei che tu lo potessi sentire, non è una cosa che si può capire. Ma non ci si può chiudere alla possibilità che sia vero. Una chance.
    Pensa che quello che mi piace di più della religione è proprio questo essere comunitaria. Forse perché so che da sola avei combinato solo pasticci.
    Forse è proprio come dicono che la religione è per i deboli… I duri, i forti, i potenti, i perfetti, non ne sentiranno il bisogno che sento io di rendermi migliore. E’ per i più infimi e meschini e piccoli ma quando poi ci entri in pieno, riconoscendo i tuoi limiti, diventi una roccia.
    Spero per te che un giorno tu possa sentire questo.

  14. ciao Costanza, GRAZIE X LA BElla seratA DI LUNEdi 13 ottobre a Como . C.ero anche io nella sala ed ê stato.come tirare un respiro dopo un bel po.

  15. Sono andato al funerale di una amica (35 anni. sposa e madre di due bambini) il marito ha fatto le letture.le stesse del matrimonio.il canto d ingresso era la marcia nuziale..

  16. no nessun applauso. solo questa particolarità della marcia nuziale,poi la celebrazione è stata molto partecipata.clima di preghiera e di senso di gratitudine..
    filosofiazzero…non capisco molto la tua domanda..

  17. kry:

    ….scusami se ti ho mancato di rispetto. Ma cosa volevi dire te con il tuo commento? Che erano (secondo il marito) risposati in cielo, come direste voi? Che non c’è la morte? Che le anime (e anche i corpi ) sono immortali?
    (A New Orleans, mi viene in mente, si fanno i funerali a ritmo blues!)

    • Caro Alvise, vuol dire che non temiamo la morte perché Gesù l’ha vinta anche per noi. Come conseguenza, amiamo la vita, il corpo nostro e del nostro sposo/a, con il quale diventiamo cosa unica, i nostri fratelli, i nemici, i giorni sì e quelli no, i figli venuti bene e quelli venuti male…siamo oltre. Che ti posso dire, ci dispiace per gli altri! (Era Celentano?)

    • Non si è “risposati in Cielo” Alvise…
      Che non c’è la morte, che le anime (e anche i corpi ) sono immortali, certamente!

        • Davvero… eppure in-coscienza non potrei dirti altro 😉

        • Alvise, la morte c’è, è evidente.
          Anche Cristo è morto, e non in apparenza, ma realmente.
          Solo che Cristo è risorto. E noi siamo chiamati a vivere, in Lui, la stessa sorte eterna.
          Con l’anima, nel momento della nostra morte, anche con il corpo, alla fine dei tempi.
          D’altra parte il Cristianesimo redime tutto l’uomo, non solo la sua parte spirituale, ma anche quella carnale.
          E, infatti, Cristo si è fatto carne, non spirito.
          Se poi credi che noi siamo incoscienti mentre tu hai la coscienza vera perché in tutto questo non credi, beh, affar tuo

          • Ancora più esattamente la morte riguarda solo il corpo definito “mortale” appunto.
            L’anima, l’essenza dell’essere, non muore e non muore mai in nessun caso.

            Di fatto la parola “cimitero” significa “dormitorio” dal greco: [koimeterion] luogo dove si va a dormire

            “Ricordati, o Signore, dei tuoi fedeli,
            che ci hanno preceduto con il segno della fede
            e dormono il sonno della pace.”

            “Ricordati dei nostri fratelli, che si sono addormentati
            nella speranza della risurrezione…”

  18. .Thelonius:

    …è affar mio, ma preferisco così!

    Ripigliando il discorso del dogma cattolico:

    1 Dio esiste. E’ l’essere perfettissimo.
    2 Essendo perfettissimo ha anche il potere di “farsi carne” di morire e di risorgere.
    3 Cristo essendo risorto dalla morte è Dio (perche solo Dio è l’essere prfettissimo che ha il potere della resurrezione)..
    4 Quindi Cristo (essendo Cristo risorto) è Dio (questo il vero senso delle parole di S.Paolo sulla resurrezione)
    5 Quindi Dio esiste.

    • il “dogma cattolico” cosa sarebbe, di grazia? Perché mi pare che tu usi termini in modo improprio.
      Qui non si parla di dogmi.

      il punto 5 (Dio esiste) non è una conseguenza di nessuna delle proposizioni precedenti (semmai ne è l’antecedente)
      Sennò è come se io dicessi:

      1) Alvise spara c….ate
      2) Quindi Alvise esiste

      Se avessi voglia di leggere la Summa di Tommaso d’Aquino vedresti che la dimostrazione dell’esistenza di Dio nulla ha a che fare con quanto dici tu, e non c’entra con il contenuto della fede cristiana, che è tutt’altro.

      • Eppure il punto 1 e 2 applicati ad Alvise, sono effettivamente così percepibili (spesso)… 😉

        • Dai, che se non ci fosse dovremmo inventarlo.
          Ci permette di vivere la nostra vocazione missionaria senza spostarci dalla sedia! Scherzi a parte, è importante mettere alla prova quotidianamente la propria fede. Altrimenti si rischia l’effetto specchio.

          • Guarda Elena che io ad Alvise voglio un gran bene (virtualmente parlando)… gli mando sempre gli auguri anche a Natale e Pasqua e lui molto cortesemente sempre mi risponde 😉 😀

            • Mi ci sto affezionando anch’io! In effetti si condivide veramente tanto! Grazie Costanza…e grazie a chi cura questo blog.

          • Certo, ma neppure io ce l’ho con Alvise, anzi, tutto il contrario. Sono contento che intervenga.
            Però questo non toglie che, se dice qualche – diciamo così – amenità, gli va detto.
            Amor vincit omnia.

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