Pop a chi?

Nota bene: questa non è una recensione di un libro, che NON ho letto perché il libro non è ancora uscito. Questo è quello che mi è venuto in mente ascoltando un’intervista.

Ecco: ho pensato che se in uno studio vuoi suscitare l’applauso, la risata generale e gli ammiccamenti del conduttore hai due strade infallibili e rapide: o alludi più o meno vagamente al sesso, o parli male della Chiesa, cantando il motivetto evergreen della gerarchia-che-soffoca-e-sottomette-i-fedeli-per-ottenere-da-loro-tutte-quelle-cose-che-noi-sappiamo-bene-ma-che-è-inutile-stare-qui-a-dirci. (Quali saranno poi un giorno qualcuno ce lo spiegherà mai?)

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Post Scriptum

 

Avendovi abbondantemente deliziato con la notizia che sarei andata a Ferrara a presentare il mio libro, ed essendo stata a disposizione la diretta web dell’incontro, vi aspettereste che io ora vi lasci in pace sull’argomento. Ma non è possibile, perché devo assolutamente dire una cosa troppo importante.

Se “vi riconosceranno da come vi amerete”, gli Amici del Timone di Ferrara e i frati francescani dell’Immacolata che li sostengono con la parrocchia di Santo Spirito sono decisamente amici di Cristo.

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I ♥ my mom

 

Credo che presto riceverò un avviso di garanzia da parte della procura competente in seguito a una denuncia della Federazione Italiana Lavoretti di Scuola. Il fatto è che io ammucchio portagioie con angioletti, vasi con la neve dentro, rose di pasta di sale, cravatte di carta e vari altri orrori dentro uno scatolone nel quale – al termine di una esposizione limitata allo stretto necessario – i lavoretti amorevolmente confezionati dai miei virgulti fanno una fine indecorosa (una collana di pasta ha prodotto dei vermi, tanto per dire). Lo so, sono una madre degenere, e presto incorrerò nella sanzione che merito.

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Diretta da Ferrara!

Ringraziamo gli Amici del Timone di Ferrara  per averci dato la possibilità di seguire in diretta la presentazione di Costanza.

Teniamo aperto il post per eventuali commenti.

Grazie anche a tutti coloro che hanno seguito l’evento.

I figli peluche

di Costanza Miriano

Le sto ancora aspettando. Adesso arriveranno, mi dico. Sicuramente le faranno.

Senza dubbio le femministe organizzeranno delle manifestazioni di piazza contro l’uso del corpo delle donne. I giornali leveranno gli scudi, gli editorialisti faranno sentire le loro voci indignate e piene di compassione, contro questa cattiveria che si fa alle donne. No, non a quelle fotografate in pose discinte per vendere qualcosa, che non è niente in confronto. E neanche a quelle che si vendono al piacere degli uomini.

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Ma c’è anche la rana

 

Ieri mattina, miracolosamente sveglia a un orario dignitoso, mi sono avvicinata a mio figlio che usciva per andare a scuola. Lui era di spalle e ha fatto un balzo. “Oddio!”. Ha cominciato a pettinarsi freneticamente con tutte e due le mani. Poi si è girato e ha capito che l’ombra che aveva visto sulla porta di casa era la mia, non la sua. Era il mio cespuglio mortaccino e incolto quello che vedeva, non i suoi capelli forti e morbidi di giovanetto che si affaccia alla vita. continua a leggere

C’è chi dice no

Fonzie non sapeva dire la parola scusa. Io ho grandi problemi con la parola no. Se qualcuno mi chiede qualcosa prima che arrivi a dire no devo essere carponi, strisciare con la faccia nel fango, boccheggiare espirando le ultime parole.

E non si tratta di bontà, magari. Si tratta piuttosto di un grave disturbo che mi affligge, sulle cui cause non ho molta voglia di indagare, subodorando risposte spiacevoli. In realtà la vera bontà porterebbe a dire qualche no, quando è necessario. Essere buoni è fare delle scelte, potare qualche ramo a volte. E fare delle scelte a favore di qualcuno significa dire di no a qualcun altro.

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Non seguitemi, mi sono persa anch’io

 

Che Dio benedica le compagne di liceo.

Ieri mi è venuta a trovare a Roma Federica, che vive a Washington, ed è in tournée italiana di zii e parenti vari con suo marito (due metri di militare esultante perché finalmente “Osama met the Maker”). Vorrei precisare che Federica ha una lettera di auguri per il suo compleanno firmata Michelle e Obama e quindi io, essendo sua amica, per osmosi sono una persona importante.

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Beato lui


La mia proverbiale efficienza ancora oggi ha dato buona prova di sé. Ho chiesto troppo tardi, una settimana fa, l’accredito stampa per andare a seguire la beatificazione per la mia redazione, cosa che mi ha fatto scoprire che mentre da soli si poteva andare – a patto di essere dei supereroi e di varcare via della Conciliazione al più tardi alle cinque di mattina –, con la telecamera senza tv pass non c’era verso di passare le transenne, neanche andando la sera prima.

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