Lasciati fare

di Padre Aldo Trento

Cari amici,

immagino che la maggior parte di voi sia già ritornata al lavoro, dopo le vacanze estive. Chiedo perdono a quanti mi scrivono, condividendo il loro dolore, a cui non sono riuscito a rispondere… anche perché non so usare il computer e devo scrivere a mano e poi cercare qualcuno che faccia il resto. La mia salute è nelle mani di Dio, che in certi momenti mi fa vedere le stelle in pieno giorno. Eppure vivo una pace profonda e tanta serenità, frutto della mia relazione con Gesù e Maria che mi vogliono molto bene. 

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Raccontare padre Aldo Trento

Presentato a Piacenza Un cuore acceso da Cristo, il documentario di Guido Tombari (che poi sarebbe mio marito).

di  Costanza Miriano

Sono tua perché mi hai creata, sono tua perché mi hai redenta, mi hai voluta, mi hai chiamata, mi hai attesa, perché non mi hai perduta: cosa vuoi fare di me? Il canto di Mira e Lucia – che hanno dato voce a santa Teresa d’Avila – e la chitarra di Stefano si sono appena spenti nel monastero di San Raimondo a Piacenza, quando, mentre mio marito e Alfonso “Nanni” Baruffaldi, il medico volontario in Paraguay che lo ha trascinato nell’avventura, raccontano del loro viaggio in Paraguay e della loro amicizia con padre Aldo, mi appare chiarissimo che non ci sarebbe potuta essere canzone migliore per iniziare la serata.

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Il viaggio di padre Aldo Trento, venerdì a Piacenza

UN CUORE ACCESO DA CRISTO
Il viaggio di Padre Aldo Trento: dal Veneto al Paraguay passando per il fondo degli abissi.

Una storia per immagini (in una nuova e più lunga versione), girata e montata da Guido Tombari, editor Rai

presenta, insieme all’autore,

Alfonso Baruffaldi, medico dentista, volontario all’ospedale di Asuncion

VENERDI 15 GIUGNO 2018, ORE 21
MONASTERO BENEDETTINO – CHIESA DI SAN RAIMONDO
Corso Vittorio Emanuele II, 154, Piacenza

le offerte raccolte durante la serata saranno devolute alle opere di Padre Aldo Trento per gli orfani ed i malati terminali

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Inutili un corno! Chiedete a padre Aldo Trento

di Costanza Miriano

Propongo per i giudici e i medici inglesi uno stage obbligatorio e inderogabile di tre mesi nell’ospedale di padre Aldo Trento, ad Asuncion, o in uno dei tanti, per fortuna, altri luoghi del mondo in cui la medicina forse ha meno mezzi, ma non ha perso la sua vocazione.

Padre Aldo non è un medico, ma passa ogni giorno a fare il giro di tutto l’ospedale accarezzando i suoi malati, alcuni anche apparentemente più gravi di Alfie. Di sicuro più futili di lui, secondo i parametri dei giudici inglesi: Josè è immobilizzato in un letto da venti anni, ma riesce con una voce debole e incomprensibile a comunicare che lui è felicissimo, perché lì “non ha fame, né freddo,e ogni giorno c’è qualcuno che passa a fargli un saluto”.

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Tutto è incominciato con una bugia

di padre Aldo Trento

Cari amici,
Tutto è incominciato con una bugia. Era il 18 marzo di 60 anni fa, come oggi, vigilia si San Giuseppe in quel tempo festa di precetto. Con i miei compagni giocavo a palle di neve nella piazza del mio paesino, Faller, ubicato nella sponda destra della valle del Cimon, la valle che inizia a San Martino di Castrozza.

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Sabato 17 marzo padre Aldo Trento al TG3

 

Sabato 17 marzo, all’interno del TG3 nazionale delle ore 12 nella rubrica “Persone”  andrà in onda un ritratto di 7 minuti di padre Aldo Trento dal Paraguay.

Per chi non ha potuto vederlo

http://www.tg3.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f3734e92-5208-4c3d-a20f-40c19b84622a-tg3.html#p=

 

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Senza Cristo il nostro destino è il nulla

di padre Aldo Trento

Cari amici,

La Divina Provvidenza è instancabile. La Fondazione è diventata un porto di mare dove arriva di tutto. Ogni giorno riceviamo moltissimo pane che condividiamo con tantissimi poveri, i quali hanno fame di tutto. Ultimamente ci arrivano casse da morto di lusso, lasciateci in dono dai ricchi che alla sepoltura preferiscono la cremazione. Abbiamo il piano della Clinica sotterraneo che ne è zeppo.

L’altra sera sono sceso. Ero solo e mi sono appoggiato su una delle bare guardando lo spazio che un giorno sarà riempito da questo povero corpo e che poi andrà sotto un metro e mezzo di terra. Questo pensiero mi dava fastidio.

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