Verrà un giorno. Riflessioni sul Giudizio Universale

giudizio

di Susanna Tamaro

Da un anno faccio parte dell’Opera del Duomo di Orvieto, l’antichissima istituzione che –  fin dalla posa della prima pietra nel 1290 –  si  occupa di provvedere alla manutenzione e alla conservazione della Cattedrale e dell’amministrazione dei suoi beni. Nell’ambito di questo ruolo, mi è stato chiesto di organizzare –  nell’arco dei tre anni del mio incarico –  degli eventi culturali.   Mi è sembrata quindi la giusta occasione per tentare di  restituire a questo  luogo sacro,  accanto all’universalmente riconosciuta bellezza artistica,  anche una voce in grado di parlare alla solitudine e allo smarrimento degli uomini di oggi.

Come  tutti sanno, il  Duomo ospita all’interno della Cappella di San Brizio  il Giudizio Universale di Luca Signorelli,  e per questa ragione ho avuto l’idea  di  dare vita –  invece del solito festival con dibattiti e presentazioni di cui ormai abbiamo molti esempi di successo nel nostro paese – a una dimensione diversa e più approfondita di comunicazione.  Saranno infatti soltanto quattro Lectio Magistralis  ispirate, seppure in modo diverso, al tema del Giudizio Universale. Il mio intento è quello di creare un appuntamento annuale nel quale  le persone che si fanno domande possano ritrovarsi per poter approfondire stimoli e riflessioni che sono al di fuori dal frastuono dei media. Il mondo contemporaneo ci pone  davanti a tante  e sempre nuove sfide, ed è proprio, a mio avviso,  la risposta che sapremo dare a queste sfide che ci renderà capaci di indirizzare la nostra società verso una dimensione più umana del vivere o  verso invece scenari di apocalittica distruzione.

Ho voluto così interpelllare  testimoni che fossero al di fuori dei soliti circuiti mediatici e dunque, proprio per questo, capaci di sorprenderci con le loro riflessioni. Continua a leggere “Verrà un giorno. Riflessioni sul Giudizio Universale”

Una bellissima giornata tra nuovi amici

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di Costanza Miriano

Il passaggio in autostrada, anche per un brevissimo tratto come quando andiamo a Perugia, comporta per la mia prole l’acquisizione di un diritto inalienabile, e cioè un buono bar, o più esattamente un buono schifezza del quale usufruire durante il viaggio. Anche il nostro viaggio a Orvieto dunque è stato interrotto dalla pausa ciucci caramella e dal conseguente faticosissimo mercanteggiare (“no, tu hai avuto una goleador, che vale più di tre tuc, me ne devi un altro”: c’è un’apposita borsa valori che calcola gli scambi in valute diverse). La pausa pipì poi viene richiesta quando il pulitissimo bagno di casa è stato lasciato da un massimo di dieci minuti, in modo da rendere l’impresa (andare in bagno senza toccare tavolette estranee) davvero impegnativa, ma prima del mare un po’ di bicipiti rinforzati vanno anche bene. Continua a leggere “Una bellissima giornata tra nuovi amici”