di Giovanni Marcotullio
Ero in apprensione, stamattina, mentre salivo in moto e guardavo l’orologio: «Caspita – mi dicevo – la mostra apre alle 10 e io sono ancora qui… chissà se riesco a entrare prima di pranzo… capirai, poi oggi è sabato…».
La nostalgia delle code ai musei…
Mai avrei voluto essere tanto disilluso: di fronte all’ingresso del Braccio di Carlo Magno non c’era nessuno – e io prima di pensare che davvero nessunofosse lì in fila per entrare ho chiesto al gendarme se la mostra fosse stata improvvisamente sospesa. «No, si figuri: è aperta! Quello è l’ingresso»Nel corso della visita, fortunatamente, ho potuto vedere che alla spicciolata qualcuno veniva, ma per me che avevo appena attraversato l’Urbe tappezzata di manifesti pubblicizzanti l’ennesimo allestimento di Bodyworlds e l’imminente concerto di Giovanni Allevi, trovare una densa e composta fila sarebbe stato perfino una consolazione.
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