Meglio orsi

Le donne sole sono più felici delle sposate.

Lo sostiene Anna Maria Bernardini de Pace, avvocato matrimonialista, sul Giornale, e un amico di fb, di blog e speriamo presto di persona, mi chiede un’opinione.

Non mi lascerò certo sfuggire l’occasione, porca Svizzera, di dire la mia, per una volta che è richiesta.

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Il triangolo no

La fedeltà è superata. Bisogna ridefinire nuove regole.

Era questo più o meno il senso della risposta data dalla Aspesi a una lettrice in crisi matrimoniale nell’ultima puntata della Posta del cuore, mia settimanale lettura culto sul Venerdì di Repubblica.

Dopo che ho smesso di lacrimare dalle risate – anche il grottesco può essere esilarante – mi chiedo: che regole vuoi definire se togli la fedeltà? “Caro, sappi che da oggi vado a letto con altri uomini il martedì e il venerdì. Gli altri giorni no, perché io sono una donna onesta. Il venerdì me ne serve uno esperto di cinema iraniano. continua a leggere

Amore al metro cubo

Sgomenta per il livello dei miei lettori, a giudicare dai commenti e dall’elevazione del dibattito che segue ai miei post, ieri cercavo affannosamente un’ispirazione decente. Poiché le mie bambine si erano addormentate, e senza che facessi uso di sostanze illegali – ammesso che un ciuccio concesso di nascosto dal padre possa superare i controlli antidoping – mentre i maschi si stavano allegramente randellando con un amichetto in giardino, la mia presenza in casa era del tutto superflua (all’ora della tata). Così mi sono concessa il raro privilegio

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La mozzarella no!

Mio marito parla poco, ma il più delle volte quelle poche cose che dice hanno un senso. Io, da parte mia, ogni tanto lo invito a conversare del più e del meno, ma la sua risposta standard è “che ti dico, se non ho niente da dire?”, mentre io, al contrario, riesco a intrattenere conversazioni (per me) avvincenti anche con la signora del casello autostradale, corsia per carte di credito, che è una voce registrata ma secondo me anche lei, visto che insisto da anni, prima o poi diventerà mia amica.

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Perchè mio marito non mi ha lasciata?


Sinceramente non mi spiego come sia potuto accadere. Non me ne capacito proprio. Com’è che mio marito non mi ha lasciata?
E sì che ce l’ho messa tutta. Mi sono rivista nelle riprese di dodici anni fa – i patetici filmini di famiglia con i quali almeno ho il pudore di non ammorbare nessun estraneo – con il primo figlio in braccio e, ammettiamolo, ero attraente come un paracarri.

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Le regole della seduzione

di Costanza Miriano

Le regole della seduzione le ho trasgredite tutte.

Ci siamo scambiati i numeri di telefono e l’ho chiamato io per prima (errore numero uno). Prima dello scambio dei numeri gli avevo detto che ero sola da anni, e temo che abbia intuito che, a 26 anni suonati, ero alla ricerca di Mister Right (errore numero due, madornale, irrecuperabile). Quando l’ho chiamato e l’ho invitato a uscire lui, appunto, mi ha detto di no: aveva il raffreddore. Non i calcoli renali in fase acuta, non la febbre a 40. Il raffreddore e mi ha detto di no.

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Un segreto piano sovversivo

“L’obiettivo finale, te lo dico, è un referendum abrogativo della zucchina”. Mio figlio ha deciso di riscrivere la Costituzione italiana, ma il disegno in realtà porta alla lotta risolutiva contro il nemico giurato, l’odiato ortaggio. Prendendo spunto dalle celebrazioni dell’unità d’Italia e dai molti discorsi di questi giorni sulla nostra Carta, un comitato di giuristi di casa mia (Tommaso e Bernardo) ha dunque buttato giù un canovaccio di una nuova Costituzione, sulla quale molti insigni studiosi da oggi in poi dovranno misurarsi.

Articolo 1 Questa casa è una democrazia fondata sui bambini.

Articolo 2 Questa casa ripudia il passato di verdure come strumento di tortura, e di risoluzione dei conflitti alimentari.

Articolo 3 I compiti sono equiparati a lavoro nero, e quindi dichiarati illegali…

Cari ragazzi, sarà dura da digerire, ma ve lo dico ancora una volta, questa casa non è una democrazia, e compiti e verdure sono legali. Mi dispiace.

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Un estraneo nella bottiglia

Devo fare ammenda. Ieri ho scritto che dovrei intuire che mio marito prova stima e simpatia nei miei confronti – ma senza esagerare – dal fatto che non mi lascia.

Mi corre però l’obbligo di precisare che c’è un dato ancora più esplicativo dei suoi forti, fortissimi sentimenti nei miei confronti. Non si libera di me nonostante io la mattina sia un mollusco, un essere privo di spina dorsale, pronta a tutto pur di non alzarmi, capace di inventarmi malori, scuse, contrattempi e piogge di rane pur di dormire quegli ultimi tre minuti.

Credo di avere energie fuori della media, come quasi tutte le mamme che lavorano e forse anche un pochino di più. Mi accade davvero raramente di fare solo una cosa per volta, non vado a dormire neanche se mi sparano e sono una specie di mulo: nessuna fatica mi spaventa. Posso anche fare il dritto e arrivare alla mattina dopo senza chiudere occhio, se necessario (esami, poppate, colichette, varie ed eventuali). Ma se tocco il cuscino è finita, poi ci vuole l’argano. Quel sant’uomo tutte le sante mattine che Dio manda in terra scaraventa fuori dal letto cinque persone e si occupa, con modi bruschi ma funzionali, che tutti si vestano, si infilino ciascuno il calzino di propria competenza, che tutti abbiano uno zaino e una merenda. Gli ossi più duri siamo io – Il mollusco – e Il cadavere, affettuoso nomignolo mattutino di mia figlia Lavinia, che essendo il mio clone ha preso da me anche alcune simpatiche caratteristiche, come l’ignavia antimeridiana e la capacità di rompere oggetti solo sfiorandoli.

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Totti e sant’Antonio

di Costanza Miriano

Dunque, partiamo dall’assunto che visto da vicino nessuno è normale. E va bene. Ci sto. Ma come spiegate che mio marito, che visto da lontano sembra un uomo padrone di sé, poco espansivo e poco incline ad esternare i suoi sentimenti (dice che dovrei intuire che prova della simpatia nei miei confronti dal fatto che non mi lascia), mi telefona dal lavoro privo di voce, cercando di urlare, roco, “doppietta di Tottiiiii”? Io non me lo spiego, personalmente. Chi è questo signore dall’altro capo del telefono?

“Non l’ho vista la doppietta, mi spiace. La tv era spenta, i figli facevano i compiti”. “Sei crudele, sei spietata!” A questo punto dovrei cercare spiegargli con cautela, con molta circospezione, che i nostri ragazzi del derby Roma Lazio possono anche fare a meno (pur preferendolo comunque ai compiti), ma le cautele non bastano. “Allora se non sono tifosi non sono figli miei – decreta – C’è qualcosa che mi nascondi.”

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Le chiacchiere dello spogliatoio

Siccome mio marito è saggiamente convinto che nella vita come col maiale non si butta niente (e infatti se voglio buttare qualcosa lo devo fare di nascosto, e qualche volta avvengono anche delle operazioni di ripescaggio che fanno sì che io ritrovi in funzione oggetti di cui credevo di essermi liberata); siccome è sabato e ho pensato di fare la persona seria e di dedicarmi ai figli come una donna sana di mente che ignora l’esistenza del computer; siccome però alla fine una persona seria non sono, ho pensato di pubblicare un articolo che ho scritto ai tempi in cui collaboravo con una rivista per sportivi, California, del mio carissimo amico, l’avvocato Gabriele Brustenghi. Continua a leggere “Le chiacchiere dello spogliatoio”

Regalo per l’otto marzo

Amo i maschi perché si prendono selvaggiamente a colpi di spada di legno per contendersi il titolo di Supremo Sovrano del Corridoio, e tredici secondi dopo essersi scannati si dividono maschiamente una bottiglia di coca cola, per poi ricominciare a giocare come se niente fosse. Li amo perché non faranno mai uno psicodramma, come le loro coetanee, non scenderanno negli abissi singhiozzanti della disperazione solo perché qualcuno “mi ha detto che sono cattivaaaa”. continua a leggere