Regalo per l’otto marzo

Amo i maschi perché si prendono selvaggiamente a colpi di spada di legno per contendersi il titolo di Supremo Sovrano del Corridoio, e tredici secondi dopo essersi scannati si dividono maschiamente una bottiglia di coca cola, per poi ricominciare a giocare come se niente fosse. Li amo perché non faranno mai uno psicodramma, come le loro coetanee, non scenderanno negli abissi singhiozzanti della disperazione solo perché qualcuno “mi ha detto che sono cattivaaaa”.

Li amo perché il massimo della ripicca che possono concepire è un calcio, e non faranno mai perfidi commenti sottovoce sul colore della maglietta della loro nemica, alle sue spalle.

Li amo perché sono il modello base, la fiat 127 del genere umano: senza optional ma solidi e irrinunciabili.

Amo gli uomini quando montano mensole, riempiono buchi con lo stucco, trovano canali e accroccano soluzioni. Quando non vogliono fermarsi a chiedere la strada, e alla fine, pur facendo sei volte il giro della piazza la trovano, mantenendo un dignitoso contegno.

Li amo anche se fanno domande e poi quando lei comincia a rispondere escono dalla stanza.

Li amo quando, interrogati: “ti ricordi quello che ti ho detto ieri di Annalisa?”, con gli occhi persi nel vuoto frugano affannosamente nella memoria e fingono di sapere bene e rispondono a monosillabi per non tradirsi, per non lasciar trapelare che del segreto dell’amica si sono dimenticati nell’istante stesso in cui glielo avete solennemente confidato.

Amo l’uomo anche quando ha lo sguardo assorto, si chiude nel silenzio e nel lasso di tempo in cui voi vi convincete, in una escalation di pessimismo, che presto vi dirà che il vostro rapporto è al capolinea, loro in realtà hanno elaborato complessi pensieri del tenore di: quasi quasi ordino una pizza; questo divano è scomodo; speriamo che esonerino l’allenatore.

Amo gli uomini perché senza le femmine sono totalmente disabili alla vita sociale, si aggirano nel mondo persi e disadattati. Li amo perché ci fanno sentire indispensabili.

Amo come scrivono, come suonano, come cantano. Li amo perché loro sì che hanno gusto nella musica, nell’architettura, nell’arte.

Amo gli uomini perché sanno mantenere uno sguardo di insieme, e analizzare lucidamente le economie globali, ma non riusciranno a concepire un piano organizzativo che riesca a conciliare pediatra e lezione di danza e merenda.

Li amo anche quando, certi dell’amore della loro diletta – che trascorre ore a cercare di mantenere un accettabile livello estetico, a levigarsi e profumarsi e depilarsi ogni area critica – gironzolano per casa con abiti informi.

Li amo anche quando buttano le chiavi di casa nel cassonetto della spazzatura, si confondono i giorni della settimana e gli amici dei figli, portano trionfanti a casa buste della spesa piene di oggetti inutili.

Li amo perché non si perdono nei dettagli, e sanno mantenere salda la bussola, ed essere lucidi e razionali e affidabili quando noi precipitiamo nei gorghi misteriosi che ci portiamo dentro.

Li amo perché fanno il lavoro grosso per noi, e quando noi complichiamo troppo le cose, sanno invocare al momento giusto il Grande Capo Estiqaatsi.

Amo gli uomini perché sono loro il nostro regalo per l’8 marzo.

33 pensieri su “Regalo per l’otto marzo

  1. Ho letto il suo libro. Devo dire che mi ha colpito, in senso positivo. Ma lei esiste veramente?
    Scherzi a parte, complimenti per il libro e per come sta difendendo le sue idee. Ho visto il suo intervento alle Invasioni Barbariche: lei era nella condizione più difficile, la tesi non comune, l’anomalia, mentre gli altri si sono adagiati nell’ovatta del luogo comune, dell’opinione comune. Ho sempre la massima ammirazione per coloro che difendono il proprio progetto di vita, anche (ma forse soprattutto) se questo va contro il pensiero comune. Complimenti ancora e in bocca al lupo per il suo libro!

    Luigi Foschini

  2. Ottimo! Stampo il post, mi metto un fiocco in testa e mi presento a mia moglie …
    ps: non rispondo, però, del lancio indiscriminato di oggetti e stoviglie …
    pps: il dono è reciproco. Vedi Gen. 1, 27; JPII, catechesi sull’amore umano (non so se ricordo il titolo esatto), Ed. Città Nuova; …

  3. molto bello però un pò banale, di solito questo post gira come powerpoint via email, spero che non sia il suo vero pensiero ma solo una divertita provocazione, comunque sono d’accordo che voi siete meglio, non ci sono dubbi e l’ho scritto nel mio piccolo blog, però anche noi qualche piccola dote ce l’abbiamo.
    buon 8 Marzo.

  4. paul bratter

    non capisco come si possa definire l’articolo molto bello e banale, per me le due cose sono inconciliabili. e poi non vedo cosa abbia di banale, lo trovo un inno d’amore (nonostante tutto) agli uomini ironico e divertente, nello stile del libro.
    tra l’altro mi sembra invece molto originale farlo l’otto marzo!

    1. ciao Paul, bello xchè è divertente, banale non in senso offensivo ma di deja vù, sono cose che le donne ci rinfacciano da tempo, va beh dai, sia noi che loro siamo insostituibili.

  5. Certo che dovete essere orgogliosi di essere maschi!
    Livio, ce l’ho quel libro, ma confesso che lo tengo colpevolmente e disdicevolmente sul comodino nella pila di quelli da leggere da un sacco di tempo!
    Luigi, esisto veramente ma non razzolo mica sempre bene come predico! Renato, mi dispiace se il pezzo ti è sembrato banale. Non è una provocazione, io amo gli uomini ( i miei e per osmosi gli altri) a volte anche per i loro difetti, che sono complementari ai nostri. Una curiosità: che vuol dire che gira con power point? In quanto femmina sono impedita tecnologicamente.

    1. ciao Costanza, scusa leggo solo ora i commenti, intendo che da tempo gira una presentazione power point su noi uomini e i nostri adorabili difetti, simpatica e divertente e ahimè reale. Dai, però, se non ci fossimo dovreste inventarci…:)
      complimenti x il blog. Leggerò il tuo libro.

  6. cristina

    fantastico! io ho tre figli, corro (anche se sono ben lontana dai 42km) e lavoro a tempo pieno con qualche viaggetto oltralpe e sono anche io cattolica. Spesso sembra che essere una buona madre e lavorare siano in contrapposizione e nemmeno in ambito cattolico è facile trovare chi ha un sguardo completo come il tuo.. quindi Grazie!
    Perchè non vieni a Milano a presentare il tuo libro?

  7. cristina

    Beh io mi sono attivata per invitarti a presentare il libro al Centro Culturale di Milano ..

  8. C’era una volta il maschio che non doveva chiedere mai… Figuriamoci le indicazioni stradali. Poi, meno male, hanno inventato il TomTom. Del resto è così, gli uomini non domandano informazioni e le donne non sanno leggere le carte stradali. Un motivo ci sarà…

  9. Stiamo aspettando l’occasione giusta per invitarti, se lo gradirai, anche a Piacenza e darti la visibilità che meriti. In quella circostanza potrai anche presentare il tuo libro che, per adesso, ho … presentato e sto tuttora continuando a presentare io.
    Nella vita bisogna accontentarsi …

    1. Ma che accontentarsi, sono onoratissima di avere uno sponsor tanto profondo, colto e simpatico. E che scrive così bene. Mi piacerebbe infinitamente venire a conoscere te e la tua famiglia! Ti ho citato anche oggi alla presentazione, a Roma…

  10. Ma spero sia davvero ironica questa cosa.
    Hai idea di come stai distruggendo te stessa all’interno di un modello maschilista pre-venduto negli anni a venire per comodità degli uomini?
    Hai idea di quanti luoghi comuni hai scritto?
    Sei consapevole che potresti benissimo fare te quel buco sul muro? Ti rendi conto quanto si avvilente dire che solo perché sei donna hai meno gusto nell’arte degli uomini???
    Mentre scrivo questa cosa mi convinco sempre di più che in realtà sia tutto ironico e io non ho capito nulla…è l’unica spiegazione

  11. giovanni

    Per fortuna è arrivato il dr. Marshmallow a salvare Costanza dai luoghi comuni e a lottare per la sua emancipazione! 🙂

    1. maria

      puoi dirlo forte: se fosse per gente come voi il mondo sarebbe ancora all’età della pietra… meno male che c’é stata l’emancipazione, così adesso possiamo confrontare due punti d vista differenti e ridere delle assurdità che dite, invece che viverle sulla pelle ogni giorno ^^

  12. In effetti (cara Costanza, dovresti un po’ vergognarti … :-)) anche mia moglie (che prima guardava con grande circospezione la mia cassetta degli attrezzi …) ora con il filo di ferro, il cacciavite ed il silicone se la cava piuttosto bene. Le manca di saper usare il trapano elettrico. La poveretta ha dovuto imparare per forza, causa la mia frequente … latitanza 😀

    1. E’ chiaro che ho un po’ semplificato e banalizzato, ma io credo comunque fermamente nelle differenze fra i generi, e credo che vadano salvaguardate, e a volte anche sottolineate. Abbiamo solo da guadagnarci, tutti.

  13. pigei

    Più leggo questi interventi più mi dico… quanta bella gente c’è al mondo… e pensare che sono un po’ sfiduciato e diffidente nei confronti del mio prossimo… soprattutto nell’ambiente di lavoro. Sì, devo essere più ottimista. Ci sarà un’alba di comprensione, rispetto, apprezzamento e condivisione tra questa società di uomini confusi e queste donne vere, coraggiose e semplici.
    Si, voglio crederci.
    Saluti.

  14. marco orsolino

    Gent.ma Costanza, l’articolo mi è piaciuto molto, davvero molto, ed anche altri articoli che ho letto mi hanno affettuosamente divertito; rimane un mistero come tu (mi permetto il tu) sia riuscita ad uscire viva da Le invasioni barbariche dove c’è la Bignardi che è più invasata delle sue idee di quanto lo fosse Hitler (ed è tollerante più o meno come lui) e come tu possa lavorare fra tutte le altre illuminate sinistrorse del Tg 3. La prova provata che la vita è tutta un mistero …

  15. Elena B

    Queste differenze che tu dici tra uomini e donne derivano da condizionamenti culturali, sociali ed educativi. Se non ci fossero differenze nell’educazione tra bambini e bambine non ci sarebbero queste differenze e potresti amare anche le donne.
    Non sarebbe fantstico?

      1. … scusate: il nome esatto è Bruce Reimer (alias “Brenda”, non quella del caso Marrazzo). E’ una vicenda di qualche anno fa. Ne ho ritrovato solo una versione in lingua inglese …)

      2. Elena

        Interessante… ma non simostra nulla.
        E’ un caso su sei miliardi di persone (7 a breve)
        Esistono tantissime bambine, nate femmine e cresciute come tali che si stracciano i vestiti da femmina, i fiocchi, siedono con le gambe aperte, giocano con le macchinine.
        Per favore, questo ti sembra qualcosa di scientifico e serio?
        A me sembra una lotta tra due psicologi, ognuno intento a dimostrare la sua tesi, ed in mezzo un essere umano confuso e ferito. Essere umano, persona, indipendentemente dal sesso.
        Per favore, questa stupidata ti sembra qualcosa di scientifico e serio?
        La maggior parte delle ragazze della mia età odia il colore rosa, i gioielli e gli abiti troppo femminili.
        E conosco sempre più uomini vanitosi che adorano fare shopping. Uomini che odiano fare i lavori pratici e donne portate per i ruoli di comando.
        Basterebbe guardarsi intorno per vederlo, non servono statistiche. Ma anche se ne disponessi, a voi non basterebbero, vero?
        Infine: non è specificato il motivo del suicidio del ragazzo. Non mi è dato sapere se sia legato o meno alla sua identità sessuale.
        E le donne morte suicide o di botte in seguito agli abusi del marito padrone? Che, sicuramente, sono molte di più? Immagino che per quelle troverete qualche giustificazione, tipo che non erano brave mogli cristiane… o non erano sufficientemente sottomesse…

    1. anna

      Brava Elena…concordo in pieno! Sarebbe fantastico che bambine e bambini fossero liberi di scegliere e provare al di là del genere d’appartenenza.

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