Il Papa: “Aborto ed eutanasia false compassioni. I medici cattolici facciano obiezione”

di admin @CostanzaMBlog

Le parole di papa Francesco del 16 novembre 2014 su aborto, eutanasia e obiezione di coscienza.

fonte: vatican.va

il blog di Costanza Miriano

papa-francesco

Importante discorso del Papa all’Associazione Medici Cattolici Italiani, ricevuti ieri mattina in udienza nell’Aula Paolo VI, in Vaticano. Di seguito, il testo con le parole pronunciate da papa Francesco.

Non c’è dubbio che, ai nostri giorni, a motivo dei progressi scientifici e tecnici, sono notevolmente aumentate le possibilità di guarigione fisica; e tuttavia, per alcuni aspetti sembra diminuire la capacità di “prendersi cura” della persona, soprattutto quando è sofferente, fragile e indifesa. In effetti, le conquiste della scienza e della medicina possono contribuire al miglioramento della vita umana nella misura in cui non si allontanano dalla radice etica di tali discipline. Per questa ragione, voi medici cattolici vi impegnate a vivere la vostra professione come una missione umana e spirituale, come un vero e proprio apostolato laicale.

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22 commenti to “Il Papa: “Aborto ed eutanasia false compassioni. I medici cattolici facciano obiezione””

  1. “L’essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo da utilizzare, così che – lo notiamo purtroppo spesso – quando la vita non è funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore, come nel caso dei malati, dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini UCCISI prima di nascere.”

    (Papa Francesco, Discorso al Parlamento europeo, 25 novembre 2014)

    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/november/documents/papa-francesco_20141125_strasburgo-parlamento-europeo.html

  2. “Una diffusa mentalità dell’utile, la “cultura dello scarto”, che oggi schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti, ha un altissimo costo: richiede di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente o socialmente più deboli. La nostra risposta a questa mentalità è un “sì” deciso e senza tentennamenti alla vita.

    «Il primo diritto di una persona umana è la sua vita. Essa ha altri beni e alcuni di essi sono più preziosi; ma è quello il bene fondamentale, condizione per tutti gli altri» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull’aborto procurato, 18 novembre 1974, 11). Le cose hanno un prezzo e sono vendibili, ma le persone hanno una dignità, valgono più delle cose e non hanno prezzo. Tante volte, ci troviamo in situazioni dove vediamo che quello che costa di meno è la vita. Per questo l’attenzione alla vita umana nella sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabile, all’ammalato, al nascituro, al bambino, all’anziano, che è la vita più indifesa.

    Nell’essere umano fragile ciascuno di noi è invitato a riconoscere il volto del Signore, che nella sua carne umana ha sperimentato l’indifferenza e la solitudine a cui spesso condanniamo i più poveri, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nelle società benestanti. OGNI BAMBINO NON NATO, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, e – ho parlato del bambino: andiamo agli anziani, altro punto! E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare, come ci propone la “cultura dello scarto”! Non si possono scartare!

    Il terzo aspetto è un mandato: siate testimoni e diffusori di questa “cultura della vita”. Il vostro essere cattolici comporta una maggiore responsabilità: anzitutto verso voi stessi, per l’impegno di coerenza con la vocazione cristiana; e poi verso la cultura contemporanea, per contribuire a riconoscere nella vita umana la dimensione trascendente, l’impronta dell’opera creatrice di Dio, FIN DAL PRIMO ISTANTE DEL SUO CONCEPIMENTO. È questo un impegno di nuova evangelizzazione che richiede spesso di andare controcorrente, pagando di persona. Il Signore conta anche su di voi per diffondere il “vangelo della vita”.

    In questa prospettiva i reparti ospedalieri di ginecologia sono luoghi privilegiati di testimonianza e di evangelizzazione, perché là dove la Chiesa si fa «veicolo della presenza del Dio» vivente, diventa al tempo stesso «strumento di una vera umanizzazione dell’uomo e del mondo» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione, 9). Maturando la consapevolezza che al centro dell’attività medica e assistenziale c’è la persona umana nella condizione di fragilità, la struttura sanitaria diventa «luogo in cui la relazione di cura non è mestiere – la vostra relazione di cura non è mestiere – ma missione; dove la carità del Buon Samaritano è la prima cattedra e il volto dell’uomo sofferente, il Volto stesso di Cristo» (Benedetto XVI, Discorso all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, 3 maggio 2012).

    Cari amici medici, voi che siete chiamati a occuparvi della vita umana nella sua fase iniziale, ricordate a tutti, con i fatti e con le parole, che questa è sempre, in tutte le sue fasi e ad ogni età, SACRA ed è sempre di qualità. E non per un discorso di fede – no, no – ma di ragione, per un discorso di scienza! Non esiste una vita umana più sacra di un’altra, come non esiste una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra. La credibilità di un sistema sanitario non si misura solo per l’efficienza, ma soprattutto per l’attenzione e l’amore verso le persone, la cui vita sempre è sacra e inviolabile.”

    (Papa Francesco, Discorso ai partecipanti dell’incontro promosso dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici cattolici, 20 settembre 2013)

    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2013/september/documents/papa-francesco_20130920_associazioni-medici-cattolici.html

  3. http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2016/11/21/news/aborto_young_pope-152470034/

    Curioso il collegamento che fa Repubblica. Dimostra che questi temi bruciano ancora nella coscienza degli intellettuali. Solo che poi quella che per Sorrentino dovrebbe essere la voce del cristiano “di buon senso” butta lì delle frasi che non formano alcun ragionamento (ma quella frase di Sant’Alfonso esiste davvero? Sarà forse stata pronunciata in un tempo in cui le donne non avevano tanto potere decisionale?). Il cristiano “fanatico” fa citazioni bibliche pure a casaccio. Insomma questa serie non riflette diverse anime della Chiesa, riflette la confusiome che ha in testa Sorrentino sul cristianesimo.

    P.S. @ Fabrizio: grazie per la risposta sull’altro post, condivido tutto tranne la parte sulla fatica di Sisifo, ma ne riparleremo in un’altra occasione.

  4. Curioso anche che i titoloni ignorino completamente la seconda concessione che Papa Francesco da giubilare ha reso permanente, quella ai fedeli che per qualsiasi ragione preferiscono ascoltare la messa dalla FSSPX.
    Ora, se non sbaglio – ma per favore correggetemi se ho capito male – chi prima del Giubileo andava a messa solamente dalla FSSPX non ottemperava al precetto domenicale e si trovava quindi in una situazione irregolare egli stesso, ma adesso si.

  5. @Ola @Giusi
    Anch’io ho compreso la cosa solo riguardante la confessione. Come sia regolata la questione della Messa, è veramente un caos. L’ultimo pronunciamento ufficiale della Santa Sede è la risposta a due “dubia” della Pontificia Commissione dell’Ecclesia Dei del 6 novembre 2012. La domanda esplicita ipotizzava un caso di emergenza, ovvero un fedele che viaggiando si trovasse ad avere come unica possibilità pratica di partecipare alla messa quella di frequentarne una della FSSPX, a patto che non fosse celebrata “contro” il Pontefice. La risposta era “no”. Ora, la questione è curiosa, perché in caso di emergenza, invece, il precetto domenicale può essere assolto in una chiesa ortodossa. Mentre con i religiosi della FSSPX ci sono problemi di legittimità delle ordinazioni da risolvere, gli ortodossi sono molto più distanti da noi nella teoria e nella pratica, sacramenti inclusi. Per non parlare poi della posizione verso il Pontefice. Non ti riporto il documento perché non sono sicuro che sia il più recente: c’erano stati pronunciamenti più aperturisti prima, e forse qualcosa dopo. Di sicuro qualche vescovo si è pronunciato, e da un punto di vista pratico per un fedele di quelle diocesi non si può ignorare la disposizione del vescovo. Quindi penso che abbia ragione GIusi: confessione sì, precetto domenicale no

    @Piero
    Ma, guarda, il card. Kasper si può dire che abbia la facoltà di prevedere il futuro, perché evidentemente sa che il Papa applica l’agenda San Gallo (o Martini, come la chiama Alessandro). Siccome è uno degli autori, Kasper sa bene cosa c’è scritto. D’altronde che ci sia un interesse a muoversi sulla questione del celibato è già stato detto più volte da Magister. Doveva finire dentro l’argomento del prossimo Sinodo ordinario del 2018; è stato rifiutato, ma figurati se non ce lo faranno rientrare in qualche modo. L’opera di devastazione deve essere a trecentosessanta gradi, non deve lasciare niente di integro. E d’altronde, una volta che è stata profanata l’Eucarestia (con i discorsi sull’intercomunione, la compatibilità tra stato di grazia e peccato grave e tutta la faccenda di Lutero) si è raggiunto il vertice: il resto è tutta roba in discesa.

    @Zimisce
    L’articolo su Sorrentino ha attirato anche la mia attenzione. Premesso che di Sorrentino non so niente né voglio sapere niente e che la mia conoscenza sulla serie televisiva si basa su qualche recensione, la mia opinione è che si tratti di “calunnia preventiva”. Pio XII, ultimo papa pre-conciliare, è stato oggetto di un’intensa campagna di calunnia a posteriori, mediaticamente sintetizzata dal film “Il vicario”. Bisognava preparare la strada al cambiamento radicale del post-concilio. Ora si fa calunnia preventiva del prossimo papa che rimetterà a posto tutto questo caos. Intanto si “brucia” già il possibile nome che potrebbe scegliere, Pio XIII.

    • A parte il caso di emergenza, di cui ha detto Fabrizio, direi proprio anch’io confessione sì, precetto festivo no.

      “Già nel 2003 la commissione vaticana “Ecclesia Dei” che si occupa dei lefebvriani aveva risposto così a due domande provenienti dagli Stati Uniti, in una lettera del 18 gennaio firmata dal prelato lussemburghese Camille Perl, all’epoca membro della commissione:

      D. – “Posso assolvere il mio obbligo domenicale assistendo a una messa della Fraternità San Pio X?”

      R. – “In senso stretto potete assolvere al vostro obbligo domenicale assistendo a una messa celebrata da un prete della Fraternità San Pio X”.

      D. – “Commetto peccato assistendo a una messa della Fraternità San Pio X?”

      R. – “Se, assistendo a questa messa, la vostra ragione principale fosse di manifestare il vostro desiderio di separarvi dalla comunione col Pontefice romano e con quelli che sono in comunione con lui, si tratterebbe di un peccato. Se la vostra intenzione consiste semplicemente nel partecipare a una messa detta col Messale del 1962, non si tratta di peccato”.

      Successivamente, in data 28 marzo 2012, la stessa commissione “Ecclesia Dei, questa volta a firma del suo segretario Guido Pozzo, ha risposto negativamente alla prima domanda, ma alla seconda ha confermato che andando a messa dai lefebvriani non si commette peccato, “a meno che si voglia sostituire con ciò l’osservanza del precetto festivo”.

      http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/10/29/tempo-di-misericordia-ma-anche-di-scomuniche/

  6. @Giusi, hai perfettamente ragione:
    “Nell’Anno del Giubileo avevo concesso ai fedeli che per diversi motivi frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X di ricevere validamente e lecitamente l’assoluzione sacramentale dei loro peccati.[15] Per il bene pastorale di questi fedeli, e confidando nella buona volontà dei loro sacerdoti perché si possa recuperare, con l’aiuto di Dio, la piena comunione nella Chiesa Cattolica, stabilisco per mia propria decisione di estendere questa facoltà oltre il periodo giubilare, fino a nuove disposizioni in proposito, perché a nessuno venga mai a mancare il segno sacramentale della riconciliazione attraverso il perdono della Chiesa.”

    • @Fabrizio “Mentre con i religiosi della FSSPX ci sono problemi di legittimità delle ordinazioni” – ma il punto cruciale non e’ il mancato riconoscimento del CVII? Penso che rimosso quello, la legittimazione di ordinazioni gia’valide non dovrebbe essere un problema o anzi avvenire automaticamente riacquisita la comunione con Roma?

      • @ola “Penso che rimosso quello, la legittimazione di ordinazioni gia’valide non dovrebbe essere un problema o anzi avvenire automaticamente riacquisita la comunione con Roma?”

        È un caos. Quella che hai scritto è, in sintesi, la posizione della CDF per bocca di Mueller. Ma così si è espresso, in un’intervista, monsignor Pozzo della Ecclesia Dei:

        [S]pesso nella discussione con la FSSPX, l’opposizione non è al Concilio, ma allo “spirito del Concilio”, che si avvale di alcune espressioni o formulazioni dei documenti conciliari per aprire la strada a interpretazioni e posizioni che sono lontane e talvolta strumentalizzano il vero pensiero conciliare. Anche per quanto concerne la critica lefebvriana sulla libertà religiosa, al fondo della discussione a me pare che la posizione della FSSPX sia caratterizzata dalla difesa della dottrina tradizionale cattolica contro il laicismo agnostico dello Stato e contro il secolarismo e relativismo ideologico e non contro il diritto della persona a non essere coartata né impedita dallo Stato nell’esercizio della professione di fede religiosa. Si tratta comunque di temi che potranno essere oggetto di approfondimento e di chiarificazione anche dopo la piena riconciliazione.

        Da questa dichiarazione parrebbe che il “riconoscimento integrale” del CVII, per così dire, potrebbe avvenire dopo la riammissione, e quindi non sarebbe un prerequisito.

        Da parte della FSSPX, in ogni caso, leggo molte diffidenze, e umanamente li capisco: ma chi garantisce che, dopo essere rientrati ed essersi riassoggettati dall’autorità di Roma, non gli piomba un commissario e fanno la fine dei FI?

        • @Fabrizio OK grazie per la spiegazione
          .
          “Da parte della FSSPX, in ogni caso, leggo molte diffidenze, e umanamente li capisco: ma chi garantisce che, dopo essere rientrati ed essersi riassoggettati dall’autorità di Roma, non gli piomba un commissario e fanno la fine dei FI?”

          Sicuramente non hai scelto a caso l’avverbio “umanamente”, perche’rifiutare di proposito la comunione e l’autorità di Roma non e’esattamente una marachella, diciamo che se lo fai e’molto meglio per te che tu abbia – e io non dubito che in buona fede mons. Lefebvre li abbia avuti(*) – seri e fondati indizi di essere dalla parte della ragione.

          (*) Sui suoi successori non mi esprimo perche’non li conosco bene, vedi il problema e’anche questo, quando si perde l’unita’: che in tempo zero si assiste a un moltiplicarsi di nuove fratture, ognuna con la sua parte di ragioni senza dubbio, che rendono di fatto impossibile per il normale fedele capirci qualcosa. Leggevo proprio oggi un articolo che paventava, in caso di accordo con Roma, una nuova scissione della FSSPX.

          • “Sicuramente non hai scelto a caso l’avverbio “umanamente””

            Esatto.

            “che in tempo zero si assiste a un moltiplicarsi di nuove fratture”

            Esatto. Le responsabilità di Lefevbre non si possono valutare oggettivamente oggi. Ci vorrà del tempo per capirle. Aveva molte ragioni, alcune delle quali – quelle sì – oggi sono evidenti e indiscutibili. Altri atti invece sono stati errori. So che GPII gli aveva offerto la possibilità di consacrare un vescovo, ma Lefevbre disse che non era abbastanza e, invece di mettersi d’accordo, ne nominò quattro. Magari un compromesso si poteva fare? La scomunica avvenne per la consacrazione illecita, non per le riserve sul CVII. I bene informati dicono che in realtà molti si misero in mezzo tra Lefevbre e GPII per seminare zizzania e, francamente, lo ritengo plausibile. Ma penso che possa essere un riduzione parziale della colpa, non totale. Mi chiedo quanto più fruttuosa avrebbe potuto essere l’azione della FSSPX se, invece di scegliere la via separata, avesse tentato di aggregare intorno a sé quanto più consenso possibile nell’episcopato. Va detto che ci furono anche responsabilità di quelli che, invece, non sostennero le iniziative di Lefevbre, pur essendo sostanzialmente sulle stesse posizioni, quando la frattura non era ancora stata consumata.

            Insomma, ci vorrà un po’ per capire tutto nei termini giusti. Vorrei ricordare – cosa spesso dimenticata – che esiste anche la FSSP. È un gruppo di lefevbriani che non seguì il vescovo al momento della rottura e trovarono un accordo nel 1998 con GPII. Celebrano in VO e mi risulta che anche i loro seminari siano pieni.

            • Si sono pieni. Quelli che seguono la Tradizione hanno sempre i seminari pieni. Era pieno anche lo STIM dei Francescani dell’Immacolata. Ma Bergoglio lo ha chiuso.

              Fraternità Sacerdotale San Pietro, statistiche novembre 2016

              http://blog.messainlatino.it/2016/11/fraternita-sacerdotale-san-pietro.html

              • “Si sono pieni.”

                Io ho sperimentato la FSSP durante un viaggio in Borgogna due anni fa, quando – dovendo trovare una chiesa nei dintorni del luogo di soggiorno, ho pensato di cercarne una che celebrasse il VO, che non avevo mai visto. E ce n’era una ragionevolmente vicina. Invece di trovare a solita chiesa quasi vuota e piena di persone anziane, roba tipica della Francia, ho trovato una chiesa quasi piena, con quasi tutti giovani (sotto i cinquant’anni) e molti bambini. Poco tempo dopo realizzai che quella comunità gestisce anche un’altra chiesa in un paese vicino, in cui ero capitato qualche anni prima (per un NO) e avevo notato anche in quel caso che la chiesa era piena e “giovane”.

                • “Insomma, ci vorrà un po’ per capire tutto nei termini giusti. Vorrei ricordare – cosa spesso dimenticata – che esiste anche la FSSP. È un gruppo di lefevbriani che non seguì il vescovo al momento della rottura e trovarono un accordo nel 1998 con GPII. Celebrano in VO e mi risulta che anche i loro seminari siano pieni.”

                  Ho la grande grazia di avere una loro chiesa vicino al luogo dove lavoro. Se dai loro frutti li riconosceremo mi sembra proprio che siano sulla strada giusta.

                • E non dimentichiamo L’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote

                  http://www.icrss.it/

  7. Bisogna conoscere meglio la storia di Lefebvre, per parlarne, il Papa GPII tergiversava e ritergiversava, rimandava e rimandava, magari sperando che nel frattempo mons Lefebvre schiattasse, allora prima di morire, visto che si era difronte ad uno stato di grave necessità(oggi è ancora più grave), mons Lefebvre per assicurare alla FSSPX (che altrimenti avrebbe fatto la fine del topoo dei FFI) la continuità e la sopravvivenza ha fatto quel gesto che gli è costato la scomunica(ma a ben gurdarci una scomunica in mezzo ad una gerarchia modernista, pertanto altrettanto scomunicata fa un po’ sorridere). Ricordiamoci i gesti di GPII, cioè il bacio al Corano e altre sciempiaggini, poi possiamo pure dire che mons Lefebvre ha sbagliato, ma solo perchè oggi siamo abituati ad ogni assurdità e probabilmente non possiamo nemmeno immaginare cosa sia per un cattolico che aveva conosciuto la Chiesa dei santi e degli apostoli,veder offeso pubblicamente nostro Signore. Che dire poi della Messa nuova creata a tavolino da un sacerdote massone Bugnini e 6 protestanti, mica per onorare Dio in modo migliore, ma per non offendere i nostri “fratellini” protesanti. Se ne accorto qualcuno che la Chiesa è occupata dai modernisti che sono già stati condannati da S.Pio X? e che chi dice la Messa nuova è già stato scomunicato da S.Pio V? (vedetevi l’anatema scritto sul messale di S.Pio V per chiunque osasse cambiare la Messa). Io credo che quando sul soglio di Pietro siederà nuovamente un papa cattolico, allora ci sarà più chiara la figura di mons Lefebvre e della sua Fraternità, perchè grazie a lui (naturalmente grazie a Dio che lo ha ispirato) è stato salvato il sacerdozio cattolico, la S.Messa e la dottrina di sempre, gli altri gruppi sono venuti grazie al fatto che in prima linea a prendersi le pallottole hanno trovato la FSSPX. Non so se la Fraternità S.Pietro non abbia dovuto cedere a qualche compromesso con il modernismo(dire pure la messa nuova, accettare il CVII, tacere sulle varie nefandezze dette e fatte dalla gerarchia?), certo è che se non ci fosse a fare da scudo la FSSPX sulla quale si focalizzano tutti i colpi, credo che tutte le altre realtà tradizionaliste sarebbero già tutte commissariate.La FSSPX nella posizione dove si trova rimane un salvagente per chi dovesse essere perseguitato dagli uomini di Chiesa modernisti. Visto che conoscendoli bene so di certo che non sono degli incalliti vanagloriosi, non c’è molta gloria nel correre a desta e manca a dire Messe a portare la sana dottrina e non c’è gloria nel essere poveri (non hanno lo stipendio), nè nel dire le messe in ex bar, ( a dire il vero la gloria c’è, ma tutta spirituale non mondana)so anche di certo che non sono masochisti, allora perchè credete non possano accettare compromessi con il modernismo?Sarà perchè la nostra Fede va difesa anche a costo della vita e perchè deve rimanere integra per piacere a Dio? Sta di fatto che hanno avuto la colpa di fare ciò che i sacerdoti hanno sempre fatto e non l’hanno fatto per i merletti o per nostalgia, ma per la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime. Poi Dio giudicherà, ma non dite male di mons Lefebvre, se non lo conoscete.

  8. PS: ricordo che la Madonna alla Salette piangeva perchè vedeva che Roma avrebbe perso la Fede. Pertanto credo che la FSSPX potrà tornare in comunione con Roma, quando Roma tornerà in comunione con la tradizone, il Magistero infallibile della Chiesa e naturalmente con nostro Signore Gesù Cristo e i suoi comandamenti. Non ci può essere comunione con una gerarchia modernista, perchè la comunione si deve avere con la Chiesa di Cristo non di Lutero.

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