L’irresistibile leggerezza dell’essere

di autori vari
foto di Mario Barbieri

foto di Mario Barbieri

di Mario Barbieri

Ho assistito e partecipato all’incontro del 25 Giugno a Modena, per il settimo (e ultimo) incontro del ciclo “Giovani, Famiglia e Società”, dove il “primo relatore”, l’invitato d’onore, come credo tutti sappiano su questo blog, era Costanza.

Volevo qui condividere alcune sensazioni e considerazioni che vorrebbero andare oltre il semplice plauso o i complimenti a Costanza, anche perché sono fermamente convinto che in un’ottica cristiana, le eccessive lodi ad una persona, ancor più se la si stima, non sono un gran regalo da farsi, anzi possono trasformarsi in un inconsapevole “sgambetto”…

Ciò detto, devo dire che ancora una volta (non è la prima che ascolto Costanza parlare in pubblico), mi ha favorevolmente colpito la sua “leggerezza”, il suo estremo garbo e anche la sua ironia (spesso auto-ironia), nell’affrontare temi non dico scabrosi, ma certamente seri ed importanti.

Possiede anche un discreto “sense of humor”, alcune battute direi sarebbero degne di esser citate sul palco di Zelig (quella dell’Apollo 13 con a bordo una donna – non se ne abbia a male la nostra formidabile Cristoforetti – è spassosissima).

Queste peculiarità, certo devono esserle in qualche modo connaturate, per carattere, indole e propria formazione, ma hanno dei tratti che mi piace riportare allo spartito, anzi al pentagramma, che fa da ossatura a queste o quelle note, che diversamente suonerebbero come assoluta cacofonia.

Lo spartito, il sottofondo musicale del dire di Costanza e che ha in comune ad altri, è la Fede, la Fiducia, la Speranza ed anche direi la Carità (quella Evangelica). Questo fa si che come il “bel canto”, il dire non si imponga a forza, non diventi un disturbo, una violenza, ma qualcosa che allieta, che può anche trasformare l’umore di un singolo momento o di un’intera giornata.

Dovrebbe essere credo, l’essenza non tanto dell’Annuncio Cristiano, che può anche avere toni ieratici, profetici, perentori se così Dio vuole, quanto quello della nostra singola, feriale, umana testimonianza. Qualcosa che, indipendentemente da chi ci troviamo di fronte, viene porta all’altro come si porge un dono, un omaggio. Anche spogliando un po’ se stessi, mostrandosi più che mettendosi in mostra, mostrandosi per quello che si è, perché l’altro possa in noi riconoscersi e, come diceva anche Costanza in quell’incontro, pensare: “ma se ce l’ha fatta lei/lui, perché non posso anch’io?”

Ho osservato attentamente durante l’incontro, il “malcapitato” (scherzo, non so se lo era…) che sul palco era certo stato mandato d’ufficio, a rappresentare la Banca “sponsor” – e nessuno si scandalizzi, anche gli “sponsor” sono a volte necessari – e che ha fatto il suo intervento formale e professionale.

Non so nulla di quel giovane bancario, della sua vita, tanto meno della sua Fede o se dentro di sé aveva tirato accidenti per una serata sprecata a cui non aveva potuto sottrarsi, ma… ma vi posso assicurare che se l’è goduta. Non si è perso un passaggio del parlare di Costanza, non s’è perso un battuta, ridendo e applaudendo di gusto con l’assemblea. Un’attenzione troppo viva per non pensare che il tutto l’abbia colpito. Magari in tante cose si è ritrovato, certo credo non sia tornato a casa come era arrivato.

Questo anche è il valore, l’essenza, la gioia, la forma della testimonianza e della testimonianza Cristiana, perché forse la parola “Dio” o il nome di Gesù o i Dogmi o il Catechismo, non sono stati ripetuti a raffica, ma non di meno non potevano essere “non udibili”, perché stavano in quella melodia. Perché la domanda che chiama a conversione non è “come faccio a imparare tute queste cose”, ma “come mai la tua vita è così (e la mia no)?”.

Il far sorgere questa domanda è dato a tutti, se la nostra vita pur con tutti, tutti i nostri limiti è redenta. E non dobbiamo e non possiamo sottrarci, perché non è necessario stare su un palco, aver scritto un libro o essere “Costanza”, basta aver fatto esperienza dell’Amore di Dio e non nasconderlo (come il servo infingardo dell’unico talento).

Vi è un’altra cosa che già da molto mi sorprende, ed è la capacità di sondare le dinamiche umane come il più sapiente degli psicologi o psichiatri, se vogliamo. Sentire parlare Costanza di tutte le dinamiche del rapporto uomo-donna, ma anche uomo-donna-figli, quelle dinamiche che trovano motivo nella nostra profonda e specifica natura e nell’essere diversi ma complementari è sorprendente ma nello stesso tempo risulta naturale.

Potrei quasi dire che nella mente del credente, si trasfonde una conoscenza che è quella che il Creatore ha della Sua Creatura. Una visione che nell’Uomo a me piace chiamare discernimento, che appunto discerne gli spiriti, gli umori, le pulsioni e le persone. Non sto parlando di una mistica arte divinatoria o di chissà quali poteri paranormali, ma il saper leggere l’uomo per quello che è, capirne la psicologia profonda e soprattutto averne misericordia.

Ma misericordia, già sembra un termine di chi è accondiscendente (non parlo ovviamente della Misericordia divina), di chi guarda le cose un po’ dall’alto… parlo invece della misericordia di chi ha “cura”, di chi si fa carico dei pesi dell’altro con la stessa filosofia che è nella parola tanto concreta e materiale della Liturgia di questa Domenica: “Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza…” (2Cor 8, 14). Dove è chiaro che in questo contesto non mi riferisco ad un’abbondanza e un’indigenza solo materiali, anzi.

Così mi auguro che da incontri come questi non si apprendano delle “formulette”, dei piccoli segreti per viver meglio la nostra relazione sponsale o altro che sia, ma che si trovi il desiderio e lo stimolo per la testimonianza bella del bello, del bello che c’è in noi, del bello che c’è in noi nel nostro rapporto intimo con Dio da cui ogni altro rapporto prende senso e misura e pienezza.

Mi sia consentito anche un pubblico e personale grazie, per una cosa semplice come quella di aver avvicinato Costanza e dopo essermi fatto riconoscere per chi ogni tanto è qui ospite di scritto e partecipante a volte invadente, mi sono sentito rivolgere un: “Uhhh, che bello… aspetta aspetta…” per aspettare la sua circumnavigazione del tavolo del palco e poi ricevere un abbraccio, come di chi abbraccia un amico fraterno che si ritrova dopo tempo o a lungo atteso.

Grazie Costanza.

60 commenti to “L’irresistibile leggerezza dell’essere”

  1. Pensavo a Dio che ci diede il codice in 10 piccole sentenze e qui per un dettaglio un fiume di parole. Nulla da dire ma forse mi da uno spunto per capire le tonnellate di carta che ci sono nelle librerie. In altri 1000 anni e con la tecnologia di stampaggio cosi’ avanzata,mezzo mondo pieno di carta. Cordiali saluti, Paul

  2. Grazie Mario! Smack! 😀
    Soprattutto grazie, Costanza, per la tua disponibilità a divulgare il Regno di Dio… per la tua accoglienza.
    Credo che uno dei frutti di questo blog sia quell’abbraccio finale, con alcuni solo virtuale per ora… ma non si sa mai. Quell’abbraccio che alcuni di noi commentatori hanno già sperimentato sia con te, carissima Costanza, ma anche tra noi quando ce n’è stata l’occasione. Personalmente posso gioire di aver toccato con mano la solidità del cammino di alcuni qui, che provano (come me del resto…) a camminare con la Chiesa di Cristo.
    Grazie, Gesù, per questa tua famiglia virtuale ma non troppo, che stai formando, Tu solo sai perché ci hai messi “insieme” così diversi. Ah, sì, è ero! Erano tanto diversi anche gli Apostoli che ti sei scelto 2000 anni fa…

  3. Grazie! Mario Barbieri, hai descritto, rendendola viva anche per chi non ha avuto la fortuna di partecipare all’incontro di Modena e in modo sapiente, il dono che è Costanza e il suo carisma.

  4. Anch’io tra il pubblico ho ricevuto quello Spirito che poi ti fa correre a casa per raccontarlo, per poi ritrovarsi il giorno dopo con le stesse difficoltà di sempre…. Anch’io in fila, come tanti, l’ho avvicinata e le ho raccontato qualcosa di me in due secondi come ad un’amica che non si vede da un po di tempo … Anch’io mi sono meravigliata a vedere tante persone ridere insieme ed appassionarsi su temi delicati dell’educazione e dell’obbedienza, della dedizione e della famiglia … Anch’io ho pensato che forse se ce la fai lei (un marito, un lavoro, due figli più di me, tanti problemi come tutti) forse ce la posso fare anch’io perchè “Cara Costanza” ammiro il tuo coraggio, la tua “Costanza”, il tuo modo di tradurre la nostra Fede con leggerezza e autoironia, il tuo scherzare sui limiti che ogni giorno ci mettono alla prova… Anch’io lo ammetto il giorno dopo ho messo lo smalto, tirato fuori i tacchi e messo una collana (ma turchese) per andare fuori tra amici con mio marito e così parlare e raccontare, a chi non c’era stato, il tuo contagioso donarsi agli altri che non ha spiegazioni logiche se non l’incontro con un solo sguardo, quello di Chi è via verità e vita… Non potevo perdere l’occasione di ragalarti qualcosa anch’io per rendere grazie e portare proprio a te Cara Costanza un piccolo frutto di Chi semina … si Anch’io ho provato a tardurre un messaggio in una storia un libro, un esperimento, dove ho messo tanti ingredienti, la storia di un luogo, un po del mio lavoro e delle persone al mio finaco… tante persone lungo il cammino… Anch’io avevo la sensazione come tante donne di essere un vaso che fa acqua da tutte le parti e di dover correre da tutte le parti a tappare i buchi senza mai riuscirci, per poi rendermi conto che forse non sono proprio un vaso che fa acqua, ma uno scola pasta e non tanto perché sia una brava cuoca (e molto più bravo mia marito) ma per quella irrequietudine che ci porta a donare tutte noi stesse per difendere e prenderci cura di chi amiamo in cerca della bellezza e bontà… anch’io ho iniziato a scrivere e regalare il libro e, dopo aver finito la cerchia di amici e parenti, continuo però solo a regalo per rendere grazie … Così ringrazio anche Mario Barbieri per essersi reso, anche lui in prima persona, “strumento” , onda e vento che trasporta la “buona novella” Grazie

  5. Nella presentazione Mario Barbieri ecco subito rileva (anche nella Miriano) la consumata tecnica di preti e consimili di accattivarsi la benevolenza di chi ascolta attraverso spiritosaggini, motti di spirito, barzellette eccetra, che è la cosa che chi ha frequentato un po’ preti conosce digià anche troppo bene e rifugge. Per il resto non ci viene raccontato altro se non che “sentire parlare Costanza di tutte le dinamiche del rapporto uomo-donna, ma anche uomo-donna-figli, quelle dinamiche che trovano motivo nella nostra profonda e specifica natura e nell’essere diversi ma complementari è sorprendente ma nello stesso tempo naturale.” Fine.

    • Sferzante il nostro Alvise…

      Quindi “tecniche diaboliche” diresti tu (o possiamo fermarci a “scherzi da prete”)? 😉
      Oh che dici, meglio tornare al sano “ricordati che devi morire!” (sacrosanta verità)?

      Io credo invece semplicemente ci sia sana gioia di chi gioia a ricevuto e gioia esprime, o a te non capita mai di essere “simpatico” (si faticherebbe a crederlo ma io credo tu sappia esserlo) e raccontare, non dico barzellette, ma simpatici aneddoti?

      Apprezzabile comunque la tua sintesi nel virgolettato… sperando a quella parte almeno tu dia un valore.

      Buona Domenica Alvise.

      • A ben vedere Alvise non ha tutti i torti. E se certamente non si tratta di “tecniche diaboliche” e nemmeno di banalissimi “scherzi da prete”, bisogna ammettere ci sia anche una discreta dose di ovvietà sia nel discorso e sia nella presentazione.
        Ci sono dei momenti nella vita di ognuno in cui fa piacere riascoltare detto da terzi ciò che noi sappiamo benissimo e di cui siamo anche convinti. Tutto ciò aiuta, infonde nuova forza per andare avanti, perché “ciò che può la mente, il corpo non sa”.
        Non a caso, poco prima in un intervento c’è chi ha scritto: “Anch’io tra il pubblico ho ricevuto quello Spirito che poi ti fa correre a casa per raccontarlo, per poi ritrovarsi il giorno dopo con le stesse difficoltà di sempre …”.
        Appunto!
        Buona domenica. Simone

        • Nono mi pare io abbia detto Alvise abbia torto in toto…

          Tutto sta a vedere se si tratta di “trucchetti” da venditore porta a porta, o doti, attitudini naturali (c’è chi ha capacità empatiche in modo del tutto naturali) o, come sostenuto nell’articolo, queste vengo (o sono potenziate diciamo così) da uno spirito (con la S per chi crede) che ti muove ad essere “empatico”, perché ti muove verso l’Altro nel giusto modo e maniera.

          Per conto mio escludo il primo caso e propendo per gli altri due…

          Anche perché, oggettivamente, il venditore ha un preciso scopo nel vendere (non denigro il venditore… lo sono anch’io per lavoro), in altro caso, che me ne viene?
          Il Paradiso? Guarda basta molto meno del fare “conferenze” e credo che scopriremo frutti di una singola nostra parola che neppure immaginavamo… e se poi ci è data dallo Spirito… che merito ne avremmo?

          Ciao Simone e Buona Domenica anche a te!

    • Per quello che importa…

      … avendo letto e ascoltato – seppure non dal vivo – qualcosa di quanto scritto o detto da Costanza, mi permetto di dire che non è così.

      La consumata tecnica (per la verità non propria solo di preti e consimili) di accattivarsi l’uditorio con spiritosaggini e barzellette non c’è proprio.
      Lo dico perchè tale artificio retorico mi è insopportabile.

      Si può essere d’accordo o meno con Costanza, ma la lievità del dire e l’ironia (l’arte di dire le cose serie senza prendersi sul serio) sono naturali.

      Ciao.
      Luigi

      P.S.: bello lo scritto di Mario. Ma si può ascoltare da qualche parte l’intervento?

      • Non ho visto quella sera impianti di registrazione video professionali (salvo il fatto che la registrazione può essere fatta direttamente dai microfoni), ma certamente credo qualcuno in sala con i “potenti mezzi odierni” possa aver registrato…
        ( Io mi ero organizzato con il mio armamentario, ma ‘gnorante come una capra, non avevo controllato la carica della batteria!! Ah ah ah 😐 )

        Se qualcosa c’è credo Admin lo caricherà…

        • Io c’ero e ho registrato con il mio “potentissimo” cellulare, ma non saprei come poter condividere con voi la registrazione (che tra l’altro è abbastanza pesante, quasi 90MB quindi impossibile da inviare via mail…)
          Se posso esservi utile in qualche modo…

  6. Costanza è una persona semplice,onesta,piena d’amore verso il prossimo, sempre disponibile …un vero angelo di Dio sulla terra…in mezzo a noi . alle nostre miserie . alle nostre paure .. lei trasmette serenità , traspare la sua immensa fede … quando c’è Costanza, Dio é con noi ..percepisci la sua benevolenza verso tutte le sue creature , grazie Costanza anche per questi amici , fratelli virtuali .

  7. …no, non dico che questi buffi giochi di spirito (intelligenti e ironici, si capisce) siano non appartenenti autenticamente alla Miriano la quale quindi sarbbe in mala fede nel recitare un logoro copione pretesco. No, lei non recita, lei è sincera , in lei lo spirito parrocchiale si è fatto carne, da sempre, e è venuto a parlarci a noi.
    E del fatto che anche io sia in “buona fede” nell’affermare questo ne testimoniano i primi blog a cui ho patecipato
    e in cui parlavo di peripezie buffe buffe di famiglie pane e nutella (spalmata sui tappeti di casa)!

    • Allora se avevo frainteso ti chiedo scusa.

      Giustamente parli di spirito parrocchiale, ti riferisci al senso etimologico di “parrocchia”… “abitare accanto” o abitare come straniero in mezzo ad altri a ricordare che siamo nel mondo ma non del mondo. 😉

      Questo naturalmente non per autoproclamarsi diversi o migliori, ma come segno che TUTTI gli Uomini possono scoprire che il loro definitivo vivere è “altro” da questo mondo, che come sappiamo è un “passaggio”, un “pellegrinaggio” verso la Meta.

      Ciao.

  8. Vedo la foto di Costanza…e poi penso alla Boldrini. Misteri di un cervello che lavora per associazioni, non per gerarchie.
    Infinite diversita’ in infinite combinazioni.

    Ma la scintilla divina arde ovunque. Persino nella maestrina..

    • Bellissimo…

      Intanto il caro Scanzi infila a preambolo del suo discorso, giusto per essere dialogante, tutta un serie di “retrogradi”; “bigotti”; “medievali criogenizzati”; e me ne sono persi certo un altro po’… COMPLIMENTI!
      Per poi ricredersi quando il “medievale criogenizzato” (scongelato) fa affermazioni a lui gradite.

      E la cara Gruber se fosse una giornalista seria, imparerebbe a pronunziare il nome (almeno) delle persone di cui cita a sproposito frasi per condannarle pesantemente (e condannarle o travisarle nessuno può contestarglielo, padrona…), ma lo sbeffeggio: “questo chi è? arghello argu…” è la cifra della sua posizione pre-concetta nonche del suo livello di “giornalismo” (e scusate se uso la parola giornalismo).

      Ma mi si faccia il piacere!

      Grazie del contributo Alvise… illuminante (non che mi abbia illuminato su cose che già non sapessi).

      • Scanzi e la Gruber in genere dicono cose originali e interessanti.

        Solo che quelle originali non sono interessanti, e quelle interessanti non sono originali (da un Controcorrente di Montanelli, che si riferiva a non so più chi).

        Però ho letto alcune pagine di “Eredità” e non erano male.

      • Nella mia innata frivolezza mi viene da osservare che la cara Lilli, al battesimo e/o all’anagrafe fu detta Dietlinde, che pare voglia dire Teodolinda. Il medioevo lo si può insolentire quanto si vuole, ma se si è europei è difficile chiamarsene fuori 😉

    • Ottimo esempio di pessimo giornalismo.
      Sia di ammaestramento a quanti vogliono comunicare a tutti i genitori la verità sul pericolo che ai loro incolpevoli figli a scuola venga fatto il lavaggio del cervello a base di teoria gender: evitare i grandi mezzi di informazione, che sono tutti schierati pro-gender e sistematicamente operano per nascondere come stanno le cose. Eluderli, aggirarne lo sbarramento usando vie di comunicazione che sfuggono al loro controllo.

  9. …ma lasciando da parte la grinzosa e stizzosa Lilli Gruber (nulla a che vedere con la solarità salvifica della Miriano) e altro giornalismo di bassa tacca, mi sembrava una interessante ricapitolazione degli argomenti in questione (che te li sai già ovviamente) non certo una illuminazione (che te lo sei già, ovviamente) (umilmente)

    • Perdonami Alvise ma non vedo come, tralasciando la grinzosastizzosaboccadicanotto (eh eh spiritello cattivello, ma l’interventino alle labbra è sintomatico) e altro giornalismo di bassa tacca, si possa qui estrapolare un “interessante ricapitolazione degli argomenti”… (anche volendo ovviamente)

      Bada che (l’eventuale) illuminazione e di nuovo cosa che si riceve, come quando ti puntano un faro addosso… il merito semmai è della Luce in sé e di Chi ti fa luce.
      (ovviamente)

  10. …siamo nel mondo, ma non siamo del mondo, ma vogliamo parlare del mondo!

  11. …noi invece siamo del mondo e *perciò* siamo scemi imbecilli!

    • … e chi l’ha detto ?!
      Confutavo il tuo sottintendere che chi “non è del mondo” sia titolato a parlare del mondo… Non farmi l’Alvise-Gruber (che sei quasi più bello tu) 😉

  12. …scendi al nostro livello. Parla delle cose senza pretendere di avere un ultra sapere delle cose.
    Sei nel mondo, del mondo e fra poco sotto il mondo (sottoterra)! Permetti che gli altri possano sbagliare (anche te pui sbagliare) (non siamo diversi) (siamo tutti mezzeseghe) (umane) (o anche meno). (non siamo da più della Gruber o di altre grinzose) (il mondo è tutto una grinza)
    p.s. ma Gandolfini userebbe psicoterapia (cosiddetta) o la lobotomia (dal momento che leggo è anche neurochirurgo) (ammappete!)?

    • Va bene Alvise… il botta e risposta sta degenerando.

      Io alla Gruber contesto di parlare e sentenziare su cose che NON conosce e tra l’altro facendo un lavoro per cui dovrebbe almeno conoscere di chi e cosa sta parlando.
      Poi secondo te io mi sento detentore di un “ultra sapere” e veleggio ponendomi su “altri livelli”?
      Chettedevodì… mi spiace tu la pensi così… me ne farò una ragione, ma non cadere nell’ipocrisia, perché anche tu a tuo modo qui (pur nella tua mezzasegheria – che certamente ci accomuna) pretendi dal “basso” (va bene così?) del tuo sapere, di insegnare ad altri come, vivere, intendere le cose e porsi rispetto le cose.

      A questo punto.. pausa… e alla prossima (sempre che non sia sottoterra – il mio corpo – in attesa della resurrezione – ovviamente).

  13. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Ribloggo, in solidarietà con Costanza Miriano, cui i totalitaristi arcobaleno, i democratici LGBTQWXYZ hanno fatto bloccare il profilo Facebook. E ribadisco le verità rivoluzionarie che propone: l’uomo è maschio e la donna è femmina; una generazione naturale è possibile solo tra un uomo/maschio ed una donna femmina. Il matrimonio naturale è tra uomo e donna. 2+2 fa 4 e 3×3 fa 9.

    E ho detto tutto.

    • Salve Luca,
      ho provato ad accedere al profilo di Costanza su Facebook, inizialmente mi è stato possibile, ma subito dopo sono riuscito. A cosa ti riferisci?

  14. Completa solidarietà Costanza.
    Penso che presto riavrai il tuo profilo FB, non preoccuparti, ma so che tu non te ne preoccupi..
    La cosa importante è avere giusto un milioncino di amici (se non di più)…

  15. Se ti hanno chiuso il profilo Facebook, vuol dire che fai molta paura. Avanti con coraggio!!

  16. Ti vogliamo tutti un bene stragrande

  17. …fai probabilemnte molta paura alla Forza di Colonizzazione Unita Omogenea (mica, come siete soliti dire voi, “pizza e fichi”!)

  18. forza MARIO!!!!!! ti adoro

  19. Anch’io ho fatto un’esperienza simile. Sono andata ad ascoltare Costanza in una chiesa di Roma sulla Laurentina la scorsa estate e le avevo portato un braccialetto rosario e il mio libretto del matrimonio. Mi ha cullato il cuore la sua soavità e il successivo abbraccio l’ho portato con me con tanta allegria nel cuore per molto tempo. Mi sembrava di incontrare un’amica anche se la conoscevo solo per aver letto i suoi libri e uno scambio di email. Mi piace credere che sia stato mio figlio che da quasi 4 anni non è più tra noi ancora legati alla vita corporea a farmi sintonizzarsi quella sera su una sua intervista a radio 24 e avercela così presentata indicata per consolarmi ancora un po’ di più per starmi ancora più vicino. ……..

  20. Beh, riguardo alla trasmissione della Gruber, io non sarei così negativo. Si, effettivamente la Gruber è stata un po’ “birichina”, facendo vedere da che parte stava, però i sostenitori dell’una e dell’altra tesi erano 2 contro 2, e tutti, più o meno, hanno potuto parlare.
    Certo, sarebbe bello avere dei moderatori completamente “spassionati” e “terzi” che si limitassero a dare o togliere la parola (esclusivamente, guardando l’orologio) e ad intervenire solo quando qualcuno adopera espressioni incivili o esce, palesemente, dall’argomento del dibattito.
    Ma questo presupporrebbe un clima diverso nei rapporti fra le diverse parti in causa. A69

    • @A69,

      veramente presupporrebbe un moderatore meno spudoratamente di parte.. non pretendo un robot segnatempo, ma sei certo abbastanza intelligente da capire che in una simile trasmissione anche fossero stati 8 “contro” 2, chi dà il “taglio” al discorso e in ogni caso può sempre prendersi l’ultima parola, fa la differenza.

      La cara Grub non ha capito nulla di determinati passaggi, non sapeva chi era chi o le faceva gioco far finta di, ma insegnava ad altri piccata da cosa avrebbero dovuto prendere distanze o meno… (oltre il resto)

      Il “clima” poi chi lo ha creato? Vedi l’apertura di discorso del caro Scanzi che già ho stigmatizzato, proprio in apertura. In apertura non perché poi si son scaldati glia animi…

      Io il confronto lo accetto e mi potrebbe anche appassionare, ma con persone che abbiano un minimo di onestà intellettuale.

      Su Anonimo… un piccolo sforzo per essere meno pilatescamente equilibrato… nel senso di voler stare “nel mezzo” dove si usa dire stia la Verità… (tutto da dimostrare)

      • @ Bariom

        il clima è preesistente a dibattiti come quello, si può dire, anzi, che “aleggi nell’atmosfera”, e, da parecchio tempo. Non l’ha creato Scanzi il quel dibattito.
        C’è uno scontro ideologico in atto.
        Che la Gruber si sia mostrata un po’ troppo di parte, l’ho già ammesso prima.
        Magari fosse possibile un robot talmente perfezionato, che potesse moderare i dibattiti, LIMITANDOSI a dare e togliere la parola (sulla base di tempi rigorosi) e ad interrompere per ammonire, garbatamente, chi usa espressioni incivili o chi va fuori tema in modo evidente! Magari! Questo sì che stempererebbe il clima! A69

        • Quindi convieni com me che al di là dell’aleggiar dei climi, c’è chi ci marcia e il clima avverso (a chiunque) gonfia e peggiora o potrebbe (volendo) con un po’ di sano equilibrio e pacatezza, lo stesso clima stemperare… 😉

          La indi per cui, non mi accontento della scusa del “clima presistente”. Ciao.

          • Che ci sia gente che “ci marci” (DA UNA PARTE COME DALL’ALTRA!) è senz’altro vero. C’è un clima surriscaldato e, purtroppo, c’è gente che accende i cerini, invece di versare acqua fredda!

            Che ti devo dire? Speriamo negli sviluppi della robotica (o cibernetica). A69

  21. O.T. (ma sempre sino ad un certo punto)

    Barletta, addio don Salvatore Mellone: ordinato sacerdote sul letto di morte
    A 38 anni si è spento per un cancro incurabile; la sua storia commosse l’Italia. Il Papa gli telefonò: “La prima benedizione la impartirai a me”

    Coronò il sogno di ricevere i paramenti sacerdotali due mesi fa quando ormai, per lui, non c’era più niente da fare. Don Salvatore Mellone, malato terminale di cancro, si è spento questo pomeriggio a Barletta. La sua storia commosse l’Italia e divenne nota per la telefonata ricevuta da Papa Francesco: “La prima benedizione che darai da sacerdote – gli disse il Pontefice – la impartirai a me”.
    Barletta, addio don Salvatore Mellone:ordinato sacerdote sul letto di morte

    Don Salvatore fu ordinato dopo soli quattro anni di seminario, due in meno rispetto a quanti se richiesti abitualmente. L’eccezione è prevista in casi analoghi di malattie terminali, ma a suscitare sorpresa fu proprio il colloquio con Francesco. Al Pontefice furono quindi rivolte le prime parole del neo sacerdote: “Scenda sul Papa la benedizione di Dio onnipotente”.

    Pur stremato dalla malattia, don Salvatore ha continuato in questi mesi a celebrare l’eucarestia all’interno della sua casa, alla presenza di poche persone. “Cristo mi dice vai e porta conforto a tutti”, ripeteva più volte.

    I funerali saranno celebrati nella parrocchia del “Santissimo Crocifisso” martedì alle 16,30. A presiedere la cerimonia sarà l’arcivescovo Giovanni Battista Pichierri, lo stesso che il 16 aprile scorso esaudì il desiderio di don Salvatore di dedicare tutta la sua vita alla Chiesa.

    da http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/puglia/barletta-addio-don-salvatore-mellone-ordinato-sacerdote-sul-letto-di-morte_2119553-201502a.shtml

    Articolo più esteso su Avvenire:
    http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/morto-don-salvatore-mellone-barletta.aspx

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